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Sunto di Storia contemporanea, Prof. Novarino, libro consigliato Storia delle relazioni internazionali (dal 1918 alla guerra fredda), Ennio di Nolfo Appunti scolastici Premium

Sunto per l'esame di storia contemporanea, basato su appunti personali e studio autonomo del testo consigliato dal docente Storia delle relazioni internazionali (dal 1918 alla guerra fredda) di Ennio di Nolfo, Università degli Studi di Torino - Unito.

Esame di Storia contemporanea docente Prof. M. Novarino

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Piano Young (1929)

Vi è una seconda revisione dei pagamenti delle riparazioni di guerra dovute dalla Germania,

elaborata a partire da un piano presentato nel 1929 dal finanziere americano Owen Young.

Secondo le clausole del trattato di Versailles il governo tedesco doveva indennizzare gli Alleati a

compensazione dei danni causati dal conflitto. Incapace di far fronte alle ingenti somme richieste,

la Germania nel 1923 andò incontro a una forte svalutazione del marco, ciò ebbe come

conseguenza la necessità di rinegoziare la quantità e le modalità dei pagamenti delle riparazioni

attraverso il piano Dawes del 1924.

Perdurando la profonda depressione economica nel paese e alla luce della crisi mondiale

verificatasi nel frattempo, il piano Young intervenne a ridurre la somma dovuta dalla Germania.

Conferenza navale di Londra (1930)

Si tenne nel 1930 per modificare i rapporti sanciti nel 1922 a Washington tra la flotta giapponese,

quella inglese e statunitense ed estese fino al 1936 la moratoria sulle costruzioni navali.

Conferenza mondiale sul disarmo di Ginevra (1932)

Nel 1932, dopo una preparazione decennale, con la partecipazione di 60 paesi, si aprì una

conferenza internazionale sulla riduzione degli armamenti.

Si basava sul "piano Hoover" di eliminazione progressiva delle armi offensive, in modo da

lasciare una forza preponderante e dissuasiva a quelle difensive: i propositi migliori erano però in

contrasto con le pretese delle grandi potenze che svuotarono la Conferenza di contenuti.

La Conferenza di Losanna del 1932 organizzata delle nazioni alleate, ridusse ulteriormente il

debito ad una cifra trascurabile. Difatti il piano Young rimase in realtà lettera morta: il presidente

degli USA concesse una moratoria per il pagamento della somma dovuta per il 1931-'32,

giustificata dalla crisi finanziaria tedesca; e quando Adolf Hitler fu nominato cancelliere nel 1933 i

pagamenti furono interrotti definitivamente.

La Conferenza di Ottawa (1932)

La decolonizzazione seguì, nei diversi paesi, strade differenti, con processi di transizione

all'indipendenza più o meno rapidi e pacifici.

In linea di massima si può affermare che la Gran Bretagna, la quale aveva cominciato il processo

di decolonizzazione già nel ventennio 1919-1939, col tentativo di associare i diversi dominions al

Commonwealth, accordò l'indipendenza alle sue colonie con relativa facilità, favorendo il

passaggio dei poteri alle forze nazionaliste locali per mezzo di trattati.

Prima del Commonwealth i vari dominions erano uniti dal vincolo monarchico e dalla lealtà politica

alla madrepatria britannica. Già nel 1931, con lo Statuto di Wenstminster, la GB concesse ai

dominions il diritto di rigettare le leggi votate in GB proclamando la piena sovranità.

Nel 1932 nella Conferenza di Ottawa sul regime doganale preferenziale, con la GB nasceva il

Commonwealth of Nations, quale comunità di nazioni liberamente associate e accettanti uno

speciale vincolo con la GB.

Diverso fu il caso del sistema coloniale della Francia che, non interessata a politiche simili a quelle

inglesi, si sfaldò invece con conflitti spesso devastanti.

In generale la decolonizzazione in Asia precedette quella in Africa, la quale fu però in compenso

più rapida.

In Africa, tuttavia, i confini fra i nuovi stati, modellati dalle potenze europee, non rispettavano in

molti casi le precedenti formazioni statuali e le tradizioni etniche dei popoli: ciò fu la causa di

numerosi e sanguinosi conflitti anche futuri.

Mussolini nei primi anni '30

Sino agli Trenta Mussolini non modificò la politica estera italiana. Tra il 1928 e il 1932 cominciò a

fascistizzare la propria politica ma molto lentamente e diplomaticamente.

Gli obiettivi erano:

• scrollarsi di dosso la vittoria mutilata creando un sistema di alleanze nella zona danubiano-

balcanica che permise il controllo dell'Adriatico.

• ottenere compensi coloniali che non erano stati ottenuti nel 1919, pacificare la Libia che durante

la Guerra era sfuggita al controllo italiano e ribadire e aumentare il proprio controllo sull'Etiopia.

Mussolini in questo periodo chiedeva con molta coerenza di elaborare con la Francia una politica

comune, ottenendo i famosi compensi coloniali del patto di Londra.

L'Italia aveva ora uno stato nuovo con il quale aveva combattuto fra il 1919 e il 1920 una serrata

lotta per la definizione dei confini.

1919 Gabriele D' annunzio, occupando Fiume aveva approfondito dissensi.

1920 col trattato di Rapallo e nel 1924 col Patto di Roma fu raggiunto un compromesso: l’Italia

acquisiva posizioni importanti annettendo il Dodecanneso ma doveva combattere una dura guerra

di repressione per recuperare il controllo della Libia.

Né la Francia né la Gran Bretagna lasciavano spazio alle ambizioni nazionalistiche italiane se non

in aree limitate dell'Adriatico, come forse ma non certamente, il canale di Otranto, per il controllo

dell'Albania.

Il New Deal (1932)

La spirale della crisi durò negli USA fino al 1932, con l’elezione di Roosevelt che attuò un piano di

risanamento. Tali provvedimenti interni furono adottati dal presidente USA tra il 1933 e il 1938 per

fronteggiare gli effetti della Grande Depressione.

Lo scopo del New Deal (nuovo corso) fu il superamento della disoccupazione, il miglioramento

delle condizioni di vita, con l'obiettivo ultimo di superare la crisi anche a costo di indebolire lo Stato.

Si avviarono delle assunzione dei disoccupati da parte dello Stato per la costruzione di opere

pubbliche (strade ponti ospedali e scuole). Fu svalutato il dollaro, per rendere più facile

l'esportazione delle merci. Fu istituito un controllo sulle banche e sulle attività dei finanzieri per

evitare operazioni simili a quelle che avevano portato al crollo di Wall Street. Si concessero prestiti

ai contadini, si garantì alla maggior parte dei lavoratori una pensione di vecchiaia.

Gold standard (1934)

Il gold standard (detto anche sistema aureo) è un sistema monetario nel quale la base monetaria è

data da una quantità fissata d'oro.

Si possono distinguere tre casi:

• nel primo, l'oro viene usato direttamente come moneta (circolazione aurea);

• nel secondo, viene usata cartamoneta totalmente convertibile in oro, dal momento che il valore in

oro della moneta complessivamente emessa è pari alla quantità di oro conservata dalla banca

centrale (circolazione cartacea convertibile totalmente in oro);

• infine, nel terzo caso, le banconote sono convertibili solo parzialmente, risultando il valore della

quantità di banconote emessa un multiplo del valore dell'oro posseduta dallo stato (circolazione

cartacea convertibile parzialmente in oro).

Nel caso una moneta sia convertibile in un'altra moneta, a sua volta convertibile in oro, si parla di

gold exchange standard.

Prima del 1934, per effetto del cosiddetto Gold Standard, la carta moneta statunitense era

convertibile in monete d'oro; con la legge sulle riserve auree del 1934, la convertibilità fu abolita.

Da allora in poi la moneta circolante, sia cartacea sia metallica, è stata del tipo fiduciario.

Il Secondo New Deal (1935)

La speranza che i provvedimenti del 1933 sortissero immediati effetti positivi svanì rapidamente.

Nel 1935 Roosevelt promosse quindi un "secondo New Deal", incentrandolo sulle problematiche

del lavoro e sulla ricerca di un rapporto privilegiato con i sindacati, in polemica con il mondo dei

grandi affari, sin lì mostratosi critico verso la sua azione di governo. Le nuove misure prevedevano

una maggiore tassazione dei profitti più alti, regole più rigide nella produzione industriale, ma

soprattutto una legislazione sindacale rivoluzionaria, a garanzia della contrattazione collettiva

(National Labor Relations Act del 1935) e la determinazione del limite massimo di ore di lavoro e

dei minimi salariali (Fair Labor Standards Act del 1938). Per il resto, se un nuovo stanziamento

permise il rilancio dell'attività della Work Projects Administration (WPA), sempre nel 1935 la legge

sulla previdenza sociale introdusse l'assistenza pubblica per pensionati e disoccupati.

La spinta riformista si fermò nel 1937, non riuscendo ad aver ragione dell'opposizione della classe

industriale; A partire dal 1939 poi, l'attenzione del governo e dell'opinione pubblica si concentrò

progressivamente sui temi della politica estera.

L'eredità maggiore del New Deal, più ché sul fronte del rilancio dell'economia, risultò essere

l'enorme crescita delle responsabilità assunte dal governo federale e la creazione di una vasta

coalizione di interessi attorno al Partito democratico, fattori che gli garantirono una lunga

permanenza al potere negli anni successivi.

Guerra di Etiopia (1935-1936)

Sia la Francia, sia la GB reagiscono all'attacco italiano all'Etiopia con due tipi di reazione: la

resistenza e l'appeasement. La resistenza fu sviluppata all'interno, della SdN, con il sistema di

sicurezza collettiva e le sanzioni previste erano essenzialmente di condanna ed economiche. La

Francia, secondo gli accordi Mussolini-Laval, si schiera con la SdN, ma partecipa con estrema

moderazione alle sanzioni, che tra l'altro prevedevano materiali utili alla guerra come, piombo,

ferro, acciaio e soprattutto petrolio.

La GB, pur avendo interessi molto più vasti della Francia in Etiopia, opta per una strategia basata

sull'Appeasement, vale a dire, evitare la guerra a tutti i costi, anche offrendo all'Italia compensi di

carattere territoriale o una sorta di protettorato sull'Etiopia. Questa linea politica porta alla

formazione del Piano Hoare-Laval, che prevedeva la concessione all'Italia dei 2/3 del territorio

etiope, in cambio di uno sbocco sul mare. Il Piano fallisce per l'opposizione dell'opinione pubblica,

in seguito alla sua pubblicazione su alcuni quotidiani.

Conferenza navale di Londra (1936)

Si organizzo nuovamente nel 1936 per confermare i rapporti di forza sanciti precedentemente e

aggiungervi una clausola che prevedeva l'aumento proporzionale delle flotte britanniche e

statunitense come risposta alle violazioni tedesche e nipponiche; si svolse però in un clima di

diffidenza tale che il governo di Tokio richiamò i propri delegati e non si ebbero più grandi incontri

negoziali sul disarmo prima della seconda guerra mondiale.

Rimilitarizzazione della Renania (marzo 1936)

Il governo francese aveva ricevuto informazioni sicure sull'invio delle truppe tedesche in Renania.

Si trattava di una violazione del trattato di Pace e degli accordi di Locarno, che poneva alla Francia

anche dei problemi strategici a livello di difesa. In Francia si pensò anche ad un'azione militare,

prevista tra l'altro a Locarno. Ben presto pero, prevale la volontà di non agire.

La Francia sopravvalutò la forza militare tedesca priva di molti ufficiali. In Francia c'era inoltre una

forte opinione pubblica che era contro la guerra e che finì per influenzare il governo.

La Gran Bretagna ebbe invece una reazione passiva. Prevale l'opinione che Hitler si sia

impossessato di un territorio tedesco. Il dubbio di entrambe è colmato con il confermato supporto

della GB alla Francia in caso di aggressione tedesca. L'assenza di una reazione francese alla

rimilitarizzazione della Renania ha delle conseguenze di lungo periodo importanti: anzitutto è

evidente che nessuno può impedire l'Anschluss, la Francia perde credibilità con tutti i paesi alleati

dell'Europa dell'Est e inizia l'avvicinamento dell'Italia alla Germania.

Il Fronte Popolare: Nel 1936 i comunisti, i socialisti e altri piccoli partiti di sinistra come i radical-

socialisti vincono le elezioni e formano un governo di Fronte Popolare, con a capo Leon Blum e

agli esteri Delbos. I primi passi in politica estera del governo di Fronte Popolare sono decisamente

timidi, si continua a fare riferimento alla sicurezza collettiva e alla SDN.

Guerra civile spagnola (1936-1939)

Dopo un primo momento in cui Blum volle offrire aiuto militare al governo di Fronte Popolare

spagnolo, inviando armi, munizioni e aerei, prevale la moderazione. La GB propone di creare un

comitato di non intervento a cui aderiscono tutte le nazioni, Italia e Germania comprese.

Ben presto però il principio di non intervento viene disatteso e l’URSS appoggia materialmente le

brigate internazionali, mentre Germania e Italia inviano volontari in aiuto.

In questa situazione la Francia si limita a inviare qualche aiuto, legata al comitato di non intervento.

Appeasement

Politica di compromesso seguita, a costo di pesanti concessioni, dai governi britannico e francese

nei confronti delle tendenze espansionistiche della Germania nazista e dell'Italia fascista negli anni

Trenta. Dettata dalla convinzione di poter scongiurare una guerra europea, la politica di

appeasement (termine inglese che significa "pacificazione") si tradusse fin dall'inizio in una serie di

cedimenti di fronte alle mire aggressive italo-tedesche, che ebbero come conseguenza la

conquista da parte di Mussolini dell'Abissinia (vedi Guerra d'Etiopia, 1935-36), la rimilitarizzazione

della Renania da parte di Hitler (1936), e l'annessione dell'Austria alla Germania, avvenuta nel

marzo 1938 (vedi Anschluss).

Il fallimento della politica di appeasement fu sancito dalla conferenza di Monaco del 1938, nel

corso della quale Gran Bretagna e Francia capitolarono alle rivendicazioni tedesche sui Sudeti

(vedi Patto di Monaco) sperando di evitare l'occupazione della Cecoslovacchia, alla quale invece

Hitler procedette nel marzo 1939.

L’appeasement terminò quando il governo britannico fornì a quello polacco una garanzia

unilaterale di sicurezza che fu però insufficiente a impedire l'invasione tedesca della Polonia,

causa scatenante della seconda guerra mondiale.

Anschluss

Annessione dell'Austria da parte della Germania nazista avvenuta nel 1938, che realizzava il

progetto di Hitler di unificare sotto il Terzo Reich tutti i tedeschi europei.

Le clausole dei trattati di Versailles (1919) e di Saint-Germain (1919) vietavano espressamente

l'unificazione tra i due paesi, e ancora nel 1931, la Francia pose il veto a un progetto di unione

doganale austro-tedesca.

La situazione precipitò dopo l'avvento al potere di Hitler in Germania. Simpatizzanti nazisti

tentarono di destabilizzare l'Austria tentando il putsch nel 1934 che portò all'assassinio del

cancelliere filofascista, ma il tentativo fallì per l'opposizione di Francia, Gran Bretagna e Italia.

A partire dal 1937 Hitler esercitò pesanti pressioni militari, politiche e diplomatiche sul nuovo

cancelliere, che finirono col determinarne le dimissioni in favore del nazista austriaco. Il giorno

seguente, truppe e forze di polizia tedesche entrarono nel territorio austriaco, e in seguito Hitler

fece trionfalmente ingresso a Vienna dove il giorno dopo proclamò l'Anschluss (termine tedesco

che significa appunto "congiungimento, annessione"), confermato dal plebiscito del 10 aprile 1938,

con il quale l'Austria divenne la provincia tedesca della Marca Orientale (Ostmark).

Nazismo

Le tappe che portano al conflitto, sono preannunciate nel 1933 – cioè nell’anno stesso dell’ascesa

al potere di Hitler, dall’abbandono della Conferenza internazionale di Ginevra sul disarmo e

dall’uscita della Germania dalla SdN. Sono annunciate, anche, dal progetto esplicito esposto da

Hitler in Mein Kampf (La mia battaglia) cioè di unificare entro un unico confine tutte le popolazioni

di ceppo tedesco, dagli austriaci, ai tedeschi dei Sudeti (in Cecoslovacchia), a quelli dei territori

orientali che i trattati di Versailles, dopo la prima guerra mondiale, avevano tagliato fuori dal

legame con la Germania. La crisi economica, nonostante gli interventi del Piano Dawes e Young,

comportò l’affermazione dei partiti di estrema destra. Favorì l’avanzata del partito nazista, guidato

da Hitler, che portò ad uno stato totalitario. Riunificazione di tutti i tedeschi in un nuovo impero

(Lebensraum= spazio vitale)

Hitler poté preparare una guerra, sfruttando la debolezza della Francia e della Gran Bretagna,

alleandosi con l’Italia e il Giappone. Alleandosi anche con la Russia per dividersi la Polonia. Arrivò

ad affermare la superiorità della razza ariana, perseguitando slavi, neri, ebrei.

La politica estera del terzo Reich

Uno dei capisaldi nelle rivendicazioni della propaganda hitleriana fu la revisione dei confini stabiliti

dopo il primo conflitto mondiale.

Obiettivo di Hitler era la riunificazione di tutti i tedeschi in un nuovo impero LEBENSRAUM (spazio

vitale) capace di garantire loro prosperità e potenza. La tattica inizialmente seguita dal dittatore fu

quella di porre la comunità internazionale di fronte a una serie di fatti compiuti, intesi a rispondere

a pretese poste però isolatamente (piccoli passi), così da far apparire sproporzionata l'eventualità

del ricorso a un conflitto generale:

la Germania nazista usci dalla Società delle Nazioni (1933);

• iniziò a riarmarsi senza incontrare alcuna reale opposizione (1935);

• occupo quindi militarmente la Renania (1936), firmando nel contempo un patto anticomunista

• con il Giappone e un'alleanza con l'Italia fascista (Asse Roma-Berlino-Tokyo).

Nel 1938 venne dichiarato l'Anschluss (unione) con l'Austria;

• poco dopo, in una conferenza tenutasi a Monaco, Inghilterra, Francia e Italia acconsentirono

• all’ennesima richiesta di Hitler (prospettata come l'ultima) di annettersi la regione cecoslovacca

dei Sudeti (vedi Patto di Monaco).

Nel marzo del 1939 le truppe tedesche occupavano anche il resto della Cecoslovacchia;

• Il patto di non-aggressione stretto con l'URSS (Patto Molotov-Ribbentrop), comprendente

• clausole segrete per la spartizione della Polonia, costituì la premessa allo scoppio delle ostilità,

inevitabile dopo che il l settembre furono violate le frontiere polacche.

Finalmente Francia e Gran Bretagna si destano, dichiararono guerra alla Germania, dando però

così inizio alla seconda guerra mondiale.

Potenze dell'Asse (1936)

Sono le Nazioni che parteciparono all'Asse, cioè all’amicizia politica stretta nel 1936 tra la

Germania nazista di Hitler e l'Italia fascista di Mussolini, rafforzata poi dalla stipulazione del patto

d'Acciaio, che legava anche militarmente i due regimi.

Quest'ultimo venne poi esteso (1940) anche a Giappone, Bulgaria, Croazia, Ungheria, Romania e

Slovacchia,

Patto Anticomintern (1936) costituito dai paesi inseriti nell'orbita di influenza di Berlino o di Tokyo

(come Danimarca, Finlandia, Spagna, Manciuria, Nànchino). Questi entrarono nel patto

Anticomintern siglato dai governi tedesco e giapponese nel 1936.

Alla fine del 1944 il blocco delle potenze dell'Asse, era ridotto solo a Giappone e Germania, con

Ungheria, Croazia, Slovacchia e Italia circondate o già occupate dagli Alleati.

L'Asse si sciolse formalmente con la ratifica della resa incondizionata della Germania l'8 maggio

del 1945.

La Conferenza di Monaco (1938)

Fino al 1939, Francia e GB tollerarono gli atti di forza. Le due potenze fecero molte concessioni ai

nazisti pur di difendere la pace.

I governi francesi e inglesi di questo periodo erano deboli per le divisioni interne. Non se la

sentirono così di trascinare i loro paesi in una guerra per difendere interessi che non li

riguardavano direttamente.

In merito alla Cecoslovacchia per esempio, il primo ministro inglese Chamberlain dichiarò che la

Gran Bretagna non avrebbe mai combattuto per un paese lontano del quale si sapeva poco.

Francia e Gran Bretagna temevano più la Russia della Germania. Avevano paura che il

comunismo si diffondesse, proprio per questo le libertà concesse a Hitler erano considerate quasi

come una valida barriera contro Stalin.

Il cedimento più vergognoso si ebbe in occasione della questione dei Sudeti: per evitare il rischio di

una guerra, Francia e Gran Bretagna chiesero a Mussolini di far da mediatore nei confronti di

Hitler. Il 19 settembre 1938 Mussolini organizzò la Conferenza di Monaco a cui parteciparono,

Mussolini, Hitler, Chamberlain e il primo ministro francese Dedalier.

La Cecoslovacchia non fu neppure invitata. I suoi rappresentanti in anticamera, attesero che

venisse presa una decisione.

Fu così che alla Germania viene assegnata alla regione dei Sudeti in cui vivevano 3 milioni di

tedeschi, ma anche un milione di Cechi. Al ritorno in patria Chamberlain e Dedalier furono

festeggiati come salvatori della pace. Pochi si rendevano conto che questo cedimento non sarebbe

bastato a Hitler. Tra questi Churchill, un conservatore inglese che da anni chiedeva un

atteggiamento più fermo.

Patto d'acciaio (1939)

Patto di alleanza militare stretto nel 1939 a Berlino tra la Germania nazista e l’Italia fascista.

Firmato dai ministri degli Esteri e impegnava le due potenze dell'Asse a sostenersi militarmente

reciprocamente nell'eventualità di un conflitto; Fu sancita la salvaguardia dello "spazio vitale

tedesco" (Lebensraum) e degli interessi vitali di entrambi i popoli.

Insieme con il successivo patto di non aggressione tedesco-sovietico, il patto d'acciaio (così

denominato da Mussolini per sottolineare la solidità della sua intesa con Hitler) fu la decisiva

premessa diplomatica, per l'attacco alla Polonia del l settembre 1939.

Corridoio Polacco

Sin dall'inizio dei negoziati con l'URSS, nel 1939, il problema principale che si pone come ostacolo

è quello del passaggio delle truppe sovietiche sul territorio polacco o rumeno; i sovietici vogliono

un'alleanza a tre (URSS-Francia-UK), ed estendere il sistema di mutua assistenza anche agli Stati

Baltici, cosa che crea molti dubbi da parte occidentale.

La GB invece propone che L'URSS dia il proprio aiuto in caso di aggressione tedesca alla Polonia

e alla Romania, ma non vuole dare il proprio aiuto in caso di aggressione tedesca all'URSS.

I negoziati procedono molto lentamente, con la Francia che esercita continue pressioni sulla Gran

Bretagna per convincerla a concludere l'alleanza e la Gran Bretagna che procede invece molto

lentamente, diffidando dei sovietici e sperando che anche la sola minaccia di un accordo GB-

Francia-URSS potesse frenare Hitler.

A mano a mano che la Francia ottiene informazioni sempre più precise sui preparativi militari

tedeschi e sui negoziati tedesco-sovietici cerca inutilmente di accelerare la conclusione di un

accordo militare con l'URSS, ma anche qui la questione del passaggio delle truppe sovietiche sul

territorio polacco impedisce la firma di ogni accordo.

La notizia dell'arrivo di Ribbentrop a Mosca per la firma di un accordo con Molotov pone termine al

negoziato.

Estremo oriente fra i due conflitti mondiali

L'espansionismo giapponese, la crisi manciuriana e la guerra Cino-Giapponese

Alla fine del secolo XIX i cinesi costituivano gran parte della popolazione della Manciuria.

Le vaste risorse potenziali della Manciuria furono oggetto di una lotta fra Cina, Russia e Giappone

per il dominio sulla regione.

Dopo la sconfitta cinese nella guerra cino-giapponese, il Giappone conquistò il controllo sulla

penisola del Liaodong (Liaotung), mentre la Russia occupò la Manciuria dal 1900 fino alla sconfitta

nella guerra russo-giapponese(1904-1905).

La guerra civile cinese - Jiang Jieshi (Chiang Kai-Shek ) figlio di un piccolo mercante di sale dello

Zhejiang, fu uno dei più importanti protagonisti della storia cinese del XX secolo. Luogotenente di

Sun Yat-Sen, diventò nel 1924 capo dell'accademia militare del Guomindang. Riorganizzato

l'esercito, con la "marcia verso nord" riunificò sotto il governo nazionalista la gran parte del

territorio cinese (1926), lanciando nel contempo una mortale offensiva contro il movimento

comunista. Il nuovo governo nazionale, stabilito dal Guomindang a Nanchino nel 1928, dovette

così affrontare l'opposizione dei signori della guerra e agli inizi degli anni Trenta la rivolta

comunista guidata da Mao Tze Tung;

Nonostante la potenza del suo esercito, che passò in pochi anni da poche decine di migliaia a due

milioni di unità, Chiang Kai-Shek non neutralizzò l'Armata Rossa di Mao Zedong. Nel tardo 1934

Jiang riuscì a circondare l'Armata Rossa nello Jiangxi, ma i comunisti di Mao, si sottrassero

all'offensiva nazionalista e al termine della Lunga Marcia, riuscirono a trasferirsi nella provincia

settentrionale dello Shaanxi, riuscendo a portare in salvo un forte nucleo di combattenti e

costituendo, nella zona montana dello Jangxi, la Repubblica sovietica cinese sostenuta da un forte

esercito e appoggiata dai contadini, attratti dalla prospettiva di una riforma agraria.

Infine, il nuovo governo di Jiang dovette far fronte all'espansionismo giapponese in Manciuria e

nella Cina settentrionale, sfociata nel 1932 nella creazione dello stato fantoccio del Manchukuo,

formalmente affidato alla guida di Pu Yi, ultimo sovrano manciù, ora imperatore.

Nel 1936, allarmato dall'avanzata giapponese e costretto dai suoi ufficiali, Chiang fu costretto a

stringere un momentaneo patto d'azione antigiapponese con i comunisti di Mao, sospendendo la

guerra civile.

All'indomani della II guerra mondiale, Chiang riprese la lotta contro i comunisti, dai quali venne

tuttavia definitivamente, sconfitto nel 1949.

Ritiratosi con i suoi seguaci a Taiwan, Chiang Kai-Shek vi instaurò uno stato indipendente, la

Repubblica della Cina Nazionale, riconosciuto internazionalmente fino al 1971, quando, in un

mutato clima politico, il seggio dell'ONU fu assegnato alla Repubblica Popolare.

Nel mentre il 1 ottobre 1949 a Pechino viene proclamata la Repubblica Popolare Cinese;

Henry Pu Yi, ultimo imperatore della Cina, fu costretto ad abdicare all'età di sei anni in seguito alla

rivoluzione nazionalista e repubblicana di Sun Yat-Sen. Restaurato nel 1917 per breve tempo da

un "signore della guerra", nel 1932 fu posto dai giapponesi in testa allo stato fantoccio del

Manchukuo, ma il suo regno non sopravvisse alla sconfitta del Giappone nella seconda guerra

mondiale.

Catturato dai sovietici nel 1945 e consegnato ai cinesi, trascorse un lungo periodo di

"rieducazione" curando i giardini del palazzo imperiale; liberato nel 1959, trascorse i suoi ultimi

anni come un comune cittadino.

L’espansionismo giapponese in Cina

Negli anni '30 il Giappone era un paese economicamente molto forte e risentì poco della crisi

economica.

Nel 1931 dal Liaodong, i giapponesi invasero e occuparono la Manciuria.

Il sistema di Varsavia subì il primo colpo irreparabile con l'attacco del Giappone alla Manciuria che

si trova in territorio cinese.

La SdN riesce solo a additare il Giappone come paese aggressore, ma il Giappone per tutta

risposta esce dalla società delle nazioni.

Con l'annessione del Jehol, una provincia cinese, alle tre province della Manciuria, i giapponesi

creano il Manchukuo, tale nuova entità esisterà come stato fantoccio assoggettato al Giappone dal

1932 al 1945, sotto la sovranità di Pu Yi, ultimo imperatore della dinastia Manciù. Lo sviluppo del

Manchukuo quale base strategica militare ne fece la più industrializzata regione della Cina.

Dopo la sconfitta giapponese nella seconda guerra mondiale, la Manciuria fu brevemente occupata

dalle truppe sovietiche (1945-1946), che la saccheggiarono durante la loro ritirata; ciononostante,

essa rimase il cuore della Cina industriale.

Nel 1949 parte della Manciuria fu inglobata nella Regione autonoma della Mongolia Interna, di

recente creazione; il resto fu suddiviso in sei province che formano la Regione di Nord-Est, una

delle sei grandi unità amministrative della Cina. Il numero delle province fu ridotto a quattro nel

1954, e alle tre attuali nel 1956.

Alla fine degli anni Sessanta, sovietici e cinesi si scontrarono, ripetutamente lungo il confine

settentrionale della Manciuria.

La Seconda Guerra Mondiale (1939 -1945)

Il sistema internazionale in questi anni è frantumato.

1939 la Germania invase la Polonia e Polonia, Francia e Inghilterra dichiarano guerra alla

Germania. Iniziò, così, la II guerra mondiale.

1940 entrò in guerra l’Italia a fianco della Germania, legata alla stessa dal Patto d’Acciaio.

1941 Hitler, nonostante il patto di non belligeranza, invase l’URSS. Sempre nel 1941 entrarono in

guerra il Giappone e gli USA.

La guerra si suddivide in due fasi dal punto di vista militare:

1939 - primavera 1942: vittoria incontenibile di Hitler su tutti i fronti (anche sullo stesso Mussolini

• suo alleato prima e suo subordinato poi). In questa fase la Francia viene messa subito fuori

gioco, mentre la GB resiste, L’Urss viene attaccata nel 1941. Urss e GB diventano così alleate

ma non riescono a sconfiggere i tedeschi. L’8 dicembre 1941 gli Usa, attaccati dal Giappone

entrano direttamente in guerra. 11 dicembre 1941 Germania e Italia dichiarano guerra agli USA.

Sino alla primavera del 1942 Germania e Giappone continuano a vincere.

1942-1943 abbiamo una serie di battaglie, quelle di El Alamein, Midway, Mar dei Coralli, lo

• sbarco in Nord Africa, Stalingrado, lo sbarco in Sicilia e armistizio italiano: gli Alleati cominciarono

a vincere. E si comincia a pensare ai problemi politici del dopoguerra. Ecco che viene

organizzata la conferenza di Teheran nel 1943 e poi a seguire quella di Yalta e Potsdam.

Nessuno, nemmeno a Yalta e a Potsdam, pensa che ci sarà la guerra fredda: Alle conferenze,

anche se in un clima che va deteriorandosi progressivamente, i tre negoziano e si accordano.

La divisione dell'Europa in sfere di influenze e poi l'ingessatura di queste in veri e propri blocchi

non venne mai decisa a tavolino ma fu la fotografia delle rispettive posizioni dei due eserciti,

quello angloamericano in Europa occidentale e quello sovietico in Europa Orientale. Quando la

Grande alleanza dei tempi della guerra andò trasformandosi, prima in rivalità e poi in

antagonismo aperto, allora le sfere di influenza furono trasformate in veri e propri blocchi ma

questo avvenne a partire dal 1947.

1942-43 Gli alleati infliggono gravi sconfitte alle potenze dell’asse.

In Russia a Stalingrado, In Africa a El Alamein, In Italia in Sicilia: ciò provoca la caduta del

• fascismo, il regno d’Italia si schierò con gli alleati. Mussolini fonda la Repubblica di Salò e inizia

la resistenza che porterà alla Liberazione.

1945 Resa di Germania e Giappone.

La Carta Atlantica (1941)

Il 14 agosto 1941 ad Argentia, nella baia di Placentia (Terranova) si incontrano Churchill e

Roosevelt.

L’indomani ha inizio la Conferenza Atlantica nella quale saranno enunciati i principi della CARTA

ATLANTICA, che definiscono gli scopi di guerra delle democrazie ma anche costituire la base

delle trattative di pace, che ritenevano prossime.

La conferenza dura 10 giorni.

Alla Carta Atlantica daranno la loro adesione 15 governi (alcuni dei quali in esilio): Australia,

Belgio, Canada, Cecoslovacchia, Francia, Gran Bretagna, Grecia, Iugoslavia, Lussemburgo,

Norvegia, Nuova Zelanda, Paesi Bassi, Polonia, Sudafrica, URSS.

La Conferenza di Casablanca e il piano di invasione della Sicilia (1943)

La Conferenza di Casablanca, del 1943, chiamata in codice “Operazione Symbol”, fu

organizzata proprio per prendere una decisione comune sulle future operazioni di guerra. Churchill

e Roosevelt decisero di invadere la Sicilia.

Le forze Alleate britanniche, americane e canadesi sbarcarono sulle spiagge della Sicilia, ancora

controllata dalle forze dell’Asse, avviando la cosiddetta “Operazione Husky”.

Lo sbarco di sette divisioni in Sicilia fu la seconda più imponente operazione offensiva organizzata

dagli Alleati nella seconda guerra mondiale, la più vasta in assoluto nel settore del Mediterraneo;

soltanto con l’invasione della Normandia (“Operazione Overlord”), si impiegò un numero maggiore

di uomini.

La Sicilia venne liberata in soli 39 giorni quando, le truppe Alleate entrarono a Messina dopo aver

conquistato tutte le altre importanti città e costringendo i tedeschi alla fuga verso la Calabria.

Conferenza di Teheran (1943)

Conferenza tenutasi nel 1943 nella capitale dell'Iran, che vide per la prima volta insieme i leader

delle potenze alleate durante la seconda guerra mondiale: il presidente degli Stati Uniti Roosevelt,

il premier sovietico Stalin e il primo ministro britannico Churchill.

Preceduta da un incontro dei due uomini politici anglo-americani con il leader nazionalista cinese

Jiang Jieshi, (Conferenza del Cairo) ebbe come oggetto la condotta da tenere nella fase finale

della guerra e una prima definizione degli scenari postbellici basati sull’ipotesi della continuazione

in tempo di pace. Della collaborazione avviata tra le maggiori potenze per combattere la Germania

nazista.

Conferenza di Yalta (1945)

Vertice tenutosi durante la seconda guerra mondiale (1945) tra il presidente USA Roosevelt, il

primo ministro britannico Churchill e il premier dell'URSS Stalin nei pressi di Yalta, in Crimea


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in lingue e letterature moderne
SSD:
Università: Torino - Unito
A.A.: 2016-2017

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher MrsGessleItalien di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia contemporanea e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Torino - Unito o del prof Novarino Marco.

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