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Il secolo breve

I parte - L'età della catastrofe

I. L'epoca della guerra totale

I guerra mondiale (1914-1918)

Francia, Gran Bretagna, URSS <—> Austria Ungheria, Germania

Triplice intesa Imperi centrali

Vittoria dell’intesa con l’ingresso in guerra degli USA nel 1917. Cinque furono le considerazioni predominanti nella definizione degli accordi di pace imposti dalle potenze vincitrici (Intesa + Italia) —> Trattato di Versailles.

  • La prima fu la preoccupazione per il crollo di molti regimi in Europa e per l’insorgere in Russia di un regime bolscevico rivoluzionario, dedito alla sovversione mondiale, polo di attrazione per le forze rivoluzionarie di tutto il mondo.
  • Il secondo motivo ispiratore fu la necessità di tenere sotto controllo la Germania che aveva quasi sconfitto da sola l’intera coalizione alleata. Per ovvie ragioni questa fu, e sempre rimase da allora, la principale preoccupazione della Francia.
  • In terzo luogo bisognava ridisegnare e ridefinire la cartina geopolitica dell’Europa, sia per indebolire la Germania sia per riempire quei larghi spazi vuoti che si erano formati in Europa e nel Medio Oriente. Il principio fondamentale per riordinare l’assetto politico europeo era quello di creare stati nazionali su basi etnico-linguistiche, secondo l’idea che le nazioni hanno il diritto di “autodeterminazione”. Il riassetto del Medio Oriente seguì le tradizionali linee di suddivisione imperialistica tra Francia e Gran Bretagna, a eccezione della Palestina, che il governo britannico, ansioso di ricevere l’appoggio dell’ebraismo internazionale, aveva incautamente e ambiguamente promesso agli ebrei perché potessero stabilirvi la loro patria.
  • Il quarto ordine di considerazione nasceva nelle esigenze di politica interna dei paesi vincitori e dai loro contrasti. La conseguenza più importante derivò dal fatto che il Congresso si rifiutò di ratificare i trattati di pace, benché fossero stati scritti in gran parte dal presidente degli Stati Uniti o avessero ricevuto il suo consenso; perciò gli USA si astennero dal garantire l’applicazione delle clausole dei trattati e questa loro decisione ebbe effetti di notevole portata. Alla Germania fu imposta la pace punitiva, giustificata dall’argomento che lo stato tedesco era l’unico responsabile della guerra e di tutte le sue conseguenze (clausola di “colpa di guerra”), con lo scopo di indebolirlo permanentemente.

Dopo il dissolvimento del consorzio delle grandi nazioni europee, che avrebbe dovuto impedire lo scoppio di nuove guerre, venne istituita, sotto proposta del presidente americano Wilson, la Società delle Nazioni, che includesse tutti i paesi indipendenti, la quale avrebbe dovuto dirimere tutte le controversie internazionali con metodi pacifici e democratici. I bolscevichi dopo aver scoperto dei delicati documenti segreti negli archivi zaristi, dove vi erano riportate gran parte delle trattative segrete tra gli stati dell’intesa durante la guerra, li avevano prontamente pubblicati perché tutto il mondo li conoscesse. Il rifiuto degli USA di aderire alla Società delle Nazioni privò questa organizzazione di ogni reale significato.

Due grandi potenze europee e mondiali (la Germania e la Russia sovietica) erano temporaneamente eliminate dal gioco internazionale e a esse non si riconosceva neppure il diritto di parteciparvi. Quanto all’URSS, i stati vincitori avrebbero preferito il regime sovietico non fosse esistito, e, dopo aver appoggiato le armate controrivoluzionarie nella guerra civile russa e aver inviato il loro sostegno forze militari, non dimostrarono alcun entusiasmo nel riconoscerlo una volta sopravvissuto. La Russia sovietica fu costretta a svilupparsi nell'isolamento, anche se per scopi politici comuni i due stati fuorilegge dell'Europa, Germania e Russia, si appoggiarono vicendevolmente nei primi anni ’20.

Cause della II guerra mondiale

La situazione mondiale creata dalla prima guerra mondiale era intrinsecamente instabile, soprattutto in Europa, ma anche nell’Estremo Oriente. Sia il Giappone sia l’Italia, sebbene appartenessero alle potenze vincitrici della prima guerra mondiale, si sentivano insoddisfatti: i giapponesi mostravano un realismo superiore a quello dell'Italia i cui appetiti imperiali eccedevano di gran lunga la capacità di soddisfarli della loro nazione.

L'Italia è uscita dalla guerra con consistenti acquisti territoriali sulle Alpi, sulle coste dell'Adriatico e perfino nell’Egeo, anche se non aveva ottenuto per intero il bottino che le era stato promesso dalle potenze dell'intesa come compenso perché scendesse in guerra loro fianco nel 1915. Il trionfo del fascismo, un movimento controrivoluzionario perciò ultranazionalista e imperialista, sottolineava l'insoddisfazione italiana. Quanto al Giappone, la sua notevole forza militare e navale faceva sì che esso possedesse la più formidabile potenza dell’Estremo Oriente, soprattutto dopo che la Russia era uscita di scena. Tuttavia, riteneva senz'ombra di dubbio di meritare in estremo oriente una fetta della torta assai più grossa di quella che gli veniva riconosciuta dalle potenze imperiali occidentali.

Si sosteneva che le creazioni, con la forza militare, di medicina interna verresti in Cina avrebbe accorciato linee di comunicazione di Giappone e così avrebbe diminuito la loro vulnerabilità. Nondimeno, a prescindere dall'instabilità della pace sancita nel 1918 della probabilità di nuova guerra, è innegabile che ciò che causò concretamente il secondo conflitto mondiale Sulla pressione condotta dalle prepotenze insoddisfatte, unite tra loro da vari trattati siglati già alla metà degli anni '30. A questo si aggiunge la mancata capacità della Società delle Nazioni di bloccare l'iniziativa bellica delle suddette nazioni, la mancata reazione di Francia e Gran Bretagna all'annessione tedesca dell'Austria; la loro ritirata dinanzi al ricatto hitleriano sulla Cecoslovacchia (Patto di Monaco 1938); il rifiuto russo di continuare a contrastare la politica di espansione hitleriana nel 1939 (Patto di non aggressione fra Hitler e Stalin dell'agosto 1939).

La II guerra mondiale

La Germania e più tardi il Giappone avevano bisogno di condurre un'offensiva militare rapida. Per caso dei tedeschi questa si rendeva necessaria per le stesse ragioni che si erano rappresentate nel 1914. Le risorse dei potenziali nemici di Germania e Giappone, una volta unificati coordinati, erano assai più imponenti delle loro. I giapponesi ebbero più successo dei tedeschi nell'evitare i propri avversari si coalizzassero contro di loro, dal momento che si vennero fuori sia la guerra condotta dalla Germania contro la Gran Bretagna e la Francia nel 1939-40 sia da quella intrapresa dai tedeschi contro l’URSS.

L'URSS alla fine preferì venire a patti con Hitler. La religione del 1939 come conflitto puramente europeo. Dopo l'invasione tedesca della Polonia, sconfitta in tre settimane e spartita con l'URSS (allora neutrale), e completamente so soltanto l'Europa occidentale e venne condotto dalla Germania contro la Gran Bretagna e la Francia.

Germania VS Gran Bretagna e Francia —> 1940 —> Occupa Norvegia + Danimarca + Olanda + Belgio + 1/2 Francia

Contro la Germania rimase solo Inghilterra, sotto la guida di Winston Churchill, capo di una coalizione di forze nazionali basata sul totale rifiuto di ogni patteggiamento con Hitler. Fu in quel momento che l'Italia fascista con misericordia di scendere in campo a fianco della Germania, uscendo dall'entrata nella quale si era prudentemente mantenuta per osservare il corso degli eventi. La guerra fu riaccesa dall'invasione hitleriana dell'Urss il 22 giugno 1941, la data decisiva della seconda guerra mondiale. Gli anni tra il 1942 e il 1945 furono gli unici anni in cui Stalin sospese la sua politica di terrore. Una volta che la guerra sul fronte russo non si risolse in tre mesi, come Hitler si aspettava, la Germania era destinata poiché non era attrezzata per sostenere una guerra di lungo periodo.

Molto significativo il fatto che il trionfo hitleriano in Europa produsse un vuoto di potere nei domini imperiali francesi nel Sudest asiatico, di cui approfittò il Giappone che proclamò il proprio protettorato sui resti indifesi dell'impero francese in Indocina. Gli USA considerano intollerabile questa estensione del potere nipponico nel Sudest asiatico e imposero severe restrizioni economiche al Giappone, i cui commerci e i cui approvvigionamenti dipendevano interamente dalle comunicazioni marittime. Fu questo contrasto che portò alla guerra fra i due paesi. L'attacco giapponese Pearll’Harbor il 7 dicembre 1941 estese la guerra su scala mondiale.

Dal 1942, con l'entrata in guerra degli USA, nessuno dubitò che gli alleati avrebbero sconfitto l’Asse. Ad ovest la resistenza tedesca si dimostrò assai difficile da superare, anche dopo gli alleati sbarcarono in forze sul continente il giugno 1944, e che in Germania non ci fu alcun segno di una rivoluzione contro Hitler. Anche all'estero non c'era alcun segno di incrinatura nella determinazione del Giappone di combattere fino alla fine e per questo, cioè per assicurare una rapida resa giapponesi, furono sganciate le bombe atomiche su Hiroshima e Nagasaki.

Nel 1945 la vittoria venne resa totale e incondizionata degli sconfitti il cui territorio fu occupato interamente ai vincitori. Gli unici negoziati di pace avvennero dalle potenze vincitrici del corso una serie di conferenze, tenutisi tra il 1943 e il 1945, nelle quali potenze alleate (gli USA, l'Urss e la Gran Bretagna) decisero di dividersi le spoglie degli sconfitti e cercarono senza troppo successo di fissare le loro relazioni reciproche conclusa.

II. La rivoluzione mondiale

La Russia, matura per la rivoluzione sociale, stanca del conflitto sull'orlo della disfatta, fu il primo dei regimi dell'Europa centrale e orientale a crollare sotto il peso delle tensioni della prima guerra mondiale. Nel febbraio 1917 il dominio zarista crollò quando una dimostrazione di operaie (avvenuta l'8 marzo, tradizionale ricorrenza della quale il movimento socialista celebrava la festa della donna) coincise con una serrata delle fabbriche metallurgiche Putilov, dove esisteva notoriamente una forte presenza militante, e finì per produrre uno sciopero generale e l'invasione del centro della capitale attraverso il fiume ghiacciato, con lo scopo precipuo, da parte dei dimostranti, di chiedere pane.

La fragilità del regime venne alla luce quando le truppe dello zar, compresi fedelissimi cosacchi, prima esitarono e poi si rifiutarono di attaccare la folla, iniziando a fraternizzare con i dimostranti. L'eccezionale impresa di Lenin consistette nel trasformare questa insurrezione popolare anarchica e incontrollata nel potere bolscevico. Pertanto, invece di una Russia liberale e costituzionale, filo-occidentale e vogliosa di combattere i tedeschi, ciò che emerse dal crollo dell'impero zarista fu il vuoto rivoluzionario: da un lato un “governo provvisorio" impotente e dall'altro una miriade di “consigli" (soviet) che sorgevano spontaneamente dovunque come funghi dopo la pioggia e che erano composti di gente comune, priva di esperienza politica.

Tutti diversi partiti e realizzazioni rivoluzionarie - i bolscevichi e menscevicchi di socialdemocratici, i socialisti rivoluzionari in numerose frazioni più piccole della sinistra, usciti dall'illegalità - cercano di insediarsi in queste assemblee, per coordinarle e convertirle al proprio indirizzo politico, sebbene inizialmente soltanto Lenin avesse scorto nei soviet alternativa al governo (“tutto il potere ai soviet”). Ciò che i cittadini sapevano era che non accettavano l'autorità, neppure l'autorità dei rivoluzionari che pretendevano di conoscere il da farsi meglio di loro.

La richiesta fondamentale dei poveri delle città era il pane e quella degli operai era un aumento dei salari e una riduzione dell'orario di lavoro. La richiesta fondamentale dell'80% dei russi che vivevano di agricoltura era, come sempre, la terra.

I bolscevichi di Lenin che, da piccola pattuglia di poche migliaia di persone, quali erano nel marzo 1917, divennero almeno 250.000 all'inizio dell'estate di quello stesso anno Lenin e i bolscevichi possedevano l'abilità di riconoscere ciò che le masse volevano; la capacità, per così dire, di guidarle sapendo seguire i loro desideri. Quando per esempio Lenin si rese conto che, in contrasto con il programma socialista, i contadini volevano la divisione della terra in aziende familiari, non esitò per un istante a impegnare i bolscevichi a sostenere questa forma di individualismo economico.

I contadini appoggiarono in misura schiacciante gli eredi dei narodniki, cioè i socialisti rivoluzionari, sebbene questi si spostassero sempre più a sinistra vicino ai bolscevichi e, per breve tempo, dopo la rivoluzione d'ottobre, si associassero a essi nel governo.

Il nuovo regime resistette. Sopravvissero pace punitiva imposta dalla Germania con il trattato di Brest-Litovsk, pochi mesi prima dei tedeschi stessi fossero sconfitti. Tuttavia un'ondata rivoluzionaria si diffuse a livello mondiale nei due anni successivi alla Rivoluzione d’Ottobre e le speranze dei bolscevichi assediati non apparvero irreali (la capitale della Russia zarista era San Pietroburgo. Durante la prima guerra mondiale il nome suonava troppo tedesco e perciò venne mutato in Pietrogrado. Dopo la morte di Lenin divenne Leningrado (1924) e con il crollo dell'Urss la città riprese il nome originario).

Nel gennaio 1918, a poche settimane dalla presa del Palazzo d’Inverno, e mentre i bolscevichi cercarono disperatamente di negoziare la pace a ogni costo con l'esercito tedesco in avanzata, un'ondata di scioperi politici di massa e dimostrazioni contro la guerra si diffuse nell'Europa centrale, da Vienna a Budapest e attraverso le regioni ceche fino a Germania, per culminare nella rivolta dei marinai della flotta Austro-Ungarica in Adriatico. E infatti la prima evoluzione occidentale all'appello che i bolscevichi avevano rivolto ai popoli perché si ponesse fine alla guerra - e alla pubblicazione da parte loro e trattati segreti nei quali alleati si erano spartiti l'Europa - furono i ”Quattordici punti” del presidente Wilson, con i quali si giocava la carta nazionalista contro l'appello internazionalista di Lenin.

La rivoluzione, che spazzò via in tal modo tutti i regimi da Vladivostok fino al Reno, una rivolta contro la guerra e, perlopiù, il conseguimento della pace disinnescò parte dell'esclusivo che essa conteneva. In queste regioni i contenuti della rivolta contadina si possono riassumere in quattro punti: la terra, la diffidenza verso le città, verso gli stranieri (specialmente gli ebrei) e verso gli apparati statali.

Con rare eccezioni partiti socialisti e socialdemocratici erano favorevoli a entrare nella Terza Internazionale, o Internazionale Comunista, che i bolscevichi avevano fondato per rimpiazzare la Seconda Internazionale (1889-1914), screditata e frantumata dalla guerra mondiale alla quale essa non aveva saputo opporsi.

Dal 1920 al 1927 le speranze di una rivoluzione mondiale apparvero riposare sulla rivoluzione cinese che avanzava sotto la guida del Kuomintang e Polo del partito di liberazione nazionale, il cui leader Sun Yat-Sen (1866-1925) salutò con favore il modello sovietico, accettò l'assistenza militare russa e ammise come parte del suo movimento il nuovo partito comunista cinese.

Nel “partito di tipo nuovo" leninista ci fu una formidabile innovazione dell'ingegneria sociale del XX secolo, paragonabile all'invenzione degli ordini monastici cavallereschi del medioevo cristiano. Infatti i partiti leninisti erano costruiti essenzialmente come partiti di élite o, per meglio dire, prima che la rivoluzione avesse avuto successo, di “contro-élite”. La più grossa espansione del comunismo in Brasile negli anni ’30 si fondò sulla visione dei giovani intellettuali che venivano da famiglie dell'oligarchia latifondista, e di ufficiali subalterni dell'esercito.

Comunque la seconda guerra mondiale produsse un diretto e generalizzato incentivo a scegliere la strada della guerriglia per arrivare alla rivoluzione: quest'incentivo era costituito dalla necessità di resistere all'occupazione nazista di quasi tutto il continente europeo, incluse vaste aree dell’Unione Sovietica. La resistenza, in particolare la resistenza armata, si sviluppò su larga scala dopo che l'attacco hitleriano all'Urss mobilitò tutti i movimenti comunisti nei vari paesi.

Qui siamo interessati a considerare il processo rivoluzionario se stesso. In Cina dopo il 1945 i comunisti dovevano ancora imporsi sul governo del Kuomintang, corrotto e sempre più indebolito, ma che aveva combattuto contro l'occupazione giapponese.

In breve, la storia del Secolo breve non può essere compresa senza la Rivoluzione Russa e i suoi effetti diretti e indiretti. Non da ultimo perché l’Unione Sovietica dimostrato di essere la salvatrice del capitalismo liberale, sia permettendo all’Occidente di vincere la Seconda Guerra Mondiale contro la Germania hitleriana, sia fornendo al capitalismo incentivo per informarsi. Paradossalmente, l'apparente immunità dell'unione sovietica alla grande crisi economica del 1929 forniva capitalismo occidentale incentivo per abbandonare la fede assoluta dei principi del liberalismo ortodosso.

III. Nell’abisso economico

“Onde di Kondrat’ev”: cicli economici, della durata di 50/60 anni, in cui l'economia ha picchi alti e bassi.

Ci si aspettava perciò...

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-STO/04 Storia contemporanea

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher DeadEnd di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia contemporanea e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Firenze o del prof Baviello Davide.
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