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STORIA SOCIALE DELL’EUROPA MODERNA – HUPPERT – 2001

Prefazione

01. Il villaggio eterno

02. La libertà della città

03. La comunità urbana

04. L’élite urbana

05. Gli stati privilegiati

06. L’evoluzione della società rurale

07. La ribellione

08. Ai margini della comunità

09. La vita privata

10. Lo spirito secolare

11. Guerra e saccheggio

Conclusione PREFAZIONE

- viene studiato il periodo compreso tra il 1347 e il 1721, ovvero tra la prima epidemia di

peste bubbonica e il momento in cui la peste lasciò l’Europa.

- per le persone dell’epoca, la peste (morte nera) era causata da dio, era una punizione

inflitta da dio come castigo per qualche orrenda azione.

- nel 1300 gli europei erano particolarmente vulnerabili alla peste e alle malattie perché

venivano da una serie di carestie. Dopo che la peste ha ucciso parecchie persone, i

superstiti si fecero più prudenti, impararono a controllare la crescita demografica per

evitare le carestie, svilupparono tecniche di commercio e navigazione sulle lunghe

distanze per importare i cereali, isolarono le persone con malattie epidemiche.

- nel 1300 gli europei non sapevano come contrastare la carestia e la peste, ma nel 1700

avevano conseguito una notevole resistenza ad entrambe. Nell’età moderna gli europei

ingrandiscono le città, trasformano i sistemi politici, inventano il cannone, l’orologio, la

macchina da stampa, le navi, scoprano e colonizzano continenti sconosciuti.

- secondo l’autore gli storici hanno dato troppo attenzione solamente alla rivoluzione

francese e alla rivoluzione industriale.

- durante l’età moderna vengono limitate volontariamente le nascite, ritardando il

matrimonio.

- nel 1800 grazie all'industrializzazione e al commercio globale, l’approvvigionamento

alimentare e le opportunità di lavoro sono diventate più elastiche.

- questo libro si riferisce soltanto alle regioni più densamente popolate e urbanizzate

dell'Europa del tempo: Francia, Inghilterra, Spagna, Italia e Germania.

- l’età moderna è caratterizzata da uno stato costante di guerra.

01. IL VILLAGGIO ETERNO

Il villaggio

- in questo capitolo viene analizzato un comune villaggio europeo nel 1600.

- la popolazione di un villaggio era di circa 500-700 abitanti. Venivano coltivati i cereali

per fare il pane. Erano molto comuni le cascine con il tetto di paglia e senza finestre,

composte da due stanze, una soffitta, un granaio e una stalle.

- i villaggi erano relativamente isolati (non perché la città era lontana) perché il mondo

esterno non interferiva nella vita quotidiana dei suoi abitanti. I villaggi erano composti

da contadini che lavoravano per sopravvivere e vivevano con quello che trovavano sul

luogo: campi di cereali, bestiame, frutteti, orti, vivai di pesci, allevamento delle api per il

miele e la cera.

- l’equilibrio tra risorse e popolazione era precario, fragile, instabile. I villaggi erano

entità fragili, vulnerabili alle malattie e appena appena in grado di sopravvivere. 1

- i villaggi erano, o cercavano di essere, autosufficienti perché i mezzi di trasporto

insufficiente e le cattive strutture commerciale costringevano la popolazione rurale a

coltivare tutti i prodotti essenziale per vivere.

- per percorrere il territorio del villaggio ci volevano due ore, e molte fattorie erano

distanti dal centro del paese. Essendo le case molto sparpagliate, i villaggi erano poco

coesi, uniti a livello sociale.

Gli abitanti dei villaggi

- la caratteristica principale dei contadini era la diffidenza. Erano diffidenti verso gli

estranei e verso gli altri paesani.

- l’aspetto fisico del contadini era particolare: erano esili, magri, deboli, curvi e di

carnagione giallastra. Non erano robusti, avevano il ventre gonfio, camminavano

lentamente, avevano i denti rotti e soffrivano di ritardi della crescita. La malnutrizione

era normale nei villaggi.

- 1/3 dei bambini moriva nel 1 anno di vita e solamente 1 bambino su 3 viveva fino a

o

diventare adulto. La maggioranza delle coppie riusciva a fare 1 o 2 figli prima della morte

di un coniuge. Le donne si sposavano tardi (rispetto al resto del mondo), in media

intorno ai 23 anni. La popolazione restava più o meno costante. Quando in una famiglia

moriva un coniuge, il sopravvissuto si risposava immediatamente.

- i villaggi, in un precario equilibrio a causa dei cattivi raccolti ed erano minacciati

costantemente dalla fame e dalle malattia, riuscivano a malapena a riprodursi.

- una serie di cattivi raccolti poteva portare i contadini a fare l’elemosina, a mendicare il

cibo.

- gli abitanti dei villaggi non erano tutti uguali: c’erano i contadini ricchi che

possedevano dei cavalli e un aratro; c’erano i contadini comuni, che non possedevano un

tiro di cavalli e un aratro; c’erano i contadini salariati, che non possedevano nulla.

- tutti i contadini prendevano in affitto le fattorie e i terreni dai proprietari terrieri, che

andavano al villaggio, o mandavano qualcun altro, solamente per riscuotere i soldi.

- oltre ai contadini, nei villaggi c’erano anche alcuni artigiani.

- lungo la via principale del villaggi, vivevano tre imprenditori di successo: il fabbro, il

mugnaio e l’oste, sulle cui case erano dipinte le insegne della loro professione. Le loro

famiglie erano le più benestanti e influenti della comunità.

- nei villaggi l’élite era costituita dal prete, dal notaio, da un agente commerciale e da un

amministratore di terre.

- il prete viveva nella casa più lussuosa del villaggio e viveva grazie alle rendite e alle

decime che spettavano alla chiesa. L’abitazione del prete era una sorta di palazzo, con il

salone, il salotto, la biblioteca, la cappella, la stanza del domestico, la scuderia, il forno, il

granaio e gli alloggi della servitù.

- ai confini del territorio del villaggio c’erano alcuni castelli di proprietà di cittadini

benestanti, che vivevano in città e trascorrevano solo l’estate o la stagione della caccia nei

castelli di campagna.

- i contadini e gli artigiani vivevano nella miseria, in case piccole, buie e fredde, senza

potersi permettere la legna per scaldarsi; l’unica cose che possedevano erano i vestiti che

indossavano e un paio di zoccoli di legno.

- nei villaggi non ci sono molti controlli sociali: non c’è un signore residente che

comanda e il prete ha scarsa influenza. Nei villaggi ogni famiglia è indipendente e

numericamente ridotta, è composta da 2 genitori e da 1 o 2 figli.

- i giovani per sposarsi e procreare devono aspettare la morte di uno dei genitori, a causa

delle poche risorse alimentari. I contadini non si sposavano per sentimento, si sposavano

solo per calcolo, per la dote della sposa. Per i contadini il matrimonio era un affare, non

un piacere.

- le giovani coppie di sposi, in 10 anni circa, fanno circa 5 bambini, dei quali solo 2

sopravviveranno. Quando muore la madre, spesso a poco più di 30 anni e in genere a 2

causa di complicazioni seguenti al parto, il vedovo cerca subito un altra mogli. Se

entrambi i genitori muoiono, il villaggio si prende cura dei loro bambini. Gli orfani non

vengono assorbiti dalla famiglie dei parenti, ma vengono affidati a tutori nominati dalla

comunità.

- quando i bambini hanno 7 o 8 anni, i contadini li affidano alle famiglie dei benestanti,

dove lavorano come domestici, apprendisti o pastori.

La comunità ufficiale del villaggio. Tutte le famiglie del villaggio, ricche o povere,

fanno parte della comunità ufficiale. La comunità ufficiale del villaggio si riunisce in

assemblee, dove i capifamiglia votano le decisioni. Sebbene tutti hanno il diritto di parola

nelle assemblee del villaggio, in pratica sono presenti solamente le persone più ricche. La

comunità ufficiale del villaggio contrae prestiti e riscuote le tasse a nome di tutto il

villaggio. L’assemblea del villaggio amministra e controlla gli affari finanziari della chiesa

locale, previene le liti, prende provvedimenti per proteggere il villaggio da banditi,

vagabondi e lupi, nomina i pastori per il gregge della comunità e nomina il maestro di

scuola se il villaggio se lo può permettere.

La religione

- la chiesa e il cimitero sono il cuore della comunità.

- i contadini vanno volentieri a messa. Le cerimonie religiose riuniscono l’intero

villaggio, ricchi e poveri, uomini, donne e bambini. La messa della domenica è un evento,

si chiacchiera mentre i bambini si rincorrono, si spettegola, si fanno affari, i giovani si

scambiano sguardi, etc. La vita sociale del villaggio gira intorno alla chiesa.

- sono presenti anche delle confraternite religiose, composte da maschi, che organizzano

banchetti e processioni.

- gli abitanti del villaggio pregano i santi per avere qualcosa in cambio; pregano un certo

santo fino a quando dimostrava di saper allontanare malattie e disastri, ma se il santo

non faceva la sua parte, essi si rivolgevano a un altro santo.

- gli abitanti del villaggio usano la chiesa come punto di incontro, mostrano scarso

rispetto per il prete e scarso interesse per i sacramenti.

- la religione aveva un posto importante nella vita dei contadini, ma era una religione

particolare. I contadini pregavano come decidevano loro, non ascoltavano il prete.

- la processione raggiungeva anche il villaggio vicino: in quest’occasione i festeggiamenti

servivano a dare coesione agli abitanti del villaggio e anche a prendere contatto con gli

estranei.

- nelle zone considerate dall’autore (Francia, Inghilterra, Spagna, Italia e Germania)

esistevano circa 160.000 villaggi.

I villaggi erano immobili

- i villaggi erano immobili, nulla cambiava

- la popolazione dei villaggi non aumenta e non poteva aumentare a causa della scarsità

di risorse.

- all’inizio del 1300 in tutta l'Europa occidentale vivevano circa 65 milioni di persone. 43

milioni di persone vivevano in Italia, Francia, Paesi Bassi, Inghilterra e Germania

occidentale. All’inizio del 1300, le foreste erano quasi scomparse perché erano il terreno

era utilizzato per coltivare. Poiché c’erano troppe bocche da sfamare e non era più

possibile espandersi oltre i confini del territorio del villaggio, si cercò di aumentare la

produzione di cereali. Distrutte le foreste, scomparve la legna per costruire e per

scaldarsi; tutti i territori erano stati coltivati e quindi non c’era terreno sufficiente per

allevare gli animali. Il bestiame era sempre meno e quindi era poco anche il letame,

fondamentale come fertilizzante; allora si ridusse ulteriormente il raccolto dei cereali,

che già era scarso.

- in mancanza di nuove tecniche agricole per aumentare la produttività, l’unica soluzione

3

era ridurre la popolazione. Nell’estate del 1347 la peste bubbonica colpì l'Europa e uccise

un terzo della popolazione

- la terra a disposizione dei superstiti fu nuovamente abbondante e ricrebbero le foreste.

La popolazione cresceva e continuava a crescere con prudenza.

- la peste era presente e diffusa fino al 1721.

- dopo la peste del 1347, i villaggi iniziarono a controllare le nascite per mantenere

stabile il rapporto popolazione/risorse. Lo scopo di ogni generazione era riprodursi

senza aumentare il numero di bocche da sfamare. Quando moriva un genitore, il figlio o

la figlia si sposava. I bambini in sovrappiù venivano affidati a qualche agricoltore più

benestante che aveva bisogno di lavoratori. I contadini avevano compreso e accettato i

limiti delle loro risorse e imparato a vivere entro quei limiti.

- i contadini europei si adattarono alla scarsità di risorse e limitarono le nascite,

ritardando il matrimonio e il concepimento.

02. LA LIBERTÀ DELLA CITTÀ

- le città erano circondate da mure massicce di pietra. Nelle città vivevano 10.000-

30.000 persone (c’erano città da 10 mila persona, altre città da 30 mila, etc) che

mangiavano e si vestivano lussuosamente senza dover arare la terra né pascolare il

bestiame (nelle città c’erano i negozi che vendevano il cibo).

- in una città venivano importati gli alimenti (cereali, olio, vino, carne, etc). Nel 1500 gli

abitanti di una città mangiavano più carne rispetto ai cittadini attuali. I cittadini erano

ben nutriti.

- i cittadini erano parassiti che sfruttavano i contadini. I contadini mangiavano solo pane

nero per riuscire a pagare le tasse. I cereali, gli animali e la legna dei contadini veniva

presa dai cittadini.

- in città le soffitte e le cantine delle case erano ricolme di grano, vino, olio, carne salata e

altri alimenti per poter vivere un anno.

- le mura della città erano sorvegliate giorno e notte. Le porte venivano chiuse al

tramonto, dopo aver cacciato i mendicanti. Al tramonto c’era il coprifuoco e i cittadini

quindi non potevano uscire di casa. I furti, anche quelli piccoli, potevano portare alla

morte del ladro. I cittadini, ben nutriti e vestiti, sapevano difendere la loro ricchezza.

- la maggior parte dei cereali, del bestiame, delle pelli, della lana, del vino, delle tasse e

delle decime veniva presa dai cittadini. Ad esempio, il prete del villaggio teneva per sé

solo una piccola parte delle decime, la maggior parte delle decime veniva portata ai

vescovi.

- fuori dalla città, c’era il contado. I villaggi presenti nei territori entro 20 km circa dalle

mura erano di proprietà della città. La città controllava il contado attraverso la proprietà,

la mezzadria e la giurisdizione legale. Il contado è la campagna che sta intorno a una

città, compresi i villaggi, i poderi, le ville e altre proprietà.

- mezzadria: Contratto agrario in base al quale un colono (mezzadro) coltiva un fondo

altrui, dividendo poi i prodotti e gli utili della coltivazione a metà col proprietario.

Sistema di conduzione e tipo di contratto agrario per cui il concedente, cioè il

proprietario di un fondo, e il mezzadro in proprio, quale capo di una famiglia colonica, si

associano per la coltivazione di un podere e per l’esercizio delle attività connesse, al fine

di dividere a metà, o in quote leggermente diverse, i prodotti e gli utili derivanti dal

podere stesso.

- giurisdizione: funzione attribuita al potere giudiziario, e consistente nella concreta

applicazione delle norme giuridiche || g. civile, quella che tutela i diritti soggettivi nei

rapporti fra privati | g. penale, rivolta alla punizione dei reati | g. amministrativa, quella

posta a tutela di coloro che si ritengono lesi da un atto della pubblica amministrazione.

Estensione: Autorità, sfera di competenza di un organo o di una persona.

- i cittadini vivevano non coltivando la terra, ma coltivando il denaro. E il denaro non

conosce le stagione, è immune al gelo e al sicuro della cavallette. 4

- i cittadini pagano in contanti per soddisfare i loro bisogni quotidiani.

- il comune era un’associazione volontaria di mercanti e artigiani che avevano giurato di

aiutarsi, eleggevano i propri capi e si sottrassero al potere dei signori e dei vescovi.

- comune: caratteristica forma di governo autonomo cittadino apparsa nell'Europa

occidentale. dopo il 1000. Forma di governo autonomo cittadino, sorto in Europa dopo il

1000. Il comune è la forma di governo tipica delle città medievali dell’Europa occidentale

a partire dal 1000 circa, sancita dalla concessione di una carta volta a garantire

determinati diritti da parte del sovrano o del signore locale (come avviene in Francia o

nelle Fiandre), oppure proclamata con un giuramento o un accordo, spesso temporaneo,

dei cittadini stessi (come avviene nell’Italia centrosettentrionale).

- i cittadini del comune chiamarono consoli i loro capi, sulle bandiere e sui sigilli

riportarono immagini antiche e affidarono ai poeti il compito di tracciare paragoni con la

Roma antica (anche se non c’erano tracce di collegamento tra i comuni e l’antica Roma).

I cittadini dichiararono le loro città comunità sovrane e si dichiararono uomini liberi,

giurarono ubbidienza solo ai re e agli imperatori lontani; costruirono mura, fossati e torri

per proteggersi dai nemici.

- sebbene le epidemie del 1300 hanno decimato la popolazione, le città si sono riprese

subito e hanno continuato a crescere. Alcune città importanti come Napoli, Parigi e

Milano superarono i 100 mila abitanti. Le città di media grandezza erano popolate da 10-

40 mila abitanti. Le città riuscirono a conservare la loro organizzazione comunale, le loro

mura, il loro contado e le loro capacità commerciali e industriali.

I cittadini e i non-cittadini

- i borghesi non si consideravano semplici residenti di una città, ma membri di un

comune.

- in ogni città ci abitavano anche uomini e donne che non erano membri del comune. I

poveri, gli stranieri, la servitù, i nobili che non vivevano nella città, i preti e i monaci, gli

schiavi, i soldati, i vagabondi, i barboni, gli operai a giornata e gli studenti potevano

abitare nella città, ma non facevano parte del comune.

- i poveri erano coloro che non potevano pagare le tasse, che non avevano

un'occupazione o un domicilio fissi.

- gli stranieri. Gli stranieri erano chiunque che proveniva da fuori delle mura della

città. Quindi anche gli abitanti del contado erano considerati stranieri. Gli stranieri

potevano diventare cittadini. Per diventare cittadini dovevano abitare nella città per un

certo numero di anni (da 1 a 10 anni), dovevano pagare le tasse e dovevano far parte

della comunità religiosa del comune.

- la servitù erano i dipendenti che vivevano con la famiglia del padrone.

- i nobili non erano cittadini perché vivevano nei castelli e nelle corti fuori dalla città.

Solamente se abitavano in città regolarmente potevano diventare cittadini.

- i preti e i monaci non erano cittadini perché non pagavano le tasse.

- non erano cittadini anche: gli schiavi, i soldati

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-STO/02 Storia moderna

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher riccardoricci95 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia moderna e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Firenze o del prof Baviello Davide.
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