Appunti lezioni Sinini
Progettare: azione di design culturale
Perché l'educazione è una scienza di progetto che ha alla propria base la creatività. Alla base di un progetto c'è un'idea.
"...Assomiglia a quel tipo particolare di scienze, come l’ingegneria, l’informatica, o l’architettura, il cui compito è di rendere il mondo un posto migliore: una scienza di design" (Laudrillard, 2012).
Progettazione come design culturale
La progettazione è intesa come sistema integrato (concreto) di attività di analisi e pianificazione di un cambiamento, al fine di formulare delle ipotesi sulle relazioni significative che sostengono i processi didattici, educativi e di apprendimento, che li possono favorire od ostacolare. Individuazione delle relazioni possono essere significative, che possono sostenere i processi educativi.
- Attivazione: passaggio dai contenuti alle attività, progettare situazioni in cui "fare significato", cioè situare l'apprendimento in contesti complessi.
- Smontaggio e analisi: centralità dell'apprendimento significativo (dei soggetti) = generare apprendimento esperienziale (è più utile se è concreta), attivo (soggetto coinvolto in prima persona), critico (bisogna sviluppare capacità critica) e anticipatore (apprendo se so anticipare le situazioni).
- Montaggio e rielaborazione: centralità delle competenze = impostare la progettualità sulle competenze che voglio formare; progettare per competenze, progettare l'attivazione delle zone di sviluppo prossimale, della riflessione metacognitiva.
Che cos'è la progettazione?
Per Laudrillard è un'azione di designer culturale perché l'educazione è una scienza di progetto che ha alla propria base la creatività. L'uomo per sua natura fa progetti e compie alcune scelte piuttosto che altre. Pro-gettare = tempo del pensare, motore dell’agire educativo (Brandani, Tomisich 2005), gettare avanti.
- Attività di selezione tra le possibilità facendo i conti con le proprie potenzialità; è il tempo del pensare = motore dell'agire educativo.
- Connettere vincoli e desideri.
- Presente + futuro + passato: mette in connessione la situazione attuale con il futuro ma anche il passato (le esperienze pregresse influenzano).
- Dimensione relazionale come strumento di intervento: nel progetto c'è relazione tra educatore e destinatario (educatore-educando) che è il nostro scopo. Concepire bisogno come problema da risolvere.
- Dal bisogno al problema.
Alla base della progettazione didattica c'è l'intenzionalità educativa:
- Crescita naturale (manifestazione): es. il corso ai genitori sulle tecnologie.
- Trasmissione (patrimonio, cultura): es. la scuola.
- Forgiatura (costruzione risultato pedagogico): es. costruzione del risultato pedagogico.
- Autoplasmazione (progressivo adeguamento reale-ideale): progressivo adeguamento alla realtà, es. tossicodipendenza. Transizione dalla situazione di partenza alla situazione ideale.
Rapporto promozionale
Promuovere un cambiamento esplicito e organizzato attraverso processo educativo e relazionale per problemi, per concetti, iter, per obiettivi, per competenze.
Focus e Iter
Focus = a seconda di quale sia l'oggetto della progettazione. Iter = a seconda del percorso, di come si svolge la progettazione.
Modello per contenuti
Es. Decido quale è la scansione del mio intervento, su cosa voglio affrontare (faccio un elenco delle tematiche).
Teoria della pianificazione
Paradigma di base: cibernetica (studia la relazione come passaggio di contenuti da soggetto a destinatario) (Wiener, 1953) e comportamentismo (Skinner, 1970) (a ogni azione corrisponde una reazione e il soggetto apprende per automatismo).
Definizione teorica: un’attività razionale, algoritmica, sequenziale, controllata in modo rigido dal progettista che, grazie alle sue competenze, ai mezzi e dotandosi degli strumenti adeguati, scompone il problema complesso.
Definizione operativa: precede l’azione in quanto pianifica a tavolino il percorso (uguale per tutti) in relazione agli obiettivi e all’analisi dei costi benefici dei diversi modi per raggiungerli.
Caratteristiche:
- Le soluzioni sono definite in funzione degli obiettivi. Soluzioni esaminate ex-ante.
- La decisione è frutto dell’analisi del rapporto costi-benefici in relazione agli obiettivi.
- La realizzazione del progetto è una serie di compiti conformi alla decisione.
- Le condizioni sono di considerare l’ambiente fisso, problema non ambiguo, obiettivi dati, procedure date, ordine rassicurante, controllabile. Medesima meta finale uguale per tutti.
Il termine ultimo è costituito dal raggiungimento della medesima meta per ogni discente. Centratura: su obiettivi: oggettivista, razionalista, sequenziale, direttivo, con analisi di compiti e competenze, prevede un apprendimento astratto, decontestualizzato (non tengo conto della realtà e delle condizioni e reazioni del gruppo di lavoro) ma controllato (perché non ho cambiamenti in corso d'opera, riesco a creare tutto prima).
Centralità della fase di micro-progettazione che garantisce pianificazione e controllo: primato obiettivi, individuazione di mezzi, verifica finale.
Esempi
- Progettazione tassonomica: Bloom e Gagné → Tassonomia = classificazioni gerarchiche, sistematiche e formali degli obiettivi didattico-educativi (educazione scomposta in classi gerarchiche con obiettivi). È uno strumento diagnostico: confrontando la situazione con gli obiettivi da raggiungere si può fare valutazione e attivare interventi di potenziamento.
- Istruzione programmata: diffusa nell'educazione formale - Decreti Ministeriali. Gli obiettivi vengono disposti nella programmazione in unità didattiche e in moduli: programmazione sui vari cicli scolastici, in unità didattiche o moduli → si valuta con delle verifiche. Sequenze di verifiche e valutazioni.
- Teoria curricolare: (tipico della scuola). Satellite che traccia e fornisce identità educativa ai singoli cicli scolastici. Dall'inizio alla fine al termine del ciclo scolastico da elementari a superiori. Termostato equilibratore tra visione bambinocentrica (ragioni personali) e culturacentrica (discipline). Curricolo di istituto, di classe, disciplinare.
Modello per concetti
A metà tra contenuti e problemi; attorno a una tematica (problema) costruisco mappe in un secondo momento decido in che ordine affrontarle.
Teoria cognitivo-strutturalista
Paradigma di base: Gestalt (riflette su come il soggetto percepisce il mondo) e psicologia della percezione (sensazione e percezione correlate, con immagini).
"Forma, schema, rappresentazione".
Principio 1: tendenza alla pregnanza, cioè a realizzare lo stato più stabile che sia possibile nelle condizioni date ("buona forma": riconoscere la forma più semplice).
Principio 2: contingenza ossia indifferenza e casualità delle connessioni (i dati visivi e uditivi potrebbero essere raggruppati e scanditi come si vuole).
Definizione teorica: azione di interventi di reciprocità tra struttura del soggetto in fase di apprendimento e struttura delle discipline. Analizzo anche i bisogni del soggetto e la disciplina legata alla mia tematica.
Caratteristiche:
- Centralità intervento educativo e capacità organizzativa per accelerare il raggiungimento dei traguardi.
- Analisi dei bisogni e quadri educativi.
Esempi
- Programmazione per concetti: elementi costitutivi del sapere, elementari e rappresentativi:
- Sistematici
- Rigorosi
- Analogici e pertinenti
- Categorie
- Analitici
- Pragmatici
- Economici (anche di dispendio energetico)
- Fase 1 - Progettazione:
- Mappa concettuale
- Conversazione clinica (selezione dei soggetti più pertinenti in equipe)
- Matrice cognitiva (per capire chi coinvolgere, che matrice prendere: medico o psicologico)
- Rete concettuale (organizzo per concetti e ordino)
- Fase 2 – Conduzione:
- Fasi di lavoro
- Tavola dei mediatori didattici (strumenti)
- Fase 3 – Valutazione: controllo, verifica, giudizio
Modello per sfondo integratore
Es. alla scuola materna si sceglie come sfondo una cosa e tutto sarà riguardo quello. Favorisce l'integrazione alle differenze (singolarità, competenze, linguaggi, strumenti, percorsi) perché favorisce la percezione di una "Gestalt" (di una configurazione più ampia) e la costruzione di "metacontesti" (contesti che permettono di considerare come connessi elementi che altrimenti rimarrebbero isolati).
"Sfondo istituzionale-comunicativo (spazi, tempi, clima comunicativo-relazionale) che ha la funzione di far maturare nel bambino l'autonoma organizzazione delle proprie strategie di costruzione del mondo, favorendo la motivazione intrinseca e la connessione tra i vari piani dell'esperienza".
"Sistema di mediatori" in grado di favorire un contesto di apprendimento coevolutivo.
- Struttura di connessione → elemento contenitore dei processi educativi (struttura reticolare di progettazione).
- Canovaccio, una trama narrativa, metaracconto che ha la funzione di collegare tra di loro le parti del progetto. Storia che coevolve attraverso mediazioni e negoziazioni continue (lancia degli spunti e l'azione diventa una sorta di dialogo tra i bambini ed educatrici).
- Mediatori (ludico-fantastico) servono per fissare il punto di partenza ma non la conclusione e l'evoluzione del processo.
- Modifica il setting (organizzazione dello spazio su scenografia).
Fasi progettuali
- Un'ipotesi di sviluppi possibili e imprevedibili (idea generale, uno spunto).
- Il progetto.
- L'esperienza.
- La narrazione-ricostruzione.
- Il distanziamento: deve applicare le conoscenze che ho imparato in situazioni diverse.
- La consapevolezza: a questo punto è necessario che il bambino sappia che ha acquisito delle competenze e che deve utilizzarle.
Prerequisiti:
- Aderenza: lo sfondo integratore deve corrispondere alle caratteristiche dei bambini.
- Significato: deve dare senso alla vita dei bambini.
- Condivisione: deve essere un luogo che permette la condivisione.
- Problematicità: deve suscitare una problematicità nei bambini (i bambini devono essere coinvolti).
- Facilitazione: lo sfondo integratore deve essere compreso con facilità.
- Integrazione: è un luogo integrativo, che permette di fare più cose.
Funzioni
- Integrazione del sé (percezione di sé come personalità integrata, in relazione costruttiva con la realtà e con gli altri).
- Integrazione dell'altro (attraverso l'uso dello "sfondo" è favorita la costruzione di una "Gestalt" abbastanza ampia da integrare il caso difficile o l'evento casuale, trasformandoli in possibilità di evoluzione dell'intero contesto educativo).
- Contenimento educativo (Holding di Winnicot ossia l'offerta di risorse ambientali, a partire dal rapporto con la madre, indispensabili allo sviluppo emotivo del bambino. Crea e mantiene un campo psicologico motivante che fa vivere nel bambino come uniti, e non frammentati, i vari momenti della programmazione).
- Continuità spaziale e temporale (riempie vuoti di programmazione).
Modello per problemi
Modello del problem solving
Modello adattivo (si adatta all'evolversi delle situazioni) e dinamico, attento ai contesti, in grado di rimodularsi (non fissa ma si costruisce man mano che la porto avanti) a seconda delle situazioni che si incontrano nel corso dello sviluppo del progetto.
Punto di partenza: complessità, problema.
Centrato su un progetto aperto (perché il tema è in evoluzione), non predefinito, non lineare, flessibile, che valorizza l’autonomia progettuale. Es. prima si fa brainstorming con l'utente, in base a ciò programmo il secondo incontro.
Teorie di riferimento
- Modello ecologico (convivere con la precarietà, la diversità, la molteplicità delle esperienze) centrato su organismo autopoietico e processo di adattamento ambientale → si adatta al contesto perché anche il progetto si adatta.
- Prospettiva costruttivista secondo cui:
- La conoscenza è una costruzione attiva del soggetto.
- Ha carattere situato, è sempre contestualizzata.
- Si svolge tramite forme di collaborazione sociale.
Processo progettuale: analisi della situazione di partenza, individuazione degli elementi problematici, interpretazione della complessità.
Prevede l’apprendimento contestuale (legato a situazione in divenire), la cooperazione, la costruzione negoziata del significato (coinvolgo i soggetti in modo attivo), apprendimento per esplorazione, importanza della motivazione.
Caratteristiche:
- Si fonda sulla necessità di trovare soluzioni condivise, qualora nell’elaborazione di un progetto emergano opinioni diverse o contrastanti.
- Occorre comprendere correttamente il problema, evidenziando, discutendo e sottoponendo ad analisi dialettica i diversi significati attribuiti al progetto, per giungere ad un risultato comune.
Focus: il soggetto e la sua esperienza, quindi personalizzazione degli apprendimenti al fine di salvaguardare le diversità personali. Il modello si sviluppa attraverso la personalità (su misura).
Modalità: Ricerca-azione (= metodologia di ricerca che si costruisce sul campo, seguiti con interventi mirati). Obiettivi come traguardi possibili, dipendono da esperienze, possono cambiare in corso d'opera. Soluzioni adottate in funzione di programmi, ri-analizzate in itinere progettazione.
Decisione: gioco di strategia, massimizzazione dei vantaggi. Microprogettazione come individuazione di compiti flessibili, adattamento alla situazione, facilitazione e mediazione delle esperienze, provocare situazioni problematiche.
Modello per problemi - che cosa sono gli obiettivi?
- "Intento espresso in modo chiaro (a tutti) e non ambiguo (in un obiettivo non ci devono essere due intenti), rispetto al quale è possibile decidere se un percorso o un processo è giunto al termine e/o è valido per giungervi" (Pellerey).
- Differenza tra: finalità (aims; è una e generale al quale il progetto mira; è generale, più varia, composta da più obiettivi → intenzione alla quale il progetto aspira), propositi (purposes; è intenzione non esplicita non codificata), mete (goals; idem a finalità) e obiettivi (objectives; la delineazione operativa e concreta della finalità).
Importanza degli obiettivi
- Convergenza delle intenzioni del progetto e dell'educatore.
- Quadro di valori entro cui la comunità educativa cammina; si riconosce.
- Possibilità di prevedere tempi, persone, risorse, entrare nella microprogettazione.
- Favorita la comunicazione ai diversi livelli per chi lo realizza e per i destinatari. Chi commissiona, chi realizza, i destinatari. Gli obiettivi portano ad una comunione di intenti.
Tipologie di obiettivi
Obiettivi iniziali (o generali, o educativi inerenti a intero sistema organizzativo) → obiettivi più legati al saper essere, a una dimensione valoriale, allo sviluppo della persona (es. lavorare in equipe); sono definiti all'inizio del processo, definiti dall'educatore.
Obiettivi definitivi (o specifici, o didattici sono più dettagliati) → entra più nei contenuti, conoscenze, abilità. Definiti ai singoli moduli; definiti dal committente.
Quattro differenze
- Il momento in cui vengono fissati.
- Il soggetto che li definisce.
- Il livello di analiticità.
- Rapporto tra apporto istituzionale e apporto educativo.
Obiettivi generali
Obiettivi inerenti l’intero sistema organizzativo:
- Di risultato.
- Di funzionamento.
Obiettivi inerenti il ruolo professionale:
- Di risultato.
- Di comportamento.
- Di atteggiamento.
Obiettivi di comunicazione:
Esemplificando:
Obiettivo: prevenire l’abuso dell’alcool.
Obiettivi specifici: diminuire il numero di ragazzi che bevono alcool, diminuire le quantità bevute, ridurre episodi di "sbronza".
Indicatori: n. di ragazzi che nell’ultimo mese...
Obiettivi didattici
Comportamenti che voglio far apprendere:
- Conoscenze legate all'area del sapere, in relazione a fatti, procedure, concetti: principi generali.
- Capacità legate all'area del saper fare, in relazione a:
- Capacità operative e manuali.
- Capacità intellettuali e di problem-solving basate su algoritmi.
- Capacità intellettuali basate su processo euristici (legati alla scoperta personale).
- Comportamenti che voglio far sviluppare:
- Relazionali (es. rispetto per l'altro).
- Prescrivibili (che voglio far apprendere).
- Euristici (che voglio far sviluppare) → più a lungo termine; sviluppare è diverso da apprendere (conoscere).
Caratteri specifici: specifica e dettagliata → perché devo poter valutare il raggiungimento dell'obiettivo; perché li traduco in termini quantitativi. - Formulazione specifica e dettagliata Simple (deve esprimere una cosa) - Formalizzazione processo e output.
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