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Capitolo 5: Un'ipotesi di intervento: il progetto RAMEBIS

Origine e motivazione

RAMEBIS significa Ricerca-Azione su Multimedialità, Educazione e Bullismo In Scuola.

1. Ricerca-Azione

La metodologia utilizzata nella ricerca nelle scuole è un'attività di ricerca caratterizzata contemporaneamente da intervento (modifica le pratiche studiate) e condotta dall'insegnante.

Vantaggi:

  • Superamento della prospettiva "parassitaria" (scuola come campo di raccolta dati)
  • Fare in modo che la ricerca costituisca un'occasione di miglioramento per i processi che studia
  • Coinvolgimento degli insegnanti per i quali è un'opportunità di formazione

Limiti:

  • Non è rappresentativo
  • I dati sono distorti per le scarse esperienze e competenze metodologiche

Il tentativo del progetto è neutralizzare i limiti attraverso un training degli insegnanti coinvolti e l'adozione della metodologia della R-A online (=cooperazione) che consente il confronto con gli “amici critici” e la condivisione/comparazione in tempo reale dei processi nel lavoro in rete.

Multimedialità

Negli anni '90: attività organizzate intorno alla costruzione di ipertesti multimediali → Multimedialità = possibilità di lavorare nello stesso ambiente digitale facendo ricorso a più sistemi di rappresentazione del contenuto. Oggi: la società è realmente multimediale, le pratiche di costruzione di senso dei soggetti nascono in un sistema di mediazione attivate attraverso strumenti (cellulare, pc,...) che sono sempre più integrati. Multicanalità (perché possono essere modificati e consumati utilizzando la crossmedialità) si trasforma in modo da ibridare gli altri.

Bullismo

Tra gli adolescenti ci sono episodi di trasgressione e devianza; sono comportamenti che vanno dal mobbing alla goliardia al bullismo (cyber-bullismo). Il cyber-bullismo è oggetto del progetto perché:

  • Ragioni di ricerca: conoscere e risistemare la geografia dei concetti (= il fenomeno era visto come emergenza educativa). Si ha il cyber-bullismo quando si hanno determinate manifestazioni, delle cause (nella tecnologia e comunicazione). Per parlare di bullismo l'azione deve essere:
    • Intenzionale
    • Reiterata
    • Riguarda sempre la stessa vittima
    • L'azione deve essere legata alla tecnologia
  • Ragione tecno-sociale: il cellulare consente di produrre con facilità dei contenuti che possono essere pubblicati con facilità su blog e social network rendendoli disponibili a un numero elevato di persone. Sono caratteristiche che richiedono un intervento educativo che coinvolga la capacità di ottenere una comprensione culturale in funzione dei diversi aspetti della cittadinanza.
  • Ragione pedagogica: le agenzie educative non sono in grado di elaborare risposte efficaci; famiglia → non intercetta le richieste dei ragazzi; scuola → lascia il problema fuori dalla porta proibendo l'uso dei telefonini.

Il progetto: l'idea, il training, le fasi

Il progetto nasce nel 2007:

IDEA: sperimentare un modello di intervento nelle classi che consenta di promuovere un comportamento d'uso corretto ed equilibrato dei media digitali da parte degli adolescenti.

TARGET: gruppo di insegnanti ed educatori di Palermo, Caltanissetta, Agrigento, Enna e Catania. Ipotesi: selezionare 4 scuole per ogni territorio e 2 classi per scuola (una 2° e una 4° superiore): in totale 21 classi in 9 scuole.

Il training

Per neutralizzare i rischi che vengono dal ricorso a ricercatori non formati serve una adeguata formazione. Il primo anno del progetto è stato dedicato alla formazione dei docenti; percorso organizzato secondo una modalità blended che ha previsto momenti in aula e momenti di lavoro individuale e collaborativo online. Il percorso di formazione è organizzato in 4 moduli tematici online. Ogni modulo ha una struttura standard:

  • Videolezione di apertura → ricevere informazioni generali sui contenuti
  • Studio di documenti e materiali di approfondimento

La fase di formazione è finalizzata alla realizzazione guidata di un'attività da sperimentare nel secondo anno del progetto. Progettazione e sperimentazione prevedono l'accompagnamento di un tutor. I tutor sono 4 e devono fare un percorso formativo composto dagli stessi moduli degli insegnanti + una giornata di formazione sulla metodologia della Ricerca-Azione Online e un modulo online di 20 ore sulle tecniche della e-moderation.

La sperimentazione nelle classi

Il secondo anno è stato dedicato alla sperimentazione guidata in classe ed è la traduzione operativa delle linee di intervento condiviso nel primo anno di formazione. L'obiettivo è creare un modello di intervento e di lavoro didattico che consenta di promuovere un comportamento d'uso corretto ed equilibrato dei nuovi media da parte degli adolescenti. I docenti hanno sviluppato un progetto in cui si applicassero gli spunti teorici e le attività svolte durante la formazione utilizzando strumenti e materiali predisposti.

La sperimentazione è supervisionata dai tutor che hanno il compito di:

  • Predisporre e osservare il contesto d'aula e le attività per definire nuove linee di intervento e monitorare l'utilizzo degli strumenti proposti.
  • Coordinarsi online con lo staff di ricerca
  • Partecipare al confronto in linea con l'équipe di progettazione

L'attività del secondo anno ha previsto:

  • Incontro di 4 ore con i tutor
  • 3 giornate d'aula di verifica intermedia e chiusura con insegnanti e tutor
  • 112 ore di lavoro distribuite attraverso la condivisione online delle pratiche e il lavoro didattico in contesto.

L'output del progetto è la creazione di un kit multimediale da mettere a disposizione di insegnanti ed educatori. Il nucleo operativo è costituito dal CD multimediale che contiene i materiali impiegati, gli strumenti da usare, il report finale, documentazione video del percorso. Gli strumenti sono organizzati in pacchetti tematici agili da utilizzare, in modo da facilitare il lavoro dell'insegnante e la predisposizione degli interventi in classe da parte degli insegnanti che vogliono integrare le attività proposte in classe. Attività di socializzazione e disseminazione costituiscono la chiusura del progetto.

Metodologia

La metodologia della RAOL permette di attivare processi di problem solving condivisi e di supportare il cambiamento dei comportamenti abitualmente agiti. Il supporto online aggiunge alcuni vantaggi:

  • Sostegno motivazionale
  • Possibilità di ampliare l'estensione dei contesti di sperimentazione
  • Capacità di farsi ambiente di condivisione di esperienze e problematiche: è un aspetto significativo perché è una tematica innovativa e perché si usano strumenti nuovi per i docenti. La metodologia necessita dell'integrazione di un sistema di monitoraggio condiviso (dati sull'avanzamento e strumenti vengono scambiati in tempo reale) → si utilizza la prospettiva sistemica (Bertalanffy; il sistema è un insieme di elementi che interagiscono in una organizzazione. L'interazione dà origine a relazioni di interdipendenza finalizzata a raggiungere un fine) perché è il più adeguato per la metodologia di lavoro.

La prospettiva sistemica si focalizza sulla significatività delle trasformazioni promosse dal progetto nei diversi sistemi di gioco. La significatività è un dato relativo al sistema di riferimento e serve a promuovere cambiamento.

Approccio: è un approccio che tiene conto di tutte le variabili e relazioni → complesso.

Metodo: è inclusivo perché cerca di ricostruire le funzioni che ogni parte svolge nel funzionamento del processo indagato. La prospettiva parte dal presupposto che ogni problema si costruisce in un sistema che lo definisce e mantiene tale.

Presupposto: esiste una soluzione che non è unica infatti sono diverse le rappresentazioni del problema e delle sue soluzioni e ogni sistema ne ipotizza una. Le informazioni raccolte devono essere legate al significato che il sistema attribuisce alle informazioni.

È un approccio globale, ricorsivo che tiene conto dei diversi livelli di funzionamento (dato strutturale) e dei diversi significati (dati culturali) che il sistema fa emergere.

La ricerca deve essere di tipo descrittivo con osservazione e narrazione come azioni chiave.

Osservare

L'osservatore conosce per differenza quindi l'informazione è una differenza che crea una differenza. Ogni individuo individua alcune differenze per lui rilevanti e su queste costruisce mappe dell'ambiente, mappe di risposta alle diverse situazioni. Sulla base delle mappe si costruiscono teorie che sono un modo di percepire e di dare senso a ciò che si percepisce. È una percezione che opera solo sulle differenze.

Narrare

Serve per raccogliere la soggettività dei punti di vista e i processi di significazione attivati dagli attori. L'oggetto di indagine è un fenomeno complesso, interconnesso con molte variabili difficilmente osservabili e controllabili. La narrazione consente di attribuire un senso a ciò che le persone vivono quotidianamente favorendo così la riconduzione all'unità dei frammenti dell'esperienza concreta.

L'obiettivo del monitoraggio è duplice:

  • Individuare il rapporto tra bullismo e multimedialità e delineare le caratteristiche del progetto attraverso la ricostruzione del contesto culturale dal punto di vista dei suoi membri e dei meccanismi causali che legano gli eventi (per capire gli aspetti socio-culturali e cognitivo-affettivo)
  • Progettare e sperimentare interventi educativi di prevenzione primaria (rivolta al gruppo) sul gruppo classe permettendo agli insegnanti di individuare sintomi di situazioni che necessitano di interventi di prevenzione secondaria (rivolta al singolo)

Sulla base degli obiettivi si possono individuare dei focus.

Focus riguardanti il rapporto bullismo e multimedialità

  • Raccolta delle rappresentazioni del "problema" coinvolgendo insegnanti e studenti per capire le diverse connotazioni
  • Ricostruzione dei contesti delle sperimentazioni per recuperare evidenze attorno al problema (cosa è veramente successo?) e grado di condivisione
  • Analisi delle competenze e delle strategie dei docenti coinvolti

Focus riguardanti il monitoraggio della sperimentazione

L'indagine si concentra su:

  • Ricostruzione dei profili in chiave di uso e appropriazione degli strumenti multimediali
  • Osservazione e documentazione dei percorsi attivati nelle classi
  • Customer satisfaction di studenti e docenti
  • Metariflessione sul percorso con i docenti-sperimentatori

Si raccolgono rappresentazioni perché:

  • Qualsiasi innovazione comporta un investimento emotivo e cognitivo che richiede tempi di assimilazione e adeguati spazi di metariflessione
  • Sono le pratiche che si appropriano dei media
  • Sovradeterminazione del problema del rapporto tecnologie-bullismo che i media stessi hanno proposto all'attenzione pubblica.

Moscovici ha introdotto il concetto di rappresentazione sociale per descrivere i processi che l'individuo adotta per controllare la sua naturale paura dell'ignoto rendendo familiare ciò che è estraneo provocando modificazioni di valori e sentimenti.

Le rappresentazioni:

  • Convenzionalizzano oggetti, persone ed eventi assegnando loro una categoria
  • Sono prescrittive: si impongono

La rappresentazione è un elemento rilevante per ricercatori e insegnanti-educatori perché indicatore rispetto all'attivazione del soggetto, alla sua relazione con lo strumento (uso e abuso). Moscovici → studio delle rappresentazioni = guida al comportamento.

Conclusione

Analizzare le rappresentazioni permette di far emergere le connotazioni personali date a multimedialità, le connotazioni emotive del rapporto tra i due termini e le eventuali attese. Documentazione: è un elemento fondamentale nella RAOL: se un obiettivo è produrre uno studio di caso che diventi prototipo di progetto esportabile in altri contesti, è importante.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PED/01 Pedagogia generale e sociale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher sonia.filippini di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Tecnologie dell'istruzione e dell'apprendimento e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Cattolica del "Sacro Cuore" o del prof Sinini Gloria.
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