Che materia stai cercando?

Anteprima

ESTRATTO DOCUMENTO

Paradosso sull'attore.

Il primo interlocutore chiede al secondo se è disposto a scegliere tra la stima per il suo amico che ha

composto un'opera e la stima verso di lui. Il secondo sostiene che ponendosi in questi termine

assomiglia ad uno che chiede alla sua amata di non assistere alla prima del proprio spettacolo.

Il primo chiede se l'amore della donna sarebbe direttamente proporzionale al suo successo e

sostiene che l'uomo sarebbe stato più fortunato se avesse fatto fiasco. Il secondo chiede spiegazioni

questa affermazione.

Il primo afferma che l'opera dell'amico del secondo è scritta con uno stile tormentato e pieno di

luoghi comuni:non avrebbe reso migliore un grande attore,né peggiore un attore pessimo. Se è dalla

natura che si ricevono le doti,spetta all'uomo grazie allo studio dei grandi modelli perfezionare le

doti naturali.

L'attore che si affida all'istinto è spesso mediocre e,anche se a volte può eccellere,non avrà una

costante mediocrità. I fiaschi indeboliscono solo gli inetti. Un grande attore non esiste sono per doti

naturali senza l'arte in quanto in scena nulla avviene come avviene in natura:le opere di teatro sono

composte secondo regole precise. Due attori possono interpretare nello stesso modo un personaggio

solo l'autore è riuscito a scrivere parole che sono solo segni approssimativi di un pensiero,di un'idea.

È facile che due interlocutori,pur usando le stesse espressioni,pensano e dicono cose differenti. Lo

stesso avviene per il libro dell'amico:sia un attore francese che uno inglese diranno che è perfetto,m

a non c'è nessuna somiglianza tra il modo di scrivere teatrale dei due Paesi e non si conoscono le

opere altrui. Nonostante ciò i due attori convengono sulla verità e il principi dell'amico ma non si

rendono conto che non rispetta un linguaggio tecnico,noto agli esperti. Quindi il secondo chiede se

per il primo in ogni libro esistono due verità che valgono ognuna in un Paese diverso.

Il primo inizia ad elencare le qualità di un grande che deve avere discernimento:deve essere un

osservatore freddo e sereno,senza sensibilità,un'attitudine uguale per ogni personaggio. Se un attore

fosse sensibile non potrebbe interpretare due volte di seguito lo stesso personaggio con lo stesso

successo. Ma se è un freddo imitatore della natura che ripete rigoroso le proprie esperienze e

osservatore delle sensazioni del pubblico,grazie a queste riflessioni darà sempre interpretazioni

perfette.

Gli attori che recitano con il cuore non hanno continuità;l'attore che basa la propria recitazione sullo

studio dell'uomo,sull'imitazione di un modello ideale,sulla memoria riuscirà a fornire in tutte le

recite la stessa performance. Gli accenti saranno sempre gli stessi e anche i movimenti;se ci sono

delle differenze saranno sempre delle migliorie.

Il primo paragona due attrice la Clairon e la Dumesnil. La prima -Clairon- sa a memoria tutti i

particolari,si è creata un modello con cui confrontarsi. Si è creato un modello elevato e grande che

ha attinto dalla storia o dall'immaginazione che però non coincide con lei,altrimenti darebbe una

pessima interpretazione. Quando la Clairon è riuscita ad elevarsi all'altezza del proprio modello,è

diventata padrona di sé e recita senza emozione. Questo è stato possibile grazie alle prove:in scena

potrà giudicarsi e giudicare le emozioni che suscita negli altri.

La Dumesnil invece sale sul palco senza sapere cosa dirà:per metà del tempo non si rende conto di

ciò che dice ma poi arriva al momento sublime. I momenti più elevati e significativi nascono della

serenità e dalla freddezza e mai dal primo impulso.

Gli uomini focosi sulla scena danno spettacolo ma non lo godono;su questo modello gli uomini

geniali creano una copia. I grandi poeti e attori imitano la natura con gusto e discernimento:sono gli

esseri meno sensibili perché sono occupati a osservare,studiare e trascrivere. Nei geni è la testa che

comanda. Nella donne è impossibile:è il cuore che domina ma le porta ad una posizione di

inferiorità quando un attore imita. Quando una scena di pianto è di un attore che lavora con la testa

sarà molto più toccante di quella di una donna sensibile.

Nella commedia del mondo i pazzi sono in scena,mentre i geni in platea. L'occhio del saggio coglie

il ridicolo e fa ridere di tutto,sia di quello di cui si è vittima,sia si se stessi. Se si chiede di questa

tecnica agli attori eccellenti la negano.

Ci si chiede perché gli accenti non producono sentimento:questi sono cadenzati e fanno parte di una

tecnica declamatoria. Sono intonati secondo uno studio che permette di emetterli correttamente.

Nello scrupolo con cui l'attore ricostruisce il sentimento,lo spettatore ne resta ingannato. L'attore

non è il personaggio che interpreta ma lo fa così bene da far credere che sia vero:l'illusione è dello

spettatore perché l'attore sa qual è la verità.

L'estrema sensibilità fa gli attori mediocri;la sensibilità mediocre fa dei cattivi attori ma la

mancanza di sensibilità crea eccellenti attori.

Le lacrime suscitate da un racconto patetico crescono poco a poco;le lacrime di un evento tragico

irrompono come un lampo. Il colpo di scena naturale ed autentico deve essere come le lacrime di un

racconto tragico:brusche e totali. Più difficile è creare l'illusione perché basta un particolare falso a

distruggerla.

Il primo chiede al secondo perché grandi autori (Corneille,Racine,shakespeare...) non si possono

recitare con una voce da conversazione. Il secondo risponde perché non hanno scritto nulla di

buono. Allora il primo fa l'esempio:si sta raccontato qualcosa ad un gruppo di persone in modo

colloquiale,ad un certo punto arriva uno nuovo che bisogna introdurre nella vicenda. Non è

possibile però che il primo narratore riesca a rimettere l'enfasi originaria nelle parole. Questo però

non succede agli attori perché recitano personaggi di cui non gli importa nulla. Sono i fantasmi

frutto dei poeti e non i personaggi storici. Questo avviene grazie ad una convenzione di Eschilo.

C'è una grandissima analogia tra Agamennone della prima scena di Ifigenia e la situazione di Enrico

IV:entrambi sono ossessionanti dal fatto che qualcuno della famiglia potrebbe ucciderli. Se Enrico

IV si alzasse e si andasse a confidare,userebbe un certo registro che gli si addice. Quindi in teatro

cosa significa essere veri? Sicuramente non significa rappresentare le cose così come sono in natura

ma il vero sulla scena è rappresentare le cose così come sono state immaginate dal poeta ed

esagerate dall'attore. Le passioni enormi sono accompagnate da smorfie che l'attore senza gusto

copia mentre il grande artista evita. Le azioni devono essere esagerate sulla scena perché senza

affettazione risulterebbero meschine e in contrasto con la poesia.

La natura ha i suoi momenti sublimi ma chi è in grado di coglierli,è anche colui che è in grado di

restituirli filtrati nell'immaginazione.

Esiste una commozione acquisita o fittizia che è comunque pericolosa quanto la sensibilità naturale:

porta alla monotonia e all'attore di maniera. È un elemento nocivo di cui il grande attore è obbligato

a spogliarsene anche se sarebbe meglio non averlo mai acquisito. Questo sdoppiamento è

estremamente difficile ma confina ogni attore in un unico ruolo,condanna le compagnie ad essere

numerose e le commedie ad essere mal recitate. Questo non accadrebbe se si facessero le commedie

per gli attori,ma sarebbe sbagliato dato che dovrebbero essere gli attori ad esser fatti per commedie.

Il secondo controbatte che una folla che si raduna per un qualche incidente per strada svela,per

ognuno dei suoi componenti,una propria sensibilità che crea un meraviglioso spettacolo.

Il primo concorda ma chiede se questo spettacolo potrebbe essere paragonato al risultato di una

concertazione. Se il secondo crede a questo paragone,allora il primo è indotto a chiedere che cosa

sia,per lui,la magia dell'arte se questa può guastare uno spettacolo che naturalmente è ottimo.

Questo negherebbe che si possa abbellire la natura. Se si prendono a coppia i partecipanti della

folla,lasciandoli padroni della proprie azioni,risulterà una cacofonia che avrà perso ogni sensibilità

naturale.

In uno spettacolo avviene quello che succede in una società ben ordinata:ognuno sacrifica una parte

dei propri diritti per il bene collettivo. L'uomo giusto e l'attore freddo sono quelli che meglio sanno

valutare questo sacrificio.

Quando un attore mediocre recita con un grande attore lo influenza. Il grande attore ha concepito

grandiosamente il personaggio ma deve rinunciare a questo modello ideale per mettersi al livello

dell'attore mediocre,sacrificando il suo modello. Invece due attori dovrebbe sostenersi a vicenda.

Due personaggi,i cui modelli ha parità o subordinazione ma senza che uno dei due sia più forte o

più debole,dovrebbero eliminare le differenze. A questo servono le prove:a stabilire un equilibrio

per far risultare un'azione scenica unificata. Quando la superbia di uno si sottrae all'equilibrio,è

sempre a spese delle perfezione d'insieme perché difficilmente l'eccellenza di uno colma la


ACQUISTATO

2 volte

PAGINE

6

PESO

88.91 KB

AUTORE

LaTita

PUBBLICATO

+1 anno fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze dei beni culturali
SSD:
Università: Milano - Unimi
A.A.: 2015-2016

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher LaTita di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Istituzioni di regia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Milano - Unimi o del prof Sciaccaluga Marco.

Acquista con carta o conto PayPal

Scarica il file tutte le volte che vuoi

Paga con un conto PayPal per usufruire della garanzia Soddisfatto o rimborsato

Recensioni
Ti è piaciuto questo appunto? Valutalo!

Altri appunti di Istituzioni di regia

Lezioni, Istituzioni di regia
Appunto
Riassunto esame Regia, prof. Sciaccaluga, libro consigliato Lo spazio vuoto, Brook
Appunto
Verdi e Shakespeare,un dialogo, Istituzioni di regia
Appunto
Riassunto esame Regia, prof. Sciaccaluga, libro consigliato Verdi e Shakespeare, un dialogo
Appunto