Premessa
I genitori di Todorov erano bibliotecari e ha sempre vissuto circondato dai libri. Ha imparato a leggere da piccolo con i classici in edizione ragazzi e a scuola la lettura era una delle sue occupazioni preferite. La lettura era soddisfazione della curiosità, vivere momenti di gioia e di paura senza le frustranti relazioni con i coetanei. Non sapendo che cosa avrebbe fatto nella vita, ma certo che avrebbe avuto a che fare con la letteratura, scrisse dei testi scadenti, capendo che non era quella la sua strada. Nel 1956 entrò all'università di Sofia nell'indirizzo letterario perché voleva che il parlare di libri diventasse la sua professione.
Al tempo la Bulgaria era nel blocco sovietico e gli studi umanistici erano sotto il controllo del regime. I corsi di letteratura erano a metà tra l'erudizione e la propaganda: bisognava valutare le opere in base alla loro conformità con l'ideologia marxista-leninista. Todorov non era né comunista né animato da intenti rivoluzionari, per cui manteneva un atteggiamento pubblico con un consenso silenzioso, mentre nel privato conduceva una vita ricca di incontri e letture di quegli autori non ritenuti allineati o perché nati prima di Marx o perché vissuti in paesi liberi.
Per completare gli studi doveva discutere una tesi e iniziò a cercare il modo di parlare di ciò che voleva senza incorrere nella censura. Decise di trattare quegli argomenti che non avevano nulla a che fare con l'ideologia: il testo e le sue forme linguistiche. La tesi verteva su due versioni di un racconto bulgaro del XX secolo e si limitava all'analisi delle modifiche grammaticali: così nascoste, le osservazioni passarono la censura. La tesi non venne mai finita perché a Todorov venne offerta la possibilità di un soggiorno-studio in Europa, al di là della cortina di ferro. Scelse Parigi per la fama di città di artisti e letterati, vedendo così l'occasione di espressione libera delle convinzioni.
Esperienza in Francia
In realtà le cose furono più complicate: convinto di rimanere in Francia solo un anno, decise di seguire un corso che continuasse la sua linea di ricerca sugli elementi che sfuggivano alla censura bulgara. Soltanto che in Francia non c'erano corsi del genere perché gli unici corsi di letteratura erano divisi per epoca e nazione. Andò dal preside della Facoltà di Lettere della Sorbona con una lettera di presentazione da quello di Sofia: il preside gli chiese cosa cercasse. Todorov voleva un corso sullo stile, il linguaggio e le teorie letterarie in generale. Non si poteva studiare “in generale” ma doveva scegliere una specializzazione. Todorov disse “letteratura francese” ma il preside lo indirizzò verso la letteratura bulgara.
Parlando con un professore di psicologia della sua difficoltà, a Todorov venne presentato Gérard Genette, con cui nacque una grande amicizia. Gli consigliò di iscriversi all'École des hautes études (scuola fondata nel 1868 per introdurre la ricerca nell'università) dove Barthes teneva un corso. Todorov decise di prolungare il soggiorno, si iscrisse al corso di Barthes e nel 1966 entrò al CNRS (omologo dell'italiano Consiglio nazionale delle ricerche) dove svolse tutta la sua carriera. Si dedicò alla traduzione in francese dei formalisti russi e con Genette fu animatore della rivista “Poétique” e insieme tentarono di modificare l'insegnamento letterario all'università, eliminando la divisione per secoli e Paesi a favore degli elementi comuni alle opere.
In Francia, Todorov ha scoperto l'interesse per la vita pubblica, si è sposato ed ha una famiglia. In Francia ci sono le libertà individuali che in Bulgaria mancavano, il pensiero e i valori della letteratura non sono imprigionati nell'ideologia. Todorov non era più obbligato ad interessarsi solo alla materia verbale dei testi e dovette apprendere nuovi strumenti di lavoro, immergendosi nella storia dell'uomo, della società e della filosofia morale. Per riflettere sulla vita morale scrisse Face à l'extrême con i racconti dei deporti nei campi russi e tedeschi. Scrisse altre opere tratte da racconti personali che, a differenza delle altre opere letterarie, non sono inventati.
La letteratura come scoperta
Ora la letteratura gli permette di rimuovere le esperienze passate e di scoprire nuovi mondi. La letteratura amplia l'universo e nuovi modi di concepirlo. La letteratura permette a ognuno di rispondere alla vocazione di essere umano. Il ruolo di spicco che Todorov assegna alla letteratura non è riconosciuto da tutti. Quando i suoi figli gli chiedevano aiuto per i compiti, prendevano voti bassi. Todorov ha iniziato ad avere un'idea precisa dell'insegnamento letterario francese quando nel 1994 è stato membro del Conseil national des programmes (carica che terrà fino al 2004). Il programma dei licei di francese indica che i testi vanno studiati per formare la riflessione sulla storia letteraria e culturale, dei generi e dei registri, del significato e unicità dei testi.
Il dibattito sull'insegnamento letterario
Queste direttive hanno lo scopo di far conoscere gli strumenti di cui si servono. Leggere i poemi e romanzi non porta a riflettere sulla condizione umana ma sulla nozione critica. A scuola si apprende ciò che dicono i critici e non l'opera. Quindi gli insegnanti spiegano la disciplina stessa o il suo oggetto? Ovvero si studiano i metodi di analisi e ci si serve dei testi come esempi o si studiano le opere usando metodi diversi? Ci sono materie dove la scelta è più facile, ad esempio le materie scientifiche. Oppure si sceglie di insegnare secondo uno dei metodi possibili, come la storia. Ma con la letteratura è più difficile e l'insegnante non dovrebbe accontentarsi di studiare solo generi e registri. Dovrebbe anche studiare le opere.
Nel 2005 in un liceo ad indirizzo letterario di Parigi vengono scelti quattro temi di ampia portata ai quali corrispondono delle opere. Ma anche se gli allievi studieranno le opere, nelle prove che dovranno sostenere, ci saranno domande di un solo tipo: la funzione di dato elemento del libro e non sul significato di questo elemento nel libro, né il rapporto del libro con suo tempo. Alcuni insegnanti dei licei sono contenti di questo perché è più facile sia insegnare che assegnare le prove e verificare su cosa hanno capito. Ma cosa si è guadagnato? Sarebbe meglio studiare letteratura come si studia storia, piuttosto che come si studia fisica. In realtà non esiste un'opinione condivisa tra insegnanti e ricercatori in campo letterario.
L'errore è quello di insegnare le teorie dell'insegnante invece delle opere stesse: autori famosi resteranno per sempre, mentre le teorie passano. Molti insegnanti vorrebbero tornare ad insegnare letteratura sui testi. Questo non significa che il giudizio soggettivo dell'allievo sia l'interpretazione dell'opera ma servono comunque degli strumenti di analisi. L'analisi strutturale è il mezzo con cui si può comprendere meglio l'opera che il fine. Quando si studia il significato di un testo, non bisogna dimenticare che le opere esistono in un contesto e con esso dialogano. Il lettore non specialista può trarre dalle opere il significato che lo aiuta a comprendere meglio l'uomo e il mondo.
Oltre la scuola
Se l'insegnamento a scuola della letteratura ha preso questa piega, è perché è cambiato l'insegnamento universitario. Durante gli anni '60-'70 è avvenuto il mutamento strutturalista. Quando Todorov arrivò in Francia, gli studi letterari prevedevano una spiegazione del testo e un quadro storico-nazionale. I pochi che non si attenevano a questa linea insegnavano all'estero o non erano titolari di cattedra. I dottorandi non si interrogavano sul significato del testo ma analizzavano tutto quello che era il contorno del testo. Todorov cercava un approccio che unisse l'interno (lo studio degli elementi dell'opera) con l'esterno (il contesto storico, ideologico, estetico). Gli strumenti di analisi diventarono più precisi, come il loro studio ma il fine era la comprensione del significato delle opere. L'intento di Todorov era trovare un vero equilibrio tra interno ed esterno. Ma il '68 rivoluzionò le strutture universitarie e non trovò un equilibrio ma spostò il fulcro da esterno ad interno.
Questo mutamento non è giustificabile solo dallo strutturalismo ma entra in gioco anche la concezione latente della letteratura. Nel periodo precedente la storia della letteratura aveva dominato facendo prevalere lo studio delle cause che avevano portato a scrivere l'opera: il testo letterario era una conseguenza del contesto. Lo studio del significato era sospetto, non abbastanza scientifico ed era lasciato a chi godeva di scarsa fama. L'università non considerava la letteratura né come incarnazione di un pensiero né come interpretazione del mondo.
Questa tendenza ha portato all'estremo la reazione della fase più recente degli studi letterari: la letteratura...
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