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Riassunto esame Regia, prof. Sciaccaluga, libro consigliato La letteratura in pericolo, Tzvetan Appunti scolastici Premium

Riassunto per l'esame di Istituzioni di regia e del professor Sciaccaluga, basato su appunti personali e studio autonomo del testo consigliato dal docente La letteratura in pericolo, Tzvetan. Gli argomenti trattati sono i seguenti: la letteratura ridotta all’assurdo, Oltre la scuola, la nascita dell’estetica moderna.

Esame di Istituzioni di regia docente Prof. M. Sciaccaluga

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Tale concezione letteraria aleggia anche tra giornalisti e critici.

Un’altra corrente influente rappresenta una visione del mondo che si potrebbe definire

nichilista, secondo cui gli uomini sono stupidi e cattivi, le distruzione e le violenze svelano

la verità della condizione umana e la vita è l’avvento di un disastro. Perciò non è più

possibile pretendere che la letteratura non descriva il mondo: piuttosto che una negazione

della rappresentazione, essa diventa una rappresentazione della negazione.

La corrente nichilista conosce il frammento del mondo conosciuto dall’autore stesso.

Il modo di procedere nel mondo letterario deriva da un atteggiamento compiaciuto e

narcisistico, che induce l’autore a descrivere minuziosamente che sue più piccole

emozioni, esperienze sessuali, reminiscenze futili: quanto il mondo appare ripugnante

tanto il sé è affascinante.

Parlare male di se stessi, del resto non annulla questo piacere, perché l’importante è

parlarne.

La letteratura diventa un laboratorio in cui l’autore può studiarsi in tutta calma e tentare di

capirsi. Potremmo definire questa tendenza, solipsismo.

Una delle sue varianti recenti viene definita auto fiction : l’autore riserva ampio spazio alla

rappresentazione dei propri spazi d’animo.

Nichilismo e solipsismo letterari sono interdipendenti. Si basano sull’idea che una rottura

separa l’io e il mondo, non esiste un mondo comune.

Queste due visioni del mondo sono parziali:

• il nichilista omette di includere nel quadro desolato un posto che dipinge per sé e

per i suoi simili;

• il solipsista trascura di rappresentare il quadro umano e materiale che rende

possibile la sua esistenza.

Nascita dell’estetica moderna

3.

La tesi secondo cui la letteratura non entra in relazione con il mondo ha una lunga storia.

La relazione con il mondo esterno è affermata nella teoria classica della poesia.

La relazione con il mondo si ritrova sia dal punto di vista dell’autore che deve conoscere

ciò che accade per poterlo imitare sia quello dei lettori. La teoria serve per l’esaltazione di

una dottrina.

A partire dal rinascimento si chiede alla poesia di essere bella, ma la sua bellezza è

definita dalla sua verità e dal suo contributo del bene.

Quindi legata al mondo reale.

I tempi moderni fanno vacillare questa concezione in 2 maniere:

• L’artista creatore, paragonabile a Dio genera insieme coerenti e chiusi i sé stessi. Il

poeta si avvicina al dio creatore degli oggetti finiti. L’idea di imitazione è individuata

nel fatto che là si produce un macrocosmo e qui un microcosmo, senza alcuna

esigenza di somiglianza dei risultati.

• Lo scopo della poesia non è imitare la natura ma produrre bellezza sant’Agostino.

Nell’Europa del XVIII si chiederà agli artisti di produrre oggetti destinati esclusivamente al

bello. Tale prospettiva è sviluppata negli scritti di Shaftesbury e Hutcheson, e che porterà

alla teorizzazione del termine estetica di Baumgarten.

Tutto ciò ha molteplici conseguenze:

• Separa ogni forma d’arte dall’attività di cui non era che il grado superlativo, l’arte si

ritrova in un ambito diverso, dell’artigianato o della tecnica.

• L’artista è solo un artigiano di migliore qualità. L’artigiano si contrappone all’artista

perché l’uno crea oggetti che servono, l’altro oggetti da contemplare per solo

piacere estetico, uno obbedisce all’interesse l’altro al disinteresse. Uno continua ad

essere uomo, l’altro si avvicina al divino.

• Le arti sono raggruppate in una categoria: pittura poesia e musica sono fatte per

essere fruite e quindi derivano da un atteggiamento disinteressato, sotto l’estetica.

L’arte coincide con l’aspirazione alla bellezza.

• Gli antichi trattati dell’arte erano indirizzati alle tecniche di realizzazione delle

opere, materiali, colori, superfici, ora invece trattano del processo percettivo e del

gusto.

Le arti esigono un luogo adibito appositamente per loro:

mostre

 gallerie

 musei

La gerarchia “significato/ bellezza” viene ribaltato, ciò che era auspicabile diventa

necessario, ciò che era necessario (riferimento teologico/mitologico) sarà facoltativo.

Quando un’ opera entra in un museo diventa arte, diventa arte tutto ciò che prima non

aveva nessun valore.

L’arte incarna la libertà del creatore e la sua sovranità.

La bellezza si definisce sul piano funzionale come ciò che non ha un fine pratico, e sul

piano strutturale come ciò che è organizzato con il rigore del cosmo.

L’arte permette all’uomo di raggiungere l’assoluto.

Estetica dell’illuminismo

4.

Quando si passa dalla prospettiva della produzione a quella della ricezione aumenta la

distanza che separa l’opera dal mondo. Muta anche la società europea di questo periodo.

L’artista non produce opere per un mecenate ma sono destinate a tutta la società.

Lo spirito dell’illuminismo si basa sull’autonomia dell’individuo.

L’artista è uomo libero, l’opera a sua volta si emancipa.

Nell’illuminismo si sviluppa: il bello materiale non è che la manifestazione più

il pensiero platonico:

 superficiale della bellezza e rimanda alla bellezza delle anime,

bellezza assoluta . ciò che è bello è armonioso e proporzionato, ciò

Shaftesbury afferma:

 che è armonioso è vero e di conseguenza bello e buono.

La poesia non si basa sull’udito ma sulla verità che non può separarsi dal significato.

I pensatori di questo periodo non rinunciano a leggere opere letterarie come un discorso

sul mondo, cercano di dividere le due verità, quella dei poeti e quella degli scienziati,

ciascuna delle quali è giusta e serve per la comprensione del mondo e dell’uomo.

Situare l’attività artistica in rapporto a quella filosofica è quello che cerca di fare

Baumgarden in:

meditazioni filosofiche sulla poesia (1735)

 Aestetica (1750)

L’autore immagina il poeta come creatore di un mondo possibile(UNO DEI TANTI)e

legittima la prospettiva estetica .

l’estetica riguarda la conoscenza, che nn è inferiore ma deriva da un analogo della

ragione e produce conoscenza sensibile. Quest’ultima è accessibile a tutti gli uomini e non

solo ai filosofi.

Lessing, autore di spicco dell’illuminismo tedesco afferma 2 tesi:

• Ciò che specifica l’opera d’arte è l’armonia e bellezza

• L’opera fa parte di un meccanismo più alto che serve per la conoscenza e che

conduce gli uomini verso la saggezza.

Nel Laoconte Lessing scrive: vorrei che venisse definita arte un opera in cui l’artista può

veramente manifestarsi come tale, in cui la bellezza è il disegno primo e ultimo.


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze dei beni culturali
SSD:
Università: Milano - Unimi
A.A.: 2015-2016

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher vanderwoodsen di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Istituzioni di regia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Milano - Unimi o del prof Sciaccaluga Marco.

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