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Riassunto esame Età Evolutiva, libro consigliato A. Federici, M. Valentini, C. Tonini Cardinali, Il Corpo Educante, Edizione Aracne, Roma 2008 Appunti scolastici Premium

Riassunto per l'esame di Età Evolutiva, basato su appunti personali e studio autonomo del testo consigliato dalla docente Valentini: A. Federici, M. Valentini, C. Tonini Cardinali, Il Corpo Educante, Edizione Aracne, Roma 2008.
Gli argomenti trattati sono: Pre-requisiti motori-Schemi motori di base-Lateralizzazione-Schema corporeo, Caratteristiche dell'apprendimento motorio nell'età... Vedi di più

Esame di Età evolutiva docente Prof. M. Valentini

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Aspetti psicologici: si passa dal periodo dell’esplorazione a quello della creatività; sufficiente capacità attentiva;

desiderio di gratificazione da parte dell’adulto; desiderio della competizione; difficoltà a capire spiegazioni e

ragionamenti astratti; passaggio da una visione sincretica dei problemi alla capacità di differenziare e

analizzare; buona capacità di attenzione; capacità di simboleggiare il pensiero; interesse per i giochi di finzione

su tema imitativo; buona immaginazione e fantasia.

Aspetti sociologici: passaggio dall’egocentrismo alle prime forme di socializzazione, prime amicizie; dipendenza

dall’adulto; fragilità psicologica e un senso di solitudine che lo spingono alla ricerca di un ambiente distensivo.

Periodo 8-11 Anni: “Età d’oro Della Motricità e della Rappresentazione Mentale”

( Il Bambino È Uno Tra Gli Altri)

Aspetti morfologici: aumento del peso (Turgor secundus); buona proporzione somatica e strutturale.

Aspetti funzionali: migliore funzionalità respiratoria; migliore possibilità di resistenza; disinvoltura nei

movimenti; possibilità di rilassamento globale e segmentario; indipendenza tra arto destro e sinistro;

definizione dello schema corporeo.

Aspetti psicologici: consapevolezza delle proprie capacità; desiderio di giocare; capacità di finalizzare l’attività;

disponibilità per le forme competitive; buone capacità attentive.

Aspetti sociologici: buona socialità; accetta le regole del gruppo; si rende conto di essere uno tra gli altri; i

genitori non sono più l’unico punto di riferimento; conoscenza degli altri; senso di giustizia e di sottomissione

alle regole concordate.

Capacità Motorie e Fasi Sensibili in rapporto all’età:

- Capacità di differenziazione e controllo dai 7 ai 12 anni;

- Capacità di reagire a stimoli ottici ed acustici dai 7 agli 11 anni;

- Capacità di orientarsi nello spazio dai 6 ai 14 anni;

- Capacità di ritmo dai 7 ai 12 anni;

- Capacità di equilibrio dai 9 ai 12 anni;

- Capacità affettivo/recettive dagli 8 ai 15 anni;

- Resistenza dai 7 ai 15 anni;

- Forza dagli 8 ai 15 anni;

- Rapidità dai 7 ai 15 anni.

Aspetti Psico-Pedagogici delle Attività Motorie

Sei anni:

- Frequenti, ma brevi le aggressioni fisiche e verbali tra coetanei;

- Il rapporto maestro-alunno è individualizzato;

- Ha un grande interesse per il proprio corpo ai fini cognitivi, ed è molto sensibile ai rimproveri.

Sette anni:

- È più tranquillo;

- È capace di concentrazione e prudenza;

- È riflessivo nelle attività motorie;

- Si affina l’equilibrio;

- Socializza di più.

Otto anni:

- I coetanei hanno una grande importanza;

- È iperattivo e pieno di energia;

- Può compiere gesti complessi;

- Ha un atteggiamento più critico verso gli adulti.

Nove anni:

- Aumenta ulteriormente lo spirito di collaborazione;

- Compaiono le prime forme di ribellione verso gli adulti;

- Richiedono rispetto per la loro autonomia;

- Può fare anche sforzi, purché motivato;

- Possiede una notevole coordinazione

Caratteristiche generali delle attività per gli allievi delle classi prima e seconda di scuola primaria:

- Le attività devono essere ludiche, consentendo al bambino di manifestare liberamente la propria

corporeità;

- Evitare la “sportivizzazione” e la “medicalizzazione” delle attività motorie;

- Proporre un’attività che diverta e gratifichi il fanciullo e non sia direttiva;

- L’insegnante deve assumere il ruolo di animatore e organizzatore;

- L’insegnante sollecita e viene sollecitato dall’allievo;

- Rispettare la creatività dell’allievo;

- Le attività motorie devono diventare una parte integrante della didattica;

- Osservazione attenta del fanciullo e del gruppo.

La Motricità e l’apprendimento scolastico

Il corpo è il primo mezzo con cui l’individuo sperimenta l’ambiente, è il primo canale di comunicazione fra lui e

gli altri. Attraverso l’educazione motoria per mezzo di tue le attività di movimento si realizza un intervento

integrato su tutte le componenti del processo educativo.

Dal momento che si agisce su soggetti in fase evolutiva ed in formazione sia fisica che mentale, compito

dell’attività motoria sarà quello di promuovere , in ogni allievo , nel rispetto della maturazione psico-fisica

individuale, il controllo progressivo e finalizzato del comportamento e delle proprie capacità psicomotorie.

Secondo Piaget i primi processi mentali del bambino si costruiscono sulle azioni che egli compie nei confronti

dell’ambiente e degli oggetti che lo circondano. All’educazione è strettamente connessa la nozione di

PERSONA, ed è questa che dobbiamo muovere per poter parlare i educazione dell’individuo e della sua

personalità nel rispetto delle esigenze, attitudini e ogni altra caratteristica della personalità individuale. Il corpo

è un elemento di costruzione della vita mentale e il suo linguaggio, universale, ha la funzione di mediatore tra

l’io e il mondo ed il movimento concorre al processo formativo unitario.

I principi generali dell’educazione motoria dicono che in ciascuno stadio di sviluppo occorre che l’educatore

realizzi la più larga base motoria possibile, proponendo e realizzando attività multilaterali e polivalenti.

per ben insegnare occorre attivare la mente del ragazzo ; il suo pensiero è l’azione.

Occorre creare una scuola attiva, per tutelare ciascun alunno, protagonista del proprio sviluppo.

Obbiettivo educativo e didattico fondamentale dell’attività motoria in età evolutiva è quello di far conseguire

una base motoria ampia, far acquisire al bambino l ‘alfabeto fondamentale del linguaggio motorio per poi

svilupparlo arricchendolo di coordinazione, funzionalità ed espressività per poterlo trasferire ad ogni situazione

di apprendimento.

Il più grande lavoro del sistema nervoso nell’apprendimento è quello di immagazzinare modelli di movimenti

accanto a quelli esistenti: è come se il bambino aggiunga di continuo ai frammenti di semplici puzzles di cui è

già in possesso e di cui conosce il disegno, altre parti che gli consentono di modificarlo, ampliandolo e

complicandolo ottenendo così nuove figure, acquisendo e consolidando le capacità creative, grafiche

cromatiche ed espressive.

Educazione Motoria e apprendimento della lettura

Vi è uno stretto rapporto fra l’educazione motoria e la lettura, che rappresenta l’acquisizione basilare per ogni

successivo tipo di apprendimento. La lettura non è una funzione ma un apprendimento complesso che

sottende una molteplicità di processi e di funzioni. Le diverse funzioni sono nel bambino strettamente

correlate: non solo le facoltà sensoriali sono la base necessaria per il costituirsi delle capacità percettive

superiori, ma lo schema corporeo, l’organizzazione spazio-temporale e la motricità sono le facce diverse di uno

stesso sviluppo di cui il linguaggio si presenta come un aspetto dell’organizzazione spazio-temporale. La lettura

in particolare presuppone una buona strutturazione spazio-temporale: perché il bambino possa leggere

occorre che situi correttamente nello spazio grafico l’alto e il basso, la destra e la sinistra.

Il bambino impara a riconoscere correttamente la destra e la sinistra solo verso i sei anni e le direzioni e gli

orientamenti vengono dapprima riconosciuti sul proprio corpo, solo successivamente, vengono proiettati nello

spazio.

La costituzione dello schema corporeo è quindi basilare per la padronanza dello sazio orientato e in particolare

di quello grafico. Un ruolo importante è rivestito anche dalla lateralizzazione, definita come il predominio

motorio di un emicorpo sull’altro. La lateralizzazione esiste per l’occhio , l’orecchio, per la mano, per il piede;

una lateralità incerta relativamente a tali segmenti corporei, provoca disorientamento spaziale e confusione

nello schema corporeo. Fino ai sette anni il bambino non realizza una lateralizzazione competa e stabile per

tutti i segmenti corporei: è compito dell’educazione motoria intervenire per sostenere tale processo.

La strutturazione dello spazio necessaria per la lettura non consiste solo nella capacità di dotarlo di direzioni,

ma anche in quella, collegata con la prima, di saper vedere un insieme come costituito dall’articolazione di parti

e l’elemento singolo come una parte in relazione ad altre all’interno dell’insieme stesso. La lettura no si svolge

solo nello spazio, ma anche nel tempo: per poter leggere correttamente, infatti, il bambino deve saper

accordare sequenze di stimoli visivi ordinati spazialmente secondo rapporti stabili con sequenze temporali di

atti orinati in base ad un prima e ad un dopo.

Tutto questo richiede una notevole abilità nella coordinazione senso-motoria, su cui possiamo influire tutti gli

esercizi di trasposizione dello spazio e del tempo e viceversa e, in generale, tutti gli esercizi ritmici che

coordinino i movimenti del bambino.

La costruzione dello spazio e del tempo si fonda innanzitutto sul proprio corpo; la distinzione segmentaria ed

intersegmentaria delle parti del proprio corpo serve come punto di partenza per costruire le relazioni temporali

ed i concetti di dentro-fuori, sopra-sotto, davanti-dietro.

PREREQUISITI APPRENDIMENTO DELLA LETTURA: [sviluppo adeguato del linguaggio - adeguate capacità

percettive, acustiche e visive - adeguato sviluppo della motricità - corretto avvio alla acquisizione dello schema

corporeo - adeguata organizzazione spazio-temporale – motivazione.

Educazione Motoria e Scrittura

Anche la scrittura è un processo complesso che necessita dell’integrità delle aree cinestetiche e motorie che

devono realizzare la trasformazione degli schemi grafici nelle scorrevoli melodie cinestetiche degli atti motori.

Le attitudini motorie sottese ad un buon apprendimento della scrittura sono:

-Capacità di inibizione e di controllo neuro-muscolare, indipendenza segmentaria, coordinazione oculo-

manuale , organizzazione spazio-temporale;

-coordinazione funzionale della mano, indipendenza mano-braccio, indipendenza delle dita, coordinazione

nella prensione e nella pressione;

-abitudini neuro-motorie corrette e ben stabilite, visione e trascrizione da destra verso sinistra, modo corretto

di tenere la penna.

Per un adeguato sviluppo delle abilità di scrittura occorre prevedere un’adeguata attività di grafo motricità non

semplicemente in termini muscolari, ma anche nell’eccezione più ampia che il termine motricità assume in se,

ossia come organizzazione dei movimenti nel tempo e nello spazio.

Educazione Motoria e apprendimento della Matematica

Scopo dello studio della matematica è la costruzione della personalità mettendo insieme le varie componenti

per giungere alla strutturazione di un insieme coerente e ben equilibrato.

Un individuo così integrato possiederà un punto di vista più aperto in quasi tutti i problemi, sarà sicuro del

proprio valore personale e nelle situazioni più difficili si mostrerà costruttivo.

Per Gardner il rapporto del bambino con gli oggetti si realizza attraverso l’intelligenza logico-matematica,

spaziale e corporeo-cinestetica. Perseguire un tale scopo significa rivedere notevolmente le modalità di

insegnamento della matematica. Poiché ogni operazione richiede un movimento , è attraverso un’attività reale

che esercita nel mondo degli oggetti che il bambino può acquisire le nozioni fondamentali che permettono di

arrivare al concetto del numero ed alla manipolazione dei numeri stessi.

TAPPE DEL PROCESSO DI APPRENDIMENTO DELLA MATEMATICA:

1-Gioco libero / 2-Gioco strutturato / 3-Consapevolezza della struttura del gioco / 4-Rappresentazione grafica

della struttura del gioco / 5-Studio della rappresentazione / 6-Elaborazione di assiomi e teoremi.

Dai programmi del 1955 alle indicazioni per il curricolo del 2007

Ripercorrendo la storia degli ordinamenti scolastici, i Programmi per la Scuola Elementare risalgono al 1955.

Per quanto riguarda l’educazione fisica nel primo ciclo le indicazioni erano molto generiche mentre per il

secondo ciclo erano un po’ più specifiche.

Con il D.P.R. N.104 del 12 febbraio 1985 vengono emanati e resi attuativi dall’anno 86/87, I nuovi Programmi

per la scuola elementare, in cui oltre ad essere aumentate le ore di lezione di prevede l’introduzione di nuove

materie: seconda lingua, educazione artistica, musicale e motoria.

La pluralità delle materie introduce anche una pluralità di docenti nel secondo ciclo e il concetto di

interdisciplinarità che permette di oltrepassare il confine dei contenuti, coinvolgendo le discipline in una stessa

pianificazione, dato che l’educazione si deve rivolgere alla PERSONA garantendo l’unità di mente e corpo

attraverso un integrazione dei concetti di base di insegnamenti diversi, correlati dalla ricerca della somiglianza

degli obbiettivi e dell’integrazione delle conoscenze.

Il termine ed. fisica viene sostituito da EDUCAZIONE MOTORIA e vengono indicate alcune finalità ed obbiettivi

formativi da raggiungere nei 5 anni riconoscendo l’importanza del movimento alla pari con gli altri linguaggi. Le

finalità e gli obbiettivi indicati dovevano essere raggiunti attraverso attività motorie praticate in forma ludica,

variata e polivalente. Vengono emanati con il D.M. 3 giugno 1991 ‘’I Nuovi orientamenti dell’attività didattica

nelle scuole dell’infanzia’’ che sostituiscono quelli del 1969.

Secondo questi la scuola dell’ infanzia deve consentire ai bambini la maturazione dell’identità, la conquista

dell’autonomia e lo sviluppo delle competenze attraverso il campo d’esperienza della corporeità e della

motricità. I traguardi di sviluppo da perseguire che vengono indicati negli Orientamenti riguardano

l’acquisizione delle capacità di discriminazione percettiva, di controllo degli schemi dinamici e posturali di base

per adattarli ai parametri spazio-temporali dei diversi ambienti. Viene indicato anche l’aspetto socio motorio,

l’educazione alla salute e il canale preferito per proporre i contenuti che permetteranno il raggiungimento di

queste finalità e obbiettivi : LA FORMA LUDICO-MOTORIA.

Viene anche indicata la continuità educativa come condizione essenziale per assicurare agli allievi il positivo

conseguimento delle finalità d’istruzione ( La scuola deve interagire con tutti gli ambiti di vita del bambino per

creare una continuità orizzontale tra scuola e extrascuola e continuità verticale tra i diversi ordini di scuola).

Dopo le riforme degli anni 80/90 nel 2003 la scuola italiana viene riformata dal D.M. N53 del 28 Marzo 2003

(Riforma Moratti). Principali novità : riordino cicli scolastici / introduzione del Tutor / riordino del secondo

ciclo di studi cin il sistema dei Licei e degli Istituti Professionali / anticipo scolastico / introduzione del portfolio

nelle competenze.

Alla legge seguiranno poi alcuni decreti attuativi tra cui Le indicazioni Nazionali per i piani di studio

personalizzati che esplicitano i livelli essenziali di prestazione a cui tutte le scuola del sistema Nazionale di

istruzione sono tenute per garantire il diritto personale, sociale e civile all’istruzione e alla formazione di

qualità. Tuttavia rimangono molte perplessità che portano alle Indicazioni per il Curricolo per la scuola

dell’infanzia e il primo ciclo di istruzione che diventano definitive dall’anno scolastico 2009/2010.

In questo periodo la scuola italiana cerca faticosamente di passare dai programmi scolastici alla scrittura delle

linee orientanti dei curricoli. L’autonomia didattica sposta sulla scuola e sui docenti la responsabilità della

costruzione dei percorsi formativi, dei curricoli. Sposta sulla scuola e sui docenti la responsabilità della scelta

dell’articolazione dei contenuti d’insegnamento, delle scelte metodologiche e dell’organizzazione degli

ambienti di apprendimento. In passato si procedeva dai ‘’programmi scolastici’’ ai docenti e da questi agli allievi

che alla fine dovevano adattare i loro apprendimenti ai contenuti d’insegnamento dettati dai programmi.

Ora, grazie all’autonomia ed alla sperimentazione delle ‘’indicazioni per il curricolo’’, la programmazione delle

attività va dagli alunni ai docenti e da questi alle ‘’ Indicazioni Nazionali’’ che orientano il lavoro degli insegnanti

di tutta la comunità scolastica, rafforzando l’autonomia sul piano dell’utilizzo flessibile delle risorse

organizzative, quali spazi, tempi e strumenti, e delle scelte metodologiche, garantendo a tutti una base

irrinunciabile di conoscenze e competenze potenziando i talenti.

In questo contesto viene messo in risalto il concetto di PERSONA.

Per un adeguato sviluppo delle specifiche personalità cognitive e culturali dell’individuo, non si possono

utilizzare le dinamiche tradizionali della semplice trasmissione culturale, ma occorrono modelli organizzativi e

didattici curricularmente efficaci per i risultati attesi e coerenti con le diversità della singole personalità.

Le ‘’indicazioni’’ sono un quadro di riferimento chiaro e definito, specificano ed indicano il risultato atteso

dell’apprendimento, descrivono la competenza in uscita dal corso di studio, tracciano, attraverso la descrizione

degli obbiettivi specifici di apprendimento, il profilo culturale dei diversi saperi e dei diversi alfabeti,

interpretando le richieste irrinunciabili di alfabetizzazione strumentale e culturale proveniente dalla società. Le

nuove indicazioni realizzano il passaggio dai vecchi programmi scolastici , elaborati sia sul versante

contenutistico che metodologico per tutti gli allievi, verso un agile documento di indirizzo e di orientamento

delle scelte formative che devono essere compiute responsabilmente nei diversi contenuti scolastici.

Scuola dell’infanzia

La scuola dell’infanzia deve progettare un curricolo di tre anni che favorisca la sistematizzazione intenzionale

ed organizzata delle esperienze, delle attività, delle percezioni e dei primi interessi culturali dei bambini nei

diversi Campi di Esperienza ( sintesi culturale su cui strutturare le molteplici esperienze ed attività dei

bambini).

Nelle indicazioni del 2007 i campi di esperienza sono esposti in forma tematizzata ed indicano gli obbiettivi

generali dello specifico processo formativo. Gli obbiettivi specifici di apprendimento sono definiti come

risultato, come traguardo di sviluppo realizzato alla fine di un percorso di tre anni e descritti nelle competenze

di uscita riferite a ciascun campo di esperienza.

Partendo dalle indicazioni del documento ogni scuola dovrà predisporre il curricolo all’interno del Piano

dell’Offerta Formativa, rispettando le finalità, i traguardi per lo sviluppo della competenza e gli obbiettivi di

apprendimento. La Riforma Fioroni ha sottolineato l’importanza dell’elaborazione di un proprio curricolo da

parte delle scuole ( seguendo le Indicazioni) .

Le Indicazioni non fissano traguardi intermedi per le diverse fasce d’età, quindi il curricolo dovrà sviluppare le

proposte nell’arco dei tre anni tenendo conto che ci sono modi diversi di approcciarsi ai saperi ed alle relazioni

a seconda dell’età. Il curricolo dovrà inoltre essere elaborato all’interno di un contesto di riferimento (

scolastico, sociale, ambientale). Le indicazioni invitano la scuola a formare saldamente ogni persona sia sul

piano cognitivo che culturale, così che possa affrontare il futuro, vengono indicate anche finalità specifiche

della scuola:

Formare un autonomia di pensiero, una persona capace di selezionare le informazioni, offrire agli studenti

occasioni di apprendimento dei saperi e dei linguaggi culturali di base.

Un altro aspetto che caratterizza le Indicazioni è il forte richiamo alla Continuità del Percorso Educativo dai 3 ai

14 anni. Questa continuità è garantita anche dalla struttura delle Indicazioni, che offrono una comune cornice

culturale di riferimento CULTURA SCUOLA E PERSONA, ed una struttura universale per la costruzione del

curricolo: Campi di Esperienza Nella Scuola dell’ Infanzia e Traguardi di sviluppo della competenza per tutti gli

ordini di scuola.

Campi di esperienza nella Scuola dell’Infanzia delle Indicazioni del 2007:

1-Il sé e l’altro (Le grandi domande, il senso morale, il vivere insieme);

2-Il corpo in movimento (Identità, autonomia, salute);

3-Linguaggi,creatività, espressione (Gestualità, arte, musica);

4-I discorsi e le parole (Comunicazione,lingua, cultura);

5-La conoscenza del mondo (Ordine, spazio, tempo, natura).

(Identità, autonomia e salute) Traguardi per lo sviluppo della competenza:

Il bambino raggiunge una buona autonomia personale nell’alimentarsi e vestirsi, conosce il proprio corpo, le

differenze, le pratiche di cura di sé di igiene e sana alimentazione, prova piacere nel movimento, sa controllare

la forza del corpo, valuta il rischio e si coordina con altri.

Scuola Primaria

La scuola primaria deve organizzare il proprio curricolo di area disciplinare con percorsi progressivamente

organizzati ed orientati verso le discipline. Le competenze sono traguardi che si verificano al termine della

Scuola Primaria; gli obbiettivi di apprendimento, funzionali al raggiungimento delle competenze, vengono

definiti in riferimento al terzo e al quinto anno della Scuola Primaria.

Rispetto alle indicazioni del 2004 viene riproposto il concetto di area disciplinare e anche l’aggregazione dei

saperi disciplinari in tre grandi ambiti Matematico-Tecnologico-Scientifico / Storico-Geografico-Sociale /

Linguistico-Espressivo-Artistica ( all’interno di quest’ultimo abbiamo Corpo Movimento Sport come materia).

Per quest’ultima vengono indicati i ‘’ Traguardi per lo Sviluppo della Competenze’’ al termine della Scuola

Primaria: Consapevolezza di sé / Padronanza degli schemi motori posturali / Sperimenta una pluralità di

esperienze che premettono di conoscere ed apprezzare molteplici discipline sportive / Si muove nell’ambiente

rispettando criteri di sicurezza / Riconosce i principi del benessere psico-fisico legati alla cura del proprio corpo

e a un corretto regime alimentare / Comprende il valore delle regole.

Nell’ottica della continuità educativa, didattica e metodologica, viene ripreso il criterio di progressività nei

confronti delle discipline, per fare della scuola del primo ciclo una scuola unitaria di base evitando il passaggio

repentino delle discipline. Nelle Indicazioni del 2004 diverse discipline convergono nello sviluppo

dell’educazione alla convivenza civile e inoltre viene indicata come finalità della scuola quella di ‘’Far acquisire e

sviluppare le conoscenze e le abilità di base’’. Mentre nelle Indicazioni del 2007 non ritroviamo esplicitamente

l’educazione alla convivenza civile ed il Profilo Educativo, Culturale e Professionale (PECUP), come finalità viene

invece indicata ‘’Il fornire le chiavi per apprendere ad apprendere, elaborare negli studenti gli strumenti di


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Riassunto per l'esame di Età Evolutiva, basato su appunti personali e studio autonomo del testo consigliato dalla docente Valentini: A. Federici, M. Valentini, C. Tonini Cardinali, Il Corpo Educante, Edizione Aracne, Roma 2008.
Gli argomenti trattati sono: Pre-requisiti motori-Schemi motori di base-Lateralizzazione-Schema corporeo, Caratteristiche dell'apprendimento motorio nell'età evolutiva, Lo sviluppo psico-sociale- Ruolo delle attività motorie nel processo di crescita, Auxologia e sue fasi, Teoria, tecnica e didattica dell’attività motoria per il miglioramento delle capacità coordinative e condizionali con piccoli, grandi attrezzi ed attrezzi inusuali,Terminologia ginnastica, La motricità e l'apprendimento scolastico, Dai programmi del 1955 alle Indicazioni per il curricolo del 2007, Le educazioni:ambientale, sensoriale, stradale, alla cittadinanza e interculturale, alla salute e alimentare.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze motorie, sportive e della salute
SSD:
Università: Carlo Bo - Uniurb
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher manuelloddo di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Età evolutiva e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Carlo Bo - Uniurb o del prof Valentini Manuela.

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