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Storia delle arti decorative ed industriali

Gli oggetti d'arte di cui tratteremo non sono sempre stati ben definiti, non sempre sono stati etichettati come arte, né come una categoria a parte, né come opera d'arte generica. Il designer oggi sta acquisendo un ruolo importante nel panorama contemporaneo, fino alcune volte ad adombrare perfino l'artista di oggi (artista in senso "proprio", pittore e scultore che sia).

"Il nostro testo l'opera d'arte" è didascalia - dal greco "didasco"= insegno, "logos"= testo, discorso. Arti minori, nel Medioevo le arti meccaniche. In Grecia si parla di "banausoi" gli artigiani, divisione fra arti liberales e machenicae (es. senza la parte tecnica il tessuto non esiste). Nel Rinascimento l'artista viene rivalutato.

La disputa fra le arti

Benedetto Varchi - disputa fra le arti (qual la migliore?) è L. Da Vinci "La pittura, che si può praticare vestiti di velluto" Michelangelo "La scultura", anche se non considera il dibattito di suo interesse.

Assisi, Tesoro della Basilica di San Francesco, Guccio di Mannaia, 1294, calice (pag 59 di Storia degli Argenti); eseguito per il pontefice Niccolò IV. La tecnica dello smalto translucido non ancora portata al suo massimo sviluppo, è ancora goffa. Lo stesso autore realizzò anche la cornice della Maestà di Simone Martini a Siena.

L'arte orafa e i reliquiari

L'arte orafa in questo periodo era molto importante, nella Maestà stessa presente una spilla in rilievo, una pietra preziosa. In questo periodo vengono diffusi i reliquiari (si veda in tal caso il Reliquiario del Corporale di Bolsena di Ugolino di Vieri) per tramandare i modelli delle strutture architettoniche.

Filarete, teorico dell'architettura, scrive il "Trattato di Architettura" in cui spiega l'analogia fra turiboli e chiese gotiche (elemento di diffusione). Fine XII - inizio XIII sec., Limoges: prima "industria" di lavorazione dell'oro, si producono tanti oggetti, principalmente di rame, decorati poi con smalti. Duomo di Lucca, Reliquiario con raffigurante San Tommaso Beckett utilizzato per Sant'Antonio (veniva da Limoges ed era fatto in serie).

Oggetti d'uso e arti decorative

Esisteva anche in quel periodo l'oggetto d'uso, ma non per questo non era definito opera d'arte. Arti decorative ed industriali Arte= Ars (radice indoeuropea per fare), artes, arte (dalla radice si può evincere l'originale natura dell'arte che era considerata un fare senza un pensiero, senza la dignità di una preparazione umanistica). Le opere d'arte sono nate con scopo funzionale, successivamente (e parlo delle tre arti sorelle) acquisiscono la loro emancipazione ed emerge la loro natura artistica con la sua valenza tecnica. Nelle arti decorative la funzionalità propria di queste opere non scompare mai, ma rimane legata alla sua funzionalità. Quindi bisogna porci davanti a un'opera decorativa ricordando che non vi è solo uno scopo funzionale, ma anche una valenza qualitativa.

Aldo Rossi e il Postmodernismo

Aldo Rossi, architetto italiano degli anni '70, disegna oggetti per l'Alessi (vedi caffettiera). Nel Postmodernismo si ripropongono elementi della tradizione classica, reinventandoli. Negli argenti si recupera lo stile di Aldo Rossi "aggiornando" gli oggetti di uso comune, come teiera, caffettiera; tutto ciò in chiave ironica (vedi "bacheca-tempio" di A. Rossi).

Tutto ciò perché il livello del design del tempo, grazie anche al boom economico per l'imprenditoria italiana che coinvolse architetti e ingegneri, aveva raggiunto un valore altissimo, che poteva essere messo in ridicolo. A quel tempo si rispose alla grande domanda con oggetti particolari di design portatile.

Innovazioni nel design e industria

La Necchi produce il primo modello compatto di macchina da cucire elettrica, che porta nel quotidiano un oggetto funzionale che aveva anche una particolare linea; si faceva davvero entrare il contemporaneo in casa, si educava paradossalmente il gusto attraverso una macchina da cucire elettrica e in plastica, elementi verso cui, negli anni '50, si aveva diffidenza.

Nei protocolli, negli uffici, l'ingresso della macchina da scrivere rivoluziona il modo di lavorare in Italia, una macchina da scrivere più piccola, in ghisa come una scatola. Negli anni 60 Olivetti, con il designer Ettore Sottsass crea una macchina da scrivere in plastica (ABS) rossa, "Valentina". Queste invenzioni cambiarono l'estetica del mondo.

All'inizio degli anni 70 si iniziarono a miniaturizzare le calcolatrice, grazie a Olivetti che commissiona a Mario Bellini calcolatrici in PVC. Gli uffici cambiano, diventano un'accozzaglia di colori. Questa rivoluzione investì ogni settore (si pensi alla Vespa, oltre che alle già citate invenzioni, che crea un veicolo veloce ed economico rispetto ad una automobile, derivato reciclo di elementi dell'industria bellica, in questo caso il motore, o il Settebello, il primo treno ad alta velocità).

Il ruolo del design

In questo periodo il designer viene inglobato alle industrie. Nel 1982 il MOMA fa una mostra dal titolo "Italy: the new domestic landscape", una affermazione del nuovo stile. Le parole chiave sono razionalismo, funzionalità, leggerezza. Negli anni 80, dopo la consacrazione del nuovo stile, si dice "basta" a quell'innovazione tecnica che aveva portato al successo internazionale e non volendo continuare con il "perfezionamento della perfezione" si arrivò allo sberleffo, ad una risposta umoristica a quanto già raggiunto (cambiamento dalla funzionalità al decorativismo).

La funzione del progettista molto forte, il ruolo del design si evince almeno un secolo prima in Inghilterra nel 1851. Dopo la Rivoluzione Industriale si passa da un rapporto 1 a 1, a 1 a una mamma, quindi i prodotti vanno venduti, date le eccedenze della produzione di massa. L'industria spera di vendere il più possibile e per far ciò deve andare incontro all'acquirente.

Great Exhibition e l'emergere del design

Espressione di ciò la "Great Exhibition", una esposizione universale dove c'era veramente di tutto. La Great Exhibition per l'Inghilterra fu uno smacco, dato che la nazione che vinse più premi (per i migliori prodotti) fu la Francia, che aveva associato la qualità del progetto ad una produzione industriale; vi era anche il Musee des Arts Decoratives con la relativa scuola. L'Inghilterra fonda così il South Kensington Museum di Londra, poi Victoria and Albert Museum, dove si formano i designer (coloro che legano nei loro progetti forma e funzione).

La cultura visiva e l'importanza della materia

"La cultura visiva uno se la forma guardando". La materia, nelle arti minori, per la maggior parte dei casi, l'elemento fondamentale delle opere d'arte. Finché non si apportano modifiche o si definiscono i processi di creazione di opere d'arte decorative, esse non potevano esistere. Perciò guardare un'opera d'arte decorativa dal vivo è fondamentale.

Rinascimento e scultura

Nel rinascimento gli scultori facevano i conti con i materiali costruttivi, cercando il binomio migliore qualità scultorea-prezzo (a tal riguardo si osservi il primo tentativo in terracotta policroma nella Sacrestia Vecchia o in generale la robbiane).

Esposizione Universale di Londra 1851

L'Esposizione Universale di Londra 1851, fu voluta da Alberto, consorte della Regina Vittoria. Alberto era di origine tedesca e per questo motivo, per la sua competenza si dedicò al decorativismo. A sua fianco vi era Henry Cole, un proto-designer. Loro proponevano un'idea di scuola museo che metteva a disposizione degli operai, non solo dei maestra ma anche dei modelli. Vennero acquistati gli oggetti che vennero premiati all'esposizione del 51 costituendo inoltre delle collezioni di opere d'arte minori che ora sono al Victoria and Albert (si noti a tal riguardo le grandi vetrate neogotiche e neomedievali).

Interesse per i musei in Inghilterra

Perché nell'Inghilterra di metà '800 vi era tanto interesse per i musei? Già qualche anno prima il Primo Ministro aveva fatto un discorso mirato all'apertura di un nuovo museo, la National Gallery, che aveva come target la borghesia. Il South Kensington Museum era invece per una classe di operai che doveva formarsi una cultura da riversare poi nel lavoro e nell'artigianato, come una necessità pratica. La cultura dell'epoca degli operai doveva essere più alta di quella acquisita in una bottega rinascimentale. Si doveva promuovere una riqualificazione dei livelli più alti dei membri di una fabbrica.

Necessità di musei in Italia

Dopo il 1851 in Italia si sentì lo stesso bisogno. Venne istituito a Torino un museo più industriale da De Vincenzo sulla falsa riga del V&A. Questo museo divenne più per ingegneri che per operai di arti applicate. Un altro museo sorse a Roma, il MAI (Museo Artistico Industriale), come i precedenti era una scuola museo con classi di ebanisteria, oreficeria ecc... Erculei, il direttore, organizzò tre esposizioni nazionali di tessuto, oreficeria e altre organizzazioni che erano necessità sociali.

Scuole e laboratori

A Napoli, Filangieri decise di finanziare una struttura per ragazzi disagiati e creò una scuola-officina dove i ragazzi venivano ospitati e educati alle professioni delle arti minori. Dopo la seconda guerra mondiale le opere sono state trasferite ad un liceo artistico napoletano. Se l'Inghilterra aveva necessità di fondare ex-novo queste strutture, in Italia si sbagliò obiettivo. Come notò Albert quando venne in Italia a visitare un museo, che non era una raccolta medicea ma creato ex-novo, si stupì di non trovare nessuno studente entro a disegnare, riprodurre arti decorative.

Riflessioni di Albert sul sistema museale italiano

Albert rispose alla fondazione di un nuovo museo con un "ma c'è già", riferendosi al Museo del Bargello, purtroppo al museo fiorentino non venne mai annessa una scuola né venne fondata una a Porta Nova, a Firenze. Ma di fatto in Italia non c'era ancora una industria ma un sistema artigianale.

Henry Cole e il design industriale

Henry Cole pubblica su una rivista di disegno industriale, tavole che ci ricordano le sagome dei libri per bambini. Questa essenzialità era dovuta al fatto che si voleva eliminare l'ornamento per sottolineare la sua dignità (poi ci sarà Ornamento e Delitto, di Loos) per diminuirne la diffidenza. I proletari, a cui erano rivolti i prodotti, avevano grandi aspettative per i nuovi oggetti, ora avevano possibilità economiche maggiore e si voleva veder investiti bene i propri soldi. In sintesi vi da una parte un gusto di massa per gli oggetti ultra decorati, da proletari arricchiti, da una parte l'essenzialismo di Henry Cole, che propone oggetti in ghisa e non decorati.

Tendenze decorative in Italia

Già in Italia questa tendenza si era sviluppata, guardando al decorativismo rococò. Lodoli, Langaretti e Milizia riprenderanno questo principio.

Storia arti decorative e il Crystal Palace

Crystal Palace, eretto per ospitare la Prima Esposizione Universale, fu smontato da Hyde Park per poi essere rimontato a Sydenham Hill. La costruzione era molto grande in stile vittoriano ed era l'euforia del mondo per l'esposizione universale.

Leda e il cigno, Jean-Jacques Pradier, il corpo della donna in avorio e il cigno in argento. Il Crystal Palace era diviso in sezioni, degno di nota la sala del medioevo che ricorda un ambiente di corte medioevale.

Pugin e il gusto neomedievale

Pugin l'eroe di questo gusto neomedievale, molto legato al mito sacro. Calice di Pugin che richiama le forme gotiche con smalti e gemme e scritte in carattere gotico. Sulla base vi la punzonatura dell'argento. Gli oggetti di argenteria hanno storicamente un segno di riconoscimento, per garanzia dell'argento (per la purezza, la quantità dell'argento ragionando su 1000).

Nel Medioevo si utilizzavano simboli, figurali o lettere, che servivano ad individuare da dove veniva l'oggetto, da che metallo era composto e chi l'aveva fatto; l'argento era legato alla moneta, per esempio il fiorino di Firenze aveva una certa quantità di metallo (valeva quello che era). Chi comprava un calice marchiato Lucca o altro, sapeva quello che comprava perché avevano lo stesso valore delle moneta (e quantità d'argento).

Henry Cole e il Journal of Design

Henry Cole pubblica nel Journal of Design (in Italia c'è Arte Italiana Decorative e Industriale). Henry Cole fa disegni industriali, forme base per operatori di arti decorative, di fabbriche. Gli oggetti rispecchiano la loro funzione, sono quelle che sono. Cole aveva progettato oggetti che rispondevano ai suoi principi (per es. un teiera bianca), vincendo anche un premio.

William Morris e la critica all'esposizione universale

William Morris, visitatore rilevantissimo, si contrappose in maniera dura all'esposizione universale. Con lo svilupparsi del marchio dell'argento nasce il bisogno di registrarlo. Chi era che ne decretava la qualità? Nascono le corporazioni. Morris organizzò una società che non era monotematica, che proponeva un modo di fare originale. Sull'onda del teorico Ruskin, fanno parte della società artisti come Burne Jones, Daniele Rossetti, Charles Ashee.

Una fuga nel tempo motivata nella sostanza e dei mazzi con risultati eccellenti, raffinatissimi e alla "sua maniera". Oggetti funzionali sotto più aspetti, un modo diverso di pensare le arti decorative.

"Grammar of Ornament" di Owen Jones

"Grammar of Ornament" (Grammatica dell'ornamento) di Owen Jones, sarà utile allo studio e allo sviluppo delle arti decorative. Nell'Accademia di Brera (prima in Italia) Giocondo Albertalli, docente, pubblica le proprie tavole di ornato. Owen Jones organizza la sua grammatica riunendo le sue tavole (estrapolate da oggetti reali) divise in sezioni. Gli oggetti non sono più visti nel proprio insieme, ma visti come decoro in un'idea didattica che avrebbe permesso chi studiava di sviluppare un proprio decoro un proprio stile in maniera autonoma.

La prima mostra internazionale di arti decorative

La prima mostra internazionale di arti decorative fu organizzata in Italia. La via dell'istruzione in Italia era già stata percorsa, vennero fondate scuole museo a Torino, Firenze, Roma, Napoli. Nasce "Arte Italiana decorativa e industriale", fondata da Enrico Boito, una rivista di arti suntuaria. La Francia dagli anni '30 dell'800 produceva oggetti liturgici, quadri famosi, una industria di mercato cattolico con un costo di produzione molto inferiore rispetto ad una di tipo artigianale. I prodotti erano diffusi tramite cataloghi spediti ad un target mirato, tentando anche di attribuire ai prodotti un valore maggiore.

Esposizioni di oggetti liturgici

Nel '70 (nell'800) venne promossa a Roma una esposizione di oggetti liturgici, delle merci cattoliche (dopo poco ci sarà la Breccia di Porta Pia). In questa esposizione vennero premiate le produzioni francesi. Nel 1912 viene fatta a Roma una mostra sull'istruzione artistica che poi si specializza territorialmente. Addirittura alla Biennale di Venezia (nata negli anni '90) c'era un settore specifico per le arti decorative.

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ART/03 Storia dell'arte contemporanea

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher v.martini6 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia delle arti decorative e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Pisa o del prof Capitanio Antonella.
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