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Riassunto esame argomenti per l'esame di Diritto Privato - docente Botta Appunti scolastici Premium

Sunto personale con articoli frutto delle lezioni con la prof. Botta e dell'approfondimento sul libro "Trabucchi".

Argomenti:
Fonti, persona fisica, persona giuridica, associazioni, regime patrimoniali tra i coniugi, contratti in generale, rappresentanza, vizi della volontà, forma, causa, elementi accidentali del negozio giuridico, patologia del negozio, negozio sinallagmatico,... Vedi di più

Esame di Diritto Privato docente Prof. C. Botta

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ESTRATTO DOCUMENTO

semplice e il debitore è tenuto all’adempimento di quella singola prestazione. Se una prestazione

diventa impossibile prima della scelta, l’obbligazione si concentra naturalmente. Se la prestazione

diventa impossibile dopo la scelta, l’obbligazione si estingue perché diventata semplice.

 FACOLTATIVE: c’è un’unica prestazione obbligatoria, ma è stato pattuito che il debitore potesse

liberarsi anche compiendo una prestazione diversa. Se la prestazione principale diventa impossibile

per cause non imputabili al debitore, l’obbligazione è estinta.

Art 1175 comportamento secondo correttezza:” il debitore e il creditore devono comportarsi secondo le

regole della correttezza”.

OBBLIGAZIONI DIVISIBILI E INDIVISIBILI

Nel caso in cui vi siano più soggetti, o più creditori o più debitori.

*divisibile

*indivisibile: è esclusa la possibilità di prestazioni parziali.

-invisibilità assoluta: se la prestazione ha per oggetto una cosa indivisibile, oppure un fatto che non

ammette esecuzione parziale.

-indivisibilità relativa: se l’oggetto è di per sé divisibile, ma non può esserlo per la rilevanza sociale o l’uso

della cosa o per il modo in cui l’hanno considerato i soggetti.

Nelle obbligazioni indivisibili ogni debitore ha l’obbligo di eseguire la prestazione per intero, e ogni

creditore può esigere l’intera prestazione da un unico debitore.

OBBLIGAZIONI PARZIARIE E SOLIDALI

OBBLIGAZIONI PARZIARIE: ogni soggetto è portatore di un obbligo o diritto parziale, proporzionale alla sua

quota di partecipazione.

OBBLIGAZIONI SOLIDALI: ciascun soggetto è tenuto o ha diritto all’intera prestazione. La prestazione di uno,

libera tutti.

Presupposti:

 Pluralità di debitori o creditori

 Unicità della prestazione o causa( eadem res debita)

 Vari debiti che derivano da un’unica fonte di obbligazione (eadem causa obligandi).

Art 1299 regresso tra condebitori:” il debitore in solido che ha pagato l’intero debito può ripetere dai

condebitori soltanto la parte di ciascuno di essi. Se uno di questi è insolvente, la perdita si ripartisce per

contributo tra gli altri condebitori, compreso quello che ha fatto il pagamento”.

La solidarietà tra i debitori(passiva) è la regola, vi è parziarietà sono quando espressamente stabilito dalla

legge.

OBBLIGAZIONI PECUNARIE

Sono quelle obbligazioni che hanno per oggetto una somma di denaro .

Art 1277:” i debiti pecuniari si estinguono con moneta avente corso legale nello stato al tempo del

pagamento e per il suo valore nominale. Se la somma dovuta era determinata in una moneta che non ha più

corso legale al tempo del pagamento, questo deve farsi in moneta legale, ragguagliata per valore alla

prima”.

Si distinguono:

*debiti di valuta: hanno per oggetto una somma di denaro, che per il principio nominalistico resta sempre

uguale.

*debiti di valore: hanno per oggetto una prestazione considerata nel suo significato economico, e calcolata

in base alla situazione di mercato.

ADEMPIMENTO

Accanto agli sopracitati articoli 1175 e 1176, molto importante è anche l’articolo:

art 1218 responsabilità del debitore:” il debitore che non esegue esattamente la prestazione dovuta è

tenuto al risarcimento del danno, se non prova che l’inadempimento o il ritardo è stato determinato da

impossibilità della prestazione derivante da causa a lui non imputabile”. 16

Il pagamento di per sé non è un negozio, quindi non è necessaria la capacità di agire. L’obbligazione

presuppone capacità giuridica, per cui se l’obbligazione nei confronti di un minore rimane incompiuta, egli

subirà le conseguenza alla pari di un soggetto capace.

Colui che deve pagare è il debitore, ma si può accettare anche il pagamento fatto da un terzo, pur contro la

volontà del creditore. Il pagamento però può essere legittimamente rifiutato quando il debitore non vuole

che il terzo paghi per lui. Il pagamento deve essere fatto al creditore o a un suo rappresentante, è

necessaria la capacità del destinatario. È efficace anche il pagamento fatto al creditore apparente, se fatto

in buona fede, ad un soggetto che per circostanze univoche sembrava legittimato a ricevere.

Il creditore può rifiutare il pagamento parziale anche se la prestazione è divisibile.

DAZIONE IN PAGAMENTO

Per liberarsi il debitore può offrire al creditore una prestazione diversa, e se il creditore accetta abbiamo la

datio in solutum. Con la dazione in pagamento l’obbligazione si estingue con l’effettiva esecuzione della

diversa prestazione ed è satisfattoria. La differenza con la novazione è che l’obbligazione si estingue senza

che il creditore sia soddisfatto, ma con la semplice assunzione di una diversa obbligazione.

TEMPO E LUOGO DEL PAGAMENTO

Art 1183 tempo dell’adempimento:” se non è determinato il tempo in cui la prestazione deve essere

eseguita, il creditore può esigerla immediatamente. Qualora tuttavia, in virtù degli usi o per la natura della

prestazione ovvero per il modo e il luogo dell’esecuzione, sia necessario un termine, questo, in mancanza di

accordo tra le parti, è stabilito dal giudice. Se il termine per l’adempimento è rimesso alla volontà del

debitore, spetta ugualmente al giudice di stabilirlo secondo le circostanze; se è rimesso alla volontà del

creditore, il termine può essere fissato su istanza del debitore che intende liberarsi”.

Per il luogo dell’adempimento si dà maggior peso alla volontà delle parti. In mancanza, si tiene conto degli

usi, oppure vengono presi in considerazione altri fattori, natura della prestazione e circostanze. se mancano

tutti e tre questi requisiti si guarda all’art 1182, che dice: l’obbligazione di consegnare cosa determinata, va

adempiuta nel luogo in l’obbligazione è sorta. Se si tratta di somma di denaro, la consegna va fatta al

domicilio del creditore. Negli altri casi (obbligazioni chiedibili), le prestazione vanno adempiute al domicilio

del creditore al momento della scadenza. Tuttavia per i debiti chiedibili, se il creditore non si è fatto vivo al

debitore, questi anche se passato il termine non cade in mora.

IMPUTAZIONE DEI PAGAMENTI

Il problema dell’imputazione sorge nel momento in cui il debitore ha più obbligazione della specie nei

confronti di un solo creditore e ne paga una parte: quale debito estingue? Estingue il capitale o gli interessi?

La legge dispone che la scelta spetti al debitore, nel momento in cui paga di dichiarare quale debito

estingue. Se il debitore non lo fa, l’imputazione può essere fatta dal creditore nel momento del rilascio

della quietanza. Se né il creditore e né il debitore fanno imputazione la legge prevedere una gerarchia di

debiti da estinguere.

MODI DI ESTINZIONE DIVERSI DALL’ADEMPIMENTO

L’adempimento è il termine normale dell’obbligazione, che è proiettata all’estinzione. Tuttavia esistono

altri modi di estinzione. La morte vale solo per alcuni, come il mandato o l’obbligo di lavoro.

Satisfattori: adempimento, dazione in pagamento, compensazione e confusione.

Non satisfattori: impossibilità sopravvenuta, novazione e remissione del debito.

COMPENSAZIONE

Si ha quando tra le stesse persone intercorrono due diversi rapporti di creditore/debito in senso opposto,

allora questi si estinguono fino alla concorrenza dello stesso valore.

Art 1241: “quando due persone sono obbligate l’una verso l’altra, i due debiti si estinguono per le quantità

corrispondenti, secondo le norme degli articoli che seguono”

 Compensazione legale: quando due debiti sono omogenei, liquidi(ammontare preciso) ed

esigibili(non sottoposti né a termine né a condizione sospensiva né derivanti da obbligazioni 17

naturali). Opera per il semplice fatto della coesistenza dei due debiti, non c’è bisogno né di

contratto né di una sentenza del giudice.

 Compensazione giudiziale: si ha quando uno dei due debiti, non essendo liquido, sia tuttavia di

facile e pronta liquidazione. Il giudica dichiara la compensazione con effetto ex nunc per la parte

del debito che appare sicura.

 Compensazione volontaria: quando avviene per accordo tra le parti, pur non ricorrendo i

presupposti richiesti per il verificarsi di una delle altre forme.

CONFUSIONE

Art 1253 effetti della confusione:” quando le qualità di creditore e di debitore si riuniscono nella stessa

persona, la obbligazione si estingue, e i terzi che hanno prestato garanzia per il debitore sono liberati”.

Si ha per esempio nelle successioni ereditarie, quando l’erede è creditore è debitore o creditore del

defunto.

NOVAZIONE

Richiede la volontà di entrambi i soggetti e può essere:

-soggettiva: quando per uno stesso contenuto viene sostituito un nuovo creditore o un nuovo debitore

-oggettiva: quando viene a cambiare proprio la prestazione.

Art 1230 novazione oggettiva: “l’obbligazione si estingue quando le parti sostituiscono all’obbligazione

originaria una nuova obbligazione con oggetto o titolo diverso”.

Elementi essenziali della novazione sono:

 L’obbligazione originaria da novare: se è nulla l’obbligazione originaria, sarà nulla anche la nuova

obbligazione per mancanza di causa. Se l’obbligazione originaria è annullabile, la novazione è valida

solo se il debitore conosce il vizio dell’obbligazione originaria.

 Aliquid novi: la nuova obbligazione deve avere un oggetto e un titolo diverso: non basta cambiare

solo le modalità accessorie, ma bisogna cambiare per interno l’obbligazione.

 Animus novandi: si deve dimostrare la volontà di estinguere la precedente obbligazione con la

creazione del nuovo vincolo. Se manca, la nuova obbligazione va semplicemente ad affiancarsi alla

vecchia.

La novazione si fa per contratto.

REMISSIONE DEL DEBITO

Avviene quando il soggetto attivo rinunzia al suo potere

Art 1236 dichiarazione di remissione del debito:” la dichiarazione del creditore di rimettere il debito

estingue l’obbligazione quando è comunicata al debitore, salvo che questi dichiari in un congruo termine di

non volerne profittare”.

È un atto abdicativo unilaterale, e la remissione può essere:

-espressa: produce i suoi effetti, essendo una dichiarazione recettizia, nel momento in cui giunge a

conoscenza del debitore.

-tacita: avviene con la restituzione volontaria di documento originale di credito.

La rinunzia del credito fa cadere anche le relative garanzie personali e reali, mentre la rinunzia alle garanzie

non implica la remissione del debito.

INADEMPIMENTO

L’obbligazione può rimanere inadempiuta per impossibilitò sopravvenuta o per volontà del debitore. Nel

secondo caso la responsabilità ricade sul debitore. Anche solo il ritardo, colposo, è fonte di responsabilità;

la cosiddetta mora del debitore.

IMPOSSIBILITA’ SOPRAVVENUTA PER CAUSA NON IMPUTABILE AL DEBITORE

Solamente quando l’impossibilità non dipende dal debitore, l’obbligo si estingue senza responsabilità.

L’impossibilità deve essere: 18

 Oggettiva: la prestazione deve essere impossibile di per sé, e deve essere insuperabile, ovvero non

temporanea ma impossibile per tutto il tempo in cui il creditore possa averne interesse a ricevere la

prestazione.

 Sopravvenuta: se si trattasse di impossibilità originaria, il contratto non sarebbe proprio valido.

L’impossibilità deve essere sopravvenuta prima che il debitore sia caduto in mora, altrimenti è

comunque tenuto a pagare il risarcimento danni per mora.

 Inevitabilità: il debitore deve attestare la mancanza di colpe, ovvero dimostrare che l’accidente sia

avvenuto per caso fortuito o per forza maggiore.

Se l’impossibilità è parziale, anche l’estinzione è parziale, e il debitore è tenuto ad adempiere la prestazione

rimasta possibile. Il creditore può chiedere il subingresso nelle ragioni spettanti al debitore, ovvero per

esempio sull’azione di risarcimento verso un terzo che ha reso impossibile la prestazione pretendendo la

parte di risarcimento danni o compenso di assicurazione.

MORA DEL CREDITORE

Art 1206:” il creditore è in mora quando, senza legittimo motivo, non accetta di ricevere il pagamento

offertogli, oppure non compie quanto è necessario perché il debitore possa adempiere l’obbligazione”.

Si distinguono: *mora solvendi: vi è la violazione di un obbligo e ne consegue una responsabilità

*Mora accipiendi: non c’è violazione di obblighi e quindi nemmeno responsabilità.

Per aversi mora accipiendi è necessario che il debitore faccia una offerta solenne al creditore; se questa

non è solenne non viene imputata responsabilità al creditore ma il debitore ha il beneficio di non essere

considerato inadempiente.

L’offerta solenne deve essere reale se l’obbligazione ha per oggetto denaro, titoli di credito, ovvero cose

mobili da consegnare al domicilio del creditore. Se si tratta di cose mobili da consegnare in luogo diverso

dal domicilio, l’offerta consiste in un’intimazione a riceverle.

Gli effetti della mora accipiendi sono:

 Il rischio per l’impossibilità della prestazione verificatasi successivamente rimane a carico del

creditore.

 Non sono più dovuti interessi o frutti oltre a quelli eventualmente percepiti dal debitore.

 Il creditore è tenuto a risarcire gli eventuali danni derivanti al debitore per la mora( come il

pagamento dei magazzini in cui è conservata la merce da consegnare).

MORA DEL DEBITORE

Il ritardo colposo diventa inadempimento illecito quando sussistono alcuni presupposti. In alcuni casi

ritardo equivale ad inadempimento, per esempio quando vi è un termine essenziale della prestazione. Sia il

ritardo che l’inadempimento colposi costituiscono un illecito per il debitore e pertanto producono l’obbligo

del risarcimento. La mora, che deve essere constatata con certezza, può essere:

 Mora ex re: il debitore cade in mora senza l’azione del creditore ed avviene quando:

- La prestazione deve essere eseguita entro un termine e si tratta di debiti portabili

- Nei debiti derivanti da atto illecito, la mora comincia nel momento stesso dell’atto compiuto

- Quando il debitore dichiara per iscritto di non voler eseguire la prestazione

 Mora ex persona: in tutti gli altri casi. È necessaria un’intimazione o una richiesta fatta con atto

scritto.

Gli effetti: obbligo di risarcire i danni, assunzione da parte del debitore moroso del rischio per impossiblità

sopravvenuta.

La purgazione della mora, è l’atto con il quale si elimina lo stato di moroso.

CONSEGUENZE DELL’INADEMPIMENTO, IL RISARCIMENTO E LA LIQUIDAZIONE DEI DANNI

MODIFICAZIONE NEGLI ELEMENTI DEL RAPPORTO OBBLIGATORIO 19

Successione nel credito: trasferimento ad altri del credito così com’era nel patrimonio dell’autore, con tutte

le limitazioni e le garanzie connesse.

La successione può avvenire a titolo universale (mortis causa) o a titolo particolare.

In quest’ultimo caso avremo la cessione del credito, se fatto con un atto di disposizione, oppure se deriva

da un altro fatto come un pagamento, e abbiamo la surrogazione.

Surrogazione: è una forma di successione nel diritto del creditore. Vi sono tre forme:

 Surroga per volontà del creditore(o surroga per quietanza): va fatta espressamente e

contemporaneamente al pagamento. Un terzo paga, e il creditore, indipendentemente dalla

volontà del debitore, surroga chi ha pagato che diverrà il nuovo creditore del vecchio debitore.

 Surroga per volontà del debitore(o surroga per imprestito): avviene indipendentemente dalla

volontà del creditore soddisfatto, quando il debitore per pagare il debito prende a mutuo o a

prestito la somma si denaro e surroga il mutuante che diverrà suo nuovo creditore.

 Surrogazione legale: in altri casi la legge autorizza il terzo che paga a surrogarsi nei diritti del

creditore senza che sia richiesta la volontà dell’una o dell’altra parte del rapporto di obbligazione.

Sono casi tipici .

MODIFICAZIONI NEL LATO PASSIVO DELL’OBBLIGAZIONE

Per far in modo che un nuovo debitori entri nel rapporto obbligatorio, affiancandosi al vecchio o

liberandolo, è necessario il consenso del creditore. Ci sono tre ipotesi: delegazione, espromissione e accollo

*cumulativa

*liberatoria

DELEGAZIONE

Tizio, delegante, incarica Sempronio, delegato, di assumersi il debito verso, Caio, suo creditore, delegatario

Rapporto di provvista

DELEGANTE DELEGATO

DELEGATARIO

Rapporto di valuta

La delegazione può essere:

-titolata: se si fa espressamente riferimenti ai due rapporti sottostanti

-pura o astratta: se non si fa riferimento ai due rapporti.

Art 1271 eccezioni opponibili dal delegato: il delegato non può opporre al delegatario le eccezioni del

rapporto di provvista, che avrebbe potuto opporre al delegante, salvo la nullità del rapporto di valuta. Il

delegato può opporre le eccezioni del rapporto di valuta solo quando si tratti di delegazione titolata con

espresso riferimento a quel rapporto. 20

Due tipi di delegazione:

- Di debito (o delegatio promittendi): il delegato assume l’obbligazione nei confronti del delegatario.

- Di pagamento( o delegatio solvendi): il delegato non assume alcuna obbligazione ma svolge solo

l’ordine di pagare il delegatario.

L’obbligazione del delegato è indipendente dai vizi dei due rapporti di base. Il delegante può revocare

l’incarico fino a quando quest’ultimo non abbia assunto l’obbligazione o eseguito la prestazione.

ESPROMISSIONE

Un terzo, espromittente, con sua iniziativa nei confronti del creditore, espromissario, assume il debito

dell’espromesso, debitore.

ESPROMESSO ESPROMISSARIO

ESPROMITTENTE

Non è richiesto il consenso del creditore originario, espromesso.

Art 1272 :” Il terzo che, senza delegazione del debitore, ne assume verso il creditore il debito, è obbligato in

solido col debitore originario, se il creditore non dichiara diversamente di liberare quest’ultimo. Se non si è

convenuto diversamente, il terzo non può opporre al creditore le eccezioni relative ai suoi rapporti col

debitore originario. “

Può opporgli invece, le eccezioni che sarebbero state opponibili anche dal debitore originario tranne in tre

casi: - se le eccezioni erano personali del debitore

- Se le eccezioni derivano da fatti posteriori l’espromissione

- Se si tratta di eccezione di compensazione

ACCOLLO

È un contratto tra il debitore, accollato, e un terzo, accollante, in cui quest’ultimo assume il debito dell’altro

nei confronti del creditore, accollatario.

ACCOLLATO ACCOLLATARIO

ACCOLLANTE

Il creditore, accollatario, può prendere parte alla convenzione, rendendo il contratto irrevocabile.

Può essere:

- Accollo interno: il creditore rimane estraneo al contratto, che resta inter partes e non potrà

rivolgersi all’accollante.

- Accollo esterno: il creditore prende parte al contratto e diventa irrevocabile. Questo può essere

cumulativo o liberatorio.

OBBLIGAZIONI IMPERFETTE (naturali)

Sono dei rapporti obbligatori in cui vi sono degli effetti propri dell’obbligazione. Per esempio l’esecuzione

spontanea del dovere morale. È efficace l’adempimento spontaneo fatto da un soggetto capace di agire in

esecuzione di doveri morali e sociali, la legge prevede espressamente che questo tipo di obbligazione non

sia tutelata, cioè non ci si può avvalere della soluti retentio, ovvero pretendere l’adempimento, e neppure

restituire quello che si è ricevuto a titolo di pagamento. Quindi il pagamento fatto spontaneamento è

irripetibile. Fino al momento del pagamento non esiste relazione giuridica che mette in moto sanzioni o

coercizioni, ma dopo il pagamento spontaneo fatto da persona capace, questo diventa obbligazione

naturale.

Art 2034 obbligazioni naturali:” non è ammessa ripetizione di quanto è stato spontaneamente prestato in

esecuzione di doveri morali o sociali, salvo che la prestazione sia stata eseguita da incapace.” 21

MEZZI DI CONSERVAZIONE DELLA RESPONSABILITA’ PATRIMONIALE

Sono azioni che competono al creditore, per tutelare il patrimonio del debitore cui fa riferimento.

AZIONE SURROGATORIA

Il creditore può riparare alle conseguenze di un debitore negligente, sostituendosi a lui in singoli atti

giuridici a diretto vantaggio del debitore. Il creditore non si sostituisce al debitore nella sua posizione

patrimoniale o amministrativa. I diritti a carattere strettamente personale non posso essere esercitati per

surrogatoria.

AZIONE REVOCATORIA O PAULIANA.

Di solito, di fronte al pericolo di un’esecuzione forzata, il debitore tende a sottrarre beni al suo patrimonio,

in due modi: o mediante contratti simulati oppure con delle alienazioni effettive. Contro quest’ultime il

creditore può muovere l’azione revocatoria se sussistono due elementi:

-frode: per aversi frode è sufficiente la conoscenza del pregiudizio che l’atto può arrecare alle ragioni del

creditore. Tuttavia bisogna tener conto anche del terzo acquirente. Se l’acquirente ha acquistato non

conoscendo la frode, a titolo oneroso, la buona fede impedisce la revoca. Se invece l’acquisto è a titolo

gratuito il creditore può fare l’azione.

- pregiudizio che può derivare alle attese del creditore.

Non è richiesto che il credito sia anteriore all’alienazione, se si dimostri che questa sia stata fatta

dolosamente.

L’effetto della revocatoria è l’inefficacia dell’atto di alienazione, siamo nel campo dell’inefficacia relativa.

Inoltre l’atto di revoca si estende anche a un’eventuale seconda alienazione, quando il terzo acquirente

abbia acquistato a titolo oneroso e in mala fede.

l’azione revocatoria si prescrive dopo cinque anni dal compimento dell’azione di frode.

SEQUESTRO CONSERVATIVO

È un’azione preventiva per mezzo della quale il creditore può sottrarre dei beni dall’amministrazione del

creditore per evitare di perdere la garanzia generica sui beni dei debitore. Può essere eseguito sia su beni

mobili che immobili, e su crediti verso terzi.

SEQUESTRO GIUDIZIARIO

È il sequestro che si riferisce a beni che rappresentano singoli beni di una controversia o a documenti che

per esempio contengono prove ed è opportuna la temporanea custodia.

ESECUZIONE COATTIVA O FORZATA

Oggetto dell’espropriazione può essere l’intero patrimonio del debitore: beni immobili, mobili, crediti e

diritti di ogni genere. Ci sono tuttavia alcuni beni impignorabili, come i beni mobili strettamente necessari

alla vita della famiglia e i diritti personalissimi. Per mettere in moto l’azione coattiva è necessario e

sufficiente un titolo esecutivo che può essere: sentenza esecutiva, cambiale o titolo di credito, atto ricevuto

dal notaio.

GARANZIE PERSONALI

le garanzie personali si costituiscono per contratto e si concretano nell’assunzione da parte di un terzo, di

un obbligo personale, accessorio ad altra obbligazione principale. Vi è quindi un allargamento della

responsabilità patrimoniale.

FIDEIUSSIONE

Art 1936:” E’ fideiussore colui che, obbligandosi personalmente verso il creditore, garantisce l’adempimento

di una obbligazione altrui. La fideiussione è efficace anche se il debitore non ne ha conoscenza.”.

Si costituisce per contratto. È un’obbligazione accessoria, e può essere prestata anche per parte del debito.

La fideiussione può essere prestata anche per obbligazioni future, ma deve essere indicato un importo

massimo. 22

La fideiussione omnibus, è la garanzia prestata per tutte le obbligazione, presenti e future, del debitore nei

confronti di una banca.

la fideiussione è valida se valida l’obbligazione principale e il fideiussore può opporre al creditore le

eccezioni che spettano al debitore principale.

Il fideiussione è obbligato in solido con il debitore principale, quindi il creditore può rivolgersi direttamente

a lui per escutere il debito dopo la scadenza. Tuttavia se è stato pattuito il fideiussione può godere del

beneficio di escussione, ovvero indicare i beni del debitore principale sui quali può rivolgersi il creditore.

Il fideiussore che ha pagato ha diritto di subingresso(surrogazione) nelle ragioni del creditore e può attuare

l’azione di regresso, contro il debitore principale per la reintegrazione patrimoniale compresa di interessi e

costi per le spese sostenute.

Il creditore può rivolgersi al fideiussore entro sei mesi dalla scadenza del credito, altrimenti viene a cadere

la garanzia.

CONTRATTO AUTONOMO DI GARANZIA

È un contratto col quale il garante si obbliga a compiere una prestazione nei confronti del beneficiario a sua

semplice richiesta senza poter sollevare le eccezione dell’obbligazione principale e anche se questa sia

nulla. Viene utilizzato da banche e compagnie di assicurazione. L’obbligazione del garante è alternativa e

non sostitutiva a quella principale.

GARANZIE REALI

Sono delle garanzie che attribuiscono un diritto di prelazione e un diritto di seguito su un bene oggetto del

patrimonio del debitore.

PEGNO: si sottrae un bene mobile al proprietario, ed avviene mediante la consegna.

IPOTECA: vale per i beni immobili, mediante l’iscrizione nei pubblici registri, il bene resta comunque in

godimento del proprietario.

Le caratteristiche sono:

 Immediatezza: immediata relazione tra creditore e cosa sottoposta al vincolo

 Assolutezza: i diritti di prelazione e di seguito sono erga omnes.

 Accessorietà: se manca l’obbligazione principale, è nulla anche la garanzia.

 Determinatezza: la garanzia ricade su beni determinati.

 Indivisibilità: il diritto si estende sull’intero bene o su ogni sua parte.

Se la cosa data in garanzia perisca o si deteriori in modo da essere insufficiente alla sicurezza del creditore,

questi può chiedere un supplemento di pegno o ipoteca( garanzia di altro bene) o, in mancanza,

l’immediato pagamento del suo credito.

DIVIETO DEL PATTO COMMISSORIO

Art 2744:” è nullo il patto col quale si conviene che, in mancanza del pagamento del credito nel termine

fissato, la proprietà della cosa ipotecata o data in pegno passi al creditore. Il patto è nullo anche se

posteriore alla costituzione del pegno o dell’ipoteca”. 23

DIRITTI REALI

POSSESSO

Art 1140:” il possesso è il potere sulla cosa che si manifesta in un’attività corrispondente all’esercizio della

proprietà o di altro diritto reale. Si può possedere direttamente o per mezzo di altra persona, che ha la

detenzione della cosa”.

Nel rapporto con la cosa, bisogna avere :

 Animus: volontà di esercitare la proprietà.

 Corpus: cosa o oggetto.

Il possesso è uno stato di fatto, non un diritto.

Il possesso di solito implica, la manifestazione di un diritto reale.

- Ius possidendi: diritto del proprietario di possedere, conseguire, mantenere o recuperare il

possesso della cosa

- Ius possessionis: relazione di fatto con la cosa posseduta.

Vi è differenza tra possesso e detenzione. Nella detenzione manca infatti l’animus, ovvero il detentore non

ha la volontà di diventare proprietario, ma ha un rapporto con la cosa per l’interesse altrui.

Il possesso si acquista:

1) A titolo originario: mediante l’apprensione fisica della cosa accompagnata dall’animus possidendi.

Se l’apprensione avviene per atti di altrui tolleranza, cortesia, amore l’acquisto del possesso non si

verifica (per esempio il vicino mi da il permesso di parcheggiare nel suo parcheggio).

2) A titolo derivativo: mediante consegna o per successione. La consegna può essere effettiva o

simbolica.

PERDITA E SUCCESSIONE NEL POSSESSO

La perdita del possesso avviene per venir meno di uno o di entrambi elementi che lo costituiscono (corpus e

animus). In particolare avviene quando il bene viene perduto o sottratto da un terzo. Per ottenere la 24

continuità, ovvero per far godere al possessore attuale gli effetti del possesso del precedente possessore il

legislatore ha previsto due modi:

- Successione nel possesso: a favore del solo erede e avviene di diritto senza interruzione.

- Accessione del possesso: avviene nella successione a titolo particolare, sia negli atti tra vivi (es.

compravendita) o mortis caus a favore del legatario. Il compratore e il legatario possono utilizzare

l’accessione solo se questa è conveniente, se sono in buona fede nel momento dell’acquisto.

EFFETTI DEL POSSESSO

POSSESSO AD USUMCAPIONEM: per l’usucapione è necessario un possesso pacifico e pubblico. Inoltre di

richiede la continuità( il possessore non deve mai aver abbandonato il bene) e la non interruzione ( per

azioni di terzi).

POSSESSO IN BUONA FEDE: si ha quando chi possiede ignora di ledere un altrui diritto. La buona fede si

presume fino a prova contraria, ed è sufficiente che ci fosse buona fede anche solo quando è stato

acquistato il possesso.

Per l’articolo 1153, colui al quale sono alienati beni mobili da parte di chi non ne è proprietario, ne acquista

la proprietà mediante il possesso:

*deve esserci acquisto del possesso(consegna).

*deve esistere un titolo astrattamente idoneo (per esempio non posso acquistare il possesso di un bene di

un minore

*l’acquirente deve essere in buona fede al momento della trasmissione del possesso.

DIFESA DEL POSSESSO

Sono delle particolari azioni che può compiere il possessore privato del possesso.

AZIONE DI REINTEGRAZIONE

Può avvalersene sia il possessore che il detentore, contro atti di privazione del possesso violenti o

clandestini compiuti con l’animus spoliandi, che deve essere provato. L’azione va proposta entro un anno

dallo spolio, o dal giorno della sua scoperta.

AZIONE DI MANUTENZIONE

È concessa solo al possessore per beni immobili o di una universalità di mobili. Il possesso deve avere i

requisiti dell’usucapione e deve durare da almeno un anno. L’azione va proposta entro un anno dalla

turbativa, e non c’è bisogno di dimostrare l’animus turbandi.

AZIONI A DIFESA DELLA PROPRIETA’

AZIONE DI RIVENDICAZIONE

È l’azione per mezzo della quale il proprietario il possesso definitivo della cosa con ogni suo incremento.

Quindi viene utilizzata da chi si pretende proprietario ma non è in possesso del bene. Se il bene è

immobiliare è necessaria la trascrizione della citazione. L’azione di rivendica è imprescrittibile.

Per aver ragione, il proprietario deve dimostrare il suo diritto, e si dovrà risalire fino a un acquisto

originario, come l’usufrutto.

AZIONE NEGATORIA

Si esercita contro le molestie di chi pretende un diritto, quando questa pretesa fa temere un pregiudizio. È

sufficiente che il proprietario dia la prova del suo dominio, con qualunque mezzo di prova.

REGOLAMENTO DI CONFINI

Ci sono due casi: quando si chiama il giudice per decidere dove arrivino i confini, e le parti non ne hanno un

idea oggettiva oppure quando c’è una zona di terreno delimitata, ma non si sa a quale dei due proprietari

appartenga. Quindi vi è un duplice carattere, entrambi i soggetti stanno in una posizione di pretesa e di

difesa. La cosa rilevante è il possesso, e se non ci sono prove, il giudice guarderà le mappe catastali.

APPOSIZIONE DI TERMINI

Avviene quando il proprietario conoscendo la delimitazione dei confini, vi vuole apporre una pietra o altro

segno materiale. Con questa azione chiama il vicino per divide le spese e per attuare una collaborazione

che eviti successive discussioni. Entrambi i proprietari possono invocarla. 25

AZIONI DI NUNCIAZIONE

DENUNZIA DI NUOVA OPERA

Può essere mossa sia dal proprietario, sia dal possessore che non possiede il titolo, e serve ad evitare

pericoli o limitazioni in seguito a nuove attività del vicino e per evitare un illiceità in fieri. L’azione non può

essere proposta se l’opera è terminata o comunque dopo un anno dal suo inizio.

DENUNZIA DI DANNO TEMUTO

Diretta contro il pericolo derivante da un edificio, albero o altre cose già esistenti sul fondo vicino (come un

edificio o albero pericolante).

DIRITTI REALI SU COSE ALTRUI

La proprietà che è un diritto pieno ed esclusivo, può trovarsi a coesistere con i diritti limitati i parziari.

Questi hanno la caratteristica di seguire la cosa, chiunque ne diventi proprietario. Si distinguono in diritti di

garanzia e diritti di godimento. Questi per il numerus clausus sono quelli tipici previsti dalla legge. Per i

diritti reali su cosa altrui, il proprietario non deve fare alcunché se non sopportare, lasciar fare o non fare

qualcosa. Nel momento in cui vi è confusione, ovvero nella stessa persona si riuniscono la figura del

proprietario e per esempio dell’usufruttario, il diritto parziale si estingue. La difesa di questi diritti avviene

attraverso l’azione confessoria, ovvero da chi pretende di avere il diritto sulla cosa altrui, contro il

proprietario della cosa.

SERVITU’ PREDIALI

Art 1027:” la servitù prediale consiste nel peso imposto sopra un fondo per l’utilità di un altro fondo

appartenente a diverso proprietario”.

Non è richiesto che l’utilità sia attuale nel momento della costituzione della servitù, ma può essere anche

futuro. Quando si costituisce la servitù abbiamo due fondi: fondo servente e fondo dominante. La servitù è

costituita a vantaggio del fondo dominante. Tra i requisiti richiesti, vi sono la vicinanza dei fondi e la

perpetua causa, ovvero l’utilità per il fondo dominante deve essere durevole.

È per sua natura indivisibile, non può essere acquistata, esercitata o perduta se non interamente.

Vi sono varie distinzioni:

 Apparenti: al cui esercizio vengono destinate opere apparenti (monumentum)

 Non apparenti: serve solo un documentum(divieto di edificare es.)

 Continue: non è necessario il fatto dell’uomo

 Discontinue: è necessaria un’attività umana

 Positive: il proprietario deve sopportare l’attività del proprietario del fondo dominante

 Negative: il proprietario del fondo servente ha delle proibizioni

 Volontarie: costituite per atto, contratto o testamento o usucapione

 Coattive: la loro fonte è in un comando legislativo

Per costituire una servitù legale non è necessario il consenso del proprietario del fondo serviente.

Le servitù coattive si differenziano dai limiti del buon vicinato perché mancano di reciprocità, gratuità e

nascita automatica. Il proprietario del fondo servente ha diritto a un’indennità. Il principale esempio è il

passaggio coattivo in tre ipotesi: il fondo non ha altre via d’accesso sulla strada pubblica, si vuole ampliare il

passaggio esistente per far passare veicoli oppure viene creato un nuovo passaggio nell’interesse

dell’industria e dell’agricoltura.

Per costituire servitù volontaria è necessario un contratto o testamento in forma scritto da essere poi

trascritto. Se vi sono più proprietari è necessario il consenso di tutti.

Con l’acquisto della servitù si acquistano tutte le facoltà accessorie per il suo esercizio. In ogni caso si cerca

di soddisfare il bisogno del fondo dominante con il minor aggravio possibile per il fondo servente.

La servitù si estingue per rinunzia del proprietario del fondo dominante, per scadenza del termine o

avvenimento risolutivo, abbandono del fondo servente, impossibilità di uso o mancanza di utilità per venti

anni.

Infatti la servitù ha un tempo di prescrizione di venti anni, per non esercizio di servitù, anche da passati

proprietari.

USUFRUTTO, USO E ABITAZIONE

USUFRUTTO 26

Art 1981 contenuto del diritto di usufrutto:” l’usufruttario ha diritto di godere della cosa, ma deve

rispettarne la destinazione economica. Egli può trarre dalla cosa ogni utilità che questa può dare, fermi i

limiti stabiliti in questo capo”.

L’usufrutto si costituisce per atto tra vivi o mortis causa oppureper usucapione. Per i beni mobili è

necessario l’atto scritto e trascritto. Talvolta si costituisce usufrutto legale, come per i genitori sui beni dei

figli minorenni. In nessun caso la durata dell’usufrutto può superare la vita dell’usufruttario, è un diritto

intrasmissibile agli eredi; se viene ceduto, il diritto nel cessionario si estingue alla morte del cedente.

L’usufruttario ha il diritto di difesa actio in rem, ha il possesso, la prescrizione per il non uso ha periodo

ventennale, può essere sottoposto a ipoteca e appartiene ai diritti reali di godimento.

Qualunque bene può essere oggetto dell’usufrutto, anche le universalità di diritto e le universalità di fatto,

un’eredità o un gregge, ma anche un bene immateriale come il diritto d’autore.

Se l’usufrutto è su cose deteriorabili, alla fine deve consegnare le cose nello stato in cui si troveranno.

Se l’usufrutto ha per oggetto l’eredità, l’usufruttario è tenuto a pagare le annualità e gli interessi dei debiti.

L’usufruttario ha diritto al possesso della cosa nello stato in cui si trova, egli può vendere o ipotecare il il

suo diritto se non è vietato dal titolo costitutivo o dalla legge. Ha a disposizione l’azione confessoria, e se ha

il possesso, anche le azioni possessorie e la nunciazione.

Gli obblighi che scaturiscono: prima di prendere il possesso del bene deve fare a sue spese l’inventario dei

beni e dare un’idonea garanzia, se questa non viene data l’usufruttario non ha l’amministrazione dei beni

ma solo i frutti, durante il periodo deve utilizzare la diligenza del buon padre di famiglia e alla fine deve

restituire i beni che formavano oggetto di diritto.

Il diritto di usufrutto si estingue, per la morte della persona fisica, non uso ventennale, confusione, totale

perimento. Se il perimento è parziale, anche l’usufrutto sarà parziale. Oppure per abuso, per sentenza del

giudice, quando l’usufruttario abbia alienato il bene, o lo abbia deteriorato o lasciato andare per mancanza

di ordinarie riparazioni. Per le persone giuridiche vi è un termine di trent’anni.

USO E ABITAZIONE

L’usuario può usare direttamente la cosa, mobile o immobile altrui, ne gode dei frutti ma il suo diritto è

limitato a una modica perceptio, ovvero può vendere i frutti che non gode la famiglia fino ad una cifra

prestabilita in base ai loro bisogni. Il diritto di abitazione è semplicemente la possibilità di abitare

direttamente la casa o l’appartamento che è oggetto. Diritti di uso e di abitazione sono personalissimi, non

possono essere ceduti.

Il diritto di abitazione sulla casa che fa da residenza familiare, e l’uso sui mobili che la corredano vengono

riconosciuti al coniuge legittimario.

INTERPRETAZIONE DEL CONTRATTO

Ci sono vari tipi di interpretazione.

-autentica: se compiuta dalle parti con un successivo negozio di accertamento.

La volontà negoziale è una volontà rispetto alla quale la formula usata è solo un modo di esprimersi, e non

è ammessa l’interpretazione evolutiva. Se in un contratto vi è una lacuna, questa viene colmata dalla legge.

Tra gli articoli vi sono un primo gruppo (1362-1365) che concerno l’interpretazione storica, soggettiva o in

concreto e un secondo gruppo (1367-1371) che invece fanno parte dell’interpretazione oggettiva o in

abstracto che mirano a determinare, nell’incertezza, un congruo significato alla clausola o all’intero

contratto. L’interpretazione deve essere fatta secondo buona fede. Viene indirizzata alla conservazione del

contratto e al mantenimento degli effetti.

USI INTERPRETATIVI E CLAUSOLE D’USO

Gli usi interpretativi rientrano nella categoria degli usi contrattuali , e servono per interpretare lo stesso

contratto. Si fondano sulla pratica generale.

DIRITTO DI RECESSO

Regolarmente non è possibile che una parte sciolga il contratto, perché necessario il mutuo consenso.

Tuttavia vi sono delle eccezioni. Può esservi recesso legale nei contratti di mandato, o appalto ecc. oppure

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DESCRIZIONE APPUNTO

Sunto personale con articoli frutto delle lezioni con la prof. Botta e dell'approfondimento sul libro "Trabucchi".

Argomenti:
Fonti, persona fisica, persona giuridica, associazioni, regime patrimoniali tra i coniugi, contratti in generale, rappresentanza, vizi della volontà, forma, causa, elementi accidentali del negozio giuridico, patologia del negozio, negozio sinallagmatico, le successioni per causa di morte, successioni testamentarie, obbligazioni, mo di estinzione diversi dall'adempimento, inadempimento, modificazione negli elementi del rapporto obbligatorio, modifica nel lato passivo dell'obbligazione, mezzi di conservazione della responsabilità patrimoniale, garanzie personali, diritti reali, usufrutto uso e abitazione


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in economia aziendale
SSD:
A.A.: 2016-2017

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Mic94G di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto Privato e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Napoli Federico II - Unina o del prof Botta Consiglia.

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