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disposizioni sul riposo sabbatico sono state riconosciute applicabili anche ad una serie di festività

religiose ebraiche il cui calendario è fissato ogni anno don decreto ministeriale , alla festa del Vesak

per i buddisti ed alla festività della commemorazione della morte di Gesù Cristo per i Testimoni Geova.

NB al di fuori del sistema delle intese non può esservi per il lavoratore diritto di astenersi dal lavoro

in un giorno coincidente con una festività prescritta dalla propria fede. * il datore di lavoro italiano non

ha l’obbligo di disporre nell’organizzazione aziendale reasonable accomodations degli orari e delle

mansioni lavorative le misure atte a favorire la tutela delle esigenze religiose dei lavoratori

devono poter essere disposte dal datore di lavoro senza aggravio né sacrificio per la conduzione

commerciale della sua impresa, Recenti intese subordinano il rispetto del riposo ( sabato per avventisti

e d ebrei e venerdì per islamici) e delle festività religiose di alcune confessioni alla flessibilità

dell’organizzazione del lavoro.

Le organizzazioni di tendenza

Direttiva europea 2000/78 /ce organizzazioni di tendenza può essere richiesta una speciale

consonanza tra dipendente e datore di lavoro. Nel caso in cui il datore di lavoro sia una chiesa o una

altra organizzazione pubblica o privata la cui etica sia fondata sulla religione o sulle convinzioni

personali l’eccezione è possibile anche in assenza di una promozionalità del requisito il quale non

occorre sia determinante ma solo essenziale, La deroga può apparire eccessivamente ampia per

dottrina grave il mancato riferimento alla proporzionalità del squisito. Le chiese e le altre

organizzazioni religiose o etiche possono esigere dalle persone che sono alle loro dipendenze un

atteggiamento di buona fede e di lealtà nei confronti dell’etica sull’organizzazione. La legittimità della

pretesa di una fedeltà ideologica del lavoratore alla organizzazione da cui dipende dovrebbe

escludere che possa considerarsi discriminatorio il licenziamento di un lavoratore che abbia mutato

le proprie convinzioni o abbia tenuto comportamenti privati in contraddizione con la tendenza .

licenziamento ideologico = lecito nei limiti in cui esso sia funzionale all’esercizio di altri diritti

garantiti costituzionalmente e nelle sole ipotesi in cui l’adesione ideologica costituisca requisito della

prestazione lavorativa ( es scuole gestite da enti ecclesiastici esigenza di tutela della tendenza

confessionale si pone solo in relazione a quegli insegnamenti che tale tendenza caratterizzano) occorre

che i cd fatti privati rilevanti siano idonei ad intaccare l’elemento fiduciario del rapporto di lavoro.

La situazione dei professori dell’università cattolica e degli insegnanti laici di religione

Attenuazione delle garanzie per i professori dell’università cattolica del sacro cuore e degli insegnanti

laici di religione nella scuola pubblica . Le nomine dei docenti dell’università cattolica del sacro cuore

sono subordinate al gradimento sotto il profilo religioso della competente autorità ecclesiastica. Non

contrasto con art 33 cost . Non molto dissimile la situazione degli insegnanti laici di religione nella

scuola pubblica. Gli insegnanti di religione devono essere nominati dall’autorità scolastica d’intesa con

l’autorità ecclesiastica . Esercizio dl potere di emettere il giudizio di idoneità da parte dell’autorità

ecclesiastica e del correlativo potere di revoca non può essere sottratto a un riscontro del corretto

esercizio del potere secondo criteri di ragionevolezza e non arbitrarietà.

Qualificazione delle attività lavorative dei religiosi a favore dell’istituto di appartenenza

Nel caso in cui l’attività è posta a favore di un terzo non si esclude la costituzione di un rapporto di

lavoro subordinato tra religioso e terzo anche se il rapporto con il terzo sia effetto di una specifica

convenzione tra il terzo e l’istituto cui appartengono i religiosi prestatori d’opera )( es impieghi di

suore negli ospedali). Nel caso in cui il religioso presti attività nell’istituto di appartenenza si

esclude l’esistenza di un rapporto di lavoro. Nel caso di recesso coloro che legittimante escono

dal istituto religioso o ne sono legittimamente dimessi non possono esigere nulla dall’istituto steso

per qualunque attività in esso compiuta. Però sussisterebbe un diritto di mantenimento nei

confronti della comunità monastica in analogia con la comunità familiare.

Tutela dell’esercizio del culto e delle pratiche rituali

L’assistenza religiosa nelle comunità separate

Comunità separate corpi militari o di polizia , istituti penitenziari , case di cura od ospedali. Con

riferimenti ai cittadini appartenenti a una delle confessioni munite di intesa che prestano servizi

nei corpi militari la normativa riconosce il diritto di partecipare nei giorni e nelle ore fissare alle

attività religiose ed ecclesiastiche delle concessione di appartenenza. Qualora ivi non esistano

luoghi di culto delle parolaia confessione è riconosciuta ai militari la possibilità o di usufruire del

servizio dei propri ministri autorizzati a svolgere riunioni di culto nei locali predisposti di intesa

con il comando militare o il permesso di frequentare il luogo di culto più vicino , è assicurato ai

militari che decedano in sevizio la celebrazione delle esequie secondo il rito proprio. ( Tace sul 20

punto l’intesa dei testimoni di geova e quella buddista). Nonostante solo alcune intese facciano

esplicito riferimento oltre ai militari che dei corpi di polizia e ai servizi assimilati bisogna ritenere

pur se non esplicita non possa mancare. La legge italiana prevede che i militari di qualunque

religione possano esercitare il culto e ricevere l’assistenza dei loro ministri secondo quanto

dispone il regolamento dei disciplina compatibilmente con le esigenze di servizio e dispone che la

partecipazione alle finzioni religiose nei luoghi militari è facoltativa salvo nei casi di servizio. Per i

soli cattolici è previsto un apposito servizio prestato da uno speciale corpo organico composta da

sacerdoti con la qualifica di cappellani militari. Analogamente è previsto per il corpo i polizia che

risieda presso alloggi collettivi di servizio o scuole assicurata l’assistenza religiosa nei rispetto

dei principi costituzionali ma escluso il ricorso ai cappellani militari. Uno specifico servizio è

previsto nei confronti di coloro che sui trovino ricoverati in ospedali o case di cura ( by legge

regionale)o in istituti penitenziari. Garantita a detenuti ed internati la libertà di professare la

propria fede e di praticarne il culto durante il tempo libero purché non si esprima in

comportamenti molesti per la comunità e di partecipare ai riti purché compatibili con l’ordine e la

sicurezza dell’istituto e non contrari alla legge nonché la libertà di esporre nella propria camera

immagini e simboli della propria confessione religiosa. La legge distingue tra detenuti ed

internati di culto e gli altri stabilendo che negli istituti è assicurata la celebrazione dei riti di culto

cattolico e a ciascun istituto è addetto almeno un cappellano mentre gli appartenenti a religione

diversa dalla cattolica hanno diritto di ricevere su loro richiesta l’assistenza dei ministri del

proprio culto idonei locali per l’istruzione religiosa e le pratiche di culto . Nel caso di arresti

domiciliari o obbligo di dimore dinieghi agli imputati agli arresti domiciliari di ricever assistenza

di un prete non rispondente alle primarie esigenze di vita o a recarsi in chiesa la domenica per

assistere alla messa poiché non necessaria al fine del rispetto dl precetto religioso che può essere

osservato anche con mezzi radio- televisivi.--> inapplicabile nei confronti di culti senza

trasmissione televisiva.

Il rispetto delle pratiche rituali alimentari

Il regolamento penitenziario deve disporre che nella formulazione delle tabelle vittuarie si debba tener

conto se possibile delle prescrizioni delle diverse fedi religiose + la legge regionale prevede che

compatibilmente con le prescrizioni sanitarie si debba tener conto delle pratiche religiose. anche per le

mense aziendali cominciano a prendersi in considerazioni questi problemi grazie all’aumento

dell’impiego extracomunitario . + mense scolastiche molte carte dei servizi scolastici prevedono la

possibilità del rispetto dell’alimentazione rituale + ristorazione viaggiante : vassoio ebraico e vassoi

musulmano. Per le macellazioni secondo determinati riti religiosi l’autorità competente in materia

anche per il controllo è l’autorità religiosa che opera sotto la responsabilità del veterinario ufficiale .

La macellazione rituale è esente dalla regola secondo la quale gli animali debbano essere storditi

prima della macellazione o abbattuti istantaneamente ma è obbligatoria l’immobilizzazione dei bovini.

Utilizzo di capi abbigliamento come simboli religiosi chador / silk/burka

Pratiche rituali di iniziazione e tutela dell’integrità fisica della persona

La clitoridectomia , l’escissione o l’infibulazione femminile vengono erroneamente classificate tra

le pratiche rituali in quanto legate alla tradizione e non n alla religione. Una sentenza della corte

suprema egiziana ha stabilito ce l’escissione femminile non è un diritto previsto dalla sharia e non

c’è nulla che l’autorizzi nel corano e nulla di categorico a suo favore nella sunna. Mentre in alcuni

paesi è stata classificata l’escissione femminile tra i reati contro l’integrità fisica della persona come

in UK ( prohibition of female circumcision) nel nostro paese sembra prevalere l’idea che possa

bastare un’opera di informazione in quanto la mancata esecuzione della circoncisione su una

ragazza comporta per questa l’impossibilità di sposarsi e l’essere considerata di dubbia condotta e

posseduta dal demonio. In Italia si esclude tramite il ministero della sanità la possibilità della

effettuazione di tali interventi presso SSN e per opera del personale medico e si esprime l’opinione

che debba essere perseguito per legge chi sottopone le proprie figlie a pratiche mutilanti. Il comitato

nazionale per la Bioetica ha ritenuto che non abbiano finalità terapeutiche e profilattiche e che

producano una invalidità permanente mentre diversamente può ritenersi riguardo alla

circoncisione maschile

Rispetto dei riti funebri e riserva di aree cimiteriali

L 130/2001 consente la cremazione e la dispersione delle ceneri. L’intesa ebraica sancisce

espressamente che i piani regolatori cimiteriali prevedano la possibilità di aree riservate per la

sepoltura dei defunti ebrei. Una riserva di aree cimiteriali è prevista che dall’intesa buddista e da

quella con ortodossi. Sul modello si quella ebraica si muovono quelle islamiche. 21

Edifici di culto

Le fonti di finanziamento dell’edilizia di culto lo stato dovrà provvedere direttamante o

- attraversi contributi alla costruzione degli edifici che manchino e alla conservazione di

quelli esistenti. La costruzione degli edifici di culto è affidata agli enti istituzionalmente

competenti per la progettazione urbanistica del territorio che debbono prevedere tenendo

conto delle esigenze religiose della popolazione. L’edilizia di culto è materia oggi

disciplinata da leggi regionali (si dovrebbe ritenere in maniera esclusiva).--> la maggior

parte delle leggi regionali prevedono che i beneficiari degli interventi finanziari di

comuni e regioni possano essere solo la chiesa cattolica e le confessioni munite di intesa.-->

limitazione illegittima by corte cost. Alcune leggi regionali richiedono che le confessioni

per essere ammesse al contributo finanziario o divenire assegnatarie di aree debbano

avere una presenza organizzata nell’ambito dei comuni interessati : tra di esse il beneficio

dovrà essere ripartito proporzionalmente alla loro consistenza sul territorio. .La stessa

normativa patrizia sembra creare differenze tra le diverse confessioni. Ad es la previsione

dell’obbligo per gli enti istituzionalmente competenti in materia urbanistico e edilizia

tenere conto delle esigenze religiose della popolazione cattolica nel prevedere la

costruzione di edifici di culto e delle pertinenti opere parrocchiali , sembra una esclusiva

del patto tra stato e chiesa cattolica e si tratta di una previsione importante in quanto

rafforza le analoghe previsioni legislative rendendo doveroso se le esigenze religiose

della popolazione lo richiedano l’eventuale supero della misura minima dello standard

religioso cui devono cmq attenersi gli strumenti urbanistici. Sebbene il dover tener conto

delle esigenze della popolazione nella predisposizione degli strumenti urbanistici

comporti per l’autorità civile un obbligo di valutazione e di motivazione del rigetti e non

un obbligo di accoglimento delle richieste presentate dalle autorità religiose è evidente che

una sanzione al livello patrizio finisca per ridurre la discrezionalità della p.a.

L’utilizzabilità dei fondi dell’8 per mille a questi scopi sembra consentita sili alla chiesa

cattolica.

Tutela degli edifici di culto dell’autorità civile e vincolo di destinazione in caso di

- alienazione gli edifici di culto non possono essere requisiti , occupati , espropriati o

demoliti se non per gravi ragioni e previo accordo con la autorità confessionale. La forza

pubblica non può entrare per l’esercizio delle sue funzioni in tali edifici senza previo

avviso all’autorità confessionale. Possibilità che gli edifici di culto possano essere sottratti

alla loro destinazione esclusa per cattolici e ebrei ma non nelle altre intese.

Edifici di culto e tutela dei beni culturali di interesse religioso - Per i beni della chiesa

- cattolica e delle altre confessioni con intesa le regioni competono alle esigenze di culto

d’accordo con le autorità . La tutela dei beni mobili e immobili di interesse storico e

artistico che siano destinati al culto è attuata con procedure speciali qualificate da un

intervento dell’autorità confessionale funzionale ad un coordinamento della tutela alle

esigenze di culto cui detti beni rispondono. L’accordo di villa madama stabilisce che al

fine di armonizzare l'applicazione della legge italiana alle esigenze du carattere religioso

gli organi competenti delle 2 parti concorderanno opportune disposizioni per la

salvaguardia , la valorizzazione e il godimento dei beni culturali d’interesse religioso

appartenenti ad enti e istituzioni ecclesiastiche. Le intese diversamente non sembrano

considerare la collaborazione della confessioni alla tutela dei beni culturali come dovuta

ad una implicazione di esigenze di carattere religioso o di culto ma pongono l’accento sulla

circostanza che i beni della cui tutela s tratta afferiscono a quello che è il patrimonio latu

sensu culturale. In attuazione dell’art 12 dell’accordo di villa madama sono state stipulate

2 intese tra il ministro per i beni culturali e il presidente della CEI una relativa alla tutela

dei beni culturali di interesse religioso appartenenti ad enti e istituzioni ecclesiastiche e

una relativa alla conservazione e consultazione degli archivi d’interesse storico e delle

biblioteche degli enti e istituzioni ecclesiastiche .

Il pellegrinaggio e la tutela delle forme di turismo religioso la tutela dei beni cultuali

- potrebbe essere estesa anche agli itinerari religiosi come è stato fatto in Spagna (

protezione del camino di Santiago) il giubileo

La tutela della sensibilità religiosa nel codice di autodisciplina pubblicitaria e nel diritto penale. 22

Nel nostro ordinamento sono apprestate una serie di norme di tutela contro le offese dirette al

sentimento religioso del cittadino non esclusa una tutela penaòe specifica. “ la pubblicità non deve

offendere le convinzioni morali , civili e religiose dei cittadini” = il giurì di autodisciplina pubblicitaria

ha spesso sanzionato pubblicità offensive orinandone la cessazione ( es pubblicità benetton prete e

suora che si baciano). Una tutela analoga è affidata al garante per le radiodiffusioni e l’editoria con

riferimento alla pubblicità radiofonica e televisiva. Alla tutela penale del sentimento religioso il c.p.

dedica il capo “ dei delitti contro la religione dello stato e i culti ammessi” art 401 puniva il

vilipendio alla religione di stato -> oggi non è più religione di stato = non ha senso punire il vilipendio. –

Z> corte cost ha ritenuto illegittimo l’art 402 cp in forza dei principi fondamentali di uguaglianza di

tutti i cittadini senza distinzione di religione. Questa necessità di uguaglianza investiva anche l’art 403 (

vilipendio di persone che professino la religione cattolica o di in ministro di culto cattolico) , 404 (

vilipendio di cose che formino oggetto di culto o siano consacrate al culto ), 405 ( impedimento o

turbamento di funzioni , cerimonie o pratiche religiose ) questi reati se commessi nei confronti di un

culto diverso da quello cattolico erano puniti con pena diminuita ex art 406 . Problemi analoghi per

reato contravvenzionale ex art 724 cp bestemmia contro la divinità o i simboli o le persone venerati

nella religione dello stato reato depenalizzato e attualmente punito con sanzione amministrativa

pecuniaria ( Nb corte cost art illegittimo con riferimento alla religione di stato). è prevista la reclusione

da 1 a 4 anni di chi in qualsiasi modo incita alla discriminazione o all’odio o incita a commettere o

commette violenza o atti di provocazione alla violenza per motivi razziali , etnici , nazionali o religiosi

e vieta ogni organizzazione associazione , movimento o gruppo avente tra i propri scopi l’incitamento

alla discriminazione , all’odio o alla violenza per i motivi suddetti. Inoltre è previsto che il

concepimento di reati punibili con pena diversa dall’ergastolo per finalità di discriminazione religiosa

o etnica o nazionale costituisce una circostanza aggravante capace di aumentare la pena da un terzo

alla metà.

Antonello de Oto

Eutanasia e chiesa valdese

L’espressione eutanasia compare per la prima volta nella traduzione greca di un racconto di svetonio

• affermazione di cesare augusto ad un suo sodale = morte come un sonno tranquillo( eu thanathos).

India antica consuetudine di annegare nelle acque del Gange i malati inguaribili.

• Francesco Bacone della dignità e del progresso delle scienze del 1623 il filosofo omette di indicare

• materialiter quali siano atti del medico leciti e quali no centro della discussione tra 700 e 800

24/4/2002 caso Forzatti prima condanna a 6 anni e poi istanza di assoluzione ( il fatto non sussiste in quanto

• non vi era la possibilità di accertare l’evento morte)

Aprile 2002 normativa olandese seguita da quella belga dimensione eteronormativa e pregiuridica a dividere e a

• impedire una legge nazionale in materia

Bene-vita esistenza di religioni anti – umane church of eutanasia

• Problema della debolezza delle persone in stato terminale Fratellanza di Miriam + guru e santoni

• Posizione della Chiesa cattolica condanna a ogni soppressione della vita umana ( falsa pietà)

• Pio XII vitalismo medico ( problema di prestazioni ordinarie obbligatori e straordinarie non

o obbligatorie)

Congregazione per la dottrina della fede possibilità di astenersi dall’esecuzione di interventi

o sproporzionati lasciando che la morte sopraggiunga ( valutazione difficoltà , rischio, effetto e aspetto

economico)= bisogna accompagnare il processo naturale del morente senza accanirsi con artefici

tecnici per ritardare o accelerare la morte palliazione e amorevole cura uniche soluzioni. Volontà del

morente è derubricata a mero bisogno affettivo

La posizione dei valdesi i valdesi sono l’unico movimento di riforma religiosa di età medioevale inserito nel

• cristianesimo odierno. Carattere di confessione non rispondente al criterio gerarchico ma costituita da un

insieme di comunità locali autonome . Le chiese locali il cui organo collegiale è detto concistoro sono

rappresentate in un unico sinodo riunito in due sessioni : quella italiana e quella rioplatense , suprema autorità

ecclesiastica. L’amministrazione è attuata dalla tavola valdese.

Istituzione nel 1992 del “ gruppo di lavoro sui problemi etici posti dalla scienza” documento base del

o 1998 : sarebbe necessario distinguere tra vita biologica e testamento biografica = ci si basa sull’idea

della vita come dono di dio quando la vita biografica cessa come nel caso di uno stato vegetativo

persistente oppure divenga intollerabile come nelle malattie terminali deve essere presa in

considerazione l’eventualità di porre a termine la vita biologica.. è grave costringere un individuo a

prolungare una sofferenza che egli valuta attraverso un percorso personale inutile e disumana

centralità dell’uomo concetto weberiano di cui è pregna la civiltà protestante . Nella teologia cattolica il

dolore ed il trapasso della morte acquistano valore salvifico nella teologia protestante no . 23

NB è interessante vedere come il documento del 98 rispetto alla sospensione delle cure ai malati che sono in

stato vegetativo persistente ha una prospettiva ribaltata l’” ammalato muore di digiuno e disidratazione fra

sofferenze indicibili = è giustificato chiedersi in quale misura sia più accettabile lasciar morire una persona

piuttosto che accelerarne la morte con una iniezione letale”

Paure legate all’eutanasia eutanasie eugeniche , economiche , collettivistiche

• Posizione della chiesa anglicanaipotizzabili situazioni estreme in cui la cessazione dell’esistenza può

• corrispondere affettivamente al miglior interesse del titolare ben-vita

L’ospedalizzazione della morte e la medicalizzazione della vita sono sempre un problema più pubblico materia

• potrebbe essere negoziata utilizzando quelle norme riprodotte sistematicamente in ogni legge di intesa .-->

problemi di compatibilità nel quadro costituzionale e penale.

Cimbalo .

Legislazione di Danimarca, Olanda , Belgio

Eutanasia come strumento per contrastare l’accanimento terapeutico e l’eccessivo potere della medicina e dei

• medici sul malato

Posizione dell’ebraismo sull’eutanasia in linea di principio il talmud afferma che è un privilegio soffrire 7

• anni piuttosto che morire all’istante tuttavia c’è che ritiene che un dolore troppo grande e inutile è una

maledizione e pertanto va evitato.--> liceità di opporsi all’accanimento terapeutico e alle cure palliative

In Italia la chiusura è totale , sia in materia di origine della vita , che di forme di convivenza che di modalità della

• morte

Nei paesi del nord Europa dove maggiore è stato lo sviluppo delle forze produttive e più equa la distribuzione

• del reddito a livello sociale generalizzate e gratuite le cure mediche .

DANIMARCA

Conferimento di efficacia giuridica al living will di fatto legalizzazione dell’eutanasia passiva e quella indiretta

ma non quella su richiesta e tantomeno l’aiuto al suicidio. Legge 1/ 10 /92 limita i poteri del medico vietandogli di

disporre di trattamenti sanitari contro la volontà del paziente anche quando questa è stata espressa in un testamento

di vita. “ per trattamento che prolunga la vita si intende un trattamento che non offre alcuna prospettiva di guarigione

di miglioramento o di sollievo , ma che è finalizzato solamente a prolungare la vita “ + “ nei casi in cui il paziente è

morente o la sua morte è inevitabile ma non c’è living will il medico può esimersi dal cominciare o proseguire delle

cure che non possono che ritardare la data del decesso : Nelle stesse circostanze il medico può somministrare degli

analgesici , dei calmanti o dei prodotti analoghi anche se una tale azione può condurre a avvicinare il momento del

decesso. Norme sul testamento di vita :

o Tutti coloro con + di 18 anni che non sono sotto tutela possono redigerlo

Il testamento può contenere disposizioni secondo le quali

Nel caso in cui il testatario è morente o la sua morte è inevitabile egli non desidera

• trattamenti di prolungamento della vita

Nei casi in cui la malattia , l’estremo indebolimento dovuto alla vecchiaia , un incidente

• , un arresto cardiaco o un altro evento suscettibile di creare una invalidità così grave

che il testatore sarà durevolmente incapace di prendersi cura di sé psichicamente e

mentalmente il testatore non desidera un trattamento di prolungamento della vita

Il prolungamento di vita si intende un trattamento che non offe alcuna prospettiva di guarigione

Il personale curante deve consultare il registro del testamento di vita

Il testamento va registrato presso l’ospedale pagando 50 corone . Il testamento è revocabile per

iscritto mediante una chiara e inequivocabile espressione di volontà dell’intestato

I medici danesi restano nella grande maggioranza contrari all’eutanasia attiva . Ancora il c.p danese condanna

l’omicidio commesso su richiesta della vittima e l’aiuto al suicidio anche se gli art 84 e 85 stabiliscono che la

sanzione può essere attenuata o non erogata in certe circostanze come ad esempio sotto l’influenza di una forte

emozione o quando altre condizioni particolari giustifichino lo stato di colpevolezza.

OLANDA

Presentava negli anni 80 un quadro normativo penale che comprendeva come il danese l’omicidio del consenziente e

l’aiuto al suicidio. E prevedeva per il primo pena max di 12 anni e 3 per il secondo. Tuttavia già a partire dal 1973 si

adopera la norma che stabilisce non punibile colui che commette un fatto al quale egli è costretto a causa di forza

maggiore per dichiarare non punibili le fattispecie di cui sopra.

SI apre un confronto tra Governo , ordine dei medici re magistratura i medici si impegnano a far emergere dal

sommerso i casi di eutanasia di fatto praticata ; il Governo si impegna ad adoperarsi presso la magistratura per

limitare l’azione penale o cmq raccomandare ai giudici l’erogazione di pene lievi. I giudici accettano il

compromesso. = in una situazione di carenza di norma spetta ai giudici sperimentare le soluzioni possibili la

giurisprudenza elabora alcuni criteri che guidano le decisioni delle corti e orientano il comportamento di medici e

24

pazienti : si può praticare l’eutanasia senza incorrere nella sanzione penale purché ricorrano alcune condizioni

(legittima se attuata da un medico che abbia avuto convinzione che richiesta fosse volontaria e considerata,

che la sofferenza non lasciasse speranza e fosse intollerabile, informa il paziente sulla condizione e

prospettiva di vita, abbiano ragionato insieme al fatto che non vi sia altra via d’uscita, consultazione di

un’altro medico imparziale che indichi che l’altro ha agito con scrupolo delle altre disposizioni, procedura di

. La legge entra in vigore il 1/6/1994. + nel 95 entra in vigore una legge generale sui

morte con scrupolo)

trattamenti medici questi non possono praticare nessuno degli atti che essi ritengono necessari senza il consenso

del paziente.

Nel 1 novembre 1998 entra in vigore un regolamento che modifica in parte la legge del 94 obblighi del medico

legale che deve informare del suo operato una commissione regionale dell’avvenuta eutanasia e il procuratore della

regina , specificando come è avvenuta la morte ; dichiarando di avere esaminato personalmente il cadavere del

deceduto; di aver ricevuto comunicazione del decesso da un medico ce ha dichiarato di aver interrotto la vita a

domanda del paziente o di averlo aiutati al suicidio; di aver ricevuto da tale medico un rapporto.

Infine con un altro regolamenti del 27 maggio del 1998 vengono costituite 5 commissioni di controllo regionale che

dovranno esaminare la documentazione. Ne fanno parte un medico , un giurista e uno specialista di questioni etiche.

La commissione verifica se il medico ha rispettato i criteri di procedura . Redige un rapporto inviato al ispettore

regionale della sanità che può portare la questione davanti al consiglio dell’ordine dei medici indipendentemente da

ogni procedimento penale.

Nuova proposta modifica modifica codice penale escludendo esercizio del pm nei casi in cui è stata eseguita la

procedura dell’eutanasia o dell’aiuto al suicidio. = il processo non avrà luogo se c’è giudizio positivo della

commissione di controllo + Il pm deciderà se aprire una indagine quando esista un sospetto ragionevole di colpa

relativo a un comportamento punibile. solo nell’ipotesi in cui la commissione di controllo ha valutato senza

accuratezza o se c’è un motivo diverso che sorge all’insaputa del controllore ( sospetto di colpa). In questo ultimo

caso medico legale informa il procuratore della regina per irregolarità gravi anche nel caso in cui un terzo abbia

sporto denuncia

. Nb nel caso di giudizio non accurato della commissione di controllo non si inficia l’efficacia della

regolamentazione = quando il pm di fronte a denuncia rinviene l’esistenza di morivi sufficienti per aprire

un’inchiesta il giudizio della commissione regionale non ha più valore di un giudizio finale ma provvisorio.

La legge del 2001 conclude il percorso iniziato nel 93 riformulazione del codice penale e abbassamento limiti di

età + costituzione delle 5 commissioni regionali

BELGIO

il senato belga aveva raccolto la richiesta del comitato nazionale consultivo di bioetica di discutere

• sull’eutanasia organizzando un convegno nel 97 presentazione di una proposta di legge decaduta a causa della

fine della legislatura. Il dibattito riprende il 14 luglio1999 quando la stessa proposta è stata ripresentata.

Condizioni a cui si può richiedere eutanasia colloquio medico paziente, consultazione altri medici ,

- interventi di parenti di fiducia del malato, natura incurabile della malattia

Neccessarietà della dichiarazione anticipata per i casi in cui il paziente è incapace di manifestare volontà

- In caso eutanasia si ha morte naturale anche ai fini delle assicurazioni

- Possibilità obiezione coscienza del medico

- obblighi dei medici --< simili a legge olandese

- l’applicazione della legge è sospesa nel caso in cui la paziente è incinta di un figlio vivo

- inumazione solo dopo accordo con il procuratore del re

- istituzione registro speciale delle morti per eutanasia

-

il 20 luglio 1999 il senatore Monfils presenta una nuova proposta di legge che pur ripercorrendo le linnee generali

• dell’altra prevede in più

condizioni di revoca della richiesta

- verifica di un collegio di 3 medici sulle condizioni del paziente

- esclusione dei parenti e di tutti i soggetti che hanno aiutato il deceduto da qualsiasi beneficio derivante

- dalla sua morte

Queste proposte hanno dato luogo a un dibattito durato 6 mesi al termine del aule veniva presentato davanti alle

• commissioni riunite giustizia e affari sociali un disegno di legge da parte di senatori appartenenti a 6 diversi

partiti . Il disegno di legge accoglieva alcuni emendamenti dei partiti cristiani

Codice penale non modificato ma depenalizzazione

- Equipe curante se esiste verrà consultata

- Se il malato non è in fin di vita controlli più severi + deve trascorrere un mese dalla domanda scritta e

- l’attuazione 25

La dichiarazione anticipata di volontà non potrà essere presa in considerazione se il paziente è

- irreversibilmente incosciente

La trasmissione del dossier contenete la dichiarazione di morte sarà fatta ad una commissione

- nazionale di 16 membri di cui 8 medici

Il testo così emendato veniva adottato il 20 marzo 2001 e su di esso e sulla legge relativa alle cure palliative adottati

dalla commissione congiunta giustizia e affari sociali veniva chiesto il parere del consiglio di stato che ha specificato

Necessarietà di maggior chiarezza su cosa siano le cure palliative

- Suicidio medicalmente assistito va ricompresso nella legge sull’eutanasia

- Opportunità di pene distinte in caso di mancato rispetti di una condizione considerata essenziale da

- parte del medico o di una condizione puramente formale previsti dalla legge

tali rilievi venivano accolti e il senato adottava il seduta plenaria il 25 ottobre una legge che veniva trasmessa poi alla

camera

Procedure del medico :

Domanda formulata per scritto da persona cosciente

- Richiesta verificata da un medico ma se la morte non è imminente verifica altro medico indipendente dai

- primi 2

Passaggio 1 mese

- Sentita equipe

- Si deve ricorrere a un altro medico in caso problemi psichiatrici

- Se la domanda è posta da persona maggiorenne per paziente non in grado di agire da solo deve darne

- dichiarazione e spiegarne i motivi + diritto del paziente alla revoca . esclusione dall’asse ereditario

Dichiarazione anticipata 5 anni max

-

Composizione della commissione federale di controllo e valutazione alla quale il medico che esegue l’eutanasia deve

trasmettere il proprio rapporto entro 7 giorni dalla morte del paziente . La commissione è composta da 18 membri = 6

esperti, 8 medici di cui 4 almeno prof univ 4 docenti di diritto all’univ o avvocati 4 da ambienti attinenti a malattie

incurabili. I candidati non designati divengono supplenti e la commissione è presieduta da un presidente d i

espressione francese e da uno fiammingo. La commissione definisce la struttura di un documento mediante il quale

avverrà la registrazione dei casi di eutanasia , assicura l’anonimato che può essere tolto in caso di dubbio , valuta

entro 2 mesi la documentazione relativa ai singoli casi a maggioranza di 2/3 delibera sui casi da trasmettere al

procuratore del re . Il parlamento monitora periodicamente la situazione attraverso un rapporto redatto dalla

commissione nazionale. L’amm mette a disposizione delle commissione il personale amministrativo necessario : il

numero e la composizione linguistica di tale personale è fissata su proposta del ministro della sanità e della giustizia e

dal consiglio dei ministri; le spese vengono ripartite a metà sul bilancio dei 2 ministeri. La violazione del segreto di

ufficio da parte di tutti coloro che sono coinvolti nella procedura è punita.

La legge è tata approvata il 16 maggio 2002 e entrata in vigore il 20 settembre 2002 non previsione di

commissioni regionali anche se già dal 94 era affrontata alle comunità linguistiche e alle regioni la competenza in

materia sanitaria

Federica Botti

L’eutanasia in Australia

Territorio del nord australiano proposta di legge che avrebbe dovuto superare quella olandese . Già prima del 1993

alcuni stati del commonwealth australiano avevano adottato norme che tutelavano ,a autorizzando il rifiuto ai

trattamenti medici i diritti del malato legalizzando l’eutanasia passiva.

Il 1/2/ 1995 dr Marshall Perron chief minister pro tempore del territorio del nord annunciò che avrebbe presentato

una legge all’assemblea legislativa del NT che prevedeva la regolamentazione dell’eutanasia volontaria. Rights of

the Terminally Ill Act e il 22 febbraio l’assemblea costituì un comitato per esaminare il testo del provvedimento. Il

comitato tenne audizioni per 12 giorni nel marzo e aprile del 95 e alla fine dichiarò di nn avere una specifica

documentazione per pronunciarsi pro o contro l’eutanasia. Nel rapporto finale formulò 13 raccomandazioni

emendative della proposta nell’eventualità che l’assemblea avesse deciso di procedere all’approvazione della legge.

Altre 7 raccomandazioni riguardavano argomenti collaterali . Il 24 maggio 95 riprese il dibattito sul RTI. La mozione

che introduceva la seconda lettura del testo del provvedimento era stata approvata con 13 voti favorevoli contro 12. Il

comitato formulò 49 emendamenti e la proposta di legge fu approvata in terza lettura con 15 voti favorevoli e 10

contrari.

Uno di questi impegnava il governo a ritardare l’entrata in vigore della legge per permettere che fossero tutte le

informazioni relative agli effetti di una sua eventuale applicazione. I membri del governo del territorio del nord diedero

il loro consenso all’approvazione della legge il 16 giugno 95. In considerazione della limitata maggioranza con la quale

la legge era tata approvata e delle forti resistenze suscitate in una parte dell’opinione pubblica entro 6 mesi dalla sua

approvazione essa avrebbe potuto essere respinta in tutto o in parte o emendata dal commonwealth anche se il potere di

respingere una legge non era mai stato usato dal commonwealth da quando era stato garantito l’autogoverno al

territorio nel 1978. Non faceva distinzione tra l’eutanasia e il suicidio medicalmente assistito legalizzando l’accesso a

26

queste pratiche a condizione che il malato avesse già preso in considerazione tutte le possibilità offerte dai servizi di

cure palliative. I medici che si conformavano alle prescrizioni della legge non subivano alcuna conseguenza sul

piano giudiziario ed erano esenti dalle possibili sanzioni disciplinari erogabili dall’ordine dei medici. I pazienti

dovevano avere una età superiore ai 18 anni , essere sani di mente , soffrire di una malattia incurabile e dolorosa ,

essere stati avvertiti di tutti i trattamenti sanitari disponibili e avere formulato la richiesta al loro medico curante

ad un secondo medico qualificato nei trattamenti ai malati in fase terminale nonché a uno psichiatra che

confermasse che la richiesta era stata fatta senza essere condizionata da uno stati di depressione dovuto alla malattia.

Nei preliminari della legge si fissavano i termini di entrata in vigore del provvedimento. + definizioni in equivoche

dei termini assistere , certificato di richiesta , cure sanitarie previste , malattia , medico professionista , malattia

terminale. Suscitava critiche particolarmente forti la definizione di malattia terminale . Secondo la legge si intendeva

una malattia la quale a un ragionevole giudizio medico in un decorso normale senza l’applicazione di misure

straordinarie e di trattamenti inaccettabili per il paziente avrebbe portato alla morte dello stesso.--> troppo elastica

non limitandosi alla condizione di coloro che erano vicini alla morte + vaghi i termini misure straordinarie e

inaccettabili. Assicurata l’obiezione di coscienza del medico. Era prevista una pena di 10000 dollari australiani per

coloro che avessero dato o promesso compensi o vantaggi a parte l’onorario o fossero ricorsi a minacce volte a

danneggiare il medico professionista o altra persona ce rifiutasse di praticare la dolce morte o finalizzate a

costringere o persuadere il medico o altra persona a portare a termine la vita del paziente.. Poiché l’eutanasia potesse

essere eseguita non dovevano essere passate meno di 48 ore dalla firma del certificato di richiesta e il paziente fino

al momento di porre fine alla propria vita non doveva aver espresso volontà contraria . Il medico doveva assistere il

paziente fini e compreso il momento del decesso. Ove il medico non fosse in possesso di specifiche qualifiche nelle

cure palliative le informazioni su queste dovevano essere date da latro medico. Se lingua madre del paziente fosse

diversa interprete qualificato. Il medico non doveva assistere il paziente se riteneva dopo essersi confrontato con

il secondo medico che vi fossero cure palliative tali da poterne alleviare pene a un livello accettabile. Se in seguito

le cure palliative cessavano di allevare le sofferenze il medico poteva continuare a d assistere il paziente solo se

questi avesse espresso il proprio desiderio all’eutanasia. Se il paziente non era in grado di firmare il certificato di

richiesta qualsiasi persona di 18 anni poteva firmare su richiesta del paziente di fronte a questo dei 2 medici e

dell’interprete. Il firmatario era escluso dall’asse ereditario. Se il paziente revocava la richiesta medico distrugge il

certificato e annota il fatto nella cartella clinica del paziente. Per la persona che con inganno o con indebite pressioni

induceva alla sottoscrizione o alla testimonianza era prevista ammenda di 20000 dollari australiani ovvero 4 anni di

reclusione. Tale persona perdeva ogni beneficio dalla morte del sogg anche se la morte non risultasse dall’assistenza.

Dopo la morte il medico riferiva l’avvenuto decesso al coroner trasmettendogli copia del certificato di morte e la

copia della cartella clinica . Dopo la fine di ogni anno finanziario il coroner avrebbe informato l’attorney general (

ministro della giustizia) del numero delle morti in modo che questo potesse informare l’assemblea legislativa . Il

coroner poteva fare rapporto all’attorney a sua discrezione. L’administrator aveva la facoltà di emanare regolamenti

non in contrasto con la legge ove fosse necessario emanare prescrizioni allo scopo di eseguire o applicare il

provvedimento.

Opposizione alla legge assemblea legislativa del NT ha dovuto rigettare per ben 2 volte proposte di abrogazione

o emendamento e affrontare il giudizio della corte suprema del NT che ha confermato la legittimità del

provvedimento

IL 6 giugno 1996 il governatore del NT fissava il 1/7/96 la data dell’entrata in vigore del rights of terminally ill act

1996.

il 21 agosto 96 Eric Poole propose di modificare la legge in modo tale da non renderla applicabile negli ospedali

• e nelle case di cura pubbliche proposta rigettata con 15 voti su 10 = per vincere i timori degli aborigeni il

governo decise di varare un programma finalizzato a informare la comunità aborigena del reale contenuto della

legge costituita una apposita commissione parlamentare.

Il 17 giugno il dr Chris Wakr e il reverendo Gondarra avevano adito la supreme court. il chief justice

• Martin trasmise tutto alla Full Bench of the supreme court che esaminò le 2 questioni sollevate

Assemblea legislativa del NT non aveva potere emanare la legge perché incompetente in tale materia =

- territorio non aveva completo autogoverno diritto alla vita protetto dalla cost del commonwealth NT

stato a tutti gli effetti

Administrator non avrebbe potuto dare validamente la sua approvazione il rights prevedeva che

- l’administrator usasse la formula del consenso che non include l’opzione della riserva per il governatore

generale cosa è lecita solo in casi espressamente previsti = la corte sosteneva che il rights concerneva 3

degli argomenti espressi ( mantenimento della legge e dell’ordine , amministrazione della giustizia,

legge individuale e regolamentazione degli affari delle professioni) disenting opinion Angel.

Inutile appello

-

Opposizione alla legge

• Aborigeni afflitti da gravi malattie per lo più terminali + contrasto con credenze cultuali e religiose

= rispetto per i ritmi della natura + sopportazione fisica come virilità non è lecita fuga dal dolore se è

voluto dalla natura 27

Confessioni religiose molto forti . Per di più la cost limita solo i poteri del commonwealth perché la

materia religiosa è assegnata agli stati membri-->legislazione di estremo favore. Presa di posizione della

chiesa episcopale cattolica d’Australia , la chiesa anglicana e dai musulmani. = sviluppo a livello federale

di una forte resistenza

Su proposta di Kevin Andrews il parlamento federale ha abrogato il rights con l’euthanasian laws act

1997 il 27 marzo 1997 dopo che nel NT 4 persone vi avevano fatto ricorso. Il provvedimento è

strutturato in 3 schedule relative ai territori e vieta al parlamento del NT , del T della capitale australiana

e dell’isola di Norfolk di votare della leggi che permettano o possono avere l’effetto di permettere una

forma di omicidio volontario chiamato eutanasia che include l’omicidio per compassione o l’assistenza

ad una persona per mettere fine alla vita. L’assemblea legislativa può emanare solo leggi riguardanti :

Ritiro o la sospensione delle misure mediche o chirurgiche per il prolungamento della vita in

- modo da non consentire l’uccisione intenzionale

Trattamenti medici nelle condizioni di cure palliative a un paziente morente modo da non

- consentire l’uccisione intenzionale

Nomina di un rappresentante da parte del paziente autorizzato a prendere decisioni circa il

- ritiro o la sospensione di trattamenti

Abrogazione delle sanzioni per il tentato suicidio

-

NB questo è potuto accadere perché l’attività legislativa del territorio è sottoposta al controllo del parlamento

nazionale che può decidere sull’abrogazione di leggi votate dal territorio.

Ragioni di abrogazione

Eutanasia come rimedio curativo = possibilità per tutti i cittadini australiani e non sono quelli del

- NT di utilizzo + anche agli stranieri con domicilio innovazione di legislazione

Contraria a interessi aborigeni

- Per molti offendeva i diritti umani

-

Prima dell’approvazione delle legge federale del 97 l’eutanasia indiretta costituiva una pratica ammessa nella misura

in cui i medici agissero con la sola intenzione di alleviar le sofferenze dei loro pazienti. Giustificazione in base alla

teoria del doppio effetto= il comportamento di un medico non è punibile quando la morte avviene come effetto

secondario di una terapia destinata a curare il paziente . Dopo l’euthanasian law si mette in discussione anche questa

nel NT , nel T della capitale australiana --> divieto di accanimento terapeutico inteso come attuazione di mezzi

straordinari che riescono a tenere in vita un essere che ormai tale non è più e non lo sarà in avvenire sino all’estrema

situazione di conservare solo funzioni puramente vegetative in soggetti già cerebralmente morti. Eutanasia indiretta è

ancora ammessa nello stato di vittoria e nello stato del South Australia grazie alle disposizioni che autorizzano i

malati a prendere decisioni inerenti alla somministrazione di cure e di terapie decise da medici.

Le differenze più importanti di questo modello:

È il primo provvedimento legale di eutanasia attiva

• Eutanasia come trattamento sanitario

• Ammissibilità condizionata all’eutanasia sia per il suicidio medicalmente assistito sia per l’eutanasia

• volontari si richiedeva che il paziente dovesse versare in condizioni di salute che compromettessero il diritto

a una vita dignitosa

Il certificato di richiesta era prova legale della richiesta di assistenza ora Belgio

• La vendita , la stipulazione e l’emissione di polizze di assicurazione sulla vita, salute o infortuni o di

• vitalizio nonché i premi di tali polizze non possono esser condizionati o influenzati dalla formulazione o

dalla revoca della richiesta di assistenza o dalla prestazione dell’assistenza alla morte.

Libertà religiosa in Francia

La politica ecclesiastica di Napoleone Bonaparte

Lo Stato stipula con la Chiesa cattolica il Concordato (1801)

• Predispone accordi con le Confessioni religiose protestanti attraverso incontri informali con gli esponenti delle

stesse presenti nei territori francesi

• Cerca l’incontro con gli israeliti, ma poiché questi non dispongono di un clero che li rappresenti e con il quale si

possa fare una trattativa, convoca il “Gran Sinedrio” che si tiene a Parigi nel 1806 chiamato a definire i contenuti

dell’accordo.

• Con gli articoli organici per i protestanti e gli ebrei (1802 e del 1808) venivano riconosciuti ufficialmente questi

culti. Si prevedeva un trattamento economico per i loro ministri.

GLI “ARTICOLI ORGANICI

• Poiché il Concordato è un atto internazionale vi è la necessità di una legge statale che lo renda efficace

nell’ordinamento dello Stato.

• Poiché gli accordi con le diverse Confessioni sono frutto di una trattativa informale c’è bisogno di una legge

Statale che recepisca tali accordi.

• Nascono così gli per i cattolici, i protestanti, gli ebrei. Prendono questo nome delle leggi che

“articoli organici”

introducono i contenuti dell’accordo nell’ordinamento dello Stato. 28

• Oggi la procedura è sostanzialmente rimasta immutata e all’accordo segue sempre o una legge di ratifica

(Concordato) o una legge di esecuzione per gli accordi con le altre confessioni.

• Autorevole dottrina (Finocchiaro) sostiene che anche le intese sono atti di diritto esterno.

Effetti degli “articoli organici

• Emanando unilateralmente un proprio testo lo Stato ha la facoltà di interpretare l’accordo dandone la propria

interpretazione.

• Per questo motivo, dopo la negativa esperienza napoleonica, la Chiesa ha preteso una legge di ratifica in modo

che i contenuti dell’accordo non potessero essere mutati. E’ quanto avviene oggi in Italia con il Concordato.

• Lo Stato francese invece, seguendo l’esempio napoleonico emana nel 1905 la legge sulla laicità che è una legge

unilaterale.

• In Francia infatti il Potere del Parlamento è assoluto e perciò non negozia con alcuno

La Legge sulla laicità del 9 dicembre 1905

Prima del 1905

Le Confessioni diverse dalla cattolica erano emarginate.

Lo Stato poteva intromettersi e decidere – unilateralmente – sull’organizzazione interna delle Chiese (Intervento statale

sugli STATUTI)

La Legge del 1905:

• Sancisce la separazione dello Stato dalle Chiese

• Tenta di stabilizzare i rapporti tra lo Stato e i Culti

• Definisce il quadro giuridico di esercizio del culto delle Confessioni diverse dalla quella Cattolica.

Principi fondamentali della L. del 1905

• Introduzione del principio di separazione come principio generale dell’ordinamento

• Riaffermazione dei principi della libertà di coscienza e del libero esercizio dei culti (riprendendo la

Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino del 1789)

• Affermazione e riconoscimento dei valori della Rivoluzione del 1789

Regime di separazione dello Stato rispetto alle Chiese Regime di separazione dello Stato rispetto alle Chiese

La legge di separazione era una legge di libertà e non di oppressione. Il criterio interpretativo di tutta la legge e il punto

di riferimento per la risoluzione di tutte le questioni in materia religiosa vanno ricercate nell’esigenza di tutela della

libertà religiosa

L’art. 2, 1° comma della legge del 1905: regime di separazione e di neutralità dello Stato rispetto alla religione

La République ne reconnaît, ne salarie, ni ne subventionne aucune culte »

(la Repubblica non riconosce, non stipendia e non sovvenziona alcun culto)

Da questo momento in poi veniva abrogato il regime instaurato con il Concordato napoleonico in tutti i territori allora

facenti parte della Repubblica.

Restavano esclusi dall’applicazione della legge i territori dell’Alsazia e della Mosella allora dominate dalla Germania. E’

perciò che ancora oggi vige in tale territorio il Concordato napoleonico del 1801.

Conseguenze del regime di separazione e neutralità dello Stato

• Abrogazione del regime instaurato col sistema concordatario. Scomparsa dei culti ufficialmente riconosciuti e

sovvenzionati da parte dello Stato. Tutte le Confessioni religiose sono poste sullo stesso piano di uguaglianza.

Le Confessioni non sono più Enti di Diritto pubblico, ma divengono Enti di Diritto privato e vengono

assoggettate allo stesso regime di Diritto comune.

• Il divieto di finanziamenti pubblici ai culti non significa che lo Stato ignori completamente le religioni: la Legge

infatti consente di finanziare le attività esercitate dalle Chiese, al pari delle altre associazioni, purché tali attività

non abbiano un fine diretto di culto.

• Escluse dal divieto di finanziamento sono le (servizi di assistenza spirituale svolti nelle istituzioni

“aumôneries”

pubbliche dalle quali non è possibile uscire liberamente (Convitti, collegi, educantati…)

• soppressione dei tradizionali Enti pubblici ecclesiastici (quelli cattolici rimangono riconosciuti esclusivamente

dalle norme del Diritto canonico).

Garanzia della libertà di coscienza e del libero esercizio dei culti

Limiti: solo quelli dettati dalle esigenze dell’ordine pubblico (art. 1 L.1905)

Il principio della libertà di coscienza era un punto già conosciuto nell’ordinamento giuridico francese (già affermato

all’art. 10 della Dichiarazione dei Diritti dell’uomo) ma era caratterizzato da una formulazione diversa, in quanto

assegnava allo Stato un ruolo attivo di garante del rispetto e dell’ esercizio dei culti, anche se riconosceva

contestualmente allo stesso un potere discrezionale di limitare il libero esercizio dei culti. 29

Libertà di culto

La legge assegna allo Stato un ruolo attivo, di garante del rispetto e dell’esercizio delle libertà di coscienza e di culto

In tema di libertà di culto è fondamentale l’art. 4 della L. 1905 che disciplina il trasferimento dei beni delle istituzioni

pubbliche di culto alle associazioni (di culto) di diritto privato.

Le associazioni di culto dovevano sottostare all’identica disciplina generale stabilita per le associazioni di diritto privato.

In questo modo l’ingerenza dello Stato nell’organizzazione interna delle varie confessioni era molto profonda, venendo

meno il principio di separazione tra lo Stato ed i culti, e veniva violata l’autonomia delle confessioni.

La Legge 9 dicembre 1905

Prevedeva il tipo di organizzazione giuridica che le Confessioni

avrebbero dovuto darsi, consentendo un solo tipo di Ente: l’associazione di culto, fondata non più sul principio

istituzionale e gerarchico, ma su quello associativo e democratico. (Art. 18)

Disponeva il trasferimento dei beni appartenenti agli Enti pubblici ecclesiastici alle nuove associazioni di culto. (Art. 4)

Il trasferimento non riguardava i beni estranei all’esercizio del culto.

Tali beni dovevano essere attribuiti “aux services ou établissement publics ou d’utilè publique dont la destination est conforme à

(art. 7)

celle des biens”

Art. 2, 2° comma L. 1905

• « En conséquence, à partir du Ier Janvier qui suivra la promulgation de la présente loi, seront supprimées des budgets de

l’État, des départements et des communes, toutes dépenses relatives à l’exercice des culte »

• Il divieto di finanziamenti pubblici affermato dal primo comma dell'art. 2 riguardava solo i culti veri e propri,

ossia le confessioni religiose.

• Anche le spese per la conservazione degli edifici di culto erano escluse dal divieto perché, in quanto di

proprietà di enti pubblici, restavano a carico di questi ultimi. Questa esclusione riguardava soltanto gli edifici di

culto costruiti prima del 1906 e sempre che a quella data fossero di proprietà pubblica. Tutto ciò creò una certa

disparità tra culti, soprattutto tra le Chiese già saldamente presenti nella società francese ed i nuovi culti .

Art. 2, 2° comma L. 1905

Tali articoli vanno oltre il regime di separazione poiché realizzano:

1) una forzata neutralizzazione politica della religione;

2) una forzata neutralizzazione religiosa dello spazio pubblico.

• In particolare l'art. 28 vieta di apporre qualunque simbolo religioso sui pubblici monumenti o in qualunque

luogo pubblico.

• Uniche eccezioni: edifici di culto, terreni di sepoltura nei cimiteri, monumenti funerari.

• La norma tentò di conciliare il rispetto delle tradizioni religiose della popolazione, con una politica di forzata

laicizzazione che avrebbe dovuto esplicare pienamente i suoi effetti solo nell'immediato futuro.

L'art.28 conferma solamente quanto già disposto da qualche anno circa la rimozione dei simboli religiosi dagli

edifici pubblici.

La Costituzione del 1946. Lo “Stato laico”.

Anche se presente prima del 1905, in Francia come in Europa, l'espressione "Stato laico", e con esso il Principio di Laicità,

fece per la prima volta il suo ingresso formale nell'ordinamento francese solo con la 1946 che

Costituzione del 27 Ottobre

proclamava, nel primo articolo: "La France est une République indivisible, laique, démocratique et sociale"

Nel preambolo si aggiungeva: "L'organisation de l'enseignement public gratuit et laïque, à tout les degrés est un devoir de

l'État".

Qualificando la Repubblica come si costituzionalizzava il principio di laicità e tutto questo segnava una nuova

"laïque"

fase nel difficile processo d’instaurazione della laicità nell'ordinamento francese.

Contesto storico della Costituzione del 1946

Negli anni successivi alla legge di separazione del 1905 il contesto storico era cambiato e la questione religiosa si poneva

in termini nuovi.

Lo Stato consentiva la diversità ed il pluralismo culturale e religioso.

La Chiesa d'altronde aveva compreso che in un'epoca contrassegnata da divergenze ideologiche, la neutralità dello Stato

poteva favorire la libertà religiosa. 30

Anche la nozione di laicità aveva subito un notevole cambiamento fra le due guerre e ciò aveva contribuito a renderla

accettabile dall'intera società francese.

Questa evoluzione fu confermata e recepita nei dibattiti all'Assemblea Nazionale che precedettero la promulgazione

della nuova Costituzione.

Due interpretazioni della laicità

1) La comparve nel progetto di Costituzione del 19 Aprile 1946 respinto poco dopo con un referendum.

prima

Questa formulazione si distingueva da quella della legge del 1905 perché attribuiva priorità alle libertà di

coscienza e di culto, mentre la laicità, vista come neutralità dello Stato riguardo alle varie convinzioni filosofiche,

appariva come un mezzo per garantire la libertà di coscienza.

2) la interpretazione della laicità, si riallacciava a quella della legge del 1905, ponendo in primo piano

seconda

l'affermazione del regime di separazione con le chiese.

In entrambe le interpretazioni componente della laicità è la NEUTRALITÀ dello Stato, ma a tale espressione

veniva assegnata una portata minore, limitata all'ambito meramente religioso, escludendo ogni possibile collegamento

con la libertà d'insegnamento.

In conclusione, « la notion de laïcité fut inscrite dans la Constitution sans aucun difficulté, mais son contenu n' était pas précisé »

La laicità nella Costituzione del 1946

Il contenuto della laicità dello Stato francese, affermato nella prima Costituzione del dopoguerra, si inquadrava nei tre

principi fondamentali già affermati dalla legge di separazione del 9 Dicembre 1905:

1) garanzia della libertà di coscienza di tutti i cittadini;

2) libero esercizio dei culti (sempre con la solita restrizione relativa all'ordine pubblico);

3) principio di separazione dello Stato dalle Chiese.

Tra i principi suddetti erano possibili dei conflitti in fase di applicazione degli stessi.

INTERPRETAZIONI DELLA LAICITA

La classica interpretazione della laicità, come separazione di poteri tra Stato e Chiesa, mutò nell'arco di qualche decennio

a causa di una evoluzione legislativa e giurisprudenziale.

Cambiò la distribuzione delle priorità tra i vari principi portando ad una sempre più accentuata tutela della

libertà religiosa.

Diverse sono state le ragioni di questa evoluzione.

1. mutamento del contesto storico e ideologico

2. evoluzione del cattolicesimo che iniziava ora ad accettare il pluralismo religioso e la libertà di coscienza

3. il progredire del processo di secolarizzazione e di laicizzazione favorirono l’accettazione del pluralismo

culturale

4. cambiamento del ruolo dello Stato che diventava sempre più rispettoso dell'autonomia della società civile,

pronto a gestire il pluralismo e la complessità sociale

5. diversa interpretazione del principio di libertà di coscienza, comprensiva anche di quella di culto

Reinterpretazione del principio di separazione e laicità positiva

Tutto ciò portò ad un graduale riconoscimento del fattore religioso in senso stretto e ciò avvenne attraverso una

reinterpretazione del principio di separazione, ma anche adottando una visione della laicità dello Stato che permetteva, a

chi lo avesse voluto, di seguire liberamente la propria scelta religiosa.

Si affermò, pertanto, che lo Stato laico, a norma dell'art.1 della legge 1905, si era impegnato ad assicurare il libero

esercizio dei culti. Da ciò discende che ogni misura atta a privare l’esercizio del proprio culto era da ritenersi illegale in

quanto contraria allo stesso principio di laicità.

La Costituzione francese del 4 Ottobre 1958

Con la Costituzione della Quinta Repubblica vennero apportate alcune modifiche all’ art.1 della Costituzione del 1946

per placare le preoccupazioni dei cattolici in relazione alla riconferma del carattere laico della Repubblica.

Da qui la formulazione di o con cui si definiva un diverso atteggiamento dello Stato

"laicité ouverte" "nouvelle laicité"

verso la religione.

I sostenitori di questa interpretazione volevano che lo Stato attuasse una politica non più di esclusione ma di

integrazione della religione, soprattutto per il contributo che quest'ultima aveva apportato allo sviluppo sociale e

culturale del Paese.

La presenza islamica in Francia

In Francia esiste da tempo una forte presenza islamica a causa dell’emigrazione dalle colonie francesi e più recentemente

per effetto di conversioni all’Islam.

L’utilizzazione di soldati provenienti dalle colonie nelle guerre europee e in Indocina ha indotto le autorità francesi a

sostenere con finanziamenti pubblici la costruzione della Grande Moschea di Parigi.

Si è trattato di un riconoscimento pubblico al sacrificio di questi uomini per la della Francia.

grandeur 31

La costruzione della Moschea con finanziamenti pubblici costituisce una deroga alla legge sulla laicità.

La laicità e la presenza islamica in Francia

Mentre nello scorso secolo gli immigrati provenienti dalle colonie hanno cercato di integrarsi nella società francese,

nell’ultimo ventennio del secolo scorso è cresciuta la ricerca dell’identità che si concretizza nella rivendicazione con

orgoglio dell’appartenenza islamica.

Una delle forme di esibizione dell’identità è l’adozione del da parte delle donne islamiche, inteso come

foulard islamique

simbolo di separazione della donna dal mondo, contaminato dal peccato.

L’ostentazione di questo simbolo, che riveste valenza religiosa, contrasta con il divieto di proselitismo che caratterizza la

legge sulla Laicità del 1905 Da qui il divieto di indossare questo indumento a scuola, represso attraverso provvedimenti

di carattere amministrativo, adottati dalle autorità scolastiche

I provvedimenti amministrativi

del 27 novembre 1989

Avis du Conseil d'Etat"

Nell'"avis" del 1989 il giudice amministrativo richiamava "il rispetto del pluralismo e della libertà altrui" e parlava di

"segni di appartenenza religiosa". Dichiarava illegittimi i regolamenti interni degli istituti scolastici che prevedevano

l'esclusione delle alunne "velate“ e manifestava con precisione la propria concezione della laicità, affermandola in

maniera decisamente aperta e pluralista. Questo pubblicato dal Ministero dell'educazione nazionale, enunciava

"avis",

chiaramente la compatibilità tra e la laicità dello Stato stabilendo tuttavia alcune eccezioni

"le port du fulard"

Le “eccezioni” del Consiglio di Stato

Veniva proibito l'uso di segni religiosi che, per "loro natura" o per "le condizioni nelle quali vengono portati

individualmente o collettivamente, o per il loro carattere ostentato ("ostentatoire") o rivendicativo:

• costituiscono un atto di pressione, di provocazione, di proselitismo o di propaganda;

• comportano una lesione alla dignità o alla libertà dell'alunno o di altri membri della comunità scolastica;

• compromettono gravemente la salute o la sicurezza;

• turbano lo svolgimento delle attività di insegnamento e il ruolo educativo degli insegnanti;

• turbano l'ordine nell'istituto o il funzionamento del servizio pubblico".

Il parere rinviava poi ai regolamenti interni dei singoli istituti per la determinazione puntuale delle modalità applicative,

precisando infine che le eventuali procedure disciplinari erano di competenza dei direttori e dei capi d'istituto

L’intervento della magistratura

Si può concentrare l'attenzione su quattro sentenze:

la sentenza del 2 novembre 1992 che stabiliva il carattere “ostentatorio” del poi annullata dal Consiglio

Kherouaa chador,

di Stato che fece propria una accezione “larga” di laicità;

"La laicità non vuol dire negazione delle credenze o opinioni filosofiche o politiche, essa vuol dire, al contrario, che

queste sono permesse e che la loro esternazione, attraverso un segno visibile, fa parte dei diritti dell'uomo"

Il caso del 20 settembre 1994 riconferma la linea precedente

Yilmaz

L’intervento della magistratura

• la sentenza 27 novembre 1996;

Khalid, Naderan

il Consiglio di Stato ha confermato i giudizi del Tribunale amministrativo di Lille che aveva giudicato fondate le misure

di espulsione nei confronti di 17 studentesse del liceo di Lille per il motivo che esse avevano oltrepassato i

Faidherbe

limiti del diritto di esprimere e manifestare le proprie credenze religiose all'interno dell'istituto scolastico.

• la sentenza Ait Ahmad.

Questa sentenza conferma la giurisprudenza precedente: in effetti se l'esclusione è giustificata, non è perchè il velo è di

per sè ostentatorio, ma piuttosto perchè inadatto all’attività di educazione fisica e educazione tecnica.

Testo legge sul velo islamico del 2004

Article 1er

Il est inséré, dans le code de l’éducation, après l’article L. 141-5, un article L. 141-5-1 ainsi rédigé :

« Art. L. 141-5-1. – Dans les écoles, les collèges et les lycées publics, le port de signes ou tenues par lesquels les élèves

manifestent ostensiblement une appartenance religieuse est interdit.

« Le règlement intérieur rappelle que la mise en œuvre d’une procédure disciplinaire est précédée d’un dialogue avec

l’élève. »

Rapporti tra Stato e Chiesa in Gran Bretagna. Inghilterra, Scozia, Galles, Irlanda del Nord

Principi di Common Law. Attività normativa del Parlamento di Westminster. Differenze.

Diversità di storia, tradizioni ed evoluzione tra i diversi Stati del Regno Unito.

I principi di inglese non sono quelli della scozzese.

Common Law Common law

Il Diritto moderno, anche se prodotto da si differenzia per ciascuno dei due Paesi.

Westminster,

La legislazione approvata a può essere applicata sia all’intero Regno che ad una sola parte di esso.

Westminster

I membri scozzesi e nord-irlandesi hanno diritto di votare anche la legislazione applicabile alla sola Inghilterra.

I membri inglesi possono votare le disposizioni applicabili solo in Scozia o nell’Irlanda del Nord.

Diversità dei rapporti tra Stato e Chiesa nei differenti Paesi.

Inghilterra: La Chiesa anglicana è Chiesa ufficiale e Chiesa di Stato. 32

Galles e Irlanda del Nord: nessuna Chiesa gode di un particolare status.

In Irlanda del Nord la Chiesa cattolica, la Chiesa di Irlanda e le tradizioni riformate sono tutte sullo “stesso livello”,

sebbene la detenga il maggior numero di edifici di culto (patrimonio storico).

Church of Ireland

La Chiesa di Scozia

La Chiesa di maggioranza è la Chiesa di Scozia.

Si tratta di una Chiesa riformata caratterizzata da una struttura di governo presbiteriana (perfetta parità

numerica tra membri ecclesiastici e laici negli organi di governo).

Il suo è definito dal rapporto col monarca britannico, il quale è legato ad essa da un semplice giuramento

status

di protezione.

Non beneficia comunque di finanziamenti statali

Relazioni tra Chiesa di Inghilterra e Stato britannico

Enrico VIII, del 1534.

Act of Supremacy

Viene negata l’autorità pontificia romana.

Cesaropapismo

La Chiesa è rappresentata dal sovrano.

Royal prerogatives in materia ecclesiastica…

…anche se la maggior parte dei poteri è esercitata dal Governo o dal Parlamento (sviluppo della monarchia in

senso costituzionale) il Sovrano ha:

1) Diritto di nomina dei vescovi e del clero inferiore

2) Diritto di controllo della legislazione della Chiesa (norme di Diritto Canonico sono parte integrante del Diritto inglese)

e dei Tribunali ecclesiastici (non esistono tribunali della Chiesa indipendenti dal sistema giudiziario dello Stato

britannico)

Lo Stato ha poteri estremamente vasti. Pone sotto il suo controllo tutta la direzione (amministrativa, giudiziaria,

legislativa) della vita della Chiesa

Royal prerogatives: conseguenze

La supremazia dello Stato sull’organizzazione ecclesiastica ha permesso un modello di sviluppo proprio della

Church of England.

La Chiesa inglese ha cristianizzato lentamente lo Stato: la Chiesa è legata alla Corona inglese, al sistema di

Governo britannico, alla vita politica del Paese. E’ parte di esso.

Libera Chiesa in libero Stato?

Il dibattito ottocentesco (francese e italiano sulla separazione tra Chiesa e Stato) è assolutamente estraneo

all’esperienza britannica.

La Chiesa è già incorporata nel sistema politico. Non vi è necessità di emancipazione da parte del sovrano

Laicità e Secularism

Pur essendo mancato il dibattito sul separatismo e quindi sulla laicità dello Stato, anche in Gran Bretagna si

ravvisa un processo di laicità.

La questione della laicità viene esaminata sotto il profilo del “secularism”.

Un termine equivalente a quello di laicità non esiste.

Il Secularism

Rinuncia a rivendicare il carattere cristiano di tutta la nazione britannica. Riconoscimento della Chiesa

d’Inghilterra come legittima e come entità secolare.

Il cesaropapismo era giustificato da una società religiosamente omogenea.

Oggi la società inglese si presenta come multietnica, multirazziale e quindi multifaithfull

Importanti innovazioni a partire dalla metà del 1960

a) Trasformazione dell’organizzazione interna della Comunità ecclesiale;

b) Instaurazione di un diverso ordine di rapporti con lo Stato.

c) Recepimento da parte della Chiesa di Inghilterra delle istanze di secolarizzazione.

d) Il del 1969 permette l’attribuzione di una serie di competenze e poteri, prima esercitate

Synodical Government Measure

dalle autorità ecclesiastiche, ad organismi rappresentativi, composti in maggioranza da fedeli laici.

La presenza del laicato nei più importanti centri decisionali della mette in dubbio uno degli argomenti

Church of England,

tradizionalmente fatti valere dallo Stato per giustificare la propria ingerenza negli affari ecclesiastici: l’esigenza di

tutelare gli interessi dei fedeli nei confronti del clero.

Processo di revisione dei rapporti tra Stato e Chiesa

Queste innovazioni hanno contribuito ad innescare un processo di revisione, da cui sono conseguite:

1) la riduzione dei poteri del sovrano in materia di nomina episcopale

2) la richiesta di eliminare la necessità dell’approvazione parlamentare per le deliberazioni del General Synod

1) La riduzione dei poteri del sovrano in materia di nomina episcopale

L’intervento dell’Autorità civile nel procedimento delle nomine episcopali costituisce la manifestazione più nota e

rilevante dei rapporti di unione e subordinazione che caratterizzano la e lo Stato Britannico.

Churh of England 33

La procedura di nomina dei vescovi è sempre stata regolata dall’antico del 1534, tuttora in

Appointment of Bishop Act

vigore anche se emendato, che concede al solo sovrano il diritto di scelta – in piena autonomia - dei Vescovi.

La procedura di nomina dei Vescovi muta nel corso degli anni: spetta al Primo Ministro, direttamente o attraverso il

suo Il Primo Ministro prima di assumere qualsiasi decisione doveva richiedere il consiglio di

Patronage Secretary.

numerosi membri del laicato e del clero, tra i quali l’Arcivescovo di Canterbury.

Nonostante tale prassi vincolasse le Autorità statali, la Chiesa di Inghilterra non poteva certo considerarsi libera nella

scelta dei propri vescovi, mancando di qualsiasi potere decisionale.

Procedura di nomina dei Vescovi dal 1976

A partire dal 1976 tale procedura è stata parzialmente ritoccata: il potere di nomina del Primo Ministro è limitato ad

una rosa di soli due nomi, indicati da un nuovo organismo ecclesiastico a cui è affidato l’intero processo delle

consultazioni fino ad allora svolta dal Secretary Patronge.

La modifica così introdotta ha cercato di concedere alla Chiesa un diritto di presentazione dei candidati, allo scopo di

riservare poi allo Stato la possibilità di operare la scelta definitiva.

2) La richiesta di eliminare la necessità dell’approvazione parlamentare per le deliberazioni del General Synod

Nonostante il del 1969 avesse introdotto la possibilità per il di preparare e

Synodical Government Measure General Synod

sottoporre all’approvazione del Parlamento le ritenute necessarie per la Chiesa d’Inghilterra, negli anni

Measures

successivi si avvertì la necessità di una maggiore autonomia legislativa, soprattutto circa le materie riguardanti il culto,

la liturgia e la dottrina.

Intorno alla metà degli anni Settanta vennero emanate:

1) La del 1974;

Church of England (Worship and Doctrine) Measure

2) La del 1976.

Church of England (Miscellaneous Provision) Measure

Le Measures particolare…

in

Il provvedimento del 1974 riguardava problemi liturgici e dottrinali, quello del 1976 il procedimento e la

documentazione richiesta per l’ordinazione dei sacerdoti.

Limitatamente a tali due materie le due giunsero ad autorizzare il ad emanare canoni che

measures General Synod

potevano modificare il contenuto di atti del Parlamento sottoponendoli al solo assenso del monarca in quanto suprema

autorità della Chiesa d’Inghilterra.

Con la del 1974, il potere di controllare l’attività del è passata dal Parlamento ad un organismo

Measure General Synod

confessionale.

Il Diritto Canonico della Chiesa di Inghilterra è elaborato interamente dal Sinodo Diocesano. Tuttavia la procedura

esclude giuridicamente la possibilità che il sovrano legittimi un canone che è in contrasto col diritto inglese.

Il dibattito oggi…

Nonostante le innovazioni apportate alle istituzioni della rimane salda l’interconnessione tra Stato e

Church of England

Chiesa. Una soppressione rigorosa di tutti i privilegi e delle obbligazioni che legano la Chiesa allo Stato britannico

rimane molto difficoltosa, viste le secolari tradizioni su cui poggia tale rapporto istituzionale.

Il dibattito tuttavia ciclicamente si ripropone e non perde mai di attualità.

Carattere della Chiesa Anglicana

Oggi la Chiesa anglicana ha carattere sovranazionale, essendo costituita dalla Chiesa di Inghilterra e dalle

Chiese legate ad essa in “comunione” (Chiesa Episcopale di Scozia, Chiese del Galles e d’Irlanda - un tempo

unite ed ora separate dalla Chiesa di Inghilterra – la Chiesa protestante episcopale USA, quella australiana,

canadese, ecc.).

Le Chiese legate in “comunione”…

Sono unite alla Chiesa di Inghilterra dalla comune osservanza dei 39 articoli del (che racchiude i

Book of Common Prayer

fondamenti dottrinali della Chiesa d’Inghilterra) e dai principi stabiliti nelle conferenze di (palazzo londinese in

Lambeth

cui risiede l’Arcivescovo di Canterbury, primate della Chiesa Anglicana); ma esse non riconoscono il sovrano di

Inghilterra come “capo della Chiesa”, né, ad esempio i tribunali tramite i quali egli esercita la propria giurisdizione

ecclesiastica.

La Conferenza di riunita per la prima volta nel 1867 per ascoltare i vescovi in comunione con la Chiesa

Lambeth,

d’Inghilterra è tutt’oggi l’organo principale della Comunione Anglicana.

Sistemi a legislazione negoziata: il Belgio

• L’ordinamento distingue tra culti riconosciuti e culti non riconosciuti

• L’attività dei culti riconosciuti è regolata da una apposita legge, negoziata di fatto con la confessione religiosa.

• L’attività dei culti non riconosciuti è regolata dal diritto comune.

Loi 4 mars 1870 sur le temporel des cultes

• La legge riconosce nuovamente i quattro culti già riconosciuti dalla legislazione precedente (Cattolico,

Protestante Anglicano e Ebraico)

• Detta le norme generali che regolano le attività di culto

• Fissa i criteri con i quali vengono attribuiti i benefici che derivano dal riconoscimento. 34

• Regolamenta il bilancio delle stabilendo che esso costituisce un allegato al bilancio del Comune

fabrique d’église,

civile nel cui territorio si trova l’edificio di culto.

• Poiché l’attività di culto è un’attività a carattere sociale i costi relativi all’edificio di culto e allo stipendio del

ministro di culto vengono sostenuti rispettivamente dal Comune e dallo Stato

• Organizza il culto cattolico e attribuisce al vescovo un potere ispettivo equiparandolo ad un funzionario

pubblico. Il del bilancio viene coperto dal Comune.

deficit

• estende le norme relative al bilancio e all’amministrazione degli edifici di culto alle confessioni Protestante,

Anglicana e israelita.

• stabilisce che queste Chiese, per la gestione dei loro interessi temporali e per i loro rapporti con l’autorità civile,

saranno rappresentate e organizzate nella maniera stabilita dal governo. Questa organizzazione comprenderà:

A) la composizione del personale

B) le circoscrizioni (comunale, provinciale, ecc.)

C) Il regime dei beni

La loi 19 juillet 1974 sur le temporel culte islamique

• La legge riconosce il culto islamico

• L’art. 2 organizza tale culto su base territoriale provinciale

• Successivamente vengono creati dei collegi elettorali per eleggere i rappresentanti del culto

• Viene assegnata una quota di elettorato attivo a 17 donne e giovani, con una rappresentanza femminile

obbligatoria su un totale di 51 membri da elegger

• I collegi elettorali sono strutturati nel rispetto delle appartenenze alle aree geografiche di provenienza (nord

Africa estremo oriente, ecc)

• Attraverso la struttura dei collegi elettorali viene concessa una maggiore rappresentatività ai mussulmani con

cittadinanza belga

La loi 17 avril 1985 sur le temporel du culte ortodoxe

• Un decreto reale del 15 marzo 1988 organizza i consigli di amministrazione e gestione delle del

fabrique d’église

culto ortodosso e stabilisce i criteri per il finanziamento di tale culto.

• La strutturazione del culto su base comunale o provinciale dipende dalla distribuzione numerica dei fedeli sul

territorio e da tale scelta discende la conseguenza che i costi per la gestione del culto ricadono sul bilancio del

Comune o della Provincia

LE SPESE PER I CULTI RICONOSCIUTI

• La struttura federale dello Stato belga distribuisce le spese per il culto tra:

• Lo Stato centrale (i ministri di culto)

• Le dei Fiamminghi e dei Valloni

communautés

• Le Regioni

• Le Province e i Comuni

Il riconoscimento delle associazioni filosofiche non confessionali

• Le associazioni filosofiche non confessionali rappresentano l’ateismo organizzato e forniscono assistenza

morale.

• La più numerosa in Belgio è la cui presenza è diffusa in tutto il paese sia tra i

le Centre de Action Laique

Fiamminghi che tra i Valloni

• L’art. 19 della Costituzione equipara i culti alle associazioni filosofiche non confessionali.

• L’art. 20 della Costituzione assicura la libertà negativa di religione ovvero la libertà di non credere.

• La Costituzione assicura agli incaricati delle associazioni filosofiche non confessionali lo stesso stipendio dei

ministri di culto

La separazione tra lo Stato e i culti

• Il combinato disposto degli artt. 19, 20 e 21 della Costituzione belga sanciscono la separazione tra lo Stato e i

culti.

• I culti che non dispongono di una specifica legge di riconoscimento sono regolati dalla legislazione di diritto

comune che riconosce a tutti i culti la libertà di esercizio del proselitismo della celebrazione dei riti,

dell’organizzazione

L’ articolo 19 della Costituzione belga

• Art. 19

La libertà dei culti, quella del loro pubblico esercizio così come la libertà di manifestare le proprie opinioni in ogni

materia sono garantite, salvo la repressione dei delitti commessi in occasione dell'uso di tali libertà.

Articoli 20 e 21 Costituzione del Belgio

• Art. 20

Nessuno può essere costretto a partecipare in qualsiasi maniera agli atti o alle cerimonie di un culto, né ad osservarne le

festività.

• Art. 21 35

Lo Stato non ha il diritto d'intervenire né nella nomina, né nell'insediamento dei ministri di un qualsiasi culto, né di

vietare agli stessi di corrispondere con i loro superiori e di pubblicare i loro atti, tranne, in quest'ultimo caso, la

responsabilità ordinaria in materia di stampa e di pubblicazioni.

Il matrimonio civile dovrà sempre precedere la benedizione nuziale, salvo le eccezioni stabilite dalla legge, quando ne sia

il caso

La libertà di coscienza nel Regno di Spagna

Tipologie di rapporti tra Stato e confessioni religiose.

• Sistema concordatario

• Sistemi di accordi ecclesiastici o intese

• Sistemi a concertazione obbligatoria

• Sistemi di negoziazione con preventiva concertazione

• Sistemi a legislazione negoziata

• Regolamentazione unilaterale

Sistema concordatario

• Il concordato è un accordo di diritto internazionale che riguarda esclusivamente le relazioni dello Stato con la Chiesa

Cattolica.

• Esso può assumere diverse forme: può trattarsi di un testo onnicomprensivo (Italia) o di specifici accordi su specifiche

materie (Spagna, Austria)

Sistemi di accordi ecclesiastici o intese

• Gli accordi ecclesiastici sono tipici dei rapporti tra lo Stato e le confessioni protestanti.

• Le intese previste dall’ordinamento italiano si rifanno a questa tipologia, ma hanno copertura costituzionale attraverso

l’art. 8 della Costituzione.

Sistemi a concertazione obbligatoria

Lo Stato conclude accordi di collaborazione solo con “grandi famiglie”, individuate come tali secondo la comune

opinione.

La preventiva concertazione all’interno di queste è prevista per gli accordi con le confessioni di minoranza

dall’ordinamento spagnolo

Sistemi di negoziazione con preventiva concertazione a carattere generale

Questa tipologia è tipica dell’ordinamento olandese. Lo Stato negozia con un unico organismo, l’ I.C.O., che

rappresenta tutte le confessioni religiose.

L’I.C.O. (Interkerkelijk è retto da uno statuto di tipo consociativo che consente alle confessioni

Contact in Overheidszaken)

che ne fanno parte di “pesare” nelle decisioni a seconda della loro consistenza numerica.

Sistemi a legislazione negoziata

L’ordinamento distingue tra culti riconosciuti e culti non riconosciuti ( es. Belgio)

• L’attività dei culti riconosciuti è regolata da una apposita legge, negoziata di fatto con la confessione religiosa.

• L’attività dei culti non riconosciuti è regolata dal diritto comune.

Regolamentazione unilaterale

• L’ordinamento regola l’attività dei culti con legislazione di diritto comune, in regime di separazione (es. Francia)

• Tuttavia esiste nella prassi un sistema di “consultazione” informale dei culti che consente di emanare provvedimenti

che raccolgono il loro consenso.

Relazioni con i culti di minoranza: il sistema italiano

I rapporti con le confessioni diverse dalla cattolica sono regolati dall’art. 8 della Costituzione.

• Nell’ordinamento italiano non esiste una norma legislativa che definisca cosa è una confessione religiosa.

• Tale nozione è stata elaborata dalla giurisprudenza costituzionale.

Libertà religiosa in Italia: l fart.19 Cost.

Art. 19 Costituzione ITALIANA 36

Tutti hanno diritto di professare liberamente la propria fede religiosa in qualsiasi forma, individuale o associata, di farne

propaganda e di esercitarne in privato o in pubblico il culto, purché non si tratti di riti contrari al buon costume.

fart.16 Cost. 1 ‹ e 2 ‹ comma

Spagna: i diritti fondamentali di cui all

Artículo 16 Constitución ESPAÑOLA, 1° e 2° comma:

1. Se garantiza la libertad ideológica, religiosa y de culto de los individuos y las comunidades sin más limitación, en sus

manifestaciones, que la necesaria para el mantenimiento del orden público protegido por la ley.

2. Nadie podrá ser obligado a declarar sobre su ideología, religión o creencias. (diversamente dalla Grecia)

La libertà religiosa e la libertad ideológica

L’articolo 16 della Costituzione spagnola “corrisponde” all’art. 19 della Cost. italiana. Entrambi garantiscono la libertà

religiosa. Ma sono impostati in modo diverso.

L’art. 16 garantisce prima di tutto la libertà di coscienza e insieme a questa la libertà religiosa e di culto.

L’art. 19 garantisce la libertà religiosa e la dottrina ne ha dedotto una protezione più generale della libertà di coscienza,

nel combinato disposto con gli artt. 3 e 21 Cost.

Spagna: i diritti fondamentali di cui all fart.16 Cost. 3 ‹ comma

nessuna Confessione religiosa avrà carattere statale. Le Confessioni religiose sono organizzazioni di diritto privato.

Il limite ai diritti previsti all fart.16

L’unico limite previsto dall’art. 16 Cost. spagnola, è quello della GARANZIA della:

- Libertà

- Moralità

- Salute

- Sicurezza

La Ley organica del 1980 sulla libertà religiosa

Le Leggi organiche hanno valore costituzionale e “specificano” norme contenute nella Costituzione

• La Ley organica sulla libertà religiosa disciplina il regime legale delle organizzazioni confessionali riconosciute e

iscritte nel registro delle entità religiose.

I soggetti della Ley organica del 1980

La Ley organica de libertad religiosa all’art. 7.1 restringe l’utilizzo della contrattazione alle confessioni che per numero

di fedeli e diffusione territoriale godono di notorio arraigo,

La Costituzione italiana consente di stipulare Intese alle Confessioni organizzate secondo propri statuti che non

contrastano con l’ordinamento giuridico italiano.

In tal modo è possibile individuare agevolmente i rappresentanti della confessione.

Lo Statuto e la personalità giuridica delle Confessioni religiose in Spagna

Viene istituito un REGISTRO PUBBLICO in cui le Confessioni religiose di cui è riconosciuta la PERSONALITÀ

GIURIDICA possono iscriversi.

Per ottenere la personalità giuridica le Confessioni devono essere riconosciute dall’opinione comune. La domanda è

presentata al Ministero dell’Interno.

Funzione dello STATUTO: come in Italia. Serve a riconoscere la capacità giuridica, a individuare i rappresentanti e

quindi da la possibilità di concludere negozi giuridici.

La cancellazione dal registro può avvenire:

a) su richiesta della Confessione religiosa.

b) tramite sentenza

Gli Acuerdos de Minorias

Una volta iscritte le Confessioni religiose hanno autonomia di organizzazione. Possono dare vita ad Associazioni,

Fondazioni, Istituzioni, nel rispetto dei limiti stabiliti dall’ordinamento giuridico.

Possono inoltre chiedere di concludere accordi con lo Stato.

Tali accordi sono contenuti in una legge che deve essere approvata dal Parlamento.

Questi accordi sono simili alle Intese in Italia. In Spagna prendono il nome di ACUERDOS DE MINORIAS

I contenuti degli Acuerdos di Minorias

Per stabilirne i contenuti viene creata una Commissione paritetica che si caratterizza per una contrattazione

permanente.

Gli Acuerdos possono contenere benefici fiscali al pari delle Intese.

I soggetti degli Acuerdos de Minorias: le ggrandi famiglie h. 37

L’accordo può essere unico, riconducibile ad un unico credo religioso (c.d. grandi famiglie).

Hanno stipulato accordi di cooperazione con lo Stato la Federazione delle Comunità Israelite, la Federazione delle

Chiesa Evangeliche, la Commissione Islamica di Spagna.

La Federazione delle Comunità israelite ricomprende sia i Sefarditi che gli Askenaziti

La Federazione delle Chiesa Evangeliche ricomprende le varie Chiese protestanti.

La Commissione Islamica di Spagna ricomprende gli islamici delle varie organizzazioni di culto.

Differenze Italia – Spagna

1) Spagna: lo Stato fa accordi con le “grandi famiglie”

La Cost. italiana, invece, all’articolo 8, riconosce ad ogni Confessione religiosa la propria identità.

2) Lo Stato spagnolo e lo Stato italiano sono Stati non confessionali.

Tuttavia:

In Spagna l’aconfessionalità è esplicita (art. 16 Cost; articulo primero Ley organica)

In Italia è dedotta dall’art. 1 del Protocollo addizionale all’Accordo del 1984. Non esiste una norma costituzionale o una

legge che la espliciti ed è sostenuta dalla giurisprudenza costituzionale.

La Chiesa Cattolica in Spagna.

I rapporti con la Chiesa cattolica sono regolati da quattro Accordi di tipo concordatario del 1976-1979 che disciplinano

diverse materie:

Questioni giuridiche

• Educazione e cultura

• Assistenza religiosa nelle forze armate

• Accordo economico

Libertà religiosa in Irlanda, Grecia, Portogallo

Irlanda

Ireland Constitution Adopted on: 1 July 1937 :Preamble

In the name of the Most Holy Trinity, from Whom is all authority and to Whom, as our final end, all actions both of men

and States must be referred, We, the people of Ireland, humbly acknowledging all our obligations to our Divine Lord,

Jesus Christ, Who sustained our fathers through centuries of trial […]

(Nel nome della Santissima Trinità da Cui deriva ogni autorità devono essere riferite tutte le azioni degli uomini e degli

Stati. Noi, popolo dell’Eire, riconosciamo i nostri doveri verso il divino Signore, Gesù Cristo, Che sostenne i nostri padri

nei secoli di prova […])

La Corte Suprema ha ritenuto che il richiamo alla Santissima Trinità impedisce la nascita di uno Stato laico, ma non

vanifica lo scopo principale di garantire la libertà religiosa e di coscienza, seppur mitigata dai limiti della morale e

dell’ordine pubblico.

Article 44 (1) (Religion) Constitution 1937

The State acknowledges that the homage of public worship is due to Almighty God. It shall hold His Name in

reverence, and shall respect and honor religion.

(Lo Stato riconosce a Dio Onnipotente l’omaggio del culto pubblico. Il Suo Nome sarà riverito e la religione rispettata ed

onorata.)

- Richiamo al preambolo.

Article 44 (2) (Religion) Constitution 1937

(2.1) Freedom of conscience and the free profession and practice of religion are, subject to public order and morality,

guaranteed to every citizen.

(La libertà di coscienza e la libera professione e la pratica della religione sono, nel rispetto dell’ordine e della moralità

pubblica, garantite ad ogni cittadino.)

- La libertà di coscienza e la libera pratica della religione che erano già state enunciate nel testo del Trattato “Irish Free

del 1921, oggi si trovano nell’art. 44. Cost del 37, che costituisce un’importante fonte di diritto nelle relazioni tra

State”

Stato e Chiesa.

- È vietato emettere provvedimenti contro la libera pratica della religione, perché lo scopo principale dell’art. 44 è

garantire la libertà di religione, nei limiti dell’ordine pubblico e della morale.

il trattamento preferenziale di cui gode la Chiesa Cattolica è eccezione alla regola, compatibile con la

-Pertanto

Costituzione quando è necessario per garantire la libera pratica della religione o di uno religioso.

status 38


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DESCRIZIONE APPUNTO

Riassunto per l'esame di Diritto ecclesiastico, basato su appunti personali e studio autonomo del testo consigliato dal docente Diritto ecclesiastico, Botta. con illustrazione dei seguenti argomenti: tutela del diritto alla vita, interruzione della gravidanza, procreazione assistita E maternità surrogata, accanimento terapeutico ed eutanasia, crisi del diritto ecclesiastico, Conferenza Episcopale Italiana, Enti ecclesiastici delle confessioni acattoliche.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza
SSD:
Università: Bologna - Unibo
A.A.: 2012-2013

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher trick-master di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto ecclesiastico e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Bologna - Unibo o del prof Cimbalo Giovanni.

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