Corso di Psicopatologia
Facoltà di Psicologia di Firenze
Psicopatologia dello sviluppo
Parte I: Disturbi dell'Intelligenza
Ritardo Mentale Lieve
DESCRIZIONE
Caratterizzato da carenza intellettiva, coartazione, difficoltà scolastiche e un generale deficit delle
abilità adattive. Le capacità intellettive sono inferiori a ciò che ci si aspetta dall'età cronologica, è
presente un generico ritardo (linguaggio, gesto grafico, socialità autonomia), è presente un deficit
delle capacità di adattamento alle richieste dell'ambiente e l'esordio è precoce (< 18 anni). Il QI è
compreso tra 50-70 e non vi sono ulteriori elementi psicopatologici.
Una scoperta tardiva di tale disturbo può portare a grandi tensioni in famiglia e solitamente si verifica
in famiglie con basso livello economico e culturale.
Il deficit non è comunque troppo grave: lo sviluppo non è bloccato ma semplicemente rallentato.
RICERCHE
Esistono 5 filoni di ricerca sul ritardo mentale, sia lieve che di altra entità:
• I: è possibile aumentare la probabilità di emissione di risposte corrette se: seguite da
gratificazione, gli stimoli che controllano la risposta sono manipolati con particolare cura e
presentati nel modo più semplice, si spezza un problema troppo complicato in elementi più
semplici, si gratifica il bambino anche se la risposta non è corretta ma poco distante da quella
giusta.
• II: aspetti legati alla metacognizione, ovvero la capacità di ragionare sui propri processi di
pensiero, che sovrintendono molti processi di apprendimento. Ricerche mostrano come le
abilità metacognitive, che favoriscono il miglioramento di molte prestazioni di soggetti con
ritardo mentale, possano essere insegnate.
• III: importanza dell'integrazione, che contrasta l'isolamento, aumentando l'opportunità di
sviluppare comportamenti adeguati e apprendere abilità e abitudini di vita normali.
• IV e V: la riabilitazione deve tenere conto degli atteggiamenti, dello stile di attribuzione
(modo attraverso il quale noi attribuiamo il merito/colpa delle cose che ci accadono), della
sua autostima e delle capacità di valutare e controllare la propria ansia ed emozioni.
LINEE DI INTERVENTO PSICOTERAPEUTICO-RIABILITATIVO
Tecniche di modellaggio e rinforzamento migliorano la relazione con il bambino e la sua autostima.
Percorsi di apprendimento della lettura e delle abilità logico-matematiche di base attraverso
metodologie dell'analisi del compito (scomposizione in elementi semplici) e dell'apprendimento
senza errori (inserimento di uno stimolo con funzione di aiuto, che tende a scomparire
gradualmente).
Metodologia basata sulla relazione d'aiuto (costruzione di un rapporto empatico col paziente per
aiutarlo a comprendersi) e sull'educazione razionale emotiva (insegnare a distinguere tra pensieri
razionali ed irrazionali e a sostituire gli ultimi con i primi) per lavorare sull'autostima, la capacità di
gestire le proprie emozioni e sulle incertezze.
Parallelamente, è molto utile lavorare sui genitori.
PROGNOSI
Nel ritardo mentale lieve le possibilità di recupero sono notevoli. Lavoro e relazioni sociali non
vengono esclusi a priori, mentre possono restare esclusi i livelli più alti di astrazione e di autonomia.
TERMINI
• Modellaggio (o shaping): rinforzare quei comportamenti che più si avvicinano all'obiettivo
anche se ne sono ancora distanti. Ha lo scopo di migliorare la relazione.
• Rinforzamento: conseguenza positiva di una risposta, che determina la probabilità di una sua
ripetizione. I rinforzi possono essere primari (legati alla sopravvivenza) o secondari (appresi
nel corso della vita, più usati ovviamente). Il rinforzo può essere di basso livello come quello
consumatorio (che si mangia, ma non è legato alla sopravvivenza) e tangibile (che si tocca,
p.e. giocattolo), o di alto livello, come quello sociale (p.e. sorrisi o vicinanza fisica), o
informativo (informazione sul risultato di un'azione). La miglior cosa è spostare i rinforzi a
livelli più alti: la token economy consiste nel rinforzare il bambino con dei punti, i quali, una
volta raccolti possono essere scambiati per rinforzi di livello più alto. Esistono dei
programmi di rinforzamento (continuo o intermittente). I rinforzi possono essere
estrinsechi (la gratificazione non è collegata al comportamento messo in atto) o intrinsechi
(la gratificazione è collegata al comportamento messo in atto).
• PM (Matrici Progressive): test messo a punto da Raven, poi revisionato. Consistono in una
serie di figure astratte legate insieme da una logica e difficoltà crescente che il soggetto deve
scoprire per dare la risposta corretta. Non sono necessarie conoscenze scolastiche e vengono
escluse le influenze culturali, prima fra tutte la lingua.
• WISC: scala d'intelligenza infantile.
Corso di Psicopatologia
Facoltà di Psicologia di Firenze
Psicopatologia dello sviluppo
Parte 1: Disturbi dell'intelligenza
Ritardo mentale moderato
DESCRIZIONE
Disturbo dove è quasi sempre possibile trovare una causa organica: solitamente maggiore è la gravità
del disturbo, maggiori sono le possibilità di trovare una causa organica. La causa comune è un'
anomalia cromosomica, la trisomia 21 (da cui però non è possibile inferire la gravità). Il QI, ottenuto
con la CPM e la WIPPSI, è compreso tra 35/40-50/55.
La ricerca ha messo più in volte in luce come gli interventi più efficaci siano gli interventi che
tengono conto il più possibile del mantenimento e della generalizzazione delle nuove abilità
conseguite e dell'ambiente naturale in cui il bambino è inserito. E' importante insegnare e mantenere
nuove abilità, che però siano utili al di fuori del contesto del laboratorio, ovvero nella vita reale.
Inoltre nessun intervento è significativo senza una collaborazione con la famiglia e con le figure di
riferimento anche affettivo che ruotano intorno a loro. Questo vale per tutti i livelli di ritardo mentale
e si rifà ai modelli del parent training (strategia di coinvolgimenti dei genitori nel processo
educativo, riabilitativo e psicoterapeutico): il poter ripetere con i familiari, favorisce non solo la
generalizzazione ma anche le opportunità di gratificare il figlio per i suoi progressi, trasformando
positivamente il clima relazionale genitori-bambino.
LINEE DI INTERVENTO PSICOTERAPEUTICO-RIABILITATIVO E PROGNOSI
Il soggetto affetto da ritardo mentale moderato può raggiungere vari risultati sociali, tramite un lavoro
di équipe, con la collaborazione dei genitori e l'utilizzo di strategie cognitivo-comportamentali
flessibili. E' possibile quindi ridurre, in una certa misura, le diversità del soggetto rispetto alla media.
Una tecnica utile, che ha portato a dei risultati, è l'apprendimento senza errori.
TERMINI
• CPM: test per valutare l'intelligenza, acronimo di Matrici Progressive Colorate.
• WIPPSI: variante del test WISC, per bambini in età prescolare.
• Metacognizione: riflessione sui propri pensieri; una maggiore sensibilità metacognitiva porta
ad un rendimento scolastico maggiore. Si può insegnare ad avere un maggiori atteggiamento
metacognitivo, come ai bambini con ritardo mentale o con disturbo dell'apprendimento.
• Apprendimento senza errori: tecnica di insegnamento e riabilitazione cognitiva che consiste
nell'inserire nella situazione didattica uno stimolo con funzione di aiuto. Quando il soggetto
comincia a padroneggiare la nuova abilità lo stimolo di aiuto (prompt) viene eliminato in
modo molto graduale (dissolvenza o fading).
Corso di Psicopatologia
Facoltà di Psicologia di Firenze
Psicopatologia dello sviluppo
Parte 1: Disturbi dell'Intelligenza
Ritardo Mentale Grave
DESCRIZIONE
Come ogni ritardo mentale, il disturbo presenta un funzionamento intellettivo significativamente
inferiore alla media, un marcato deficit di adattamento e l'esordio prima dei 18 anni di età.
Il QI, nei casi in cui si possa somministrare, è compreso tra i 20/25-35/40: a differenze degli altri
disturbi (lieve e moderato) il test d'intelligenza non è necessario per valutare la gravità del disturbo.
Il soggetto può presentare carenze nello sviluppo motorio e linguistico, è sistematicamente indietro
rispetto ai bambini della stessa età, si impadronisce parzialmente e con difficoltà di abilità adattive (o
abilità-autonomia) e legate all'autoaccudimento. Nel corso della crescita si notano difficoltà nello
sviluppo di semplicissime abilità scolastiche e di autonomia sociale.
CONSIDERAZIONI TEORICHE
Una parte delle ricerche sul ritardo mentale grave si concentra sullo studio delle cause organiche del
disturbo e sull'intervento medico. Infatti qui la causa organica è praticamente sempre presente e
riconoscibile, mentre non è così per le forme lievi. Le cause possono essere:
• Cause prenatali (errori congeniti del metabolismo, anomalia genetica, sindromi poligenetiche
familiari, aberrazioni cromosomiche).
• Alterazioni precoci dello sviluppo embrionale (mutazioni cromosomiche, infezioni, fattori
teratogeni o tossici, disfunzioni placentari).
• Cause perinatali frequenti nelle gravi prematurità.
• Cause postnatali (infezioni, traumi, asfissia, disturbi del metabolismo).
Data la presenza costante di un'eziologia organica, è importante che lo psicologo collabori con gli
specialisti che si occupano di cure mediche e di riabilitazione.
L'educazione speciale segue alcuni punti, ovvero:
• Attenta osservazione dell'allievo, del suo deficit e difficoltà e delle sue potenzialità. La
programmazione educativa dovrebbe partire dalle abilità del paziente.
• Definizione rigorosa degli obiettivi didattici, in modo che siano messe in atto tutte le
procedure necessarie per raggiungere il risultato.
• Necessità di un controllo molto forte sull'ambiente.
• Gli stimoli presentati devono seguire una successione rigorosa, in modo da rendere facile e
graduale l'apprendimento.
• Rinforzamento per ogni successo conseguito e tecniche di modellaggio, e parallela estinzione
(nessun rinforzo per comportamenti negativi) e rinforzamento differenziale (rinforzo per il
non aver eseguito comportamenti negativi) per eliminare aggressività e stereotipe.
• Processi di generalizzazione (prompt seguito da fading).
• E' importante mettere in atto tutte le metodologie facendo attenzione agli aspetti emozionali e
ai possibili effetti negativi sui disturbi di comportamento (rifiuto, regressione, disturbo
emotivo).
LINEE DI INTERVENTO PSICOTERAPEUTICO-RIABILITATIVO E PROGNOSI
Il parziale recupero di un soggetto con ritardo mentale grave può includere una riabilitazione motoria
e del linguaggio, insegnamento del linguaggio e della scrittura funzionale, tecniche comportamentali
sistematiche (analisi del compito, rinforzamenti, generalizzazione tramite il coinvolgimento dei
familiari e delle figure più vicine). I comportamenti problematici possono essere gestiti con tecniche
di rinforzamento differenziale e analisi funzionale (osservazione sistematica che mette in relazione
il comportamento manifesto con antecedenti e le conseguenze). Quest'ultima ha mostrato, per
esempio, che i comportamenti problematici si riducono quando il soggetto acquista capacità
comunicative, dato che riesce finalmente ad esprimere i suoi bisogni e desideri, ma anche difficoltà,
paure e dolori.
La prognosi del ritardo mentale grave, nei casi in cui si assiste ad un miglioramento:
• capacità di svolgere compiti semplici in ambienti protetti
• capacità di adattarsi con certa facilità alla vita di famiglia o in centri/comunità
TERMINI
•
• Test ABI: test che misura la capacità adattiva, uno strumento standardizzato che permette di
valutare il comportamento adattivo di un soggetto con handicap in 5 aree diverse, ovvero
autonomia, comunicazione, abilità sociali, abilità scolastiche e abilità lavorative.
• Lettura funzionale: particolare tipo di lettura adattata a soggetti con ritardi gravi, che
consiste nell'insegnare non la tecnica di decodifica, ma una capacità di riconoscimento di
alcune parole che svolga una funziona pratica nella vita di tutti i giorni.
• Linguaggio funzionale: il linguaggio viene insegnato come per la lettura funzionale, con
funzione adattiva nella vita quotidiana.
Corso di Psicopatologia
Facoltà di Psicologia di Firenze
Psicopatologia dello sviluppo
Parte 1: Disturbi dell'intelligenza
Funzionamento Intellettivo Limite
DESCRIZIONE
Non è classificato come ritardo mentale, perché il QI non è inferiore a 70. Tuttavia non presenta
un'intelligenza normale, dato che è inferiore ai 90-110 (valore medio).
LINEE DI INTERVENTO PSICOTERAPEUTICO-RIABILITATIVO E PROGNOSI
I lievi disturbi d'intelligenza non sono affatto gravi, ma non per questo vanno trascurati, dato che sono
comunque frequenti. E' probabile che con il tempo i bambini tendono ad adattarsi spontaneamente alle
richieste dell'ambiente e diventano adulti normali.
TERMINI
• Primo colloquio con i genitori: solitamente il primo colloquio è condotto solo con i genitori,
senza il bambino, per poter parlare liberamente e chiaramente dei problemi del figlio. Le fasi
del primo colloquio sono dieci: manovre di apertura e ascolto libero del problema (per
ricavare informazioni e per stringere una relazione con i genitori), focalizzazione del
problema (fare un po' di ordine per cercare di capire il problema con chiarezza), anamnesi
(raccolta delle informazioni su gravidanza, parto, eventuali complicazioni e cure del bambino,
alimentazione, sonno, prime tappe dello sviluppo, deambulazione autonoma, prime parole,
malattie degne di nota e cure o ospedalizzazione, se sono avvenute), scuola (dai 3 anni in
avanti, storia scolastica del bambino), famiglia (notizie sulla composizione della famiglia,
lavoro dei genitori, presenza di fratelli e conviventi, stato delle relazioni all'interno del nucleo
familiare), attività extrascolastiche (quali attività svolge il bambino, scelte da chi, con che
frequenza, con quali obiettivi), socialità e amicizie (capacità di stare con altri, di interagire in
modo costruttivo e soddisfacente, numero e qualità delle relazioni sociali), riassunto
(semplice e breve restituzione di quello che si è capito), ascolto libero conclusivo (richiesta
esplicita ai genitori se hanno qualcosa da aggiungere), accordi (prendere accordi precisi, lo
psicologo spiega cosa vuole procedere e come visiterà il bambino, i genitori sono invitati a
non raccontare bugie, ma a prepararlo adeguatamente alla consulenza).
Corso di Psicopatologia
Facoltà di Psicologia di Firenze
Psicopatologia dello sviluppo
Parte 2: Disturbi generalizzati dello sviluppo
Disturbo Autistico
DESCRIZIONE
L'autismo è il principale disturbo generalizzato dello sviluppo, ovvero un'incapacità di stabilire un
adeguato sistema di comunicazione con l'ambiente. La difficoltà a comunicare è il nucleo del disturbo.
I pazienti presentano una grave compromissione dell'interazione sociale e della comunicazione unita
ad attività, comportamenti e interessi ristretti, ripetitivi e stereotipati. E' presente anche un grave
ritardo mentale, che non è possibile valutare con test diagnostici tradizionali. Tuttavia non sempre i
disturbi generalizzati dello sviluppo sono associati a anomalie intellettive, e spesso ne sono affetti
anche bambini normodotati. Lo sviluppo di un bambino con disturbo dello sviluppo è
qualitativamente diverse da quello dei coetanei normali. Frequenti nel disturbo autistico sono:
• Grave compromissione dell'interazione sociale (nessun contatto oculare, nessuna interazione
verbale, nessuna relazione adeguata con coetanei).
• Linguaggio verbale inesistente o anomalo.
• Incapacità di giocare in modo normale (nessun gioco simbolico, di simulazione o imitazione
sociale, giochi chiusi).
• Comportamenti ripetitivi e stereotipati, a volte autolesivi, rigidi e manierati, bizzarri
(attaccamento particolare per un oggetto, interessandosi ad aspetti non funzionali di questo,
come odore o sapore).
• Esordio precoce, < 3 anni.
RICERCHE
Le ricerche mostrano che la genesi del disturbo autistico non è imputabile ai genitori, al loro
comportamento ed alle loro modalità di accudimento. I disturbi generalizzati dello sviluppo sembrano
essere in gran parte determinati da fattori biologici: complicazioni prenatali, anomalie
neurobiologiche, problemi legati a generali condizioni negate neonatali e ostetriche e associazioni con
patologiche specifiche come la fenilchetonuria (malattia ereditaria dovuta all’accumulo di
fenilalanina, amminoacido essenziale, nel sangue che determina deficienza mentale), sclerosi
tuberosa, sindrome dell'X-fragile (malattia genetica causata dalla mutazione di un gene sul
cromosoma X).
La teoria della mente tenta di spiegare le anomalie relazionali a partire da un'interpretazione
cognitiva: la capacità di attribuire stati mentali a sé stessi e agli altri permette la comunicazione e
l'empatia e sembra che manchi nelle persone autistiche. Questo spiegherebbe le carenze di
socializzazione, di comunicazione e di immaginazione, ovvero i sintomi principali.
La teoria della coerenza centrale, invece, ipotizza una difficoltà a cogliere gli aspetti generali di una
situazione, per fermarsi sempre a livello di dettaglio e una difficoltà a integrare informazioni a
differenti livelli. Il soggetto non coglie l'impressione generale di una situazione, ma analizza dettaglio
per
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
-
Riassunto esame Psicopatologia, prof. Dettore, libro consigliato Introduzione alla Psicopatologia Descrittiva, Sims
-
Riassunto esame elementi di psicopatologia, prof. Dettore, libro consigliato I disturbi dell'immagine corporea, Det…
-
Riassunto esame Psicopatologia generale e dello sviluppo, prof. Miscioscia, libro consigliato Lo sviluppo della psi…
-
Riassunto esame Psicopatologia dello sviluppo, Prof. Mancini Maurizio, libro consigliato Manuale di psicopatologia …