Introduzione
Questo riassunto è stato effettuato dalle dispense fornite dal professor Marescotti sul suo sito: sono perciò comprensivi dei 7 capitoli oggetto d'esame (grafici compresi), partendo dalle specificità dell'agricoltura e delle imprese, fino alla politica agraria. Con tali riassunti sono stati presi i seguenti voti: 25 e 27.
Capitolo 1 - Caratteristiche settore agricolo ed imprese agricole
Il settore agricolo è caratterizzato da molteplici elementi, quali:
- Natura biologica dei processi, fortemente influenzati dalle leggi naturali;
- Caratteristiche delle imprese, la cui forma principale è rappresentata dalle imprese familiari con età media dei conduttori elevata;
- Caratteristiche del settore, costituito da moltissime imprese di dimensioni economiche ridotte.
Per comprendere correttamente il funzionamento del settore agricolo si impiega un modello definito "Fondo-Flussi" che opera attraverso:
- Fattori fondo: presenti per tutto il ciclo produttivo, ma che non si integrano completamente con l'output realizzato (attrezzature e macchinari);
- Fattori flusso: che si integrano direttamente (sementi) o indirettamente (carburante) con l'output.
Il modello Fondo-Flussi evidenzia inoltre l'importanza, nel settore agricolo, dei Fattori Fondo Biologici (terra, piante e bestiame) che non apportano un servizio uniforme nel tempo poiché la loro vita fisica è legata ad un tempo storico; dunque anche il ripetersi della medesima operazione non conduce mai allo stesso risultato in termini quanti-qualitativo.
Uno dei fattori fondo biologici fondamentali è la terra, la quale necessita di una pianificazione preventiva del suo utilizzo nel tempo per garantirne sempre un'adeguata fertilità; sono state dettate dunque vere e proprie norme in materia di Avvicendamento che prevedono il susseguirsi nel tempo di specifiche colture, ed in particolar modo:
- Colture miglioratrici -> depauperatrici -> preparatrici
I processi produttivi agricoli, come prima accennato, risentono di alcune condizioni fondamentali:
- Stagionalità: ogni operazione, infatti, necessita di un tempo utile per la sua realizzazione e non può essere destagionalizzata come nel caso del settore industriale;
- Meccanizzazione: nei processi agricoli, alle macchine è affidato il compito secondario di creare l'ambiente favorevole per la vita e lo sviluppo di piante ed animali, mentre la funzione principale di trasformazione è affidata interamente alla Natura. Inoltre, poiché in questo caso sono le macchine a dover raggiungere fisicamente i fattori, esse devono essere dotate di una determinata mobilità;
- Fabbisogno spazio: la produzione agricola necessita di ampie superfici per la sua realizzazione, e ciò comporta costi elevati di trasporto e controllo;
- Tempo climatico e meteorologico: il tempo climatico riferisce alla caratterizzazione climatica del luogo in cui avviene la produzione, mentre quello meteorologico al susseguirsi di manifestazioni meteorologiche nel tempo.
Tutti questi elementi concorrono a determinare l'aleatorietà della produzione agricola, ovvero le grandi variazioni a cui può essere soggetta; al fine di limitare l'impatto che tali condizioni possono avere sulla produzione, l'imprenditore agricolo effettua un'organizzazione preventiva della produzione che si articola in 2 momenti:
- Tecnica colturale: identifica le modalità attraverso le quali devono essere svolti i processi;
- Tecnica produttiva: provvede all'implementazione delle modalità prestabilite.
Una volta effettuata l'organizzazione preventiva, si procede all'attivazione vera e propria dei processi che può avvenire:
- In serie: colture elementari vengono attivate volta per volta;
- In parallelo: colture elementari vengono attivate contemporaneamente.
In base al metodo di attivazione è possibile ottenere diversi tipi di produzioni:
- Specializzata: quando si attivano colture simili tra loro;
- Congiunta: quando si attivano colture diverse, ma che impiegano anche in parte i medesimi fattori.
I processi agricoli si caratterizzano, inoltre, poiché soggetti a due fenomeni fondamentali:
Scomponibilità
Possibilità di attivare i processi per fasi separate tra loro. La scomponibilità può essere:
- Propria, quando ogni fase dà luogo ad un semilavorato facilmente trasferibile;
- Impropria, quando il semilavorato prodotto da una fase non può essere immediatamente trasferibile;
- Terziarizzazione quando si tratta di operazioni di servizio separabili tra loro.
La scomponibilità dà luogo ad un fenomeno di disattivazione delle aziende e di esternalizzazione delle funzioni; la manifestazione principale è il contoterzismo che può essere:
- Attivo quando alcune aziende effettuano servizi per conto di altre;
- Passivo quando le aziende acquistano servizi sul mercato.
Tale fenomeno è spiegato da 3 teorie/modelli:
- Modello di Stigler: considera l'impresa come un fascio di attività separabili tra loro, che presenta tante funzioni quante sono le attività svolte. Se un servizio presenta andamento decrescente dei costi di produzione, risulta conveniente che solo un'impresa si specializzi nell'erogazione di quel servizio.
- Modello fondo flussi: che considera il Contoterzismo come la possibilità di ridurre i tempi d'ozio dei fattori fondo.
- Teoria dei costi di transazione: stabilisce che per determinare la convenienza o meno dell'acquisto e mantenimento di un servizio, è necessario considerare anche i costi d'uso sul mercato.
Divisibilità
Possibilità di attivare i processi per parti, senza subire riduzioni di efficienza, ma bensì traendone vantaggi.
Per quanto riguarda le imprese agricole, esse sono definite come un insieme coordinato di fattori volti alla produzione di beni e servizi biologici per soddisfare le necessità umane. Ad ogni azienda è riconducibile un Conduttore che può essere persona fisica o società; nel caso della persona fisica si parla di Imprenditore Agricolo e il nostro ordinamento lo distingue da quello commerciale per alcune motivazioni:
- È esonerato da obblighi formali: tenuta scritture contabili, redazione bilancio (per alcune tipologie di imprese), assoggettamento alla procedura fallimentare;
- È soggetto ad un sistema di tassazione speciale (no IVA) per agevolare lo sviluppo del settore.
Le attività principali che qualificano un'attività come "agricola" sono riconducibili a:
- Coltivazione fondo;
- Selvicoltura;
- Allevamento animali.
Vi sono poi altre attività, definite "connesse", che apportano comunque tale qualifica purché rispettino alcuni requisiti:
- Soggettivo: siano svolte dagli stessi soggetti che esercitano quelle principali;
- Oggettivo: abbiano ad oggetto beni e servizi prodotti da quelle principali.
Le peculiarità delle imprese del settore agricolo sono sicuramente riconducibili a:
- Capitale fondiario: formato dalla terra e dagli investimenti in essa effettuati. Esso varia in base alla sua ubicazione, natura e ripartizione delle superfici.
- Capitale agrario: formato dai capitali mobili impiegati nell'esercizio dell'attività agricola. Esso può essere distinto in:
- Di anticipazione: costituito dalle risorse monetarie a disposizione dell'imprenditore per fronteggiare spese che generalmente sono anticipate rispetto ai ricavi;
- Di scorta: costituito dagli accantonamenti effettuati periodicamente.
- Lavoro: in questo caso si parla di lavoro polifunzionale poiché deve racchiudere in sé più capacità professionali.
Le principali tipologie di imprese presenti nel settore agricolo sono:
- Imprese familiari: in cui si ha una compenetrazione tra famiglia e impresa che consente una riduzione dei costi di trasporto e informazione. Ciò è vero se sono condensate alcune condizioni come:
- Condizioni del nucleo familiare, inteso come centro decisionale. Bisogna verificare se vi è armonia tra coloro su cui è incentrato il potere decisionale o se vi sono evidenti controversie;
- Variazioni delle funzione obiettivo a seguito di fattori Endogeni (composizione nucleo familiare) o Esogeni (condizioni del contesto in cui si inserisce).
- Imprese a tempo parziale: si verifica quando il conduttore non è impegnato solo nell'attività agricola, ma anche in altre attività extra-aziendali. Ciò ha luogo a causa delle ridotte dimensioni economiche delle imprese che non riescono ad assorbire neanche l'impegno lavorativo del singolo e ad offrire un'adeguata remunerazione.
Capitolo 2 - Bilanci delle imprese agricole
Il bilancio d'esercizio è un documento contabile fondamentale che consente di rilevare il risultato dell'esercizio ed è redatto una volta l'anno, generalmente alla chiusura dell'esercizio a cui riferisce. Nel caso delle imprese agricole si costituisce esclusivamente della configurazione economica, ed è composto da:
- Attività: in cui sono registrati i valori di beni e servizi prodotti;
- Passività: in cui sono registrati i valori dei fattori impiegati.
Per stabilire il prodotto netto aziendale (finale) e dunque il risultato dell'esercizio, è necessario iniziare dalle voci dell'Attivo, che fanno riferimento a:
- Produzione vendibile: beni e servizi prodotti e cedibili sul mercato.
- Prodotti venduti;
- Utile lordo da stalla: dato dalla somma tra il risultato al netto dell'attività di compravendita e del valore del bestiame a fine esercizio;
- Prodotti destinati alla remunerazione dei fattori (autoconsumati dall'imprenditore e dalla sua famiglia);
- Servizi venduti sul mercato;
- Servizi destinati alla remunerazione dei fattori;
- Attività agrituristiche.
- Produzione corrente: si ottiene sommando a quella vendibile le seguenti voci
- Variazioni scorte: date dalle oscillazioni dei prezzi sul mercato;
- Variazioni frutti pendenti: prodotti non ancora pronti per la fase di raccolta;
- Variazioni anticipazioni: lavorazioni già avviate ma che saranno terminate l'anno successivo.
- Produzione totale finale: si ottiene sommando, a quella corrente, alcune entrate accessorie.
A questo punto è necessario sottrarre dalla produzione totale finale, le voci del passivo:
- Si sottraggono le spese correnti e si ottiene il valore aggiunto;
- Si sottraggono le quote ammortamento e si ottiene la produzione sociale;
- Si sottraggono le imposte e si ottiene il prodotto netto finale.
Esso rappresenta il risultato dell'esercizio ovvero l'aumento/riduzione di ricchezza generato dall'impresa stessa. Deve essere ripartito tra i soggetti che hanno apporto fattori al processo e, la quota spettante all'imprenditore è definita reddito netto = Prodotto netto finale - redditi corrisposti a terzi (stipendi); esso coincide con il prodotto netto finale se l'imprenditore è l'unico apportatore di risorse.
N.B: il reddito da lavoro è dato dal prodotto netto finale - i capitali agrari o altri apporti effettuati dall'imprenditore. Il reddito da lavoro per unità è diviso per le unità lavorative.
Oltre al bilancio d'esercizio redatto una volta l'anno, vi sono particolari forme di bilancio, definite "parziali", che riferiscono ad una determinata attività svolta dall'impresa e le tipologie principali sono:
- Reddito lordo: relativo alla singola coltura, che consente di effettuare facilmente confronti con altre colture;
- Costo di produzione: relativo a tutti i costi sostenuti dall'imprenditore per la realizzazione e la commercializzazione di un bene;
- Conto colturale: sempre relativo alla singola coltura e consente di effettuare scelte circa colture alternative;
- Colture poliennali: particolari colture con vita pluriennale che presentano andamento particolare di costi e ricavi;
- Valore di trasformazione: identifica il più corretto e redditizio impiego di una determinata risorsa.
Capitolo 3 - Offerta, domanda e mercato dei prodotti agricoli
Offerta
L'analisi dell'offerta dei prodotti agricoli è fondamentale poiché consente di comprendere le cause del Problema Agricolo, che conducono ad una sottoremunerazione dei fattori produttivi e ad un dislivello tra il reddito del settore agricolo ed i redditi relativi ad altri settori.
L'offerta complessiva, a cui si fa riferimento nell'analisi, è espressa dalla relazione: S = f ( P, X, V)
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