Autismo e musica
Il modello floortime nei disturbi della comunicazione e della relazione
Guiot, Meini e Sindelar.
Capitolo 1. Le basi teoriche
I primi mesi del bambino
Una mente ricca. In psicologia dello sviluppo era prevalente l'idea che il bambino nascesse privo di conoscenze e che dovesse fare esperienza in prima persona. Piaget ritiene che per il bambino la realtà sia indifferenziata e che deve essere costruita tramite esperimenti e percezioni accumulate. Egli infatti per capire che gli oggetti sono concreti li deve manipolare. In realtà tali considerazioni sono state sostituite recentemente dall'idea che i piccoli non riescono ad organizzare le proprie azioni a causa dell'immaturità dei lobi frontali, una condizione che porta a disabituazione. La natura fornisce delle conoscenze innate che permettono di sopravvivere, ma devono essere accompagnate dalla cura dei caregiver.
La psicologia ingenua
A poche ore dalla nascita il neonato riesce ad imitare le espressioni facciali (apertura della bocca, protrusione della lingua). Ad 1 mese pone attenzione agli elementi significativi del volto, come la bocca e gli occhi, che sono veicoli comunicativi/emotivi. A 2 mesi riconosce un volto composto in modo non verosimile, mentre a 6 mesi si riesce a mantenere più a lungo gli sguardi su una persona. Lo sguardo infatti segna il passaggio dalla relazione diadica alla relazione triadica, in cui 2 individui condividono l'interesse verso qualcosa di diverso da loro; a 9 mesi infatti il bambino cerca di catturare l'attenzione dell'adulto tramite sguardi o gesti, poiché ha compreso che ogni individuo è dotato di una mente autonoma con una prospettiva psicologica differente che può essere condivisa con qualcuno. A 2 anni il bambino distingue i propri desideri da quelli degli altri e comprende che ognuno agirà in base ai propri obiettivi, una capacità conosciuta come compiti di credenze. Tutte queste abilità si stabilizzano intorno ai 4 anni, definendo la psicologia ingenua.
Lo sviluppo del linguaggio
Il linguaggio comprende la fonologia, la sintassi, la semantica e la pragmatica, ed è costituito da suoni con una certa cadenza. I neonati hanno la capacità di discriminare tutti i fonemi esistenti, che vengono dimenticati dagli adulti quando poi apprendono la lingua madre; di segmentare il discorso in singole parole distinguendo le pause fra una parola e l'altra, una capacità legata al ritmo. I bambini iniziano a parlare alla fine del primo anno di età, utilizzando una sola parola, poi mettendo in sequenza 2 o più parole in strutture sintattiche sempre più complesse; essi riescono ad apprendere i nomi degli oggetti in base a dove si rivolge lo sguardo dell'adulto. I bambini autistici deficitano nel lessico e nella pragmatica, non comprendendo che una frase neutra può avere diverse implicazioni in base al contesto.
Lo sviluppo della competenza musicale
La comunicazione avviene anche a livello non verbale. Si possono esprimere stati d'animo tramite la postura, i gesti, l'uso dello spazio; i bambini invece tendono ad utilizzare i vocalizzi. Già a partire dal terzo trimestre di gravidanza il feto riesce a sentire e distinguere la voce materna, gli indici prosodici e il contorno melodico del flusso sonoro. Infatti essi riconoscono le medesime melodie cantate a velocità diverse o trasposte in note diverse. Tali abilità si specializzano, ma riconoscono solo le melodie che rispettano le convenzioni melodiche della propria cultura.
Le protoconversazioni
Le prime protoconversazioni hanno inizio intorno ai 2 mesi con i caregiver primari, con i quali si è stretto un attaccamento sicuro. In esse, entrambi i componenti sono in reciproco contatto e vi sono degli elementi ricorrenti, come far finta che il bambino comprenda davvero il significato di ciò che gli viene detto, a cui il bambino risponde con gesti o vocalizzi coerenti. Le protoconversazioni sono costituite da un'introduzione, una sezione centrale caratterizzata da imitazioni imperfette o improvvisazioni e una fase di chiusura, scandite da turni del discorso e sincronizzazioni. Il dialogo è coordinato nel tempo e influenzato dall'umore dei partecipanti; un adulto ben sincronizzato col figlio usa la prosodia ed un contorno melodico ascendente o discendente, mentre un adulto con disagi emotivi (depressione) non rispetta i turni dialogici e svolge un'imitazione identica del bambino oppure introduce un'eccessiva variazione sul tema, un aspetto noto come Esp immagini ritardate.
Il bambinese
È il modo in cui gli adulti tendono a parlare con i piccoli, usando un flusso del parlato più lento, con toni acuti, le pause sono allungate e il lessico semplificato, il quale aiuta il bambino nell'apprendimento del linguaggio. La protoconversazione invece educa a rispettare i turni del discorso.
La musicalità comunicativa
Malloch ha introdotto il concetto di musicalità comunicativa: la comunicazione fra adulto e bambino segue una struttura musicale determinata da 3 parametri: la pulsazione, ovvero l'unità della comunicazione, l'intervallo che intercorre tra 2 vocalizzi; la qualità, ovvero il susseguirsi della melodia; e la narrazione, cioè la storia musicale insieme. Inoltre, pare che questi scambi musicali siano simili alla musica dei nostri antenati.
I cantanti di Neanderthal
Le endorfine rilasciate durante i cori hanno spinto gli ominidi a stare insieme, a cooperare e mantenere un rapporto di fiducia. I migliori esecutori avevano dei vantaggi, oltre che essere considerati sessualmente più appetibili e diffusori di cultura. Le occasioni di comunicazione e di imitazione hanno perfezionato la fonazione e la postura eretta.
La musica e i disturbi della comunicazione
La musica permette la ricostruzione della relazione diadica, anche dopo la prima infanzia, rappresenta un veicolo di apertura verso l'altro ed è legata a momenti relazionali intensi. Per il bambino affetto da autismo (ma non solo), può essere un ottimo mezzo per iniziare una comunicazione non fisica, tramite l'uso della voce o di uno strumento, che gli permettono di empatizzare e di sentirsi partecipe a una situazione. La musica promuove abilità cognitive, quali intelligenza, memoria, comunicazione e ha il vantaggio di non esprimere un messaggio chiaro ma di essere slegata da codici linguistici, che però riesce a veicolare tramite l'evocazione di un sentimento. Non si ha bisogno di una psicologia ingenua molto sviluppata, ma la musica permette l'avvicinamento alla prospettiva psicologica delle altre persone. In tale modo ci si distacca dall'effetto Mozart, piuttosto si cerca di intervenire in aree di debolezza mirate e specifiche, stimolandole e potenziandole.
Capitolo 2. L'autismo
Ridefinire l'autismo
Nel 1943 Kanner descrisse come autistici un gruppo di bambini con deficit della relazione e della comunicazione. Mentre il DSM-IV nei disturbi pervasivi dello sviluppo ha incluso il disturbo autistico, di Rett, di Asperger, disintegrativo dell'infanzia e pervasivo dello sviluppo non specificato, il DSM-V, dato che tali disturbi hanno molte caratteristiche comuni, li include in un unico disturbo dello spettro autistico (DSA), posti in un continuum con differente gravità, differenziati in autismo su base genetica o correlato ad epilessia. In fase diagnostica ciò permette di definire il processamento sensoriale, le capacità motorie e visuo-spaziali, lo stile relazionale, il livello linguistico, la comorbidità con altre malattie per creare un piano di intervento specifico e personalizzato.
Le persone autistiche
I manuali statistico-diagnostici parlano di una triade di sintomi critica che riguarda l'ambito relazionale, immaginativo e comunicativo. Le persone affette da DSA possono avere diversi livelli di deficit più o meno invalidanti, non solo in queste aree ma anche nel mantenimento della postura, del focus attentivo, auto ed eteroaggressività e disturbi del sonno. Alcune differenze si riscontrano anche nell'iper/iposensibilità verso gli stimoli.
-
Riassunto esame Didattica speciale, prof. Murdaca, libro consigliato Complessità della persona e disabilità,La motr…
-
Riassunto esame Didattica speciale, prof Murdaca, libro consigliato Complessità della persona e disabilità, Murdaca
-
Riassunto esame Progettazione didattica e didattica speciale, Prof. Anastasia Stefano, libro consigliato Didattica …
-
Riassunto esame Pedagogia speciale, Prof. Besio Serenella, libro consigliato Didattica speciale e inclusione scolas…