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Struttura del funzionamento nervoso - i ricettori sensoriali

Appunti di Struttura e funzionamento del sistema nervoso per l'esame del professor Cedro sui ricettori sensoriali. Vengono trattati i seguenti argomenti: la sensibilità periferica e profonda, la soglia sensoriale, la sensibilità visiva, uditiva, olfattiva, gustativa e organica o profonda.

Esame di Struttura e funzionamento del sistema nervoso docente Prof. C. Cedro

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I R I C E T T O R I S E N S O R I A L I

 I ricettori sensoriali sono gli organi di senso (vista,udito, ecc.) in grado di percepire le stimolazioni del

mondo esterno e di produrre, come risposta, delle sensazioni psichiche. Le stimolazioni però non sono

solo fisiche, cioè prodotte dal mondo esterno (raggio di luce, onda sonora, ecc.), ma sono anche

fisiologiche, cioè prodotte dall'interno del corpo (ad es. la sensazione di soffocamento deriva dai

polmoni).

Sensibilità periferica e profonda

1. La sensibilità periferica può essere visiva, uditiva, olfattiva, gustativa e cutanea; quella profonda riguarda

gli organi interni (muscoli, tendini, articolazioni, diaframma, ecc.).

2. La vista e l'udito sono i sensi più importanti. Il tatto completa e corregge la conoscenza degli oggetti. Il

senso di posizione-equilibrio garantisce la posizione eretta e impedisce di cadere anche durante il

movimento. Il gusto e l'odorato, benché non assolutamente necessari per vivere, ci difendono da certi

pericoli e accrescono i piaceri della vita.

3. È di fondamentale importanza l'educazione e l'igiene dei sensi, poiché essi condizionano l'educazione e

l'igiene della mente (ad es. un bambino che in classe vede poco bene e non è consapevole del suo

difetto, seguirà le lezioni con scarso profitto, diventerà svogliato o irrequieto se non si interviene con

prontezza).

La soglia sensoriale

1. Perché uno stimolo venga avvertito, deve avere un'intensità per lo meno uguale al limite minimo della

nostra sensibilità. Molti stimoli si fermano aldilà del margine di campo della coscienza (vedi ad es. gli

ultrasuoni, o addirittura il caso in cui uno stimolo per noi perfettamente captabile, ci resta fuori della

soglia solo perché siamo sopra-pensiero).

2. L'estensione della soglia sensoriale varia non solo da soggetto a soggetto, ma anche all'interno di uno

stesso individuo, poiché dipende dall'attenzione, dall'attitudine (ad es. un musicista è più sensibile al

suono di un ragazzo in discoteca), dall'esercizio (l'abitudine rende il senso più ricettivo), dal tono affettivo

(cioè dalla nostra partecipazione emotiva).

3. La soglia dunque è il limite in cui appare o scompare una sensazione: essa determina la quantità minima

di eccitazione necessaria perché lo stimolo divenga cosciente. Ma a questa soglia "assoluta" bisogna

aggiungere quella "differenziale" (ad es. se a un soggetto con gli occhi bendati poniamo sul palmo della

mano un peso di 15 gr., aumentandolo di un gr. alla volta, solo verso i 20 gr. egli noterà la differenza).

Questo fenomeno è causato dal fatto che, in condizioni normali, aumentando gradatamente l'intensità

dello stimolo, l'intensità della sensazione aumenta con maggiore lentezza (legge di Weber).

Sensibilità visiva

1. Le sensazioni visive si distinguono in cromatiche (cioè di luminosità colorata) e acromatiche (cioè di

luminosità bianca). Quanto più un colore si avvicina al bianco, tanto più ci appare luminoso (la gamma

della chiarezza va dal bianco al nero). Un raggio solare (luce bianca) allo spettro contiene i seguenti

colori: violetto, indaco, blu, verde, giallo, arancione e rosso.

2. La cromopsicologia ha dimostrato che esiste un potere psicologico dei colori: il rosso è dinamico, attivo,

stimolante; il giallo è eccitante e stimola il lavoro mentale; l'arancione riunisce gli effetti di rosso e giallo

ma in modo attenuato; blu-verde-violetto sono più distensivi e invitano alla contemplazione.

3. La pubblicità, la vetrinistica e la cartellonistica, che manovrano la miscela dei colori per richiamare

l'attenzione dell'utente, evitano di mettere insieme colori complementari (ad es. verde + rosso, blu +

giallo, giallo + indaco, ecc.), in quanto si otterrebbe una luce neutra che è fonte di disagio. Si tende

sempre a preferire il fenomeno di contrasto, che si verifica allorché i due colori accostati non si

mescolano ma appaiono simultaneamente.

 Il contrasto cromatico sorge quando, ponendo vicini due colori, ci sembreranno diversi per il loro

reciproco influsso (ad es. un disco di carta bianca su uno sfondo rosso ci appare verdastro, perché il

rosso è complementare al verde).

 Il contrasto acromatico consiste invece nelle differenze di chiarezza tra il bianco e il nero, e

viceversa (ad es. un colore bianco sembrerà più chiaro su uno sfondo nero, più scuro su uno sfondo

chiaro).


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze della comunicazione (Facoltà di Scienze della Formazione e di Scienze Statistiche) (MESSINA, PRIOLO GARGALLO)
SSD:
Università: Messina - Unime
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Dentedileone333 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Struttura e funzionamento del sistema nervoso e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Messina - Unime o del prof Cedro Clemente.

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