Estratto del documento

Accademia Aeronautica – Corso Marte V

La politica nucleare

dell’Unione Europea

Dall’EURATOM ai giorni nostri, cosa è cambiato e

cosa cambierà

S.Ten Cazzola, S.Ten. Costa, S.Ten. Colangiuli,

S.Ten. Milone 2013

1

Sommario

1. INQUADRAMENTO STORICO ............................................... 3

N , ..... 3

1.1 U

E CONTRO ATO LA DOTTRINA DELLA CONDIVISIONE NUCLEARE

1.2 L ........................................... 7

A POLITICA DEL DISARMO NUCLEARE

1.3 E ........................................................ 12

NERGIA NUCLEARE CIVILE

1.3.1 Apparato decisionale ................................................... 15

La politica nucleare in Europa è principalmente di

competenza degli Stati membri. A livello dell’Unione

............................ 15

Europea, Directorate-General for Energy

1.3.2 Rifiuti nucleari .............................................................. 15

1.3.3 Industria nucleare europea .......................................... 17

2. NORMATIVA ...................................................................... 18

3. PAESI LEADER NELLA PRODUZIONE DI ENERGIA NUCLEARE

21

3.1 P .......................................................... 21

ANORAMICA GENERALE .

F , ........... 22

3.2 L FORCE DE FRAPPE

A RANCIA LA POLITICA NUCLEARE E LA

3.2.1 Costi .............................................................................. 24

3.3 G ............................................................................ 25

ERMANIA

3.3.1 Fukushima 2011 – Cosa è cambiato, cosa cambierà ... 26

3.4 R U ........................................................................ 28

EGNO NITO

3.4.1 Programma nucleare futuro ......................................... 29

4. PROSPETTIVE FUTURE ....................................................... 31

4.1 I F : ’ ............................... 35

L POST UKUSHIMA L INCERTEZZA EUROPEA

4.2 P

UO IL RITIRO DAL NUCLEARE LIMITARE LA DECARBONIZZAZIONE

? ................................................................................... 38

EUROPEA

4.3 L’U ...................... 48

E COME PROPULSORE DEL NUCLEARE A FUSIONE

5. CONCLUSIONI .................................................................... 52

6. BIBLIOGRAFIA E SITOGRAFIA ............................................. 54

2

INQUADRAMENTO STORICO

1.

La politica nucleare dell’UE è un argomento alquanto complesso e ricco di sfaccettature

che ancora oggi recano notevoli dissidi fra gli Stati membri, per facilitarne la

comprensione è bene inquadrare l’argomento a livello storico e politico in un più ampio

panorama mondiale.

Dopo che gli Stati Uniti ottennero e utilizzarono la bomba atomica su Hiroshima e

Nagasaki ci furono due differenti reazioni: da un lato la cosiddetta “corsa all’atomica”

da parte degli Stati maggiormente evoluti tecnologicamente e più importanti nel

panorama mondiale e dall’altro il desiderio di eliminarla e non farne più ricorso da parte

degli Stati che avevano meno possibilità economiche , nonché di quasi tutta l’opinione

pubblica.

Così negli anni successivi alla seconda guerra mondiale alcuni Stati riescono a dotarsi di

armamenti nucleari nel tentativo di controbilanciare lo strapotere americano. L'URSS li

ottenne nel 1949, il Regno Unito nel 1952, la Francia nel 1960 e la Cina nel 1964. In

seguito a questa situazione si venne a creare un clima cosiddetto di guerra fredda, in cui

i due blocchi sovietico e filoamericano erano consapevoli di potersi distruggere a

vicenda con il solo utilizzo delle armi atomiche. Inoltre le armi nucleari divennero

sempre più complesse, dando origine ad una notevole varietà di ordigni. Per controllare

lo sviluppo degli arsenali atomici nel 1957 venne inoltre creata l'Agenzia Internazionale

per l'Energia Atomica ,con sede a Vienna, nell'ambito del progetto americano "atomi

per la pace".

Nel 1970 l'arsenale atomico mondiale contava più di 38 000 testate nucleari e, dopo un

picco di 69 440 ordigni nucleari toccato nel 1986 a causa della politica di deterrenza

reciproca formulata dalla teoria della distruzione mutua assicurata, ha cominciato a

calare raggiungendo l'attuale quota di circa 23 000 testate nucleari.

1.1 Ue contro Nato, la dottrina della condivisione nucleare

In tutto questo l’Europa, crocevia fra URSS e USA, ha un ruolo cruciale nello sviluppo

e impiego dell’arsenale nucleare per il mantenimento di un equilibrio in alcuni casi

decisamente precario. In questo contesto si inserisce la dottrina della condivisione

3

nucleare, essa è un concetto politico della NATO di deterrenza nucleare, che coinvolge i

paesi membri, nella pianificazione per l'uso di armi nucleari da parte della NATO, ed in

particolare prevede, per le forze armate di questi paesi, che siano coinvolte nella

fornitura di queste armi in caso di necessità del loro utilizzo.

Per i paesi partecipanti, la condivisione nucleare consiste nel prendere decisioni comuni

in materia di politica sulle armi nucleari, nel mantenere le attrezzature tecniche

necessarie per l'uso delle armi nucleari (tra cui aerei da guerra, sottomarini e così via) e

conservare le armi nucleari sul loro territorio.

Delle tre potenze nucleari della NATO (Francia, Regno Unito e Stati Uniti), solo gli

Stati Uniti hanno fornito armi nucleari per la condivisione.

Al 2009, Belgio, Germania, Italia, Paesi Bassi e Turchia fanno parte del progetto di

condivisione nucleare avendo ordigni nucleari statunitensi nel proprio territorio.

Anchela Grecia ha fatto parte del progetto ma solo fino al 2001.

Il Regno Unito ha inoltre ricevuto supporto logistico statunitense e armi nucleari

tattiche come mezzi di artiglieria e missili MGM-52 Lance fino al 1992, nonostante il

Regno Unito sia uno Stato dotato di armi nucleari proprie; questi missili infatti sono

stati impiegati principalmente in Germania.

In tempo di pace, le armi nucleari immagazzinate nei paesi non-nucleari sono

sorvegliate da soldati statunitensi; i codici necessari per farle esplodere sono sotto il

controllo degli Stati Uniti con eccezione delle armi atomiche conservate nella base di

Ghedi, Italia che sono sotto il controllo dell'aeronautica militare italiana. In caso di

guerra, le armi devono essere montate su aerei militari dei paesi partecipanti. Le armi

sono sotto la custodia e il controllo della USAFMunitionsSupportSquadronscollocata

sulle principali basi operative della NATO che lavorano insieme con le forze della

nazione ospitante.

Al 2005, delle 480 armi nucleari statunitensi che si credeva fossero dislocate in Europa,

[5]

180 bombe nucleari tattiche B61 rientravano nell'accordo di condivisione nucleare . Le

armi sono depositate all'interno di una volta detta Hardened Aircraft Shelters (HAS) o

Protective Aircraft Shelter (PAS), utilizzando l'USAF WS3 Weapon Storage and

Security System. Gli aerei da caccia utilizzati per lanciarle sono gli F-16 e i Tornado.

4

Storicamente la condivisione di sistemi di lancio di armi nucleari non era limitata alle

bombe. La Grecia ha utilizzato i missili MIM-14 Nike Hercules così come gli aerei

Vought A-7 Corsair II.

Dopo il crollo dell'Unione Sovietica i tipi di armi nucleari condivisi all'interno della

NATO sono stati ridotti alle sole bombe nucleari tattiche.

L'unica base nucleare tedesca si trova a Büchel, vicino al confine con il Lussemburgo.

La base dispone di 11 Protective Aircraft Shelter (PAS) attrezzate con volte a WS3 per

lo stoccaggio delle armi nucleari (la capacità massima è di 44). Ci sono 20 bombe

nucleari B61 immagazzinate nella base per l'utilizzo da parte dei cacciabombardieri

tedeschi PA-200 Tornado IDS dello squadrone JaBoG 33.

Nell’aprile 2010 la NATO ha approvato la cosiddetta modernizzazione del suo arsenale

nucleare in Europa, che dovrebbe essere completata entro il 2020. La modernizzazione è

stata confermata nel maggio 2012 al vertice di Chicago, durante la cosiddetta revisione

della deterrenza e della posizione di difesa (DDPR).La modernizzazione di questo

arsenale arcaico dovrebbe avvenire in due fasi. In una prima fase, le bombe B61

attualmente dispiegate in Europa saranno riportate negli Stati Uniti a partire dal 2016 e

convertite in armi nucleari guidate di precisione (il cosiddetto programma di estensione

della vita dei B61 o B61 LEP) e poi riportate di nuovo in Europa come B61-12, con

migliori capacità militari per il 2019/2020. Inoltre, un nuovo cacciabombardiere stealth

– l’ F-35 Joint Strike Fighter - è in fase di costruzione e con inizio della distribuzione in

Europa atteso per i primi anni del decennio del 2020.

Ma come si configura tutto questo con il Trattato di Non Proliferazione firmato nel

1968?

Sia il Movimento dei Non-Allineati e sia critici all'interno della NATO credono che la

condivisione nucleare della NATO violi gli articoli I e II del Trattato di non

proliferazione nucleare (TNP), che vietano il trasferimento e l'accettazione,

rispettivamente, del controllo diretto o indiretto sulle armi nucleari.

5

Gli Stati Uniti insistono che le loro forze hanno controllo delle armi e che nessun

trasferimento delle bombe nucleari o controllo su di esse è destinato ad esserci "a meno

che e fino a quando una decisione di andare in guerra viene presa, nel cui caso il TNP

non sarebbe più il controllo", quindi non c'è violazione del TNP.

Tuttavia i piloti e altro personale dei paesi "non-nucleari" della NATO svolgono

esercitazioni sulla gestione e l'uso delle bombe nucleari statunitensi; e aerei da guerra

non-statunitensi sono stati adattati per portare le bombe nucleari degli Stati Uniti, ciò ha

comportato il trasferimento di alcune informazioni tecniche sulle armi nucleari. Anche

se l'argomento degli Stati Uniti è considerato giuridicamente corretto, alcuni sostengono

che queste operazioni in tempo di pace appaiono come in contrasto con l'obiettivo e lo

spirito del TNP. In sostanza, tutti i preparativi per fare una guerra nucleare sono già stati

fatti dai paesi apparentemente non in possesso di armi nucleari.

Nel momento in cui TNP era in fase di negoziazione gli accordi di condivisione

nucleare della NATO erano segreti. Questi accordi erano stati comunicati ad alcuni

Stati, tra cui l'Unione Sovietica, durante i negoziati per il trattato con le argomentazioni

della NATO per non trattarli come proliferazione. Ma la maggior parte degli Stati che

hanno firmato il TNP nel 1968 non sarebbero stati a conoscenza di tali accordi e

interpretazioni in quel momento. 6

1.2 La politica del disarmo nucleare

Come anticipato precedentemente questi dati non rassicurano assolutamente quella parte

di opinione pubblica che invece preferirebbe una politica di disarmo. Con disarmo

nucleare si intende il problema dell'uscita del mondo dall'era delle armi atomiche. Data

la gravità dei danni causati dall'uso di armi atomiche nei conflitti mondiali, il problema

del disarmo si è posto sotto una nuova luce.

Se la fine della guerra fredda con la caduta dell'Unione Sovietica poteva dare motivo di

bandire le armi atomiche, oggi la questione del disarmo è ancora molto attuale data la

facilità di ottenimento di armi atomiche derivata dal fatto che le tecnologie nucleari

sono alla portata di un numero sempre crescente di paesi. I negoziati per il disarmo

nucleare hanno vissuto diverse fasi ed i contrasti maggiori sono sempre sorti sui

controlli.

Tra il 1945 ed il 1955, subito dopo la Seconda guerra mondiale, l'URSS si rifiutò di

prendere in considerazione qualsiasi proposta relativa al disarmo nucleare. Il caso più

clamoroso fu la risposta con cui nel 1948 l'allora delegato sovietico all'ONU, Andrei

Wishinsky, respinse la proposta americana di trasferire la proprietà ed il controllo

sull'energia atomica (sia per usi civili che militari) all'Onu. A questo modo Wishinsky

ebbe a dire: “ho ascoltato le proposte americane e ne ho riso tutta la notte!”.

Da considerare che in quegli anni gli Stati Uniti avevano il monopolio della bomba

atomica. Il triennio 1955-1957 è contrassegnato dallo sforzo occidentale di arrivare a

risultati concreti e dall'altro da apparenti sintomi di flessibilità sovietica, poi smentiti dai

fatti. A Ginevra, nel 1955, si giunse all'accordo di applicare contemporaneamente due

piani di controlli: quello aereo proposto da Dwight David Eisenhower e quello di posti

di controllo terrestre proposti da Mosca. Anche questo accordo venne reso impraticabile

da Molotov nell'ottobre del 1955. I negoziati si trascinarono a Londra fino al 1957: il 27

agosto il delegato sovietico ValerianZorin respinse ogni proposta ed abbandonò i

negoziati.

Durante gli anni 1960 crebbe la sensibilità popolare contro le armi nucleari

(specialmente al riguardo dei test nucleari in atmosferici e del fallout radioattivo). Nel

7

1963 venne firmato il Partial Test BanTreaty, che proibiva test nucleari in atmosfera.

Nel 1968 venne firmato il Trattato di non proliferazione nucleare. Nel 1972 venne

siglato il Trattato anti missili balistici Alla fine degli anni 1980 vennero siglati gli

accordi START.

Il trattato START è stato siglato il 31 luglio 1991 tra Stati Uniti e Unione Sovietica.

Venne rinominato START I alla stipula del suo successore START II. Il trattato

prevedeva limiti al numero di armi di cui ogni fazione poteva dotarsi. L'Unione

Sovietica collassò cinque mesi dopo la sua stipula, perciò il trattato rimane oggi in

vigore con le nazioni di Russia, Bielorussia, Kazakhistan e Ucraina. Questi ultimi tre

paesi hanno da allora azzerato completamente il loro potenziale offensivo nucleare.

Nell'Unione Sovietica, le voci contro le armi nucleari erano poche ed isolate, dal

momento che il rivolgersi al "pubblico" non era un fattore politico rilevante. Alcuni

cittadini che erano abbastanza importanti da permettersi di criticare il governo sovietico

liberamente, tra cui Andrei Sakharov, si pronunciarono contro le armi nucleari ma con

scarsi risultati.

Dopo lo smantellamento dell'Unione Sovietica un certo numero di paesi del Patto di

Varsavia si ritrovarono in possesso di armi nucleari. Ucraina, Bielorussia e Kazakistan

vi rinunciarono a causa di costi di gestione troppo elevati.

Il trattato START II è stato siglato il 3 gennaio 1993 tra il presidente statunitense Bush

e quello russo Eltsin. Con esso è stato bandito l'uso dei MIRV (sistemi di trasporto e

lancio multiplo di testate). Ratificato prima nel gennaio 1996 dal senato degli Stati

Uniti, il trattato è rimasto in sospeso per alcuni anni alla duma russa. La ratifica fu

posposta varie volte in segno di protesta contro gli interventi militari statunitensi in Iraq

e in Kosovo, nonché contro l'espansione nell'Europa orientale della NATO. Col passare

del tempo il trattato perse di interesse per le parti; gli Stati Uniti iniziarono a premere

per una modifica del trattato ABM per poter sviluppare una tecnologia anti-missile

("scudo spaziale"), modifica che incontrò il rifiuto russo. Il 14 aprile 2000 la Russia

ratificò il trattato vincolandolo all'intoccabilità del trattato ABM. START II è stato

ufficialmente superato dal trattato SORT, siglato dai presidenti George W. Bush e

Vladimir Putin il 24 maggio 2002, col quale le parti abbandonano la logica dei trattati

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precedenti - con le loro accurate limitazioni al numero di armi specifiche - e impegnano

invece entrambi i loro Stati ad una riduzione unilaterale indipendente del numero totale

delle testate.

Entrambi i trattati sono stati sostituiti dal New START.

New START (for Strategic Arms ReductionTreaty) è un trattato bilaterale tra gli Stati

Uniti e la Russia sul disarmo nucleare firmati a Praga nel 2010.

Questo trattato sostituisce tutti gli accordi precedenti: START I (scaduto nel dicembre

del 2009), START II e SORT. Questo nuovo accordo è stato annunciato dal presidente

degli Stati Uniti Barack Obama e dal presidente russo DmitryMedvedev il 26 marzo

2010 ed è stato poi firmato dagli stessi l'8 aprile2010 a Praga.

L’approccio graduale, dei “piccoli passi”, fin qui seguito è condiviso dall’Unione

europea, nonostante l’Ue sia, nuclearmente parlando, “una entità eterogenea”. A Praga,

Obama e il russo DmitriMedvedev parlano all’unisono di “evento storico” e affermano

un po’ ritualmente che “ora il mondo è più sicuro”.Vero, ma, anche ad accordi attuati,

gli arsenali nucleari strategici rimanenti americani e russi resteranno largamente

sufficienti ad assicurare una dozzina di volte il reciproco annientamento e la distruzione

del Pianeta.

La posizione di Obama evidenzia un certo interesse in un mondo senza l’atomica, al

pari di cinque Paesi europei Nato: Germania, Norvegia, Belgio, Olanda e Lussemburgo

che vogliono un’Europa senza armi nucleari tattiche Usa. Il dibattito è intenso, verso la

definizione di un nuovo concetto strategico atlantico: si discute sul valore delle armi

nucleari tattiche in Europa come strumento di deterrenza, o come pegno del patto

d’alleanza atlantico, sulla opportunità di rimuoverle o la necessità d’ammodernarle.

L’Italia, che pure ospita bombe nelle basi di Aviano in Friuli e di Ghedi nel Bresciano,

per ora non vi partecipa, al pari della Turchia. Natalino Ronzitti, docente di diritto

internazionale alla Luiss, consigliere scientifico dello IAI, ipotizza che “il governo di

Roma non voglia scoprire le carte prima che la questione sia stata trattata e concordata

con gli alleati”. Ma così facendo riduce la possibilità di influire sull’esito del dibattito.

9

Il passo dei Cinque tocca un tema sensibile della strategia alleata, quello della

dissuasione nucleare e delle ultime garanzie americane a difesa dell’Europa, ed è quindi

parte del dibattito sulla definizione di un n

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-GGR/02 Geografia economico-politica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher mrsmith01 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Strategie internazionali per lo sviluppo economico e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Napoli Federico II o del prof Amato Vittorio.
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