Esame di: strategia ed organizzazione degli istituti finanziari
Lezione 1: Rivoluzione istituzionale e competitiva del sistema bancario
Oggi le banche sono attente a valutare il tema della strategia per via di una serie di mutamenti radicali del settore bancario. Con il TUB è eliminata la specializzazione (temporale, operativa e istituzionale) con la possibilità di diversificare le attività. In passato la specializzazione era imposta dalla regolamentazione, attualmente non è un vincolo regolamentare. Chi si specializza lo fa per scelte strategiche.
Caratteristiche storiche del settore
Dagli anni '90: deregulation e ri-regolamentazione. Vi era una concezione di banca istituzione: regolamentato e protetto.
- Caratterizzato da strutture burocratiche
- Specializzazione temporale, operativa ed istituzionale
- Barriere all’ingresso molto elevate
Nuove tendenze del settore concezione di banca impresa altamente competitiva.
- A struttura imprenditoriale o manageriale
- Strategia di diversificazione produttiva, istituzionale e temporale
Fino agli anni '80 il mercato finanziario era molto chiuso, regolamentato e con elevate barriere all’entrata. Il settore bancario ha avuto una svolta con la privatizzazione degli anni '90, infatti fino agli ultimi anni '80 le banche erano pubbliche. Dall'80 al 90 vi fu la trasformazione da banca istituzionale a banca impresa. Le barriere all’entrata vengono rimosse e vi è maggiore libertà di iniziativa, operatori esteri hanno iniziato a entrare nel mercato italiano.
Le principali forze (driver) del cambiamento
I driver che hanno spinto banche ed altri istituti finanziari a ragionare in maniera differente sono:
- Maturità dei mercati ed elevata concorrenza
- Deregulation dell’intermediazione finanziaria, generale eliminazione di quei vincoli stringenti per cui mentre in passato era presente un numero elevato di banche attualmente si è ridotto e ciò è dovuto alla concentrazione.
- Diversificazione di: prodotto, aree geografiche e segmenti di mercato
Fino agli anni '90 non vi era un ragionamento basato su di un'impostazione strategica volta alla conquista del mercato. Oggi questa è una scelta essenziale per gli istituti finanziari, in quanto la banca al fine di raggiungere gli obiettivi strategici deve monitorare il mercato (dinamico e in continua evoluzione).
Le risposte strategiche degli istituti finanziari
Sono state:
- Sviluppo di modelli di analisi e progettazione strategico-organizzativa
- Identificazione di nuovi assetti istituzionali e strutturali (gruppo bancario, banca universale, modello di governance)
- Concentrazione del settore bancario per ottenere: economie di scala, economie di scopo e diversificazione
- Orientamento all’innovazione (fondamentale conoscere il know-how in quanto i beni offerti sono per la maggiore immateriali)
- Maggiore attenzione al mercato
Gli approcci strategici delle imprese finanziarie
Tutti gli intermediari devono fare strategia per perseguire fini di creazione del valore. Gli studi sulle strategie finanziarie hanno individuato 2 approcci:
- Di tipo macroeconomico: analizzare un determinato raggruppamento strategico di imprese che adottano una strategia similare
- Di tipo microeconomico: analizzare il comportamento della singola azienda che può differire dalle altre imprese
Riepilogo delle principali teorie e modelli sulla strategia in generale
- Paradigma Strategy-Structure di Chandler '62: è alla base degli studi di strategia, è un paradigma in cui i concetti di strategia e di organizzazione sono circoscritti ai modelli di divisione e coordinamento del lavoro, riflette la coerenza tra strategie di lungo periodo e struttura organizzativa.
- Paradigma Ambiente-Strategia-Struttura-Performance: paradigma legato all'opzione di specializzazione/diversificazione delle strategie di portafoglio. Si articola così:
- Prima della strategia si analizza il contesto in cui si opera (ambiente)
- Poi bisogna procedere alla definizione della strategia
- Infine le performance sono influenzate dalla struttura organizzativa
Nota bene: il rapporto strategia-struttura organizzativa è di tipo bidirezionale poiché la struttura organizzativa cerca di concretizzare la strategia presa tramite le risorse. In alcuni casi gli obiettivi raggiunti possono essere non corretti, per cui la struttura può incidere sulla strategia per arrivare a ripensamenti strategici.
Catena del valore di Porter: Porter distingue tra strategie basate su prezzi/costi e differenziazione. La strategia di Porter può essere applicata alle imprese finanziarie poiché il raggiungimento degli obiettivi è frutto di un insieme di attività coordinate ed efficienti.
Il concetto di orientamento strategico
La strategia consiste nell’adottare un processo decisionale che consente di raggiungere determinati obiettivi nel medio/lungo periodo, obiettivi che creino valore. La strategia è complessa se complessa è l’impresa. Altre definizioni di strategia sono:
- Orientamento di fondo dell’impresa
- Primo processo di analisi
- Fattore che condiziona il livello della struttura organizzativa
- Prima fase di ogni processo decisionale dell’impresa
In base al livello di complessità la strategia si distingue in:
- Strategia esplicita condivisa a tutti i livelli manageriali
- Strategia implicita tipica delle piccole imprese
Lezione 2: Il settore dell’istituto finanziario: caratteristiche strutturali
Il sistema finanziario
È l’insieme organizzato di mercati, intermediari e strumenti finanziari.
- Strumenti finanziari: categoria di contratti aventi per oggetto diritti ed obblighi di natura finanziaria. Rappresentano il prodotto offerto al cliente (oggetto).
- Mercati finanziari: luoghi fisici e telematici dedicati allo scambio di strumenti finanziari.
- Intermediari finanziari: aziende di servizi (poiché la fase di produzione dei servizi è contestuale a quella di erogazione). Imprese che svolgono sistematicamente attività finanziaria costituita da:
- Produzione e negoziazione di strumenti finanziari
- Offerta di servizi connessi alla circolazione di strumenti finanziari
Il funzionamento del sistema finanziario è regolato e controllato dall’autonomia di vigilanza che vigila sul funzionamento degli strumenti finanziari.
Funzioni del sistema finanziario
Il sistema finanziario è dedicato al soddisfacimento dei bisogni finanziari delle unità economiche elementari. Svolge 3 funzioni:
- Funzione monetaria (produzione mezzi monetari): offerta di strumenti di pagamento alternativi al sistema finanziario.
- Trasferimento delle risorse finanziarie crea un legame tra:
- Accumulazione del risparmio (soggetti in avanzo finanziario)
- Finanziamento degli investimenti (soggetti in disavanzo)
Occorre precisare che i soggetti in avanzo valutano il rendimento dell’investimento del risparmio, quelli in disavanzo valutano il costo del capitale di debito.
- Gestione dei rischi svolta dagli istituti finanziari, tramite l’uso di strumenti finanziari.
Gli intermediari finanziari
Sono componenti del sistema finanziario, classe d’impresa che svolge attività finanziaria (quindi produzione/negoziazione strumenti finanziari e offerta di servizi connessi alla circolazione degli strumenti finanziari). Gli istituti finanziari svolgono una funzione cardine nel sistema finanziario ponendosi come tramite tra prenditori e datori di fondi. Questi raccolgono risorse dalle unità in surplus (in avanzo) emettendo passività e finanziano le unità in deficit (in disavanzo) tramite:
- Operazioni di credito
- Sottoscrizione di titoli
Il trasferimento delle risorse dai datori ai prenditori che si basa sull’intervento degli istituti finanziari costituisce il circuito indiretto. Gli istituti finanziari svolgono 5 funzioni principali:
- Funzione di allocazione delle risorse: consiste nella valutazione e selezione sistematica di impieghi finanziari (caratterizzati da rischio e rendimento atteso differente).
- Funzione di sorveglianza e controllo finanziario: consiste nel verificare la qualità della destinazione delle risorse e della qualità per i risultati conseguiti.
- Funzione di produzione e negoziazione di strumenti finanziari, offerta di servizi di supporto.
Le diverse forme di intermediazione finanziaria
Esistono 3 forme: le scelte strategiche di un istituto finanziario variano a seconda se si vuole specializzare in un’area dell’intermediazione finanziaria o se si vuole diversificare la propria attività. La specializzazione massima si avrà nel momento in cui sarà offerto un prodotto ad un target di clientela specifico.
Vantaggi specializzazione
- Economia di apprendimento: consentono di svolgere un processo produttivo migliore rispetto a quello svolto da un altro istituto finanziario. Permette di accrescere competenze e differenziazione del proprio prodotto rispetto ai concorrenti.
- Economia di scala: aumentano i volumi di produzione diminuendo i costi fissi unitari.
L’ampliamento delle gamme di prodotti e le scelte di ampliamento della clientela sono strategie diverse adottate in specifici momenti. Vuol dire che l’istituto finanziario dispone di un eccesso di produttività che saranno utilizzate su altri prodotti (c.d. economie di scopo) e per le altre attività che presentano un grado di correlazione con l’attività principale.
L'intermediazione creditizia (raccolta risparmio e concessione finanziamenti)
Consiste nello svolgimento sistematico della funzione creditizia, ossia:
- Raccolta del risparmio presso il pubblico (unità in surplus)
- Concessione di finanziamento ad un soggetto in disavanzo (unità in deficit)
L'istituto finanziario è:
- Debitore nel ruolo di prenditore di fondi
- Creditore nel ruolo di datore di fondi
I contratti di credito presuppongono un rapporto fiduciario tra banca e cliente. Si ricorre agli istituti finanziari perché le imprese avrebbero difficoltà a finanziarsi direttamente dalle unità in surplus a causa di:
- Costi di selezione e monitoraggio
- Non conoscenza delle scadenze, ammontari, profilo di rischio
Gli istituti finanziari invece:
- Raccolgono e gestiscono informazioni anche riservate
- Controllano che le imprese finanziate non abbiano comportamenti opportunistici
- Trasformano le scadenze
- Gestiscono i rischi tramite politiche di diversificazione
Evoluzione dell’intermediazione creditizia
(iperintermediazione e disintermediazione)
L’intermediazione creditizia ha avuto una forte crescita fino agli anni '80 favorita da:
- Inflazione
- Preferenza per la liquidità
Nello stesso periodo si verifica un ridotto sviluppo dei mercati finanziari, si viene a verificare il fenomeno dell’iperintermediazione cioè aumento della rischiosità dell’attivo e conseguenze negative per le imprese (elevati oneri e crisi). Dagli anni '90 si verifica il fenomeno della disintermediazione, l’attività creditizia entra in una fase di maturità caratterizzata da:
- Diminuzione del tasso di sviluppo dei fondi intermediati
- Diminuzione dello spread tra tassi
Criticità: per superare la criticità:
- Riduzione dei costi operativi tramite l’istituto finanziario
- Politiche di sviluppo dimensionale e concentrazione tra banche per rafforzare le economie di scala
- Intermediazione creditizia integrata ed altri servizi per ottenere economia di scopo
p.s. vedi l’evoluzione normativa
L'intermediazione mobiliare
Consiste nella:
- Raccolta e concessione di fondi e valori mobiliari (in senso proprio)
- Selezione, ricerca e assistenza di controparti che effettuano uno scambio diretto
È un’attività ad alto valore aggiunto, per un numero limitato di banche. Presenta profili di conflitto di interessi con l’intermediazione creditizia per l’intermediario che esercita entrambe le attività. Vi rientrano:
- Merchant banking: assicurazione e detenzione di titoli al fine di conseguire un capitale gain al momento del disinvestimento
- Corporate finance: finanza mobiliare, finanza straordinaria, consulenza
- Investment banking: attività per la gestione finanziaria di clienti, processo di raccolta di mezzi permanenti a favore degli emittenti, in tal caso l’intermediario opera come:
- Dealer: speculatore in quanto alla base delle informazioni sfrutta le opportunità derivanti dal mercato acquistando titoli sottovalutati, rivendendoli quando il valore aumenta.
- Broker: professionista che ricerca ed acquista per conto del cliente, il prodotto che offre migliora il rapporto qualità/prezzo.
- Asset management: gestione del risparmio su base individuale e collettiva, le banche non possono effettuare gestione collettiva del risparmio.
L'intermediazione assicurativa
L’impresa di assicurazione assume, mediante contratti dai caratteri omogenei, e gestisce istituzionalmente e sistematicamente i rischi ad essa trasferiti dagli assicurati. Si distinguono in:
- Assicurazione danni: relative ai rischi attinenti a beni, soggetti, patrimonio
- Assicurazione vita: relative ai rischi attinenti esclusivamente la vita umana quindi: rischi di morte o sopravvivenza
Nota bene: le banche possono solo distribuire e non produrre prodotti assicurativi. Il soggetto preposto alla distribuzione di prodotti assicurativi mediante convenzione con un ente assicurativo è detto bancassurance.
Lezione 3: I differenti livelli delle strategie della banca, la catena del valore, le scelte di make or buy
Aree di attività e strategie della banca
Una banca diversifica la propria attività poiché a volte dispone di una capacità in eccesso di risorse umane o immateriali. Diversificando può ottenere delle economie di scopo dato che le risorse suddette possono essere usate in altri processi produttivi diversificando il rischio. Il livello di diversificazione per un istituto finanziario va analizzato a livello di:
- Aree di attività
- Singoli prodotti delle aree di attività
- Segmenti della clientela
Concetto diverso ed opposto alla diversificazione è la specializzazione, cioè l’operare in una singola area offrendo un singolo prodotto ottenendo in tal modo:
- Economia di scala
- Economia di apprendimento
- Economia di specializzazione
A inizio anni '90 l’analisi delle strategie bancarie ha assunto un’importanza crescente alla luce dei cambiamenti del:
- Contesto istituzionale
- Ambiente competitivo
È possibile distinguere 3 livelli di strategia:
- Strategia a livello corporate
- Strategia a livello business
- Strategia funzionale
L’analisi strategica è strutturata su 3 livelli poiché gli istituti finanziari sono imprese complesse che svolgono le loro attività in più aree.
Le strategie a livello corporate
- Definisce i settori ed i mercati all’interno dei quali l’impresa deve competere (quali attività svolge)
- Riguarda le scelte di diversificazione (ampliamento delle attività)
- Integrazione verticale
- Cessione e acquisizione
- Decisioni sulle nuove attività
- Seleziona il portafoglio delle attività dell’impresa, effettua le scelte di allocazione tra le diverse unità di business (unità al cui interno troviamo prodotti e clientela omogenea)
- È la strategia alla base (1° livello) degli istituti finanziari che definisce il livello di diversificazione
Le strategie a livello di business
- Determina il comportamento competitivo delle imprese all’interno di un settore o un mercato, business unit od aree d’affari
- L’impresa dovrà adottare una strategia sia
- Che punti ad essere leader in un settore
- Che punti alla sopravvivenza per ottenere un vantaggio competitivo sostenibile nel tempo
Differenze tra strategia corporate e business: la prima è una strategia unitaria, la seconda varia a seconda dei business poiché si riferisce alle caratteristiche tipiche di un settore/mercato in cui si opera. Solo se l’istituto finanziario è specializzato vi è coincidenza tra le due strategie. Se l’istituto finanziario è diversificato si avranno più strategie di business e una di corporate.
Strategie a livello funzionale
- Questa strategia definisce/riguarda l’utilizzo di specifiche risorse a livello operativo
- Sono incluse le politiche
- Sia a livello settoriale che di prodotto
- Sia a livello di produzione
- Sia a livello di R&S
- A livello di marketing
- A livello del personale e finanziarie
Alcune funzioni sono trasversali (utilizzate su più processi) altre sono specifiche di determinate attività. È una strategia che consente di svolgere l’attività dell’impresa.
Scelta della strategia a livello corporate
Partendo dal fatto che la strategia deve condurre alla redditività del capitale investito, a livello corporate la strategia implica l’assunzione di decisioni su:
- Missione della banca e la sua filosofia
- Confini delle aree strategiche in cui si decide di operare
- Correlazioni tra le attività
- Confini della banca (con altri istituti finanziari in base ad accordi di collaborazione)
- Gestione del portafoglio di attività
A livello corporate (in cui l’azienda è intesa nel complesso) il problema principale è individuare la combinazione ottimale di prodotti/mercati (aree d’affari) attrattive per la banca. Tenuto conto della propria capacità operativa delle competenze e dell’ambiente competitivo, la strategia a livello corporate riguarda essenzialmente l’opzione tra specializzazione.
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