Strategie e tecniche di negoziazione di borsa
Il PIL non serve a fare analisi future perché si basa su trimestri passati.
Spread e titoli di stato
Spread: è la differenza tra il rendimento offerto tra i titoli di Stato tedeschi, Bund, e i titoli di stato italiani, BTP, decennali con cedola al 6%. Il Bund ad oggi rende: -0,3% (sono sicuro di perdere), il BTP ad oggi è intorno all’1%.
L'Unione europea e il libero scambio
L’Unione Europea è sì caratterizzata dalla moneta unica, ma ad essa non corrisponde un’unione fiscale, politica e legale. Una possibile soluzione potrebbe essere il libero scambio tra USA e Europa e la creazione di una superpotenza commerciale che contrasti l’avanzata cinese (tentativo di Obama mai portato a termine).
Composizione del portafoglio
Portafoglio tendenzialmente formato dal 30% di azionario (più rischioso) e dal 70% obbligazionario e certificati.
L’85% dei fondi non battono i benchmark, perché? In parte ciò può essere dovuto ai riscatti, ma la motivazione principale risiede negli elevati costi di gestione, sia quelli occulti sia quelli dichiarati.
Fattori che influenzano l'economia reale
Cosa influenza l’economia reale? Sicuramente l’operato delle banche centrali, come l’intervento tramite azioni espansive e il noto QE. Esse tentano di modificare l’andamento dell’economia reale, ma tuttavia queste manovre dovrebbero essere affiancate da interventi governativi altrettanto espansivi.
Mercato azionario e ciclo economico
Il mercato azionario si può dire che anticipa quello reale di circa un semestre, perché sconta tutte le variabili, incluse le aspettative. Se i prezzi azionari salgono siamo in una fase del ciclo positiva. In Italia il mercato azionario mostra un andamento laterale, incertezza e possibilità di crescita, occorre attendere la manovra di bilancio per potersi esprimere meglio.
Attività sottovalutate e sopravvalutate
- Attività sottovalutate vanno comprate, ipotizzando un successivo rialzo
- Attività sopravvalutate vanno vendute ipotizzando un successivo ribasso
Cigno nero e cigno grigio
Cigno nero in borsa: Brexit, terremoto ed esplosione Fukushima.
Cigno grigio (si ha la possibilità di difendersi): 11 settembre, Lehman Brothers, fallimento Argentina.
Ciclo economico
L’andamento del ciclo economico è un andamento ciclico e le sue oscillazioni possono essere riassunte in diverse fasi:
- Fluttuazioni stagionali di breve periodo, identificabili con periodi precisi dell’anno come per esempio il periodo natalizio o quello estivo
- Fluttuazioni di medio periodo
- Cicli di lungo periodo
- Cicli molto lunghi legati a rivoluzioni tecnologiche che cambiano un’era
Fasi del ciclo economico
- Ripresa: Il ciclo economico parte da un punto di minimo e si riprende grazie a politiche espansive. Il mercato azionario mediamente anticipa di 6 mesi la ripresa dell’economia reale. In questa fase i dati macroeconomici anticipatori sono in salita, aumenta la domanda, l’inflazione, i tassi, i prezzi delle materie prime, mentre diminuiscono i risparmi a favore degli investimenti e le scorte. In questa fase è preferibile investire nel mercato azionario e nei bond a tasso variabile, soprattutto dei settori ciclici come telefoni, media, auto.
- Espansione: I dati anticipatori danno i primi segnali di incertezza, l’inflazione corre, si verifica una corsa agli investimenti, le materie prime iniziano ad essere troppo care, scende la disoccupazione, le scorte vanno ai minimi e le banche centrali aumentano i tassi riducendo la liquidità. Tutti i mercati finanziari di riferimento raggiungono i loro massimi anticipando i massimi del ciclo economico, l’obiettivo in questa fase è ridurre l’esposizione sul mercato azionario; l’analisi tecnica fornisce segnali di inversione del trend di lungo periodo. Investimenti migliori in materie prime, bancari, grande distribuzione.
- Rallentamento: L’espansione comincia a rallentare, i dati anticipatori diminuiscono e la disoccupazione torna a salire, rallentano investimenti e produzione industriale oltre che l’inflazione; le banche centrali iniziano ad abbassare i tassi e le scorte iniziano ad aumentare anche perché il costo delle materie prime è molto caro. In questa fase la componente azionaria non deve essere in portafoglio, eccetto la componente azionaria difensiva come il settore del food&beverage o l’healthcare, preferibili bond a tasso fisso, perché una riduzione dei tassi porta ad un aumento di valore in conto capitale.
- Recessione: I dati anticipatori crollano, la disoccupazione aumenta in modo decisivo, l’inflazione è ai minimi così come la produzione industriale e il PIL; i prezzi delle materie prime scendono e le scorte affossano le aziende, le banche centrali portano i tassi ai minimi e iniziano politiche espansive. Opportuno chiudere posizioni short e dar spazio eventualmente a posizioni long, non esiste in questa fase un settore da preferire, rimangono validi i bond a tasso fisso.
Da qui la ripresa e l’inizio del nuovo ciclo economico. I mercati azionari anticipano sia il picco di un ciclo economico sia il suo pavimento. Essi raggiungono un importante top, prima del massimo, e prima che il ciclo tocchi il punto più basso, registrano un significativo minimo.
Interventi delle banche centrali
Le banche centrali hanno la possibilità di intervenire con diversi strumenti, al fine di garantire la fiducia ad aziende e investitori, controllare la dinamica dei prezzi e dei tassi di cambio e sostenere il ciclo economico:
- Rialzo/ribasso dei tassi
- Operazioni di mercato aperto (acquisto di titoli di stato, QE)
- Modifiche alla percentuale della riserva obbligatoria per le banche
- Interventi sul mercato dei cambi
Tuttavia, gli interventi delle banche centrali dovrebbero essere sostenuti da politiche fiscali:
- Politica fiscale espansiva: + spesa; - tasse → deficit
- Politica fiscale restrittiva: - spesa; + tasse → surplus
Analisi integrata
Perché? Per aumentare la possibilità di stimare scenari corretti seppur incerti. Un portafoglio deve essere gestito con un’ottica di lungo periodo, proprio per questo considerare più variabili aumenta la possibilità di successo, è costituita da:
- Analisi macroeconomica
- Analisi fondamentale
- Analisi tecnica
- Analisi dei volumi
Analisi macroeconomica
Studia l’evoluzione delle principali variabili economiche aggregate in cui si riflette lo stato di salute del sistema economico e le conseguenze sui mercati finanziari e la loro evoluzione. Ha l’obiettivo di porre gli strumenti per capire se l’economia sta crescendo oppure no, di costruire scenari di medio lungo periodo in grado di interpretare i movimenti del mercato.
Il panorama mondiale attuale vede la grande contrapposizione tra Stati Uniti e Cina che si contendono il primato di potenza mondiale. Tuttavia, le economie emergenti si può dire abbiano un andamento e una velocità di crescita notevole così come una grande capacità di uscire dai periodi di crisi; gli USA si può affermare che non muoiono mai, sono costantemente caratterizzati da alti e bassi, ma ancora in grado di prevalere sui mercati soprattutto grazie alla proprietà intellettuale di cui dispongono, l’Europa invece sopravvive esclusivamente grazie ad una buona capacità di risparmio, ma i suoi ritmi di crescita non sono ancora in grado di procedere con costanza e velocità.
Analisi fondamentale
Analisi di bilancio e di multipli. Analizza l’insieme dei dati di bilancio, le prospettive di crescita e l’ambito in cui opera la società con il fine di delineare la più probabile evoluzione del titolo o della società.
Analisi tecnica
Studio dell’andamento dei prezzi dei mercati finanziari nel tempo attraverso l’uso di grafici e metodi statistici, allo scopo di prevedere tendenze future, partendo da dati del passato che riflettono la psicologia e il comportamento dell’uomo (ciò che succederà nel prossimo futuro è condizionato dal passato più recente). L’analisi tecnica non è scienza, ha l’obiettivo di identificare delle regolarità nelle serie temporali dei prezzi, estraendo pattern non lineari da dati caratterizzati da elevato noise.
- Supportare l’identificazione degli scenari e dei cicli economici
- Supportare le scelte di asset allocation
- Implementare strategie di trading a breve, medio e lungo termine sia discrezionali che automatiche
- Finalità speculative
- Supporto nell’individuazione nel momento migliore per investire (market timing)
L’analisi tecnica è utile soprattutto per i trader che hanno orizzonti di breve termine (intraday).
Il prezzo
Il prezzo di un’attività finanziaria esprime un consensus degli agenti sul mercato sulle loro aspettative, derivante dall’incontro tra domanda e offerta. L’analisi tecnica si basa sul presupposto che i prezzi scontino tutte le variabili. È possibile individuare nelle serie storiche dei prezzi, forme geometriche significative e andamenti di tipo statistico, per ipotizzare l’andamento futuro dei prezzi. Così come i prezzi anche gli indici scontano tutto.
I movimenti dei prezzi
I prezzi delle varie attività finanziarie non si muovono in modo lineare ma procedono a strappi. Questi movimenti si distinguono in 2 categorie:
- I movimenti impulsivi: seguono la tendenza primaria, in un trend rialzista sono accelerazione al rialzo in uno ribassista sono accelerazioni al ribasso
- I movimenti correttivi: contrari alla tendenza primaria, correzioni in un trend rialzista o rimbalzi in un trend ribassista
L’andamento dei prezzi segue 3 regole standard:
- Inerzia: i prezzi rimangono stazionari/in moto finché una forza non agisce su di essi
- Slancio/impulso: la forza dei compratori/venditori è in grado di provocare accelerazioni al rialzo o al ribasso, tanto maggiori sono i volumi tanto maggiore sarà l’accelerazione
- Azione/reazione: possibili inversioni di tendenza alla fine di un trend ben definito
Il mercato
Il mercato sconta tutto, ogni informazione disponibile è già riflessa nei prezzi, non bisogna chiedersi se il prezzo è troppo alto o troppo basso, secondo l’analisi tecnica bisogna chiedersi come si muoverà nel prossimo futuro. Esso ha un andamento ciclico. Il mercato ha 3 possibili trend:
- Primario (può essere rialzista/bullish o ribassista/bearish)
- Secondario o intermedio (correzioni del trend primario)
- Minore (rappresenta le fluttuazioni di breve periodo)
Analisi dei volumi
Studia l’andamento dei volumi negoziati sui mercati regolamentati con particolare attenzione su azioni e future attraverso l’uso degli istogrammi prezzo-volume e delle barre a volume costante, permette di analizzare l’andamento delle negoziazioni, se i volumi aumentano c’è interesse nell’acquistare quel titolo e probabilmente le persone sono disposte a pagare qualsiasi prezzo.
Tipologie di approcci
- Conflitto: Le diverse analisi vengono eseguite singolarmente, con possibili divergenze
- Integrazione: Analisi macro, fondamentale e dei volumi vengono svolte in modo integrale
Mercato: luogo di incontro tra domanda e offerta
- Toro: Acquirenti, rialzisti in quanto ottimisti
- Orso: Venditori, ribassisti in quanto pessimisti
Cosa muove i prezzi azionari?
- La diffusione di dati societari (risultati ottenuti, rendiconti, cambiamenti di governance)
- I giudizi dei broker
- Dati macro internazionali (es: IFO, SEDEX, prezzi al consumo o alla produzione)
- Eventi geopolitici (terrorismo)
- Relazioni tra i diversi mercati azionari (Wall Street, borsa europea, borsa asiatica)
- Analisi tecnica
Ciclo economico e di borsa
Il ciclo di borsa anticipa quello economico. Trend rialzisti: max e min crescenti (si devono cercare opportunità di ingresso LONG, ovvero occasioni di acquisto con basso profilo di rischio). Trend ribassisti: max e min decrescenti (si devono cercare soprattutto opportunità di ingresso short, ovvero vendite allo scoperto o uscite dal mercato). Tuttavia, max e min non sono sempre ambedue crescenti o decrescenti, possono alternarsi.
Le origini dell'analisi tecnica: la teoria di Dow
(Primi del 900): basata su alcuni principi:
- La natura trading dei prezzi: il mercato si muove seguendo 3 tipi di trend: primario, secondario e di breve periodo. Il trend rimane in atto finché non ci sono segnali di inversione
- I prezzi scontano tutte le info disponibili
- I principi di convergenza e divergenza
- I volumi rispecchiano i cambiamenti dei prezzi: generalmente i volumi crescono nelle fasi espansive e decrescono nei declini
- Supporti e resistenze
- I rialzi sono segnalati da massimi e minimi crescenti mentre i ribassi da massimi e minimi decrescenti
- Principio di conferma: vengono utilizzati diversi indici e indicatori azionari che devono andare nella stessa direzione per evidenziare una tendenza
Essa ha l’obiettivo di individuare i cambiamenti delle tendenze principali dei mercati azionari.
Ipotesi dell'analisi tecnica
- Il mercato sconta ogni cosa e il prezzo ne è la sintesi, il prezzo riflette ogni cosa il mercato conosce di quel titolo e quindi seguire l’andamento nel tempo del prezzo è tutto quanto occorre per sapere come va e dove andrà
- I prezzi si muovono secondo precise tendenze, i prezzi seguono dei movimenti in cui si possono riconoscere delle precise tendenze; le tendenze proseguono “per inerzia” fino a quando non si presenta un’inversione
- Il passato si ripete: il comportamento del mercato è ciclico con il ritorno periodico di figure che ricalcano andamenti già visti nel passato, di fatto sostanzialmente legati alla psicologia degli investitori
Limiti dell'analisi tecnica
- Mancanza di una teoria formale
- Il passato non sempre si ripete nello stesso modo perché cambiano le variabili
- Indicatori, forma e tecniche si sono dimostrati validi solo in determinati contesti specifici
- Cigno nero
- Trascura la componente psicologica personale che ha un ruolo fondamentale nella scelta dell’investimento
Soluzioni: tecniche di trading automatiche dette “Trading System” e analisi dei volumi per capire il comportamento delle mani forti.
Le variabili dell'analisi tecnica
- Prezzi: Nelle rappresentazioni grafiche si distinguono il massimo, il minimo, l’apertura e la chiusura, tutti riferiti al time frame utilizzato.
- Volumi: È il numero di compravendite effettuate in quel time frame. L’open interest solo per i derivati, rappresenta il numero di contratti aperti (un contratto aperto è una posizione long + una short).
Cosa influisce sull'analisi tecnica?
- Mani forti: Grandi investitori che comprendono tutti gli operatori che muovono ingenti capitali (grandi banche)
- Mani intermedie: Trader con ingenti capitali, sim, SGR
- Mani deboli: Piccoli trader e retail
L’operatività di queste categorie cambia a seconda dell’orizzonte temporale: lungo, medio, breve e intraday.
Scala lineare e scala semi-log
- Scala lineare: Usata solo per le operazioni intraday e di breve periodo, i prezzi sull’asse delle ordinate hanno la stessa scala.
- Scala semi-log: Utilizzata per analizzare trend di lungo periodo, i prezzi sull’asse delle ordinate hanno scala logaritmica quindi basata sulle variazioni percentuali.
I campi di prezzo
Open: Il primo prezzo del periodo di osservazione. (Il prezzo di apertura del mercato azionario italiano risente in particolare di tutto quello che è successo nel corso della notte: Wall Street, borse asiatiche, materie prime e cambi). È un prezzo che si forma in modo emotivo. Spesso in apertura si assiste ad un comportamento opposto tra piccoli operatori e grandi investitori istituzionali: ovvero i primi tendenzialmente seguono la tendenza ottimista/pessimista dell’apertura, mentre i secondi tendono ad invertire le tendenze in quanto credono che il mercato abbia già scontato la negatività o la positività derivante dagli altri mercati e dunque sperano in un inversione di tendenza.
High: Il prezzo maggiore registrato nel periodo (massimo).
Low: Il prezzo minore registrato nel periodo (minimo).
Close: L’ultimo prezzo registrato nel periodo. Incorpora tutte le informazioni della giornata, è quindi l’esito finale della battaglia tra compratori e venditori, ed esprime la valutazione finale circa la prossima futura direzione dei prezzi. Tanto più la chiusura si trova vicino ai massimi di giornata, tanto più la seduta è rialzista, viceversa se il prezzo di chiusura è vicino ai minimi di giornata sarà ribassista. Si può suddividere il range giornaliero da 0 a 100 in 4 sezioni:
- Tra 75-100 la giornata è stata rialzista
- Da 50 a 75 la giornata è stata moderatamente rialzista
- Tra 50 e 25 la giornata è stata moderatamente ribassista
- Tra 25 e 0 la giornata è stata ribassista
Open interest: Il numero totale di contratti aperti sul mercato per un future o per le opzioni.
Bid: Denaro, quanto il mercato è disposto a pagare per avere un’attività.
Ask: Lettera, quanto il mercato è disposto a ricevere per consegnare un’attività.
Vendita short
Vendita di un’attività finanziaria che non è posseduta dal venditore, è un’attività speculativa volta a sfruttare una possibile discesa dei prezzi. Può sempre avvenire una vendita short? No, si deve trattare di titoli detenuti dalle banche presso il portafoglio dei clienti che hanno aderito al prestito titoli, e qualche volta sono stati previsti dei blocchi da Borsa Italiana su determinati titoli. Che finalità hanno le vendite short? Fini speculativi e di copertura.
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