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STRATEGIE E TECNICHE DI NEGOZIAZIONE DI BORSA

L’ANALISI INTEGRATA

Una volta la regola base era: sale il mercato azionario e scende quello obbligazionario

(e viceversa), ad oggi invece è tutto correlato: se sale l’azionario sale l’obbligazionario

e le materie prima (e viceversa). La diversificazione quindi diventa sempre più difficile

e bisogna trovare una soluzione a questo cambiamento strutturale dei mercati. Tale

soluzione si può trovare nell’analisi integrata, ovvero l’agglomerato complessivo di:

ANALISI MACROECONOMICA = Studia l’evoluzione delle principali variabili

 macroeconomiche (PIL, tasso di disoccupazione, saldo corrente, bilancia dei

pagamenti etc.), dalle quali emerge lo stato di salute del sistema economico e le

obiettivo principale

relative conseguenze sui mercati finanziari. Ha come la

costruzione di scenari di m/l termine in grado di interpretare i movimenti più

ampi dei mercati. Al momento sono presi in considerazione tre grandi scenari:

USA, Area Euro, Emergenti;

ANALISI FONDAMENTALE (analisi di bilancio) = Analizza i dati di bilancio, le

 prospettive di crescita e l’ambito in cui opera la società, al fine di definire non

solo la sua evoluzione ma anche e soprattutto quella del titolo;

ANALISI TECNICA (analisi grafica) = Studio dell’andamento dei prezzi dei

 mercati finanziari nel corso del tempo, allo scopo di prevederne le tendenze

future mediante metodi grafici e statistici; sono pochi coloro che guardando solo

i grafici capiscono come investire. Ha la sua importanza perché non è altro che

un prezzo dell’incontro tra domanda e offerta sul mercato (non si può investire

tirando una trendline);

ANALISI DEI VOLUMI = Studio dei volumi negoziati sui mercati regolamentati,

 con particolare focus su azioni e futures, attraverso l’uso degli istogrammi

prezzo-volume e delle barre a volume costante. Se riesco a capire dove stanno

andando i flussi non ho alcun tipo di problema; l’ostacolo è che avere i flussi in

modo corretto, per una persona normale, vorrebbe dire un costo di migliaia di

euro al mese.

L’analisi integrata è importante, in quanto gli scenari economici sono complessi, e,

visto che le diverse metodologie sono integrabili, quante più variabili saranno prese in

considerazione, tanto più le probabilità di successo saranno alte.

E’ inoltre importante definire il concetto di Quantitative Easing, ossia la creazione di

moneta da parte della Banca Centrale attraverso operazioni di mercato aperto

(acquisto di titoli di Stato) con lo scopo di iniettare liquidità nel sistema finanziario ed

economico. Un’economia “drogata” da una continua immissione di liquidità sostiene le

fasi negative del ciclo economico, per questo gli scenari economici sono diventati

complessi e non è più facile ridurre il rischio di portafoglio con la diversificazione.

Gli stati che più utilizzano questo metodo sono Giappone, Usa e Cina.

Un’economia drogata lascia dei dubbi, dove finirà il debito pubblico? Come verrà

rimborsato?

Cosa può succedere perché i consumi riprendano in maniera massiccia nel lungo

periodo? Abbiamo quasi 1 MLD di poveri in Cina (Asia), che poco per volta usciranno

dalla povertà e cominceranno a consumare. Quindi, perché lo stato cinese cerca di

controllare in maniera dittatoriale il popolo? Perché ha una risorsa che gli altri non

hanno; poco per volta questa parte della popolazione comincerà a lavorare e a

consumare, portando un aumento massiccio della domanda e a una riduzione del

debito pubblico.

Quindi capiamo che è un mondo in evoluzione e che possiamo affrontare dal punto di

vista di gestione dei risparmi solo unendo analisi diverse. L’analisi integrata serve

dunque a capire lo scenario attuale e ad avere uno sguardo sul futuro ma dobbiamo

ricordarci che nessuno prevede il futuro.

Esistono due tipologie di approcci possibili:

1) Conflitto (al meglio disinteresse): tenere separata le varie analisi separate.

2) Integrazione: unire un approccio da analista fondamentale ad una visione più

ampia, quindi integrando le varie analisi.

Il mondo allo stato attuale è mosso da tre grandi potenze che sono quella europea

americana e cinese. Esse ovviamente, hanno un rapporto abbastanza conflittuale.

Abbiamo dei mercati emergenti (Cina, India), che quando cadono si rialzano ad una

velocità notevole, ci sono i governi che aiutano e stampano e che possono contare su

una forza lavoro straordinaria e competenze elevate.

Gli Usa vengono rappresentati da una gazzella, perché l’economia americana sembra

cadere durante le crisi ma poi riesce sempre e comunque a rialzarsi e ad avere esiti

migliori, persino superiori alla situazione pre – tragedia.

Poi vi è l’area euro che oggettivamente, nel bene o nel male, non entra in recessione

molto facilmente e velocemente, ma allo stesso tempo per uscire da uno stallo

economico ci mette degli anni.

Siamo quindi un’economia che tendenzialmente nel futuro avrà delle difficoltà, a meno

che non si decida che queste economie, almeno una parte di esse, si fonda.

L’ ANALISI TECNICA

E’ una disciplina il cui obiettivo è quello di analizzare delle serie passate di prezzi,

modelli(pattern) noise,

estraendo non lineari da dati caratterizzati da elevato da alta

volatilità, e cercare di capire quello che sarà l’andamento futuro dei prezzi.

E’ importante sottolineare che l’analisi tecnica NON è una disciplina scientifica, bensì

uno strumento di analisi di scenario e di interpretazione.

Essa si applica principalmente ai mercati finanziari ed ha l’obiettivo di:

Individuare nelle serie storiche dei prezzi forme geometriche ed andamenti di

 tipo statico, per stabilire una regolarità ed ipotizzare la direzione dell’andamento

futuro dei prezzi;

Supportare l’identificazione degli scenari e dei cicli economici: ciclo economico

 può essere diviso in 4 fasi: Recessione, Ripresa, Espansione e Rallentamento;

Supportare le scelte di asset allocation;

 Può avere dell’implementazione di trading, se l’analisi tecnica e di

 breve/brevissimo periodo oppure di medio/lungo periodo con tecniche che si

dividono in: Discrezionali: c’è l’analista che guarda il grafico e a seconda

o dei parametri impostati fa scelte di investimento;

Automatiche: sistemi di programmazione, analisi

o quantitativa, togliendo l’aspetto umano dando l’input di

acquisto/vendita alla macchina eliminando la parte

discrezionale.

Perché il prezzo è importante e di conseguenza l’analisi tecnica non è da prendere e

da buttare? Perché comunque il prezzo, cioè l’incontro tra denaro e lettera, che porta

poi a vedere i prezzi di borsa salire e scendere, non è altro che l’incontro tra chi

compra e chi vende quindi tra domanda e offerta. Domanda e offerta che portano poi,

come tutta la curva IS-LM, ad avere degli squilibri, quindi l’analisi tecnica cerca di

capire se la tendenza dei prezzi e quello che si vede sui prezzi è effettivamente

corretto o se ci possono essere delle situazioni, già verificate nel passato, che se si

riverificassero oggi potrebbero generare un andamento futuro delle quotazioni.

L’analisi tecnica si basa sul concetto che i prezzi scontino tutte le variabili: quindi il

vero valore aggiunto consiste nel capire quando non è così, cioè vi sono asimmetrie

informativa, e quindi grazie all’analisi grafica posso riuscire ad individuare le

inefficienze del mercato e prevedere una tendenza (il “futuro”).

Cerchiamo, prima di arrivare ad un grafico, di capire quello che potrebbe essere

l’andamento di un ciclo economico.

Mediamente, fino a una decina di anni fa, il mercato azionario anticipava l’economia

reale di sei mesi; i prezzi iniziavano a scendere/salire, prima che l’economia reale

salisse/scendesse. Ad oggi questa regola non solo non c’è più ma i tempi si sono

accorciati, vedi esempio del covid (mercato azionario è crollato con l’economia reale).

Però sulla base, questo tipo di grafico dobbiamo averlo a menta, cioè pensare che il

mercato azionario anticipa l’economia reale.

Cosa succede in una fase di recessione? Abbiamo dei minimi di borsa, un PIL

negativo, tassi di interesse delle banche centrali a zero e consumi ai minimi.

Solitamente in questi contesti avviene un minimo di borsa, quando le aspettative si

modificano leggermente la borsa inizia a salire, linea blu, mentre l’economia reale non

ha ancora toccato il suo punto di minimo (linea rossa); successivamente, grazie

all’impatto dei tassi bassi, del sostegno delle banche centrali all’economia reale,

quest’ultima tende a riprendersi. Così si instaura un mercato azionario in ripresa che

segue l’andamento dell’economia reale: aumentano le aspettative sui consumi, sale la

produzione industriale e ovviamente anche il prezzo delle materie prime come in tutte

le fasi positive.

Arriva un certo punto che cominciano ad essere i primi segnali di rallentamento

dell’economia reale anche se la crescita c’è ancora: si generano i massimi di borsa,

rallentamento dei consumi e della produzione industriale, i tassi continuano a salire

perché l’economia reale è ancora in una fase inflattiva o comunque di crescita. Questo

è visto in maniera negativa dalle borse che cominciano a correggere; l’economia reale

inizia la fase di rallentamento tornando poi a quella che è una nuova fase di recessione

con una produzione ferma, i tassi alti con la banca centrale che comincerà ad

abbassarli.

Questo disegno sulla carta è corretto ma poi nella pratica non è così; basti vedere

quanti anni è che siamo con i tassi a zero in Europa e basti vedere come l’economia

non è risalita, infatti con Draghi non si è arrivati all’obiettivo del 2% di inflazione.

Domanda: Come si solleva l’economia se i tassi sono già a zero?

I tassi sono a zero quindi le imprese hanno la possibilità di indebitarsi ad un costo

basso così da poter fare più investimenti, quindi maggior produzione che porta a

maggior lavoro e quindi a maggior assunzioni così da poter far ripartire l’economia.

Con il QI, la banca centrale acquista titoli di stato e questo trasferimento di liquidità

non arriva subito all’economia reale e quindi, come successo in Europa, non ha avuto

l’effetto desiderato e di conseguenza l’economia non si è ripresa e l’inflazione non è

ripartita.

Quali possono essere le altre due soluzioni per rilanciare l’economia?

1. Svalutare l’euro: cercare di avere valuta debole per incentivare le esportazioni

(grossa lotta tra USA e UE per stabilizzare cambio euro-dollaro);

2. Diminuire le tasse: così facendo l’azienda, o la persona, a maggior risparmio è

maggiormente disponibile a comprare. Come faccio ad abbassare le tasse?

Semplicemente lo Stato deve avere delle risorse per non peggiorare la

situazione del proprio debito quindi deve trovare il mancato gettito delle tasse

da qualche altra parte. Quest’altra parte potrebbe essere ad esempio una

riduzione dei costi e degli sprechi.

Ci sono anche persone che sostengono che si possa rilanciare l’economia con

l’aumento degli investimenti, questo però comporta un aumento del debito che a sua

volta porta ad incertezza nella restituzione di quest’ultimo.

La domanda a cui però dobbiamo rispondere è: secondo voi, come fa il QI (che è un

acquisto di titoli di stato) a trasformare questo acquisto di titoli in una crescita

economica? Come fa l’acquisto dei titoli di stato a trasformarsi in qualcosa che possa

sostenere l’economia reale?

Prima di tutto comprare titoli di stato significa che lo stato tendenzialmente emetterà

nuovi BTP a tassi più bassi perché siamo sicuri che c’è una parte di domanda coperta

dalla BCE; tassi bassi significa che gli stati tutti gli anni hanno interessi minori da

restituire, quindi liberano denaro/risorse per altri scopi.

Quindi tendenzialmente la BCE ha l’obiettivo di tenere bassi i tassi delle varie aree

dell’eurozona in modo che l’impatto sul bilancio dello stato sia minimo. Questa è la

risposta principale.

Immettere liquidità (comprare titoli di Stato) genera sui mercati fiducia per gli

investitori, che vedono la disponibilità delle banche centrali a fare qualsiasi cosa per

sostenere l’economia reale.

Uno degli esempi storici sulla forza della fiducia è il discorso di Draghi nel 2012

“whatever it takes”, fare qualsiasi cosa per sostenere l’economia reale.

Attraverso gli indicatori di fiducia riusciremo a capire se ci sarà un periodo di crescita o

meno.

QE ha quindi questi due obiettivi: ridurre i tassi di interesse per gli Stati e aumentare la

fiducia del mercato (debito condiviso dell’Europa post Covid per aumentare la fiducia

recovery found, il debito precedente rimane diviso tra i vari stati).

Quindi il QI ha questi due obiettivi:

1) Ridurre l’impatto dei tassi di interesse sui bilanci dello Stato;

2) Portare fiducia.

Si è parlato tanto di eurobond e di condivisione del debito a livello europeo perché

quello è un esempio di come si possa trasformare il debito pubblico di una qualsiasi

nazione in qualcosa di comune quindi dare più fiducia al sistema europeo (nuovo

debito è un debito a livello europeo quello vecchio rimane in capo ad ogni singolo

Stato).

Fasi del ciclo economico

RECESSIONE: Periodo caratterizzato da GDP negativo da una discesa dei tassi di

interesse e da un crollo dei consumi. Si giunge ad un livello di crisi da cui solitamente

parte una ripresa che porterà benefici principalmente ai settori Ciclici come Industriali,

Chimici. Da un punto di vista tecnico è data da due trimestri negativi di PIL.

RIPRESA: Periodo caratterizzato da una ripresa dei consumi, della produzione

industriale e da aspettative di crescita generalizzate. Continua la crescita del settore

industriale a cui si unisce la ripresa dei Basic Materiale dell’Energy.

ESPANSIONE: Vi è una rapida crescita dei tassi di interesse per frenare l’inflazione

spinta dal picco dei consumi. Le aspettative di crescita dei consumi iniziano a vacillare

così come le aspettative sulla produzione industriale. In questa fase ci si sposta verso

settori non ciclici e altri più difensivi come l’health care

RALLENTAMENTO: Inizia l’inversione del ciclo economico. Le aspettative sui consumi

sono al minimo. I tassi sono ancora alti e penalizzano la congiuntura. La curva tende ad

appiattirsi o a invertirsi.

In questa fase vengono favoriti settori difensivi come il Food&Beverage e le Utility.

La risposta corretta sarebbe: domani può salire, scendere o stare ferma.

In questo caso, grafico, tendenzialmente siamo in una fase, ciclo, di crescita quindi

tendenzialmente i prezzi stanno salendo: cosa ci aspettiamo? Dal punto di vista grafico

potrebbe essere un ritracciamento, come successo in precedenza, da cui il mercato

riparte; una pausa di riflessione che può durare anche mesi; oppure un segnale di

inversione che può cambiare tendenza.

L’analisi tecnica ci aiuta quindi a capire in quale fase del ciclo siamo. Siamo in un trend

rialzista e ed è probabile che il ciclo sia in espansione.

Ci aspettiamo che:

1) L’espansione prosegue;

2) C’è un rallentamento che apre la porta ad una recessione.

Quale supporto ci fornisce l’analisi tecnica?

Inserisco due semplici medie mobili e traccio una trendline.

Due semplici medie (medie dei prezzi degli n periodi passati) mobili ci dicono che quando

una media mobile veloce, quindi con un periodo più breve, taglia dal basso verso una

media mobile con un periodo più lungo, è un segnale positivo per i prezzi; quando avviene

il contrario è un segnale negativo.

Quindi nel cerchio in basso a sinistra ho avuto un segnale positivo mentre in quello in alto a

destra ne ho avuto uno negativo. Si accende una lampadina che mi dice che qualcosa

potrebbe cambiare sul trend delle azioni.

Tracciamo ora una trendline che ci aiuta a capire in quale fase del trend siamo.

Ci identifica un trend rialzista che in alto a destra viene violato, cioè i prezzi tornano

sotto questa trendline. Quindi abbiamo due segnali che ci fanno accendere la

lampadina, non vendiamo/compriamo ma uniamo queste info con tutte le altre analisi

che andremo a fare.

Cosa è successo dopo? Un disastro; quindi la lampadina aveva senso accenderla

semplicemente con l’analisi tecnica ma non era sufficiente a prendere decisione di

acquisto/vendita in automatico.

Dove siamo oggi? Questo è l’andamento dello S&P 500.

Dal 2007/08, da 1400 punti abbiamo perso circa un 50% per poi iniziare una crescita

pazzesca nel mercato americano che poco per volta ci ha portato a fare nuovi massimi

assoluti post-covid.

Che cosa faremmo adesso?

Beni rifugio come oro e argento; piano di accumulo; aspettare e vedere.

Cosa succede all’oro se l’economia risale? Scende, a meno che non ci sia inflazione.

L’oro è salito tanto perché è un bene rifugio e protegge dall’inflazione (stampare

moneta in modo massiccio provoca inflazione).

L’oro è anche una risorsa scarsa; tutto l’oro del mondo sta all’interno di un

parallelepipedo grosso quanto un campo da tennis di doppio. In più negli ultimi due

anni non sono stati ritrovati giacimenti d’oro se non nei fondali o nelle sorgenti dei

fiumi che però sono troppo costosi e non convenienti.

Le origini dell’analisi tecnica vengono fatte risalire a Charles Dow nei primi del

‘900: ancora oggi è la base di molti deg

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/11 Economia degli intermediari finanziari

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Giova__p di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Strategie di trading e copertura dei derivati e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Torino o del prof Cuniberti Giovanni.
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