Strategia ed economia del progetto
Tommaso Buganza
Lezione 1 - 09.03.20 - Intro e strategy
L’economia esiste per soddisfare i bisogni. serve perché le persone hanno dei bisogni. è un sistema
facilitato che cerca di aiutare nel dare una soddisfazione ai bisogni.
-> Attività economiche per soddisfare i bisogni delle persone
Economia: studio dei modani cui i singoli e le società compiono le scelte di impiego di risorse scarse
per produrre e scambiare beni e servizi.
Denaro -> Scambio commerciale. Non ha alcun valore ma aiuta e facilita gli scambi. Mi aiuta a gestirli.
Di cosa si occupa l’economia?
(esempio con economia del baratto).
Si occupa di capire qual’è il modo migliore per usare le risorse? Sperso le risorse sono scarse,
principalmente in quantità. Ogni giorno noi agiamo sul sistema economico perse essendo i soldi scarsi
dobbiamo decidere come investirli.
E’ importante poche se le investi male le butti via. Se le butti vai non hai risorse e non hai felicità sociale.
2 modi di vedere l’economia-> capitalismo d economia pianificata.
SISTEMI ECONOMICI
Organizzare produzione scambio e consumo
Organizzare produzione, scambio e consumo
mercato -> sede dello scambio, moneta
gerarchia -> aggregazione risorse, specializzazione conoscenze e attività, pianificazione e regole •Possibili
sistemi economici alternativi-> Mercato puro, gerarchia totale, sistemi misti
Economia di Mercato -> sede dello scambio, gerarchica.
Il mercato ha ragione, se fai qualcosa di bello ti premia. Il mercato sceglie e si autoregola secondo la legge
di domanda e di offerta. Il prezzo regola qual’è il giusto incontro tra domanda e offerta. Come regole ha solo
leggi dello stato ce non puoi fare, ma sono tutto sommato poche. Tutto il resto lo decidi tu. Fatto salvo che
alcune cose non le puoi fare tu decidi tutto il resto.
-> E’ una struttura che potrebbe essere poco efficiente. Rischia di consumare troppe risorse e di buttarle
poi via. es. 10 imprese in cui ognuna investe 1 mld di dollari ma solo una riesce nella cosa. Abbiamo
investito in totale 10 mld ma nel lavoro finale ne abbiamo investito solo 1.
Economia Gerarchica
Molte decisione non vengono prese dagli enti economici ma vengono decisi da qualcuno di superiore,. E’
una liberazione enorme per la libertà dell’impresa. A partire dal problema di prima useremmo meglio le
risorse perché sono già scarse e ciò che investiamo almeno non buttiamo via.
Nella vita reale però la situazione non è bianca o nera. Abbiamo vari gradi di economia di mercato in cui
però le imprese hanno regole che i alcuni casi sono più spinte (più controllate, maggiore ingerenza dello
stato) e alcune più liberali con molto meno regole (problema del welfare pubblico negli usa).
Attori principali di un sistema economico
1. Individui e famiglie (noi)
2. Imprese che producono ed erogano ciò che noi vogliamo consumare. Qualcuno si occupa di creare le
BtoB-
condizioni perché i nostri bisogni siano soddisfacibili (BtoC- business to consumer o business to
business. -> catena di imprese finché il prodotto arriva ad un livello tale che sia vendibile al consumatore)
3. Aziende do P.A. -> pubblica amministrazione. Si occupa di beni e servizi a cui il mercato puro non
arriverebbe. Aiuta a dare pari opportunità alle perosne. Io faccio gestire all’amministrazione pubblica cose
che porterebbero le aziende in perdita. Aiuta a diminuire le divergenze sociali.
Soggetti di impresa
1. Imprenditori, soci, azionisoi - esprimono il governo dell’impresa
2. Amministratori (mangment)- prendono decisioni per far funzionare l’impresa. Presta lavoro intellettuale
3. Prestatori di lavoro (manuale o intellettuale)
4. Finanziatori (es. banche)
5. Clienti
6. Fornitori
7. Stato 1
Risorse e renumerazione
Chi -> cosa fornisce -> cosa ottiene
Azionisti -> capitale -> Profitto, completamente variabile. Ha un rischio altissimo quindi ha senso che se
l’azienda va bene guadagni tanto, perché col suo rischio da da lavorare a moltissime persone.
Manager -> capacità decisionale > stipendi: possono essere in parte fissa e in parte variabile. Dipendono
dalla bravura decisionale anche.
-> lavoro -> Salario
Impiegati/operai (in genere più basso degli stipendi che è più basso degli operai, però
ha un rischio inferiore perché è fisso, anche nel caso vada male non lo perde).
Finanziatori -> capitale -> interessi
Fornitori -> materiali e servizi -> compensi
Stato -> pubblici servizi -> tasse
Sistema economico finanziario
Le imprese per iniziare a fare cose hanno bisogno di soldi. C’è gente che non s fare nulla, ma ha i soldi. Si
può collaborare, si crea un gioco che se funziona funziona molto bene.
L’impresa e la società
Corporate Social Responsibility -> Trade off tra creazione di valore per gli SHAREHOLDER e responsabilità
verso gli STAKEHOLDER + Livello di ricaduta sociale
Stakeholder
Chi sono gli di un’impresa? Sono tutti coloro che hanno un interesse nell’impresa, dai
proprietari ai clienti a chi ci lavoro. Negli ultimi 10 anni è emerso un nuovo s. enorme che è l’opinione
pubblica. L’idea è che l’impresa è diventata un soggetto economico paragonabile quasi alle persone. Di
colpo viene fuori che l’impresa deve rendere onto non solo alle persone che lavorano, ai proprietari ecc, ma
anche all’opinione pubblica. Ad esempio per questo fenomeno Coca Cola e Mc Donald’s hanno
dovutovcambiare completamente il loro atteggiamento e lanciare intere campagne investire soldi per
cambiare l’opinione pubblica. Vedi Adbusters, che pressava le aziende per portarle a migliorare il loro
comportamento. Coca cola comprava frigoriferi da dare ai bar e a lungo andare ne possedeva talmente
tanto che aveva un notevole impatto ambientale .Ciò ha scatenato Adbusters e per questo motivo ha
L’opinione pubblica influenza le scelte di un’azienda
dovuto lavorare per dei frigoriferi eocsostenibili.
Noi pensiamo che le imprese debbano comportarsi bene e siamo per loro una minaccia enorme. Abbiamo
un concetto di Stakeholder molto evoluto.
L’impresa e la società
1. cerca di soddisfare i bisogni
2. Ne trae le risorse umane
3. Si conforma alle sue legge
4. Si adegua ai valori di fondo 2
shareholders,
Gli azionisti sono gli coloro che condividono un’impresa, sono una parte degli stakeholder
si ritiene futuro
Un’impresa ha un valore per gli azionisti (proprietà) se e sole se che era nel sarà in grado di
generare flussi mettici denaro verso gli azionisti stessi. Fare azioni basandosi sul passato dell’azienda è una
Non posso definire il valore di qualcosa guardando al passato. -> Il valore si genera nel
cosa stupida.
futuro, è una cosa possibile e non è mai certa.
Flussi netti di denaro. ->
Deve dare deve dare flussi di denaro. Un’azienda compra e spende soldi, eppure
deve generare flussi verso di me. Sappiamo che l’impresa spende soldi ma auspichiamo che guadagni soldi
anche. Per avere valore deve generare più soldi di quanto spendere. E’ per questo che parliamo di netti.
Se ritengo che nel futuro questa impresa avrà un flusso netto positivo questa impresa avrà un valore.
Buy back
I flussi positivi possono dipendere dai dividendi ripartiti dall’impresa o dal (l’impresa ricompra le
ricapitalizzazione.
proprie azioni), mentre i flussi negativi possono essere dovuti alla
-> prima di guadagnare devo spendere dei soldi, ma all’inizio non ho niente da vendere.
Per funzionare l’impresa ha bisogno di di capitale per comprare gl iinput,
CONSIDERAZIONI
Come stabilisco quanto vale un’impresa? Cosa origina il valore di un’impresa ed il suo prezzo
(potenziale) di alienazione? Come posso calcolare il valore di un’impresa?
Il valore è solo una misura finanziaria o anche economica?
Un’impresa ha un valore per gli azionisti (proprietà) se e solo se si ritiene che essa nel futuro sarà in grado di
generare flussi netti di denaro verso gli azionisti stessi. I flussi positivi possono dipendere dai dividendi
ripartiti dall’impresa o dal buy back (l’impresa ricompra le proprie azioni), mentre i flussi negativi possono
essere dovuti alla ricapitalizzazione
Le due letture non sono alternative ma devono entrambe essere prese in considerazione ->
Normalmente nel lungo periodo le due ottiche coincidono Nel breve periodo può accadere il contrario
Esempio: Un imprenditore decide di fondare una nuova società di telefonia. Nei primi 3 anni dovrà investire
molto in infrastrutture (antenne, reti e sistemi) che poi ammortizzerà per i prossimi 10 anni. Supponiamo che
il numero dei clienti sia costante per i 10 anni. Nel breve periodo dei 3 anni la lettura finanziaria sarà
negativa perché considera tutto il costo dell’investimento per 10 anni ma le entrate di cassa solo dei tre
anni • Nel breve periodo dei 3 anni la lettura economica dell’impresa sarà positiva perché considera solo la
quota parte degli investimenti utilizzata nei tre anni. Nel lungo periodo le due ottiche coincidono.
Ci si potrebbe domandare perché non guardiamo solo al lungo periodo. La risposta è semplice: il lungo
periodo è lontano e perciò la nostra capacità di stima è minore ed il rischio di commettere errori di stima è
maggiore
Ci si potrebbe domandare perché non guardiamo solo all’ottica economica • La risposta è semplice:
anche se alla fine creerà valore nessuno vorrebbe un impresa che continua a chiedere soldi per 100 anni
per poi creare restituirli solo alla fine. Gli investitori vogliono rientrare dagli investimenti e cominciare a
guadagnare il più presto possibile. 3
CONCLUSIONI
La visione economica e quella finanziaria possono differire nel breve/medio periodo, soprattutto differiranno
in presenza di forti investimenti pluriennali
Nessuna delle due domina l’altra e tutte e due devono essere considerate per definire il valore di
un’impresa. Un’impresa che per qualche anno non guadagna o non distribuisce dividendi perché innova e
si costruisce le basi per competere meglio nel futuro è un’impresa che sta creando valore, ma questo futuro
non può essere troppo lontano altrimenti tale valore si distrugge.
Imprese che generano pochi flussi di cassa verso gli azionisti perché stanno crescendo bene aumentano il
loro valore e ciò è dimostrato dall’aumento del prezzo delle loro azioni
Attenzione! Con questo non intendiamo dire che ogni impresa che ha performance finanziarie negative nel
breve periodo sta creando valore. Esiste anche il caso in cui l’impresa è gestita male e le sue performance
finanziarie negative sono destinate a perdurare nel tempo. In questo caso l’impresa non crea valore ma lo
distrugge! 4
STRATEGIA: ANALISI COMPETITIVA E POSIZIONAMENTO
Caratteristica di una decisione strategica :
1. Orizzonte temporale di lungo periodo
2. Non reversibilità degli effetti
3. Effetto globalmente rilevate
4. Elevato impiego di risorse
Scegliere che università fare e che corso fare in quale università è una decisone
strategica considerando prima obbiettivi e vincoli. Faccio poi un’analisi interna e
un’analisi esterna.
Gli obbiettivi e i vincoli
Gli obbiettivi e vincoli devono essere coerenti con Vision e Mission dell’azienda
Vision (someday) Proiezione di uno scenario futuro che rispecchia gli ideali, i
valori e le aspirazioni dell’azienda
Mission everyday: Scopo ultimo dell’organizzazione, la giustificazione della sua
esistenza e al tempo stesso ciò che la contraddistingue da tutte le altre
Analisi interna ed esterna
Nella definizione del piano strategico è necessario considerare due fasi distinte, ma complementari:
Analisi esterna -> mira ad individuare l’attrattività dell’intera area di business
Analisi interna -> l’obiettivo è quello di identificare le attività che differenziano l’azienda dai competitor e
quindi il proprio posizionamento relativo sul mercato
redditività
—> Una buona di un business può anche discendere dall’essere (relativamente) forti in un settore
non molto attrattivo o (relativamente) deboli in un settore molto attrattivo
Analisi esterna
Per comprendere l’ambiente esterno è necessario avere una visione ampia del settore
L’attrattività di un settore è determinata dalle leggi della competizione del settore:
1. Elementi che vi operano
2. Relazioni tra di loro (forze competitive)
3. Fattori base (tecnico-economici) che determinano tali forze
2 modelli di analisi:
Analisi PEST-
1. l’idea è che l’ambiente i cui ci muoviamo non è fermo, stiamo assistendo ad un momento
di transizione. Succedono cose che cambiano gli scenari di competizione
Analisi di alcune variabili di contesto volta a tratteggiare lo scenario esistente nell’ambiente in cui opera
un’azienda. In particolati si analizzano fattori: politici. economici, sociali. tecnologici
-> esistono dei trend, che identificandoli mi permette di organizzare ciò che faccio in un modo orientato al
futuro. Dobbiamo cominciare a porci in un’ottica di produzione di valori. Quello che ho intenzione di fare
avrà senso anche domani, anche tra 4/5 anni?
2. Modello delle 5 forze competitive di Porter
Quando sei sul mercato hai 5 tipi di competitor- questi sono gli attori che
cercheranno di erodere
1.Potere contrattuale dei fornitori -> se i fornitori sono pochissimi è un
problema perché possono alzare il prezzo di ciò che vendono. Si parla do
mercato concentrato vs mercato fluido e diluito. Se il mercato dei fornitori è
concentrato, loro acquisiscono un potere contrattuale. Il potere competitivo
aumenta quando aumenta il potere contrattuale. Alienazione di un bene ->
passo il possesso a qualcun’altro che mi da qualcosa in cambio (prezzo di
alienazione)
2. Potere contrattuale dei clienti -> meno sono e più potere contrattuale hanno
3. Minaccia beni sostitutivi -> non sono esattamente quello che faccio io ma
competono e son oasismilabili. Vedi treni alta velocità e aerei
4. Minaccia potenziali entranti -> nuove persone che producono lo stesso bene.
5. Competizione interna (Concorrenti nel mercato) 5
FORZE COMPETITIVE
1. Competizione interna
Le aziende facenti parte di un settore possono influenzare le reciproche posizioni di mercato attraverso
mutamenti di prodotto, di segmento, di prezzi, di promozione e di distribuzione. Una prima dimensione da
conoscere è il numero di concorrenti ed il grado di concentrazione del settore
L’intensità della concorrenza dipende da:
1. Manovre sui prezzi
2. Battaglie pubblicitarie
3. Nuovi prodotti
4. Perfezionamento livello di servizio
5. Crescita del mercato
6. Scarsa differenziazione
7. Identità di marca
8. Costi di switching dei clienti
9. Concentrazione
10. Diversità fra i concorrenti
11. Barriere all’uscita (economiche- costi fissi di uscita- /strategiche/emotive)
Analisi competitiva
1. Concorrenza diretta tra marche-> Concorrenza tra imprese che
offrono prodotti con caratteristiche tra loro simili. La variabile
decisionale dell’acquirente è spesso la preferenza per una marca:
l’interfaccia tecnologica appare simile al cliente
2. Concorrenza allargata-> Concorrenza tra prodotti diversi ma
che rispondono a funzionalità di base
comparabili (prodotti sostituitivi). L’interfaccia tecnologica lato
utente può essere diversa
3. Concorrenza indiretta-> La competizione si sposta sulla
cattura di risorse finanziarie del cliente da
parte di imprese di altri settori con prodotti diversi (potenziali
entranti)
Mappatura strategica
Identificazione delle dimensioni rilevanti
1.
• Qualità prodotti
Prezzo
• Innovatività
• Riconoscimento della marca
• Competenza tecnologica
• Capillarità della distribuzione
•
2. Mappatura delle imprese rivali
3. Clusterizzazione
2. Potere contrattuale dei fornitori
I fornitori danno all’impresa le risorse necessarie per la produzione di beni e servizi. Se i fornitori sono, nel
loro settore, pochi e concentrati, è probabile che abbiano un grosso potere contrattuale, in particolare se
l’oggetto della fornitura è in grado di influenzare direttamente la qualità del prodotto finale
Aumento dei prezzi egli input+diminuzione qualità/ servizi-> Diminuzione redditività del settore
Differenziazione input e alti costi di conversione impediscono di mettere in competizione tra loro i
concorrenti 6
3. Potere contrattuale dei clienti
I clienti sono coloro ai quali è destinato il prodotto/servizio. Esercitano una pressione sul settore per ridurre
il prezzo o per aumentare la qualità. Se la qualità del prodotto per il cliente dipende direttamente dal
prodotto dell’azienda, i costi di riconversione del cliente probabilmente saranno alti e minore sarà il suo
potere contrattuale
Pressione sui prezzi+richieste di aumento qualità/ servizi-> Diminuzione ROI, aumento rivalità
Esempio: Aumento potere contrattuale della distribuzione commerciale, concentrazione, integrazione a
monte (marche proprie)
4. Minaccia beni sostitutivi
I prodotti sostitutivi sono prodotti di un altro settore, in grado però di
soddisfare il medesimo bisogno. Rappresentano una minaccia e devono essere monitorati anche se non
sono prodotti di concorrenti diretti. Minori sono i costi di uscita per il cliente, maggiore è la minaccia dei
prodotti sostitutivi
5. Minaccia pot
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