Strategia e risultati
STRATEGIA = disegno che definisce il sistema delle attività aziendali, orientandolo verso
risultati e obiettivi comuni. Obiettivo primario della strategia è la ricerca di un
posizionamento unico e vantaggioso. Prima importante decisione per dotarsi di una
strategia esplicita è quindi la scelta degli OBIETTIVI, che devono essere definiti in base alle
aspettative di tutti gli interlocutori rilevanti = clienti, collaboratori, azionisti e altri
stakeholder. Tutte le aziende producono RISULTATI più o meno in linea con gli obiettivi,
destinati ai loro diversi interlocutori:
- Risultati competitivi = apprezzamento da parte dei clienti in mercati concorrenziali; si
misurano attraverso indicatori relativi a quote di mercato, fedeltà e grado di
soddisfazione dei clienti
- Risultati sociali = consenso e fedeltà da parte dei suoi collaboratori e degli altri
stakeholder; a seconda della categoria di stakeholder possono essere misurati
tramite indicatori quali turnover e assenteismo dei dipendenti, performance
economiche della filiera, reputazione presso le banche, etc.
- Risultati economico-finanziari = apprezzamento da parte degli azionisti e dei
creditori; si misurano attraverso la redditività a livello di business (ROI) o a livello
aziendale (ROE).
Sistema delle ATTIVITÀ aziendali:
- Attività correnti = attività legate ad approvvigionamento, produzione e vendite
definiscono il posizionamento strategico attuale, determinando i risultati economico-
finanziari attuali
- Attività di set up = attività di investimento e innovazione definiscono il vettore
strategico, impattando sui risultati attuali tramite costi (determinante secondaria) e
determinando indirettamente i risultati futuri, infatti definiscono le attività correnti
future; non hanno natura ripetitiva, cioè si svolgono una tantum o anche più volte
con modalità non ripetitive.
Se non si investe nelle attività di rinnovamento si possono mantenere buoni risultati attuali,
ma si compromettono quelli futuri.
Le attività generano risorse e impiegano risorse collegamento tra ABV e RBV.
RISORSE = fattori produttivi a disposizione, riconducibili al patrimonio tecnologico,
commerciale, finanziario, imprenditoriale-manageriale. Si distinguono in
- Asset tangibili: negozi, magazzini, strutture per logistica; impianti, macchinari,
attrezzature
- Asset intangibili: marchi, reti commerciali, portafoglio clienti; brevetti
- Competenze organizzative (risorse derivate): capacità di servizio al cliente,
competenze di marketing; capacità di sviluppare nuovi prodotti o tecnologie,
capacità di pianificare e programmare la produzione, presidio di un processo
produttivo.
Per sostenere il vantaggio competitivo, le risorse devono essere distintive, cioè di valore,
rilevanti (cioè soddisfano i FCS del settore) e difficilmente imitabili.
Non è raro che aziende di successo sviluppino un sistema di attività correnti estremamente efficace
ma perdano capacità di innovazione: Kodak rimase nel business delle pellicole ignorando
l’invenzione della macchina digitale ad opera di un suo dipendente; Yahoo rifiutò di investire nel
progetto che sarebbe diventato Google.
Struttura del settore e posizionamento
L’analisi di settore
La configurazione del settore ha un forte impatto sulla redditività aziendale, infatti la
performance economico-finanziaria dell’azienda nel settore dipende da: condizioni del
settore + strategia competitiva dell’azienda.
L’analisi di settore è orientata all’analisi della redditività di un dato settore in un
determinato periodo di osservazione e all’analisi della variabilità della redditività, sia nel
corso del tempo sia tra un’azienda e un’altra nel medesimo periodo.
MODELLO DELLE CINQUE FORZE
Valutazione dell’impatto che le relazioni tra aziende hanno sulla redditività del settore.
1. Clienti
- forza negoziale dell’azienda cliente, dipende da: importanza del bisogno soddisfatto per il
cliente, legata sia all’opportunità di rinunciare a soddisfarlo sia all’impatto che l’acquisto
genera sulle attività e sui costi del cliente + alternative cui il cliente può accedere =
produzione diretta (integrazione a monte), concorrenti, produttori di beni sostitutivi,
concorrenti potenziali; tali alternative sono minate da costi, rischi e tempi per la
riconversione
- forza negoziale della persona cliente, che dipende da elementi di natura individuale
- percezione di equità della transazione, che influisce sulle modalità di esercizio della forza
contrattuale.
L’intensità della forza dipende da: grado di concentrazione dei clienti in pochi attori di
grandi dimensioni, esistenza di oligopoli lato clienti (volumi di acquisto); disponibilità di
valide alternative (numero dei concorrenti); ruolo dei prodotti del settore per il valore
percepito dagli end users, cioè i clienti dei clienti; ruolo degli switching cost sostenuti dai
clienti (prevalenza di contratti di fornitura a breve o a lungo termine e con clausole più o
meno onerose per l’interruzione imprevista); necessità di investimenti specifici effettuati dai
produttori nei confronti del cliente, presenza di programmi di fedeltà messi in atto dai
produttori (lock-in); minaccia di integrazione a monte.
2. Fornitori
- forza negoziale dell’azienda fornitrice, dipende da: importanza del bisogno soddisfatto per
il fornitore, legata sia all’opportunità di rinunciare a soddisfarlo sia all’impatto che la
vendita genera sulla redditività e sulle prospettive di sviluppo dell’azienda fornitrice + costi,
rischi e tempi per la riconversione ad un altro fornitore sostenuti dal produttore e opzioni
del fornitore per far fronte alla perdita del cliente = sviluppo con clienti attuali, accesso a
nuovi clienti, rinuncia ai volumi aggiuntivi
- forza negoziale della persona venditrice, che dipende da elementi di natura individuale
- percezione di equità della transazione, che influisce sulle modalità di esercizio della forza
contrattuale.
L’intensità della forza dipende da: grado di concentrazione dei fornitori in pochi attori di
grandi dimensioni, esistenza di oligopoli lato fornitori; disponibilità di valide alternative di
fornitura; ruolo delle forniture per il valore percepito dagli end users; ruolo degli switching
cost sostenuti dai produttori nel cambio fornitori; necessità di investimenti specifici
effettuati dai fornitori per i produttori nei confronti dei loro clienti; minaccia di integrazione
a valle; standardizzazione dei prodotti.
3. Concorrenti in senso stretto relazioni di rivalità e collaborazione, dipendono da:
- grado di unicità percepita del prodotto, influenzato dalle caratteristiche tecniche, dal
marchio e immagine aziendale, dalla tradizione e dai costi di riconversione (quando è basso
differenze di prezzo modeste incideranno molto sulle preferenze dei clienti)
- importanza degli obiettivi di aumento delle quote di mercato, data dalla struttura dei costi
(es. esistenza di costi derivanti da capacità produttiva inutilizzata), da politiche e tradizioni
aziendali, da caratteristiche del top management
- prospettive di aumento o riduzione della capacità produttiva, che dipendono
dall’evoluzione di domanda e offerta (maggiore aggressività sul prezzo quando il mercato è
in calo e c’è CP in eccesso)
- impatto sulle quote di mercato di iniziative individuali
- modelli di comportamento prevalenti dei produttori (maggiore aggressività quando il
settore è frammentato / affermazione di comportamenti di non belligeranza nei settori più
concentrati).
L’intensità della forza dipende da: grado di concentrazione dei produttori; variabilità in
competenze, risorse e performance tra competitors; stadio del ciclo di vita del settore e
tasso di sviluppo; entità dei costi fissi e ruolo delle economie di scala; entità delle barriere
all’uscita (disinvestimento); opportunità di differenziazione; esistenza di capacità produttiva
in eccesso non sfruttata.
4. Produttori di beni sostitutivi relazioni di rivalità e collaborazione, dipendono dalle
stesse variabili che interessano i rapporti con i concorrenti in senso stretto.
L’intensità della forza dipende da: prezzo dei prodotti sostitutivi rispetto a quelli del settore;
performance o qualità dei prodotti sostitutivi rispetto a quelli del settore; propensione del
cliente alla sostituzione (trend); switching cost sostenuti dai clienti nell'acquisizione di
prodotti sostitutivi.
5. Potenziali entranti, che incidono sulla redditività del settore in quanto inducono le
aziende a contenere i prezzi e a investire per creare barriere all’entrata: i settori in
cui gli operatori sono pochi e grandi sono più redditizi e hanno una sostenibilità
maggiore minaccia di nuovi concorrenti, dipende da:
- barriere all’entrata = spese per l’ingresso, ritardi tra il momento della decisione e quando
si può effettivamente entrare, rischi di non ottenere i risultati attesi, disponibilità di
autorizzazioni governative, disponibilità degli input necessari, entità di costi e investimenti
necessari, disponibilità di informazioni e risorse manageriali
- ritorsione attesa da parte delle aziende del settore
- esistenza di posizioni di monopolio o di oligopolio naturale
- livello dei prezzi di vendita prevalenti e prezzo di ingresso.
L’intensità della forza dipende da: presenza di economie di scala; requisiti di capitale,
competenze tecniche necessarie, accesso alle forniture; ruolo delle barriere di
regolamentazione normative; switching cost sostenuti dai clienti; facilità nell'accesso ai
canali distributivi, prevalenza di accordi di esclusiva o di alternative percorribili; importanza
dei brand del settore e loro ruolo nel guidare la scelta del prodotto per i clienti; vulnerabilità
degli incumbent e loro difficoltà nell’innescare meccanismi di reazione; brevetti; FCS nel
settore non replicabili.
L’intensità delle 5 forze riduce la redditività del settore: intensità competitiva 1 in settori
sani, con barriere all'entrata e possibilità di differenziazione, in cui chi opera può respirare;
intensità competitiva 5 in settori molto oppressi, in cui le forze esterne premono sugli
operatori.
CATENA DI FORNITURA
Presenza di rapporti di scambio e di cooperazione consolidati tra fornitori e distributori, in
cui la spinta alla collaborazione prevale sul desiderio di concorrenza sulla singola
transazione, trattandosi spesso di transazioni ripetute nel tempo. Spesso c’è un’azienda che
svolge il ruolo di regista delle attività dell’intera catena. La redditività di un’azienda che fa
parte della catena dipende da:
- intensità del legame di appartenenza alla catena (se un fornitore ha legami stabili
anche con clienti esterni, è meno dipendente dalla catena)
- forza contrattuale esercitata, che diminuisce per chi esercita un’attività
standardizzata e poco critica
- redditività della catena, che dipende soprattutto dai risultati di chi svolge il ruolo di
regista
Profit Pool: la redditività della catena non è mai distribuita in modo omogeneo tra i vari
attori, la capacità di ottenere valore dipende dal ruolo svolto all’interno della filiera; il
margine di filiera è diviso tra gli attori in base al loro potere contrattuale.
I settori con prodotti poco standardizzati, che richiedono attività di programmazione e
contratti di medio termine, si caratterizzano per la concorrenza tra catene di fornitura.
BENI COMPLEMENTARI
Beni che incrementano il valore di un prodotto grazie al suo utilizzo combinato (ruolo
opposto a quello dei sostituti, che riducono il valore di un prodotto costituendone reali
alternative); sempre più centrali visto il cambiamento dei settori e la loro trasformazione
digitale.
Possono essere considerati come una sesta forza (Complementors): la dinamica cooperativa
non attenua, ma esalta la dinamica competitiva tra gli attori del settore, generando
ecosistemi di imprese orientati ad ampliare il valore per il cliente. Si creano quindi relazioni
simili alla supply chain, ma sviluppate in orizzontale e non orientate alla ripartizione del
valore (profit pool).
Rete del valore (Value Net) = si estende sia in verticale che in orizzontale e comprende tutti
gli elementi che possono incidere in modo significativo sulla capacità competitiva
dell’azienda.
SEGMENTAZIONE DEL SETTORE
All’interno di un settore è importante identificare i segmenti più attrattivi. La
segmentazione del settore è utile se l’intensità della competizione, cioè l’impatto delle
cinque forze, è molto differente tra i diversi segmenti; essa aiuta a identificare gli spazi di
opportunità all’interno del settore e a costruire le mappe di posizionamento dei prodotti di
un’azienda in relazione ai prodotti concorrenti obiettivo primario = analizzare le scelte di
ampliamento della gamma di prodotti/marchi in relazione ai segmenti del settore che si
vogliono servire.
Le basi per la segmentazione dei settori sono le opportunità di differenziazione, che
dipendono da
- caratteristiche dei clienti = dimensione, tecnologia e servizi quando sono industrie
(B2B); elementi sociodemografici, lifestyle e occasione di acquisto quando sono
consumatori finali (B2C); dimensione, esclusiva o non esclusiva, natura generalista o
specialista quando sono canali distributivi
- caratteristiche dei prodotti = dimensione fisica, livello di prezzo, caratteristiche
tecniche, tecnologia, design, qualità dei materiali usati, performance, servizi pre-sale
e post-sale.
MAPPA DEI RAGGRUPPAMENTI STRATEGICI
L’analisi dei raggruppamenti strategici è volta a identificare i gruppi di aziende che
all’interno di un medesimo settore perseguono strategie simili, ovvero puntano sulle
medesime opzioni strategiche obiettivo primario = analizzare le opzioni strategiche dei
concorrenti che esprimono barriere alla mobilità interne al settore.
Raggruppamenti strategici = gruppi di imprese esposte in modo omogeneo alle cinque
forze competitive; redditività e prospettive dell’impresa cambiano a seconda del
raggruppamento di appartenenza.
Per costruire la mappa è necessario (1) identificare le opzioni strategiche che differenziano i
player es. reputazione e immagine, segmenti serviti, ampiezza del mercato geografico,
canali distributivi, qualità dei prodotti, livello di leadership tecnologica, grado di
integrazione verticale a monte o a valle, politica di prezzo, sinergie di gruppo (non si utilizza
il ROI perché non è un’opzione strategica ma un risultato!); (2) identificare tra queste le
variabili rilevanti, cioè
- capaci di originare differenze nel modo in cui le aziende sono esposte alle cinque
forze
- indipendenti
- discrete, o rappresentabili per intervalli se continue.
Lo studio dei raggruppamenti strategici mette così in luce diversi comparti del settore: ogni
raggruppamento, essendo esposto in modo diverso alle cinque forze, si differenzierà per
livello medio di redditività, variabilità di redditività tra un’azienda e l’altra, variabilità nel
tempo del livello medio di redditività.
Clienti: la GDO ha un potere contrattuale rilevante in molti settori
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Strategia competitiva
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Appunti di Strategia competitiva
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Strategia competitiva - Riassunto
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Appunti di Strategia competitiva