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Drammatico, Ratings: Kids+16, b/n durata 88 min. - Italia 1947.

Finita la guerra nel '45, una banda di criminali, capeggiata da un reduce dalla prigionia e dalla sua

donna, infesta la bassa padana. I componenti di una cooperativa agricola lo catturano e lo

processano. Opera prima di De Santis, alterna pagine di autentico soffio epico (influenzato dal

cinema sovietico quanto da quello americano d'azione) con altre più schematiche, appesantite

dall'ideologia populista. Splendido uso del paesaggio veneto-emiliano. Collaborarono alla

sceneggiatura Corrado Alvaro, Michelangelo Antonioni e Carlo Lizzani, anche attore in una piccola

parte. Apporto tra classi subalterne mass media

Il linguaggio della nevrosi post-traumatica p.55

E il trauma non viene non viene riconosciuto e accettato, viene rimosso, ma permane sempree

causa la nevrosi, in quanto apparentemente ci si dimentica del trauma, ma permane un senso di

sconfitta e fallimento . Inizialmente il cinema non fa riferimento esplicitamente all’8 settembre

( anche in Roma città aperta non viene citato). E’ un tradimento vergognoso, a cui i singoli

rispondono in modo personale, non è facile infatti per chi è stato fascista ( o non si era opposto

al fascismo) ritrovarsi ora o traditore o vigliacco p. 56

Paisà include ( lo rimuove, dice c’è stato e basta) l’armistizio e i tedeschi sono nemici ( come se

prima non fossero stati amici) p. 58

Insomma il cinema immediatamente post bellico rimuove il problema armistizio (quindi non lo

affronta)

Vedi anche “Vivere in pace” di Luigi Zampa , 1947

Nel 1944 due soldati USA fuggiti dalla prigionia sono ospitati da un contadino umbro. Nella stessa

casa arriva poi anche un soldato tedesco. 2 Nastri d'argento per il soggetto (Piero Tellini, L. Zampa)

e l'attrice non protagonista (A. Ninchi) e il premio dei critici di New York per il miglior film

straniero. Nei limiti di un bozzetto paesano c'è un accattivante equilibrio tra malinconico

sentimentalismo e bonaria ironia, tra melodramma e commedia di costume.

Qui la guerra è lontana, siamo in campagna, vita semplice di chi non vuole rogne, che subiscono i

danni della storia di cui non sono responsabili

“Anni difficili ,1948

Nel 1935 modesto e onesto impiegato municipale siciliano è costretto a iscriversi al PNF. Quando

nel 1944 arrivano gli Alleati, il sindaco che, come podestà, gli aveva imposto di prendere la tessera

fascista, lo epura. Con Anni facili (1953) e L'arte di arrangiarsi (1955), è la 1ª parte di una trilogia,

amaramente umoristica, che Vitaliano Brancati scrisse per Zampa, traendola qui dal racconto Il

vecchio con gli stivali (1944). Efficace mistura tra satira e pathos. Oltre alle violente ripulse sulla

stampa di destra dove si arrivò a chiederne il sequestro per diffamazione della patria, suscitò un

acceso dibattito.

La comicità permette di affrontare con apparente leggerezza i problemi ( il problema è: o eri

vigliacco o sei traditore)

Altro elemento è la colpa ( la colpa o di essere stato vile o traditore) e di avere combattuto contro i

tuoi fratelli

Due lettere anonime

Un film di Mario Camerini. Con Andrea Checchi, Clara Calamai, Carlo Ninchi, Otello Toso,

Peppino Spadaro.

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Commedia, Ratings: Kids+16, b/n durata 82 min. - Italia 1945.

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Le due lettere del titolo sono 1) quella che Tullio (O. Toso) manda a Bruno (A. Checchi), reduce dal

fronte russo, per rivelargli che durante la sua assenza Gina (C. Calamai), la sua donna, s'era messa

con lui; 2) quella che lo stesso Tullio invia ai tedeschi per denunciare l'attività partigiana di Bruno.

Gina lo uccide (Tullio) e finisce in carcere, ancora la donna vittima sacrificale. Per il suo turgore

melodrammatico è una sorta di anti-Roma città aperta in cui uno dei due maggiori registi italiani

degli anni '30 cerca di mescolare il pubblico e il privato, adeguandosi all'aria neorealistica che tira.

Allora, ho trovato in un mercatino un vhs del film di Goffredo Alessandrini "Due lettere

anonime".

Come film non è un granchè, praticamente il regista, specializzato in "telefoni bianchi" e film di

regime nel dopoguerra si rifece una verginità realizzando questo polpettone ( ops, stavo per scrivere

marchettone ) sui partigiani socialisti a Roma nel '43/'44.

Il film non è riuscito molto bene, si mostra per quello che è: una storiella romantica da telefoni

bianchi, solo un pò riverniciata di rosso.

Notevolissime invece le scene di battaglia in esterni- si nota un' altro ritmo nella regia- veramente

avvincenti e realistiche, gli scontri del 9/10 settembre all' EUR ( coi crateri delle bombe rimasti tali

e quali sul terreno dal '43 ), montagnola, v. Ostiense, S.Paolo, con comparse in uniformi originali

italiane e tedesche - o almeno molto convincenti, e scene riprese da foto dell' epoca.

(La batteria da 100/17 che spara davvero davanti alla Stazione ostiense !)

Anche i mezzi erano originali: L3, M13, semoventi 75/18, camionette sahariane e tante Ab 41 della

Celere per gli italiani,

Autoblinde Daimler, Humber, Marmon dei Carabinieri travestite da blindo tedesche e Pak 40, Opel

Blitz, Kubelwagen originali.

Da brivido anche la scena dell' assalto di partigiani a una colonna tedesca e gli Opel, e Ford che

bruciano VERAMENTE !

Purtroppo nel '47 costava meno bruciare un residuato che comprare due fumogeni...

Lo consiglio vivamente.

In questo film è inserito l’annuncio via radio dell’Armistizio , si fa riferimento all’attentato di via

Rasella , punisce chi si vende al nemico

Figure ricorrenti: tedeschi nemici, personaggi maschili deboli, la deflorazione del suolo nazionale,

della casa,della famiglia.

Cap III

Tradizioni tematiche: Resistenza , Olocausto, guerre di espansione p. 65

Racconti di guerra, argomento bellico: i temi sono sempre rapporto vincitori-vinti, alleati-nemici,

invasori-occupati

Il cinema bellico italiano lascia in ombra le persecuzioni razziali ( L’oro di Roma, Lizzani 1961,

Kapò, Pontecorvo 1960, quindi dopo gli anni ‘60) e le guerre nelle colonie . Ricordare sempre che

fino al ’43 l’Italia era stata fascista e quindi in accordo con le leggi razziali tra il ’38 e il ’40, per cui

l’argomento era scabroso ,in quanto si trattava di ammettere le proprie responsabilità; la questione

viene risolta sottolineando la bonarietà degli Italiani nei confronti degli ebrei ( molti

protessero e nascosero gli ebrei, Vaticano compreso ) e l’esclusione dalla responsabilità della

“soluzione finale “ (= campi di concentramento)

La Resistenza ( = secondo risorgimento) diventa il paradigma per sottolineare divulgare l’idea

“dell’italiano bravo ragazzo “e molti film italiani hanno questo tema, con la Resistenza ( intesa

anche come lotta civile fra italiani) si mettono a tacere tutti gli altri argomenti come le

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deportazioni dei soldati italiani e degli ebrei, la guerra in Russia, nei Balcani, nel nord africa e la

Shoah. La Resistenza è l’elemento intorno al quale si costruirà la nuova Italia

Il discorso della Resistenza p. 70

Il cinema bellico italiano prende il via appena i tedeschi lasciano Roma ,infatti negli anni ’45,’46

vengono realizzati importanti film ( elenco p.70)

IL primo è un dovere morale: rivelare quello che era stato nascosto, infatti fino al 45 la Resistenza

era stata un fatto clandestino di cui non si sapeva niente. I film che riguardano la Resistenza sono

considerati di qualità

“Giorni di gloria “ di Visconti 1945

Trama del film

Il documentario rievoca l'oppressione nazifascista avvalendosi di vari documenti girati per l'Italia,

compreso il massacro delle Fosse Ardeatine che è riprodotto nella sua terribile drammaticità.

Luchino Visconti aveva ripreso per conto dell'esercito anglo-americano il processo contro l'ex

questore di Roma Pietro Caruso, la fucilazione che ne seguì dello stesso Caruso, del delegato

Scarpato e di Pietro Koch. Quest'ultimo responsabile della Pensione Jaccarino, famosa prigione

fascista per le sevizie e i maltrattamenti, dove lo stesso Visconti vi era stato imprigionato per un

breve periodo. Visconti mostra la folla inferocita a questo processo

e numerose scene di corpi massacrati

Questo film è voluto da antifascisti militanti , il film parla al passato = l’Italia volta pagina

La sala cinematografica diventa luogo di conoscenza, di dibattito politico (da una parte la

Democrazia cristiana, dall’altra il Partito comunista ) e sociale e di costruzione di una memoria

collettiva

Etica ed estetica si riuniscono. Il film sulla Resistenza , dando tutta la colpa ai nazisti, in un qualche

modo nasconde le responsabilità dei fascisti

Il pubblico p. 77

Nel ‘ 45- ’46 Roma città aperta è in testa alla classifica degli incassi, mentre Paisà è al nono posto,

nel ’47-48 Anni difficili è al nono posto e Il sole sorge ancora al 12°

L’interesse per il film di guerra è determinato dal momento pubblico ( cioè un momento in cui la

collettività deve rinascere intorno a qualcosa ), gli italiani sentono di dovere decidere

collettivamente ( regno o repubblica, Democrazia Cristiana o Partito Comunista ecc.) Il cinema si

rivolge alle fasce proletarie ( i borghesi che avevano appoggiato il fascismo vengono visti come

ipocriti) Vergano ( il sole sorge ancora si rivolge ai proletari che danno vita alla Resistenza)

Questo tipo di film rinnega il tono moralistico- sentimentale del cinema precedente. Ma i film sulla

resistenza volevano rivolgersi al proletariato popolare, ma in realtà facevano presa sugli intellettuali

di sinistra

Altro fenomeno determinante per l’identificazione del pubblico al film di guerra è l’attore, le

donne non sono bandite dal film di guerra (Anna Magnani, Alida Valli, Clara Calamai, Lea

Padovani

Fuori dal genere, dentro alla memoria p.83

Non sono propriamente fil bellici, la guerra fa da sfondo :Il canto della vita ( guerra = causa di

morte ) , Due lettere anonime, 9

Il bandito (Lattuada 1946)

Un film di Alberto Lattuada. Con Anna Magnani, Carlo Campanini, Folco Lulli, Amedeo Nazzari.

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Drammatico, Ratings: Kids+16, b/n durata 87 min. - Italia 1946.

Reduce dalla prigionia in Germania, Ernesto ( Amedeo Nazzari) arriva a Torino, uccide lo

sfruttatore della sorella, diventa capo di una banda e muore in uno scontro con la polizia. Film

neorealista sui generis: il suo neorealismo è tutto nella prima, suggestiva sequenza, ma poi si

trasforma in una gangster story di modello americano sulla quale il regista innesta la sua cultura

cinematografica, ma anche una robustezza narrativa e una funzionalità espressiva che saranno

costanti nei suoi film successivi. È, a modo suo, un film formalista, mentre appaiono incongruenti o

approssimativi, nel loro romanticismo, i contenuti etici e sociali. A. Nazzari vinse il Nastro

d'argento come miglior attore. La morte di Ernesto risponde ad un codici guerra

(imboscate,uniformi, scontri a fuoco in montagna)

Non c’è pace tra gli ulivi (De Santis 1950

Tornato dalla guerra, un pastore (Vallone) scopre che la famiglia è stata ridotta in miseria da un

usuraio (Lulli) e decide di farsi giustizia da sé. Ritratto di un mondo arcaico, ma segnato dalla

Storia, con una messinscena quasi brechtiana, assolutamente originale nel cinema italiano del

periodo. L'uso sapiente della profondità di campo, l'utilizzo della voce off in prima persona e la

recitazione straniante degli attori ne fanno un'opera stilisticamente raffinata, senza tuttavia soffocare

gli aspetti emozionali del racconto. E' stato girato nei pressi di Fondi, il paese natale di De Santis.

Alla sceneggiatura hanno collaborato De Santis, Libero De Libero e i futuri registi Gianni Puccini e

Carlo Lizzani.(P.Mereghetti "Dizionario dei film 1998")

Anche la comicità serve per metabolizzare Come persi la guerra di Borghesio Trama

Leo, compiuto il servizio militare, va dal cappellaio, per scambiare finalmente con un cappello

borghese, la sua bustina. Ma la radio l'avverte che l'Italia ha dichiarato guerra all'Etiopia e che la

sua classe è richiamata. Ed ecco cominciare l'odissea del povero soldato, costretto a combattere in

Etiopia, in Spagna, di nuovo in Africa, in Russia. Eccolo in Italia, messo a far la guardia ad un

crocevia. Fedele alla consegna, il bravo soldato intima l'alt agli alleati tedeschi; ma giungono gli

americani, i tedeschi scappano e Leo vien fatto prigioniero. Spera di aver trovato finalmente il

riposo: è una breve illusione. Contro la sua volontà, il prigioniero si trova trasformato in

cobelligerante. Una breve parentesi di riposo in casa della madrina di guerra è interrotta dall'arrivo

dei tedeschi, dai quali sta per essere fucilato, quando il nome, preso a prestito da un eroico

compagno, lo salva. Ed eccolo trasformato in nazista. Finalmente la resa tedesca viene a metter fine

ai suoi guai; ma che fare ora? Per vivere, deve vestire ancora una volta una uniforme, quella

pacifica e umanitaria di pompiere

CAP IV MODELLI OBSOLETI 10

Quando il film bellico non piace più p. 87

Negli anni ’50 due film importanti “ Da qui all’eternità “ di Zinnemann 1953 , Il,ponte sul fiume

Kwai , Lean, 1957

Il ponte sul fiume Kwai

Un film di David Lean. Con William Holden, Jack Hawkins, Alec Guinness, Sessue Hayakawa.

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Titolo originale The Bridge on the River Kwai. Guerra, Ratings: Kids+13, durata 161 min. - USA

1957.

Durante la seconda guerra mondiale prigionieri britannici di guerra in Birmania sono impiegati

nella costruzione di un ponte, mentre una squadra di guastatori loro compatrioti si prepara a

distruggerlo. Si prese 7 premi Oscar (tra cui quello della sceneggiatura toccò a Pierre Boulle, autore

del romanzo, mentre era stata scritta da Carl Foreman e Michael Wilson, entrambi sulla lista nera

come filocomunisti). Questo megafilm ( colossal) che è insieme tragedia e commedia, denuncia

della guerra e omaggio a quelli che la fanno, concilia l'avventura con l'ironia, le ambizioni artistiche

con quelle dello spettacolo. Memorabile Guinness, ma anche il motivo fischiettato di “The Colonel

Bogey March”.

Da qui all'eternità

Un film di Fred Zinnemann. Con Frank Sinatra, Ernest Borgnine, Deborah Kerr, Montgomery Clift,

Burt Lancaster.

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Titolo originale From Here to Eternity. Drammatico, Ratings: Kids+16, b/n durata 118 min. -

USA 1953.

In un accampamento militare a Honolulu, nel 1941, pochi giorni prima dell'attacco di Pearl Harbor,

le storie di cinque personaggi: amori, umiliazioni, rivincite, tradimenti. Tratto da un best seller

(1951) di James Jones. 8 premi Oscar: miglior film, regia, sceneggiatura (Daniel Taradash),

fotografia (Bernard Guffey), Frank Sinatra, Donna Reed, suono e montaggio. Sopravvalutato, resta

in ogni modo un robusto melodramma di guerra.

I due nemici

Un film di Guy Hamilton. Con David Niven, Alberto Sordi, Amedeo Nazzari, Michael Wilding.

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Titolo originale The Best of Enemies. Commedia, durata 104 min. - Italia, USA 1961.

In Abissinia, agli ultimi giorni della seconda guerra mondiale, inglesi e italiani devono far fronte,

uniti, a un gruppo di ribelli. Poi l'inevitabile resa italiana. Innesto parzialmente riuscito di Sordi in

un genere tipico del cinema britannico: il film bellico in chiave di commedia. Hamilton ha la mano

registica pesante.Comicità di David Niven ( inopportunamente aristocratico, elegante) a confronto

con quella di Alberto Sordi (stereotipo dell’inetto e perdente, ma determinato nella sua azione )

Tipo colossal .

Dalla guerra ai prigionieri, più di fantasia . Il pubblico non ama più la guerra trattata storicamente

11

Gli effetti della guerra fredda , nostalgie e modelli imperituri p.91

Il pubblico italiano riaffeziona presto al cinema americano. C’è un breve periodo (dal ’50 al ’60)

in cui in Italia si producono film di guerra simili per impianto narrativo ed estetico . Vedi elenco

p.92

Registro avventuroso, basato sull’azione , fermezza audacia , combat ( guerra in generale

svincolata da un contesto storico geografico)

Siluri umani Un film di Antonio Leonviola. Con Ettore Manni, Andrea Checchi, Franco Fabrizi,

Raf Vallone.

Guerra, Ratings: Kids+13, b/n durata 98 min. - Italia 1954.

Un gruppo di soldati addestrati nella scuola per mezzi d'assalto della Marina italiana devono

attaccare il porto di Suda, nel Mar Egeo. L'impresa è assai ardua e viene portata a termine tra non

poche difficoltà. Più lento e prolisso nella prima parte, questo film di guerra, che rievoca alcuni

aspetti particolari della guerra sul mare, prende quota nella seconda parte con momenti efficaci e

spettacolari che coinvolgono lo spettatore. Scritto da Ennio De Concini, Marc'Antonio Bragadin e

Gian Giacomo Cossa. Non accreditato, Carlo Lizzani collaborò alla regia.

Eroe protagonista affascinante Raf Vallone , collaborazione con la marina che la produzione

ringrazia , missione segreta che non ammette fallimenti guidata da un leader carismatico. Il racconto

procede per obiettivi: superare tutte le prove( chi non ce la fa muore), mettere a prova la lealtà del

gruppo .Insomma un’americanata

La ricetta del combat prevede : una squadra, un comandante, un obiettivo di guerra , la

strategia d’attacco e la tecnologia bellica . Prima parte dedicata all’addestramento

(strumentazione militare e difficoltà da superare, in Siluri umani messa a punto

dell’equipaggiamento dei militari italiani ) Talvolta momenti tipici come la lettera a casa ,

definizione di guerra giusta, la bandiera , la voce fuori campo che inneggia la valore dei militari

Questo genere di film è oggi dimenticato

Seguono esempi di film p.95,ma il concetto è questo: la guerra è il teatro dove fissare e rinsaldare

dei ruoli (appunto un comandante, una squadra, la solidarietà., gruppi di uomini addestrati

controllare la paura ecc.

Questi film rivelano le tensioni della guerra fredda : buoni gli occidentali, cattivi quelli oltre il

muro. Si riprendono le imprese belliche del Nord-africa ( El Alamein, e dopo dieci anni La

battaglia di El Alamein di Ferroni 1968

La battaglia di El Alamein Un film di Giorgio Ferroni. Con George Hilton, Ettore Manni,

Frederick Stafford, Robert Hossein.

Guerra, durata 86 min. - Italia 1968. 12

Trama .I tedeschi avanzano in Africa; gli inglesi contrattaccano e Rommel retrocede. A questo

punto è di scena la Divisione Folgore: il coraggio di quegli uomini e il sacrificio della loro vita

costringe il nemico a rallentare l'avanzata. Ritorna lo spirito fascista

La linea di fuoco di Enzo Monteleone 1986

Trama

Inviato dalla sua rete televisiva a Beirut in sostituzione di un collega malato, Don Stevenson, un

giornalista americano, viene, "usato" dalle opposte fazioni arabe dell'OLP per fare da "testimone" ai

propri interessi. E' il tempo dell'invasione israeliana in Libano, al culmine delle faide interne

all'Organizzazione per la Liberazione della Palestina. Quando Don si accorge che, quello che

credeva un grande "scoop", è in realtà solamente il pretesto creato per eliminare un leader moderato

dell'OLP, inizia ad indagare per scoprire la verità. Che il "gioco" sia grosso, il giornalista, lo capisce

subito: attorno a lui si agitano gli interessi opposti delle falangi cristiane e dei palestinesi, e in molti

cominciano a morire. Don scopre che l'OLP, la sua fazione più dura, ormai circondata da tutte le

parti, ha concepito un piano mostruoso: provocare un massacro nei propri campi-profughi da parte

dei falangisti cristiani, facendone ricadere la responsabilità su Israele di fronte alla stampa

internazionale; che accrediterà questa versione dei fatti.

CAP. V Riaffiora il rimosso

Vizi e virtù della nuova epoca p. 99

Gli anni ’50 segnano il boom economico prodotto dalla ricostruzione,automobile, ville al

mare,speculazioni edilizie, divario fra il nord e il sud , dal punto di vista politico mutamento della

Democrazia Cristiana, ascesa della Sinistra, tutto questo si ripercuote nel cinema

Un’ondata di antifascismo si diffonde negli anni ’60. Si apre una seconda fase del cinema che

affronta con umorismo la guerra : Il generale della Rovere, Tutti a casa , Il Federale, La marcia su

Roma ( D.Risi, 1962)Una vita difficile, Anni ruggenti (Zampa ,1962), I due marescialli (Corbucci

1961) L’umorismo diventa un modo per combattere la retorica del Fascismo e per accettare i vizio

degli italiani ( i registi di questo periodo scrivono su riviste quali Bertoldo e Marc’Aurelio).Il film

comico incontra il gusto del pubblico

Dal punto di vista politico all’antifascismo si aggiunge l’anticomunismo, gli alleati e i cattolici

vengono usati sia dall’una e dall’altra parte. La comicità permette anche di denunciare ciò che, se

denunciato seriamente, potrebbe essere offensivo o essere censurato

Pag. 101 elenco degli attori comici 13

Ritratti di italiani p. 102

Anni difficili ( p. 7 di questi appunti) inaugura la narrazione della parabola di un personaggio-tipo

che attraversa un ampio spaccato di storia ( le cose cambiano: il podestà diventa antifascista e

condanna l’antifascista, dopo averlo costretto a prendere la tessera del fascio). Il film introduce la

satira a sfondo politico , che si manifesterà in due differenti forme : a) film satirici ambientati

nell’Italia contemporanea ( Il sorpassao , Risi 1962) b) film storici guardando chi è stato

schiacciato dai grandi eventi storici, che incarna e subisce i vizi del paese ( La grande guerra)

In entrambi i film Gasman impersona lo sbruffone, il gradasso, in questi personaggi ( come quelli

di Sordi, Tognazzi) l’italiano si rispecchia e si accetta

Compaiono le figure dell’inetto ( quello che non si impegna nella vita), il vile , il prudente.

L'arte di arrangiarsi

Un film di Luigi Zampa. Con Alberto Sordi, Franco Coop, Elli Parvo, Armenia Balducci, Nando

Bruno.

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Commedia, b/n durata 95 min. - Italia 1954.

Il catanese Rosario Scimoni, detto Sasà, dal 1912 al 1953 cambia casacca a ogni mutar di vento

politico traendone profitto. Pur smussando l'acre moralismo satirico di Brancati che gli aveva già

fornito i copioni di Anni difficili e Anni facili per puntare sui risvolti comico-patetici, Zampa va

egualmente a segno, grazie anche a un Sordi in gran forma.

La sequenza di apertura mette in primo piano il narcisismo del protagonista, unico imperativo è

salvare la pelle. La guerra fa da sfondo , non c’è azione bellica

Gli attori p. 106

La personalità filmica dell’attore assume un ruolo dominante

Sordi, Gasman, Tognazzi, Manfredi, Monica Vitti. Sasà = arraffone, Jacovacci ( la grande guerra)

= l’asociale, Bertone ( generale della Rovere) = il profittatore, tutti i personaggi mancano di

idealità Questi tipi cinematografici corrispondono a temi precisi: sopravvivere in un ambiente

sociale decrepito e corrotto ( Il generale della Rovere) , senza ordine ( La marcia su Roma),

stravolto dall’anarchia (Tutti a casa, il Federale)

Il federale

Un film di Luciano Salce. Con Ugo Tognazzi, Gianni Agus, Georges Wilson, Gianrico Tedeschi,

Leopoldo Valentini.

Commedia, b/n durata 100 min. - Italia 1961. 14

Abruzzo, 1944. Fascistello Arcovazzi diventa gerarca proprio quando il fascismo sta per cadere e

fa un viaggio in sidecar con professore antifascista, da lui arrestato, che cerca di educarlo alla

libertà. Per la prima volta dopo 43 film, U. Tognazzi lascia le macchiette per un personaggio a tutto

tondo. Film di ottimo brio satirico, scritto da Castellano & Pipolo in vena e diretto con garbo da L.

Salce. Arcovazzi = mancanza di perspicacia , conquista il pubblico con la sua ottusità e

testardaggine, guardare il proprio passato fa diminuire le responsabilità

Anni ruggenti

Un film di Luigi Zampa. Con Nino Manfredi, Linda Sini, Gino Cervi, Michèlle Mercier, Gastone

Moschin.

Commedia, Ratings: Kids+16, b/n durata 110 min. - Italia 1962.

Nel 1937 arriva in una cittadina pugliese (Ostuni, Brindisi) un giovane assicuratore che per un

equivoco è scambiato per un gerarca in incognito, inviato per una ispezione, e colmato di attenzioni

e favori. La trilogia satirica sul fascismo di Zampa, scritta da V. Brancati, morto nel 1954, diventa

quadrilogia con questa commedia, sceneggiata da E. Scola e R. Maccari, inclini a raccontare una

storia del passato con l'occhio al presente. Il lontano modello è L'ispettore generale (Revizor, 1836)

di N.V. Gogol. Mette in valore Manfredi e il suo duttile gioco di rimessa e una compagnia di bravi

attori tra cui spicca S. Randone.

In Tutti a casa Sordi rappresenta quelli che non si schierano e non se ne accorgono.

Una vita difficile

Un film di Dino Risi. Con Claudio Gora, Alberto Sordi, Lea Massari, Franco Fabrizi, Lina

Volonghi.

Drammatico, Ratings: Kids+16, b/n durata 117 min. - Italia 1961.

Panoramica su vent'anni di vita italiana attraverso le vicende di un ex partigiano giornalista che si

inserisce nel sistema di una borghesia reazionaria. Una delle più felici interpretazioni di A. Sordi in

un personaggio per lui insolito, scritto su misura dalla sua eminenza grigia R. Sonego. Nonostante

la contraddizione di fondo non risolta – essere commedia satirica o far posto alla tirannia di un

mattatore – il film pullula di sequenze eccellenti e ha un momento di poesia: Sordi ubriaco all'alba

in un vialone di Viareggio. S. Mangano, V. Gassman e A. Blasetti nella parte di loro stessi.

Il protagonista non è encomiabile, ma neppure totalmente deprecabile

Il corpo di questi attori, le loro mimiche, il loro comportamento,la psicologia permettono agli

italiani di metabolizzare il loro qualunquismo,” siamo tutti così e dunque che male c’è? “

Il film bellico costituisce il fulcro (la guerra aveva riguardato tutti) intorno al quale si ricostituisce

l’unità nazionale, anche se nella confusone degli schieramenti politici che si appropriano della

guerra 15

Tensioni antieroiche della guerra p.112

Le scarpe al sole

Un film di Marco Elter. Con Camillo Pilotto, Isa Pola, Cesco Baseggio, Carlo Ludovici.

Guerra, b/n durata 92 min. - Italia 1935.

Tre montanari dello stesso paese alpino - un veterano della guerra libica e due giovani - sono

arruolati negli Alpini quando nel 1915 l'Italia entra nel conflitto mondiale. Cronaca delle loro

vicissitudini tra trincee e retrovie. Sceneggiato da Curt Alexander dal libro Diario di guerra (1921)

di Paolo Monelli, ex ufficiale degli Alpini. Campione del mondo (1913) di sci, alpino pluridecorato

nella guerra 1915-18, documentarista, il torinese M. Elter esordisce con un film schietto, attento ai

personaggi più che all'azione, non esente da cadute retoriche né da ingenuità narrative. Premiato

alla Mostra di Venezia con la coppa del Ministero della stampa e propaganda per “il film eticamente

più significativo”.

Ci presenta la guerra come sopportabile,ma non gloriosa, è un male inevitabile. La tendenza durante

il fascismo non era celebrare la guerra.

Cavalleria di Goffredo Alessandrini , 1936

Un ufficiale di cavalleria ama, riamato, la figlia di un nobile piemontese. Ma la ragazza, per salvare

il padre dalla rovina finanziaria, si piega a sposare invece un ricco diplomatico austriaco. L'ufficiale

si dedica allora appassionatamente all'equitazione e diviene uno dei più celebri cavallerizzi d'Italia.

A Roma, alcuni anni dopo, egli incontra la sua antica fiamma e i due starebbero per allacciare una

colpevole relazione se le chiacchiere pettegole del mondo, ed un duello che il fratello della donna

sostiene per difenderne l'onore, non la persuadessero ad allontanarsi dall'ufficiale.

Amore senza speranza (quindi sacrificio ,sopportazione)

Passaporto rosso

Un film di Guido Brignone. Con Tina Lattanzi, Isa Miranda, Filippo Scelzo, Olga Pescatori.

Drammatico, b/n durata 92 min. - Italia 1935.

Emigrato in America del Sud con la famiglia, un italiano muore di febbre gialla. La figlia sposa un

medico compatriota. Nasce un figlio che, allo scoppio della guerra 1915-18, non vuole arruolarsi

perché cittadino americano. Il padre gli dà il buon esempio. L'azione si svolge dal 1890 al 1922.

Scritto da G.G. Napolitano, “... è un contributo alla storia di questi umili sconosciuti emigranti che

partirono verso l'ignoto e l'avventura con il ‘passaporto rosso’ ” (frase di lancio). Coppa del PNF

(Partito nazionale fascista) al Festival di Venezia. “... l'immagine del paese sudamericano è tutta in

negativo, ma raccoglie tutta una serie di realtà proibite in Italia e permesse solo se rappresentate

altrove” (G.P. Brunetta). 16

La guerra distrugge la normalità e non promette un domani migliore

Fino alla guerra di Libia (1935-36) il regime tollerò questo tipo di film, che si contrapponeva con il

vigore del movimento fascista. Comunque la guerra rimase sempre più un esercizio di propaganda

verbale, le azioni di guerra avevano lo scopo do mostrare il sacrificio umano della popolazione , gli

italiani politicamente non schierati, ma capaci talvolta di azioni eroiche. La debolezza dell’esercito

è un punto saldo nella memoria collettiva.

Successo in questi anni di film antimilitaristi: Orizzonti di gloria (Kubrick 1957) e Prima linea

(Aldrich 1956)

In Italia due film importanti:

La grande guerra

Un film di Mario Monicelli. Con Vittorio Gassman, Alberto Sordi, Bernard Blier, Folco Lulli,

Silvana Mangano.

Guerra, Ratings: Kids+16, b/n durata 140 min. - Italia 1959.

In divisa da fanti il romano Oreste Jacovacci e il lombardo Giovanni Busacca vivono da

opportunisti un po' fifoni il conflitto 1914-18. Catturati dagli austriaci, sanno morire con dignità.

Due grandi istrioni – e alcune sequenze memorabili – in un affresco di complessa, cordiale,

furbesca coralità. Sagace equilibrio tra epica e macchiettismo, antiretorica e buoni sentimenti.

Leone d'oro a Venezia ex aequo con Il generale Della Rovere di Roberto Rossellini. Cinemascope.

2 Nastri d'argento: a A. Sordi e a Mario Garbuglia per le scenografie. Scritto con Luciano

Vincenzoni, Age & Scarpelli. Alla lontana ispirato al racconto Due amici di Guy de Maupassant

Il generale Della Rovere

Un film di Roberto Rossellini. Con Vittorio De Sica, Sandra Milo, Vittorio Caprioli, Hannes

Messemer, Giovanna Ralli.

Drammatico, Ratings: Kids+16, b/n durata 97 min. - Italia 1959. Non comico, ma satira sferzante

Nella Milano del '43 Bertone, anziano imbroglione, arrestato dalle SS tedesche, si spaccia per

generale badogliano della Resistenza e s'immedesima tanto nella parte che si fa fucilare. Tratto da

un racconto di Indro Montanelli, è il meno originale degli ultimi film di R. Rossellini, girato su

commissione a basso costo, ma il più efficace e accattivante, di notevole interesse tecnico-stilistico

per una serie di espedienti che il regista avrebbe poi usato nel suo lavoro per la TV. V. De Sica

modula da maestro il suo gigionismo. Leone d'oro a Venezia ex aequo con La grande guerra di

Mario Monicelli. Nastro d'argento per il film.

Bertone rappresenta la caratterizzazione dell’italiano untuoso e dissimulatore, l’italiano che sa

arrangiarsi,un campione di imbrogli, ma che si riscatta ed alla fine prima di essere fucilato rivolge

un discorso ai prigionieri……p.126 17

Si crea nella Grande guerra una contrapposizione tra patriottismo fanatico del comandante e la

truppa ( la guerra dei padroni), l’istruttore sadico della grande guerra, insomma l’individualità del

soldato viene negata : è solo una piastrina dell’esercito, l’esercito ( = esercito-massa) non è più

l’insieme attivo di chi combatte per un ideale, ma un gruppo di uomini strappati alle case e

manipolati dai comandanti .

Battaglie di massa viste da lontano, campi lunghi nella battaglia e poi ravvicinati sui soldati

La demolizione della retorica grandiosa inizia con la prima guerra mondiale, gli italiani non amano

raccontare anche questo conflitto , la vita di trincea era stata dolorosissima per i militari ( si erano

usati anche gas), e questo film rappresenta una sorta di denigrazione comunque un film

antimilitarista. Ricordare di questo filone le pietre angolari

All’ovest niente di nuovo , Milestone, USA1930

Dal romanzo (1929) di Erich Maria Remarque: nel 1914, istigati da un loro insegnante, alcuni

studenti tedeschi si arruolano volontari, ma presto al fronte scoprono che la guerra ha poco da

spartire col coraggio, il dovere o l'etica. Nessuno ritornerà. Un classico del cinema pacifista,

distribuito in Italia soltanto nel 1956. Fu uno dei primi “colossi” del cinema sonoro. La sua forza e

soprattutto la sua fama derivano da una sagace fusione delle sue componenti: il realismo della regia,

la spettacolarità delle scene di battaglia, il lirismo dei dialoghi. 2 Oscar: miglior film e migliore

regia. Ebbe un seguito (The Road Back, 1937, di James Whale) e un rifacimento nel 1979 con la

regia di Delbert Mann, Niente di nuovo sul fronte occidentale.

La grande illusione di Renoir, Francia 1937

Durante la guerra 1914-18 due aviatori francesi prigionieri, un aristocratico e un proletario, sono

inviati in un castello trasformato in campo di concentramento, comandato da un asso dell'aviazione

tedesca. Alcuni prigionieri evadono. Un capolavoro di J. Renoir, e dell'umanesimo al cinema. La

verità – dei fatti, dei personaggi, dell'atmosfera – si fa poesia in un accorato messaggio pacifista più

che antimilitarista che non trascura le differenze sociali. Scritto da Renoir con Charles Spaak,

possiede una generosa ricchezza ideologica che nasce dalla sua ambiguità. Grande galleria di

personaggi: P. Fresnay, J. Gabin, E. von Stroheim, M. Dalio. Molte sequenze memorabili tra cui la

più famosa è quella dei prigionieri francesi, travestiti da donna che cantano la “Marsigliese”.

Premiato a Venezia, fu proibito in Italia e Germania. Insieme a La passion de Jeanne d'Arc (1928)

di Carl T. Dreyer, è il solo film francese che figura stabilmente nelle classifiche dei “dieci migliori

film della storia del cinema”. Col medesimo titolo – The Great Illusion – nel 1910 uscì un libro

dell'inglese Norman Angell, amico di Bertrand Russell, che s'interrogava sui vantaggi che i vari

paesi europei avrebbero ricavato da una guerra tra loro.

Che furono vietati dal regime fascista

Paradigma antieroico p.121 18

I due protagonisti della grande guerra vengono fucilati. Questa fucilazione più che altro dà la

sensazione dello spreco (campo lunghissimo unica sequenza la morte di Gasman, osservata da un

attonito Sordi, più ravvicinata quella di Sordi), non c’è infatti molto patriottismo v.p122

La Grande guerra ha un grande riscontro di pubblico, abbiamo già detto che la chiave comica

permette di accettare e sorridere su comportamenti non sempre dignitosi. Se ci accettiamo per

quello chetiamo stati in passato, forse riusciamo a capire meglio il presente

p.126-27 . Grande guerra, Generale della Rovere, Tutti a casa

Fascisti per caso p.128

“La marcia su Roma

Cast Vittorio Gassman, Ugo Tognazzi, Roger Hanin, Angela Luce, Mario Brega, Giampiero

Albertini, Antonio Cannas, Alberto Vecchietti, Howard Rubiens

Regia Dino Risi

Sceneggiatura

Ángel Age, Furio Scarpelli, Ruggero Maccari, Ettore Scola, Sandro Continenza

Durata 01:34:00

Genere Satirico

Distribuito da

DE LAURENTIIS - DOMOVIDEO RICORDI VIDEO, BMG VIDEO (PARADE)

Negli anni del primo dopoguerra un reduce che vive di espedienti, Domenico Rocchetti ( Gasman),

incontra un suo capitano che lo invita ad aderire al movimento fascista. Durante un tafferuglio in un

centro rurale, Rocchetti chiede aiuto a un suo ex commilitone, Umberto Gavazza ( Tognazzi). Ma il

cognato di quest'ultimo, acceso antifascista, li mette alla porta ambedue. A causa di una nuova

baruffa sorta per aver voluto sostituire gli spazzini in sciopero, vengono messi in prigione e poi

liberati da una decisa azione degli squadristi. Dopo aver partecipato a parecchie "azioni punitive",

anche Rocchetti e Gavazza si preparano alla Marcia su Roma. Requisiscono un'automobile per

raggiungere i camerati, ma vengono sconfessati perché il proprietario è un sostenitore del

movimento fascista. In seguito a una scaramuccia scompaiono alle porte di Roma.

Gasmann rappresenta lo spaccone pronto ad accettare senza riserve, aslvo poi a rinnegare molto

velocemente, Tognazzi cocciuto e più dubbioso

Ancora una volta si prende di mira la retorica, sono fuori il senso della patria e la fede politica, si

narrano le vicende dei soldati non dei generali, non si prende una posizione ideologica precisa.

Pessimismo e senso di compassione per gente sventurata.

19

Uno stile nazionale p. 136

La commedia americana riguarda squarci di società americana di buoni sentimenti, dove tutto è

organizzato e qualsiasi variazione alla fine si ricompone , questi ambienti diventano modelli

universali , la commedia italiana è molto legata alla realtà ( Federale)

CAP. VI

Riaffiora il rimosso: il cinema serio p.140

All'armi siam fascisti

Un film di Lino Del Fra. Con Cecilia Mangini, Lino Micciché Documentario, Ratings: Kids+16,

b/n durata 113 min. - Italia 1962.

Uno dei 3 film di montaggio sul fascismo, e il migliore, usciti nel biennio 1961-62. In un arco

espositivo che va dall'inizio del Novecento ai fatti di Genova e Roma nel 1960, del fascismo

s'indicano le cause lontane e vicine, l'appoggio del capitalismo agrario e industriale, le ramificazioni

nei vari Paesi europei, le corresponsabilità, le connivenze, gli errori degli avversari. Film di parte?

Sicuramente, ma qui è un merito più che un difetto, pur non mancando lacune, omissioni,

semplificazioni. Lucido commento di Franco Fortini con le voci di Giancarlo Sbragia, Emilio

Cigoli, Nando Gazzolo.

Una vita difficile

Un film di Dino Risi. Con Claudio Gora, Alberto Sordi, Lea Massari, Franco Fabrizi, Lina

Volonghi.

continua»

Drammatico, Ratings: Kids+16, b/n durata 117 min. - Italia 1961.

Panoramica su vent'anni di vita italiana attraverso le vicende di un ex partigiano (Magnozzi)

giornalista che si inserisce nel sistema di una borghesia reazionaria. Una delle più felici

interpretazioni di A. Sordi in un personaggio per lui insolito, scritto su misura dalla sua eminenza

grigia R. Sonego. Nonostante la contraddizione di fondo non risolta – essere commedia satirica o

far posto alla tirannia di un mattatore – il film pullula di sequenze eccellenti e ha un momento di

poesia: Sordi ubriaco all'alba in un vialone di Viareggio. S. Mangano, V. Gassman e A. Blasetti

nella parte di loro stessi.

Film più intimo, il passaggio tra la guerra e la pace è solo accennato. Magnozzi scrive un libro di

memorie , che gli editori rifiutano perché mediocre, per cui si rivolge come unica spiaggia al

cinema, come a dire ….

In chiave drammatica p.145 20


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DESCRIZIONE APPUNTO

Riassunto per l'esame di Lineamenti di Storiografia Cinematografica, basato su appunti personali e studio autonomo del testo consigliato dal docente Memoria e Immaginario, Pesce. Nello specifico gli argomenti trattati sono i seguenti: periodo trattato : dal 1945 alla caduta della prima Repubblica; ricordare, narrare, mediare.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in dams (discipline delle arti, della musica e dello spettacolo)
SSD:
Docente: Pesce Sara
Università: Bologna - Unibo
A.A.: 2012-2013

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher trick-master di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Lineamenti di storiografia cinematografica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Bologna - Unibo o del prof Pesce Sara.

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