Che materia stai cercando?

Anteprima

ESTRATTO DOCUMENTO

Critica si sviluppa in Italia e Francia. A inizio 900 gli intellettuali iniziano a parlara di

cinema come arte nobile.

Anni 10, articoli per addetti ai lavori. 1908 prime recensioni di film nela "Gazzetta del

popolo". Poi "Il giorno".

1910, LA VITA CINEMATOGRAFICA, rivista. Critica segue modello di critica

letteraria e teatrale, critici erano abituati a scena teatrale, scarse competenze.

Si va definendo estetica del cinema e ruolo dell'autore prende importanza.

Anni 20 critica su Chaplin che crea consenso. Dal 29 c'e' il critico quotidianista sul

Corriere o La Stampa. Filippo Sacchi diventa il modello di una critica di gusto ancora

esistente. Atteggiamento discorsivo, facile.

2.2

Sonoro. Si cerca rinnovamento. Con "Cinematogrago" del 29 si ha approccio teorico e

laoro critico (Blasetti). Nel 35 fondato il CSC e CINECITTA. Nel 36 Hoepli fonda

Cinema attenta al lato tecnico del mezzo. La dirige anche il figlio di Mussolini, filo

hollywoodiano, si usano stellette per giudizio film. Fiorisce la stampa popolare con

settimanale "FILM" del 38, fatto dal ministero vi e' propaganda politica.

2.3

Anni 40 nascono 102 riviste di cinema. Critica fissa nei quotidiani. Il dibattito di

irrigidisce a causa della contrapposizione nella vita politica. Si discute piu di film del

passato censurati dal fascismo che del nascente neorealismo, nascono i miti del

cinema USA. Neorealismo italiano piu apprezzato all estero, Bazin appunto scrive

sagg su Rossellini e De Sica. Critica italiana non generosa con neorealismo, ma si

apprezza De Sica. La critica stronca La strada di Fellini e Senso di Visconti.

La sinistra vorrebbe usare il cinema al servizio del popolo, la sinistra stessa rovina

l'accoglienza dei neorealisti. GUIDO ARISTARCO, critico e militante fonda "Cinema

Nuovo" e vede la critica come lotta per nuova cultura, ma e' piu attento al contenuto

che alla forma. Si oppone alla militanza di Aristarco la rivista "FilmCritica",

politicamente disinvolta

2.4

La critica si libera dalle ideologie negli anni 60. Si apre divario tra specialisti e

quotidianisti. Nouvelle Vague e le scienze umane diffuse (semiotica ecc) scuotono il

campo. Nel 65 il festival di Pesaro propone dibattiti e confronto su film undeground.

Nascono nuove riviste con piu attenzione ai meccanismi di lingua e stile. Negli anni

70 cresce l'editoria cinematografica, molti libri. La critica si organizza in associazioni

culturali con rasegne in cineclub e poi tv.

2.5

1984 nasce CIAK. La tv diventa un cineclub, nuove forme di critica. Nuove

generazioni di critici sulle varie riviste. Ma vi e' inizio di crisi tra Apocalypse Now e

Indiana Jones dell'81. Indiana Jones film citazione, film parla dei film, si scrive su

metafilmica e su remake ecc. Si rivalutano generi minori (cinefilia) negli anni 80, il

film e' spettacolo e postmoderno, la critica ne risente nell'approccio.

I LUOGHI E I GENERI DELLA CRITICA:

3.1

Recensione e' il genere ideale della critica, tra giudizio, informazione ed

interpretazione. E' intro, trama, commento, conclusione. Negli anni 60 non si

firmavano perche coincidevano con l'idea della rivista stessa. Si doveva parlare di

ogni film? Quotidiani soprattutto cio che andava in sala. Le specializzate facevano

selezione e dai film si coglieva ideologia della testata. Ognuna trattava particolari film

e registi. Oggi e' inutile separare specialisti da quotidianisti, si vede solo qualita di

scrittura e di argomentazioni. Ora non vi sono canoni per determinate riviste.

3.2

Altro generi sono reportage dal set, interviste, inchieste che non sono critica in senso

stretto. vero e' che oggi sui quotidini questi generi non hanno gran livello informativo,

sono forse frutto di collage del web o tratti da conferenze stampa.

Il saggio monografico e' estensione della recensione, nell'editoria. Dagli anni 40

monografie su registi che sono privileganti in questo genere

Il dizionario ha ora fortuna, in Italia da inizio anni 90. Raccoglie film. Vi sono anche

sul web Internet Movie Database. Hanno commenti e voto i film.

3.3

Epoca multimediale, c'e' chi ha girato documentari per parlare di registi. Nei dvd ci

sono gli extra,hanno interviste e posso parlare di un determinato regista. I Cineclub

hanno partecipato all'opera divugativa e al dibattito. La TV con "Fuori orario" o cicli

di film e' affine anche al cineclub. negli anni 70 i classici sono analizzati in tv con

moviole e fermo immagine da un critico.

3.4

Ultimi vent'anni critica spodestata da notizie di colore e gossip. Ma accadeva anche

prima. La tv complice negli 80 della crisi del cinema. Il cinema diventa a volte mezzo

per notizie di colore per tematiche affini, succede molto in Italia.

Succede spesso che per promozioni ci siano commenti dei registi ai propri film in

modo semiologico, critici frustrati?

3.5

I nuovi mezzi (vhs, dvd) cambiano la critica? Chi dice si e chi no. Chi entusiasta e chi

giudica sala unica via per vedere film. Con dvd ci sono varie cose, lingua, audio,

capitoli, avanzamento veloce ecc e qualcuno ha detto che era la fine della narrazione

lineare.

Multiplex non e' concorrente a tv e dvd, lo spettatore e' indirizzato al consumo, minor

scelta in realta. C'e' mercato di nicchia per cinefili con il dvd, varie versioni di un

certo film ecc. Un critico deve stare attento a formato, fps e integralita da censure.

LA CRITICA COME ARGOMENTAZIONE:

4.1

Critica non ha verita. E' opinione. Non e' discorso dimostrativo ma argomentativo.

Retorica. Studiosi belgi scrivono Trattato dell'argomentazione dove ne parlano come

persuasione condotta dal ragionamento. PERELMAN OLBRECHTS.

I vari discorsi della retorica sono: 1. Deliberativo, che consiglia l'utile per deliberazione

2.Giudiziario, difende il giusto 3.Epidittico, loda o meno con oggetto il bello o brutto.

C'e' poi funzione pedagogica dove chi insegna e' portavoce di una comunita'. La retorica

dopo il 50 e' stata applicata anche a cinema, fotografia e musica.

La critica e' quindi argomentazione e provoca adesione a tesi. Bazin era contro al critico

deliberativo che vuole saperne piu del regista per consigliarlo.

Le stelline sono di critico che giudica, il suo verdetto e' relativo.

La critica e' per lo piu Epidittica: parafrasi dell intreccio del film. Quando spiegano

nozioni la critica diventa pedagogica. Esempio Flaiano criticando un film del 49 spiego'

anche cosa dovrebbe fare cinema italiano, essere didattico e popolare.

4.2

Critica serve per lo piu al pubblico, ma anche contrario. Critica deve conoscere suo

lettore. Piu vasto pubblico, meno qualita ha la retorica. Piu cose in comune, piu facile

sara' la persuasione. Il linguaggio cambia a seconda che sia in quotidiano o in un saggio

per riviste specializzate, critica accademica ha linguaggio con influenze di nuove

scienze umane (semiotica, psicoanalisi). Gergo tecnico solo su riviste specializzate.

Scrittura con linguaggio adatto e considerazione dei valori condivisi.

4.3

I valori sono quindi le premesse dell'argomentazione. Sono luoghi comuni per la

retorica (liste di argomenti). Elenchi per costruire un ragionamento. Sono organizzate in

gerarchi i valori.

1. Luoghi della quantita: un qualcosa e' meglio per ragioni quantitative (successo,

budget, durata)

2. Luoghi della qualita: qualita per singolarita, novita, complessita. Uno migliore dell

altro in termini di qualita, e' comunque relativo. Gerarchia di qualita es

commerciale/autore.

3. Luoghi dell'ordine: anteriore meglio del dopo ,cronologicamente ad esempio i film

dei maestri, capostipiti, fondatori di genere. C'e' chi contesta e preferisce il cinema del

presente.

4. Luoghi dell'esistente: ovvero il verosimile e realista e' meglio dell'inverosimile.

Contro il bizzarro e l'assurdo.

4.4

I 5 passi della retorica sono l'INVENTIO (rovare argomenti), DISPOSITIO (organizzare

discorso), ELOCUTIO (elaborazione stilistica), ACTIO (tecnica di recitazione) e

MEMORIA (tecniche per ricordare cosa dire). La critica non solo giudica ma anche

analizza. La scelta dei valori e' gia atto intepretativo di cosa di critica, ed e finalizzato

alla tesi finale.

LE FORME DEL RAGIONAMENTO:

5.1

Vi sono prove di argomentazione intrinseche (create dal provatore) ed estrinseche (gia

presenti ed accettate). Intenzioni del regista sono quindi estrinseche. Ci sono prove

psicologiche volte a commuovere e prove pseudologiche che vogliono convincere. Le

psicologiche sono etiche (le segue l'oratore per presentarsi onesto e ragionevole) e

patetiche (che suscitano coinvolgimento emotivo parlando di noia paura ecc).

5.2


ACQUISTATO

2 volte

PAGINE

8

PESO

114.56 KB

AUTORE

quiensoy

PUBBLICATO

+1 anno fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in dams (discipline delle arti, della musica e dello spettacolo)
SSD:
Università: Bologna - Unibo
A.A.: 2017-2018

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher quiensoy di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia e metodologia della critica cinematografica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Bologna - Unibo o del prof Pezzotta Alberto.

Acquista con carta o conto PayPal

Scarica il file tutte le volte che vuoi

Paga con un conto PayPal per usufruire della garanzia Soddisfatto o rimborsato

Recensioni
Ti è piaciuto questo appunto? Valutalo!

Altri appunti di Storia e metodologia della critica cinematografica

Riassunto esame storia e metodologia della critica cinematografica, prof. Claudio Bisoni, libro consigliato Le Nuove Forme della Cultura Cinematografica. Critica e cinefilia nell'epoca del web, Roy Menarini
Appunto
Riassunto esame storia e metodologia della critica cinematografia, prof. Claudio Bisoni, libro consigliato La critica cinematografica. Un'introduzione, Claudio Bisoni
Appunto
Riassunto Esame critica cinematografica. Libro Consigliato Bisoni, La critica cinematografica metodo - prime 55 Pagg.
Appunto
Riassunto esame Storia della Fotografia, prof. Marra, libro consigliato Fotografia e Pittura nel Novecento
Appunto