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Riassunto Esame critica cinematografica. Libro Consigliato Bisoni, La critica cinematografica metodo - prime 55 Pagg. Appunti scolastici Premium

Riassunto per l'esame di Storia e metodologia della critica cinematografica e del prof. Bisoni, basati su appunti personali del publisher e studio autonomo del libro consigliato dal docente La critica cinematografica metodo, Bisoni (prime 55 pagine). Scarica il file in PDF!

Esame di Storia e metodologia della critica cinematografica docente Prof. C. Bisoni

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passaggio di maestranze straniere al cinema francese. Fine anni30 si politicizza

dibattito, il cinema non compare molto sui grandi quotidiani ma sulle riviste

specializzate. La sinistra con orientamento conservatore da attenzione a

cinematografia americana mentre la destra ha gli intelluettuali piu influenti (Rebatet,

Arnoux).

SECONDO DOPOGUERRA, LA CRITICA MODERNA:

Il cinema e' al centro di interessi di filosofi e lettarati e vi sono pubblicazioni nelle

riviste piu importanti, ovvero: POSITIF, TELECINE', L'ECRAN FRANCAIS e i

nomi di ASTRUC e BAZIN sono quelli piu ligati al cambiamento delle critiche.

ASTRUC: definisce CAMERA STYLO, ovvero che il cinema e' un linguaggio

attraverso cui il regista esprime pensieri e ossessioni con una camera da presa cosi

come un romanziere usa la penna(stylo). Cinema associato alla libera espressione

individuale e alle ossessioni personali.

BAZIN: individua diverse forme di realismo (psicologico, tecnico ecc), si impegna

nei cineclub, promuove diffusione di film e diffonde il concetto di nuova avanguardia.

Infatti per lui il cinema e' strumento la cui estetica e' destinata al grande pubblico e un

regista d'avanguardia e' chiunque evidenzia le potenzialita estetiche del mezzo. Spinge

per rinnovare categorie critiche ma e' importante il suo stile di scrittura che si

differenzia dalle forme giornalistiche: supera le letture di contenuto con un attenzione

agli aspetti tecnici del linguaggio. Il commento dei parametri tecnici formali (piano

sequenza, montaggio ecc) non scade mai nel formalismo ma li considera come

metafisica dell'uomo che le esprime.

Nel 1950 Bazin, LoDuca e Doniol Valcroze creano CAHIERS DU CINEMA dove dal

primo numero si difende il cinema francese come quello americano e staliniano. Dal

53 lotta interna alla redazione che contrappone la vecchia guardia (i fondatori) con i

giovani collaboratori di corrente hitchockiana (Truffaut, Godard, Rivette). Articolo di

Truffaut ALI BABA E LA POLITICA DEGLI AUTORI: i futuri registi hanno propria

politica all'interno del giornale: rivalutazione Hitchcock, macchina da presa come

libera espressione del se, classifiche di gradimento di registi considerati prima non

degni, come Ford.

I collaboratori piu combattivi sono i GIOVANI TURCHI che rispetto al passato usano

come elemento di novita la politica stessa che ha posto la categoria d'autore dove

prima si intendeva solo mercato e mestiere e il film divenivano risultati di talento

individuale. La politique smonta il cinema francese e pone come suoi punti chiave:

IL VOLONTARISMO DELL'AMORE: visione ripetuta del film, intimita con il film

da amare e discussione alla fine della proiezione.

DOVERE DI SEGUIRE L'OPERA NEL SUO FARSI: non amare il singolo film. I

critici non difendono capovalori ma lo scarto, cio che precede o segue il film

esemplare. Non conta il film ma il corpus di opere. L'opera e' l'insieme di testi. Autore

garante dell'integrita' dell'opera. Per i predecessori ci sono film riusciti o non riusciti,

superata questa idea. Conta l'autore e non l'opera. Nasce la forma discorsiva cara alla

politique: l'INTERVISTA, la parola dell'autore.

LA MESSA IN SCENA: il soggetto del film e' la sua messa in scena.

L'organizzazione degli essere e delle cose trova in se il significato morale ed estetico.

Messa in scena e' relazione tra cose nello spazio. Messa in scena come lingua franca.

Politiques e generazioni successive - TRE ordini di contraddizioni;

1) TRADIZIONE/MODERNITA'

Cahiers difendono le filmografie difendendo anche opere minori, quindi considerano

che si possa essere sia riusciti che falliti. Allo stesso tempo elogiano l'imperfezione e

collocano la modernita delcinema in un percorso delle varie arti. Hollywood e' culla

del classicismo francese e del rinascimento italiano, modernita coincide con classico

ed antico. Il classicismo e' ora davanti a noi.

2)SAPERE/CREDERE

La politica degli autori viene dalla cinefilia critica, non confonderla con la cinefilia

popolare del culto dell'attore e della star. Cinefilia critica legata al sapere, alla verita

che pero' e' indipentente dall'autorialita' cosi come lo e' la critica al vero. Secondo

Bazin il dogma dell'infallibilita' dell attore e' cio che non va, si tende a cadere nel

culto. Il genio lo e' all'interno del suo periodo e contesto e geniale del cinema

Hollywoodiano e' aver coltivati un terreno per genii.

3)VERITA'/RELATIVISMO

L'idea di avere l'autore come unico parametro di valutazione di un'opera significa

escludere elementi che non dovrebbero essere esclusi, come valori storici, di racconto

ecc. Il bello (la verita' insomma) e' relativo ed era prassi novecentesca la

relativizzazione che erode il concetto stesso di gusto estetico.

IN ITALIA, DA ORIGINI A FASCISMO:

Prime riviste di cinema ma non di critica nel 1907 con boom editoriale.

A Milano e Napoli "La lanterna" e "Il cinematografo" posano occhi su aspetti

scientifici del cinema e non su potenzialita' espressive ne all'aspetto artistico.

PAPINI-Tra primi critici, pone parallelismo tra cinema e vita moderna, cinema

superiore al teatro perche puo registrare grandi eventi.

Si cercava di

1)Portare cinema a classi piu abbienti con cinema di derivazione letteraria

2)Celebrae il medium comela tecnica in generale (futurismo)

3)Porre il cinematografo a servizio del vero, del realismo

Ai letterati si affidano le rubriche di cinema, vi soo quelli PRO (Marinetti e poi

d'Annunzio) e QUELLI contro (Silvio d'Amico) il cinema.

Cinema accettato come nuova arte, ci si pone problema dell'autore che all'inizio sono

in realta' piu autori come era in Francia. Il cinema entra nel dibattito estetico culturale,

ci si interroga su estetica, ritmo, montaggio, luce.

TRA 20 e 30: SONORO. Schieramenti muto vs sonoro. Negli anni 30 il discorso

analitico e' piu preciso e i critici si istituzionalizzano. Propensione verso la difesa del

realismo. Critica diviene mestiere e intellettuali occupano ruolo di critici: Sacchi,

Gromo, Debenedetti, Moravia ecc.

Ne dopoguerra fervido attivismo culturale e la difesa del cinema italiano e' cosa

prioritaria. Nascono una 30ina di riviste di cinema e si pubblicano monografie, quasi

tutti gli intelluettuali sono richiamati al cinema tenendo rubriche su di esso.


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quiensoy

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in dams (discipline delle arti, della musica e dello spettacolo)
SSD:
Università: Bologna - Unibo
A.A.: 2017-2018

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher quiensoy di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia e metodologia della critica cinematografica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Bologna - Unibo o del prof Bisoni Claudio.

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