La critica teatrale
La critica teatrale è una funzione nuova, che nasce relativamente tardi rispetto all'evento teatro, e che va distinta dai semplici resoconti degli spettacoli che troviamo ampiamente documentati a partire dal '500 italiano. La critica teatrale nel senso moderno è legata al diffondersi della pratica della carta stampata periodica ed implica sempre la presenza di un pubblico di lettori che devono essere informati più o meno tempestivamente e in modo possibilmente esauriente. Il fenomeno va dunque collocato tra la fine del '600 e l'inizio del '700.
Le gazzette e il pubblico
Accanto alla richiesta di notizie e di avvisi relativi a battaglie militari e diplomatiche, si pone anche l'esigenza di informazioni sul proprio territorio. Le "gazzette" si aprono alle notizie di beffe, di furti, di pettegolezzi, di amori, ma anche a ragguagli sulla vita letteraria e teatrale. Il teatro poi, per sua natura, sta da sempre in equilibrio fra mondanità e rigore intellettuale.
Le Mercure Galant
Il primo documento significativo è "Le Mercure Galant", che nel titolo si richiama al messaggero degli dèi della mitologia greca, con l'aggiunta dell'aggettivo "galante" che è caratteristica congenita alla comunicazione giornalistica, che intende sempre, prima di tutto, sedurre il lettore, affascinarlo con la piacevolezza del proprio racconto. Il fondatore è Jean Donneau de Visé, un uomo di teatro. Il primo numero del suo "Mercure Galant" è del 1672 e si apre con una dedica al re Luigi XIV, di cui Donneau è storiografo ufficiale. L'ottica è dunque tutta cortigiana.
Eppure, quando parla di teatro, il "Merucre Galant" riesce a veicolare un tono che è già diverso, che sembra orientato in termini nuovi. Proprio "Les Femmes Savantes". Nel primo volume abbiamo la recensione dell'ultimo spettacolo di Molière. Dietro la penna del cronista si indovina il respiro di un pubblico che non è più solo cortigiano, ma che è già tutto cittadino e borghese.
Il ruolo del recensore teatrale
Il recensore teatrale appare precocemente consapevole di essere il mediatore privilegiato fra offerta spettacolare e domanda di fruizione spettacolare. Sin dai primi numeri si intravede un'attitudine precisa a rivendicare una riflessiva considerazione sulla funzione neutrale (che deve essere neutrale) della critica del settore.
In conclusione, il critico si rivolge al pubblico invitando gli spettatori ad andare a teatro, perché è il loro andare a teatro che istituisce la funzione del critico. È da segnalare una fiduciosa scommessa sulle capacità del mercato di accogliere il prodotto culturale, ma anche la volontà di collaborare alla formazione del pubblico.
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