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È possibile esprimere il mondo d’oggi per mezzo del teatro?

Per gli uomini di oggi i problemi valgono in funzione delle risposte. L’uomo odierno si interessa ai problemi e agli avvenimenti rispetto ai quali può agire e modificarli in qualche modo. Il problema della descrizione del mondo a teatro è dunque di ordine sociale: il mondo di oggi può essere espresso per mezzo del teatro a patto che sia un mondo trasformabile.

Parte prima - La dialettica nel teatro

Il teatro moderno è il teatro epico

Opera – Ma novità! Da un po’ di tempo si tenta di rinnovare l’opera senza però riuscire a modificare il suo carattere culinario. L’opera è cara al pubblico perché arretrata, dimostra il passato, ed effettivamente sarebbe necessario modificarla di questa sua matrice anche grazie ad un pubblico nuovo e con diversi appetiti.

Le maestranze che danno vita ad un’opera (scrittori, musicisti, ecc..) sono legati, e difendono, un sistema che li possiede senza rendersi conto che il loro lavoro è strettamente e miseramente legato alla percentuale di smerciabilità dello spettacolo finito. La conseguenza di tutto ciò è che le persone vanno a teatro per svagarsi, per “mangiare” lo spettacolo, per godere offuscando qualsiasi spirito critico e d’osservazione circa una qualsiasi possibilità di cambiamento; un teatro di figure divertenti che non insegna niente.

Opera culinaria... L’opera attualmente in auge è l’opera culinaria ovvero l’opera che affronta ogni oggetto con intenzioni di godimento, prova ed appresta emozioni. Ciò che l’opera ha di assurdo consiste nel fatto che essa si serve di elementi razionali, tende ad una rappresentazione realistica, ma allo stesso tempo si annulla con la musica. Un uomo che sta per morire può sembrare reale; si entra nella sfera dell’assurdo quando egli mentre egli operisticamente muore cantando.

Quanto più la musica rende la realtà imprecisa e irreale, tanto più l’insieme provoca godimento: il grado di godimento dipende dal grado di irrealtà. Il collante di tutto ciò funziona perché le assurdità sono conformi al luogo in cui appaiono ovvero il teatro. Allo stesso modo il contenuto di un’opera è godimento: lo svago dovrebbe essere oggetto di ricerca quanto la ricerca è oggetto di svago... ma novità!

I metodi del teatro epico nell'opera

I metodi del teatro epico nell’opera hanno per conseguenza una maggiore separazione degli elementi e la grande lotta per il primato tra parola, musica e recitazione può essere risolta grazie alla netta separazione degli elementi. Per quanto riguarda la musica questa non deve superare i 30 musicisti esecutori, i sentimenti del cantante (che si avvicina ad un relatore) devono restare privati (non devono essere esposti esplicitamente). La musica anziché esaltare ed affermare, deve interpretare e presupporre il testo. Le immagini (proiezioni autonome sulla scena) sono indipendenti e servono ad accentuare lo spirito critico, non a far immedesimare il pubblico.

Conseguenze delle novità: pregiudizio dell'opera?

Se lo spettatore è messo in grado, non di provare emozioni, ma di prendere partito, di prendere posizione, si dà vita ad una trasformazione del tutto nuova che trascende la sfera formale e che permette al teatro di adempire alla sua vera funzione, quella sociale. La vecchia opera continua non ad avere successo perché uguale ai tempi addietro; ma perché le condizioni sociali sono le stesse, le necessità delle persone sono le stesse. L’uomo ha bisogno di lenitivi per fare fronte alle proprie disgrazie e il teatro culinario è uno dei pochi luoghi dove può trovare sollievo.

Letterarizzazione del testo

Lettura dei drammi. L’opera tra 3 soldi mette in questione le concezioni borghesi non solo come contenuto, ma anche nel modo nel quale le rappresenta. Ma poiché lo spettatore vede anche qualcosa che non desidera vedere, si trova in grado di assegnare al teatro una nuova funzione, più istruttiva e utile. È importante che lo spettatore non assista agli spettacoli che hanno come fine l’essere messi in scena, ma quei drammi che hanno come scopo il modificare il teatro; lo spettatore deve porsi con diffidenza.

Titoli e cartelli

I cartelli sui quali vengono proiettati i titoli delle scene sono un primitivo tentativo di letterarizzazione del testo. Letterarizzare significa sostituire il “formulato” al “figurato”. L’uso dei cartelli può essere criticato dalla drammatica tradizionale che sostiene che lo scrittore deve inserire nell’azione tutto quello che ha da dire. Questo atteggiamento però rende passivo il pubblico che, al contrario, deve avere una visione complessa. Inoltre i cartelli rendono la possibilità all’attore di recitare in maniera nuova: secondo lo stile epico. Una volta letti i titoli proiettati sui cartelli lo spettatore assume le caratteristiche dello “spettatore che fuma” e in tal modo l’attore può ottenere un’esecuzione sicuramente migliore ed elevata.

Del cantare le canzoni

L’attore quando canta attua un mutamento di funzioni. I tre piani (discorso corrente, discorso elevato, canto) devono risultare sempre distinti tra loro. Visto che l’attore non deve solo cantare ma anche mostrare una persona che canta, egli si varrà preferibilmente non delle parole del testo, ma di locuzioni profane di uso comune che esprimano circa lo stesso, ma nell’impertinente linguaggio comune.

Per quanto riguarda la melodia esiste un “cantare contro la musica” che può sortire grandiosi effetti: se poi il tutto sfocia nella melodia questo deve essere un evento ed essere palesato adeguatamente. È bene che l’attore durante la sua esibizione possa ben vedere l’orchestra e possa compiere visibilmente dei preparativi.

Perché Macheath viene arrestato 2 volte anziché una sola?

Secondo le consuetudini della scuola tedesca la prima scena del carcere è un’inutile “allungamento” in quanto, seguendo un concetto drammatico puramente dinamico, si fa desiderare allo spettatore una meta sempre più precisa. Il teatro epico che al contrario non predispone una meta precisa, ma solo una “fine”, può comportarsi diversamente, narrare in parallelo, con delle curve, compiere salti. Oggi che la società umana deve essere concepita come l’insieme dei rapporti sociali, la forma epica è l’unica in grado di esprimere quei processi che servono all’arte drammatica per la rappresentazione del mondo. L’uomo può quindi essere compreso solo attraverso i complessi procedimenti che condizionano la sua esistenza.

Perché il messo reale deve essere a cavallo?

L’apparizione del messo reale a cavallo, laddove la borghesia vede ritratto il proprio rappresentante, è assolutamente indispensabile. Il cavallo è infatti imprescindibile e la sua apparizione con il messo concorrono in maniera sostanziale al godimento, anche in situazioni che non si reggono in piedi.

Efficacia mediata del teatro epico – Note a La Madre

La scrittura del dramma La Madre segue i canoni della scrittura didattica pur esigendo degli attori: appartiene alla drammatica antimetafisica, materialistica, non aristotelica. Di fronte a certi elementi, per esempio la catarsi, si pone in maniera del tutto diversa. Così come non si propone di abbandonare l’eroe al suo destino inevitabile, allo stesso modo non è intenzionata ad abbandonare lo spettatore alla suggestione delle emozioni teatrali.

Efficacia mediata della scenografia epica

Nella prima scena della madre la scena non deve produrre l’illusione di un ambiente reale: la scena prendeva, per così dire, posizione rispetto a quello che succedeva. Nelle poche indicazioni delle porte, dei mobili, ecc., si limita ad indicare oggetti che prendono parte nell’azione. E non solo accenni degli spazi reali, ma tramite cartelli e proiezioni, anche l’insieme, anche il movimento d’idee intorno all’azione. Le proiezioni non hanno un valore accessorio ma di paragone: escludono un’immedesimazione totale, impediscono una partecipazione meccanica. Grazie a queste l’efficacia diventa “mediata”, e con ciò esse costituiscono una parte organica dell’opera d’arte.

In questo teatro epico, che persegue una grammatica non-aristotelica, l’attore farà tutto il possibile per mettersi in evidenza quale intermediario tra lo spettatore e l’evento. Anche questo “mettersi in evidenza” contribuisce ad accrescere l’effetto voluto.

Critica alla messa de La Madre a New York

La messa in scena del Theatre Union costituisce un tentativo di presentare agli operai di New York un’opera drammatica di un tipo ancora sconosciuto. Questo tipo di opera non-aristotelica utilizza in parte la tecnica del teatro borghese all’apice del suo sviluppo, in parte la tecnica delle piccole compagni tedesche, del tutto nuova dopo la rivoluzione, e sconosciuta al pubblico, a drammaturghi, ai registi.

Opera addetti alla costruzione della scena politicamente preparati non sarebbero stati d’accordo quando la direzione giudicò di vitale importanza per il pubblico che la piece non durasse più di 2 ore e di conseguenza pretese di eliminare la grande scena della propaganda contro la guerra. Argomentando avrebbero potuto quindi salvare anche il terzo atto e la sua costruzione estetica che venne annullata dalla disgraziata abolizione della scena principale.

Inoltre e arti sorelle (musica e architettura scenica) devono e possono creare più liberamente rispetto alle possibilità offerte da opere di altro tipo. Poiché la regia giudicò che la formazione dei gesti e dei gruppi di cantanti non fossero di competenza del musicista, certi brani persero il loro effetto risultando politicamente sbagliati. Per poter mostrare il comportamento dei personaggi in modo chiaro sono necessarie alcune semplificazioni: i gesti devono essere scelti con cura e improntati alla grandezza e poiché l’attenzione è concentrata sul comportamento dei personaggi, ogni gesto deve essere tipico e significativo. Il punto di vista che orienta la regia deve essere soprattutto storico. Agli avvenimenti e alle frasi deve essere data enfasi in maniera che siano significativi e soprattutto che restino nella memoria.

Efficacia “immediata” e conciliante

Pretendendo dall’opera un efficacia immediata, l’estetica corrente le chiede anche di conciliare tutte le differenze, sociali e altre, esistenti tra gli individui. Tale effetto può venir prodotto anche laddove proprio queste differenze di classe costituiscono il dramma, e persino dove l’opera prende una precisa posizione. Ad ogni modo durante la rappresentazione si forma in sala un unità collettiva. Questa unità però non interessa la drammatica non-aristotelica tipo La madre: essa divide il pubblico.

Teatro di divertimento o teatro di insegnamento?

I teatri russi, tedeschi e americani si differenziavano nettamente tra loro, ma avevano una caratteristica in comune: l’essere moderni ovvero il saper applicare innovazioni tecniche e artistiche. In tempi più recenti il teatro berlinese sembrava tuttavia fungere da guida su gli altri paesi di antico capitalismo; l’ultima fase del teatro berlinese, che si manifestò nella linea di sviluppo del teatro moderno, corrispose al teatro epico.

Il teatro epico

Il termine apparve a molti contradditorio in quanto, secondo Aristotele, la modalità espositiva tra teatro epico e teatro drammatico è del tutto diversa. Oltre al supporto (il teatro drammatico è fatto da esseri viventi mentre quello epico si avvale del libro), Aristotele ravvisava anche una sostanziale diversità nelle tecniche costruttive: le due tecniche dipendevano dal diverso modo con cui si presentavano al pubblico, alcune mediante la scena , altre mediante il libro ma, a prescindere di ciò, era ben possibile che opere drammatiche contenessero elementi epici e viceversa.

La possibilità delle proiezioni, della trasformabilità della scena grazie ad espedienti tecnologici, venne ad integrare l’apparecchiatura scenica proprio quando non risultava più tanto semplice rappresentare qualcosa tramite una mera personificazione. Era infatti necessario dare grande rilievo all’ambiente e al mondo nel quale vivevano gli uomini. Nessun aspetto della rappresentazione dovrà consentire allo spettatore di abbandonarsi, attraverso l’immedesimazione, ad azioni incontrollate.

Lo spettatore de teatro epico dice “a questo non ci avevo pensato”, “questo non si deve fare così”, “è sorprendente”.

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ART/05 Discipline dello spettacolo

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher balconi di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia del teatro moderno e contemporaneo e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Firenze o del prof Guardenti Renzo.
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