Riassunto di storia della scienza e della tecnica
Libro adottato: I fatti e le idee (Scienza, religione e società nell'Inghilterra moderna) di Davide Arecco
Introduzione: sul piano istituzionale, notevoli furono le diversità tra il caso inglese seicentesco e quello francese coevo. A Londra si coltivava un sapere empirico, libero da vincoli troppo stretti con il potere statale. Il punto di riferimento era la Royal Society. La disinvoltura dei protestanti e la loro libertà consentiva di toccare argomenti caldi come produrre artificialmente il vuoto.
In Francia, invece, l’Académie Royale de Sciences sorse su concessione del ministro dell’economia Colbert. Si trattava di un luogo per la ricerca profondamente gerarchizzato, finanziato direttamente dal potere. Il Re Sole, non lo si dimentichi, chiamava gli scienziati “mes fous” (i miei buffoni). Così i francesi ebbero una prudenza scientifica che rifuggiva ogni tema scottante (il vuoto artificiale).
In Italia, la paura di suscitare l’ira censoria e la persecuzione del Sant’Uffizio frenò non poco il già difficile cammino della Libertas philosophandi negli antichi stati. Ma il binomio “libertà politico-religiosa-crescita delle scienze” non è un assioma intoccabile. Nell’Olanda del secolo d’oro, patria della tolleranza tra XVII e XVIII secolo, crebbero grandi filosofi e scrittori politici di orientamento repubblicano, ma non scienziati.
L’idea centrale del libro è riportare alla luce le radici religiose e culturali della scienza inglese di età moderna, ricorrendo al modello della storia sociale, e combinandone metodica e capacità euristiche con quelle della storia intellettuale.
Capitolo primo – Lo scenario Tudor, i primi anni Stuart e gli osservatori italiani dal XV al XVII secolo
La tradizione scientifica inglese del XVI secolo si segnalò per l’originalità con la quale riviveva la tradizione aristotelica del Medioevo e per le ragguardevoli innovazioni introdotte.
Il campione inglese dell’aristotelismo rinascimentale fu John Case. Sul fronte opposto a quello dei veteres, fu attivo Harriot. Egli scrisse nel 1606 una lettera a Keplero, affermando l’infinità dell’universo e la struttura corpuscolare della natura, i cui segreti nascosti risultano riportabili alla luce solo tramite l’astrazione matematica. L’atomo, per Harriot come per Bruno, non è solo una quantità minima ma anche una massima fonte di energia.
Harriot faceva parte della “School of Night”, gruppo di nobili scienziati, poeti e pensatori legati a Raleigh, col quale andò in America e tracciò la mappa della Virginia.
Al tramonto della meteorologia aristotelica, il Sole al centro del mondo si presentava ora come l’immagine analogica della maestà. Lo affermò Norden indicando in Elisabetta I Tudor il primo motore dell’Inghilterra, lo fu Luigi XIV, investito del nome di Re Sole. Sia in Inghilterra sia in Francia i nuovi valori cosmici si esprimevano e traducevano in termini politici.
Nella seconda metà del XVI secolo, la dimensione imperiale della monarchia elisabettiana andò acquisendo sempre più forza e prestigio. L’arte della navigazione inglese fece passi da gigante (Recorde diede alle stampe diverse opere di astronomia e matematica ad uso dei naviganti). Digges fu uno dei primi filosofi rinascimentali a sottoscrivere la teoria copernicana. Essa prese piede in Inghilterra, senza incorrere in problemi di censura, già nel secondo ‘500.
Nel 1570, nella prefazione alla traduzione inglese degli “Elementi” di Euclide, Dee illustrò gli obiettivi della matematica: dare ordine al naturale e comprendere le divine proporzioni. I mercanti di Londra istituirono una cattedra di matematica con lo scopo di addestrare capitani di marina in funzione anti-spagnola.
Un istituto scientifico permanente e importante fu quello fondato da Gresham, il Gresham College, affidato ai laici. Lezioni di teologia, di astronomia, di geometria, di musica e di medicina erano aperte a tutti i cittadini londinesi. Esso, con il College of Physicians, fu l’antenato della Royal Society. Il primo insegnante di matematica al Gresham fu Briggs, il quale approfondì la trigonometria piana e sferica. Egli fu successore di Gellibrand, che scoprì che la deviazione dell’ago magnetico dal vero nord variava non solo in base al luogo, ma anche al tempo.
Medico e iatrochimico, Severino fotografa la scienza inglese nel momento di maggiore diffusione del paracelsianesimo. Il medico calabrese, trapiantatosi a Napoli, si convertì all’“imago angelica” del sapere scientifico, e la sua “Zootomia democritaea” espone non solo la teoria corpuscolare della materia, ma riprende anche il “De motu cordis” di Harvey, col quale ebbe contatti. Severino si fece divulgatore della dimostrazione harveyana sulla circolazione, ottenuta mediante quella perizia anatomica che gli fece definire in un carteggio Harvey come il “novum Democritum”.
Il sodale Cassiano dal Pozzo gli fornisce i manoscritti di Van Helmont (che legge a Napoli) e di altri scienziati inglesi, e pur se ne condivide le teorie, non riesce a manifestarle in Italia a causa del cattolicesimo.
Capitolo secondo – Metafisica musicale, utopia rosa-crociana e pitagorismo inglese fra Fludd e Harvey
Anche nel ‘600 inglese non sono mancate notevoli polemiche, come quella nata sulla possibilità di fabbricare artificialmente il vuoto fra Hobbes (razionalista) e Boyle (sperimentale). Il sistema cosmografico di Fludd scorge nella luce e nel suo simbolismo il divino flauto delle sfere celesti. Analogo modello propugnano i gesuiti Kircher e Gimma. Fludd, medico inglese e grande conoscitore di alchimia, forse tra i fondatori della confraternita rosa-crociana, ha un’idea di universo come monocordo, in cui vi è la mano creatrice di Dio, la volta delle stelle fisse, i pianeti, la Terra immobile al centro del cosmo (in omaggio a Brahe).
Secondo Fludd il cosmo è ordinato e strutturato secondo criteri di carattere matematico-musicale. Quella di Fludd è un’autentica cabbala di tipo musicale, non scevra da concezioni fisiche qualitative e animistiche. Fludd nacque nel 1574 nel Kent. Bachelor of arts dal 1596 al Saint-John’s College di Oxford, viaggiò in Spagna, Francia, stati italiani e tedeschi. Tornato in patria, nel 1605 divenne dottore in medicina, ma non soddisfò la commissione del Royal College of Physicians per il rifiuto a Galeno. Ottenne quindi di poter esercitare il clinica ma non di poter insegnare all’università. Infine nel 1609 divenne fellow del College.
Più metodico dei paracelsiani, Fludd riteneva armonizzabili le verità della scienza naturale e quelle della rivelazione. Il testo biblico, quindi, conteneva in nuca i ritrovati della scienza moderna. Sostenne la rotazione della Terra, annua attorno al Sole e diurna sul proprio asse, e in linea col dettato neo-platonico, era altresì convinto che tutte le cose fossero idealmente presenti e complicate in Dio prima della loro creazione.
Come i paracelsiani, Fludd sostenne che il cuore e il cervello conterrebbero in maniera invisibile e embrionale tutta l’intera anatomia umana. Esperto anatomista, Fludd era avversario deciso della comunicazione intraventricolare. Sosteneva che attraverso l’espansione e la contrazione del cuore, lo spirito vitale facesse funzionare gli organi. Deduce infine che il sangue circola nei diversi vasi sanguigni, accompagnando sistole e diastole con un movimento simile al flusso e al riflusso delle maree (e in questo si accosta ad Harvey): il moto del sangue è quindi circolare.
Il contesto fluddiano è quello di una cosmologia misticheggiante: la legge del cosmo governa anche l’organismo vivente. Vi è quindi un parallelismo fra Sole e cuore. Il soffio vitale viene convogliato dal macrocosmo all’organismo vivente attraverso i quattro venti cardinali.
Ricapitolando, Fludd paragona il moto del sangue ad una serie di distillazioni chimiche. Il fegato, il ventricolo destro e il cuore stesso sono paragonati a tre atanòr alchemici, collegati fra loro attraverso un collo. Il ventricolo destro purifica il sangue e lo raffina facendolo rifluire nuovamente nei polmoni. I rivolgimenti politici orientano le ricerche anatomiche e la loro rappresentazione.
Se nel 1625, con Carlo I si rafforzò la vena assolutistica, nel 1650 con l’avvento del regime repubblicano, Harvey si convertì al sangue a scapito del cuore, riflettendo così il passaggio dalla Monarchia alla Repubblica. Il parallelo di Pagel fra Fludd e Harvey è quello fra “il mistico confusionario accanto al lucido riformatore copernicano”.
Capitolo terzo – Da Sennert a Boyle. Atomismo e alchimia tra gli intellettuali protestanti europei
Le regioni dell’odierna Germania, travolte dalle vicende belliche e dilaniate da forti contrasti, ha sempre attratto pochi studiosi e dato contributi marginali all’avanzamento del sapere. Non sono mancati, tuttavia, personaggi di notevole importanza storica, come il fisico Sennert.
Nato a Breslavia nel 1572, rigido luterano e professore di medicina presso l’Università di Wittenberg, Sennert non ebbe mai una affiliazione ad una società scientifica. Scrisse l’“Institutiones medicinae” (1611), importante manuale ad uso degli studenti. Lo affascinava più di tutto l’idea vesaliana del corpo quale cantiere, insieme relazionato e retto da cause di parti meccaniche in movimento.
Alle indagini fisiche il Sennert affiancò quelle circa la chimica, interessato primariamente agli usi terapeutici dei composti medicinali. La sua chimica era ancora alchimia, ma anti-mistica e quantitativa, e contribuì alla rinascita dell’atomismo.
All’inizio dell’era moderna, Sennert sviluppò una inedita e complessa forma di concettualizzazione circa le relazioni esistenti tra la materia e un principio guida attivo, collocato all’interno di essa. Credeva in una mera moltiplicazione di forme- anime preesistenti, a partire dalla Creazione divina, che lo portò a formulare la nozione di atomi spirituali (traducianesimo, propagazione per traducem di piccole particelle).
Fu in Inghilterra che Sennert, nel periodo della guerra civile, divenne in breve un nome di riferimento.
Nella tradizione della teoria corpuscolare alchemica, Boyle non va quindi visto come un punto di partenza ma di arrivo. La riforma chimica di Boyle passò attraverso l’uso degli atomi sennertiani e la loro riduzione “to the Pristin State” al fine di dimostrare scientificamente l’origine meccanica delle presunte qualità. Fu questo il funerale definitivo, in Inghilterra, del sistema mono-causale di Aristotele.
Tra i primi a richiamare in vita concezioni e idee atomistiche, Sennert ha presentato la tipica concezione detta dualistica, secondo la quale esisterebbe un’anima, aggiunta alla materia seminale e da essa separabile. L’anima non penetrerebbe nella materia seminale dall’esterno, ma vi sarebbe sempre presente, trasmessa dal genitore insieme al corpo seminale e agendo su quest’ultimo con l’esercizio dei propri diritti.
Sennert si era detto sicuro circa la pre-esistenza delle parti del feto, cresciute in seguito per effetto dell’attività dell’anima. Prima di tale sviluppo, la medesima anima sarebbe responsabile della differenziazione delle parti. La discussione di Sennert se il seme sia animato e trasmetta all’embrione l’anima dei genitori passò ad Harvey, che giunse a una conclusione di segno opposto. Secondo la dottrina ovista di Harvey, al seme va attribuita semplicemente una virtù formatrice. L’anima, a suo parere, si svilupperebbe in un momento successivo, assieme agli organi di senso.
Sennert rispose che il seme è animato e l’anima è presente in esso per formare il corpo. L’anima agisce sulla materia, è una sorta di causa prima, è l’agens primum e principio causale. L’unione tra uomo e donna è paragonata a due fiamme che diventano un unico fuoco. La formazione dell’embrione e delle sue parti non deve nulla ad agenti esterni. La materia seminale è predisposta in modo da diventare un soggetto a ricevere l’anima, che abita nel corpo del genitore. L’anima viene così aggiunta attraverso l’ovum.
Capitolo quarto – Rivoluzione scientifica e rivoluzioni politiche nell’Inghilterra di Cromwell e Lilburne
Nel 1663, i due gruppi di Londra e Oxford unirono i propri sforzi intellettuali. La “Casa di Salomone” si affermò in Inghilterra come il luogo per la pubblica condivisione e circolazione del nuovo sapere e come spazio privilegiato e di affratellamento accademico.
La nascita e le attività della società reale londinese trovarono nella persona e nell’opera di Boyle un instancabile promotore ed un anello forte della catena. Nel corso della guerra civile, e quindi sotto il protettorato di Cromwell, tanto Boyle quanto i suoi sodali puritani si diedero da fare nell’incentivare ricerche e studi scientifici. La nuova etica utilitaristica permetteva di interpretare il mondo della natura non più come il regno del peccato e delle tentazioni mondane, come era avvenuto con gli scolastici medievali, ma alla stregua di una magnifica creazione, che di Dio portava impressi i segni e che all’uomo uscito dall’Eden chiedeva di essere studiata, con umiltà e rigore religioso, per poter meglio comprendere e apprezzare la provvidenza dell’Altissimo, in ogni sua parte.
Il primo a sottolineare in maniera chiara l’importanza ed il peso del calvinismo inglese in seno alla costruzione di una moderna “filosofia sperimentale” fu l’americano Merton. Merton ha colto nel sorgere della natural philosophy inglese del ‘600 una presenza di “technological determination” e di “political determination”. A parere di Merton, l’ideale puritano ispirò profondamente gli animi e i progetti dei riformatori, saldando in loro ansie escatologiche e concretezza politica.
La maturazione delle nuove discipline scientifiche e il gusto per i risvolti applicativi riguardò, sul suolo inglese, soprattutto i trasporti marini e la navigazione, l’estrazione mineraria e la metallurgia, la geologia, il sapere medico, la zoologia, l’astronomia, le tecniche militari e la matematica. Il maggiore talento matematico dei tempi repubblicani fu Wallis. Ispiratore con la sua “Arithmetica infinitorum” (1656) del calcolo infinitesimale newtoniano, Wallis fu anche capo crittografo di Cromwell e di Carlo II.
Tutta questa gamma di progressi tecnico-scientifici, a parere di Merton raggiunse il suo culmine a seguito del ritorno degli Stuart. Nelle sue pagine, vive infatti l’immagine di un’Inghilterra troppo dilaniata dalla guerra civile per dare luogo a un processo duraturo e stabile di crescita tecnologica. Un grandissimo contributo alla storia della scienza e della medicina inglese nel corso del XVII secolo è venuto dai lavori di Webster. I suoi studi dimostrano come tra il 1620 e il 1660, ben prima della Royal Society, si fosse sviluppata in Inghilterra una adesione ai principi anti-aristotelici della nuova filosofia sperimentale.
In questa luce, la repubblica puritana risultò essere la prima forma di governo che fece uso sistematico delle risorse dei suoi virtuosi: per la spartizione dei campi irlandesi (Petty), per i programmi di riforma della scuola pubblica, per l’agricoltura, etc. Intellettuali e scrittori puritani assunsero posizioni di rilievo nell’apparato statale. Newton guardò sempre con malcelata preoccupazione e diffidenza alle distruzioni causate dal settarismo religioso.
Nella “Clavis Apocalyptica or a Prophetical Key” (1651) di Dury, Newton poté trovare espressa per la prima volta l’idea, che poi fece sua e della quale non è così l’iniziatore, di applicare il metodo scientifico-matematico a...
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