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Riassunto esame Storia della religione, prof. Camassa, libro consigliato La religione greca, Burkert (settima parte)

Riassunto per l'esame di Storia della religione e della storiografia greca, basato su appunti personali e studio autonomo del sesto capitolo del testo consigliato dal docente La religione greca, Burkert. Ripercorre l'influenza delle divinità nell'ambito delle scuole filosifiche greche. Tra gli argomenti trattati vi sono: la conquista greca del bacino del Mediterraneo, i traffici e il commercio. Vedi di più

Esame di Storia della religione e della storiografia greca docente Prof. G. Camassa

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Con Protagora, Crizia, e Prodico possiamo osservare i principi dell’ATEISMO, ameno come possibilità, come

alternativa. Anche se i principi non vengono espressi direttamente, non sono né da trascurare, né da

eliminare. Questa scoperta è una delle più importanti della storia della religione.

Il più importante ateo del V secolo è sicuramente DIAGORA DI MELO. Egli è un poeta. Il suo ateismo è

comprensibile solo attraverso degli aneddoti:

1. A Samotracia, di fronte ai ricchi doni votivi, egli diceva che questi sarebbero diventati molto

più numerosi se tutti gli affogati avessero avuto il modo di rappresentarseli alla stessa

maniera: la statistica qui contraddice la fede nei miracoli.

2. Egli raccontava a tutti i misteri eleusini, dicendo che alla luce del giorno, tutto perderebbe il

suo fascino.

Per questi motivi egli fu denunciato e accusato di empietà, sebbene sia riuscito a sfuggire la pena e fosse

ricercato in tutta l’Attica. LE RADICI PRESOCRATICHE

La decadenza dell’autorità dei poeti e del mite condusse inesorabilmente alla fine della religione. Ci sono ora

dei postulati sicuri di cosa debba essere dio e cosa non lo deve essere:

Non è antropomorfo;

a Non è solo immortale ma anche increato;

a Basta a se stesso e non ha bisogno di nulla.

a Agisce tramite il suo spirito;

a è onnisciente e tutto governa.

a

La novità vera e propria è rappresentata dall’aspetto spirituale, che si sostituisce all’ingenuo antropomorfo.

Sono comunque promettenti le speculazioni su spirito e anima. L’elemento è investito di una propria

autonomia ed è inteso come materia specifica: fuoco, aria o qualcosa di intermedio. L’immortalità dell’anima

diviene una realtà.

Nel momento in cui naturale e divino si incontrano e si trovano uniti in una sintesi, si cercò di superare il

conflitto con in poeti: invece di attaccare Omero, si preferì usare l’antica saggezza come alleata. Ci riuscirono

attraverso l’ALLEGORIA. Il presupposto rimase quello del non senso del mito, così come

esso era stato raccontato dai poeti; ma si pensa anche che il

poeta in quel modo abbia voluto esprimere un pensiero recondito,

che evidentemente era sfuggito all’ascoltatore e al lettore

superficiale. Il primo rapsodo allegorico viene individuato in

TEAGENE DI REGGIO, che rispondeva direttamente alle esigenze

di Senofane.

 

Ci sono precisi principi che caratterizzano il nuovo atteggiamento nei confronti della religione:

1. i poeti devono essere criticati;

2. i loro miti, se intesi alla lettera, sono falsi ed empi;

  5  

3. alcuni tratti della theologia devono essere accettati.

PLATONE

È da considerarsi il primo vero filosofo. Non scrive mai in prima persona, ma costruisce dei dialoghi, in cui

Socrate è colui che conduce la discussione. Per molti secoli, il platonismo si è rivelato una forma di

interpretazione assoluta per parlare di divinità.

La religione diventa qualcosa di profondamente diverso sa ciò che era stata in precedenza. Per i Greci, infatti,

la religione aveva sempre significato un accettare la realtà in modo parallelamente ingenuo e adulto; con

Platone la realtà perde la sua effettualità in favore di un mondo superiore, incorporeo e immutabile, che deve

valere come primario. La fuga dal mondo è già in lui un tema esistente.

Il Socrate di Platone si oppone ai sofisti, perché si pone sempre nuovi interrogativi e più profondamente di

quanto essi non avessero fatto. L’ironico non-sapere di Socrate si basa su alcune convinzioni:

che vi sia un bene che ogni uomo, se si è posto una meta, deve cercare di raggiungere;

Ù che il bene abbia una essenza, che è in sé solo buona e non può essere dannosa;

Ù che il bene abbia a che fare con l’anima.

Ù

Queste sono le basi su cui Platone costruisce la sua filosofia, superando il modello del Socrate storico. La sua

teoria delle idee, sviluppa il suo fascino nel suo rapporto con l’anima: l’anima dell’uomo è ciò che lo rende

capace di conoscere. Essa ha in sé un sapere, che non ha acquisito in questa vita. La morte riguarda solo il

corpo, l’anima è immortale. La parola diventa il sigillo imperdibile della più vera personalità: athanatos.

L’antropomorfismo è superato, infatti a determinare ciò che è sono solo sostantivi neutri, come:

il giusto;

Ù il bello;

Ù il bene.

Ù

Per questo motivo essi sono dati come oggetto della conoscenza all’anima dell’uomo. L’anima è solo destinata

ad ascendere, non più ad essere abbandonata dagli dei. Il BELLO è ciò che all’uomo mostra la strada, esso

tocca l’anima, suscita l’amore. Tuttavia, l’ascesa inizia solamente con il riconoscimento che il bello appare in

molti corpi, in una molteplicità di aspetti. La migliore immagine di questo è rappresentata nel “Fedro”.

Altro concetto è l’idea del BENE, che è origine della conoscenza e della verità, ma nel contempo è causa

dell’essere di per se stesso.

Nella tarda produzione platonica è riscontrabile una duplice svolta rispetto agli scritti del periodo di mezza, il

cui momento culminante è individuato nella REPUBBLICA. Qui è presente:

una posizione autocritica e logica che

Ù scuote la dottrina delle idee;

distacca le idee dal loro isolamento;

introduce nell’essere movimento e mutamento.

Fondamentale punto di partenza in questo senso è il PROGRESSO DELLA SCIENZA: Eudosso di Cnido crea

le basi dell’astronomia matematica, costruendo un modello geometrico come equivalente di una formula

matematica. Questo modello è poi stato dimostrato essere errato. Già gli antichi babilonesi avevano

individuato le fasi dei pianeti e i Greci ripresero questi materiali. Da ciò possiamo trarre due conclusioni:

  6  

1. il cosmo è eterno, infatti non si è potuto stabilire nessun mutamento e la formula matematica,

che spiega il suo movimento non lo permetterebbe. Dunque il vecchio modello cosmologico è

errato.

2. L’altra conseguenza è che i movimenti matematicamente esatti sono razionali e

presuppongono uno spirito che li determini.

Platone nelle LEGGI fa dire all’ateniese, dietro cui parla chiaramente egli stesso, di aver appreso ciò né da

giovane né da lungo tempo.

Il concetto di ANIMA, che fino a quel momento era legata solo al singolo uomo, ottiene una nuova dimensione

cosmica, infatti il movimento del cosmo è di natura animata. L’anima viene definita in maniera nuova e

universale come dotata di movimento autonomo. Da ciò deriva una nuova immortalità dell’anima: essa è

primaria rispetto a tutti i corpi mossi, ciò vale per l’intero cosmo e per i singoli mortali corpi degli uomini.

Il cosmo è esso stesso una essenza vivente provvista di anima e di spirito. La sua anima è una armonia di

rapporti matematico-numerici, che si manifesta nel movimento degli astri. Il cosmo è sensibile e tanto perfetto

quanto può esserlo tutto ciò che è corporeo. Il cosmo è quindi un dio dalla perfetta forma sferica, sicuramente

indissolubile.

All’interno di questo dio vengono create altre divinità visibili, come le STELLE DEL CIELO (le stelle fisse sono

vive essenze divine, che si muovono sempre nello stesso modo nella stessa sfera).

Il modello platonico offre tanta evidenza ed espressività. Da questo momento la religione del cosmo e degli

astri diviene la forma dominante della religiosità illuminata, una religiosità che non pretende e non offre molto.

ARISTOTELE

I discepoli di Platone hanno preso strade molto diverse:

1. Da una parte si coglie lo sviluppo di una dogmatica attraverso il commento e la sistemazione

delle dottrine platoniche: SENOCRATE;

2. Dall’altra alcuni dissidenti svilupparono l’eredità platonica in modo autonomo, attraverso la

critica della dottrina platonica.

Aristotele fondò la propria scuola, concentrando la propria attenzione sul dominio logico del mondo

dell’esperienza. Base comune è però conservata nella sintesi tra religione e filosofia: per lui la filosofia è in

fondo la teologia, in quanto ha a che fare con le cause ultime dell’essere.

Uno scritto di maggiore influsso ha dato uno scritto perduto di Aristotele SULLA FILOSOFIA: in esso si

sosteneva la tesi dell’eternità del mondo, che considerava la nascita della cultura un dato di fatto. Nell’ambito

umano domina chiaramente il mutamento e il cosmo ne risulta diviso in due:

1. Nel regno celeste tutto è eterno e segue orbite immutabili e perfette;

2. Sulla terra domina il caso, non la legge matematica.

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DESCRIZIONE APPUNTO

Riassunto per l'esame di Storia della religione e della storiografia greca, basato su appunti personali e studio autonomo del sesto capitolo del testo consigliato dal docente La religione greca, Burkert. Ripercorre l'influenza delle divinità nell'ambito delle scuole filosifiche greche. Tra gli argomenti trattati vi sono: la conquista greca del bacino del Mediterraneo, i traffici e il commercio.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in scienze dell'antichità: archeologia, storia, letterature
SSD:
Università: Udine - Uniud
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher jessicabortuzzo di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia della religione e della storiografia greca e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Udine - Uniud o del prof Camassa Giorgio.

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