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Riassunto esame Storia della religione, prof. Camassa, libro consigliato La religione greca, Burkert (terza parte)

Riassunto per l'esame di Storia della religione e della storiografia greca, basato su appunti personali e studio autonomo del III capitolo del testo consigliato dal docente La religione greca, Burkert, che tratta l'argomento delle divinità greche, spiegandone la sua storia, l'etimologia, i culti, il concetto di individualità di un Dio, l'elemento greco inteso in senso negativo per l'esame... Vedi di più

Esame di Storia della religione e della storiografia greca docente Prof. G. Camassa

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particolare l’olivo sull’Acropoli ateniese. È vicina ai suoi protetti e dove ci sono difficoltà lei è presente. Il suo

gesto si sorreggere il cielo è una delle immagini più belle del suo operare.

Secondo Esiodo, Meti è madre di Atena. E certo si tratta di una forma particolare di intelligenza, di cui fanno

parte raggiri e trucchi. Zeus ingoiò Meti e così Atena dovette partorire dalla testa di Zeus. Secondo un’altra

versione Zeus partorì Atena da solo. Il mito della nascita è popolare e enigmatico. I greci pongono attenzione

sul singolare legame col padre, eppure il legame con il padre è piuttosto forzato: infatti la rottura del cranio è

mortale. Nello stesso tempo, l’assenza della madre significa rifiuto del femminile in assoluto da parte della

vergine, giacchè non è entrata in contatto con alcun ventre materno. L’intelligenza civilizzatrice è separata dal

vero fondamento della vita. APOLLO

APOLLO viene definito il più greco tra gli dei. È vero comunque che l’immagine personificata del culmine dello

sviluppo fisico, può personificare Apollo. La venerazione di Apollo è diffusa un po’ ovunque e penetra sia

nell’atmosfera statale che quella privata. Una caratteristica del culto ha due centri sovraregionali:

DELO;

a PITO-DELFI.

a

Da questi si inviano regolarmente delegazioni per la festa al santuario centrale: ciò ha avuto un ruolo

essenziale per le comunicazioni tra i greci e per il loro senso di identità. La diffusione del culto di Apollo inizio

circa nel 700, con la diffusione della scrittura. La vera signora del santuario è ARTEMIDE e a lei appartiene il

tempio più antico e il tempio di Apollo si trova in situazione periferica, però custodiva al suo interno la

monumentale statua dorata. A Delfi appartiene il temenos centrale di Apollo. È possibile individuare con una

certa chiarezza almeno tre componenti nella preistoria del culto di Apollo:

Una dorico-greco nordoccidentale;

a Una creto-minoica,

a Una siro-ittita.

a

il canto cultuale di Apollo è il peana. Il dio della salute può essere anche il dio della peste, ma è anche un dio

risanatore, infatti è cristallizzata l’immagine di arco e lira. Seguendo lo schema di nascita del figlio del re,

vengono narrate le sofferenze della madre:

Errava per il mondo e non trovava rifugio;

a Finalmente si trova davanti l’isola di Delo;

a Qui Latona partorì Apollo e tutta Delo si riempie di profumo di ambrosia.

a

Il dio dell’arco è pericoloso, senza pietà uccide i figli di Niobe; anche Achille muore fulminato dalla freccia di

Apollo. In tutte le feste di Apollo è presente la musica apollinea, nei cori di ragazze e ragazzi e proprio alla

festa pitica si svolge sempre l’agone musicale: la gara di canto accompagnato da lira, da flauto o gara di flauto

solistico. Prevalgono le manifestazioni sportive, soprattutto la corsa dei cavalli, che emergono dall’interesse

pubblico. Il vincitore riceve una corona di alloro. Rimane un punto essenziale di questo dio: l’aspetto della

salute. Per le singole malattie dell’uomo questa caratteristica passò ad Asclepio, che è però sempre suo figlio.

Il dio del canto potrebbe essere anche un vero dio-mago, cioè un dio delle purificazioni e degli oracoli cifrati.

Gli oracoli hanno contribuito alla sua fama, anche se non ovunque facevano parte del suo culto.

ARTEMIDE

È una delle divinità più venerate, ma anche una delle più caratteristiche ed antiche. Il suo nome ha una

etimologia oscura e ancora oggi controversa. Nell’Iliade è definita signora degli animali. Il motivo

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iconografico che la contraddistingue è quello di una dea fra animali selvaggi disposti simmetricamente. L’epica

omerica ha nettamente soppresso questo aspetto e nella lotta tra gli dei ha una misera parte: Era le afferra i

polsi, le strappa la faretra e gliela sbatte sulle orecchie, così che le frecce le cadano a terra. Con gli occhi in

lacrime ella si fa consolare da Zeus, mentre la madre le raccoglie le frecce. La dea è relegata al ruolo di

ragazza e tra i guerrieri lei sembra nettamente fuori posto. La verginità di Artemide non è asessualità, ma

un ideale erotico e provocante. Ovunque si trovano ragazze quasi adulte riunite in gruppi di danzatrici

e feste in suo onore. La vergine è al contempo dea del parto: le acute grida delle donne la invocano e lei

viene e reca sollievo. Ella domina sulla caccia come sull’iniziazione delle ragazze. Artemide è signora dei

sacrifici crudeli, cruenti. AFRODITE

La sfera di influenza della dea è legata alle gioie del sesso. Dietro a lei si cela la dea semitica ishtar-astarte. Ci

sono anche tradizioni che descrivono Afrodite come una dea armata. La sua origine rimane oscura come

anche il suo nome. Aspetti inquietanti assume il mito della sua nascita narrato da Esiodo: Urano non lasciava

venire al mondo i suoi figli, allora mentre Urano abbracciava Gaia, il figlio Crono tagliò il membro virile al padre

e lo gettò in mare al’indietro. Cadde giù, si alzò una schiuma bianca e al suo interno crebbe una ragazza, che

si spinse fino a Cipro, qui la ragazza toccò terra e diventò una dea bella e rispettabile.

Ad Afrodite appartiene il caprone. L’iconografia spesso rappresenta la nascita dal mare. L’espressione più

bella del suo culto è espressa da SAFFO: la cerchia di ragazze è pervasa dall’influsso di questa dea insieme a

corone di fiori, cuffie, profumi, cuscini. È invitata alla festa e a venire nel suo sacro boschetto.

ERMES

ERMES è il briccone divino. Il suo nome è spiegato con sicurezza e riscontrabile da alcuni dati

essenziali: hermà è un mucchio di pietre, che funge da forma elementare di demarcazione. Chi vi

passa davanti è solito lasciarvi una pietra per segnalare la propria presenza. Così vengono segnati e

delimitati i territori. Una forma di demarcazione territoriale è l’esibizione fallica, in seguito sostituita da

pilastri. Nel 520 Ipparco introdusse ad Atene per tali cippi, che segnavano i punti di mezzo tra i villaggi

attici e l’Agorà di Atene, la forma di pietra, che si impose dappertutto: un pilastro quadrangolare con

un membro virile, che veniva chiamato ERMES.

Soprende come tale cippo possa essere diventato una divinità. La poesia narrativa ha impiegato due motivi:

1. La diffusa figura mitica del briccone;

2. Il ruolo di messaggero degli dei.

Ermes, in quanto dio della trasgressione che spezza ogni tabù, è il patrono dei pastori, dei ladri, dei sepolcri e

degli araldi. È nato dalla ninfa Maia sul monte Cillene in Arcadia. La sua festa principale è celebrata con agoni

a Feneo. Viene venerato sotto forma di fallo.

Ogni monumento di pietra può essere anche un monumento funebre: si compiono libagioni davanti ai mucchi

di pietre, come davanti al sepolcro. Da qui nasce la venerazione di un ERMES CTONIO. Lo si invoca durante

le libagioni ai defunti, si pongono le tombe sotto la sua tutela. Come messaggero degli dei, egli porta il

bastone dell’araldo. Egli rende possibile il dialogo tra stranieri e nemici: interprete. Viene raffigurato in età

adulta, barbato e anche le erme di pietra sono barbate.

DEMETRA

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Demetra è una madre. Il centro del suo potere e della sua grazia sono le messi. Appare sempre con la corona

di spighe e le spighe in mano. La sua storia è nota attraverso l’INNO A DEMETRA. Questo mito introduce

Persefone, figlia sua e di Zeus, come vergine nella cerchia di fanciulle coetanee. Le ragazze la lasciano sola e

raccolgono fiori in un prato. L’inno poi sposta la scena tra le figlie di Oceano ai confini del mondo. Quando la

ragazza si china per cogliere un fiore bello, la terra si apre e ne prorompe il dio degli inferi con cavalli e carro,

afferra Persefone e la porta via con sé. Demetra sentendo le urla della figlia cerca di riprenderla e si mette alla

sua ricerca per tutto il mondo. Queste peregrinazioni vengono descritte con appositi rituali. La versione più

importante è quella di una sosta ad Eleusi e la fondazione quindi dei misteri.

Il mito viene inteso come una metafora della natura: Korè rappresenta il grano, che deve finire sottoterra,

perché da morte apparente possa nascere un nuovo frutto. Durante le prime piogge autunnali, le semenze

vengono tolte dai depositi sotterranei e Kore fa ritorno sulla terra e fa ricominciare il ciclo della vegetazione. Il

rapporto con la figlia è un motivo umanamente toccante ed è il motivo portante di questa divinità. Le sue feste

sono molto diffuse e questo vale soprattutto per le Tesmoforie.

DIONISO

Egli si lascia definire come:

Dio del vino;

a Dio dell’estasi dell’ebbrezza.

a

Il dio è circondato dalla schiera dei suoi fedeli e delle sue fedeli in preda a furore. Segno della metamorfosi è

la maschera. Il dio e il fedele si chiamano entrambi Bacco. Il culto di Bacco si pone in contrasto con ciò che è

tipicamente greco: proprio per questo formano quel contrasto apollineo-dionisiaco che viene introdotto da

nietsche.

Bisogna distinguere almeno 4 tipi di feste:

Antesterie, in ambiente ionico-attico;

a Lenee

a Agrionie, , in ambiente dorico-eolico;

a Dionisie, sacrificio del caprone e processione fallica.

a

Il dio del vino è popolarissimo come tema delle ceramiche e attorno a lui vengono sistemate le Menadi,

sempre vestite che danzano. Vino e piacere sessuale si uniscono.

EFESTO

È EVIDENTEMENTE NON GRECO. Nell’epica Efesto si distingue dagli altri dei olimpici per il suo legame con

il fuoco. Il suo nome indica proprio quell’elemento e la sua epifania, oltre che un centro del suo culto, era il

fuoco alimentato a gas naturale presso Olimpo. Il dio ha piedi deformi ed è un outsider tra i perfetti dei

olimpici. È sorprendente lo scudo che egli crea e anche grazie ad esso egli è il dio-artigiano per eccellenza.

ARES

Ha il significato di MISCHIA, GUERRA. In Omero, il nome viene usato per indicare la BATTAGLIA, infatti è un

guerriero armato di corazza. Viene sempre contrapposto ad Atena nell’Iliade e ne esce sempre sconfitto. La

sua patria è la Tracia. Fu venerato con un culto solo in pochi luoghi. Esistono pochi miti che lo riguardano

DIVINITA’ MINORI

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HESTIA: dea del focolare. Il focolare è sempre acceso nel tempio di Delfi e viene considerato come il

⇒ focolare comune a tutta la Grecia. È un luogo per i sacrifici, libagioni e piccole offerte di cibo. È

inamovibile. Anche la comunità della polis ha un fuoco comune.

ILITIA: dea del parto. Indispensabile in famiglia. Sono le donne a venerarla.

⇒ ECATE: è la vergine portatrice di fiaccola. È la dea delle strade e le sue strade sono notturne. È

⇒ anche la dea della luna.

PROMETEO: egli ha creato gli uomini, ha rubato il fuoco dal cielo e ha introdotto il sacrificio a loro

⇒ vantaggio. Determinante è la rappresentazione di Esiodo. Ottiene un culto ad Atene.

LATONA: è la madre di Apollo e Artemide. Gode di un proprio culto in molti luoghi. Il suo ruolo è

⇒ limitato al parto.

TETIDE: ha un proprio culto a Sparta. Invano cerca di far diventare immortale il figlio.

⇒ PAN: è il dio-caprone. Viene raffigurato con zoccoli di caprone e grandi corna di capra. La sua festa è

⇒ il sacrificio del caprone. Centro del suo culto è l’Arcadia.

Le associazioni divine sono rigidamente diverse per sesso e omogenee per classi di età. I più sono

rappresentati come giovani. Tali gruppi riflettono molto chiaramente reali comunità di culto, specialmente

quelle basate sulla danza e sulla musica. Realmente testimoniati sono i gruppi di Menadi, Tiadi e Satiri. Gruppi

di ragazze sono:

Ninfe;

⇒ Muse;

⇒ Oceanine;

⇒ Nereidi.

Poco è sopravvissuto delle divinità della natura. Ogni fiume, ogni fonte veniva venerata. Vengono venerati:

Gaia, la terra, seppure con un culto modesto.

⇒ Culto dei venti;

⇒ Culto del sole;

⇒ Culti della luna e della notte.

Il politeismo greco è un sistema aperto e il pantheon greco non è immutabile.

Esistono altri tipi di culti:

Adone: riservato alle donne che lo celebrano sopra i tetti a terrazza, dove vengono disposti

⇒ vasi di terracotta, con erbe che germogliano rapidamente.

Meter: identificata come cibele. Manca un proprio mito. Viene festeggiata con una musica

⇒ selvaggia che può portare all’estasi.

Dio frigio Sabazio: in suo onore vengono celebrati misteri privati.

Il daimon si pone a metà strada tra ciò che è divino e ciò che è umano ed ha la funzione di intermediare tra le

due realtà. La fede nei demoni deve essere più antica che quella negli dei. Con questa parola designamo una

specifica maniera di agire, non una classe di esseri divini. È un potere impenetrabile, una forza che sollecita

l’uomo. Esso è l’atto nascosto dell’atto divino.

La scienza delle religioni ha sempre cercato di considerare il mondo degli dei olimpici come un

qualcosa di unico, una creazione dei primi Greci e dei loro poeti. La riscoperta dell’antico Oriente ha

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DESCRIZIONE APPUNTO

Riassunto per l'esame di Storia della religione e della storiografia greca, basato su appunti personali e studio autonomo del III capitolo del testo consigliato dal docente La religione greca, Burkert, che tratta l'argomento delle divinità greche, spiegandone la sua storia, l'etimologia, i culti, il concetto di individualità di un Dio, l'elemento greco inteso in senso negativo per l'esame del professor Camassa.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in scienze dell'antichità: archeologia, storia, letterature
SSD:
Università: Udine - Uniud
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher jessicabortuzzo di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia della religione e della storiografia greca e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Udine - Uniud o del prof Camassa Giorgio.

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