CAP VIII
1. I problemi della ricostruzione
Le conseguenze della guerra ed i problemi della ricostruzione
L’uscita dal secondo conflitto mondiale fu devastante per tutti i partecipanti sotto tutti i punti di
vista. Gli orrori che si sono visti e la crudezza con cui si è combattuta fecero sì che molti la
considerarono come l’ultima guerra mondiale possibile e la guerra stessa non più come mezzo di
politica internazionale, bensì per come fonte di orrori. La RICOSTRUZIONE toccava tutti i
partecipanti e se fra i vincitori significava ricostruzione dai danni materiali, fra gli sconfitti
significava soprattutto ricostruzione delle istituzioni, come in Italia.
La Germania, elemento destabilizzante del panorama europeo, usciva sconfitta, lasciando un vuoto
nel continente stesso (la Francia non aveva risorse per colmarla).
Il Giappone affidava l’amministrazione al generale McArthur, nonostante l’imperatore Hiro Hito
fosse ancora in carica.
La Gran Bretagna vedeva trionfare il governo laburista che portò riforme sociali.
Solamente gli USA ne uscirono senza troppi danni: il periodo della depressione era finito e
l’economia, anche se prevalentemente dedicata alle risorse militari, iniziava il suo inarrestabile
cammino che avrebbe riportato in auge la figura dell’american way of life.
L’Unione Sovietica assumeva, con la vittoria, assumeva ora un ruolo centrale in Europa: l’alleanza
col nemico capitalista è stata giustificata dall’accantonamento della rivoluzione per la creazione di
un cordone sanitario a protezione dell’URSS.
I processi di decolonizzazione stavano decollando, ponendo definitivamente fine al sistema
internazionale di stampo imperialista.
Il nuovo ordine politico internazionale
Le conseguenze della fine della WWII furono rivoluzionari: il centro di gravità della politica
internazionale cessava di essere in Europa per spostarsi all’esterno. Il mantenimento delle colonie
era ormai una mera illusione. Gli USA erano definitivamente usciti dalla politica isolazionista per
porsi alla guida del nuovo panorama mondiale: la loro influenza toccava l’intero globo senza
neanche ampliare il proprio territorio. Anzi, concessero l’indipendenza alle Filippine.
L’Unione Sovietica, d’altra parte, si poneva con forza sostituendo il ruolo della Germania ed
ereditando l’estensione del vecchio impero zarista. Aveva, in poche parole, il vantaggio geopolitico
di poter controllare il centro di gravità del sistema internazionale. Era in grado di controllare, con la
ferrea politica del terrore, un territorio che comprendeva gran parte del continente eurasiatico in
modo tale da porlo come secondo soggetto di gravitazione internazi
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