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Storia della psicologia

Le origini della psicologia

Nell’antichità, per Egiziani, Cinesi ed Ebrei, l’attività psichica era posta nel cuore. Solo con i Greci viene assegnato un certo ruolo anche al cervello.

  • Pitagora: tre facoltà psichiche: intelligenza e ragione nel cervello e passione nel cuore.
  • Aristotele: seguendo Empedocle, crede che il principio di guida delle attività psichiche sia nel sangue. L’uomo è parte della natura e può quindi essere studiato con le scienze della natura.
  • Ippocrate: considera fondamentali i rapporti esistenti tra aspetti biologici, psichici e sociali nella determinazione del comportamento.

Nel Medioevo, il pensiero medievale cristiano rifiuta l’appartenenza dell’uomo alla natura e non ne concepisce lo studio, tra l’altro impregnato di spirito magico e soprannaturale.

Nel XVI e XVII secolo, c'è interesse per l’uomo ma non si ha ancora la scienza della psicologia come la intendiamo oggi.

  • Cartesio: distingue tra res cogitans e res extensa, ossia tra anima e corpo, permettendo di poter studiare il corpo in maniera meccanicistica. Oltre alle idee derivanti da sensi, memoria e immaginazione, Cartesio crede nell’esistenza di idee innate che sorgono dalla mente come pensieri basilari.
  • Empiristi: in Inghilterra. Principali esponenti: Locke, Berkeley e Hume. Sono contro la teoria delle idee innate, essendoci diversi modi di intendere l’“idea”. L’intelletto è una tabula rasa su cui vengono scritte le idee derivanti dall’ambiente, le pulsioni non c’entrano. Ci si riferisce quindi più a una facoltà e non alla sostanza (si studiano i prodotti dell’anima e non l’anima in sé).
  • Associazionisti: si individuano nelle associazioni i processi fondamentali che regolano l’intelletto. Hartley, Mill e Bain sviluppano queste teorie, ampliandole.
  • Ideologi: in Francia. Mostrano la possibilità di studiare l’uomo sia sul piano biologico che mentale. Con Buffon, La Mettrie e Condillac l’uomo riacquisisce il suo posto nella scala zoologica e torna ad essere possibile fonte di studio. Solo con Cabanis però si ha un rifiuto di qualsiasi riduzionismo meccanicista e si afferma l’esistenza di una profonda interconnessione tra fisico e morale. Unità dell’uomo.

Nel XVIII e XIX secolo, in Germania si supera la distinzione tra psicologia razionale ed empirica.

  • Herbart e Fechner: mostrano la possibilità di uno studio matematico e una misurazione dei processi mentali, spostando l’attenzione sul piano quantitativo delle scienze. Fechner dà vita a quello che diventerà un ramo molto importante: la psicofisica.

Lo strutturalismo e il funzionalismo

  • Wundt (1832-1920): è suo il merito di aver costituito la psicologia come scienza indipendente. Sintetizzò in un’opera colossale tutte le concezioni e tutti i risultati empirici di carattere psicologico emersi fino ad allora. Nella sua scuola di Lipsia lavorò principalmente su quattro campi di indagine:
    • I sensi
    • I tempi di reazione
    • La psicofisica
    • Le associazioni mentali
  • Si ha la definizione di oggetto dell’indagine psicologica, ossia la distinzione tra esperienza umana immediata ed esperienza mediata (oggetto di scienze fisiche).
  • Wundt è il primo ad utilizzare il metodo sperimentale in laboratorio, insistendo sull’importanza di una accurata identificazione, di uno stretto controllo e di una precisa quantificazione delle variabili psichiche.

Principio del parallelismo psicofisico: i processi mentali e i processi fisici dell’organismo umano sono paralleli e a ciascun cambiamento dei primi corrisponde un cambiamento dei secondi.

  • Strutturalismo: si sviluppa verso la fine del 1800 in America. Il suo massimo esponente è Titchener. È una psicologia descrittiva basata sulla sperimentazione. Per gli strutturalisti, mente e coscienza sono le due caratteristiche generali che si riferiscono all’esperienza umana immediata: la mente è la somma di tutti i processi mentali che hanno luogo nella vita di un individuo, la coscienza è la somma dei processi mentali in un determinato momento.

Coscienza: l’interesse analitico del psicologo è rivolto a:

  • Sensazioni (lo stato di coscienza concomitante alla stimolazione di un organo sensoriale periferico)
  • Immagini mentali (processi mentali non relativi a esperienze attuali)
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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/01 Psicologia generale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher vale315 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia della psicologia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi "Carlo Bo" di Urbino o del prof Ceccarelli Glauco.
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