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Riassunto esame Storia, prof. Sardella, libro consigliato Millenarismo e New Age, Filoramo Appunti scolastici Premium

Riassunto per l'esame di Storia del cristianesimo antico e medievale, basato su rielaborazione di appunti personali e studio del libro adottato dalla docente Sardella, Millenarismo e New Age, Filoramo. Gli argomenti trattati sono: riflettere sul rapporto tra le religioni e il mutamento contemporaneo, la New Age e lo neosciamanesimo.

Esame di Storia del cristianesimo antico e medievale docente Prof. T. Sardella

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La storia dei nuovi movimenti religiosi ha conosciuto 2 fasi.

La 1° fase inizia con la nascita negli USA degli anni 60' e dura fino alla fine degli anni 70', sullo sfondo della "rivoluzione dei fiori" e della

controcultura giovanile, essi si suddividevano tra movimenti cristiani di tipo fondamentalista (Jesus People) e altri di tipo orientale (Hare Krisna,

Chiesa dell'unificazione del rev. Moon). Nonostante fossero differenti tra loro, questi movimenti possedevano delle caratteristiche comuni: erano

intanto movimenti laici, polemici verso la concezione tradizionale di delegare a una casta sacerdotale il monopolio del sacro. Poi al centro del loro

interesse vi era la ricerca di esperienze autentiche, che si opponeva alla marginalità che l'esperienza del singolo aveva in genere nelle Chiese cristiane.

Infine dominante era uno sfondo apocalittico, la concenzione dell'imminenza della fine dell'ordine presente per dar luogo al trionfo del nuovo ordine

annunciato.

La 2° fase che inizia dalla metà degli anni 70' vede la crisi di questi movimenti. I cambiamenti strutturali intercorsi nel frattempo avevano creato un

terreno favorevole ad una religiosità più fluida e magmatica. Religiosità che emergerà negli anni 80' con la New Age.

I caratteri fondamentali della New Age possono essere ricondotti a 4 elementi:

1) uno sfondo panteistico = si traduce nel rigetto della fede in un Dio creatore, trascendente il cosmo, a favore di una Realtà Ultima che si

configura come mente, energia, vita; ne consegue da ciò un atteggiamento positivo e ottimistico verso questo mondo, con la conseguenza che

non vi è posto per il Male, rappresentato dall'ignoranza che avvolge la nostra mente riguardo alla nostra vera natura di origine divina.

2) una concezione olistica = la ricerca di una coscienza globale, complessiva, della realtà; l'idea che esiste una serie di relazioni tra tutti gli

elementi, animati e inanimati, che compongono il cosmo, che è esso stesso un enorme organismo vivente

3) una prospettiva evoluzionistica = la realtà del cosmo è teologicamente orientata, e il compito del singolo è quello di entrare in sintonia con il

cosmo, elevandosi a livelli superiori di perfezione spirituale attraverso una presa progressiva di coscienza

4) una psicologizzazione della religione = il singolo è invitato a realizzare il processo decisivo di trasformazione della coscienza, che coincide con

lo scoprire il proprio Se'; ciò che conta è ciò che facciamo, diventiamo completamente responsabili della nostra vita dal momento che non

esistono poteri misteriosi al di fuori di noi, attraverso un processo salvifico che diventa necessariamente processo psicologico

Come si può vedere, la New Age è un tipo di religiosità che si adatta molto bene alle trasformazioni della nostra società. Essa mira a fornire al singolo

un sistema di credenze fondato sulla consapevolezza della sua natura divina coincidente con il Se' che gli permette di "navigare" nel mondo virtuale in

cui sempre più ci troviamo. Chi è in grado di navigare veramente nella New Age aspira a creare da se la propria realtà, senza bisogno di alcuna

mediazione istituzionale.

La New Age può considerarsi come una forma di neo-gnosi con la differenza che nello gnosticismo non è presente il problema dell'origine del Male,

rappresentato dall'ignoranza, in modo tale che, quando l'individuo si sarà liberato da essa, sarà in grado di realizzare il proprio sè e contribuire a

reintegrare il grande corpo disperso dell'Assoluto.

Oggi la religiosità della New Age costituisce l'espressione più caratteristica della dominante società individualistica. Tuttavia bisogna vedere il tipo di

rapporto che si instaura tra l'individualismo contemporaneo e questa religiosità, che è di tipo gnostico; se cioè, in una società complessa,

individualistica come la nostra questo tipo di religiosità sia in effetti quella più funzionale all'attuale contesto socioculturale.

Il problema del rapporto tra individualismo e gnosi si configura come il tentativo di trovare il fondamento infondato della propria individualità,

naturalmente spirituale.

Harold Bloom ha individuato nella religiosità americana una religiosità gnostica, incentrata intorno al Se' di origine divina. Soltanto, infatti,

ancorandosi ad un Se' oncologico (proprio dell'essere) vissuto come una sorta di "nuova anima" o fondamento trascendente della propria personalità è

possibile sfuggire alle secche dell'individualismo contemporaneo. La New Age rappresenta per un verso il processo di massa che contribuisce alla

diffusione di queste tendenze omogeneizzanti, in una società dove rispondere con sicurezza alla domanda "chi sono io?" è sempre più difficile, dove la

società complessa chiede agli individui di mutare continuamente forma, restando, nel contempo, se stessi. Si assiste oggi ad una perdita progressiva del

controllo sulla "nuda vita": sensazioni, emozioni, sentimenti... fanno tutti parte di una sfera che la società cerca avidamente di conquistare e controllare.

Per l'altro verso invece rappresenta, con le sue spinte risacralizzanti, la possibilità di mettere in moto una massa critica, attraverso la sua peculiare

religione del Se', attraverso un particolare processo di "reselfing", con il quale viene cercata l'energia vitale che lega e fonda il singolo sè al Se'

collettivo.

La New Age è una religiosità sviluppatasi nel contesto storico-religioso dell'esoterismo occidentale, cresciuto ai margini delle confessioni cristiane.

Essa riprende alcuni aspetti dell'esoterismo che poi vengono psicologizzati. Alla base vi è l'idea di una lacerazione, di una divisione nell'Unità

primordiale, a partire dalla quale si è venuta poi costituendo la molteplicità. Questa divisione concerne anche il singolo, che è invitato dunque a un

processo psicologico di trasformazione culminante, appunto, nell'illuminazione della gnosi, grazie alla quale, liberatosi dall'ignoranza, sarà in grado, in

funzione della propria natura divina riscoperta, di realizzare il proprio se' e con ciò di contribuire a reintegrare il grande corpo disperso di Dio

(l'Assoluto, l'Energia). Questa concezione della divinità è anticristiana, in quanto non riguarda un Dio creatore provvidente che può essere creduto con

la fede nè l'idea che l'uomo sia un peccatore, che il male esista e sia entrato nel mondo come conseguenza del peccato originale, nè che l'uomo sia una

creatura separata dal cosmo. Spirito, materia, mente, realtà... fanno tutti parte di un unico flusso di Energia divina. Componente centrale di questa

visione è la capacità di questo individuo di identificarsi liberamente con tutte le cose, risvegliando, attraverso una gnosi illuminativa, la particella

d'Infinito che ogni uomo ha in se', allargando così il sè limitato al sè illimitato. In questo modo si mette in atto un duplice processo. Per un verso, si

tende a scavare fino al "fondamento" della propria realtà spirituale, realizzando in un certo senso l'affermazione agostiniana che "Dio" è la realtà più

interna, più "intima", dell'uomo, per sperimentare una verità sconvolgente: l'intimo, lo spazio necessario perchè funzioni la coscienza, dove abita l'io

più profondo, cela in realtà un sè che mi trascende, straniero a se stesso, immanente ma trascendente. L'individuo in questo modo sarà in grado di

navigare meglio in un universo in continuo mutamento, conservando sè stesso nel mutare continuo delle forme, conservando gli aspetti essenziali

dell'individualimo religioso moderno (libertà di scelta, di ricerca, di costruzione di fede) ma al tempo stesso aprendosi ad una solidarietà spirituale e

comunitaria.

Una teoria diffusa vede nell'apocalittica una invenzione propria della tradizione giudaica, è una visione del mondo che trova la sua espressione in testi

letterari denominati, appunto, "apocalissi". In realtà l'apocalisse canonica dipende da una serie di testi giudaici antichi, tra i quali spicca sicuramente il

"Libro di Daniele".

Oggi si tende tuttavia ad operare una distinzione tra 3 fenomeni. Prima di tutto vi è il genere letterario delle apocalissi, ossia scritti di rivelazione in cui

un essere celeste comunica ad un personaggio segreti celesti che comportano la rivelazione del corso della storia, in particolare della sua fine. Poi

abbiamo l'apocalittica, l'ideologia veicolata dalle apocalissi. Infine, vi è l'apocalittico, cioè chi riceve questa forma di comunicazione.

Qual'è l'origine e il contesto socio-culturale di queste apocalissi? Quale il rapporto tra questa dimensione religiosa e la dimensione politica?

Il primo aspetto riguarda la varietà delle apocalissi giudaiche: con l'eccezione dell'Apocalisse canonica, la rivelazione celeste proviene sempre da un

grande personaggio del passato, come il patriarca Enoc o il profeta Daniele. Le rivelazioni concernono non più Israele in generale, ma una comunità di

eletti. Bisogna vedere che non tutte le apocalissi hanno un contenuto escatologico (che riguarda gli stati finali dell'uomo e dell'universo), ma c'è ne

sono altre che hanno un diverso contenuto (misteri del cosmo, scenari dell'aldilà ecc...). Tuttavia sono le "apocalissi escatologiche" che hanno dei

risvolti politici e diventano documenti importanti per ridefinire il rapporto tra religione e politica. Oggetto della rivelazione è un futuro che coincide

con la restaurazione di una situazione primordiale, paradisiaca. In sostanza dividiamo le apocalissi in 2 grandi gruppi: apocalissi escatologiche e

apocalissi celesti. Esse nascono sulla base della ridefinizione dei rapporti tra religione e politica conseguita alla crisi della polis e all'avvento, con il

primo ellenismo, di forme diverse di potere politico che progressivamente espropriano il cittadino del suo potere di scelta politica, finendo per incidere

in modo profondo anche sulla natura della religione.

Le apocalissi a sfondo escatologico, come il "Libro di Daniele" e gli "Oracoli Sibillini", hanno in genere un soggetto collettivo. Lo scopo è religioso

ma al tempo stesso politico. Questi testi sono prima di tutto testimoni dell'odio per Roma e si collocano nella vasta corrente di resistenza spirituale che

accomuna i Giudei con altre popolazioni assoggettate. Importante è soprattutto il V libro degli Oracoli Sibillini, scritto poco prima della grande rivolta

che agitò l'impero di Traiano, per comprendere il modo in cui un lettore giudeo potesse prepararsi a leggere, se non a vivere in prima persona, gli eventi

catastrofici che ben presto sarebbero scoppiati. La rivolta inizio in Egitto ad Alessandria, e poi da li si propagò. Le perdite umane dovettero essere

enormi da entrambe le parti. Lo scopo era una sollevazione generale e finale che eliminasse il regime romano e preparasse l'avvento del regno

messianico.

Le apocalissi a sfondo celeste (gnostiche), parlano prima di tutto all'individuo interessato alla propria salvezza, garantita da queste particolari

rivelazioni apocalittiche. Alcuni studiosi pensano che le origini di questo gnosticismo siano da attribuire a gruppi giudei disillusi dalla crisi dell'impero

romano e dall'esito fallimentare della rivolta. Qui la storia viene messa in crisi ed è sostituita dal mito. Emerge un nuovo fuoco mentale: l'attesa del

Messia, la speranza riposta nel giudizio divino anzichè in quello terreno.

Tra i movimenti millenaristico-apocalittici, uno che va sicuramente ricordato riguarda la storia religiosa italiana dell'Ottocento, ed è quello del profeta

toscano Davide Lazzaretti.

Sorto nel 1868 da una visione, si presentava come un "revival cattolico" che mirava a difendere la Chiesa dal secolarismo della cultura liberale. Questo

movimento assunse aspetti che lo resero sospetto alle autorità civili ed ecclesiastiche, soprattutto per la sua evoluzione messianico-ereticale, che

raggiunse il culmine nel 1878, quando Lazzaretti proclamò che egli era il Cristo del secondo avvento, venuto ad inaugurare l'"Età dello Spirito".

Condannato per eresia dal Sant'Uffizio il 14 Marzo 1878, venne ucciso nell'Agosto dello stesso anno nel suo paese natale, Arcidosso.

Dopo la sua morte i seguaci si dispersero, eppure il lazzarettismo era destinato a non scomparire. Infatti venne ripreso da alcuni credenti che, di fronte

alle varie rivoluzioni e guerre di quel periodo videto la progressiva perdita del potere temporale del papato.


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AUTORE

Ahmed89

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze della comunicazione
SSD:
Università: Catania - Unict
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Ahmed89 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia del cristianesimo antico e medievale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Catania - Unict o del prof Sardella Teresa.

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