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Capitolo 1: Mussolini e la religione

Infanzia e formazione scolastica

Mussolini: ateo come suo padre Alessandro. Margherita Sarfatti, nella prima biografia autorizzata del duce ("Dux"), lo descrive vittima della religione sin dall'infanzia quando frequenta le scuole salesiane di Don Bosco. Per lui è una prigionia e la Sarfatti lo fa parlare nel libro in prima persona. Racconta episodi in cui è stato punito, omettendo però le cause delle sue azioni. Mussolini odiava la disciplina e l'obbligo del rispetto formale per il culto, insieme alla paura. Lasciò il collegio per cattiva condotta ribelle, e seguì i suoi studi presso l'istituto Carducci a Forlimpopoli.

Influenza della filosofia e del socialismo

Mussolini usò Carducci e il suo Inno a Satana, contro la chiesa. Impossibile credere che tutto ciò possa aver influenzato le scelte future di Mussolini, come invece saranno alcune sue azioni più in là nel tempo (vd. esilio volontario in Svizzera, dieci anni a Milano).

Famiglia e influenze politiche

Alessandro: padre di M. Prese il nome per il figlio da un rivoluzionario messicano, Benito Juarez. Alessandro era anarchico e socialista, ma mai marxista, a favore della ribellione violenta contro la chiesa. Chiusi i ponti con la chiesa, Mussolini si formò politicamente a Losanna, in Svizzera, introducendosi in ambienti anticristiani e socialisti. Entra così nel PSI (Partito Socialista Italiano). Mussolini in questi anni risultava un aggressivo attivista antireligioso. Eppure in questi anni il socialismo prendeva anche spunto, in ambito rurale, dalle parole del cristianesimo (con Prampolini e Paoloni). Si riprendeva mano al cristianesimo primitivo, dando comunque le spalle al mondo ecclesiastico. Mussolini prendeva nota di ciò, ma seguiva comunque l'ambiente più ateo, insieme all'amico Serrati.

Collaborazioni e scritti

Angelo Oliviero Olivetti: socialista amico di Mussolini, il quale riconobbe positivamente anche in pieno regime. Anche lui del partito, i suoi interessi erano per lo più culturali, incentrati sul libero pensiero fortemente antireligioso. Olivetti e Serrati si separano lasciando al primo il desiderio di fondare Le Pagine Libere, rivista alla base del socialismo italiano. Mussolini collabora in prima linea mettendo anche mano ad una sua opera oggi irreperibile per mano dello stesso duce: L'uomo e la divinità. Diviso in quattro parti: 1) Discorso di M. contro Taglialatela (membro episcopale e pastore di Roma) 2) La risposta riassunta di Taglialatela 3) Ulteriore confutazione del duce 4) Appendice sull'evangelismo.

Campagne antireligiose

Nel suo dibattito contro il pastore, Mussolini è molto duro (Dio non esiste, per l'uomo è una malattia, assurdo nella scienza e immorale). L'intervento fu un grande successo. Fu messo a capo di una campagna contro le sette religiose, tra cui quella guidata da Vandervelde, il quale ne uscì vincitore lasciando sfigurare Mussolini che lo ricorda anche nella sua autobiografia come momento "disgraziato". Vandervelde sosteneva la tesi della religione come affare privato, e non politico.

Relazioni con la politica italiana

Tornato in Italia dirige il settimanale La Lima e firma gli articoli con lo pseudonimo Vero Eretico sempre con molta violenza nelle sue parole. Con l'arrivo di Pio X e le elezioni di Giolitti, il mondo cattolico arriva in Camera dei Deputati con appoggio della politica italiana. Sono gli anni in cui viene approvata, contro il volere socialista, la legge che obbligava in tutte le classi elementari l'insegnamento religioso.

Contrasti interni al partito

Politica divisa in due: 1) La sinistra a favore dell'abolizione della legge per un mondo laico 2) I liberali che vedevano negli ideali cattolici armi contro l'avanzare del movimento operaio. Nel frattempo Mussolini alimentava i suoi studi con la filosofia di Nietzsche. Anche a Trento, dove diresse L'Avvenire del Lavoratore, diede sfogo alle sue leggi anticlericali. In Trentino il cattolicesimo imperversava con due giornali: 1) La Squilla di Don Costantino Dallabrida 2) Il Trentino di Alcide De Gasperi. I cattolici erano fondamentali per l'economia del paese, soprattutto in ambito agricolo. Questi furono gli obiettivi e i nemici di Mussolini e dell'amico Cesare Battisti.

Conflitti con la Chiesa

Romolo Murri, nel 1907, fu scomunicato da Pio X. Era un sacerdote fondatore del Movimento Democratico Cristiano che si avvicinò molto al mondo socialista. Mussolini, alla notizia, pubblica tutto sull'Avvenire del Lavoratore, in tono beffardo contro la chiesa e la sua bolla di scomunica senza valore. La chiesa rispose agli attacchi di M., ma lui replicò con interviste a donne sedotte da uomini di chiesa e scrivendo romanzi in tema anticlericale e, a detta di qualcuno, squallidamente pornografico, pubblicati ne Il Popolo dell'amico Battisti. L'unico a salvarsi dalle accuse, ma solo per dimostrare la sua tesi anticlericale, fu Murri.

Politica interna del partito socialista

Con il lavoro nel partito, Mussolini presentò anche un ordine del giorno nel 1910 approvato da molti, nel quale dichiarava incompatibile un legame fra socialismo e religione affermando l'intenzione di espellere dal partito soci favorevoli alle pratiche religiose quali battesimo, matrimonio e altro.

Reazioni alla guerra di Libia

La guerra in Libia vide Mussolini in prima fila nella protesta contro il colonialismo andando anche in carcere per cinque mesi. Attorno a questa guerra giravano molti motivi di ambito economico, guidati dal banco di Roma in stretta concordanza col mondo cattolico. La chiesa aveva persino benedetto i soldati in partenza.

La Grande Guerra e il legame Chiesa-Stato

Con l'arrivo della Grande Guerra gli attacchi di Mussolini continuarono sfociando nella bestemmia e nello scandalo nazionale che arrivò subito all'occhio dell'Osservatore Romano, giornale molto importante dell'epoca, che invocò la censura. Intanto Mussolini era in guerra. Intanto la mancanza di un vero capo di stato aveva scansato la figura del papa dal mondo politico, il quale si sentiva completamente allontanato da quegli aspetti ai quali prima faceva tanta fede.

Effetti della guerra sulla Chiesa

D'altra parte la guerra avvicinò molto la chiesa alla nazione. La prima cercava in tutti i modi con le parole di mettere in guardia il mondo dalla stessa umanità e dai suoi errori: tutto ciò era il vero castigo di Dio contro gli stati divorziati dalla chiesa, quelli che appunto avevano tenuto lontano il mondo religioso dalla politica. La pace era solo con il Vangelo. Alla fine la religione entrò in contatto vero e proprio con la guerra. Vescovi benedivano soldati, arrivavano persino al fronte, si arrivò a caricare la bandiera nazionale con il Sacro Cuore (con relative proteste), per far sì che questa fosse per il mondo cattolico una nuova Crociata. Il laicismo perdeva una delle sue armi contro i cattolici i quali non erano più estranei a ciò che accadeva davvero alla nazione.

Critiche al nazionalismo eccessivo

Secondo lo storico Chabod, questo fu uno degli eventi più importanti del XX secolo italiano. C'era anche chi parlava di nazionalismo esagerato, come Enrico Rosa che criticava questo immedesimarsi tanto nel patriottismo nazionale e laico. Questo aspetto esagerato nell'abbracciare in tutto e per tutto la guerra fu espresso anche in maniera sanguinosa e mortale da D'Annunzio e la sua armata, a Fiume. Il Popolo d'Italia pubblicò in quegli anni un trafiletto chiamato croce e pugnale criticando proprio le gesta di Giuliani, uomo di chiesa che abbandonò l'esercito per seguire il poeta e le sue stravaganti e cruente idee. La replica di Giuliani a tale insulto e soprattutto al fatto che avesse lasciato parlare in chiese D'Annunzio, arrivarono tempestivamente.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-STO/04 Storia contemporanea

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher martina.carnevale.75 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia contemporanea e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Roma Tor Vergata o del prof Ceci Lucia.
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