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La nuova schiavitù

La nuova schiavitù è diversa da quella del passato: in passato il rapporto di schiavitù presupponeva che una persona ne possedesse legalmente un’altra, oggi la schiavitù è illegale ovunque e non esiste nessuna forma legale di proprietà di un essere umano. Così i detentori di schiavi hanno tutti i benefici della proprietà senza averne i fastidi legali.

I nuovi schiavi oggi sono circa 27 milioni e si trovano principalmente in:

  • Africa settentrionale e occidentale
  • America Latina
  • Sud-est asiatico
  • Stati Uniti e Giappone

La maggior parte di questi è costituita dai “bonded labor” (lavoro vincolato), quando un individuo si consegna in schiavitù a garanzia di un prestito ricevuto o quando eredita un debito da un familiare. Vengono utilizzati per varie attività: produzione di mattoni, lavoro nelle miniere, prostituzione, pietre preziose, lavoro domestico. Le grandi multinazionali si servono del lavoro non pagato per ridurre al minimo i costi attraverso imprese sussidiarie.

In passato uno schiavo era considerato tale per la differenza etnica e razziale, oggi solo perché è povero. Ci sono stati due fattori determinanti nel passaggio dalla schiavitù di tipo tradizionale a quella nuova:

  • Il drastico aumento della popolazione del terzo mondo (proprio nei posti dove la schiavitù è maggiormente praticata).
  • Si è allargata la forbice ricchi/poveri.

È anche diverso il valore di uno schiavo di oggi rispetto a uno schiavo di prima: acquistare uno schiavo non rappresenta più un grosso investimento. Gli schiavisti spremono tutto il lavoro possibile dai loro schiavi e poi li gettano via. In passato invece gli schiavi avevano un valore tale che c’era il rischio di vederseli rubare. Nella schiavitù di vecchio tipo quindi erano preziosi, mentre nella nuova schiavitù sono per lo più a termine.

Caratteristiche della vecchia schiavitù

  • Proprietà legale accertata
  • Alto costo di acquisto
  • Bassi profitti
  • Scarsità di potenziali schiavi
  • Rapporto di lungo periodo: il padrone deve rifarsi dei soldi che ha speso per acquistarlo
  • Schiavi mantenuti a vita
  • Importanza delle differenze etniche

Esempio di vecchia schiavitù: sistema schiavistico vigente negli Stati Uniti prima del 1860.

Caratteristiche della nuova schiavitù

  • Proprietà legale evitata
  • Bassissimo costo d’acquisto
  • Elevatissimi profitti
  • Surplus di potenziali schiavi
  • Rapporto di breve periodo
  • Schiavi usa e getta
  • Irrilevanza delle differenze etniche

Esempio di nuova schiavitù: schiavo agricolo vincolato da debito nell’India dei nostri giorni. Quando chi lavora la terra in proprio rimane senza denaro, quando un raccolto va male o un membro della famiglia si ammala e ha bisogno di medicine, ci si rivolge a un proprietario terriero locale per farsi prestare denaro. Non avendo nulla in cambio, si impegna la propria vita a garanzia del debito. Il vincolo non ha scadenze, lo schiavo deve lavorare per il suo padrone finché questi non decide che il debito è stato saldato. Il debito può ricadere anche sulla seconda o terza generazione.

Non esiste un unico tipo di schiavitù ma varie forme; ci sono comunque delle caratteristiche generali che appartengono a ogni singolo caso:

  • Violenza: tutti i tipi di schiavitù si fondano sulla violenza come strumento mediante il quale si ottiene l’obbedienza
  • Durata del rapporto di schiavitù
  • Perdita del controllo sulla propria vita
  • Inesauribilità del debito nei confronti del padrone

Forme fondamentali di schiavitù

  • Schiavitù basata sul possesso: è la forma più vicina alla schiavitù tradizionale, un individuo diventa schiavo a vita perché viene catturato o viene venduto (forma praticata soprattutto in Africa settentrionale e occidentale e in alcuni paesi arabi).
  • Servitù da debito: forma di schiavitù più comune del mondo, un individuo impegna se stesso in cambio di un prestito in denaro, ma la durata e la natura del servizio non sono definite. Anche se la proprietà non è dichiarata, il controllo fisico sullo schiavo è assiduo (forma molto comune nel subcontinente indiano).
  • Schiavitù contrattualizzata: mostra come le moderne relazioni di lavoro siano usate per nascondere la nuova schiavitù, vengono infatti forniti dei contratti che garantiscono l’occupazione, ma una volta condotti sul posto di lavoro i lavoratori scoprono di essere schiavi.

Una piccola percentuale di schiavi rientra in altre categorie: schiavitù di guerra (cioè sostenuta da governi militari), bambini usati per lavori domestici, donne e bambine vendute come schiave per ragioni religiose e rituali.

Condizioni in cui fiorisce la schiavitù: una comunità sotto stress, che può essere provocato da malattie, da una catastrofe naturale, dalla depressione economica o dalla guerra. In queste condizioni la comunità può crollare e precipitare nell’orrore dei diritto del più forte. In Europa e in America del nord la polizia combatte il crimine organizzato; in Thailandia la polizia è il crimine organizzato; lo stesso vale per varie parti dell’Africa e dell’Asia: il monopolio dello stato sulla violenza si è ritorto contro i cittadini. La polizia spesso lavora d’intesa con gli schiavisti e partecipa dei loro profitti. Se sorgono problemi si esibiscono i finti contratti.

La schiavitù cresce e si sviluppa quando attecchisce su un terreno di estrema povertà. Quando la maggior parte della popolazione ha un tenore di vita ragionevole e un minimo di sicurezza economica, la schiavitù non può affermarsi.

Thailandia

In Thailandia la prostituzione è illegale, eppure migliaia di ragazze vengono vendute e ridotte alla schiavitù sessuale. Ciò che contribuisce a questo traffico è il boom economico thailandese, la cultura maschilista e l’accettazione sociale della prostituzione che vigono in questo paese.

La Thailandia è un paese che ha risorse naturali e cibo a sufficienza. Per secoli, la produzione costante e sicura di riso ha fatto della Thailandia un grosso esportatore di cereali e tuttora è così. Nella sua storia la fame è un’eccezione e la stabilità sociale la norma. Però, c’è una regione della Thailandia dove non è proprio così: il nord montagnoso. Il problema deriva da qui. Essendo una regione montagnosa, non tutta la terra può essere usata per l’agricoltura. Il risultato è che chi controlla la terra buona ha molti mezzi, mentre chi vive sugli altipiani o nelle foreste non ha nulla.

La vita in questa regione nordica è in netto contrasto con quella del restante paese. Per molti anni gli abitanti del nord, in lotta per la vita, sono stati costretti a considerare i propri figli come merci, quindi, un cattivo raccolto o un qualsiasi debito di una certa entità potevano portare a vendere una figlia come schiava o domestica. Queste vendite, in passato, hanno alimentato un flusso costante di domestiche, operaie non qualificate e prostitute verso Sud, verso la società thailandese.

La religione è un’altra giustificazione al commercio delle figlie. Nel buddhismo, le donne sono nettamente inferiori agli uomini. Ad esempio, la donna non può raggiungere l’illuminazione che è l’obiettivo supremo del credente. Reincarnarsi in un corpo femminile può significare che la vita precedente è stata particolarmente disastrosa o peccaminosa.

Il buddhismo thailandese è anche portatore di un messaggio di accettazione e rassegnazione di fronte al dolore e alla sofferenza del vivere. Le cose brutte che accadono a una persona sono il prodotto di azioni individuali, ricompensa per i peccati compiuti in questa o in precedenti vite. Tutto ciò che accade a un individuo è il suo destino, il suo karma. Prostitute sono schiave che si rassegnano.

La vendita delle figlie c’era già prima, ma oggi è diventata molto più redditizia perché la domanda di prostituzione è cresciuta. I frequentatori di bordelli aumentano la domanda di ragazze dal nord. Le giovani di questi bordelli sono tenute in stato di completo asservimento dal vincolo di debito. La violenza rafforza il controllo. Col tempo, se la ragazza diventa una prostituta capace e collaborativa, il protettore può anche dirle che ha esaurito il suo debito e permetterle di mandare a casa piccole somme.

In Thailandia le ragazze possono essere acquistate dalla mano dei genitori oppure degli intermediari passano di villaggio in villaggio offrendo posti di lavoro come operaie o domestiche. A volte corrompono i funzionari del posto perché facciano loro da garanti. Dunque le famiglie affidano le ragazze agli intermediari. Altre, invece, vengono semplicemente rapite, soprattutto le donne che arrivano dalla Birmania e dal Laos per far visita ai parenti.

Molte donne muoiono a causa dell’infezione da HIV e c’è una forte domanda di ragazzine sempre più acerbe. Tutto ciò obbliga intermediari e proprietari di bordello a coltivarsi le famiglie dei villaggi in modo da poterne acquisire le altre figlie via via che raggiungono l’età giusta.

Il sesso in Thailandia si vende ovunque: ristoranti, barbieri, night club, bordelli. Il sesso a pagamento è un fatto sociale.

Mauritania

La Mauritania è il paese del mondo col più alto numero di schiavi rispetto alla popolazione. Il paese si trova a sud del Marocco e la sua popolazione è composta prevalentemente da schiavi.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-STO/04 Storia contemporanea

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher lovetheater di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia contemporanea e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Roma La Sapienza o del prof Bevilacqua Piero.
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