= ha origine dall’imperialismo. Esproprio fondiario a vantaggio di coloni
COLONIZZAZIONE
stranieri + amministrazione specifica.
DECOLONIZZAZIONE = processo storico che nel XX secolo portò alla conquista
dell’indipendenza quelle popolazioni ancora soggette al colonialismo e la costituzione di nuovi stati
a partire dallo smantellamento degli imperi coloniali
↘ CAUSE
Dopo la seconda guerra mondiale le potenze europee che avevano costituito i loro imperi coloniali
in Africa e Asia non furono più in grado di mantenerne il controllo, infatti il conflitto mondiale aveva
indebolito i francesi e i britannici che rappresentavano le maggiori potenze coloniali. Inoltre, tra le
due guerre erano sorti i primi movimenti o partiti nazionalisti, che aumentarono la diffusione del
sentimento nazionale e del desiderio di indipendenza e democrazia. Così già
fu costretta a riconoscere almeno formalmente l’indipendenza di
nel 1941 la Francia Libano e Siria.
e riuscì a ottenere l’indipendenza
Nel 1942 Gandhi incitò gli Indiani a cacciare i britannici nel 1947.
Nel 1943 il leader nazionalista algerino Abbas lanciò il Manifesto del popolo algerino con la
richiesta della decolonizzazione.
L’indipendenza di una colonia, provocò, per connessione o per simulazione, quella delle altre
colonie. In quasi tutte le colonie si erano moltiplicate le richieste di indipendenza, finite talvolta in
vere e proprie ribellioni. anni: in alcuni casi l’indipendenza fu raggiunta per
Il processo di decolonizzazione durò circa 40
e i gruppi dirigenti locali →
via pacifica, con trattative tra la madrepatria un esempio di questo tipo
Bretagna, che avviò gradualmente all’indipendenza le colonie, trasformando
è stata la Gran
l’impero nel Commonwealth of Nations. In altri casi avvenne per via violenta con una guerra di
liberazione, ed un esempio è la Francia che oppose dura resistenza ai movimenti di liberazione.
Fattore decisivo per lo smantellamento degli imperi coloniali fu la pressione degli Stati Uniti e
dell’Unione Sovietica. Infatti i due vincitori del secondo conflitto mondiale erano contrari al
colonialismo: gli USA in nome della libertà dei popoli, l’URSS in nome del comunismo. Entrambe le
superpotenze in realtà avevano l’obiettivo di allargare le loro zone d’influenza e fecero pesare in
paesi dell’Africa e dell’Asia.
seguito la loro egemonia economica e politica nei
ispirò poi le attività dell’Organizzazione delle Nazioni
Il principio di autodeterminazione dei popoli
→ essa
Unite (ONU) non riuscì a imporre ovunque il rispetto dei principi di uguaglianza dei diritti,
ma ricoprì comunque un ruolo importante nella lotta al colonialismo.
Aumento demografico, sovrappopolazione, impoverimento contadino dei territori sfruttati. Nascita
borghesie indigene → alla guida del movimento nazionalista. Fedeltà alla religione tradizionale,
razzismo bianco, innesti comunisti.
I paesi colonizzatori rinunciarono al controllo politico delle colonie perché era diventato troppo
costoso. Mantennero invece il controllo economico, dando inizio al neocolonialismo. Le ex colonie
conservarono eredità europee nella cultura e nella lingua, ma non nelle forme di governo: alla
democrazia europea quasi ovunque si è sostituita la dittatura militare.
RIDISTRIBUZIONE dei possedimenti tedeschi e ottomani sotto forma di MANDATI alla Gran
Bretagna, alla Francia, Belgio e Sud Africa grazie al Trattato di Versailles e la Conferenza di
Sanremo (1919-1920)
→ Trattato di Versailles: è uno dei trattati di pace che pose ufficialmente fine alla prima guerra
nell’ambito
mondiale. Fu stipulato della Conferenza di pace di Parigi del 1919-1920 e firmato da
c’era
44 Stati. Tra le disposizioni previste la perdita delle colonie e di territori da parte
della Germania
→ Conferenza di Sanremo: fu un incontro internazionale del Consiglio Supremo di guerra
alleato che si tenne nella località costiera di Sanremo. Alla conferenza parteciparono i
rappresentanti delle 4 nazioni vincitrici della prima guerra mondiale, il Primo
ministro britannico David Lloyd George, il Primo ministro francese Alexandre Millerand, il
e l’ambasciatore
presidente del Consiglio italiano Francesco Nitti giapponese K. Matsui.
Nella riunione si determinarono i mandati che queste nazioni avrebbero assunto nei confronti dei
dell’Impero Ottomano
territori derivanti dalla spartizione nel Vicino Oriente.
L’ESTENSIONE:
- IMPERO BRITANNICO: 4 DOMINION (Canada, Australia, Nuova Zelanda, Unione
Sudafricana), IMPERO DELLE INDIE (dal 1872), DEPENDENCIES (colonie, protettorati,
basi strategiche e mandati sparsi in Asia, Africa, America e Mediterraneo)
- IMPERO FRANCESE: ALGERIA, TUNISIA E MAROCCO, SIRIA E LIBANO, ISOLA DI
MADAGASCAR, ANTILLE, GUYANA (possedimenti che dipendevano da vari ministeri)
- PAESI BASSI: GIAVA E SUMATRA (Impero delle Indie Olandesi)
- IMPERO BELGA: CONGO (proprietà personale di Re Leopoldo II), RUANDA E BURUNDI
(mandati)
- IMPERO PORTOGHESE: GOA, MACAO e TIMOR EST (colonie asiatiche) ANGOLA,
MOZAMBICO, GUINEA-BISSAU, ISOLE DI CAPO VERDE (colonie africane)
- ITALIA: ERITREA, SOMALIA, LIBIA (arriva in ritardo alla corsa alle colonie)
- IMPERO GIAPPONESE: ISOLA DI FORMOSA, COREA (protettorato)
REGIME AMMINISTRATIVO DELLE COLONIE: aiuto di funzionari indigeni per il mantenimento
dell’ordine e la gestione amministrativa e contabile
↘ - amministrazione indiretta (Gran Bretagna)
- sistema misto (Paesi Bassi)
- amministrazione diretta (Francia, Italia fascista)
Colonizzazione giustificata dal duplice trasferimento di saperi e ricchezze → in cambio la
madrepatria esportava prodotti industriali
↘ miglior interprete di questa coscienza: Lord Lugard (amministratore Uganda e Nigeria, tesi del
“doppio mandato”)
↘ inizialmente ciò fu rispettato e ci furono vantaggi reciproci, ma poi: ampia appropriazione del
territorio, costituzione di grandi entità capitalistiche (banche e società), controllo sulla manodopera
indigena, coltura delle terre nel proprio interesse.
POLITICA COLONIALE BRITANNICA
→ vittoria giapponese sulla Russia (1905) + rivoluzioni cinesi (1911,
In Asia nazionalismo precoce
1924-27).
La Gran Bretagna adotta alcune riforme accompagnate da concessioni:
- tolleranza per la stampa;
- accoglienza delle varie forme di contestazione politica;
- assemblee che includevano una rappresentanza indigena
→ 1925: riconosce all’Iraq una costituzione parlamentare
→ 1936: Egitto indipendente
importanti gli anni ’20 per il nazionalismo indiano.
In India
Il massimo autore dell’indipendenza indiana dall’Inghilterra fu Gandhi, il Mahatma (Grande Anima).
Dopo essersi laureato in Inghilterra ed aver avuto delle esperienze di difesa dei cittadini non di
razza bianca, tornò in India dove elaborò la sua teoria su una nuova forma di azione politica: la
non violenza. Egli sosteneva che un popolo ottiene sicuramente la vittoria lottando per la giustizia
diritto quando usa come arma un’opposizione
e il fermissima e pacifica.
Le armi di Gandhi, la disobbedienza civile e la resistenza passiva, si rivelarono di una forza
devastante per il dominio inglese: nel periodo tra le due guerre mondiali egli promosse moltissime
di milioni di persone. L’efficiente amministrazione
manifestazioni pacifiche con la partecipazione
britannica fu messa in seria difficoltà dalle manifestazioni, dalla disobbedienza civile, dal rifiuto di
alla violenza, cosa quest’ultima che presentava gli inglesi all’opinione
rispondere pubblica
mondiale come brutali oppressori e conquistava molte simpatie per gIi indiani.
3 punti del suo pensiero:
- SATYAGRAHA: fermezza della verità
- AHIMSA: rifiuto di far del male
conquista dell’indipendenza, da realizzarsi con la disobbedienza civile e la non
- SWARAJ:
violenza
Triplice ruolo:
- libera le masse
trasforma l’India National Congress
-
- guida 3 grandi manifestazioni: 1920-22, 1930-34, 1942
Il programma politico di Gandhi prevedeva la tolleranza verso tutte le religioni, compresa quella
molti territori dell’India, e il riconoscimento della parità tra uomo e donna.
musulmana, diffusa in
Egli sosteneva, inoltre, la necessità di abolire il tradizionale sistema delle caste, che derivava dalla
religione induista e divideva la popolazione in livelli diversi di rispettabilità e di valore.
Conclusa la seconda guerra mondiale, gli inglesi concessero l’indipendenza (1947) all’enorme
colonia indiana. Appena un anno dopo, Gandhi venne assassinato da un fanatico indù, contrario
alla sua politica di tolleranza religiosa.
I diversi capi di governo che si succedettero in India (ricordiamo Nehru e la figlia Indira Gandhi)
l’industria,
promossero importanti riforme in agricoltura e riuscirono a sviluppare ma la miseria non
fu sconfitta completamente sia perché i problemi molto gravi duravano da tanto tempo, sia per le
forti tensioni religiose, ma soprattutto perché la popolazione è cresciuta moltissimo ed è ormai
vicina al miliardo. Indira Gandhi fu assassinata nel 1984, il figlio Rajiv fu assassinato nel 1991 da
fanatici religiosi.
Dopo l’indipendenza l’India si divise tra India (che raccoglieva la maggior parte degli indiani
(che raccoglieva gli indiani di religione musulmana). Negli stessi anni dell’India,
induisti) e Pakistan
ottennero l’indipendenza dalla Gran Bretagna anche la Birmania e l’isola di Ceylon (l’attuale Sri
Lanka).
POLITICA COLONIALE FRANCESE
1928 l’Impero diventa il primo partner commerciale della Francia → molti progressi soprattutto
Nel
dal punto di vista sanitario. dei nazionalismi → CARTELLO DELLE
La Francia NON ostacola lo sviluppo intellettuale
SINISTRE, FRONTE POPOLARE (si svegliano le speranze).
→ nel 1926 concede la Costituzione al Libano e nel 1930 alla Siria.
L’impatto della II guerra mondiale sulle colonie
l’affermarsi dei nazionalismi.
È un periodo fondamentale per
Le colonie contribuiscono allo sforzo bellico. crolla il mito dell’invulnerabilità delle potenze
In seguito alla sconfitta di alcune potenze europee
coloniali.
L’OCCUPAZIONE GIAPPONESE IN ASIA
L’aggressione del 1941 coinvolse l’intera
nipponica Asia sud-orientale nella II guerra mondiale, e
costituì un duro colpo al prestigio delle potenze coloniali europee, alcune delle quali a loro volta
All’inizio
erano state sconfitte e occupate dalla Germania nazista (Olanda e Francia). i Giapponesi
furono accolti come liberatori; ben presto, però, rivelarono un volto colonialista ancora più spietato
di quello degli europei. Dopo Pearl Harbour e l’entrata in guerra degli Stati Uniti (dicembre 1941),
guerra si abbatté su tutta l’Asia
la furia della senza risparmiare belligeranti e non. Furono anni di
guerra e fame; si crearono illusioni ed aspettative che ben presto infrante avrebbero implicato
l’esasperazione
inevitabilmente dei movimenti nazionalisti tradizionali e la nascita di nuove forze
politiche, strettamente legate al comunismo sovietico o cinese.
In alcuni paesi si organizzarono violente guerriglie anti-giapponesi; in altri, invece, si preferì la
collaborazione con l’occupante nipponico in funzione anti-europea. In ogni caso, questo periodo
la storia di tutta l’area:
confuso e brutale avrebbe segnato irrimediabilmente cessata la guerra,
infatti, tutte queste forze si sarebbero unite contro il ritorno coloniale europeo, portando alla nascita
di nuovi stati nazionali indipendenti.
Queste “liberazioni”, però, non furono un toccasana. I nuovi stati indipendenti ricevettero infatti una
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