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Riassunto esame Storia del pensiero scientifico, prof. Giannetto, libro consigliato La sincronicità come principio di nessi acasuali, Jung

Riassunto per l'esame di Storia del pensiero scientifico, basato su rielaborazione di appunti personali e studio del libro adottato dal docente Gianneto, La sincronicità come principio di nessi acasuali, Jung. Gli argomenti trattati sono: l'esposizione, la causalità, Kammerer.

Esame di Storia del pensiero scientifico docente Prof. E. Giannetto

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Esiste una conoscenza a priori non spiegabile con argomenti causali di una situazione che

non poteva essere nota in quel determinato momento. Il fenomeno della sincronicità è quindi

la risultante di due fattori:

• Un’immagine inconscia si presenta direttamente o indirettamente alla coscienza come

sogno, idea improvvisa o presentimento

• Un dato di fatto obbiettivo corrisponde e coincide con questo contenuto

Le rappresentazioni coincidenti prendono mossa dall’inconscio e appartengono quindi a quelle

idee che sono indipendenti da noi, sono “causate da Dio e non sorgono dal proprio pensiero”.

(La sincronicità era già stata in un certo senso studiata da Avicenna e Alberto Magno, che

avevano riconosciuto l’importanza dell’affetto).

Come dimostrare l’esistenza della sincronicità?

Metodi intuitivi (metodi mantici) che procedono dal fattore psichico e presuppongono come

ovvia la realtà della sincronicità (es. l’ I Ching, percepire un fatto singolo come parte del tutto,

nell’antitesi Yang e Yin: analogia stato psichico e fisico).

Oriente: 64 interpretazioni di combinazioni Yang e Yin; principio triadico

Occidente: principio tetradico, che forma esagramma con sedici quaterne di numeri pari e

dispari. Dodici di questi numeri vengono disposti secondo regole precise nelle “case”

astrologich. in entrambe si verificano coincidenze significative.

È partendo da questi presupposti che Jung prende in considerazione l’astrologia: fin dai

tempi più antichi pianeti, case, segni zodiacali, aspetti hanno significati costanti su cui può

basarsi l’interpretazione di una situazione di fatto. La corrispondenza astrologica, alchimista e

mitologica è antichissima, soprattutto nello studio dei rapporti coniugali. Relazione

sincronicità-numero: i numeri son stati usati dai tempi remoti collegati alle coincidenze,

esistono numeri sacri (i più frequenti dall’1 al 4) o numeri a cui sono legati significati particolari.

Le caratteristiche in comune tra s. e numeri: numinosità e mistero. I numeri sono intesi come

generatori di ordine all’interno del caso, forze ordinatrici; derivano per questo dall’inconscio,

sono suoi prodotti spontanei.

2. UN ESPERIMENTO ASTROLOGICO

Esistono delle corrispondenze tra la vita umano e l’astrologia, ad esempio nella scelta del

coniuge o nel livello di mortalità osservando le macchie solari. È già stato provato che

l’astrologia può avere effetti dal punto di vista fisiologico sull’uomo, Jung ipotizza che essa

possa avere anche effetti a livello psicologico. Non ci sono però ancora prove sufficienti per

sostenere questa tesi.

! Questi possono essere non considerati effetti della sincronicità, ma effetti dovuti ad

una causa. Jung prende in considerazione i rapporti tra coniugi (483 matrimoni),

analizzando, ad esempio, sole e luna in opposizione e congiunzione. I risultati restano però

nella media della probabilità, dando poche speranze di ottenere in un prossimo futuro dei

risultati favorevoli a questo legame, anche se proprio nelle relazione che da sempre sono state

messe in rilievo dalla tradizione astrologica si sono verificate combinazione quasi improbabili.

Tenendo conto anche dell’interesse e dell’aspettativa di Rhine che possono influenzare (Jung

e la sua collaboratrice lavoravano da anni a queste ricerche ed erano desiderosi di giungere a

determinati risultati), questo è secondo Jung un evento sincronistico; si è verificata una

combinazione casuale non solo praticamente ma anche teoricamente improbabile, che

coincide in maniera impressionante con l’aspettativa tradizionale astrologica. Il fatto che

una coincidenza del genere si verifichi è di per sé così improbabile e quindi così incredibile

che nessuno oserebbe prevederlo. In generale, si riproduce sempre casualmente il

risultato che si è verificato più frequentemente nella storia. Non è comunque dimostrabile

scientificamente che si tratti di qualcosa di più di un caso. Tutti i metodi mantici sono legati

all’affettività e riescono a far giungere in superficie l’inconscio (collettivo) e gli archetipi che vi

sono contenuti. Ricordiamo che nell’inconscio la conoscenza si trova sotto forma di continuum

spazio-temporale (qui spazio e tempo sono relativi). Da qui nasce la capacità di percepire dati

o eventi paralleli. Il termine ultimo di comparazione della sincronicità è il senso.

Nella tradizione questo fenomeno è stato spiegato in due modi: causalità magica (tipica dei

primitivi) o misteriosa corrispondenza di eventi naturali, legame significativo tra loro (tipica

della filosofia, quella secondo Jung più adeguata).

3. I PRECURSORI DELL’IDEA DI SINCRONICITÀ

Senso: criterio fondamentale della sincronicità che tuttavia si sottrae alla conoscenza umana;

bisogna comunque tener conto che l’atteggiamento intellettuale dell’occidente è diverso

da quello orientale, anche se dal punto di vista dell’alchimia e dell’astrologia non

esistono differenze.

Tao della cultura cinese è stato tradotto come “senso”, Richard Wilhelm (da Lao Tze definito

“nulla”; non compare nella realtà, è solo principio ordinatore): se in occid. Il principio della

realtà è la causalità, in oriente il principio è il senso (modo diverso di interpretare la realtà).

Secondo la tradizione cinese è possibile una conoscenza del mondo perché essendo il senso

un principio razionale, allora ogni cosa nel mondo nasconde un qualcosa di razionale. La

concezione taoistica si presenta come totalità.

• FILONE: l’uomo è un microcosmo, una piccolissima parte e fine della creazione; egli contiene il tutto

• TEOFRASTO: legame sensoriale o sovra sensoriale tramite la divinità

• PLOTINO: anime che nascono da un’anima universale

• PICO DELLA MIRANDOLA: nelle cose c’è unità; è grazie all’unità che una creatura viene unita alle

altre e infine tutte le parti del mondo formano un solo mondo. Mondo: unico essere, un Dio visibile.

Non c’è causalità, tutto è in relazione a Dio; l’uomo e un microcosmo

• AGRIPPA: tutto è in tutto, ma a seconda della natura degli esseri o delle cose che accolgono.

L’anima del mondo è uno spirito che penetra in tutte le cose; le cose in cui questo spirito è

particolarmente possente hanno tendenza a generare qualcosa di simile a sé coincidenze

significative

• KEPLERO: il nostro mondo è legato ad un mondo superiore e anche le sue forze sono governate

dall’alto; la sincronicità astrologica ha sede non nei pianeti ma nella terra, non nella materia ma

nell’anima telluris. Questa sincronicità viene percepita dall’inconscio

• LEIBNIZ: esistenza di un’armonia prestabilita, ovvero di una sincronicità tra eventi fisici e psichici

(parallelismo psicofisico). Dio è l’autore di questo ordinamento; non solo l’uomo è un microcosmo,

ma ogni singola parte/elemento (monadi) racchiudono il tutto. Le anime sono le monadi dei corpi

viventi, che agiscono secondo principi diversi rispetto ai corpi. Esse agiscono secondo le leggi delle

cause finali, appetizioni, fini, mezzi. La percezione è un processo inconscio, che consente alla

monade di rappresentare le cose esteriori. Principio di sincronicità: contemporaneità eventi interiori

ed esteriori

Nell’antichità, dunque, accanto al principio di causalità c’era quello di corrispondenza. È solo nel XIX secolo,

con l’ascesa delle scienze naturali, che questo concetto è completamente andato perduto.

La sincronicità presuppone un senso a priori in rapporto alla coscienza umana, senso che

sembra esistere all’esterno dell’uomo (ipotesi già avanzata da Platone o dalla matematica

antica). È stato un argomento dimenticato nel tempo a causa della sua poca pertinenza con

l’ambito materiale, per concentrarsi sull’ambito psicologico, e quindi più astratto.

4. CONCLUSIONI

Esistono quindi processi psichici in uno stato inconscio? Jung porta l’esempio di pazienti

che in seguito a traumi vengono ricoverati in ospedale in stato di svenimento, ma nonostante

ciò riescono a ricordare tutto quello che è avvenuto durante la loro momentanea “assenza

cosciente”. Come si possono ricordare dettagli di un lasso di tempo in cui ci si trovava in stato

incosciente e per lo più con gli occhi chiusi? Durante questi fenomeni, il paziente si sente

levitare dal suo corpo: sarebbe, secondo alcuni, la separazione della coscienza dal corpo.

Dipend

e tutto da cause organiche o si tratta di sincronicità?

Il fenomeno sincronistico si presente relativo come spazio e tempo: non presenta un carattere

di regolarità generale e facilmente dimostrabile, esso si dimostra valido solo in certe

condizioni. Mentre la causalità si occupa della macrofisica, la sincronicità si occupa della

psiche e in particolare dell’inconscio. Questo però risulta difficile da spiegare e dimostrare

obbiettivamente.

PAULI: premio nobel per la fisica quantistica, incontra Jung, discute con lui di questo

argomento e lo aiuto a riformulare uno scema appropriato che tenga conto sia della

fisica che della psiche. Propone l’utilizzo di un nuovo linguaggio, un linguaggio neutrale.

Si passa dalla triade classica: causalità

spazio tempo

…al quaternio: causalità

spazio tempo

tempo


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze psicologiche
SSD:
Università: Bergamo - Unibg
A.A.: 2015-2016

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher desidesi92 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia del pensiero scientifico e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Bergamo - Unibg o del prof Giannetto Enrico.

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