Joseph Alois Schumpeter
Da Vienna a Harvard
Schumpeter nasce a Triesch, un piccolo paese della Moravia, l'8 febbraio 1883. A quattro anni rimane orfano del padre e la madre si risposa con un nobile per permettere al figlio di frequentare il Theresianum, un prestigioso istituto viennese. Diplomatosi con il massimo dei voti, nel 1901 si iscrive alla Facoltà di Legge dove subisce l'influenza di Bohm-Bawerk.
Nel 1906 si laurea e pubblica il suo primo lavoro di rilievo: "Sul metodo matematico dell'economia teorica", con il quale difende l'utilizzo dei metodi quantitativi nella scienza economica. Segue un periodo di viaggi culturali durante i quali, in Inghilterra, conosce e sposa Gladys Ricarde Seaver. A due anni dalla laurea, l'opera "L'essenza e i principi dell'economia teorica", nonostante lo scarso successo, gli vale il primo titolo universitario. A causa del suo distacco dalla Scuola austriaca è solo grazie a Bohm-Bawerk che ottiene la nomina di professore aggiunto all'Università di Czernowitz.
In questo periodo compone "Sulla natura delle crisi economiche", opera nella quale avanza l'idea che l'evoluzione economica dipende dall'innovazione. Sempre grazie al suo mentore ottiene il trasferimento all'Università di Graz, più prestigiosa e vicina alla capitale.
L'estate del 1913 porta un importante riconoscimento: fu invitato in qualità di exchange professor austriaco presso la Columbia University. Qui viene insignito del dottorato ad honorem, e instaura legami con Irving Fisher e Frank Taussing.
Ritorna in Europa prima dello scoppio del primo conflitto mondiale, e subito dopo divorzia con la moglie. Sensibile alla politica, sostiene l'inutilità della guerra, e consiglia il distacco dalla Germania. Non tenute in considerazione le sue proposte, la sconfitta militare arriva nel 1918, e causa scioperi e moti secessionisti che aprono la crisi.
I tentativi di entrare in politica durante la guerra vanno male, ma nel 1919 fu invitato a partecipare a una commissione per la socializzazione. Nonostante il suo pensiero antisocialista, ritiene opportuno questo cambiamento per stabilizzare la situazione austriaca. Per il suo appoggio, quando si instaura il governo di coalizione presieduto da Karl Renner, Otto Bauer propone e ottiene che Schumpeter ricopra il ruolo di Ministro delle Finanze.
Propone il suo Finanzplan, ma tra gli obiettivi da lui designati non c'era il fine di realizzare nell'immediato un regime socialista, bensì lo scopo di risanare la situazione economica del paese. Visto bocciato il suo piano, Schumpeter viene destituito. Nel 1920 riprende gli insegnamenti a Graz, per poi ritirarsi l'anno successivo.
Prova dunque ad entrare nel mondo degli affari grazie alla possibilità (concessa agli ex ministri delle finanze) di fondare una banca. Propone quindi un accordo alla Bierdermann Bank, con il quale ceduta la licenza appena ottenuta, diventa presidente del consiglio di amministrazione, assicurandosi uno stipendio soddisfacente.
Nel 1924, a seguito di una grave crisi, la banca cercò un nuovo socio finanziatore, il quale chiese l'immediato licenziamento di Schumpeter. Sommerso dai debiti cerca un nuovo incarico universitario. Accetta quindi, grazie all'aiuto di Artur Spiethoff, la nomina alla cattedra di Scienza delle finanze presso l'Università di Bonn.
L'anno successivo si sposa con Anna Josefina Reisinger, con la quale vive felicemente, fino al 1926, anno nel quale muore la madre e la giovane moglie. Alla crisi morale si aggiunge la liquidazione della Biedermann Bank, la quale gli addossa un'ulteriore mole di debiti.
Particolare importanza in questo periodo è il sostegno della segretaria Mia Stockel. Procedendo lentamente e in maniera insoddisfacente alla stesura del libro sulla moneta, nel 1927 si trova costretto ad accettare di tenere un corso presso l'Harvard University.
Sebbene pieno di impegni, riesce ad ultimare e pubblicare "The Instability of Capitalism", opera che contiene idee che lo stesso autore svilupperà in futuro. Tornato a Bonn, riprende gli insegnamenti nel 1928, e continua a lavorare disperatamente al libro sulla moneta, dopo aver promesso a Taussing di ritornare negli Stati Uniti due anni dopo con il libro terminato.
Questo non avvenne, e nel 1930 Keynes pubblica "A Treatis on Money", colpendo duramente Schumpeter che si sentì anticipato in ciò che di nuovo e fondamentale aveva da dire.
Ritornato ad insegnare negli Stati Uniti, fu membro fondatore, con Ragnar Frisch e Irving Fisher, dell'Econometric Society, il cui scopo era dare spazio nella ricerca economica all'uso delle matematiche e delle scienze statistiche.
Terminato il periodo di insegnamento, salpò alla volta del Giappone, dove nel 1931 venne accolto con molto entusiasmo. Qui tenne numerose conferenze su temi di carattere metodologico, sviluppati poi in "Science and Ideology".
Tornato a Bonn lo stesso anno, oppresso dai ricordi, decide di trasferirsi. Non riuscendo ad ottenere una cattedra a Berlino, accetta quella di Harvard. Nello stesso periodo aveva intrapreso la traduzione di "Theorie", conclusa grazie all'aiuto di Redvers Opie, e pubblicata nel 1934.
Giunto a Cambridge nel momento della depressione, egli ribadì la sua convinzione teoria, secondo cui gli economisti non avrebbero dovuto in alcun caso proporre ricette politiche. Nonostante riteneva il paese eccessivamente democratico, fece richiesta di cittadinanza, ottenuta nel 1939.
Nel 1935 Schumpeter riesce a saldare i debiti in Europa, e sostituì Taussing nel corso avanzato di Teoria economica. Dopo un ottimo anno, nel 1936 viene pubblicata "The General Theory" di Keynes. La reazione di Schumpeter è sconsolata, ma non perdette l'occasione per manifestare le ragioni del suo forte dissenso nei confronti della dottrina keynesiana. L'antagonismo era destinato ad aumentare, in quanto i migliori studenti della facoltà sarebbero divenuti keynesiani.
Il 1937 è invece positivo per Schumpeter, che dopo il matrimonio con Elizabeth Boody, si trasferisce dalla casa di Taussing, che l'aveva ospitato per cinque anni: l'equilibrio che trovò gli consentì di finire molti lavori fino ad allora incompiuti. Due anni dopo pubblica "Business Cycles", il quale non ottiene la fama da lui sperata.
Agli inizi del secondo conflitto mondiale, Schumpeter sostiene che la Germania nazista potesse costituire una barriera contro lo statalismo sovietico, e per questo cresce l'ostilità verso di lui, tanto da farlo pensare di accettare il posto offertogli da Yale.
Nel 1942 pubblica "Capitalism, Socialism and Democracy", opera che con le edizioni del '47 e del '50 ottiene grande successo. Nonostante la felicità, Schumpeter non si spiegò come uno scritto del genere potesse aver ottenuto più successo di Business Cycles. Gli anni successivi lo videro molto preso a scrivere i primi capitoli di "History of Economic Analysis", a cui lavorò fino alla morte.
Alla fine del 1947 viene eletto presidente dell'American Economic Association, e l'anno dopo, durante una conferenza da lui organizzata a Cleveland, tenne un'apprezzatissima relazione dal titolo "Science and Ideology".
Nel 1949 dovette tornare per una riunione dell'American Economic Association in Europa, dove tenne la relazione intitolata "The March into Socialism": questa rivelava il pericolo che i processi inflazionistici favorivano la conquista dell'impresa privata da parte della burocrazia pubblica. Pochi giorni dopo aver ribadito quella che per lui era stata convinzione di una vita, l'8 gennaio 1950, morì nella casa di Taconic.
Alla sua morte, la History rimase incompiuta, così Elizabeth, con l'aiuto di altri economisti, lavorò per ultimarla fino alla morte sopraggiunta nel 1954. Alla sua pubblicazione, alcuni dei maggiori esponenti del pensiero economico l'accolsero come un grande contributo alla letteratura economica.
Tra Walras e Marx
Il periodo in cui si forma Schumpeter è caratterizzato da un ambiente molto particolare, soprattutto caratterizzato dal Methodenstreit: scontro di pensiero tra Menger, che difende la validità del metodo deduttivo, e Schmoller, che privilegiava il metodo induttivo.
Menger afferma che nel campo economico si danno conoscenze individuali e conoscenze generali dei fenomeni: alle prime appartengono la storia e la statistica economica, mentre alle seconde l'economia teorica. Quindi le prime devono indagare i fenomeni economici individuali, e la seconda deve occuparsi di fornire le leggi degli stessi fenomeni. A tale affermazione Schmoller replica dicendo che la scienza descrittiva dei fenomeni è indispensabile lavoro preparatorio per la teoria generale.
La posizione schumpeteriana fu molto equilibrata e ponderata. Sostenne che il Methodenstreit fu una storia di energie sprecate, e non portò a risultati tangibili.
La prima grande opera di Schumpeter è "L'essenza e i principi dell'economia teorica". Con questa dichiara di non aspirare a una completezza sistematica e di voler presentare solo un numero relativamente piccolo...
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