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Storia Moderna - 1700 - Appunti

Appunti di Storia moderna con riferimento a tutto ciò che riguarda il 1700. Nello specifico gli argomenti trattati sono legati agli aspetti più importanti del 700: economia, confini territoriali e geografici,pensiero politico, cultura, usi e costumi.

Esame di Storia contemporanea docente Prof. P. Scienze letterarie

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ESTRATTO DOCUMENTO

Nella Penisola Iberica, dove più forte si avvertiva il peso della Controriforma e della cultura neoscolastica, a metà del

Settecento i mutamenti avviati nell’organizzazione del potere avvenivano in un contesto particolarmente difficile,

caratterizzato da una grande estensione della manomorta ecclesiastica e dal primato dell’aristocrazia. Per cultura e

tradizioni, oltre che per una situazione economica lenta a riprendersi, i ceti emergenti borghesi erano attratti dalle

possibilità offerte dall’amministrazione più che dalle attività imprenditoriali.

In Portogallo, con il regno di Giuseppe I (1750-1777), fu il marchese di Pombal a stimolare la stagnante economia del

paese. Rafforzò l’esercito, creò compagnie privilegiate per favorire lo sfruttamento delle colonie, lottò sino alla

repressione sanguinosa contro i nobili ostili al processo di centralizzazione dello Stato. Riuscì ad abolire il requisito

della purezza del sangue richiesto per ricoprire le cariche pubbliche. A lui si deve la ricostruzione di Lisbona, distrutta

dal terribile terremoto del 1755 e riedificata secondo un modello di città razionalmente elaborato. Con determinazione,

dopo la già ricordata espulsione della Compagnia di Gesù, istituì un sistema di pubblica istruzione secolarizzata e

centralizzata, con lo scopo di promuovere la formazione di nuovi ceti dirigenti.

In Spagna con Carlo III di Borbone (1759-1788) proveniente dal Regno di Napoli, il processo di ammodernamento

dello Stato conobbe un ritmo più intenso anche se molto contrastato. Le iniziative di Leopoldo de Gregorio, marchese

di Squillace, impegnato a riordinare il delicato settore del fisco, ad affrontare i gravi problemi di ordine pubblico e a

limitare i poteri delle corporazioni, suscitarono una rivolta popolare (motìn de Esquilache) che gli ordini privilegiati

cercarono di utilizzare a proprio vantaggio ottenendo il licenziamento del ministro. L’attività riformatrice, sostenuta da

scritti polemici e di grande fortuna editoriale come il Tratado de la regalìa de amortizaciòn (1765) di Pedro Rodrìguez

de Campomanes, si dispiegò con maggior successo nel campo dei rapporti tra Stato e Chiesa ad opera di uomini come il

conte di Aranda e il conte di Floridablanca. Se meno incisivi furono gli interventi nel campo dell’istruzione, vasta eco

suscitarono le misure di promozione dell’artigianato e di liberalizzazione del commercio dei grani, promosse e discusse

dalle “Società economiche degli amici del paese”, diffuse in tutta la Spagna.

Le riforme negli Stati italiani

L’insediamento di nuove dinastie nei territori italiani in seguito alle guerre di successione determinò condizioni

favorevoli ad una politica di riforme. Se gli Stati sottoposti all’influenza asburgica (la Lombardia austriaca e la

Toscana dei Lorena) avanzarono più spediti sulla via del rinnovamento delle strutture amministrative, finanziarie e

politiche, il Regno di Napoli si distinse per la vivacità del dibattito culturale più che per capacità realizzatrici. Anche i

paesi non attraversati da mutamenti dinastici o cambi dei ceti dirigenti e, pertanto, generalmente ritenuti fermi in un

rigido immobilismo, non possono essere del tutto esclusi dall’esperienza delle riforme. Persino nello Stato Pontificio si

avvertì la ventata di rinnovamento, ma si arrestò inesorabilmente di fronte alle resistenze di una società dominata da

antichi privilegi, da consolidati equilibri e da una economia frenata da vincoli. Le ricerche in corso rivelano una realtà

complessa ed articolata in cui gradualmente, favorito dalla crisi del Papato e dalla diffusione di nuove idee e modelli di

comportamento, si compiva il progressivo distacco di una parte dei ceti colti dall’influenza della Chiesa cattolica. Fu

appunto nella politica antiecclesiastica che si manifestarono aspirazioni alle riforme anche se non sempre in modo

coerente ed efficace. Ormai esclusa dalle grandi competizioni internazionali ed incapace di scalfire il monopolio delle

famiglie dominanti, Venezia sembrò rianimarsi richiamandosi alla celebre tradizione giurisdizionalistica, alimentata dal

pensiero di Paolo Sarpi, e poté conseguire significativi risultati nel ridimensionare il potere del clero. Meno incisiva, la

battaglia anticuriale del governo genovese fu tuttavia accompagnata da dibattiti che animarono la vita intellettuale,

mentre il piccolo Ducato di Modena seppe condurre una più decisa politica giurisdizionalistica e di rinnovamento delle

istituzioni culturali ed assistenziali. Ma fu soprattutto il ducato di Parma, Piacenza e Guastalla, guidato dal Guillaume

Du Tillot, ad attirare l’attenzione delle corti europee per aver spinto sino alla rottura il contrasto con Roma.

Considerato ai margini del movimento riformatore, il Piemonte Sabaudo, rispetto al resto della Penisola, aveva

sviluppato precocemente un modello di Stato assolutistico, elemento di rinnovamento in un clima culturale senza grandi

fermenti ed in una società civile non particolarmente vivace. Con Carlo Emanuele III (1730-73) e poi con Vittorio

Amedeo III (1773-96) fu confermata la volontà assolutistica di Vittorio Amedeo II di ridurre gli abusi della feudalità

laica ed ecclesiastica: una serie di provvedimenti amministrativi e fiscali furono adottati in Sardegna ad opera di

Giovanni Battista Bogino ed in Savoia, come l’audace abolizione del regime feudale decretata nel 1771 ed attuata a

partire dal 1778. In particolare merita attenzione la scelta, oggi sottolineata dalla storiografia, di privilegiare la

formazione del personale militare, soprattutto dei quadri tecnici dell’artiglieria e del genio, che rese l’esercito

piemontese in grado di combattere alla pari al fianco delle grandi potenze europee. La dimensione statuale del mondo

scientifico subalpino, che aveva come modello di riferimento Parigi, si manifestò nelle vicende dell’Accademia delle

Scienze destinata ad assumere una funzione centrale nella vita dello Stato sabaudo.

Ma è soprattutto nella Lombardia austriaca che le riforme attecchirono, sia pure tra contrasti e tensioni, secondo i ritmi

imposti da Vienna. Sotto la guida del genovese Gianluca Pallavicini (1747-1753) si era realizzata la ristrutturazione

degli uffici con un alleggerimento degli organici e con l’abolizione della vendita delle cariche, da assegnarsi secondo

criteri meritocratici. Il risanamento delle finanze fu affrontato con una Ferma generale, che accorpava gli appalti dei

dazi, e con l’istituzione di un banco pubblico, detto Monte di S. Teresa. Sul piano amministrativo si rafforzò il controllo

delle province attraverso funzionari regi dipendenti da un dicastero centrale. Il catasto, portato a compimento ad opera

di una Giunta regia guidata da Pompeo Neri, nonostante la ferma opposizione del patriziato milanese, consentì di

imporre dal gennaio 1760 un nuovo sistema censuario ed una più equa ripartizione dell’imposta fondiaria. Strumento di

conoscenza della distribuzione delle proprietà e delle condizioni reali del paese, il catasto fu la base su cui il conte

Carlo di Firmian, nuovo plenipotenziario giunto a Milano nel 1759, poté intraprendere riforme decisive per la

trasformazione della Lombardia asburgica. Le sollecitazioni arrivavano da Vienna ed indicavano nella ripresa della

battaglia giurisdizionalistica contro Roma la via obbligata per il rinnovamento politico, economico e culturale. In

questo mutato clima risultò favorito il confronto, sempre dialettico, con le élites locali, furono possibili esperienze

come quella maturata intorno ai fratelli Verri e al giornale il Caffé (1764-66), vide la luce l’opera di Cesare Beccaria,

Dei delitti e delle pene, destinata ad attraversare le frontiere dell’Europa delle riforme.

Dal 1765 ad una Deputazione agli studi fu affidato il riordino delle Scuole Palatine di Milano e dell’università di

Pavia: nuove cattedre, biblioteche, accademie, un Osseravtorio astronomico ed il teatro alla Scala (1778) vivacizzarono

la vita culturale lombarda, mentre prendeva corpo una scuola elementare statale. Per sovraintendere agli affari

economici e finanziari e favorire lo sviluppo manifatturiero e commerciale fu istituito il Supremo Consiglio di

economia da cui si ebbe cura di tener fuori i rappresentanti dei gruppi dirigenti locali, formati ad una cultura leguleia e

cavillosa e sempre desiderosi di autonomia. I membri venivano reclutati in base a reali specifiche competenze. Anche

se procedettero per gradi, le riforme nel campo della giustizia risultarono incisive: nel 1771 gli affari giudiziari furono

riservati al Senato, mentre quelli amministrativi restavano competenza di un Magistrato camerale rinnovato e con a

capo Gian Rinaldo Carli. Bisognò attendere l’età giuseppina per arrivare, nel 1786, alla soppressione del Senato e

all’istituzione di un sistema giudiziario semplice, articolato in prima istanza, appello e tribunale di revisione.

Tenaci erano state anche le resistenze dell’aristocrazia nella Toscana di Francesco Stefano di Lorena (1737-1765) che

risiedeva a Vienna dal 1745 dopo aver assunto la corona imperiale. Inizialmente i progetti di rinnovamento del

Consiglio di Reggenza riguardarono la questione fiscale ed un’efficace politica antiecclesiastica destinata a suscitare

molto scalpore per le normative contro la manomorta nel 1751. Ma quando alla guida del paese passò il granduca Pietro

Leopoldo, figlio di Maria Teresa e di Francesco Stefano, la Toscana visse la più organica ed efficace politica di riforme

degli Stati italiani. Formato ai valori del cosiddetto cattolicesimo illuminato, convinto della centralità del sapere

scientifico ed economico nella cultura di chi è chiamato a governare, il giovane principe seppe guadagnarsi il consenso

delle forze locali, ricorrendo alla collaborazione di uomini di provata esperienza. Grazie a costoro la terribile vicenda

della carestia, che tra il 1763-64 si era fatta sentire in tutta la Penisola, trovò in Toscana rimedi innovativi

nell’abbattimento del sistema vincolistico, vero freno alla produzione e al commercio dei grani. Il granduca aderì alla

scelta liberistica sostenuta dal movimento fisiocratico, non solo dichiarando libera la compravendita e l’esportazione

delle derrate (1767), ma provvedendo alla soppressione delle corporazioni delle arti e dei mestieri(1771), abolendo

l’Annona (1775) ed eliminando le dogane interne (1781). Con atteggiamento umanitario e paternalistico Pietro

Leopoldo mise mano ad una serie di riforme destinate a migliorare le condizioni di vita dei contadini. Così, preceduti

da vivaci dibattiti sui periodici fiorentini, furono decisi i provvedimenti di bonifica della Maremma e di allivellazione

delle terre demaniali ed ecclesiastiche da distribuire ai coltivatori.

Dopo il primo decennio di governo furono direttamente affrontati i temi della riforma dello Stato e della giustizia in cui

si manifesta con maggiore evidenza l’originalità del modello leopoldino che prevedeva, accanto allo stato burocratico,

un reale decentramento dei poteri e un progressivo ampliamento dei diritti politici. Il codice penale del 1786, ispirato

alle idee di Cesare Beccaria, aboliva, primo in Europa, la pena di morte. Il progetto di Costituzione, avviato nel 1778 e

redatto dal Gianni nel 1782, anche se non divenne mai operante, prevedeva l’istituzione di una assemblea

rappresentativa fortemente limitativa dei poteri del sovrano. La particolare impronta riformistica di Pietro Leopoldo si

manifestò anche nella politica ecclesiastica con una progressiva affermazione dell’autorità statale nei confronti

dell’episcopato e con aspirazioni all’autonomia della chiesa toscana da Roma. Queste sembravano aprirsi una via di

realizzazione nell’alleanza con il movimento giansenista capeggiato da Scipione de’ Ricci, vescovo di Pistoia e Prato e

portatore di un programma di rinnovamento pastorale e dottrinale. Ma di fronte alla decisa opposizione della

maggioranza dei vescovi toscani, il granduca lasciò cadere le proposte avanzate nel sinodo di Pistoia del 1786. La sua

ascesa al trono imperiale nel 1790 avrebbe posto fine ad una fase di riforme che aveva realizzato profonde

trasformazioni nelle istituzioni e nella società civile

Meno radicale ed organica si presenta l'attività riformatrice nel Regno di Napoli anche se grandi attese di risanare le

piaghe della società meridionale avevano accompagnato l’avvento al trono del giovane don Carlos (1734) e la

fondazione della monarchia borbonica. Al suo fianco tecnici e politici toscani o spagnoli, detti afrancesados , avviarono

la prima fase di riforme istituzionali con il riordino delle Segreterie e la soppressione del Consiglio del Collaterale

(1735), un organo che rappresentava esclusivamente le posizioni più conservatrici. Di particolare interesse per il suo

valore innovativo e per l’ampiezza delle competenze riconosciutegli, è il Supremo Magistrato del commercio, istituito

nel 1739 con l’intenzione di liberare le attività economiche dalle lentezze del sistema giudiziario. Questa, come altre

iniziative miranti a mettere ordine nel campo della giustizia e delle finanze, erano destinate a fallire soprattutto sotto la

spinta della crisi determinata dalla guerra di successione austriaca e del pericolo di un’invasione del Regno da parte

delle truppe imperiali. Anche il tentativo di codificazione carolino si arenò nelle secche di un sapere giuridico

tradizionale, ma soprattutto per la struttura giuridica del Regno che conservava il suo dualismo ministeriale e feudale.

Resistenze ed interessi costituiti presenti in ogni sfera della vita civile rendevano frammentaria e stentata l’azione del

governo anche quando le proposte di rinnovamento venivano formulate con lucidità dagli intellettuali meridionali

influenzati dal pensiero illuministico, come Antonio Genovesi. Il fiorire di idee, progetti, indagini sul territorio non si

accompagnò ad un’adeguata conseguente capacità realizzatrice Così accadde quando, in occasione della carestia del

1763-64, si pensò di poter spezzare con rimedi nuovi il tradizionale sistema di monopolio e di controllo delle campagne

meridionali. L’auspicata politica di liberalizzazione, frenata dai timori di contraccolpi sul piano internazionale e di

rivolte interne, era tuttavia impedita non solo dalla debolezza del governo, ma anche e soprattutto dalla mancanza di

concrete alternative sociali e finanziarie al sistema distributivo meridionale. Lo sapeva bene Bernardo Tanucci (1698-

1783), lo statista pisano che con un forte senso dello Stato aveva servito la monarchia borbonica dai tempi della

fondazione a quelli della Reggenza (1759-1767), quando il re Carlo lasciò Napoli per assumere la corona spagnola, sino

al regno di Ferdinando IV. Il suo licenziamento (1776), fortemente voluto dall’indomita regina Maria Carolina, doveva

sottrarre definitivamente il paese dall’influenza spagnola per attirarlo più facilmente nell’orbita austriaca. Così si

apriva una stagione di riforme annunciata dagli intellettuali come una “pacifica rivoluzione” finalizzata a trasformare

radicalmente Stato e società. In realtà nel Meridione, nonostante si avvertissero i fenomeni dinamici propri delle società

europee del XVIII secolo, la congiuntura settecentesca non riesce ad intaccare antiche debolezze strutturali. Migliori

successi aveva potuto mietere la battaglia anticuriale, sostenuta da una tradizione giannoniana rinverdita dalla cultura

dei lumi. Dopo l’espulsione dei gesuiti(1767), la politica ecclesiastica napoletana aveva registrato negli anni ottanta

un’accanita durezza contro Roma, in cui si esprimevano nuovi valori e riflessioni sul problema teorico della sovranità.

Meno immediate e dirette erano le vie percorribili nella lotta contro i feudi, anche se la centralità della questione

feudale, individuata da tempo dagli intellettuali e denunciata con forza da Gaetano Filangieri nella Scienza della

legislazione, trovava conferma nella quotidiana pratica di governo.

Ancora più vischiosa risultava la situazione in Sicilia e meno controllabile per l’ ampia autonomia di cui godeva. Qui i

magistrati della Gran Corte civile e criminale vantavano indipendenza nei confronti del potere regio, ma subivano una

forte sudditanza nei confronti dei baroni. Instancabilmente tra il 1781 al 1785, prima di essere richiamato a Napoli,

Domenico Caracciolo nella carica di viceré aveva lottato contro i poteri costituiti. Era riuscito a limitare alcuni abusi

della giurisdizione feudale e a difendere i contadini alleviandone le condizioni di asservimento, aveva anche vinto

contro l’Inquisizione, ma vide frantumarsi il suo progetto di catasto che, riformando il sistema tributario, avrebbe leso

gli interessi dei potenti dell’Isola.

Conclusioni

Il terreno meno fertile per le riforme sarebbero risultate, per motivi diversi, proprio le patrie dell’illuminismo,

Inghilterra e Francia, in lotta per il primato economico e politico.

Se nelle recenti ricostruzioni storiografiche, la rivoluzione di Francia sempre più <<viene ad essere inclusa in un

processo generale che -come ha notato Franco Venturi- verrebbe la tentazione di chiamare, con la formula di Gibbon, il

declino e la caduta dell’antico regime>>, anche le esperienze del riformismo vanno necessariamente inserite nella crisi

generale da cui, in modo diverso, ma senza esclusioni, erano sconvolti equilibri e gerarchie tradizionali nei diversi

paesi. Da una parte all’altra dell’Europa, con ritmi scanditi dalle conseguenze di eventi di portata internazionale, e

perciò con una evidente contemporaneità, si era tentato di trovare risposte adeguate ai problemi che affliggevano il

Vecchio Continente e che il confronto con la giovane America aveva reso più acuti. In un diffuso stato di insicurezza,

percepito anche là dove i punti di riferimento restavano ben saldi, si rimettevano in discussione alcuni aspetti essenziali

del rapporto fra stato e società. Ovunque il problema diventava politico, costituzionale.

Lentezze ed insuccessi sulla via delle riforme non sono da addebitare solo ad incapacità realizzatrici o a resistenze

ostinate, ma appaiono riconducibili a limiti ed ambiguità insiti nel riformismo stesso, con la sua pretesa di

trasformazioni strutturali interne e di espansione commerciale. Basti per tutti l’esempio austriaco: l’energica politica di

Giuseppe II, con il suo vasto programma di riforme concepito come un vero sistema, aveva trasformato l’impero

asburgico in un teatro della più singolare rivoluzione dall’alto mai realizzata. Eppure fu messa a dura prova dalle

inquietudini e dalle tensioni, che i sudditi manifestavano nei Paesi Bassi come in Transilvania e in Ungheria, con rivolte

e richieste d’indipendenza nazionale contro pratiche di governo dispotiche, senza libertà.

Spinte ribelli dal basso avevano posto al centro delle rivendicazione del movimento riformistico inglese il problema

dell’estensione della rappresentanza e del diritto di voto alle nuove forze sociali fiscalmente attive. Il paese avrebbe

potuto avviarsi verso una radicale trasformazione dell’assetto politico e sociale, ma la forza della tradizione

istituzionale e politica, difesa da un conservatorismo non rigido, duttile e capace di adattarsi alle novità, riuscì ad

impedire un esito rivoluzionario e a mantenere il modello politico della sovranità parlamentare. Tutt’altro esito doveva

avere in Francia la scelta di porsi sulla via che l’Inghilterra conosceva da un secolo. Liquidate le alternative

riformistiche del dispotismo ministeriale, sostenendo il Parlamento di Parigi con la sua pretesa di difendere con

modifiche l’antico patto costituzionale, ci si preparava ad una ridefinizione complessiva della libertà e ad un modo

completamente nuovo di rappresentare la società.

LA FORMAZIONE DEGLI STATI UNITI

La colonizzazione inglese

Assenza di un piano organico generale e di una burocrazia centrale. (A differenza dei viceregni spagnoli)

Amministrazione a carico degli stessi coloni o degli organizzatori dell’insediamento.

Scopi: ricerca di un luogo per sfuggire a disoccupazione, persecuzioni religiose e politiche.

Mezzi: impresa privata, appoggio della corona, organizzazioni religiose, società per azioni.

Difficoltà: Padri Pellegrini 1570-80 in Inghilt.; 1619-20 Mayflower 101 passeggeri. 1657: 1360 abitanti. Ma senza

successi economici.

Puritani impegnati nella organizzazione della vita civile.Quaccheri contributo alla fondazione di Filadelfia Will Penn

Indigeni lotta per la terra Negri soprattutto nel Sud aumento demografico

Situazione americana Avvio mutamento di comportamenti

Autonomia della comunità angloamericana lentamente plasmata dalle condizioni di vita

Lontananza madre patria (incomprensione)

Debolezza della struttura ecclesiastica.

I coloni godevano dell’Habeas corpus e di giurie popolari.

Separazione fra potere esecutivo (governatore e funzionari) e legislativo(assemblee

parlamamentari)

Politica economica della Madre Patria inglese basata su

Commercio solo su navi inglesi; Divieto accesso navi straniere in porti delle colonie

Le merci di altri paesi dovevano prima arrivare in un porto inglese e poi da qui alle colonie.

Libertà politica e servitù commerciale = Forti vincoli alla attività mercantile americana. Limitazione nella

produzione (solo per fabbisogno interno). Impedito lo sviluppo industriale

La guerra dei sette anni(Pace di Parigi 1763)comporta aumento di spese che l’ Inghilterra tenta di scaricare sulle colonie

1764 Sugar act – importare zucchero dai Caraibi inglesi diventa più costoso.

1765 Stamp act tassa su carta da bollo e vari aumenti di tasse. Resistenze: Un parlamento senza rappresentanti

delle colonie non può decidere per loro l’ aumento di tasse. Tensioni. Opinione pubblica spacca gli inglesi

e unisce gli Americani.

1766 Revoca Stamp Act

1767 Primi movimenti separatisti: i Figli della libertà. Lotta e tensioni

1773 Boston carico di the distrutto da Figli della Libertà travestiti da indiani (episodio della taverna=loggia

massonica)

1774 I Congresso di Filadelfia: disubbidienza civile / autogoverno

1775 II Congresso: Giorgio Washington, ricco possidente, diventa capo delle truppe

1776 14 luglio Dichiarazione d’Indipendenza.

Diritti inalienabili: vita / libertà / ricerca della felicità Diritto a darsi nuovo governo che rispetti tali diritti

Contraddizioni: schiavitù

Problemi Autonomia di congressi locali e governo centrale

Dibattito per la Costituzione

Differenze di mentalità / Schiavitù

Struttura federale dello stato con repubblica presidenziale + Senato e Camera dei rappresentanti.

Guerra : Iniziali vittorie. Alleanza con Francia, Spagna (+Olanda dal 1780).

1777 Battaglia di Saratoga vittoria americana.

B. Franklin ( filosofo scienziato inventò il parafulmine) inviato in Francia per fare proseliti. Visita logge

massoniche

1778 Intervento militare della Francia e poi della Spagna

1780 Intervento dell’Olanda

1781 Vittoria degli alleati a Yorktown

1783 Pace di Versailles

COSTITUZIONE

1776-77 Le colonie avevano assunto nuovi ordinamenti costituzionali. . Esodo di lealisti americani.

I poteri accentrati nelle assemblee legislative elette dai proprietari e contribuenti. Rivalità fra gli Stati.

Si accentuavano gli interessi locali .

1777 Il Congresso continentale di Filadelfia propone l’approvazione di un progetto di costituzione comune

1781 <<Articoli della Confederazione.>> davano al CONGRESSO la politica estera e difesa

Avanza l’idea di un GOVERNO CENTRALE forte. INTERESSI COMUNI Problemi economici: guerra lunga

1786- riunione dei delegati di 5 stati per chiedere che il CONGRESSO convocasse una CONVENZIONE per rivedere

la costituzione federale accentuando i poteri del governo centrale

1787 CONVENZIONE di FILADELFIA: nuovo progetto costituzionale approvato da 11 stati entra in vigore nel 1788.

1789 La Carta costituzionale viene approvata da altri due stati (13) Incontrò molte resistenze. Vinse il partito federalista

che sostenne una forte campagna di informazione

Dialettica tra potere centrale e autonomie locali. Problemi di rapporti tra stati ricchi e poveri

POTERE LEGISLATIVO : detenuto da un CONGRESSO formato da un Senato e da una Camera dei rappresentanti.

Assemblee elettive: Senato eletto per 6 anni: 2 senatori per ogni stato; Camera x 2 anni, numero di seggi proporzionale

alla popolazione) Materia: finanze/ commercio /moneta/ giustizia

POTERE ESECUTIVO: Presidente eletto dal popolo attraverso un sistema a doppio grado (grandi elettori) durata 4

anni rinnovabili. VETO SOSPENSIVO delle leggi /NOMINA MINISTRI / DIREZIONE POLITICA ESTERA /

COMANDO FORZE ARMATE + designazione giudici CORTE SUPREMA che controllava la legittimità

costituzionale del governo Federale e dei governi degli Stati.

1° Presidente 1789 G. rieletto nel 1793

POTERE GIUDIZIARIO: autonomo, con al vertice la Corte Suprema designata dal Presidente

1793 Problema dei debiti di guerra assunto dal governo (gli speculatori approfittarono). Controllo del governo centrale

sul credito e sulla moneta.

1790 Decisa la costruzione di una città capitale Washington

1791 – Banca degli Stati Uniti

1791 nasce il Partito Repubblicano

1800- Jefferson primo Presidente repubblicano

RIVOLUZIONE FRANCESE

TESI STORIOGRAFICHE :

1. Michelet: Francia povera disperata

2. Jaurès: Francia evoluta e ricca, matura

3. dal 1735 al 1815 sviluppo, ma 1770-90 =crisi

LA FRANCIA NEL 700

Crescita demografica (1700=22 milioni; 1780 27milioni) = più bocche da sfamare. Crisi produttiva. Crescita dei

prezzi.

Mutamenti negli assetti dell’agricoltura e nella distribuzione della proprietà terriera (40% contadini coltivatori diretti)

molti assenteisti; piccola proprietà contadina parcellizzata, gravata da vincoli feudali, decime ecc. e dalle nuove gestioni

di tipo capitalistico che annullavano gli usi civici; contadini costretti.a ricorrere al lavoro salariato;

Miglioramento di produzione agricola e condizioni di vita (migliore alimentazione). I feudatari fondiari interessati ad

accrescere la rendita (ricorso all’affitto) MA persiste regime feudale. L’agricoltura non offrì base forte

all’industralizzazione (ritardata, frenata rispetto all’Inghilterra)

Tuttavia espansione economica. Industrie lana, cotone, seta, siderurgia.

Professionalizzazione Genio civile. 1716 Corpo ingegneri di Ponti e Strade. 1747 Scuola tecnica unica in Europa

Crisi: dal 1771 al 1789 il costo della vita aumenta del 45%, i salari del 17%

1785-89: l’acquisto del pane assorbe quasi l’ 88% del bilancio delle famiglie del ceto popolare

CETI NOBILI 1% della popolaz. 4000 famiglie costituivano il Partito di CORTE + nobili di toga + nobili in

campagna + nobili poveri .

- CLERO 0,5% differenziazione economica e sociale + privilegi e immunità

III Stato sempre più dinamico e differenziato, legato a forme di investimento tradizionale

- IV Stato lavoratori, braccianti, vagabondi

Cause della crisi dell’A.R.:

- Tensioni interne alla soc. degli ordini

- Malcontento ceti popolari e contadini

- Influenza idee illuministiche

- Arretratezza sistema politico

- Crisi politica

Luigi XV (morto 1774) fase espansione

Luigi XVI fase congiunturale

1774-76 Turgot esperimento fallito di liberismo

1776-81 Necker: modernizzazione burocrazia, si aggrava il problema del disavanzo pubblico

Compte rendu au roi 1781 falsificato. Pubblica elenco pensioni e privilegi. Necker Viene rimosso

1783-Charles-Alexandre de Calonne : Misure di assestamento del bilancio.

Convoca assemblea di notabili che si oppongono alle iniziative del ministro

Compte rendu au roi 1788 rivela la crescita degli interessi per debiti: maggiori difficoltà

Etienne de Brienne si vede costretto a proporre tasse + eque

Reazione del Parlamento Parigi contro la tassa fondiaria

Re e governo: esilio del Parlamento di Parigi: Reazione degli altri Parlamenti

Richiesta Convocazione Stati Generali

La Monarchia ritira gli editti fiscali, richiama Necker e accetta di convocare gli Stati generali. Il terzo stato chiede

di accrescere il numero dei suoi rappresentanti in proporzione all’effettivo numero di rappresentati e, quindi, di

votare per teste. Necker fa accrescere i rappresentanti del 3° stato ma conferma il voto per ordine.

Raccolti i Cahiers de doléance: richieste riforme

1789 Elezioni per gli Stati Generali

Convocati gli Stati generali, Necker legge bilancio nascondendo la verità

Richiesto voto per testa, il Terzo Stato va nella sala della Pallacorda 20 giugno 1789

7 luglio Assemblea Nazionale Costituente

Il re organizza la reazione, licenzia Necker e chiama Breteuil

14 luglio 1789:presa della Bastiglia=prigione simbolo Antico regime; Guardia Nazionale : La Fayette capo

Scoppia la rivolta contadina antinobiliare: assalto ai castelli per distruggere le carte comprovanti i diritti dei

signori feudali : Grande Paura

Abolizione del Regime feudale

Agosto 89:

*26 agosto Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino.17 articoli

<<Gli Uomini nascono e rimangono liberi ed uguali nei diritti>>

Libertà ( civile, religiosa, di opinione), proprietà, sicurezza, resistenza all’oppressione. Sovranità al popolo

Il re fu costretto ad approvare i decreti di agosto e a rientrare a Parigi dopo una marcia popolare su Versailles

A Parigi si trasferisce anche l’Assemblea Nazionale che avvia un’intensa attività legislativa.

Assemblea Nazionale : dibattito sulla Costituzione = orientamenti diversi

Vengono affrontati vari problemi rimasti irrisolti:

Disavanzo pubblico: incameramento e vendita dei beni della Chiesa; Emissione di buoni fruttiferi (= assegnati)

per l’acquisto di quei beni. La vendita di beni nazionali favorisce formazione di un nuovo ceto di proprietari

Amministrazione: sul piano amministrativo e dei rapporti centro-periferia, larghi poteri alle municipalità e

riorganizzazione territoriale

riforma giudiziaria, abolizione della venalità degli uffici, divisione dei poteri, decentramento del potere,

Giustizia:

creazione di due tribunali nazionali: Alta Corte e Tribunale di Cassazione

Chiesa : Luglio 1790 Costituzione civile del clero (Roma condanna)

Le diocesi corrispondono ai Dipartimenti. Il clero sottoposto al controllo dello Stato e costretto a prestare

giuramento. Coloro che si rifiutano vengono chiamati refrattari

1791- Prima costituzione carattere censitario Conferma articoli dichiarazione dei diritti e Divisione dei poteri:

Legislativo :Assemblea nazionale, eletta su base censitaria (uomini di almeno 25 anni)

Esecutivo: Re, con diritto di veto sulle leggi

Giudiziario: Giudici eletti dal popolo

Rende gratuita l’istruzione primaria

20-21 giugno 1791- Fallito tentativo di fuga del Re che accetta la Costituzione.

Egemonia dei Moderati. Si formano una destra e una sinistra

Radicali =Cordiglieri Sinistra= Giacobini Moderati= Foglianti

Avanza la propaganda rivoluzionaria con Clubs e società.

Tra i giacobini emergono tendenze radicali : Marat Danton Roberspierre

1791- annata cattiva Il re viene arrestato, costretto ad accettare la Costituzione, quindi reintegrato

Ottobre1791- agosto1792 Assemblea legislativa

Nasce la nuova sinistra dei girondini (piccola borghesia delle professioni appartenevano al dipartimento della

Gironda) con Brissot, favorevole alla guerra e al consolidamento della democrazia politica

Si forma una Alleanza internazionale contro la Francia Impero/Russia/Prussia

Aprile 1792: sotto la pressione dei girondini il re dichiara guerra all’Austria (Robespierre contrario)

Il popolo dei sanculotti di fronte al pericolo dell’invasione nemica assalta le Tuileries

Arresto e Deposizione del Re Settembre 1792 massacri.

Importante vittoria francese a Valmy sull’esercito austro-prussiano.

Elezioni per la Nuova assemblea, la Convenzione , che il 21 settembre proclama la Repubblica

Radicalizzazione della lotta politica tra chi voleva spingere oltre la rivoluzione e chi voleva frenare

Processo al Re: condanna a morte votata da 387 deputati su 334 Discorso di Robespierre

Esecuzione 21 gennaio 1793

Si prepara la guerra da altri stati: Prima coalizione antifrancese

Esercito francese ufficiali nuovi, ma presto crollo delle armate

I Girondini organizzano rivolte in provincia. Guerra civile in Vandea ed in altre province

1793 marzo Viene istituito un Tribunale Rivoluzionario per processi sommari contro i sospettati

aprile: La Convenzione istituisce un Comitato di salute pubblica per preparare misure urgenti

luglio : invasione austriaca nella Francia del Nord

1793 giugno Seconda Costituzione carattere democratico

Suffragio universale maschile (21 anni) con sistema uninominale

Rafforzamento del potere legislativo. Non entra mai in vigore

Dibattito del comitato di salute pubblica : esce Danton, entrano elementi più radicali

Controllo del comitato di salute pubblica su tutta la società. Ascesa di Robespierre dopo l’assassinio di Marat

Terrore: Organizzazione di giustizia rivoluzionaria senza garanzie Smantellamento di clubs e società

Controllo rigido dell’economia

Decristianizzazione (Robespierre contrario) Calendario repubblicano, feste civili. Marianna simbolo

Grande Terrore per salvare la Repubblica 16.594 esecuzioni capitali di cui il 16% nella sola Parigi

Percentuale: Nobili 8.5 Clero 6.5 Borghesi 25 Contadini 25 Sanculotti 31

Continuazione della guerra con successi militari

1794 Complotto: arresto di Robespierre e di Saint-Just Reazione contro i Giacobini

1794-1795 Reazione del Termidoro-

I borghesi arricchiti con profitto delle guerre riprendono il controllo

Aboliti i tribunali speciali, eliminati strumenti di dittatura, evacuate le carceri

Massacro dei nemici. Chiusura club giacobini. Repressione delle rivolte popolari

Limitazione dei poteri del Comitato di salute pubblica

Fine dell’economia regolata, Liberismo, abolizione dei calmieri

1795 agosto Costituzione dell’anno III

Abolito l’articolo della Dichiarazione del 1789 <<Gli Uomini nascono e rimangono liberi ed uguali nei

diritti>> Uguaglianza giuridica

Abolito il suffragio universale. Suffragio a doppio grado su base censitaria

Separazione dei poteri Potere legislativo a 2 camere:dei Cinquecento e degli Anziani

Potere esecutivo al Direttorio di 5 persone (rinnovato annualmente di un membro)

Libertà economica e di proprietà. Vietate associazioni e Corporazioni. I Giacobini riaprono i clubs

1795-1796 Congiura degli Uguali Gracco Babeuf e Filippo Buonarroti

programma politico di comunismo dei beni; abolizione della proprietà privata

Babeuf e compagni condannati a morte. Buonarroti deportato

Politica internazionale: 1795 trattati di Basilea con Prussia e dell’Aia con l’Olanda

Guerra contro Austria : continua tra difficoltà e con vendite dei Beni nazionali

Il progetto prevedeva di marciare su Vienna e di conquistare Piemonte e Lombardia

Napoleone Bonaparte

a capo di un esercito legato ai valori della rivoluzione.Esercito di “cittadini”, non di sudditi.

Si era schierato a favore di Robespierre, perciò durante il Termidoro era caduto in disgrazia.

Ebbe poi l’incarico di chiudere i clubs giacobini.

Premiato con il comando dell’armata d’Italia. Seppe rinsaldare i rapporti tra capi e masse popolari

Campagna d’Italia e Repubbliche giacobine (1796-1799)

Bonaparte costringe il re di Sardegna Vittorio Amedeo III all’armistizio di Cherasco (28/04/ 1796)

Entra a Milano 15/V/1796 e crea una municipalità di patrioti

Bonaparte incomincia a staccarsi dal Direttorio che non voleva conquistare la Lombardia

Assedia Mantova Raggiunge i territori pontifici: Pace di Tolentino col Papa,preliminari di pace con Austria

Bonaparte favorisce l’affermazione delle correnti moderate

1796 Repubblica cispadana

1797 Repubblica cisalpina

1797 Repubblica ligure

1797 Trattato di Campoformio Napoleone cede all’Austria Veneto, Istria e Dalmazia

1798 Repubblica romana

1799 Repubblica napoletana

Tra la primavera e l’estate del 1799: caduta delle repubbliche giacobine

1797 marzo: in Francia la destra monarchica aveva vinto le elezioni: secondo Direttorio

Colpo di stato del 17-18 fruttidoro. I militari arrestano i realisti, annullano le elezioni di 198 deputati

Inasprimento delle leggi sui controrivoluzionari; controllo della polizia su censura a stampa

Riforma finanziaria : bancarotta; più efficace riscossione delle imposte

Riforma militare: coscrizione = servizio militare obbligatorio

Il Direttorio, dopo la pace di Campoformio prepara una strategia di attacco con sbarco in Inghilterra ed

insurrezione in Irlanda, affidando il comando a Napoleone

1798 Bonaparte preferisce minacciare indirettamente l’Inghilterra con la Spedizione in Egitto

La flotta francese sconfigge gli egiziani nella battaglia delle Piramidi (1798)

Nelson distrugge la flotta francese ad Abukir..

Napoleone riesce a sfuggire agi inglesi e, tornato in patria, viene salutato come eroe

Il Direttorio cerca il sostegno dei militari: vuole l’aiuto di Napoleone per poi metterlo da parte

Colpo di stato del 18 brumaio 1799. Sieyès, Ducos e Napoleone composero il Consolato

LE TAPPE DELLA RIVOLUZIONE FRANCESE

1789 1789 1791-92 1792 1793-1794 1795-1799

Monarchia Assemblea Assemblea Convenzione Comitato di Direttorio

Assoluta Nazionale Legislativa Salute Pubblica

Costituente

Stati Presa della Proclamazione Dittatura di

Generali Pastiglia Repubblica Robespierre

Terrore

I Costituzione’91 II Costituzione ‘93 III Costituzione ‘95

(censitario) (suffragio universale) (censitario)

ETA’ NAPOLEONICA Non conteneva alcuna dichiarazione dei diritti

Costituzione dell’anno VIII

Formalmente veniva riconfermato il suffragio universale maschile, ma con forti limitazioni

Il potere esecutivo più forte del legislativo.

Napoleone diventa Primo console, con poteri di nominare ministri, funzionari e giudici

1800 Politica internazionale: ripresa la guerra con l’Austria, vittoria a Marengo

Ricostituisce la repubblica Cisalpina e la ligure e rioccupa il Piemonte.

1801 Concordato con la Santa Sede. Il Cattolicesimo riconosciuto come religione della maggioranza dei

Francesi. Controllo dello Stato sulla Chiesa

1802 Pace di Amiens con l’Inghilterra

Riorganizzazione amministrativa : accentramento con prefetti, funzionari di nomina governativa

Articolazione in dipartimenti e circondari

Riforma legislativa: Codice civile (o Codice napoleonico)1804, diffuso in tutti i territori dipendenti

dalla Francia, rappresenta una razionalizzazione del diritto e la concreta applicazione di valori

borghesi nella vita giuridico amministrativa del mondo occidentale.

1802 agosto il governo consolare accentua la componente autoritaria: Napoleone Primo console a vita

Tentativo di congiura contro Napoleone. Reazione spietata

1804 Costituzione dell’anno XII

<<Il governo della repubblica è affidato a un imperatore che prende il titolo di imperatore dei francesi>>

Proclamazione dell’Impero


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in lettere moderne
SSD:
A.A.: 2007-2008

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