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capillare dalla scelta del soggetto ai colori dei costumi. Spesso si ha una doppia censura:il regime e

l'affittuario del teatro. Per la posizione di prestigio che il teatro dava,l'impresario riceva dei fondi

che andavamo a contribuire alla rete di pressioni esercitata dal regime. Inoltre i proprietari stessi

influenzavano per avere un guadagno sicuro e un'opera avvincente. Spesso il regime coinvolgeva il

teatro nel finanziamento di opere pubbliche.

Impresario:rappresentanti delle professioni liberali,del commercio,del mondo dello

spettacolo,aristocratici o signori delle città ma in generale uomini d'affari capaci. Necessaria la

contrattazione:spesso si tratta di un vero mercanteggio tra impresario e artista. Ogni artista ha le sue

quotazioni sorvegliate da chi ha interesse nell'innalzamento o nell'abbassamento di queste. Verdi

viene definito uno spietato diplomatico nelle trattative ma senza questa capacità non avrebbe avuto

le libertà ottenute a fine carriera. La contrattazione era basilare per gli artisti:per farsi un nome

viaggiano e cantavano di continuo,ma appena raggiunta la fama limitavo le apparizioni per

conservare la voce. Infatti nel caso di una perdita di prestigio improvvisa nessuno garantiva un

“pensione”. Inoltre vi erano enormi disparità di guadagno tra le varie voci.

Cantanti:inizialmente appartengono alla cappelle principesche o ecclesiastiche e appaiono a volte

in teatro:i primi gli danno uno stipendio,il secondo la fama. Poi l'attenzione si sposta nei teatri e

quando decade,nell'ottocento,il controllo politico si aprono al libero mercato. Soltanto il duro lavoro

e lo studio permettevano loro di diventare famosi. Sono soggetti alla mobilità del cast,ovvero alla

disponibilità di spostarsi ovunque un impresario li desideri.

Molte immagini esistono sul mondo del teatro:impresari che scappano prima della fine dello

spettacolo per non pagare gli artisti,artisti che non vogliono cantare perchè sanno di non venir

pagati o tumulti fuori dai teatri. Ci sono però impresari che fanno fortuna nei teatri con Barbaja che

prendendo il monopolio dei giochi nei teatri diresse brillanti stagioni. Mentre Lanari si assicura il

successo come impresario con contratti a lungo termine per i giovani cantanti e un atelier per i

costumi.

L'universo operistico.

Diffusione opera in Italia porta la scomparsa delle compagnie girovaghe. La diffusione dei teatri è

disomogenea tra Nord-Centro e il Sud ma le città che offrono una stagione operistica superano le

70. i teatri si trovano anche ne piccoli borghi,cosa estranea alla Francia ad esempio. I teatri sorgono

in città vicine geograficamente ma distanti politicamente e con preferenze per quelle sottoposte

aduno stesso regime più a lungo. In Italia le opere circolano facilmente e i teatri sono il fulcro

dell'attività operistica:in Francia il teatro subisce la concorrenze dei boulevards e di altri locali.

Inoltre in Italia l'opera è il centro della vita culturale.

Malgrado tutta la società conoscesse le melodie operistiche,solo i nobili poteva andare a teatro. Il

mondo della lirica rifletteva la società contemporanea:gerarchie nella classificazione dei teatri,delle

stagioni,dei posti e del biglietto di ingresso. In generale un aristocratico poteva accedere a teatri di

serie B,ma uno del popolo non poteva aspirare ad entrare ad esempio alla Scala. La stagione più

elegante era quella di Carnevale,i posti avevano prezzi diversi e gli uomini pagavano più delle

donne. Inoltre gli impresari lottavano contro i biglietti gratuiti che i nobili richiedevano per sé e per

tutto il loro entourage. Le primedonne e i cantati più importanti si legano spesso al nome di un

nobile,in modo che ogni offesa alla loro esibizione fosse vista come un'offesa al signore.

Anche tra i cantanti vi era una gerarchia di ruoli:i cantanti principali e i secondi ruoli. Queste

divisione erano custodite gelosamente e con attenzione.

Vi era anche disparità tra l'opera buffa e quella seria:la prima aveva biglietti,sovvenzioni e stipendi

più bassi della seconda.

L'opera italiana trovava la sua forza anche nei particolarismi locali ma nessun' altra attività

rappresentò una lingua comune come l'opera.

L'opera e il suo pubblico.

Con il tempo la partecipazione all'opera si estesa a tutta la popolazione. In Italia un'opera era

rappresentata una trentina di volte e poi gettata in attesa di qualcosa di nuovo. Il pubblico si recava

a teatro tutte le sere,anche se con attenzione discontinua:le arie attiravano il pubblico mentre i

recitativi lasciavano spazio alla chiacchiere di convenienza. Tutto ciò determinava un bisogno di

novità.

Il rinnovamento del repertorio era possibili per due motivi:

1. non esisteva il diritto d'autore,quindi erano frequenti i casi di riuso,che i giornali cercavano

con assiduità.

2. I compositori vendevano le partiture agli impresari,smettendo di beneficare dello

sfruttamento.

Vi era una diversa concezione di importanza tra musicista e librettista:il primo veniva talvolta

omesso,mentre al secondo di riconduceva l'opera stessa. Nel 1700 la posizione dei musicisti

migliora e il loro nome è citato per ultimo dopo cantanti,scenografi e decoratori. Il fatto che la

musica fosse subalterna al testo sta nel fatto che tra il 1600 e il 1700 la partitura era un accessorio.

Ogni libretto veniva messo un musica centinaia di volte,quindi non esisteva una relazione univoca

tra un testo e una partitura. Nel 1700 la produzione media di un compositore di fama era sulle 50-60

partiture. Spesso erano partiture grossolane perchè non c'era tempo per definirle. Anche i poeti

doveva produrre almeno 50 libretti nella loro carriera. Ognuno di questi poi veniva messo in musica

tra le 30 e le 50 volte con adattamenti diversi:aggiunte o soppressione di arie o dei recitativi,ad

esempio. Gli adattamenti erano affidati a poeti minori. Händel inoltre,portando a Londra le opere

italiane ed adattandole al pubblico inglese,aumenta il numero di versioni. Esistono poi temi di moda

in determinati anni e svariate opere sul soggetto che un volta decaduto viene dimenticato. Il fine

ultimo era suscitare ammirazione perchè si andava a teatro per divertirsi.

La fine di un mondo.

Unità d'Italia elimina i privilegi aristocratici e dal 1870 il governo centrale non sovvenziona i teatri.

La sinistra inoltre attacca ogni forma di spettacolo e l'opera perde di interesse.

1. Trasformazione musicologica dell'opera:dal 1848 si inizia a formare un repertorio.

Aumentano i costi di produzione e così si preferisce ridare opere precedenti piuttosto che

scriverne di nuove. A ciò si aggiungono le case di produzione che pressano per un numero

limitato di opere in circolazione. Si innalzano i parametri della musica e del canto,nasce il

diritto d'autore.

2. Internazionalizzazione del mondo operistico:nell'ottocento,l'opera di diffonde anche

oltreoceano e molti cantanti non esitano a lasciare l'Europa in cerca di stipendi migliori.

Questo provoca un innalzamento dei compensi generali.

3. Declino di un primato:1921 legge pone fine alla proprietà privata dei palchi della Scala e

così si allarga il pubblico dell'opera anche ai borghesi. Si costruiscono teatri immensi con

biglietti a prezzi modici. Ma nel 1924 il cinema prende il posto dell'opera.

4. Cambiamento dei protagonisti:l'impresario cede il posto all'editore che difende meglio i

diritti d'autore e sorveglia le rappresentazioni. Inoltre l'editoria musicale di concentra nelle

mani di due sole grandi case.

L'ESTETICA GENERALE

La passione.

Il dramma per musica deve far piangere,inorridire e morire cantando. Se il cuore è commosso,si

avrà ragione in faccia a tante e tante parole. Monteverdi infrange le regole e apre la strada al

dramma come desiderio di un'espressività suggerita dalla poesia.

Il predominio della passione sulla razionalità nasce da una riflessione sulle retorica che porta alla

priorità assoluta degli affetti. Con questo termine si indica un moto affettivo suscitato da una

passione. Tutti sono coinvolti nell'esercitare gli affetti:musicisti,artisti e pubblico.

Nelle arie si concentra il linguaggio degli affetti;ogni aria ne sviluppa una o al massimo due. Il

tempo della narrazione si ferma e tutto il potere emotivo si riversa nell'aria. Nel 1700 inizia la

codificazione degli affetti (arie di sdegno,di gioia...) e nel 1800 si ricerca il modo migliore per

collegare l'aria al recitativo. Infatti nelle arie il tempo si ferma a vantaggio di una durata interiore

della scena. I musicisti ricercano secondo le loro inclinazioni di portare alle lacrime il pubblico.

Esistono alcuni casi di recitativi molto efficaci nell'espressione degli affetti,ma sono casi isolati. La

ricerca di fanatismo (espressione eccessiva dei sentimenti) e di disordine caratterizzano l'opera

italiana. Quella francese si distingue per eleganza,intelligenza,buon gusto e raffinatezza.

Il cantante.

Portavoce degli affetti sulla scena. Nel corso del tempo i cantanti sono stati esaltati e insultati,amati

ed odiati. Presa coscienza che sono loro a fare lo spettacolo ed è il loro nome che attira le persone a

teatro,avanzano pretese sia economiche che pratiche (numero delle arie in uno spettacolo...). In

generale guadagnano 5-10 volte il compositore ma il ricordo delle opere resta legato alla partitura

del musicista piuttosto che alla loro interpretazione.

I capricci dei cantanti sono legati alla prassi di lasciare libera interpretazione della traccia scritta dai

musicisti:veniva data sia al cantante che agli strumentisti la linea melodica e quella di basso e si

lasciava ai cantanti un'ampia libertà interpretativa limitata dall'educazione musicale e dal buon

gusto. Questa prassi era molto apprezzata dal pubblico. Rossini fu il primo a minacciare questa

usanza. Infatti se la libertà concessa permetteva virtuosismi e l'espressione di tutte le capacità del

cantante,dall'altra alimenta il loro narcisismo.

Altri elementi del ruolo del cantante:

1. Peri e Caccini,cantanti e primi operisti,rendono il recitar cantando uno strumento duttile ed

espressivo. Nella formazione dei castrati del 1700,oltre all'arte del cantar bene,venivano

dati i mezzi per abbellire e improvvisare. Questa istruzione era riservata agli uomini anche

se non mancano donne insignite di premi per il bel canto.

2. La priorità della parola porta a scegliere bravi attori con belle voci. Nel 1630 ci si chiede se

sia meglio un bravo cantante con scarse qualità recitative o un bravo attore con scarse

qualità canore. In generale le due qualità assumevano la stessa importanza.

3. Le mode e i gusti locali impongono parametri al canto diversi. Il canto resta l'unico punto di

valutazione di un artista e possiede numerose sfaccettature.

4. Il canto è un arte effimera,di cui non restano testimonianze fisiche.

La convenzione.

L'opera si basa su delle convezioni. I tempi ristretti non permettono la ricerca di un personaggio

originale ma si riprendono sempre quelli più di moda. Al pubblico piace rivivere storie familiari sia

dal punto di vista vocale che da quello dei temi. Infatti non conta tanto la storia ma quanto gli affetti

che queste mette in scena. Si delinea l'orizzonte d'attesa dello spettatore.

Le convenzioni si trovano nelle formule musicali e nei processi di scrittura:se una determinata

formula esprimeva al meglio un affetto,veniva riusata infinite volte. Nel 1700 si afferma l'aria con

da capo,mentre il rondò ha successo tra il 1820-1840 in quanto dava l'opportunità all'apoteosi finale

dell'eroina. Infine il “luogo magnifico” per le cerimonie solenni.

Le convenzioni restano condivise dal pubblico finchè non vengono cambiate dai costumi o dal

musicista stesso. L'analisi va fatta nell'uso più o meno appropriato di tali convenzioni e sul perchè

esse vengano cambiate. Verità dell'opera passa attraverso la stilizzazione,ovvero l'artificio,ovvero la

convenzione.

Quando una convenzione decade diventa qualcosa di “convenzionale” in senso attuale del termine.

Nel 1870 inizia il decadimento delle convezioni:con l'allargamento del pubblico,si apre un frattura

nel gusto e nelle attese nei confronti di uno spettacolo.

Le regole dell'arte.

I poeti attingono i soggetti dalla tradizione greca con numerose licenze. Infatti non è plausibile che

un uomo comune canti:i soggetti saranno dei,semidei,pastori o figure dell'età classica. L'Accademia

degli Incogniti si muove a favore di una tragedia con finale lieto per non rattristare il pubblico. Gli

aristotelici votano per il rispetto delle tre unità purchè compatibili con l'opera. L'unità di luogo è

inconcepibile perchè tutto punta al fasto visivo.

Scarsi scritti teorici,finchè la discussione nata in Francia tra i sostenitori dell'opera italiana e quelli

dell'opera francese e il crescente ruolo nella società non scatenò l'attività degli scrittori. Tranne

alcuni casi,vi sono sospetti nei confronti del melodramma giudicato un sottoprodotto delle tragedia

e incapace di elevare lo spirito. Ma ciò non frena l'entusiasmo nel confronti dell'opera.

Spesso i librettisti si lamentavano dei tagli che i cantanti infliggevano ai libretti ma non delle

modifiche di altri scrittori. Nell'ottocento sono i musicisti ad assumere il ruolo centrale e viavia la

discussione diventa inutile:musica e parole sono indissociabili.

Il piacere dell'occhio.

Un'opera durava in media 5-6 ore ed erano inclusi dei balletti tra un atto e l'altro. La tradizione

francese voleva l'inserimento,da parte dei compositori italiani,di balletti nelle opere. I balletti sono

presenti dal 1650 con l'apice raggiunto a fine del Settecento. Nell'ottocento viene rimpiazzato da

intermezzi buffi cantati,poi abbandonati.

Il balletto è un diversivo che riposa la mente tra un atto e l'altro,ma gli italiani non amano mischiare

opera e balletto. La convivenza duratura delle due forme d'arte sta nell'importanza della seduzione

visiva.

L'opera italiana di basa sul due principi:la dottrina degli affetti (vedi La passione) e il concetto di

meraviglia. Questo concetto include il meraviglioso e il fantastico romantico o semplicemente il

grande spettacolo. L'opera deve toccare i cuori e sedurre l'occhio. Gli intermezzi spettacolari

incantavano più dell'opera stessa. Per questi intermezzi erano necessarie macchine specifiche. Ogni

epoca ha i suoi scenografi e il suo modo di costruire la scena.

Librettisti e musicisti erano attenti all'allestimento come dimostrano le numerose note lasciate sui

libretti.

L'OPERA DEL SEICENTO.

Il 6 ottobre 1600 in occasione del matrimonio del re di Francia Enrico IV e Maria de' Medici venne

rappresentata la prima opera:l'Euridice di Peri con le arie di Caccini e i versi di Rinuccini.

Nel 1600 venne pubblicata anche la partitura di Rappresentazione di anima e corpo di de'

Cavalieri,anche se si tratta di un oratorio con figure allegoriche che racconta le esitazione dell'anima

tra i piaceri terresti e le gioie celesti.

Di fatto ciò che Peri,Caccini e Rinuccini inventano è lo stile rappresentativo,ovvero uno stile

musicale volto a rappresentare personaggi descritti in un testo. Inoltre l'Euridice è un'intera storia

narrata attraverso il canto.

Diverse evoluzioni strutturali:

1. la scrittura polifonica che raggiunge l'apice con il madrigale. Nasce come forma poetica ed

rielabora forme musicali semplici per diventare,nel Rinascimento,una forma raffinata di

poesia in musica a 4/5 voci. Permane nei cori. I grandi madrigalisti lavorano su poesie di

grande valore.

2. Privilegio del basso armonico sul quale poggiano una o più linee melodiche. Conduce la

musica vocale e quella strumentale al principio della melodia accompagnata da un basso

continuo.

I fenomeni puntuali:

1. L'ispirazione religiosa viene abbandonata.

2. La commedia colta,classica e moderna viene rappresentata con successo. La musica ha un

ruolo marcato nelle commedia di ispirazione popolare. I cori delle tragedie antiche e

moderne potevano essere cantanti.

3. La musica si rivolge anche alla commedia dell'arte.

4. Curiose mescolanze tra colto e popolare. Madrigali ispirati alla commedia dell'arte che erano

comunque destinati a fallire perchè troppo paradossali.

5. Intermedi erano essenziali e spesso più apprezzati delle opere in cui erano contenuti.

Composti da musicisti celebri. Servono ad movimentare i cambi d'atto e sono composti da

danze e canti sia monodici e polifonici.

6. Opera inventata dalla dotta accademia del conte Bardi che innalzava l'opera greca e la

possibilità di farla rivere. La tragedia classica resterà sempre un mito affascinate ed

irraggiungibile.

7. Il mondo dei pastori dell'arcadia offriva un quadro adatto alle opere.

Questi elementi preparano la strada all'opera e esistono da prima della composizione dell'Euridice.

Per rappresentare un'intera opera attraverso il canto,era necessario qualcosa che riunisse i vari

pezzi:il recitar cantando.

La prima fase della storia dell'opera si svolge nelle corti di Mantova e Firenze e nell'ambiente

ecclesiastico-aristocratico di Roma. Le opere di corte hanno soggetti mitologici e pastorali.

Nell'ambiente romani si sviluppano anche quelli sulla vita dei santi e dei cavalieri e la commedia. I

testi sono in versi non rimati di sette e undici sillabe che danno flessibilità ritmica. Il recitativo

intervallato dalle arie,gli interludi,i cambi scenici e gli artifici rendo tutto più vario ed avvincente.

Nel 1637 debutta a Venezia l'opera impresariale,diversa da quella di corte per l'uso di fonti letterarie

e dei drammi storici. Cavalli è l'iniziatore della tradizione operistica italiana:collaudo della

convenzioni drammatiche,testuali e musicali,supremazia interpretati,recitar cantando e arie.

L'opera si diffonde in tre fasi:tournées della compagnie,fioritura teatri stabili e nascita del mercato

nazionale dei cantanti. Con questo mercato si afferma la fama delle stelle operistiche. Diffusione del

repertorio veneziano. L'Austria con l'imperatore Leopoldo I subisce il fascino dell'opera italiana e la

rende famosa con allestimenti per eventi di corte. Ad Amburgo si cerca di adattarla alla lingua

tedesca. Spagna e Inghilterra la conoscono tardi. In Francia il cardinale Mazzarino tenta di

introdurla,ma con l'affermazione di Lully viene bloccata ogni “invasione” operistica italiana.

Esempi. Monteverdi e Cavalli.

Tre opere rappresentative del seicento:L'Orfeo (1607) e L'incoronazione di Poppea (1643) di

Monteverdi e il Giasone (1649) di Cavalli.

L'Orfeo non è la prima opera in assoluto ma è la prima ad entrare in repertorio dei teatri

lirici,esempio di opera di corte rappresentata nel contesto dell'accademia. L'incoronazione è una

delle prime opere impresariali,mentre il Giasone descrive lo stile seicentesco. Malgrado la

superiorità del librettista nel 1600,noi valutiamo le opere per il compositore. Dell'Orfeo si hanno

due partiture del 1609 e del 1615 contenenti la linea del canto e di basso con indicazioni

strumentali. Per l'Incoronazione si hanno solo partiture posteriori,mentre per il Giasone forte della

sua popolarità varie versioni che posso essere tutte rifacimenti di quella originale.

L'Orfeo.

La pastorale di Striggio simile a quelle precedenti,più forte sul punto di vista teatrale che letterario.

Due finali alternativi:Orfeo perde Euridice per la seconda volta,rinuncia alle donne e viene

smembrato dalle Baccanti;Orfeo inconsolabile viene portato in cielo da Apollo.

Il prologo è affidato alla Musica che annuncia il soggetto,seguito da cinque atti:

1. celebrazione delle nozze. Il finale corale esprime la speranza che dopo ogni disperazione

arriva la primavera.

2. interruzione della festa per l'annuncio della morte di Euridice e lamento funebre. Il finale

corale esprime il destino amaro della morte.

3. Orfeo scende negli Inferi e con il canto riesce ad addormentare Caronte. Il finale corale

esprime il concetto che l'uomo può superare ogni ostacolo.

4. Proserpina intermedia presso Plutone che acconsente a fare tornare sulla terra Euridice a

patto che Orfeo non si volti a guardarla durante la strada. Impaziente trasgredisce e la perde

per sempre. Il finale corale esprime la vittoria assoluta delle passioni.

5. Orfeo inconsolabile viene portato in cielo da Apollo. Il finale corale esprime il concetto di

cielo come luogo di gioia eterna.

La trama è esile per lasciare spazio alle passioni:molti affetti per nutrire una storia d'amore.

Mancano i duetti ed Euridice ha un ruolo marginale:importanza al viaggio interiore sottolineato dai

finali corali. Per animare una storia statica e con pochi personaggi si concilia la scrittura armonica

con quella contrappuntistica,la diversità dei versi amplifica il ritmo,si agisce sulle voci e i ritornelli

musicali. Linguaggio base è il recitar cantando ma Monteverdi inserisce diverse arie:Rosa del ciel si

avvicina all'arioso,Possente spirito è già un'aria virtuosistica. L'aria è l'espressione principale del

personaggio anche se non gode ancora di una codificazione. Dura 2 ore.

L'incoronazione di Poppea.

Viene eseguita a Venezia nel 1643 e si tratta di un dramma storico. Le fonti sono Tacito e Svetonio.

La trama ha per oggetto gli sforzi di Nerone di sposare Poppea,sua amante,ostacolati dalla legittima

moglie Ottavia e da Seneca che giudica immorale la relazione. La prima viene ripudiata,il secondo

spinto al suicidio. L'argomento antimonarchica deve aver avuto successo nella Venezia

repubblicana,anche se è in dubbio che Monteverdi condividesse tutte le idee del librettista

Busenello. Il dramma è scritto secondi i canoni barocchi:l'intreccio si dipana con regolarità ed è

affiancato da episodi slagati dalla scena principale tratti dalla mitologia e dagli aneddoti. L'opera è


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LaTita

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DESCRIZIONE APPUNTO

Riassunto per l'esame di Storia del Melodramma, basato su appunti personali e studio autonomo del testo consigliato dal docente L'Opera Italiana di De Van.
Utile per districarsi nel complesso labirinto dell'opera italiana vertente sui principi ed impresari. Due luoghi e due date di nascita dell'opera:
1. Firenze 1600 con l'Euridice;
2. Venezia 1637 con l'apertura del primo teatro a pagamento, dove venne data l'Andromeda;


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze dei beni culturali
SSD:
Università: Milano - Unimi
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher LaTita di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia del melodramma e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Milano - Unimi o del prof Toscani Claudio.

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