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La nascita e la fine dello stato borgognone e breve sintesi della Bretagna

Nel XII secolo la Francia era profondamente diversa dalla Francia odierna dal punto di vista territoriale, “più estesa in lunghezza essa inglobava la contea di Fiandra al nord e quella di Barcellona a sud, era invece più limitata in larghezza dato che regioni come la Lorena, la Franca Contea, il Giura e l’intera vallata del Rodano inerivano al Sacro Romano Impero o alle sue dipendenze.”

In questo contesto il re di Francia non era che un principe tra altri principi, infatti intorno a lui si trovavano vasti feudi quali i ducati d’Aquitania, di Normandia, le contee di Fiandra, di Bretagna, di Borgogna ed altre i cui titolari erano spesso potenti quanto il loro sovrano. I grandi feudatari avevano reso omaggio al re e non misero quasi mai in discussione la dignità reale ma nello stesso tempo raggiunsero posizioni politiche enormi, la loro autonomia era molto ampia fino a costituire delle proprie dinastie feudali.

Si era infatti affermato quel processo di territorializzazione mediante il quale i grandi feudatari consolidarono il proprio potere godendo di particolari privilegi e di un'autonomia molto forte. Questi territori, in alcuni casi, hanno seriamente minacciato il potere centrale francese diventando dei veri e propri stati. Tra questi merita una ricerca approfondita la Borgogna che nel corso del ‘400 sembrava potesse diventare un grande stato tra l’Impero da una parte e ciò che rimaneva della Francia dall’altra.

Le vicende storiche della Borgogna

La Borgogna ha infatti sempre vissuto, nei secoli, vicende alterne che hanno allargato e ristretto a fisarmonica i suoi confini fin da quando, in seguito al trattato di Verdum del 843, si formò il primo nucleo del ducato di Borgogna. Con questo trattato vi fu la spartizione dell’eredità imperiale di Carlo Magno. Ludovico il Pio divise il territorio tra i suoi figli, al figlio Lotario fu data la parte settentrionale e cioè la contea di Borgogna che diventerà poi la Franca Contea, territorio che si trovava a est del fiume Rodano, mentre a Carlo il Calvo la parte di Borgogna ad ovest del fiume e che diventò il ducato di Borgogna.

Il ducato fu governato dai membri della casa reale dei Capeti fino alla loro estinzione nel 1361. Da quel momento in poi la storia della Borgogna fu un susseguirsi di eventi in cui imprese belliche e intrecci dinastici portarono questa terra ad estendersi dalle Giura fino al mare del nord giungendo a inglobare le Fiandre e minacciando la stessa corona di Francia.

Nel 1361 la discendenza ducale della Borgogna si estinse, il ducato venne conquistato dal re di Francia Giovanni II il buono il quale approfittando del fatto che non vi erano eredi legittimi concesse il ducato in appannaggio al suo quarto figlio, Filippo l’Ardito, creandolo duca di Borgogna con una clausola e cioè che il ducato sarebbe tornato alla corona di Francia nel caso in cui non vi fossero stati eredi maschi cosa che non accadde ed è infatti con Filippo l’Ardito che si creerà una dinastia di duchi molto potente partendo dallo stesso Filippo ed a seguire con Giovanni senza Paura, Filippo il Buono e Carlo il Temerario.

Contemporaneamente alla concessione del ducato al figlio, il re di Francia lo nomina pari di Francia cioè principe di sangue, egli presta giuramento e riconosce la sottomissione della Borgogna, non la sottrae alle imposizioni del resto del regno ma nello stesso tempo chiede di venire consultato preliminarmente e chiamato a deliberare su queste imposizioni come avveniva con gli altri pari di Francia.

Ai territori avuti dal padre Filippo l’Ardito annesse, tramite il “matrimonio con Margherita figlia del conte di Fiandra, le contee di Borgogna, di Fiandra, di Artois e di Rethel” e in questo modo il nucleo del ducato si espanse enormemente fino a quasi triplicare. Successivamente fu Filippo il buono che incrementò il ducato con l’acquisizione dei ducati del Brabante e del Lussemburgo i quali erano territori imperiali.

Problemi e ambizioni della Borgogna

Il grave difetto di questi possedimenti era la discontinuità degli stessi, essi formavano due zone distinte staccate tra loro, a sud il ducato arrivava fino alle Alpi svizzere, a nord aveva uno sbocco sul mare ma tra questi due territori vi era una zona che non apparteneva al ducato, la Champagne, appartenente al regno di Francia, e la Lorena la quale invece era terra imperiale.

Il possesso dei due territori era indispensabile per le mire espansionistiche dei duchi di Borgogna che avevano uno scopo ben preciso e cioè creare un grande impero indipendente tra la Francia e il Sacro Romano Impero. Per questa ragione i duchi parteciparono attivamente alle varie fasi della guerra dei 100 anni arrivando, nella seconda fase del conflitto, ad allearsi con gli inglesi nel tentativo di sottrarre territori al regno di Francia e realizzare il loro sogno di un grande stato borgognone.

Per capire meglio le ragioni di tale comportamento dobbiamo fare un piccolo passo indietro quando nel 1380 dopo la morte di Carlo V salì al trono di Francia il giovane Carlo VI sotto la reggenza dei quattro duchi d’Angiò, Borgogna, Orléans e Berry. Pochi anni dopo il re prese in mano le redini del paese ma si dimostrò subito instabile e quando la pazzia si manifestò palesemente i due maggiori feudatari del regno, Giovanni senza Paura di Borgogna e Luigi d’Orleans, si scontrarono duramente per ottenere il controllo della Francia. Il 23 novembre del 1407 i sicari di Giovanni senza Paura assassinarono Luigi d’Orléans.

Con l’uccisione del duca Luigi le lotte sfociarono in una vera e propria guerra civile, i seguaci di Luigi d’Orléans si riunirono sotto il cognato di questi, Bernardo VII d’Armagnac, da cui presero il nome di Armagnacchi, e intrapresero un accanito scontro contro la fazione borgognona. Giovanni senza Paura appoggiò il popolo parigino avverso agli Armagnacchi e si stabilì a Parigi tenendo in pugno il re ma la violenza e gli eccessi che scaturì la caccia agli armagnacchi lo resero impopolare così che fu costretto a lasciare la città la quale abbracciò la causa del partito armagnacco.

Al duca di Borgogna restava il soccorso dell’alleanza inglese ed Enrico V, ben felice di approfittare di queste lotte interne, intervenne a favore dei Borgognoni e nel 1415 annientò l’esercito francese ad Azincourt.

Il conte d’Armagnac aveva creato a Parigi un vero e proprio regime di terrore poliziesco, “la città affamata era schiacciata dalle esazione mentre gli uomini del duca di Borgogna nei centri da essi occupati, per ragioni propagandistiche, abolivano le tasse e alla fine di...

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-STO/01 Storia medievale

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