Storia economica (dalla rivoluzione industriale all’integrazione europea)
Introduzione
Le emozioni (George Akerlof e Robert Shiller)
Lo scopo della storia economica è quello di far conoscere l’eredità del passato per rappresentare la realtà presente e futura, in tutti i suoi aspetti razionali ed irrazionali; nel mercato, però, valgono più le emozioni che le ragioni, come sottolineato da Robert Shiller e George Akerlof (premio Nobel per l’economia, sostenuto da due economisti americani, nel 2001, grazie ad un suo articolo, dove sottolineava i gravi problemi che possono incidere sul buon funzionamento del mercato, a causa delle asimmetrie informative). In particolare, Robert Shiller e George Akerlof individuano nell’economia quattro fattori psicologici che guidano, cioè:
- La fiducia
- La paura
- La corruzione
- La malafede
Il tempo storico (Fernand Braudel)
Un altro storico che cerca di interpretare la realtà è Fernand Braudel, che divide il tempo in tre parti:
- Il tempo quasi immobile, che riguarda le relazioni tra l’uomo e l’ambiente
- Il tempo breve, che rappresenta una storia sociale, riguardante i gruppi umani
- Il tempo lungo, che rappresenta la storia effettiva, cioè riguarda le permanenze, che sono fenomeni iniziati qualche secolo fa, ma ancora presenti attualmente
Ogni fenomeno deve essere considerato su questi tre punti di vista, perché le parti del tempo storico incidono in modo diverso sulla vita dell’uomo.
Dominare la complessità (Paolo Sylos Labini)
Un altro storico che cerca di interpretare la realtà presente e futura è Paolo Labini, che descrive i processi svolti in determinati Paesi e in determinate epoche, allo scopo di ricavare le premesse concrete e trasformarle in ipotesi teoriche. Su questa base, Paolo Labini elabora modelli, attraverso i quali può comprendere meglio i movimenti reali da cui è partito, perché può chiarire meglio i nessi che legano le diverse variabili.
Capitolo 1
Uno sguardo allo sviluppo economico sul lunghissimo periodo
Fino al 7.000 a.C., l’uomo visse con un regime economico basato sulla caccia, la pesca, la raccolta di frutti selvatici e, alcune volte, sul cannibalismo. Gli uomini conducevano una vita in continuo movimento, perché non potevano insediarsi stabilmente in nessun territorio, a causa del clima rigido e, quindi, della scarsa vegetazione: grazie a questo intenso nomadismo, ci fu uno sviluppo autonomo e discontinuo di alcune popolazioni con determinate caratteristiche.
Il rifugio più diffuso, in questo periodo, erano le caverne naturali, in seguito sostituite dalle tende o dalle capanne; inoltre, la speranza di vita alla nascita (o vita media) si collocava tra i 25 e i 30 anni.
A partire dal 7.000 a.C., in alcune zone (soprattutto quelle temperate), si determinò il passaggio dalla civiltà primitiva, caratterizzata dalla coltivazione della terra e dall’allevamento degli animali domestici, ad una civiltà agricolo-pastorale. La civiltà agricolo-pastorale consentì la costruzione di villaggi permanenti (in Palestina e nel Medio Oriente) e di insediamenti indipendenti (in Centro America e in Cina). Inoltre, portò alla nascita di città e di imperi, all’espansione della popolazione e alla diffusione della “cultura”, sia materiale che spirituale, come l’avventura di Ulisse.
La vita media, però, si mantenne ad un livello non molto diverso da quello delle società primitive, a causa dell’elevata conflittualità generata dai potenti eserciti e a causa del verificarsi di epidemie (dovute al sovraffollamento delle città) e di grandi eventi naturali (come i terremoti e le alluvioni, che erano causate dal clima più caldo, che favorì lo scioglimento dei ghiacciai).
Dopo circa 9 millenni di civiltà agricolo-pastorale, la progressiva accumulazione della conoscenza portò alla nascita della civiltà industriale, che avvenne dopo il Rinascimento (tra il XVI ed il XVIII secolo d.C.). Nella civiltà industriale, che finora ha vissuto lo spazio di circa tre secoli, la speranza di vita si è triplicata, la popolazione mondiale è molto aumentata, l’urbanizzazione si è molto diffusa, ma, soprattutto, sono cambiati radicalmente i modi di lavoro e di vita: la civiltà industriale, quindi, è stata capace di trasformare, in un tempo abbastanza breve, la vita dell’uomo, per cui è stata definita “rivoluzione industriale”.
Perché l’Europa fu più progressiva di altre aree
Secondo gli studiosi, gli elementi che stanno alla base di una civiltà economicamente progressiva, sono:
- Il clima mite
- La localizzazione geografica
- Le risorse naturali (come il cibo ed il legno)
- La visione filosofico-religiosa del mondo
- L’organizzazione della società
- La libertà individuale di pensiero e di intrapresa
Il clima mite, la localizzazione geografica e le risorse naturali, però, hanno svolto solo un ruolo facilitante e, quindi, non sono stati sufficienti a determinare la progressione economica di una società: infatti, alcune aree dal clima mite, con una buona localizzazione geografica e ricchissime di risorse naturali, non si sono comunque sviluppate, perché le popolazioni locali non avevano percepito le opportunità offerte dal loro territorio.
Il vero ruolo strategico, quindi, è stato svolto dalla visione filosofico-religiosa del mondo, dall’organizzazione della società che ne è derivata e dalle libertà individuali. In particolare, i principi filosofico-religiosi che hanno formato civiltà progressive sono tre:
- Un primo principio è quello che pone la persona umana come valore sacro ed inviolabile, e ciò ha dato maggiore spazio alla libertà e all’uguaglianza di tutte le persone, che mancavano quando regnavano l’assolutismo e lo schiavismo
- Un altro principio, invece, è quello che esalta lo spirito come razionalità, portando alla nascita della filosofia, della scienza e dell’istruzione
- L’ultimo principio, invece, è quello che afferma la superiorità dell’uomo sulla natura, per cui l’uomo non subisce la natura, ma la modifica a suo uso
La “rivoluzione industriale” si localizzò in Europa e non in un’altra delle molte aree a civiltà agricolo-pastorale esistenti nel mondo, perché l’Europa riuscì a produrre importanti avanzamenti tecnologico-scientifici e a dar luogo ad istituzioni e forme organizzative, adatte a far nascere la rivoluzione industriale. Inoltre, l’Europa era un’area in cui le libertà individuali vennero ad essere maggiormente tutelate, in primo luogo attraverso l’esistenza di diverse istituzioni politiche (frammentazione del potere) e, in secondo luogo, attraverso una pluralità di istituzioni in campo culturale (frammentazione della cultura), come, ad esempio, le Università libere.
Per tutelare ulteriormente le libertà individuali, l’Europa sviluppò un’autorità pubblica in grado di far rispettare le leggi ed una giustizia codificata e “oggettiva” (basata, cioè, su codici e sull’onere della prova). La libertà di pensiero e di intrapresa presente in Europa comportò:
- Le esplorazioni geografiche, che portarono alla scoperta dell’America
- La diffusione della rivoluzione scientifica, che ha portato all’utilizzo di nuovi strumenti di indagine (come il telescopio ed il microscopio) e all’impiego del calcolo matematico per una precisa misurazione dei fenomeni naturali
- La diffusione dei beni pubblici, cioè quei beni e servizi che il privato non ha convenienza a produrre e che, quindi, vengono prodotti sotto la responsabilità delle autorità pubbliche, attraverso l’utilizzo delle tasse, perché ritenuti strategici per lo sviluppo
- La nascita di una pluralità di istituzioni economiche, producendo la concorrenza
Le più importanti istituzioni economiche europee sono:
- L’assicurazione, nata a causa degli alti rischi dei viaggi in mare delle mercanzie, prima nella repubblica marinara di Venezia e, poi, in Olanda e Gran Bretagna
- La borsa, che venne aperta ad Anversa (nel 1531) ed era considerata come luogo di operazioni commerciali e finanziarie
- La banca e le pratiche bancarie (come, ad esempio, l’assegno, il conto corrente e la cambiale), che si svilupparono in Italia, a partire dal XIV secolo
- Il brevetto, che tutelava lo sfruttamento commerciale di una nuova invenzione e che fu introdotto, per la prima volta, in Gran Bretagna (nel 1624)
- I codici di commercio, sottoposti a tribunali della mercanzia, fino alla loro codifica ufficiale in età napoleonica, con la nascita delle Camere di Commercio
- La commenda, che permetteva ad un possessore di capitali di anticiparli ad un mercante, che li utilizzata per svolgere una certa attività, alla fine della quale i capitali dovevano essere restituiti e i profitti divisi: ciò portò alla nascita delle società per azioni, che promettevano alti rendimenti, con il rischio di perdere solo il capitale anticipato
Perché la rivoluzione industriale iniziò in Gran Bretagna
La rivoluzione industriale iniziò in Gran Bretagna, perché riuscì a riunire, più rapidamente, il maggior numero delle condizioni favorevoli alla crescita economica, cioè:
- Aveva un clima mite
- Era ricco di acque
- Possedeva molte materie prime (come il ferro ed il carbone)
- Si trovò in una posizione geografica favorevole ai commerci nell'Oceano Atlantico
- Fu in grado di far evolvere la propria cultura ed il proprio sistema politico-istituzionale, che rese la monarchia sempre meno assoluta, a partire dalla Magna Charta del 1215, che conteneva una serie di clausole limitanti il potere del re, nei confronti degli ecclesiastici, dei baroni e della gente comune
Nel XVII secolo, invece, ci fu il breve episodio repubblicano di Cromwell, ma si verificarono anche altri forti scontri, fino a quando il Parlamento prese il controllo diretto della finanza pubblica, istituì un debito pubblico distinto dalle finanze del re e fondò la Banca d’Inghilterra (nel 1694): da questo momento, la monarchia restò un simbolo dell’unità nazionale, ma non governò più e, quindi, la democrazia si rafforzò.
Dal punto di vista del diritto, la Gran Bretagna sviluppò la common law, che si adattava ai continui cambiamenti della società inglese, perché amministrava la giustizia sulla base delle consuetudini accertate attraverso casi esaminati. Ciò rafforzò la protezione degli interessi di privati contro altri privati, ma anche contro l’invadenza dello Stato, attraverso:
- Le recinzioni, che consentirono la privatizzazione delle terre coltivabili
- La costruzione di attrezzi in base ferrosa (come l’aratro e la trebbiatrice)
- Lo sfruttamento razionale delle terre, che si ottiene utilizzando nuove tecniche di coltivazione, come, ad esempio, la “rotazione agraria”, che consiste nel coltivare ciclicamente un terreno, per non impoverirne la fertilità; in particolare, si passò dalla “rotazione triennale” alla “rotazione quadriennale”:
- La “rotazione triennale”, con il terreno diviso in tre parti; in una si coltivava il grano, in un’altra si coltivavano l’avena e i legumi, mentre la parte rimanente era lasciata incolta (perché riservata al pascolo per il bestiame): in questo modo, aumentò la quantità di cibo disponibile e, quindi, migliorò la qualità e la durata della vita
- La “rotazione quadriennale”, invece, in due parti del terreno venivano coltivati i cereali, in un’altra parte venivano coltivati i legumi, mentre la parte rimanente era adibita a prato; in questo modo, aumentò ulteriormente il lavoro, la ricchezza e la produzione agricola, e si sviluppò l’allevamento del bestiame, che avveniva non più nel terreno coltivabile, ma in appositi recinti: ciò richiedeva l’impiego di capitali, per cui i piccoli proprietari terrieri, già in difficoltà per la pesante tassazione, furono costretti ad abbandonare le loro terre e a trasferirsi in città, per lavorare nelle fabbriche, dando origine al processo di urbanizzazione, che provocò epidemie e problematiche sociali (come la povertà e lo sfruttamento della manodopera infantile)
Un altro motivo per cui la rivoluzione industriale iniziò in Gran Bretagna è dovuto al fatto che, nel 1651, lo Stato emanò una serie di Atti di navigazione, per sostenere le esplorazioni geografiche ed il commercio internazionale, che portò all’accumulazione di capitali e all’importazione di tabacco e di cotone (utilizzato nell’industria tessile). In particolare, questi Atti di navigazione prescrivevano che, quasi tutto il commercio da e per la Gran Bretagna, fosse fatto con navi britanniche: in questo modo, venne strappato il primato del commercio marittimo ai Paesi Bassi e venne favorita la crescita dell’industria delle costruzioni navali in Gran Bretagna.
Altri atti di sostegno emanati dallo Stato inglese, invece, furono:
- Il Calico Act, che proibiva l’importazione dei tessuti di cotone stampati indiani
- Le merchant banks, che fornivano capitali, soprattutto per i commerci ed altre attività internazionali
A tutto questo, va aggiunto lo sviluppo della filosofia, della cultura e l’introduzione di nuovi processi di produzione, soprattutto nelle filature e nelle tessiture di cotone. Nella lavorazione del ferro, invece, ci fu l’utilizzo del carbon coke (cioè l’antracite), che fu impiegata per la prima volta da Darby (nel 1709) e che, con i successivi perfezionamenti, consentì la produzione di ghisa e di acciaio, in grado di produrre un prodotto più affidabile e resistente, rispetto a quello che si otteneva quando veniva utilizzato il tradizionale carbone di legna. L’innovazione tecnologica più importante, che segnò la rottura definitiva con il passato, però, fu la messa a punto della caldaia a vapore, che venne perfezionata nell’arco di un secolo, cioè tra il 1698 ed il 1782:
- Nel 1698, Thomas Savery costruì la prima pompa a vapore, che la considerò come “l’amico del minatore”, perché veniva utilizzata soprattutto nelle miniere, dove stava diventando impossibile togliere l’acqua che invadeva le gallerie, attraverso i sistemi tradizionali
- Nel 1782, invece, Watt e Boulton riuscirono a produrre la prima macchina a vapore perfezionata, che ridusse i costi, le dimensioni e i consumi, e che veniva sempre utilizzata nelle miniere, perché erano ricche di carbone
Dal 1785, invece, si passò all’applicazione della macchina a vapore, prima nelle filande di cotone (al posto dell’energia idraulica), poi nell’industria del ferro ed, infine, nell’industria dei trasporti, con la costruzione, da parte di Richard Trevithick, della prima locomotiva a vapore, che venne utilizzata per la prima volta nelle miniere (per opera di George Stephenson) e che diede inizio al grande sviluppo delle ferrovie: la prima vera linea ferroviaria per il trasporto generale fu la Liverpool-Manchester, aperta nel 1830.
Con la macchina a vapore, l’uomo cambiò le modalità di sfruttamento della terra, cioè passò dallo sfruttamento solo della crosta terrestre allo sfruttamento anche delle risorse del sottosuolo (come il carbone, il petrolio ed il gas), che portarono all’aumento della produttività. Un’altra caratteristica della rivoluzione industriale è rappresentata dalla “rivoluzione energetica”, che ha dato l’opportunità ai mercati di fare profitti, vendendo di più a prezzi più bassi: ciò forniva un forte incentivo a cercare fonti di energia artificiale sempre più potenti e macchine sempre più automatizzate, per aumentare la disponibilità dei prodotti e contenere i costi.
Capitolo 2
I motivi dell’imitazione
Per molti anni, gli studiosi hanno ritenuto che il modello inglese non poteva che essere totalmente imitato, ma in seguito ci furono importanti differenze, per le quali gli studiosi hanno cercato di trovare delle spiegazioni. In particolare, si possono individuare diverse teorie, cioè:
- La teoria dell’imitazione senza differenze (sviluppata da Rostow)
- La teoria dell’imitazione con differenze (sviluppata dal russo Alexander Gerschenkron)
- La teoria del differenziale della contemporaneità (sviluppata da Sidney Pollard)
- La teoria delle istituzioni (sviluppata da Douglas North)
- La teoria della “path dependence” (sviluppata da Paul David)
La teoria dell’imitazione senza differenze
Secondo la teoria dell’imitazione senza differenze, il processo di trasformazione di una società da agricola a industriale è suddiviso in cinque stadi successivi:
- La prima fase è rappresentata dalla “società tradizionale”, nella quale manca il commercio e la produzione del commercio, a causa della lenta progressione delle risorse naturali del suolo, dell’aumento della popolazione e degli eventi naturali catastrofici.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.