Storia medievale
Espansione normanna nell’italia meridionale
I normanni, sono i vichinghi, cioè gruppi provenienti dalla Scandinavia e dalla danimarca, normanni è uno
dei tanti nomi con cui i vichinghi sono nominati, questo nel 9 e 10ecimo secolo. All’inizio del 10ecimo
secolo un gruppo di normanni al comando di rollone s’insedia con il consenso del re dei franchi occidentali
nell’area che prende il nome di normandia che è nel nord della francia. Essi cominciano un processo di
acculturazione che li porta ad accumunarsi con gli altri franchi, normandia caratterizzata da un’aristocrazia
cavalleresca, da campagne costellate di castelli sui quali ci sono dei signori che esercitano poteri di natura
signorile. Inizialmente i normanni avevano uno stile di vita totalmente diverso. I normanni nel momento in
cui si stabilizzano in normandia sono totalmente assimilati ai franchi. Abbiamo una situazione per cui c’è
tutta l’area franca, francia e germania tranne la parte est che viene conquista a partire dal 12esimo sec
l’italia settentrionale che sono caratterizzate dalla presenza di queste aristocrazie. Le conquiste di carlo
magno si fermano a roma, quindi nell’italia settentrionale, la parte che era longobarda che aveva fondato i
ducati di spoleto e di benevento non vengono conquistati da carlo magno al di fuori dell’area carolingia
rimangono anche la puglia e la calabria che sono aree bizantine e la sicilia che diventa musulmana. L’itlaia
meridionale rimane fuori quest’area post carolingia, per tutto il decimo secolo e l’inizio dell’undicesimo
appartiene a più aree politiche, culturali, sociali completamente diverse. La contea di capua, il principato di
benevento e il principato di salerno sono aree che rimangono longobarde, forte frammentazione politica.
L’espansione normanna in Italia meridionale è l’estensione di questo stile di vita anche all’italia meridionale,
è la piena inclusione dell’italia meridionale nell’occidente, nell’europa occidentale post carolingia. Quella in
Italia meridionale non è una conquista, singoli gruppi normanni scendono in italia nell’11 secolo, secondo
alcuni erano andati in pellegrinaggio, ma in realtà non sappiamo come piccoli gruppi di cavalieri normanni
avessero messo piede in Italia meridionale. Questi piccoli gruppi di cavalieri si rendono conto che l’Italia
meridionale che è ancora un area molto ricca di terra è una terra promessa, ha alcune potenzialità molto
positive proprio per la sua frammentazione politica perché offre la possibilità ai normanni di essere
ingaggiati come mercenari, questi poteri che si dividono l’Italia meridionale sono in continua lotta fra loro,
c’è una situazione di grande tensione politica questi cavalieri scorgono in questo contesto politico la
possibilità di mettersi al servizio come mercenari, questi cavalieri spesso servivano come mercenari.
Quando la penisola iberica è ancora in gran parte sotto controllo musulmano i cavalieri provenienti dalla
penisola iberica e provenienti dall’area franca combattono come mercenari a fianco degli emiri che si
spartiscono la penisola iberica. I mercenari si prestavano al miglior offerente in cambio di bottino, soldi
ottenuti dai riscatti dei prigionieri e se erano molto bravi ottenevano anche la concessione di terre che era il
fondamento della ricchezza di questi cavalieri. la prima fase dell’arrivo dei normanni in italia meridionale
sono dei gruppi sparsi non coordinati tra loro che arrivano in italia meridionale per approfittare della
situazione politica per offrirsi come mercenari. Tra questi cavalieri prolifica la famiglia altavilla, un
cambiamento significativo avviene con roberto il guiscardo, della famiglia degli altavilla, che ottiene dal
papa il titolo di duca di calabria, da quel momento roberto il guiscardo ottiene una preminenza rispetto agli
altri gruppi normanni, il fratello ruggero 1 verrà mandato in sicilia per strapparla ai musulmani. Questo
processo si può dire concluso quando nel 1130 ruggero 2 unifica le due parti dell’Italia meridionale, la parte
peninsulare e la sicilia ottenendo dal papa anacleto il titolo di re di sicilia e formando la monarchia
normanna dell’italia meridionale. La monarchia normanna nell’Italia meridionale porta il titolo di re di sicilia,
ancora federico secondo alla metà del 200 è re di sicilia. Anche quando con la rivolta del vespro la parte
peninsulare dell’Italia meridionale con capitale napoli sarà in mano agli angioini mentre la sicilia sarà in
mano agli aragonesi, tutti e due i re continueranno a intitolarsi re di sicilia perché anche gli angioini
continueranno finchè anche quando la parte peninsulare sarà conquistata dagli aragonesi continueranno a
nutrire la speranza di riunificare la sicilia. Il primo re di Sicilia è ruggero 2 d’altavilla che viene incoronato
nel 1130 da anacleto che è uno dei due papi in carica, l’altro è innocenzo 2, poiché c’era stata uno scisma
all’interno del collegio cardinalizio ed erano stati nominati 2 papi, fino a quel momento ci sono vari gruppi di
normanni che si dividono l’Italia meridionale e anche con roberto il guiscardo l’unificazione è molto faticosa
e solo ruggero 2 riuscirà ad unificare.
Documento Goffredo malaterra, le gesta di ruggero 1 conte di Calabria e di sicilia
Goffredo malaterra era un normanno vissuto alla fine dell’11esimo secolo, anche nel suo caso abbiamo
poche informazioni e anche contradditorie sulla sua vita, avendo vissuto nello stato laicale diventa monaco.
Negli anni 90 decide di venire nell’italia meridionale e poi si trasferisce in sicilia dove a partire dagli anni 90
dell’11esimo sec stringe un forte legame con ruggero d’altavilla. Goffredo malaterra è un cantore delle
glorie dei normanni. Il primo protagonista di questa storia è tancredi d’altavilla, cavaliere normanno, aveva
questa villa cioè la curtis, grande proprietà terriera, essendo piuttosto benestante si sposa e ha 5 figli. Il
problema di tancredi d’altavilla è che ha 12 figli maschi, tra cui roberto il guiscardo e ruggero il gran conte,
conquistatore della sicilia. il problema è che questi 12 ragazzi vengono educati al mestiere delle armi come
cavalieri, il problema è il regime ereditario che prevede che tutti i figli maschi ereditino allo stesso modo.
Divisa tra 12 figli maschi l’eredità non avrebbe garantito ricchezza a nessuno. Man mano che diventano
grandi questi ragazzi decidono di partire all’avventura. Secondo il racconto di goffredo malaterra, prima se
ne vanno dalla Normandia i più grandi poi seguiti dagli altri girano per l’europa alla ricerca di ingaggi come
mercenari che gli consentissero di guadagnare denaro e nuove terre e arrivano un po’ casualmente in Italia
meridionale e vengono a conoscenza del conflitto tra il principe di capua e il principe di salerno e decidono
di offrirsi come mercenari al conte di capua perché è il primo che trovano. A un certo punto combattono al
fianco del miglior offerente, decidono che il principe di capua non gli dà abbastanza denaro e quindi
passano al suo nemico. Passano al servizio del principe di salerno, questo è più generoso e dimostrano la
loro gloria militare. Goffredo malaterra è un osservatore favorevole ai normanni. 5/04/2021
Il comune cittadino
Il comune cittadino è l’organizzazione istituzionale dei cittadini, il momento in cui i cittadini si organizzano in
maniera autonoma per la gestione amministrativa e politica della città. Gli storici considerano l’affermazione
del comune alla prima attestazione dei consoli, i consoli sono degli ufficiali, cioè cittadini che vengono eletti
a una carica politica che è il consolato che hanno una serie di funzioni di natura politica che sono
generalmente politiche in senso ampio. Le prime fasi del consolato sono compiti di natura giudiziaria, i
consoli nella prima parte del comune esercitano la giustizia, cioè hanno un tribunale a cui si possono
riferire sia i cittadini che i consoli. Questi consoli erano nominati all’interno di un assemblea di tutti i cittadini
che viene chiamata arengo, termine di origine germanica, o parlamentum e comprende tutti i cittadini
maschi adulti della città. La carica del consolato è una carica a termine, i consoli sono in numero variabile a
seconda della città, vanno da 2 a 20 e la loro carica è a rotazione, di solito stanno in carica per 6 mesi o un
anno. Gli storici considerano la prima apparizione del consolato come la nascita del comune, quindi il
comune di pisa sarebbe nato nei primi anni del 12esimo secolo. Le prime attestazioni di consoli sono degli
anni 90 dell’11esimo secolo e soni poche città che hanno attestati i consoli negli ultimi anni dell’11esimo
sec fra cui asti e genova. La maggior parte delle città italiane attesta i consoli nel 12esimo secolo. All’inizio
del 12esimo sec sono attestati la maggior parte dei consolati cittadini, però secondo molti studiosi all’inizio
il consolato non era una magistratura stabile, in alcuni casi è probabile che venissero nominati i consoli
solo in momenti di particolare emergenza poi magari c’erano anni in cui non si nominavano consoli, come
ad esempio firenze il consolato non è subito una magistratura stabile ma c’è un lungo periodo che dura
anche 50 anni in cui il consolato viene nominato in situazioni particolari. Firenze è una città con una
stabilizzazione molto tarda del comune, infatti i consoli si stabilizzano solo a metà del 12esimo secolo.
Antecedente ai consoli è l’arengo, cioè l’assemblea di tutti i cittadini maschi adulti, secondo molti studiosi
l’arengo precede la nomina dei consoli, il primo elemento che segna che si sta creando un organizzazione
politica dei cittadini è la presenza dell’assemblea o dell’arengo. Di fatto fino agli ultimi decenni del 12esimo
secolo l’arengo, il parlamento e i consoli sono le uniche istituzioni del comune cittadino che amministra la
giustizia, riscuote le tasse, per un lungo periodo fino a pieno 13esimo sec il comune non ha un sistema
fiscale stabile ma riscuote delle imposte dirette solo in momenti di necessità, per il resto i redditi del
comune derivano dai beni comunali, il comune era proprietario di beni come fiumi, boschi, pascoli che dava
in affitto e questi erano i redditi principali del primo comune, le imposte dirette venivano richieste come
quando c’era una guerra. Il comune nasce tra gli ultimi anni dell’11esimo e il 12esimo sec, ha una
gestazione molto lenta, progressiva, non sempre la comparsa di consoli è definitiva e ci vogliono molti
10enni per cui il comune arrivi a una maturità politica, in una prima fase è una struttura molto semplice
perché c’è solo l’arengo e il consolato. Il comune è l’autoorganizzazione politica dei cittadini, i cittadini
decidono di organizzarsi in maniera autonoma e indipendente, è lo stesso fenomeno della signoria rurale,
nascono dalle stesse trasformazioni, anche il comune cittadino ha la sua gestazione negli ultimi decenni
dell’11esimo secolo in un momento di crisi del potere regio, perché nella seconda metà dell’11esimo sec gli
imperatori sono sempre più disinteressati al contesto italiano, sono molto più assorbiti da ciò che avviene in
Germania, c’è quasi una scomparsa del potere imperiale, c’è un indebolimento anche dei conti che
risiedevano nelle città, i conti con l’appannarsi del potere imperiale tendono sempre di più a trasformarsi in
signori rurali quindi a abbandonare il potere sulle città e a dedicarsi alla costruzione di veri e propri
principati nel contado, è in questa fase che nascono i principati dei conti aldobrandeschi. I conti si
trasformano in signori rurali molto più grandi rispetto ai da san casciano, costruendo molti castelli e territori
signorili molto ampi nel contado. In città rimane in questo appannamento del potere pubblico, in toscana i
quadri pubblici rimangono fino al 1112, cioè fino alla morte di matilde di canossa, la marca rimane un
quadro di potere molto importante. In città rimane il vescovo, i vescovi esercitavano poteri politici e con
l’appannarsi del potere dei conti, degli imperatori il potere dei vescovi diventa sempre più importante anche
perché in molti casi a partire dal 10ecimo secolo spesso questi re del regno italico per legare a sé i vescovi
concedono loro l’esercizio di poteri di natura politica e fiscale sulle città, nel vuoto di potere i vescovi
diventano sempre più importanti all’interno della città, sono un potere di natura politica e il lato spirituale e
quello politico sono strettamente connessi. Anche i vescovi entrano in una sorta di crisi in corrispondenza
della lotta per le investiture, della lotta fra papato e impero, si creano dinamiche per cui alcuni vescovi si
schierano con l’impero, altri col papato, in città si creano delle lotte di potere che tendono a indebolire la
figura del vescovo. In molte città la prima fase di nascita del comune avviene di concerto con il vescovo, in
molte città i primi consoli lavorano in stretto contatto col vescovo, e il vescovo è un potere che in qualche
modo nelle prima fase fa da levatrice del comune, incoraggia la nascita di forme di gestione politica
autonoma da parte dei cittadini, nella prima fase spesso il rapporto tra i vescovi e il comune non è un
rapporto di ostilità ma è un rapporto di incoraggiamento da parte del vescovo nei confronti delle strutture
politiche della città. Solo dalla fine del 12esimo sec quando il comune diventa molto più sicuro di sé entra in
collisione col vescovo perché i due poteri sono in competizione l’uno con l’altro, nella prima fase invece il
vescovo vede il comune come strumento per mantenere la pace. È daiberto a pisa che incoraggia lo
sviluppo dell’assemblea cittadina, che attribuisce poteri di vario genere al parlamento, daiberto tiene a
battesimo l’assemblea cittadina, incoraggia l’assunzione di responsabilità politica da parte dell’assemblea
cittadina, nel momento in cui daiberto nel 1098-99 abbandona la città in quel vuoto che si viene a creare
quando anche la figura del vescovo è assente improvvisamente compaiono i consoli pisani. In questa
prima fase i vescovi non hanno una funzione di ostacolo nei confronti dello sviluppo del comune. Il comune
e la signoria rurale nascono dallo stesso identico fenomeno, cioè l’appannamento dei quadri tradizionali del
potere post carolingio che spinge la società a riorganizzarsi, nelle campagne ci sono i signori rurali, nelle
città c’è l’affermazione dell’organizzazione politica dei cittadini. La differenza fondamentale fra il comune
cittadino e la signoria rurale è che il comune cittadino è un organizzazione di tipo orizzontale, sono i
cittadini come comunità che si organizzano politicamente, mentre la signoria è un organizzazione di tipo
verticale in cui i signori impongono il loro potere sui cittadini. I comuni che nascono nelle campagne sono
chiamati dagli storici comuni rurali per distinguerli dai comuni cittadini. La società crea spontaneamente dal
basso senza nessun tipo di controllo da parte dei poteri regi delle nuove strutture di potere che danno al
nord Italia e al resto d’europa un organizzazione nuova, creano dei nuovi quadri organizzativi che si
distinguono da quelli dell’età carolingia e post carolingia. Il comune cittadino è un fenomeno tipicamente
dell’Italia centro settentrionale, da roma in su. Quello che distingue il comune cittadino dell’Italia
settentrionale e che fa della città il punto di riferimento fondamentale politico in Italia è che nel corso del
12-13esimo sec i comuni diventano delle città stato, cioè la città assoggetta il territorio circostante quindi le
città si espandono nel territorio circostante, la città domina politicamente quello che si chiama il contado,
cioè il territorio rurale soggetto politicamente e giurisdizionalmente e economicamente alla città, quello che
caratterizza fortemente i comuni cittadini del nord Italia è il dominio sul territorio, il fatto che la città domina
politicamente un territorio rurale intorno alla città, il contado corrisponde all’antica contea, nel corso del
12esimo sec le città cominciano a espandersi e a sottoporre al proprio controllo politico un territorio che
coincide con l’antico comitatus cioè con il territorio soggetto al conte che corrisponde alla diocesi, cioè il
territorio soggetto al vescovo, che corrisponde con l’attuale provincia. L’espansione nel contado che gli
storici chiamano comitatinanza che è l’espansione della città e la conquista del contado che si svolge nel
12esimo sec e nel 13esimo. la storiografia inglese chiama i comuni citystate, città stato, il fondamento
storico è la centralità della città in quest’area geografica. I poteri hanno tradizionalmente sede in città in
itlaia e questa centralità della città è quello che determina lo sviluppo del comune cittadino. Il termine città
in latino si dice civitas, nell’italia settentrionale il termine città o civitas è riferibile solo ai centri sedi di
vescovi, in itlaia la condizione irrinunciabile per definire un centro abitato città è la presenza del vescovo.
Dalla seconda metà del 12esimo sec comincia a espandersi nel territorio che coincide con l’antica diocesi
con l’ambizione di sottomettere, in una prima fase il comune si scontra con i signori rurali che non hanno
intenzione di farsi inglobare, il comune cittadino non è di per sé ostile nei confronti delle signorie rurale, non
cerca di eliminarle ma di sottometterle, questo accade a partire dagli ultimi decenni del 12es
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