Estratto del documento

Libri per tutti: diffusione e impatto in Italia

Libri per tutti nel senso di libri di vasta diffusione, garantiti dalla produzione in serie moderna. Questo libro punta l’attenzione sull’Italia e ai generi editoriali di larga circolazione. Tali generi editoriali hanno mantenuto intatte alcune caratteristiche tipologiche e testuali. Sono i testi che più di tutti sono stati a contatto con ogni italiano, condizionando il modo di rapportarsi al testo stampato.

Generi editoriali di lunga durata

  • Libro per la scuola
  • La devozione
  • Il libro di magia
  • Libri di divulgazione scientifica
  • Il romanzo

Di tali generi di lunga durata si intende evidenziare le permanenze e le trasformazioni. Provare a capire perché gli italiani, rispetto ad altri, sono lettori deboli. Questa è un’evidenza storica poiché:

  • Se fino al 1500 Italia più alfabetizzata, tra 1800-1900 meno rispetto ad altri paesi europei. Vi erano poi le drastiche differenze tra nord e sud.
  • Solo nel corso del 1900 alfabetizzazione risolta, ma non vuol dire che chi è alfabeta sia anche un lettore.

Difficile è riuscire a ricostruire il ventaglio completo delle letture di un’epoca perché da sempre si è studiata e conservata la produzione alta conservata dalla biblioteca e libreria. Ma esistono anche altri testi e altri circuiti di distribuzione: ambulanti, fiere, edicole, ora i supermercati.

Distribuzione e conservazione dei libri

Se i libri di cultura alta si trovano, quelli di larga diffusione, privi di valore collezionistico e usati come altri beni di consumo, spesso spariscono. Es. non si sono conservate pubblicazioni di partiti, sindacati, letteratura rosa, testi scuola materna, elementare, almanacchi e simili.

Degli italiani si è detto che non sono lettori. Ma lettore è anche chi si approssima ai testi sopracitati. Le modalità di approccio al testo sono molteplici.

Storia della lettura in Italia

Nel 1950, Bianciardi si lamenta della mancanza di un pubblico medio stabile, abituato a leggere per consuetudine e per svago, non solo per scopi d’istruzione, di educazione religiosa, per necessità religiose.

Nel 1700, Caminer, uno degli inventori del giornalismo italiano, aveva già identificato tutti i nodi che si opponevano alla costituzione di un pubblico medio:

  • Ridotte dimensioni centri urbani
  • Enorme problema della lingua. L’italiano poco usato fuori dalle classi dirigenti. Urgeva scegliere una lingua non cruscante, senza apici eruditi.

Solo nel II dopoguerra con TV, radio, l’italiano si è definitivamente affermato sulle parlate locali.

Fattori che hanno influenzato la diffusione della lettura

  • Creazione della stampa
  • Riforma protestante

La creazione della stampa portò un fervente impulso nell’editoria, si iniziava anche a stampare in lingua volgare. La Riforma protestante portò l’irrigidimento del controllo ecclesiastico e il conseguente indice dei libri proibiti. In primis fu negata la diffusione della Bibbia in volgare.

Dati quindi i problemi di alfabetizzazione, la censura religiosa, la mancanza di una lingua unica si evince che le opere di maggior successo tra Medioevo e Modernità sono quelle che si collocano ai confini tra oralità e scrittura, come i grandi poemi di Ariosto e Tasso, facilmente memorabili per l’ottava rima e il canto.

La seconda rivoluzione del libro

A partire dal 1830, nell’Europa più avanzata, parte la seconda rivoluzione del libro. I processi produttivi venivano meccanizzati e il pubblico crebbe, portando editori a rinnovare i cataloghi, inserendo prodotti di larga circolazione. Sinergia tra:

  • Pubblica istruzione
  • Editoria

Attenzione ai giovani lettori:

  • Importanza editoria scolastica
  • Editoria per bambini

Il romanzo come mezzo di diffusione della lettura

Si esplora il campo del Romanzo: con il romanzo la lettura diveniva finalmente attività diffusa. Comunque, vi era chi additava i pericoli dei nuovi libri: per il gesuita Bresciani i rischi delle cattive letture non erano diversi da quelli delle peggiori malattie. Quindi, altro settore fervente: l’editoria cattolica, atta a contrastare le opere cattive.

Cambiamenti nei luoghi di distribuzione

Anche i luoghi di distribuzione cambiano: fiere e ambulanti hanno funzionato sinché hanno costituito l’unica alternativa alla classica bottega del libraio. Poi sono succedute le forme dell’edicola e del supermercato.

Ritorno ai generi editoriali

Ritornando ai generi: essi tendono a scomporsi e a ricomporsi. Talvolta paiono ritornare alle loro origini, spesso combinano esigenze che sono di tutti i tempi con nuove forme espressive. È di certo possibile servirsi dei generi come spia di situazioni e di cambiamenti culturali di rilevanza ben maggiore di quanto i loro testi inducano a supporre. È possibile cogliere aspetti non insignificanti della società che li consuma.

Strategia editoriale cattolica nell’Italia dell’Ottocento

Prima della nascita di una strategia editoriale cattolica vi erano state delle iniziative che precedono la Rivoluzione francese, specie in seguito alla soppressione della Compagnia di Gesù.

Iniziativa:

  • Ex gesuita svizzero Von Diessbach 1776 a Torino progetto di pia associazione per la diffusione di libri che contenessero le grandi idee di Dio e della religione. Prevedeva collezione di 15/20 volumetti al prezzo di dieci soldi l’uno.

Emergevano sin da allora i tratti distintivi di una crociata contro la stampa infedele: finalità apologetica, programma editoriale popolare, supporto associativo per assicurare diffusione massiccia. Von Diessebach voleva stampare sia opere originali che ristampe di opere famose. Tale iniziativa forse durò fino al 1796.

La strategia editoriale cattolica assunse diverse configurazioni nei diversi stati italiani e poi venne rimodulata dopo la proclamazione del Regno di Italia e la fine del potere temporale dei papi.

1850: rivista “La Civiltà cattolica” redatta da gesuiti nel Regno di Napoli. Vi era rubrica dedicata alla “Rivista della stampa italiana” = aveva intento di rendere note le attività delle associazioni per la propagazione dei buoni libri. Civiltà cattolica = vera novità (prima 1841 mensile “Scienza e fede” ma destinato a classi colte e ecclesiastici). Essa aveva duplice intento di promuovere la lettura utile allo spirito e letteratura non gravosa alla borsa. I destinatari dovevano essere tutti soprattutto i semplici fedeli.

Intanto in Italia, in Piemonte vi era stato lo scandalo dell’emancipazione del Valdesi nel 1848. Quindi tutti fervevano per diffondere i buoni libri che salvaguardassero il cattolicesimo. Propagare buoni libri non solo tra i semplici fedeli, ma anche tra gli ecclesiastici:

La strategia editoriale cattolica:
  • Mirava alla formazione ortodossa del clero (Associazione de migliori e più utili libri ecclesiastici)
  • Puntava sulla diffusione di testi più abbordabili tra i fedeli.

Torino 1952 “Biblioteca ecclesiastica” fondata da Vescovo di Ivrea Moreno: era divisa in 3 classi - destinata a livelli culturalmente più elevati. Pio IX aveva dato l’impulso alla creazione e diffusione di testi che contenessero l’autentica dottrina cattolica, perché dopo l’emancipazione dei valdesi, forte pericolo di diffusione delle pubblicazioni delle Società Bibliche. Così si crearono associazioni cattoliche per la diffusione dei buoni libri in tutta Italia: Roma, Toscana - prezzi modici - pubblico vasto.

Poi si crearono anche pubblicazioni più selettive con destinatari: giovani e donne. Caratteri comuni delle iniziative:

  • Impulso dato dalle autorità ecclesiastiche
  • Iniziale ricorso ad autori consolidati
  • Strategia martellante di pubblicazioni periodiche - pubblicazioni a dispense
  • Meccanismo della sottoscrizione
  • Quote accessibili

Entro la strategia editoriale cattolica, ruolo importante: gli ordini religiosi. Es. Giovanni Bosco crea Oratorio di San Francesco di Sales e mira alla massima diffusione tra i fedeli di una letteratura popolare. Bosco fece pervenire alla santa sede la prima tiratura delle sue Letture Cattoliche: sottolineava l’importanza di rivolgersi alle classi meno colte per evitare che vengano sedotte dai nemici della fede. Tra il 1853 e il 1860 furono più di 9000 gli associati delle Letture cattoliche. Bosco si avvaleva di editori come DeAgostini e Paravia. Ad assicurare il successo di tali pubblicazioni:

  • Libri di stile semplici, di materia quasi esclusivamente cattolica
  • Un libro per ogni mese
  • Prezzo di associazione di 90 cent ogni semestre
  • Erano libri di scarsella = tascabili
  • Ci si avvaleva anche della posta (= capacità della chiesa di servirsi di innovazioni)

Cmq dato che mandare per posta costava quasi il doppio dell’abbonamento normale si arrivò alla creazione di associazioni locali:

  • “Letture cattoliche” di Roma 1858
  • Di Napoli
  • Di Padova

Nella prefazione a una “Vita di san Pietro” Don Bosco chiariva la portata del termine popolare in rapporto alle pubblicazioni da lui curate.

Anteprima
Vedrai una selezione di 5 pagine su 16
Riassunto esame Storia del libro e dei sistemi editoriali, prof. Braida, libro consigliato Libri per tutti Pag. 1 Riassunto esame Storia del libro e dei sistemi editoriali, prof. Braida, libro consigliato Libri per tutti Pag. 2
Anteprima di 5 pagg. su 16.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Storia del libro e dei sistemi editoriali, prof. Braida, libro consigliato Libri per tutti Pag. 6
Anteprima di 5 pagg. su 16.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Storia del libro e dei sistemi editoriali, prof. Braida, libro consigliato Libri per tutti Pag. 11
Anteprima di 5 pagg. su 16.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Storia del libro e dei sistemi editoriali, prof. Braida, libro consigliato Libri per tutti Pag. 16
1 su 16
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-STO/08 Archivistica, bibliografia e biblioteconomia

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Lipperlì di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia del libro e dei sistemi editoriali e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Milano o del prof Braida Ludovica.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community