Che materia stai cercando?

Anteprima

ESTRATTO DOCUMENTO

La risposta delle biblioteche fu favorevole, ma gli autori ebbero difficoltà a rispettare i tem-

pi di scadenza.

I ritardi danneggiarono le vendite

Dopo 7 anni si erano prodotti una collana di 35 libri e cominciato a coprire i costi, ma la

Columbia era in crisi finanziaria e non prosegui il progetto quando i fondi della Mellon fini-

rono.

i Libri sono stati assorbiti nel programma Humanities ebook dell’American Council of Lear-

ned Societies e sono ancora online.

In generale è stato un bell’esempio, ma Gutenberg-e non ha aperto una via di fuga dai

problemi di sostenibilità che funestano la vita accademica.

7)L’open Access

Harvard 2008: mozione a favore del libero accesso promossa dalla faculty of Arts and

Sciences per promuovere la libera comunicazione del sapere.

creazione dell’Office for scholarly communication con il compito di fare del suo deposito

uno strumento di libero accesso ai risultati delle ricerche in tutte le discipline.

Problema riviste:

-costi spropositati

-biblioteche per comprare riviste hanno ridotto acquisti di monografie

-le case editrici non pubblicano piu facilmente le monografie

-ostacoli per un’intera generazione di studiosi

Per far funzionare il sistema:

-opportunità data agli autori di recedere dal contratto quando vogliono

-creazione di un protocollo legale apposito per dare forza agli autori nella negoziazione

con gli editori commerciali.

Parte terza: Il passato

8)Inno alla carta

Inno alla carta levato da Nicholson Baker in “Double Fold”. Momento in cui si stava proce -

dendo alla copiatura dei testi nei microfilm.(2000)

Baker rivolge accuse ai bibliotecari che hanno proceduto alla distruzione della carta stam-

pata. mettiamo che i giornali svanissero dalle biblioteche, la storia svanirebbe dalla memo -

ria collettiva?

I microfilm sono sostituiti incompleti, difettosi, spesso illeggibili.

Le cause sono i bibliotecari, ma non quelli di provincia, quelli che detengono il potere

come Patricia Battin direttrice del sistema bibliotecario della Columbia. tra i suoi complici

anche la Biblioteca del Congresso.

Quei personaggi, dice Baker, riescono nell’impresa vandalistica perchè si aggirano con

un’aria convenzionale e perbene.

le tesi di Baker si articola nelle seguenti proposizioni:

1-la carta resiste benissimo, anche quella piu scadente dei giornalacci

2-il microfilm non è un surrogato adeguato alla carta. nei microfilm i processi chimici di-

struttivi sono piu gravi. le pellicole sono piene di graffi e bolle, si crepano e si restringono.-

leggere su un microfilm è uno strazio

3-i bibliotecari hanno fame di spazio perchè lo spazio è denaro e il denaro scarseggia. non

ci sono soldi per ampliamenti quindi miniaturizzare sembra ottimo.

4-assillo dello spazio ha portato a demonizzare la carta

5-conservazione ha signif icato distruzione. es: Biblioteca del congresso per microfilmare le

opere dopo il 1870, hanno adottato il sistema della squinternatura per far stare il volume

aperto mentre veniva fotografato. spesso quelle opere venivano buttate o svendute e

aziende se ne approfittando comprandole a poco e rivendendole

6-la distruzione non era necessaria

7-la distruzione è stata brutale

8-la distruzione è stata molto costosa. a volte comprare microfilm piu caro che comprare li-

bro originale. soluzione meno costosa poteva essere creare magazzini appositi con aria

condizionata

9-i bibliotecari, preoccupati per lo spazio hanno inventato una crisi inesistente allo scopo di

recuperare spazio.

Preso dallo slancio di accusatore, Baker a volte rende la cosa piu confusa. ad esempio il

problema di spazio per i bibliotecari è un problema serio.

e

oggi le biblioteche non squarciano piu i libri per fotografarli.

Cio’ che è accaduto ha portato la perdita di molti testi, ma almeno è servito come lezione

per oggi.

Quando Baker scrisse il libro, la Brithis Library si stava liberando della sua collezione di

quotidiani americani tra 1800 e 1900 e quando lo seppe Baker cerco di fermarla.

L’opera di Baker è nata da un articolo fatto per il New Yorker si è poi ampliata divendo una

denuncia pubblica alla gestione delle biblioteche, toccando punte romanzesche, ma celan-

do in se anche tristi realtà.

la sua è un’opera letteraria del genere della Lamentazione non di certo un’opera storica.

egli punta il dito, ma non penetra in profondità nella questione.

Dalle sue parole si puo’ prendere spunto per capire di cosa ci sarebbe bisogno:

1- Le biblioteche che ricevono denaro pubblico, dovrebbero avere l’obbligo di pubblicare

mensilmente sul loro sito l’elenco dei libri scartati

2- La biblioteca del congresso dovrebbe affittare un vasto magazzino per depositare il ma-

teriale che riceve dalle case editrici e che non puo o non vuole costodire in sede

3- Diverse biblioteche in tutto il paese dovrebbero preservare i quotidiani che escono at-

tualmente

4- cessare del tutto i progetti di micorfilmatura dei giornali e dei materiali cartacei fragili.

9)L’importanza di essere bibliografici

Non sapere da dove viene un testo che stiamo studiando non è un fenomeno solo dell’era

di internet.

Sir Walter Greg, la suprema autorità in materia, defini’ la bibliografia “la scienza della tra-

smissione materiale dei documenti letterari”.

Materiale è esatto perchè tutti studiavano i libri in quanto oggetti materiali.

1890 Greg e McKerrow mettevano a punto concetti e techinche di quella che sarà la nuo-

va bibliografia.

con opere come

-McKerrow --> Un’introduzione alla bibliografia per gli studenti di lettere

-Bowers --> Principi della descrizione bibliografica 1949

la bibliografia si affermava come disciplina coerente.

Massimo boom anni ’50, grande impulso nel settore degli studi shakespiriani.

poi

bibliografia viene messa in disparte da tendenza di ricarca piu recenti: il new criticism o il

decostruzionismo.

Ruolo importante entro la storia della bibliografia:

Donald McKenzie

il quale portö un cambiamento entro quelli che erano studi approvati e comprovati di suoi

predecessori.

egli studiando i volumi della Cambridge UniversitY press tra il 1696 e 1712

arrivö a comprendere che --> le forme da stampa non venivano passate dai compositori ai

torcolieri secondo un ordine regolare. il compositore terminata la composizione di una for-

ma la faceva portare al primo torchio libero. succedeva cosi che in certi momenti tutti i tor-

colieri stessero tirando copie di uno stesso libro.

Fino ad allora i bibliografi --> credevano che ciascun libro si muovesse lungo la catena

produttiva in base a uno schema coerente e lineare, il quale avrebbe permesso agli studio-

si di risalire a tutto ciö che non era stato inserito dall’autore, ma dipendeva da un paratico-

lare addetto ai lavori.

se perö

l’officina funzionava in base al principio di produzione concomitante non si poteva piu col -

legare con certezza uno specif ico passo a uno specif ico compositore.

1969 “Printers of the Mind” di McKenzie, le deduzioni dei bibliografi potevano essere tutte

inventate. tale libro fu un vero terremoto.

a tale opera

i bibliografi ortodossi risposero che:

-la biblio di Cambridge era piccola e non puo essere esempio delle grandi officine.

lui porto l’esempio di una grande tipografia londinese.

x la questione del in folio di Shakespeare non è che fosse sbagliata l’idea di ascrivere de-

terminato brani a determinati compositori.

Opera di McKanzie fu di passare dall’analisi capillare dei singoli libri allo studio dell’indu-

stria libraria londinese nel suo complesso.

prendendo spunto da lui

i suoi successori hanno mostrato come essa sia utile per interpretare la riproduzione di

ogni genere di forme culturali dove queste si prestino a una decriszione rigorosa.

10)I misteri della lettura

Un tempo i lettori raccoglievano in quaderni, diari i passi che leggevano e ritenevano im-

portanti. questi quadernetti erano i Commonplace book.

Lo avevano imparato da Erasmo.

I lettori dell’età moderna leggevano spizzichi e bocconi, scomponevano il testo in fram-

menti che ricomponevano in nuove unità.

Lettura e scrittura = inseparabili.

1600 il commonplace book tocca l’apice

scompare prima dell’avvento del digitale, ma qui e la ne sono rimasti alcuni.

Studiando questi zibaldoni gli storici hanno compreso meglio il fenomeno della lettura inte-

sa come pratica culturale specif ica sia come modalità generale per concettualizzare il

mondo.

- Geoffrey Madan : studia a Oxford poi viene ferito in guerra e poi si ammala di meningite

1924. osservava appartato la vita di Londra e trascriveva i suoi pensieri sul commonpla -

ce. per classif icare il suo materiale creö rubriche es. Viniana o Academica con battute

umoristiche da iniziati.

Umorismo suo =snobismo e autoparodia aristocratica. il suo umorismo anche senso gra-

ve poichè dopo la guerra tutto era assurdo.

- Thomas Jefferson : il suo lo complö tra i 15 e i 30 anni. vi sono 407 citazioni entro cui

prevale la poesia. è un commonplace solenne intriso di filosofia illuminista da cui emerge

come il padre fondatore da giovanotto fosse un laico razionalista.

In piu emerge dalla scelta di citare “Paradiso perduto” il lato misognio di Jefferson. forse

dovuto alla morte del padre a 14 anni e al fatto che ebbe difficoltà ad accettare l’autorità

materna. il terrore per la sessualità femminile si declina nella paura dell’inadeguatezza

maschile, nell’angoscia nei confronti del potere patriarcale, nel disgusto per il disordine e

nell’ossessione della morte.

- William Drake : lettore vorace e attore secondario nella politica del 1600 inglese. non fu

uomo d’azione ma osservatore.

In tutti i suoi taccuni, diari, mancano osservazioni ai fatti coevi proprio per non compromet-

tersi.

Drake preferiva brani applicabili alla vita vera, quindi aforismi, testi brevi. la lettura non do-

veva mirare all’erudizione ma aiutare l’individuo a farsi strada nel mondo.

Drake e il suo laicismo, Bibbia come racconti didascalici.

Drake non prese mai moglie. nel mondo intorno a se vedeva solo furbizie e inganni

Attraverso lo studio di questi commonplace book si possono trovare analogie sui modi

tempi di lettura degli inglesi dell’era presa in esame.

si puö dire che fino al 1700, prima dell’avvento del romanzo, la lettura avveniva oer seg-

menti e i lettori avevano un ruolo attivo nello scegliere i pezzi che piu si adattavano all’uti -

lizzo nella vita vera.

11)Che cos'è la storia del libro?

Questo saggio, scritto 30 anni orsono, si proponeva di descivere un nuovo campo di ricer-

ca storica.

Il suo scopo é la comprensione di come le idee venivano trasmesse attraverso la parola

stampata e di come l'esposizione alla parola stampata ha influito sul pensiero e sul com-

portamento dell'umanità negli ultimi 500 anni.

Storia del libro risale agli umanisti del Rinascimento

e

acquista slancio nel corso del 1800, quando lo studio del libro inteso come oggetto ma-

teriale portò alla nascita in Inghilterra della bibliografia analitica

ma

l'attività recente si distacca dagli indirizzi di studio consacrati:

il nuovo filone si è sviluppato anni '60 in Francia, dove mise radici in istituzioni come

L'ecole pratique des Hautes Edtudes e si diffuse in libri come “L'apparizione del libro” 1958

di Febvre e Martin.

Vennero fondate nuove riviste: “Publishing history”, nuovi centri: l'istitute d'etude du Livre a

Parigi.

Nella storia del libro sono strettamente intrecciate tutte quelle discipline come la storia del -

l'editoria, della carta, dei caratteri tipografici. Tali discipiline sono sussidiarie e indispensa -

bili per riuscire a fare un'analisi della produzione e diffusione dei libri nella società.

Il libro a stampa ha un ciclo di vita grosso modo identico: un grosso circuito comunicativo:

autore

editore

tipografo

spedizioniere

libraio

lettore

gli autori sono a loro volta lettori. Essi danno forma a determinate idee di stile e di generi.

L'autore parla a lettori ipotetici e ascolta critici reali. E così il cerchio si chiude.

La storia del libro si occupa di ciascuna fase di questo processo.

Quando si ricostruisce la storia per modelli generali, si tende inevitabilmente a cancellare

la storia degli esseri umani.

Darton ci da un esempio invece di come ricostruire una storia particolare che sia esemplif i -

cativa del generale:

la storia editoriale delle “Question su l'Encyclopedie” di Voltaire.

In particolare

si concentra sul ruolo dei librai, prendendo il caso di Isaac Pierre Rigaud di Montepellier

-1770 Rigaud ordina 30 copie delle Questions dalla Societè typographique de Neuchatel.

-Rigaud prima leggeva poi ordinava. Questa volta no, annusa l'affare.

-non aveva gran simpatia per Voltaire che continuamente rimaneggiava i suoi lavori.

-offerta di Rigaur era molto varia. Aveva anche i libri proibiti.

-Rigaud consultava i clienti facendo sondaggi.

-Ordinava un campionario di libri, poi quelli che più vendevano li riordinava.

-minimizzare i rischi e costruire stock vasto.

-proprio perché molto cauto eccezione sulle questiones è particolare.

-la STN aveva stampato tiratura enorme 2500 copie e tutti i librai a gara per averla.

-quindi l'acquisto di Rigaud no anomalia.

-a Montepellier, Rigaud era il migliore, aveva mandato in rovina i concorrenti sia per le sue

abilità capitalistiche ma anche perché in quel periodo la economia libraia francese stava

subendo una forte contrazione dove solo i più grandi sopravvivono.

-Riguad combatte per quello che vuole: infatti quando vide che chi si era rivolto a Cramer,

l'editore ufficiale di Voltaire, aveva ricevuto prima i libri, iniziò a mandare una valanga di

lettere infuriate alle STN.

Inoltre Rigaud ricevette le opere con particolare ritardo perché per fare circolare i libri proi-

biti, si potevano scegliere due strade, e lui prudente come sempre decise per quella piu

lunga e sicura.

-le condizioni sociali, economiche e politiche e intellettiali del tempo influivano su tutte le

fasi del circuito.

-Montepellier 31 mila abitanti. Uni scientif ica, monasteri, tribunali pieni di avvocati e funzio -

nari reali. Questi erano alcuni dei principali clienti di Rigaud.

-poichè i parigini detenevano il monopolio virtuale dell'industria editoriale legale, i loro rivali

delle provincie si consorziarono con le case editrici straniere e quindi quando vi erano i li-

bri stranieri da ispezionare, si chiudeva un occhio.

I diversi ingranaggi del circuito comunicativo:

1- gli autori

le condizioni di base del mestiere dello scrittore rimangono abb. Oscure. Voltaire potè ge -

stire accordi segreti con editori privati perché non doveva dipendere dalla scrittura per vi -

vere.

Un secolo dopo Zola dichiererà che l'indipendenza di uno scrittore deriva dalla sua capaci-

tà di vendere la propria prosa al miglior offerente.

(...da pag.228 a pag.239)


ACQUISTATO

15 volte

PAGINE

12

PESO

56.90 KB

PUBBLICATO

+1 anno fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in culture e storia del sistema editoriale
SSD:
Università: Milano - Unimi
A.A.: 2014-2015

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Lipperlì di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia del libro e dei sistemi editoriali e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Milano - Unimi o del prof Braida Ludovica.

Acquista con carta o conto PayPal

Scarica il file tutte le volte che vuoi

Paga con un conto PayPal per usufruire della garanzia Soddisfatto o rimborsato

Recensioni
Ti è piaciuto questo appunto? Valutalo!

Altri appunti di Storia del libro e dei sistemi editoriali

Riassunto esame Storia del libro, prof. Braida, libro consigliato L'invenzione del romanzo, dall'oralità alla lettura silenziosa, Di Loretelli
Appunto
Riassunto esame Storia del libro, prof. Braida, libro consigliato Storia dell'editoria nell'Italia contemporanea, Turi
Appunto
Riassunto esame Storia del libro, prof. Braida, libro consigliato La nascita del diritto d'autore in Italia, Palazzolo
Appunto
Riassunto esame Storia del libro, prof. Braida, libro consigliato Protagonisti nell'ombra, Brega, Bonchio, Ferrata, Garboli
Appunto