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se la Repubblica delle lettere desiderasse la democrazia culturale, nella realtà era domina-

ta dai figli delle migliori famiglie e ricchi. quasi tutti gli scrittori dovevano avere protettori,

schivare i censori e conquistarsi un posto nei salotti e nelle accademie.

Per la diffusione libera delle idee, voluta dalla Rep. delle Lett. in realtà ci si scontrava con

un serrato controllo della stampa e vendita dei libri che non potevano essere pubblicati

senza una licenza reale e l’approvazione dell’ufficio dei censori, da stamparsi in evidenza

al testo.

quindi

La Rep. delle Lett. era nel concreto un mondo chiuso, inaccessibile ai non privilegiati.

Oggi: Le biblioteche di ricerca sono ancora luogo inaccessibile, potrà l’innovazione farle

tendere a quel principio inneggiato dalla Rep. delle lettere ovvero la democrazia intellet-

tuale?

Il copyrigth:

- Gran Bretagna 1710 Statuto di Anna Stuart per frenare pratiche monopolistiche della

LOndon stationers company, la corporazione dei librai ed editori londinesi e per promuo -

vere il sapere. Parlamento stabili durata copyright di 14 anni, poi rinnovabili.

-Sul finire del 1700 si sanci la durata del copyright: 28 anni. dopo tali anni doveva prevale-

re l’interesse pubblico.

- oggi: nel 1998 legge Sonny Bono, il copyright si estende per 70 anni dopo la morte del-

l’autore.

quindi

la maggiorparte dei libri del 1900 ancora non rientra nel pubblico dominio.

Dal mondo dell’illuminismo si è passati a quello sguaiato del capitalismo corporativo

Nel 1800 si affermö la tendenza alla professionalizzazione, che si concretizzö nelle facoltà

universitarie, le quali avevano al centro di tutto la biblioteca.

La questione delle Riviste:

biblioteche specialistiche di ricerca esigevano riviste specialistiche.

le producevano le associazioni scientif iche e le biblioteche le acquistavano.

una volta che la biblio era abbonata il prezzo della rivista poteva aumentare senza la re-

cessione dell’abbonamento.

i professori scrivono sulle riviste sia per far progredire la scienza ma anche per far proge-

dire la propria carriera accademica.

questo sistema ha portato un deterioramento della vita intellettuale che si è propagato a

cascata in tutto il mondo accademico.

-Oggi aprendoci al libero accesso si puö aprire ai dilettanti nel senso buono; gli appassio -

nati di cultura presenti nella società. esempi di libero accesso

Open content Alliance

Open Knowledg commons

Internet archive

Wikipedia

Idee del passato e tecnoligie di oggi potrebbero benissimo operare insieme, se non fosse

per il pericolo della commercializzazione. come nel caso di vedere digitalizzato il sapere

da un ente unico come Google il quale vede i libri come contenuti pronti a essere sfruttati.

Sarebbe ingenuo identif icare internet con l’illuminismo. la sua capacità potenziale di diffon-

dere la conoscenza supera le ardite speranze di Jefferson, ma mentre la Rete veniva co-

struita, gli interessi commerciali non sono rimasti in panchina a guardare.

e

nemmeno noi possiamo rimanere in disparte a guardare fiduciosi che le forze del mercato

opereranno per il bene pubblico. bisogna riconsegnare al pubblico il suo giusto predomi -

nio.

Digitalizzare è necessario quanto lo è democratizzare.

dalla Repubblica delle lettere si deve creare una Repubblica digitale del sapere.

Tutte tali rif lessioni sono partite dall’iniziativa di Google.

L’accordo a cui giunse Google nel 2008: creare una agenzia Book Rights Registry che

rappresenti i titolari di copyright. Google venderà l’accesso a una gigantesca banca dati

composta specie da libri sotto copyrigth ma fuori catalogi che si trovano nelle biblioteche di

ricerca. le scuole le uni e altre istituzioni potranno abbonarsi pagando una licenza istituzio-

nalr, mentre una licenza di pubblico accesso renderà tale materiale accessibile alle biblio

pubbliche.

intanto

Google renderà disponibili gratis per lettura, download e riproduzione, i libri di pubblico do -

minio.

alla data 2008 dei 7 milioni di libri digitalizzati, 1 era di pubblico domino, 1 sotto copyright,

5 milioni sono opere con copyright ma fuori commercio.

Google ha attuato un’impresa gigantesca con lati positivi come fruibilità del sapere, e ne -

gativi come l’accorpamento in una sola mano di tutte le informazioni.

Se ci fosse stata un’iniziativa del Congresso oppure una vasta alleanza tra biblio di ricerca

con appoggi di fondazioni, si sarebbe potuta realizzare la digitalizzazione a un costo ac-

cettabile e si sarebbe messo al primo posto l’interesse pubblico e non il commercio.

Mentre le autoritä pubbliche dormivano, Google ha preso l’iniziativa.

La storia di Google fa supporre che non abuserà del suo doppio potere finanziario e giurid-

co, ma cosa accadrà se gli attuali proprietari vendessero la società?

2)Il paesaggio dell’informazione

da quando l’umano ha iniziato a parlare, la tecnologia dell’informazione ha conosciuto 4

momenti epocali:

1- 4000 a.c. circa. umano impara a scrivere. 3200 i geroglif ici. 1000 scrittura alfabetica. si

modif ica il rapporto dell’uomo con il passato. si apre la strada al libro come motore della

storia.

2- inizio dell’era cristiana: il codice sostituisce il rotolo. la pagina diventa un’unità percetti -

va, i lettori iniziano a scorrere testi sempre piu articolati

3- 1450 invenzione della stampa a caratteri mobili: il libro è disponibile a sempre piu per-

sone.

4- la comunicazione elettronica. web nasce 1991 Cern come strumento di condivisione di

informazioni tra i fisici.

Se con a tecnologia moderna le modif icazioni del paesaggio dell’informazione sembrano e

sono rapidissime e sconvolgenti, ciö non vuol dire che in passato l’informazione fosse piu

stabile.

a Ritroso:

oggi --> i blog = esempio di informazione distorta

ma da sempre --> ad esempio le notizie sono sempre stato un artefatto e non hanno mai

corrisposto esattamente ai fatti accaduti.

ieri --> giornali tradizionali organizzati dai giornalisti quindi la lettura è influenzata dalla sua

visione.

inoltre la notizia non è il fatto accaduto, ma il suo racconto.

(attendibilità del giornale: caso di Darnton giovane giornalista trova notizia buona ma sic-

come si parla di un nero non si puö scrivere. anni 50 america)

Nell’Illuminismo l’edizione piu diffusa dell’Enciclopedia di Diderot conteneva centinaia di

pagine non presenti nell’originale.

perchè?

il suo redattore era un ecclesiastico che per avere sposorizzazione del suo vescovo, ave -

va imbottito il testo con brani di un sermone di tale vescovo.

Voltaire considerava l’enciclopedia imperfetta e per questo creö “Questions su L’encyclo-

pedie”

Anche Voltaire non ci da infomazioni stabili e definitive basti pensare a quante volte rima -

neggiava i suoi testi anche quando erano appena usciti faceva subito delle aggiunte.

Altro caso di come sono fallaci e spesso erronei i testi del passato: gli editori prima del co-

pyright facevano tantissimi tagli o aggiunte a loro piacimento

Il tema della stabilità testuale introduce quello piu generale del ruolo delle biblioteche di ri-

cerca nell’era di internet

e quindi si arriva al fenomeno messo in atto da Google:

-2006: google firma accordo con 5 biblioteche: New York, Harvard, Michigna, Stanford,

Oxford.

Era un’idea ottima per diffondere il sapere. Problema: le cause intentate da editori e autori

per opere protette.

-Google Book Search non renderà, secondo Darnton le biblioteche di ricerca obsolete. il

suo ragionamento si articola cosi:

1) Google non potrà mettere online partaicamente tutti i libri che sono stati stampati. que -

sta è pura utopia. e chi lo dice che i libri non digitalizzati siano meno importanti?

2) i patrimoni delle 5 biblioteche accordate con Google non arrivano neanche lontanamen-

te a esaurire la riserva di libri presenti negli USA.

3) è difficile pensare che la questione del copyright cessi di costituire un problema: google

per i libri sotto copyright permetterà la visualizzazione soltanto di una parte del testo. e

come potrà google tenersi al passo della produzione attuale mentre procede alla digita-

lizzazione dei testi del passato?

quindi è comunque meglio aumentare le acquisizioni delle nostre biblioteche di ricerca

4) Google potrebbe sciogliersi o comunque essere eclissato da un’organizzazione ancora

piu potente. le aziende elettroniche nascono e muoiono, le biblioteche di ricerca durano

nei secoli. meglio rafforzarle che dichiararle obsolete.

5) Google farà degli errori: trascurerà alcuni libri, salterà delle pagine, farà immagini sfoca-

te

6) Come nel caso del microfilm non c’è garanzia che le copie di Google dureranno per

sempre. si potrebbero smarrire nel cyberspazio

7) Google vuole digitalizzare molte versioni di ogni libro, ma le metterà a disposizione tut -

te? e se si quali versioni collocherà in cima al suo elenco di copie consultabili? non si

crede che prevarranno i criteri dei bibliografi (come privilegiare la prima versione a

stampa)

8) L’immagine digitale non riuscirà mai a rendere tutti i dettagli cruciali del libro: es le di -

mensioni. l’esperienza sensoriale è importante --> la grana della carta, la qualità della

stampa, sono aspetti che inseriscono l’oggetto libro in una realtà culturale e sociale che

l’ha prodotto, ognuna con modi e caratteristiche diverse.

e poi c’è l’odore dei libri.

3)Il futuro delle biblioteche

1771 Lousi Sebastien Mercier, romanzo “L’anno 2040” --> immagina biblioteca quasi priva

di opere, causa lo spazio, occorre mantenere solo lo stretto necessario.

se già nel 1700 vi era sensazione di essere sopraffatti dalle informazioni e di ritrovarsi

inermi di fronte alla necessità di selezionare materiali rilevanti in mezzo a effimeri

oggi

tale esigenza è enorme.

Una possibile soluzione: una biblioteca senza libri

ed è cio

che vuole fare Google

ma

Google è un’azienda commerciale il cui primo fine è il profitto.

nel 2008 infatti veniva siglato l’accordo tra Google, editori e autori in cui si stabiliva la parti-

zione dei guadagni.

Nei bibliotecari vi sono state molte perplessità: perchè dare i libri per farli digitalizzare a

gratis e poi pagare un’abbonamento per riaverli digitali.

ma ancora piu grave è il pensiero che Google stia creando un monopolio.

è un monopolio per 3 motivi:

1) dopo l’abbandono del campo da parte di Microsoft, Google è rimasto l’unica grande for-

za in campo.

2) con l’accordo del 2008 si è creata una class action per la quale se altri mai avranno le

risorse per fare quello che sta facendo Google, dovrà cercare il consenso di ogni singo-

lo detentore dei diritti e a sobbarcarsi a innumerevoli cause per la violazione di coyright

3) l’accordo contiene la clausola della “nazione piu favorita” che impedisce a qualunque

concorrete di ottenere condizioni migliori di quelle accordate a Google.

Tutto in mano a Google = creazione di un super organo tipo FBI e CIA insieme

Google controlla e Google stabilisce i prezzi, non c’è nessuna norma che impedisca che i

prezzi vadano alle stelle.

Per evitare una crisi data da tale monopolio, ogni ente privato, specie in America dove la

stragande maggioranza delle biblioteche sono fondazioni private (anche la Public di New

York) dovrebbero iniziare a creare una loro rete digitale delle loro da sempre esclusive col-

lezioni che almeno uscirebbero dalla visualizzazione dei pochi e si opporrebbero al gigan-

te Google.

Altro importante problema: come salvaguardare i materiali nati digitali?

alla Harvard

hanno approntato un servizio: il Web Archive Collection Service e i risultati di 3 progetti pi-

lota hanno dimostrato la sua fattibilità su larga scala.

stanno anche provando ad archiviare milioni di messaggi scambiati per posta elettronica al

nostro interno. ma le email hanno troppe complicazioni giuridiche oltre che tecnologiche.

Se il mondo riuscirà ad offrire la conservazione del materiale nato digitale, le biblioteche

non saranno piu sovraffollate e si potranno dedicare su quella che è sempre stata la loro

specializzazione qualif icante: le collezioni speciali e il patrimonio di manoscritti e libri anti -

chi.

4)Perduti e ritrovati nel cyberspazio

Darton nel 1999 scrive: come molti prof universitari sto per lanciarmi nel cyberspazio.

Dimostra la sua vena di storico nell’amore verso il libro stampato e l’elogio a Guntemberg.

inizia dicendo che i testi digitali comunicano un ingannevole senso di dominio sul tempo e

sullo spazio. sono pieni di link alla rete e la rete la pensiamo infinita.

Il lavoro dello storico è ricostruire il passato e poi offrirlo come narrazione. sebbene il suo

studio possa essere enorme, mai riuscirà a inculudere nei suoi testi tutto lo scibile.

quindi

il lato positivo dell’e-book

è il fatto di poter contenere molti strati disposti a piramide:

i lettori possono scaricare il testo e dare una scorsa veloce

se lo trovano interessante lo possono stampare

se trovano qualcosa da approfondire con un clic possono passare allo strato sottostante

Possono continuare cosi per tutto il libro.

Ad esempio lo storico che fa lavoro in archivio, non potrà inglobare nel suo testo tutto cio

che ha trovato, ad esempio invece di una lettera intera ne porterà uno stralcio.

in cio’

risiede l’aspetto positivo dell’ebook

Parte seconda: Il presente

5)Libri elettronici e libri tradizionali

Che siamo destinati a un mondo privo di libri ce lo si sente ripetere dal 1945 quando fu

ideato il primo prototipo di e book, un ingombrante mostro chiamato Memex.

Comunque perfino Bill Gates dice di preferire la carta stampata allo schermo.

L’argomento piu forte a favore del libro elettronico riguarda la letteratura scientif ica specia-

listica dove la pubblicazione di monografie tradizionali presenta costi proibitivi.

a volte

il monografismo puo’ diventare una malattia mortale per certe discipline, come la critica let-

teraria, dove vezzi da iniziati e astrusità di linguaggio hanno alienato i lettori comuni.

Entro le pubblicazioni delle monografie si colloca la problematica della carriera accademi-

ca dei giovani studiosi. qualunque ricercatore universitario conosce l’imperativo categori-

co: pubblicare o perire. niente monografie niente posto di ruolo.

difficile è trasformare una monografia in un libro, e quando ci si riesce, ancora piu difficile

è farla pubblicare.

il risultato = carriera bloccata.

quindi

L’editoria elettronica puo’ rappresentare una soluzione?

Probabilmente si sebbene i costi di avviamento siano elevati

6)Gutenberg-E

1999 Darnton presidente della American Historical Association persuade la Andrew Mellon

Foundation a finanziare tale programma.

obiettivo: premiare le migliori tesi di dottorato nei settori piu a rischio. Settore storico. Giu-

ria di storici di acclamata fama.

Alcuni settori di ricerca scelti -->

America latina coloniale, Africa, Asia meridionale.

Europa prima del 1800

Storia diplomatica e militare

Il premio in denaro serviva per trasformare le tesi in libri elettronici che avrebbero dovuto

incorporare ogni genere di elementi: film, foto, registrazioni audio, intere collezioni di docu -

menti.

Il fine dell’iniziativa: legittimare una nuova forma di comunicazione scientif ica e dare nuova

linfa al medium della monografia.

La Mellon chiese subito quale fosse il Business plan. Darnton capisce l’importanza dei vin-

coli economici della cultura.

La Columbia University Press programmo la vendita del pacchetto di ebook alle bibliote -

che attraverso una moderata tariffa di sottoscrizione.


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in culture e storia del sistema editoriale
SSD:
Università: Milano - Unimi
A.A.: 2014-2015

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Lipperlì di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia del libro e dei sistemi editoriali e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Milano - Unimi o del prof Braida Ludovica.

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