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Parte prima: distruzione e conservazione

L'attacco nazista contro la letteratura "non tedesca", 1933-1945

Primi roghi dei libri: 1933 a opera di associazioni studentesche nella Germania del III Reich. I roghi del maggio 1933 divennero l'emblema della barbarie tedesca e contribuirono ad alimentare la resistenza antinazista oltre i confini tedeschi. I roghi simboleggiano e anticipano lo sterminio di ebrei e di slavi perpetrato durante la guerra.

Pilastri della politica culturale nazionalsocialista

- Romanticismo (da qui deriva che lingua, letteratura e tradizione esprimono il particolare geist - genio - di ogni popolo)

- Nazionalismo

- Razzismo

- Darwinismo sociale (solo una lotta sociale di tipo darwinista poteva evitare che la cospirazione di finanzieri e capitalisti ebrei conquistasse il controllo economico del globo)

- Antimodernismo (erano, ad esempio, ostili agli studi della moderna psicologia, delle arti moderne nel teatro o nell'architettura - specie contro Bauhaus)

Altro male da estirpare: sinistra socialista e comunista e anche tutti i difettosi della società: dai neri ai portatori di handicap. Degli ebrei pensavano che il loro sangue fosse talmente diverso da rendere impossibile l'integrazione. Testi scritti da ebrei o che fossero espressione di correnti intellettuali considerate eretiche dai nazisti, riflettevano lo spirito ebraico e avrebbero dovuto essere banditi da librerie e biblioteche.

Cosa non tolleravano i nazisti

  • Razionalismo
  • Materialismo
  • Cosmopolitismo
  • Egualitarismo
  • Parlamentarismo
  • Pacifismo
  • Tolleranza
  • Integrazionismo
  • Ecumenismo
  • Modernismo

Prime conseguenze degli intenti di repressione nazista

  • La giunta municipale di Dessau fa chiudere il Bauhaus
  • 1930: interruzione di una conferenza di Thomas Mann
  • 1930: minaccia dell'ideologo nazista Alfred Rosenberg di portare tutti i bolscevichi della cultura davanti a un tribunale di stato

Alcuni scrittori e intellettuali riuscirono a sfuggire alle persecuzioni emigrando prima del 1933. Il 28 febbraio 1933: incendio del Reichstag - sede del parlamento - e conseguente messa fuori legge del partito comunista. Si arrestano comunisti, socialisti, pacifisti, scrittori compresi. Il 10 maggio 1933: i roghi pubblici di libri. Entro il 1934 più di quaranta organizzazioni disponevano di elenchi che comprendevano 4100 pubblicazioni.

Chi possedeva libri sapeva che era pericoloso avere in casa:

  • Classici della letteratura di sinistra da Marx a Lenin, da Trockij a Stalin, Rosa Luxemburg
  • Opere di antimilitaristi come Erich Maria Remarque - Niente di nuovo sul fronte occidentale, molto perseguitato
  • Romanzieri di sinistra che criticavano società borghese
  • Comunisti come Bertold Brecht
  • Autori di satire con mira la religione, la borghesia, l'esercito
  • Giornalisti avversi al regime
  • Opere di Freud
  • Opere scientifiche con difficili visioni del mondo - primo tra tutti Einstein

Negli elenchi ai quali rifarsi per vedere se erano condannati, non erano, fino al 1935, presenti i nomi di tutti quelli mandati al rogo. Infatti, per vari anni i sequestri di libri non furono coordinati. I roghi furono una trovata propagandistica escogitata da un'organizzazione studentesca nazista per dare ombra a un'altra associazione e per attirarsi il favore del governo. Il ministero della propaganda e della cultura popolare, retto da Goebbels, vide di buon occhio l'iniziativa.

Come si svolse l'impresa dell'organizzazione studentesca

- Inizio di aprile: intervento scritto contro la corruzione giudaica

- Esposizione delle iniziative contro Lo Spirito Non Tedesco presso sezioni universitarie

- Ogni facoltà doveva avere autorizzazione e cooperazione del partito nazista locale

- Raccogliere i libri degli autori condannati. Si presero di mira studenti, professori, librerie, biblioteche, biblioteche circolanti. La polizia perquisiva le abitazioni private terrorizzando inquilini.

- Roghi quasi simultanei del 10 maggio. Si cercò di coordinare i roghi dalle 11 fino alla mezzanotte. Volevano anche fare sfoggio della nuova tecnologia della radio.

- Corteo con banda musicale poi insegnanti poi studenti poi uomini delle SA - milizia paramilitare - e soldati delle SS. Libri portati al rogo con camion o a Francoforte usato carro con buoi che di solito porta letame.

- Libri collocati in cima a una catasta infiammabile. Tanti simboli riferiti al socialismo e comunismo, immagini di Lenin, bandiera della repubblica di Weimar.

Ci fu chi liquidò tali roghi come bravate studentesche. Ci fu chi vide in questi roghi un'anticipazione di quello che toccò agli ebrei.

Dopo i roghi pubblici

Panico generale: buttare, bruciare documenti che mostrassero appartenenza al PC. Bruciare libri. Ma bruciare libri non facile e non veloce. Quindi si ricorse anche a spedizioni di grandi pacchi a falsi indirizzi in altre città. Nel 1933, sciolti tutti gli altri partiti. I nazisti si impossessano dei loro archivi.

Persecuzioni degli editori e degli autori: alcuni si suicidarono, altri espatriarono. Alcuni di loro riuscirono a ricrearsi una carriera all'esterno della patria e contribuirono alla resistenza contro Hitler. Ad esempio, due funzionari della casa editrice Kiepenheur trovarono occupazione a Amsterdam. I nazisti costrinsero gli Ullstein alla vendita del loro impero editoriale.

Un esempio di cosa dovettero passare librai, lettori, editori tedeschi, è offerto dal racconto della figlia di un noto avvocato ebreo: lei è Hilde Wenzel (intestarono libreria al marito della figlia che non era ebreo). Tra il 1933-1937 i librai non avevano accesso agli elenchi ufficiali di autori e libri da mettere al bando. I nazisti non volevano far vedere al mondo la loro censura. Dato ciò, i librai si disfacevano preventivamente di ciò che più chiaramente poteva essere pericoloso.

La definizione giuridica dello status di ebreo fu stabilita dalle Leggi di Norimberga nel 1935. Nel 1938 venne compilato un elenco completo di autori ebrei, ma non fu mai portato a termine, quindi i librai vivevano nell'incertezza di non sapere chi e quali fossero autori e opere ebree.

Cosa si vendeva di più in quel periodo

  • Classici della letteratura tedesca, da Schiller a Goethe
  • Libri di regioni lontane, letteratura cinese e giapponese
  • Opere di grandi autori russi da Tolstoj a Dostoevskij

Hilde era molto attenta ai suoi lettori e ai loro gusti, infatti riusciva anche a procurare loro libri sospetti o proibiti. Alla fine i tedeschi si accorsero che erano ebrei. Fatto importante fu la mancata esposizione fuori dal negozio delle bandiere naziste, in più in un questionario nazista il marito aveva dovuto dire che sua moglie era ebrea.

Dopo breve tregua del 1936, nel 1938 gli ebrei convocati per togliere permesso di espatrio dal passaporto. Hilde promise di andare in Italia e tenne il passaporto, andò a Zurigo con il figlio. Era partita prima del pogrom del 10 novembre 1938.

La politica di Goebbels mirava all'epurazione di tutti gli ambiti culturali ma per evitare le perdite economiche, acconsentì alle vendite forzate delle imprese ebraiche agli ariani. In più, all'inizio del 1936 si agì con cautela nei confronti di grandi editori e librai ebrei, sia per contenere danno economico sia perché in quell'anno vi erano le Olimpiadi e quindi bisognava illudere i visitatori stranieri ostili all'antisemitismo nazista. In quell'anno si vietò anche la vendita di 3 volumi di propaganda nazista, uno era di Goebbels. Dopo le Olimpiadi, fine tregua. Ritornano i cartelli che bandivano gli ebrei.

Marzo 1938 invasione nazista dell'Austria. Anche austriaci distruggono carte e libri pericolosi. Pogrom 10 novembre 1938: nazisti uccidono 91 ebrei e bruciano 267 sinagoghe con i libri della Torah e altri testi religiosi. 30000 ebrei tedeschi e quasi 7000 austriaci, in gran parte professionisti, furono internati nei campi di concentramento, alcuni morirono per maltrattamenti, altri si uccisero gettandosi sulle recinzioni o impiccati o assassinati.

Nella disperazione totale, i pochi che riuscirono a partire abbandonarono biblioteche e quadri. Nel 1937 in Germania rimanevano solo 27 editori ebrei. Nel 1938 i tedeschi presero possesso di tutte le case editrici rimanenti. Editori e librai che riuscirono a scappare prima, dopo la guerra, alcuni di loro tornarono in Germania e ripresero attività.

Durante la guerra

Due agenzie naziste si distinsero per le azioni di ruberia e la distruzione di biblioteche:

  • Creata da Alfred Rosenberg la ERR: sede centrale a Berlino, filiali e unità mobili setacciavano i paesi occupati in caccia di libri
  • Nata dalla RSHA - ufficio centrale per la sicurezza del Reich - che possedeva circa 3 milioni di libri riguardanti i nemici dei nazisti. Vennero bruciati edifici e libri. Libri ebraici pubblicati dopo il 1800 mandati al macero

Invasione del Belgio: distruzione biblioteca universitaria di Lovanio. Requisizione di archivi in tutto il Belgio. In Francia: depredate 723 biblioteche che avevano più di 12 mila libri rari. Trasferirono a Francoforte le biblioteche dell'Alliance Israélite Universelle. In Unione Sovietica: caccia alle raccolte preziose, ma anche distruzione di tutto e di più per annientare slavi sia nel corpo che nel pensiero. Quando furono gli alleati a minacciare e colpire biblioteche austriache e tedesche, i nazisti trasferirono il patrimonio in miniere o edifici lontani. Tra il 1945-46 opere e libri sarebbero stati restituiti ai legittimi proprietari.

Conclusione

Prima del '33, organizzazioni e pubblicazioni naziste avevano dichiarato le intenzioni nei confronti di letteratura, arte, musica, cinema, teatri, architettura non tedeschi. I roghi del 1933 non corrispondevano a una politica nazionale, ma l'anticipa alla perfezione. Scrittori, editori ebrei e non emigrarono. Dal 1935 figura dominante della politica culturale è Goebbels che voleva interventi razziali più radicali, rinviati a causa delle Olimpiadi. Tra il 1937-38 adottate leggi di Norimberga, istituito indice libri proibiti, vendita case editrici ebree, azioni contro l'arte degenerata. Nel 1938 invasione Austria e poi Cecoslovacchia. Rubarono, confiscarono e bruciarono libri. Campi di concentramento, brutalità assassina e privazione, il gas e lo sterminio: realtà e fantasia ben presto confluirono nella soluzione finale. I nazisti consideravano i nemici e i loro libri come un'unità inscindibile, incarnazione vivente e concreta dello spirito non tedesco. Gli scrittori tedeschi in esilio rifondarono in Francia l'Organizzazione degli scrittori tedeschi. Il 10 maggio 1934, commemorando il rogo dell'anno prima, diedero vita a una biblioteca della libertà tedesca, presieduta da Roman Rolland. Nel 1942 molti degli intellettuali fuggirono.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-STO/08 Archivistica, bibliografia e biblioteconomia

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