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Riassunto esame Storia del libro e dei Sistemi Editoriali, prof. Braida, libro consigliato Il Libro nella Shoah di Rose, Bonnard

Riassunto per l'esame di Storia del Libro e dei Sistemi Editoriali, basato su appunti personali e studio autonomo del testo Il Libro nella Shoah di Rose, Bonnard consigliato dalla docente Braida. Gli argomenti trattati sono i seguenti: distruzione e conservazione, i roghi.

Esame di Storia del libro e dei sistemi editoriali docente Prof. L. Braida

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2)Tortura incruenta: i libri del ghetto di Roma sotto l'occupazione nazista

heinrich Heine 1823: “dove si bruciano libri, si finisce con il bruciare anche esseri umani”

Le due biblioteche del ghetto di Roma: quella del Collegio Rabbinico e quella della sinagoga, non

furono bruciate.

Nel fascismo non vi era antisemitismo ufficiale, anzi gli ebrei italiani -in quanto del ceto medio-

avevano appoggiato il regime ed erano presenti ai livelli più alti della gerarchia fascista: Guido Jung

ministro delle Finanze, Aldo Finzi sottosegretario agli Interni.

Fino all'occupazione nazista dell'Italia nessun ebreo italiano fu inviato nei campi di sterminio.

Settembre 1943 Kappler, comandante delle SS resposabile di Roma, chiese un riscatto di 50 kili

d'oro in cambio della salvezza della comunità ebraica.

In realtà era già stata emanata la deportazione.

La mattina dopo il pagamento dell'oro, funzionari dell'ufficio di Kappler bussarono alla porta di

Ugo Foà, presidente della comunità israelitica, dovevano controllare se nella sinagoga c'erano

antifascisti.

-L'organo ERR:

-comando speciale 1940 fondato dal teorico ufficiale del nazionalsocialismo, Rosenberg.

-rimodellare la cultura tedesca ed europea dopo la guerra.

-organizzazione suddivisa in due sezioni

gruppi regionali detti Gruppi di Lavoro

comandi speciali che si occupavano dell'arte e dei manufatti storici

-confiscavano e saccheggiavano oggetti d'arte per destinarle all'Università nazista Hole Schule da

lui proggettata e caldeggiata.

-Rosenberg era visto male da Goebbels che non vedeva nessuna necessità di conservare reperti della

cultura ebraica.

-se un oggetto ambito apparteneva ad ariani stranieri, questi erano costretti a venderlo, se era di

ebrei veniva subito confiscato.

Nel 1943 nel ghetto di Roma si diede particolare attenzione alle 2 biblioteche, quella della comunità

e quella del collegio rabbinico.

La biblioteca della comunità → possedeva una raccolta magnifica, una delle più ricche di Europa

non solo per lo studio di Judaica, ma anche della prima cristianità.

(opere ebree a Roma avevano già visto il rogo:

1322 per ordine di Papa Giovanni XXII.

Con la Controriforma vennero bloccate le pubblicazioni di nuove opere in ebraico, fino al 1810

nessu libro vide la luce a Roma. Tra 1500 e 1800 roghi pubblici anche a Piazza san Pietro)

Nella biblioteca della comunità vi erano:

-manoscritti

-incunaboli

-opere del famoso editore Soncino

-testi orientali del 1500

-opere miscellanee e particolari

foà e Almansi, presidente dell'Unione delle comunità israelitiche, inviarono una lettera a vari uffici

del regime fascista per far desistere dal prelevamento delle opere.

Non funzionò

per preservare almeno le suppellettili d'oro e d'argento le fecero nascondere nelle pareti del bagno,

altri in giardini e in varie case in tutta Roma.

Nella comunità ebraica di Roma i nazisti confiscarono complessivamente oltre diecimila volumi.

I libri furono restutuiti, gli ebrei no. (Papa Pio XII era al corrente della deportazione non

intervenne.)

dalla sconfinata perversità del progetto nazista: un popolo, la cui intera esistenza era legata al Libro

e che il Libro aveva eletto a proprio simbolo, fu sistematicamente distrutto, mentre alle sue opere

preziose furono prodigate amorevoli attenzioni dalle stesse persone che usarono ogni mezzo per

annientarlo. 3)La confisca di libri ebraici a Salonicco durante la Shoah

Rosenberg credeva che la questione ebraica sarebbe finita quando gli ebrei saranno stati espulsi

dallo spazio vitale della Grande Germania.

Attraverso la confisca del materiale artistico ebraico bisognava fornire le prove della loro

colpevolezza (una volta finita la guerra servivano prove -falsate- che giustificassero lo sterminio)

Salonicco = presa di mira perché comunità ebraica sefradita di primaria importanza

Commissione Rosenberg si stabilì a Salonicco nel 1941 e iniziò a sequestrare libri, documenti,

rotoli della Torah e oggetti sacri.

Conduceva le confische Pohl.

Salonicco = luogo dove vi erano tanti rari libri per far luce sulla cultura ebraica.

Pohl conosceva l'ebraico e istruì i propri dipendenti sul modo migliore per localizzare libri rari, libri

di preghiera, certificati, fascicoli.

Il materiale confiscato fu inviato a Francoforte dove fu controllato e selezionato. Equipe di falsari

distorsero il contenuto dei testi in modo da favorire la propaganda nazista contro ebrei.

Dalla fine del 1400 quando arrivarono i primi ebrei espulsi dalla Spagna, fino al 1800, Salonicco fu

un importante centro per la stampa di opere religiose ebraiche. Divenne anche una delle sedi

principali per la pubblicazione di romanzi ebraici spagnoli, opere storiche, ballate.

Incendi dal 1500 al 1900 devastarono la città e coscpicue raccolte furono distrutte. Ogni copia

sopravvissuta di valore veniva ricopiata a mano per maggior sicurezza.

I beni confiscati/distrutti dai tedeschi:

-1941: prima raccolta confiscata da organo di Rosenberg → quella di Joseph Nehama, capo della

comunità, banchiere, storico, direttore della scuola dell'Alliance israelite universelle.

-biblioteca del rabbino Habib con 8mila opere venne bruciata

-archivi comunità ebraica

-archivi della Union Bank di Salonicco = simbolo dell'enorme potere della ricchezza internazionale

ebraica

A fine guerra:

molti fogli sciolti di libri ebraici apparverso sui mercati di Salonicco: parti della Torah erano state

trasformate in suole da scarpe.

Gli oggetti artistici che rimasero a Salonicco, furono veramente pochi.

I tedeschi riuscirono nel loro intento: dopo la guerra Salonicco non era più la stessa, la confisca dei

libri e dei documenti fu il primo passo verso l'annientamento della cultura sefradita tradizionale

degli israeliti di Salonicco.

4)Braci strappate al fuoco. Il salvataggio del patrimonio culturale ebraico a Vilna

1891: Simon Dubnov lancia campagna per raccogliere e conservare documenti storici e tesori della

cultura ebraica in Europa orientale. Considerava ebrei russi e polacchi dei bambini in quanto la

maturità di accresce se cresce consapelvolezza storica.

Le idee espresse nell'appello di Dubnov = credo di 3 generazioni di intellettuali ebrei dell'Europa

orientale.

1925: nasce a Vilna lo Yivo che porta avanti il culto della raccolta di documenti ebraici. In decine di

città della Polonia, Lituania, Romania e da tutto il mondo, gruppi di volontari danno allo Yivo una

valanga di materiali storici, letterari e artistici.

Con 2 Guerra mondiale e minaccia di distruzione, un gruppo di intellettuali ebrei rischiò la vita per

recuperare i libri ecc...

Una settimana dopo la conquista di Vilna da parte dei tedeschi, arrivò in città un rappresentante

dello ERR, il dottor Gotthardt

Ordine di arrestare 3 studiosi di cui Prilutski e Goldschmidt ogni giorno venivano condotti alla

biblioteca Strasun per compilare elenchi di incunaboli e libri rari.

Dato il vastissimo patrimonio culturale di Vilna, era necessario un gruppo di lavoro permanente per

setacciare decine di migliaia di pezzi.

Lo Yivo fu trasformato in caserma e messo interamente a soqquadro. Divenne deposito e centro di

smistamento di un gran numero di biblioteche e raccolte.

Se le azioni della Gestapo = entravano in case per scovare gli uomini ebrei

Le azioni della Rosenberg = entrava per scovare i libri

e anche

per i libri vi era il momento in cui si doveva scegliere tra la vita e la morte (alcuni funzionari

tedeschi non sapendo nulla della cultura ebraica potevano scegliere il destino di un libro solo in

base alla bellezza della legatura)

espedienti per salvare i libri:

-ritardare il più possibile il lavoro di selezione

-nascondere libri per portarli dentro al ghetto = Papir brigade = tra 42-43 migliaia di libri tornarono

al ghetto. Ma dove si potevano nascondere dentro al ghetto? Pareti e pavimento e un bunker

costruito da un ebreo per la mamma.

Un manuale sovietico di istruzioni sul modo di fabbricare munizioni, bombe Molotov e mine

terrestri fu passato ai comandanti del FPO il che permise ai partigiani del ghetto di produrre il loro

primissimo arsenale.

Dopo la guerra:

-l'edificio dello Yivo era distrutto

-il nascondiglio di Kurk (responsabile del ghetto di Vilna) entro la biblio era stato scoperto e tutto il

materiale era stato bruciato nel cortile

-il bunker era intatto

-anche altri nascondigli avevano funzionato

-26 luglio 1944 solo dopo 13 giorni dalla liberazione: prende vita il Museo di arte e cultura ebraica

affidato al ministero della cultura della repubblica socialista sovietica lituana.

Il Museo inizia negli appartamenti del poeta yiddish Sutzkever, poi trasferito nelle uniche parti

agibili del ghetto ovvero la prigione.

Se i cittadini contribuirono molto, le autorità lituane non diedero nessun appoggio. Il partito

comunista in Lituania non capiva perché gli ebrei continuassero a volere un museo separato, una

scuola separata...

Sutzkever decise di non aspettare e inviò già dal 1944 il primo pacco di materiali allo Yivo di New

York.

Al museo pagavano lo stipendio a sole 3 persone.

I comunisti sequestravano libri per controllarli, ma non li restituivano.

Pian piano si inziò a portare via i testi come sotto i nazisti.

Tutti i testi rimasti nascosti per 40 anni uscirono allo scoperto solo tra gli anni '80 e '90 per essere

ricondotti allo Yivo.

Chi avrebbe mai immaginato che la libera Vilna, dopo la guerra si sarebbe trasformata in un campo

di prigionia sovietico. 5)La questione ebraica e la censura in URSS

Saggio scritto dall'estrapolazione di capitoli dal libro di Blium “la questione ebraica sotto la censura

sovietica 1917-1991”.

Difficile ricerca svolta da Blium perché tutti i materiali segretissimi. Comunque riuscì a trovare

interventi messi in atto dal più importante organismo di censura sovietico, la Direzione centrale per

l'attività editoriale e letteraria = Glavlit.

Periodi presi in considerazione:

-anni del terrore 1930-1941 → inizia con l'assassino del più grande rivale di Stalin, poi il 70% dei

gradi più alti del partito comunista fu giustiziato.

-fatali anni '40, fino al 1953 morte di Stalin

L'antisemitismo legittimato dallo stato inizia nel 1936, per rafforzarsi dopo la firma del patto di non

aggressione Ribbentrop-Molotov 1939

Una volta finita la persecuzione da parte dei nazisti ricominciò a pieno ritmo quella del regime

sovietico.

Fino alla morte di Stalin 1953:

-fu proibito ogni accenno a stampa, ai fatti riguardanti la Shoah

-1948 sciogliemento del comitato antifascista ebraico fondato nel 1942

-uccisione dei vertici dell'intelligiencia ebraica come Mikhoels (attore e direttore artistico del teatro

ebreo di Mosca)

-1949 affare dei critici teatrali accusati di sentimenti antipatriottici ed espulsi dall'unione di scrittori

sovietici. Accusati di essere cosmopoliti senza patriarcale

-1952 inizia processo segreto contro ebrei accusati di voler separare la Crimea dall'URSS per

trasformarla in una repubblica ebraica

-1953 Complotto dei Medici. Ipotetica congiura mirante ad assassinare i leader sovietici.

Gli anni del terrore:

nel 1936 la questione ebraica fu dichiarata inesistente

L'apparato di censura era alla continua ricerca del più piccolo indizio di propaganda sionista a

stampa.

Nel romanzo il “Vitello d'oro” Petrov, un giornalista sovietico tenta di convincere un collega

americano spiegandogli che in Unione Sovietica non esiste antisemitismo, non esiste una questione

ebraica poiché essa non ha radici sociali. Nel regime totalitario qualsiasi questione può essere

dichiarata inesistente.

I fatali anni quaranta:

agli inizi degli anni 50 gli ebrei furono quasi annientati. La figlia di Stalin nelle sue memorie cita

spesso l'antisemitismo del padre.

Nel 1944-45 la casa editrice sovietica Der Emes pubblicò in yiddish la prima e la seconda parte del

Libro nero, con il titolo Assassini del popolo, poi uscì anche in inglese.

La versione in russo doveva uscire nel 1948 ma fu distrutto e nello stesso anno venne sciolto il

comitato antifascista ebraico.

In Russia il libro nero non apparve fino al 1991

I funzionari della Lubjanka (sede dei servizi segreti di Mosca) non solo accusarono i compilatori del

Libro nero di nazionalismo insidioso e di amplificare le sofferenze degli ebrei durante la Shoah, ma

li definirono propagandisti del nazismo perché descrivono in modo sospetto le idee di Hitler

adducendo particolari eccessivi.

1949 il Glavlit emanò una direttiva intitolata “Elenco alfabetico di autori, tutte le opere dei quali

devono essere escluse da biblioteche e organizzazioni del commercio libraio.

Per far sembrare la cosa non evidente negli elenchi si aggiungevano altri titoli non ebrei.

Le opere furono distrutte o nascoste nei gulag dei libri. I libri non distrutti rividero la luce solo

durante la Perestrojka.

-Parte seconda: Cultura e resistenza-

6)La voce segreta. Stampa clandestina nei Paesi Bassi 1940-1945

Fino al 1940 Paesi Bassi neutrali

poi

Nazisti bombardano e invadono.

Prima olandesi collaborano, per evitare eccessive distruzioni, ma poi si forma un nuovo partito

olandese di carattere patriottico: UNIE che nel 1941 fu messo fuori legge.

Tutta la stampa messa sotto censura.

Forte attività delle stamperie clandestine durante 40-45:

– prima pubblicazione fu un volantino con una poesia dello scrittore olandese Nijhoff

– pastore protestante, un insegnate, un chimico diedero vita a una sigla editoriale: La nave

azzurra. Tutte le copertine furono illustrate e stampate da Werkman di ispirazione dada.

La Nave azzurra pubblicava opere che documentavano la resistenza in atto

– altri intellettuali attivi nella resistenza pubblicarono due collane di cui i testi erano

abbastanza piccoli da entrare nel portafogli

– le edizioni Ape operosa = fondata da studenti di legge a Utrecht. Ape operosa perché i

fondatori si erano impegnati a nascondere bambini ebrei. Per raccogliere denaro per le loro

azioni di salvataggio pubblicano la poesia di Campert “18 morti” da dare a chi contribuiva.

Una pubblicazione di sonetti era di un autore che li scrisse mentre era internato in cun

campo. I suoi versi arrivarono dentro tubetti di dentifricio.

1945 decidono di comprare un torchio. La prima opera stampata con il nuovo torchio fu il

lamento medievale “Egidio dove sei andato?”

Comunque i libri dell'Ape non erano sempre solenni, c'erano anche testi ironici se non

comici -prendere in giro Hitler e gli occupanti.

L'ape offriva anche traduzioni di testi stranieri

– il libraio di Amsterdam Balkema per continuare a fornire ai suoi clienti i testi specie quelli

stranieri, cominciò a pubblicare in proprio. Si unì a uno scrittore e a uno stampatore e

crearono il marchio “La pecora nera”.

Pubblicavano saggi di viaggio, novelle, poemi.

Edizioni di pregio e autori di fama internazionale come Mallarmè, Kafka.

Venivano stampate solo copie destinate a un elenco di sottoscrittori -50/55-

– l'abilità degli stampatori fu usata anche per fabbricare carte d'identità, tessere di

razionamento e timbri per passaporti falsi.

– Stols fu l'editore più schivo, attivo durante gli anni dell'occupazione. Pubblicò con marchi

fittizi sia olandesi che stranieri. Utilizzava date di stampa falsi. Inventò pseudonimi per i

suoi vari stampatori

Quando i tedeschi avanzarono portando stragi, editori e stampatori continuarono a offrire ai propri

sostenitori segreti parole di speranza. Usavano carta da pacchi marrone, pagine strappate dai libri

mastri di casa ecc..

gli eidtori e librai che persero la vita occuparono negli olandesi un posto speciale: 1945

Amesterdam istituisce premi annuali in memoria di Werkman e Duwaer.

7)Lettura e scrittura negli Yizker-bikher durante la Shoah

Nell'Europa dei nazisti gli ebrei leggevano, scrivevano, componevano

Centinaia di associazioni preparararono yizker bikher = libri di ricordi per commemorare le

rispettive città natali.

Centinaia di volumi poco noti entro la letteratura della shoah

i principali lettori e scrittori erano landslayt= persone di una stessa città dell'europa orientale:

sopravvissuti allo sterminio che compilarono a più mani un libro sul luogo di nascita o provenienza

prima, durante o dopo la shoah.

I libri contengono:

-saggi storici

-elenchi

-memorie

-biografie

-cronologie

-poemi

-lettere

-foto

-disegni

-articoli di giornale

questi libri possono fornire anche indicazioni sulle abitudini di lettura e scrittura durante shoah.

Tra i documenti scritti durante la shoah primeggiano i diari:

-Anna Frank

-testi meno noti

-altri che compaiono solo negli yizker bikher → sia testi completi oppure solo parti oppure se il

diario è andato perso si fa riferimento a lui

Altri documenti importanti compilati durante shoah: gli archivi

es: ebrei di Nowy Dwor rifugiati a Varsavia, furono intervistati dagli archivisti del ghetto i quali

conservarono nell'archibio i primi resoconti dell'attacco

Altri documenti presenti o a cui ci si riferisce: quelli dello Judenrat (consiglio ebraico incaricato di

dare atto alle direttive naziste)

Altri documenti: le lettere

-il sistema postale consentiva alle persone che vivevano nei ghetti di inviare informazioni,

avvertimenti, pacchi, auguri e richieste.

-importanza della posta nel trasmettere informazioni vitali

Canti e poesie:

utili per divulgare pubblicamente informazioni nei ghetti e nei campi di concentramento. La

letteratura serviva però anche come conforto personale

e

gli yizker biker riportano vari commenti a proposito della lettura di romanzi o poemi.

Opere scritte durante la shoah:

-molta era la creatività dei poeti chiusi nei ghetti

Stampa clandestina:

-es si pubblicavano riviste con una falsa copertina

utile per diffondere notizie sulla restistenza

utile per segreti servizi religiosi e studi accademici

Durante la shoah, gli archivisti dei ghetti, sollecitati dal compito affidato loro dallo YIVO di

documentare la vita degli ebrei nell'Europa orientale, raccolsero una ricca messe di materiale per

registrare cosa stava accadendo. Almeno questo sarebbe rimasto anche se le persone non c'erano

più.

Chi scriveva dei fatti (dai diari ai sonetti agli archivi) lo faceva per:

-documentare le atrocità pepetrate dai nazisti nell'Europa occupata

-testimoniare la distruzione dell'ebraismo nell'Europa orientale

negli yzker biker sono presenti anche documenti del dopoguerra = significa che da parte degli stessi

sopravvissuti è ancora in corso il lavoro di interpretazione e mette in luce la modificazione in atto

nelle modalità di lettura e di scrittura degli avvenimenti che riguardano la Shoah


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in culture e storia del sistema editoriale
SSD:
Università: Milano - Unimi
A.A.: 2014-2015

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Lipperlì di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia del libro e dei sistemi editoriali e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Milano - Unimi o del prof Braida Ludovica.

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