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Riassunto esame Storia del libro, prof. Braida, libro consigliato ItaliAmerica: L'editoria di Scarpellini, Schnapp

Riassunto per l'esame di Storia del libro e dei sistemi editoriali della professoressa Braida, basato su appunti personali e studio autonomo del testo consigliato dal docente ItaliAmerica a cura di E. Scarpellini e J. T. Schnapp, Milano, Fondazione Mondadori-Il Saggiatore, 2008 . Gli argomenti trattati sono i seguenti: Un ponte sull'oceano: Henry Frust, traduttore, Henry Frust, translator.

Esame di Storia del libro e dei sistemi editoriali docente Prof. L. Braida

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Cerca in tutti i modi l'amicizia di D'annunzio anche dopo aver dato nell'occhio quando faceva parte

del plotone fiumano e anzi ne era ministro della Propaganda.

Cerca anche di ingraziarsi Mussolini per avere almeno una prefazione alle sue memorie fiumane.

Creava confusione entro il regime: era un pedrasta di professione, patriota italiano con passaporto

americano. Quindi la polizia segreta inziò a investigare su di lui e a controllare la corrispondenza

con Benedetto Croce.

Ma comunque la sua vita sotto regime scorre tranquillo perché aveva partecipato a Fiume e fervente

sostenitore fascista.

Da traduttore dall'italiano all'inglese ha:

-negli anni '30 portato all'attenzione del pubblico americano autori come → Moravia, Zavattini,

Palazzeschi, Montale, tramite le pagine del New York Times

-negli anni '40 le sole traduzioni fatte dall'italiano all'inglese sono favori fatti agli amici (come

Mario Soldati)

henry Frust traduttore:

dal 1948 scrisse quasi solo in italiano.

A parte il “Borghese” la principale fonte di reddito erano le traduzioni fatte in gran quantità per Leo

Longanesi e la sua casa editrice.

Collaborava anche per Bompiani, Rizzoli, Einaudi.

Come traduttore d'arte → lavori eruditi di Toye, Burns o le edizioni di Beethoven, Kafka, Poe.

Migliori suo progetto di traduzione colta è quella del 1951 di “Benito Cereno” di Melville che era

stata tradotta 11 anni prima da Pavese.

Cosa fece di più? Corresse le molte licenze che Pavese si era preso. In più l'opera venne ricollocata

entro una collana quasi fatta di opere tutte tradotte da Furst e aventi per oggetto temi anglomericani

cattolici o legati all'omosessualità. Gli aspetti omoerotici e la ricerca di spiritualità sono centrali in

Melville, ma certo Pavese non li aveva messi in rilievo

Sul versante “industriale” → troviamo Tanner con traduzioni della serie Zia meme.

Si dedicò molto a opere storico politiche incentrate su grandi personaggi come Harry Truman o

Kennedy.

Il fatto che nelle sue ultime fatiche siano apparsi sia uomini di destra conservatrice e della sinistra

liberale, denota l'importanza che la politica americana stava assumendo sulla scena italiana e

evidenza il crescente sforzo della destra italiana di servirsi dei modelli americani da opporre

all'avanzata dell'ondata socialista.

Con le traduzioni “industriali” si capisce come il focus, dagli anni '50 sia sul grande pubblico, il

pubblico di massa tra il quale i libri delle celebrità internazionali erano successo garantito.

2)Linder. Origine ed evoluzione del ruolo dell'agente letterario nell'editoria di ricerca.

Tra anni '40 e '80 Linder = maggior agente letterario italiano e ha avuto un ruolo centrale nella

definizione del funzionamento del mercato editoriale nazionale. Tutti i maggiori editori italiani

hanno dovuto fare i conti con la sua competenza.

Ma l'agente letterario non è mai stato oggetto di uno studio sistematico di storia dell'editoria.

Quindi nel saggio:

-studio dell'evoluzione di tale figura professionale dalle origini anglosassoni alla stabilizzazione

nell'editoria nazionale

-caso specifico di Linder nella mediazione editoriale tra USA e Italia

L'industrializzazione dell'attività editoriale con l'aumento delle case editrici + la divrsificazione

delle attività hanno comportato un indebolimento dei legami personali fra editore e autore.

In questa instabilità sono nati alcuni intermediari professionisti.

L'agente letterario assolve il ruolo di mediatore nell'editoria generale, mentre nell'editoria

universitaria spesso ci si avvale di mediatori accademici.

L'agente letterario vende agli editori i manoscritti dei suoi clienti, negoziandone i termini.

Gli agenti ricevono una commissione (max 15%).

sono persone che hanno una precisa conoscenza del mercato editoriale sulla quale hanno fondato la

loro professionalità.

L'agente letterario nell'editoria anglosassone:

-tale figura nasce anni '20 del 1800.

-inizialmente svincolato da ogni interesse economico

-inizialmente si occupa di correggere i testi, vende i manoscritti alle case ed. e alle riviste e quindi

assume precise funzioni editoriali.

-Walter Scott e Dickens hanno agenti letterari non ufficiali. Il primo si serve dei fratelli Ballantyine

per creare una competizione tra due editori. Per Dickens abbiamo come agente dal 1836 John Foster

-anni '60 del 1800 Watts, Pinter, Brown sono i primi veri agenti e stabiliscono una commissione del

10%: dialogano direttamente con gli editori, parcellizzano le pubblicazioni crando feuilleton di

successo. Contribuiscono a creare l'esigenza di leggi sulla proprietà letteraria.

-questi primi agenti accettati con difficoltà dagli editoriale

-a lungo tale attività considerata centrale solo nelle pubblicazioni su periodici

-USA e GB procedono simultaneamente alla definizione di un'omologazione delle pratiche

editoriali e a una simile legislazione specifica.

-1891 approvazione dell'International Copyright Law a Washington

In Italia

-agente letterario ruolo stabile solo nel secondo dopoguerra perché mercato editoriale interno di

dimensioni ridotte + sistema distributivo arretrato + numero di lettori ancora limitato.

-1898 Luigi Foà fonda ALI. Si focalizza su diritti esteri di narrativa di consumo e sulla rivendita nel

mercato interno agli editori, giornali e riviste.

Quindi

inizialmente in Italia l'agente si occupa solo dei diritti dei titoli stranieri che vengono importati.

L'ALI inizialmente non si occupa degli autori italiani che mantengono un rapporto diretto con i loro

editori.

-la nascita di questa figura va relazionata alle pressioni esercitate dai mercati internazionali

maggiormente strutturati rispetto a quello italiano.

Tutti gli autori anglosassoni di successo che dal secondo dopoguerra sono importati in Italia

richiedono trattative professionali che passano ormai tramite agenzie letterarie.

-In Italia sono forse i lettori e i traduttori a essere i primi veri intermediari editoriali: Vittorini,

Bassani, Sereni, Nardi, Cecchi, Mazzucchetti, Pivano sono intermediari non regolati da agenzie

esterne che tuttavia hanno chiesto mediazioni sulle royaltis dei loro autori e per il proprio lavoro.

Linder nell'editoria di ricerca:

-lui standardizza questa professione

-conosce 5 lingue

-lavora fin da giovanissimo per Bompiani e Mondadori

-conosce i mercati stranieri

-si interessa in particolare alla saggistica e ai testi di ricerca perché ritiene che sia la fascia meglio

strutturata nell'Italia del Dopoguerra

Le University Press nel campo editoriale statunitense:

il campo editoriale statunitense si distingue per essere fortemente industrializzato in anticipo con il

resto dei paesi.

In mezzo a prodotti di entertainement

la produzione sperimentale e di ricerca mantiene comunque una certa vitalità assicurata da circuiti

di produzione e promozione proprio, tra i quali le

University Press hanno un ruolo preminente.

Nel dopoguerra molti saggi importanti entrano nei loro cataloghi perché la loro pubblicazione non è

più sostenibile dalle case editrici commerciali.

Quindi

le University Press allargano il loro margine di interessi

Il funzionamento del campo editoriale in Italia: due logiche di produzione

In Italia anni '50 avevamo situazione come quella descritta per il mercato editoriale francese da

Bourdieu

-da un lato → un'economia antieconomica che persegue l'arte pura, basata da disinteresse e sulla

negazione dell'aspetto commerciale. Ci sono casi particolari in cui tale situazione procura un grande

prestigio alla casa editrice e a lungo termine può assicurare dei profitti economici.

-dall'altro → una strategia commerciale rivolta al profitto a breve termine. Bene artistico come altra

merce.

Quando una casa editrice raggiunge una posizione dominante, produce un rafforzamento della

tendenza a gestire gli acquisti a scapito della ricerca e dell'innovazione: può utilizzare il capitale

simbolico accumulato per legittimare autori più commerciali e vendibili

Linder e l'evoluzione dell'editoria italiana:

-riconoscendo il bisogno di minimizzare gli sprechi, egli sostenne una produzione razionale

che consiste

nello stabilire un piano promozionale e distributivo ad hoc che riduce i margini dell'insuccesso.

-è indispensabile che vi sia la figura dell'agente per evitare rapporti controproducenti tra autore ed

editore.

-Lui da mediatore propone modificazioni, fusioni, tagli e riscritture dei testi che considera

fondamentali.

Linder e Alberto Mondadori:

si conoscono fino dagli anni '40, poi metà anni 50 Mondadori idea una casa editrice saggistica.

Inizia con Linder una collaborazione quotidiana

-1958 nasce Il Saggiatore, collaboravano: Debenedetti, Argan, De Martino

-obiettivo nuova casa: risolvere arretratezze della cultura italiana

-perchè Linder collaborava?

• Perché in quegli anni si occupava quasi solo di saggistica, vista come la parte più strutturata

del mercato

• facendo leva sull'imponente apparato distributivo dell'Arnoldo Mondadori Editore, Alberto

risolve un problema strutturale che Linder considera fondamentale

-Collana importante “La Cultura” che si divide in settori. Si decide aumento tirature e abbattimento

prezzi

-Collana “La biblioteca delle silerchie” con copertine ispirate all'industrial design

-pubblicano Strauss, Jung, Simone de Beauvoir

-Alberto = entusiasta, instintivo

-Linder = riflessivo, misurato

-tra gli anni 50-70 Linder è anche consulente e paciere in una serie di collaborazioni tra l'AME e

Einaudi che permettono alla Mondadori e in parte minore anche al Saggiatore di sfruttare i titoli di

Einaudi

-Alberto vuole che il Saggiatore diventi casa ed. anche universitaria come le University Press, ma

quelle sono società no profit

-1965 collaborazione tra Alberto e case editrici importanti statunitensi come Princeton, Chicago

da queste collaborazioni

la collana Cultura suddivisa in diverse sezioni si arricchisce ti testi specialistici

-1968 Alberto stacca il Saggiatore dalla AME. Il progetto è grandioso, si moltiplicano i

collaboratori. Si intensificano i viaggi oltreoceano. Tanti titoli americani, ma di saggistica, opere

che hanno bisogno di più tempo per dare frutti.

Quindi

1969 iniziano tensioni economiche

-quando Alberto non rispetta i tempi di pagamento degli autori, Linder è implacabile: il ruolo

dell'agente letterario è in primis la tutela dei diritti dei propri assistiti. Prima fa pagare tutti i suoi

clienti, poi forse si rimetterà in collaborazione con Alberto.

-Linder è riconosciuto come il garante degli autori che assiste

3)Il Mulino e la Nuova Frontiera. Una casa editrice bolognese tra politica e cultura, Italia e

America.

Mulino e la sua indipendenza dagli schematismi e dai dogmi della Guerra fredda.

Mulino nasce come rivista.

Primo numero: esce il 25 aprile 1951 come “quindicinale di informazione culturale e universitaria”

Luigi Pedrazzi = uno dei fondatori

Con una 20ina di fascicoli mensili i giovani del Mulino, sono dopo due anni, un fenomeno italiano.

1953 viene attribuito il premio Viareggio alla rivista. Per la prima volta non è dato a un'opera

letteraria o di saggistica.

1954 si da vita alla Casa editrice.

Fanno il primo Convegno amici e collaboratori del Mulino, tra cui vi è anche Montale. La relazione

introduttiva al convegno = il primo volume pubblicato dalla casa ed.

gli altri due volumi della collana “Saggi”: -Geografia delle elezioni italiane 46-54

-Filosofia e sociologia

Vi erano continui scambi con realtà che condividevano stessa visione democratica, come:

-”Il mondo” di Pannunzio condividono firme come Spinelli, Compagna, De Caprariis

1959 diviene direttore Mulino → Matteucci: la ricerca universitaria raggiunge il suo apice

poi arriva

Pedrazzi che vuole molto più una rivista di intervento politico immediato.

La casa editrice

-pubblica testi di scienze sociali ancora ignoti in Italia

-1959 “Collezione di storia americana” che ha lo scopo di inquadrare la nascita della democrazia

negli USA e della storia americana come parte integrante della civiltà occidentale

Si crea una sede bolognese della Kohns Hopkins University a Bologna.

1961 arriva Kennedy, ciò è visto dal gruppo del Mulino come il ritorno a una tradizione iniziata da

Wilson e Roosevelt di dare peso agli intellettuali nella vita politica.

Tra 1961 e 1965 il gruppo Mulino credono nel progetto di centrosinistra in Italia e lo appoggiano

con un'opera di sostegno della politica riformista.

La rivista è anticomunista e critica.

Ci si vuole muovere sulla linea Kennedy

-escono numeri rivista intitolati: “La nuova frontiera in America, Europa e Italia”, sui compiti che

spettano al nuovo team presidenziale.

-si vuole: combattere recessione pur aumentando spese per difesa nazionale

aiuti ai paesi sottosviluppati

programmi sociali

La vittoria democratica negli USA sembra essere occasione storica per passare dalla

radicalizzazione della lotta al dialogo. Nella visione del Mulino la soluzione della Guerra Fredda

infatti non verrà dall'affermazione uniliaterale di una parte, ma con un mutamento di entrambi i

blocchi. Non si deve mettere fuori legge il partito comunista, ma nemmeno concedergli il vantaggio

di presentarsi come centro di raccolta degli ideali di riforma.

Il gruppo del Mulino pensa che gli americani: “benchè fortemente critici sulla politica ufficiale del

loro paese, e verso le forze che vi predominano, non sentono il bisogno di mostrare alcuna tenerezza

per il comunismo, ed è questa sicurezza democratica che li distingue dagli intellettuali di sinistra

europei.

Mai credere che gli occidentali rappresentano la civiltà contro le barbarie, pensando che non

esistono radici comuni. Le radici greco romane sono anche quelle della cultura moscovita.

Cavazza e Spinelli hanno il desiderio di passare dall'azione intellettuale a quella politica, non

vogliono essere confusi con le altre associazioni come La Lega per i diritti dell'uomo.

Vogliono creare una rete tra quelli che voglio combattere per avere istituzioni democratiche e che

spesso vivono nel più totale isolamento.

Francis Randall, contattato da Spinelli negli USA, porta sulle pagine del Mulino una testimonianza

sulla battaglia per i diritti civili dei neri.

Il primo numero 1961 è dedicato a un bilancio critico del primo anno di Kennedy. Si dice che egli

non ha rinnovato la burocrazia, non ha attuato aiuti all'estero efficaci e nessun cambiamento nelle

questioni più difficili.

Per dare nuova linfa alla casa editrice:

-per aumentare entrate puntare sui classici

-sulla rivista continuare con gli interventi di esperti di altissimo livello.

Gli argomenti su cui si concentrano:

-consensi e obiezioni al centrosinistra

-il problema della democrazia: concetto e storia

-il concilio e le attese dei cattolici e dei non cattolici

-la situazione della cultura filosofica in Italia

-il problema delle regioni

-il problema della scuola

-i partiti tra 1958 e 1963

il contributo del Mulino alle relazioni tra l'amministrazione Kennedy e il mondo politico italiano

viene riconosciuto da documenti ufficiali americani che descrivono la rivista come punto di

riferimento essenziale per la comprensione della realtà politica nazionale.

Dopo due anni di governo il Mulino esalta di Kennedy:

-ritiro dei missili da Cuba

-il successo del partito democratico alle elezioni 1962

1963 esce la collana “Classici della democrazia moderna” = è la prima volta nel secondo

dopoguerra che si è tentata la pubblicazione in un serio piano organico di testi politici difficili con

l'intento di portarli a un vasto pubblico.

Il merito di aver scoperto che l'alleanza dei politici con gli intellettuali è il segreto del rinnovamento

della vita politica di oggi è di Stevenson. I frutti di questa scoperta sono stati raccolti da Kennedy.

La tragica scomparsa di Kennedy nel '63 è salutata dal Mulino con “...l'uomo in cui avevamo

creduto fin dall'inizio”

intanto

contrasto sempre più forte tra gruppo del Mulino e la proprietà del Mulino.

1964 il gruppo formalizza una proposta d'acquisto.

Novità = gli intellettuali non sono consulenti esterni ma diventano responsabili di una azienda.

Si forma la cooperativa e tutte le quote della casa editrice vengono trasferite all'Associazione del

Mulino di cui il nucleo dei 12 redattori è proprietario alla pari.

Metà 1964 il Mulino è coinvolto nella costituzione di un Consiglio Italiano per Affari

Internazionali, poi chiamato Istituto Affari Internazionali. Cavazza, Galli, Spinelli più Fichera che si

stava allora occupando della istituzionalizzazione della Fondazione Olivetti (la quale aveva

collaborato al convegno sul Kennedy)

L'Istituto Affari Internazionali viene fondato a Roma 1965 per iniziativa di Spinelli, Fondazione

Olivetti, Associazione il Mulino, centro studi Nord e Sud e con il contribuito definitivo della

Fondazione Ford.

Tra i primi progetti:

-collezione di studi internazionali proposta da Gronchi

Questa è una collaborazione che fonde insieme il campo politico accademico e culturale. È la

realizzazione dell'auspicio di Montale che nel 1954 si augurava che ne nascesse non già un

ennesimo partito ma alcuni uomini capaci di portare nuovo lievito ai partiti esistente.

Il gruppo del Mulino era composto da cattolici, socialisti, liberali, democratici uniti dall'obiettivo di


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in culture e storia del sistema editoriale
SSD:
Università: Milano - Unimi
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Lipperlì di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia del libro e dei sistemi editoriali e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Milano - Unimi o del prof Braida Ludovica.

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