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La stoffa dell'Italia

I significati culturali del vestire

La funzione sociale: abiti e classi

Vestirsi ha un forte significato sociale. Il sociologo tedesco Simmel scelse la moda come paradigma per spiegare i meccanismi più profondi della società moderna. Noi tendiamo a imitare gli altri, per il nostro bisogno di appartenenza a un determinato gruppo sociale; allo stesso modo, vogliamo anche distinguerci e affermare la nostra individualità, staccandoci in parte dal gruppo. In pratica questo comporta che le persone appartenenti a un certo gruppo sociale si vestano secondo canoni simili, in modo da distinguersi da altri gruppi, salvo alcune peculiarità individuali — teoria del trickle-down, delle tendenze che scendono dall'alto verso il basso, delle "mode di classe".

Thorstein Veblen: sulla nuova società emersa dalla Rivoluzione industriale — potere e ricchezza non bastano da soli per guadagnarsi prestigio sociale: devono essere mostrati. Con vestito di lusso si esibisce la propria agiatezza, sfoggiando un consumo inutile e vistoso, "ostentativo". E si dimostra anche con le fattezze dell'abito che non si è costretti a lavorare ma ci si dedica al divertimento, al leisure.

Per anni le leggi suntuarie avevano fissato meticolosamente il tipo di abiti, le stoffe, i gioielli, persino i colori che ogni ceto era autorizzato a portare. Con il tempo tutto questo finì. Nelle moderne metropoli gli stili si confondevano ed era più difficile far vedere agli altri la propria ricchezza, vecchia o nuova. Ecco allora che il vestirsi poteva ristabilire in modo appropriato le distanze sociali.

Anni '50 e '60: le foto dipingono un quadro dove le differenze sociali sono evidenti: qualità degli abiti > stoffe pregiate, taglio perfetto, fazzoletto nel taschino

  • Accessori > significati simbolici:

Cappello

Di origini antichissime, come protezione del capo, in pelliccia o di pelle animale, ha conosciuto sviluppo incredibile nei secoli; forme più svariate; morbidi o rigidi; sobri o carichi; raffigurati in scudi araldici o copricapi di religiosi; uno degli emblemi della Rivoluzione francese. Negli anni '50: per uomini classe medio-alta cappelli morbidi in feltro con cupola floscia, tipo modello Homburg che il principe Edoardo d'Inghilterra aveva lanciato nel 1890 # operai e popolani indossavano al massimo semplici berretti o baschi. Per donne fittissimo guardaroba di cappellini piccoli e preziosi, da mettere nelle serate di festa e a teatro oppure ornati con mille fiori, nastri, veli, pizzi; cappelli a testa larga. Ma non erano per tutte. Perché sono importanti?

  • Copertura e ornamento del capo sono immediatamente visibili
  • Cappello ampio = visibilità
  • Molto decorati = prestigio (dovuto alla ricchezza)
  • Molto alti = autorità (prestigio sociale dell' altezza)
  • Oggetto che per eccellenza incarna idea di potere e regalità è proprio un ornamento del capo, la corona — coprisi capo è importante per le religioni > in questo caso però deve essere modesto, perché è segno di rispetto e sottomissione a divinità.

Velo

Nelle cerimonie religiose e in generale dentro una chiesa, donne dovevano essere coperte, possibilmente non da vistosi cappelli ma da semplici veli. Il velo o il panno in testa hanno accompagnato da sempre la donna nella cristianità: segno di pudore, onorabilità, ceto sociale, stato civile. Per secoli il capo della donna è stato uno dei luoghi di creazione di significato sociali, e ha mantenuto forte connotazione religiosa.

Guanti

Storia antica come i cappelli; dapprima di pelle di vari animali, in genere corti e solidi, a volte senza dita, adatti per lavori manuali, addestramento animali (falconieri), il combattimento; più leggeri e decorati per le classi nobili. Da XV di moda anche in stoffa (seta, velluto, cotone, lino, lavorati a merletto), così maggiore fantasia di colori e forme, riprendendo uso ricami con fili d'oro e d'argento e inserimento pietre preziose. Più tardi guanti lunghi e dal Rinascimento in poi guanti profumati (Italia e Francia) — comunque fondamentali nell'abbigliamento:

  • Per uomini perché da medioevo cerimonia di investitura: simbolo di onore personale e legame stretto tra sovrano e cavaliere. Ecco perché simbolico gesto di sfida "lancio del guanto".
  • Per donne perché simbolo status e eleganza: nelle case per mangiare, per fare colazione, ricevere > non se li toglievano quasi mai, semmai cambiati a seconda situazione (sottilissimi bianchi per dormire la notte, per mani morbide e delicate).

Pelliccia

Esempio di "moderno blasone". A uso antichissimo di calda ricopertura, già da medioevo si sovrappone quello di ornamento di lusso: ermellino, vaio o petit-gris e volpe i più pregiati, per re e nobili; ad esse poi si aggiungono pelli di grandi felini, simbolo di forza e di regalità. Con il passare del tempo pellicce assumono fogge più disparate, spesso non presentandosi più come solo indumento completo, ma sotto forma di fodere, cappelli, mantelli, manicotti, bordure, cappucci > sempre segno di grande pregio e ricchezza. Forza ostentativa di tali indumenti poco si prestava a sobrietà abito maschile: si limitano a colli cappotti, esibite da eccentrici dandy (D'Annunzio), ma poi sostanzialmente sparirono. Stessa forza ostentativa le impose invece nell'abbigliamento femminile novecentesco come max simbolo di ricchezza.

N.B.: se molti elementi del vestirsi sono contingenti e passeggeri, molti altri vengono da molto lontano e si sono stratificati nel tempo.

Maschile o femminile?

Foto private come guida del viaggio. Foto "quotidiane" che mostrano normalissima giornata festiva. Anni '50 - esempio famiglia di Luciano - uso di marcare il genere con l'abbigliamento è antichissimo e legato a idea stessa del corpo che abbiamo:

  • I. Fino al XIV secolo differenze non erano poi così grandi: vesti ricche, lunghe fino a terra e colorate di Dante non erano così diverse da quelle che metteva l'amata Beatrice.
  • II. Intorno alla fine medioevo a vestito drappeggiato si sostituisce abito tagliato e cucito. Da quel momento corpo donne sottolineato diversamente, con allusione a riferimenti sessuali/erotici, con bustini stretti e uso delle gonne, mentre uomini passarono a strette tuniche (farsetti), calzoni corti e calzamaglie.
  • III. Nei secoli successivi idea culturale del corpo donna si allontanò sempre più da quella corpo maschile, e così i vestiti. Nell'800 abiti femminili si trasformano in piccoli monumenti decorati, con stecche, busti e complesse impalcature per garantire forma quasi a mongolfiera # uomini semplificavano loro figura con pantaloni e marsine lunghe e attillate.
  • IV. Alla fine '800 cappelli ampi impedivano di vedere bene e tacchi alti non permettevano moti rapidi e sicuri, gonne a terra rallentavano passo, capelli lunghi scomodi e difficili da tenere, peggio di tutto corsetto era rigido e problema per salute —> pensiero di Veblen: donne portavano agli estremi costume ostentativo indossando abiti vistosi, costosi, sempre nuovi e che di fatto impedivano qualsiasi forma di lavoro. Così dimostravano indirettamente ricchezza del capofamiglia con una forma di consumo vicario; loro mondo principale era quello della casa, loro funzione quella di fare ornamento per uomo, vista loro dipendenza economica.

Pensiero di Simmel —> se è vero che donna abbia rivestito per secoli una posizione sociale debole, allora questo spiega perché essa preferisca rimanere su terreno socialmente approvato, evitando di esporsi troppo come individuo e ricercando invece comportamenti accettati. Moda offre campo ideale: è possibile muoversi in ambito del tutto sicuro, ma allo stesso tempo sbizzarrirsi con forme e stili diversi e sempre nuovi. Moda è per donne una forma di compensazione per mancate soddisfazioni nella vita professionale; qui esse esprimono propria individualità e creatività pur restando sempre all'interno di canoni ben definiti e accettati di femminilità.

A questo va aggiunto fattore della sessualità e erotismo: vestito mentre nascondeva, a volte suggeriva forme al di sotto, in sottile gioco di seduzione a volte più potente della nudità stessa (per ultimo Baudrillard è proprio seduzione il vero segno distintivo delle società contemporanee, con loro enfasi su consumo e spettacolo).

  • —> Stereotipi riguardo alla moda:
  • 1. "Cosa solo per donne"
  • 2. Fatto frivolo e superficiale, lontano dal mondo del lavoro e dalle occupazioni serie.

Tornando alle fotografie:

  • Altri dettagli di distinzione:
  • 1. Abbottonatura: con bottoni a destra per Luciano e figlioletto, a sinistra per moglie e figlie. In parte questa usanza deriva da uniformi militari —> maggioranza è destrorsa = armi portate su lato sinistro del corpo = abbottonatura che vede sovrapposizione del lembo della giacca sul lato destro eviterebbe possibili intralci. È però anche molto antica la credenza che il lato destro del corpo sia maschile, e quello sinistro sia femminile.
  • 2. Colori: uomini portano colori più scuri # donne colori più chiari e fantasie. Ci sono poi colori specifici per i sessi: bambine con fiocchi rosa su portone # bambini con fiocchi azzurri. Pastoreau ricorda che vi fu sorta di scambio di colori a partire da XVI sec: nel medioevo blu colore preferito dalle donne (perché colore Vergine, con manto azzurro del colore del cielo), mentre gli uomini indossavano rosso (simbolo potere e guerra). Poi cose si invertirono: uomini passano a più sobrio blu (con alcune eccezioni come cardinali e cavalieri), mentre donne passarono al rosso, permesso solo a loro.
  • 3. Abiti tendono a disegnare profilo geometrico nello spazio: è possibile vedere nel taglio e nelle linee maschili la sottolineatura di una forma squadrata, con angoli marcati (ad es. spalle imbottite), che evidenzia ideale triangolo rovesciato rappresentato dal petto. Abiti femminili tendono invece a disegnare profilo con linee morbide e arrotondate, con scolli rotondi, gonne ampie, uso di tessuti più leggeri e soffici (tipica di anni '50, grazie a cintura che stringe la vita, delicata forma a clessidra). Sahlins ha notato che cerchiamo di rappresentare in modo oggettivo il mondo intorno a noi usando riferimenti geometrici e spaziali: politica si divide in sx e dx, posizione sociale è alta o bassa, persone sono diritte e storte — allo stesso modo abito maschile è disegnato diritto e squadrato, perché tale è rappresentazione geometrica e simbolica del genere maschile; abito per donne è invece pieno di curve e rotondo, perché così è visto corpo donne. Dunque nella foto di Luciano e famiglia riconosciamo la visualizzazione materiale e geometrica della simbologia che contraddistingue i sessi.

Abito maschile (quello di Luciano)

Classico completo in 3 pezzi da uomo (giacca, gilet, pantaloni), spesso semplificato in 2 pezzi, ha 2 sec. di storia con radici da Rivoluzione egualitaria democratica e quella Francese, o origine più lontana se si conta diktat imposto alla sua corte da Carlo II d'Inghilterra nel 1666, tornato su trono dopo i puritani di Oliver Cromwell.

Il successo tale proposta risiede nella sua capacità di vestire "corpo culturale" dell'uomo. Vi contribuiscono diversi fattori:

  • 1. Ideale di razionalità illuminista, di morale e semplicità contrario a inutili lussi e sprechi
  • 2. Spinta verso abiti adatti a luoghi di lavoro, nelle tenute agricole e con il tempo anche nelle nuove manifatture che fiorirono con Riv. industriale
  • 3. La forza dell'ideale di costume borghese che univa mascolinità, lavoro e sobrietà di contro a modi nobiliari ispirati a lusso, ozio e sospetta effeminatezza.
  • 4. Non mancano accenti nazionalistici, nella proposta di un business suit inglese di contro ai modelli sfarzosi che la corte di Francia diffondeva in tutta Europa.
  • 5. Psicologo John Flügel, negli anni '30, suggerisce che dietro a sobrio vestito maschile c'è repressione voluta del narcisismo, per cui uomini avevano abbandonato pretesa di essere "belli" grazie a vestiti lussuosi e sgargianti, gioielli e accessori decorativi, lasciando tutto questo alle donne e sublimando questa tensione nello sport o in una contemplazione edonistica della donna.

—> Stile ha seguito precise motivazioni culturali, sociali e anche politiche. Tendenza di fondo dell'ultimo secolo è quella di avvicinamento tra moda maschile e femminile. Significativamente questo avvicinamento consistette per lo più nell'adozione di stilemi o indumenti maschili da parte delle donne.

Cravatta

Moderna cravatta nata con Luigi XIV, quando decise di adottare stile dei mercenari croati (hvrat) che indossavano specie di foulard rosso annodato intorno al collo, sembra come segno scaramantico contro una possibile decapitazione in battaglia. Pur cambiando forma e lunghezza, essa rimane presente nell'abbigliamento elegante, soprattutto nella versione annodata a farfalla. Collo è parte delicata ed esposta del corpo umano, e quindi una sua protezione era consigliata; nello stesso tempo è parte molto visibile e persino erotica per molti, quindi va sottolineata. Da notare che cravattino ha conservato con ancora più forza le connotazioni di distinzione aristocratica rispetto a cravatta lunga: lo si indossa con vestiti da sera e in occasioni importanti, altrimenti stona, è visto quasi come ostentazione. Alcuni camerieri hanno completo formale con giacca nera o bianca e cravattino per sottolineare formalità del loro ruolo.

Tacchi

Quelli maschili sono scomparsi. A lungo élite ostentarono tacchi alti, segno che uomini e donne nobiltà potevano permettersi di camminare poco. Decreto di Luigi XIV secondo cui re e corte potevano indossare tacchi rossi. Influenza esercitata da calzature militari a tacco alto, comuni in Medio Oriente, molto utili ai cavalieri durante il combattimento. Comunque anche questa moda cadde in disuso sotto critiche degli illuministi con accuse di problemi di salute e comunque forma artificiosa che semplificazione generale degli abiti maschili non poteva più tollerare. Verso fine '700 scompaiono dunque i tacchi # per donne diventano sottili e sinuosi fino a rappresentare nel '900 vero e proprio simbolo di femminilità ed erotismo.

Classi di età e riti di passaggio

Distinzione molto importante è età.

Bambini

Prima appaiono come esseri neutri, non ancora maturi per adattarsi alle loro future funzioni sociali e sessuali. Ma come si devono vestire allora?

  • I. Prima del 800 bambini vestivano uguali, senza distinzione di genere, con semplice tunica lunga o con gonne, corpetto e grembiulino; poi dopo i 3/4 anni abbigliati in piccolo esattamente come gli adulti, in modo da farli abituare a loro ruolo sociale.
  • II. Durante 800 si sviluppano nuove correnti di pensiero che videro infanzia non come semplice preparazione alla maturità, età che conta davvero, ma come fase autonoma e creativa, contrassegnata da preziosi valori che poi si perderanno (purezza, serenità, ingenuità). Ecco che dopo primissimi anni di indifferenziazione, dove anche maschietti con tuniche e gonne, bambini hanno abbigliamento specifico, più semplice e informale per essere liberi di muoversi e giocare.
  • III. Anni '50: figlio di Luciano indossa camicia e calzoncini corti alle ginocchia con bretelle. Piccola Giuseppina indossa vestitino corto a quadretti, con colletto bianco, calzette bianche e sandali chiusi; al suo fianco il più piccolo Molestino ha pantaloncini corti, camicia bianca con ampio colletto, e sopra una piccola casacca; ai piedi, come la sorella, calze bianche e sandali chiusi. Si può pensare che spesso fossero colori "di genere" (azzurro e rosa), oltre al bianco per vestiti di battesimo. Colore bianco rappresenta in molte civiltà, anche africane e asiatiche, il colore della purezza e dell'innocenza, ed è associato tipicamente al primissimo periodo della vita.

Anziani

Sempre negli anni '50 a passaggio per il centro troviamo mamma e nonna di Giuseppina e Modestino.

  • Mamma: indossa tailleur con scarpe alte di corda, cappellino e borsetta.
  • Nonna: veste tutta di nero, cappotto lungo sotto il polpaccio, guanti neri, borsa nera, scarpe basse nere. Elegante ma suo abbigliamento monocromatico contrasta con quello di tutte le persone che ha intorno, segnala la differenza. Passata una certa età tutte le donne si vestono di nero, come dopo lutto, quasi a segnalare un atteggiamento di distacco e atterramento della vita attiva # per uomini anziani non cambia niente invece, sempre sobrietà, colori scuri, più coperti.

Va detto che gruppo degli anziani è quello meno rappresentato nella raccolta. Comunque nero simboleggia soprattutto la sobrietà e la moralità e ha diretto riferimento alle leggi suntuarie, alla rinuncia al lusso (rappresentato dai colori accesi), alla serietà che deriva dall'esperienza (il nero è anche colore dell'autorità).

Nostri vestiti segnano visivamente anche il passaggio attraverso momenti speciali della vita. A volte si tratta di un cambiamento fisico da uno stato all'altro (come nella pubertà o gravidanza). Altre volte segnano importanti momenti sociali, come matrimonio —> sempre per indicano uno stato di transizione delicato.

Passaggi simbolici importanti:

  • 1. Nascita e battesimo
  • 2. Prima comunione: curioso notare come avvenisse tradizionalmente verso i 12/14 anni, considerata l'età della ragione (ma anche della pubertà); solo nel 1910 un decreto di Pio X stabilì di anticiparla ai 7 anni. Uso antico comportava di fatto una sovrapposizione tra i 2 eventi, che poi è andato perduto.
  • 3. Cresima
  • 4. Adolescenza: momento di crisi e transizione per eccellenza: evento poco marcato nell'Italia degli anni '50.
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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-STO/04 Storia contemporanea

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher barbaramaestri di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia e cultura del sistema moda e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Milano o del prof Scarpellini Emanuela.
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