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Storia internazionale

STORIA INTERNAZIONALE

Prima lezione - 21/09/2020

DOMANDE ORALE Cosa è per storico globalizzazione, ordine internazionale,

grande potenza, interpretazione critica.

PRIMO PP

La Storia Internazionale è l’evoluzione della Storia delle Relazioni

Internazionali, una disciplina di ambito storico che studia i rapporti fra gli

attori internazionali (Stati, organizzazioni sovranazionali, organizzazioni

regionali, Organizzazioni non governative) e la loro evoluzione nel tempo.

Fenomeni come le relazioni fra gli Stati, le guerre, gli accordi

internazionali, le alleanze, l’ordine internazionale, il colonialismo, la

decolonizzazione, la globalizzazione sono temi di studio di questa materia.

Quello che distingue la Storia delle Relazioni Internazionali da altre

discipline che studiano gli stessi fenomeni, come la Storia Contemporanea

e le Relazioni Internazionali, è la metodologia e le fonti. La Storia delle

Relazioni Internazionali attribuisce particolare rilevanza alla dimensione

diplomatica delle relazioni internazionali e quindi allo studio delle fonti

diplomatiche.

La Storia Internazionale si distingue dalla Storia delle Relazioni

Internazionali perché maggiormente incentrata sui macrotemi

storici, quelli globali più che nazionali o statuali, e per l’attenzione

che riserva anche ad altri tipi di fonti oltre che all’attività diplomatica,

come ad esempio le opinioni pubbliche.

Storia internazionale è evoluzione della storia delle RI. Questa è disciplina

storica volta al passato che studia i rapporti fra gli attori internazionali e la

loro evoluzione. Stati, Organizzazioni sovranazionali, le organizzazioni

regionali e non governative. Prima gli stati nazionale erano gli unici attori

considerati. Ma la storia è cambiamento, ha portato alla nascita di nuove

azioni internazionali, UE, UN, NATO, Organizzazione per l’Unità Africana e

Organizzazioni non governative. Cosa studia degli attori internazionali?

Fenomeni come i rapporti fra gli attori, accordi internazionali, guerre, di

pace, l’ordine internazionale, i grandi fenomeni storici come colonialismo

decolonizzazione e globalizzazione.

La SRI ha un approccio proprio distinto dalle altre storie, anche se hanno

stesso oggetto di studio. É incentrata sulla attività diplomatica. L’attività

diplomatica produce le fonti diplomatiche, che sono le fonti prioritarie della

SRI. Le più recenti tendenze storiografiche, scientifiche, accademiche, ci

inducono a parlare sempre più di SRI ma di S internazionale, in cui il focus

dell’attenzione non è più sulle diplomazie e politiche estere, ma sui macro

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Storia internazionale

temi trans-nazionali o globali, come la questione globale, deterioramento

ambiente, differenze Nord-Sud. Sono tipici temi oggetto della SI molto più

che la SRI. Un aspetto interessante è che opinioni pubbliche è più

importante nella SI più che nella SRI.

Concetti base: La politica estera: definizione

Cos’è la politica estera? è espressione della sovranità degli stati, che ha

valenza esterna. Così uno stato va a determinare quali sono i suoi obiettivi

sullo scenario internazionale.

La politica estera è l’individuazione e il perseguimento degli

interessi internazionali di uno Stato. Per gli Stati è la manifestazione

esterna della loro sovranità.

Quali sono gli interessi perseguiti dalla politica estera?

Sicurezza nazionale e stabilità regionale e internazionale (quindi

 stabilità interna ed esterna)

Approvvigionamento di risorse e materie prime. Noi eg. non abbiamo

 risorse energetiche, e quindi le acquistiamo, come petrolio e gas.

Questo significa dipendere dal mercato dei fornitori. Devono quindi

essere fidate. Contesto deve essere stabile per questi partners,

come Libia.

Sviluppo delle relazioni con gli altri paesi

 sviluppo del prestigio (eg. promozione della propria cultura e lingua

 nel mondo). Eg. cultura francofona

Chi concorre alla formazione della politica estera? I capi di Stato e di

governo, i ministri degli Esteri, della Difesa, dell’Economia e della Cultura, i

diplomatici, i militari.

STRUMENTI: La diplomazia: definizione

Se la politica estera individua gli interessi nazionali da perseguire, la

diplomazia è lo strumento ordinario per attuare la politica estera. La

modalità alternativa alla diplomazia è il ricorso alla forza. Tuttavia la forza

rende ancor più necessaria la diplomazia.

La diplomazia esiste da sempre. Consiste nel rappresentare il proprio

Paese e i suoi interessi con gli altri Stati, nel mantenere e sviluppare i

rapporti con gli altri Paesi. 2

Storia internazionale

Chi sono i diplomatici? Al livello più alto gli ambasciatori, che reggono le

ambasciate all’estero e rispondono direttamente al proprio ministro degli

Esteri; poi ci sono i consiglieri di ambasciata, gli addetti militari, ecc.

La moderna diplomazia nasce in Italia come attività riservata a pochi

eletti, nel XV secolo (Machiavelli, Guicciardini…). Si afferma nel tempo

seguendo lo sviluppo dello Stato moderno fino ad ampliarsi e a

democratizzarsi. Oggi in Italia si accede alla carriera diplomatica per

concorso pubblico.

Diplomazia è attività quotidiane che si sviluppa costantemente e che

coinvolge in tutto il mondo migliaia di addetti che intrattengono i rapporti

fra i vari stati. In tempi normali il perseguimento degli obiettivi della

politica estera si affida ai diplomatici. •Consiste nel rappresentare il

proprio Paese e i suoi interessi con gli altri Stati, nel mantenere e

sviluppare i rapporti con gli altri Paesi.

Ma alle volte si ricorre alla modalità straordinaria, cioè la guerra, o forza.

Non è che quando si ricorre alla forza cessa la diplomazia. Quando si da

spazio alle forze armate la diplomazia è ancora più necessaria, si ricorre a

lei per il cessate al fuoco, e per tornare alla normalità

La diplomazia esiste da sempre, ci sono esempi anche nella Bibbia.

I diplomatici sono

ambasciatori: colui che regge un’ambasciata, risponde del proprio

 operato direttamente al ministro degli esteri.

consiglieri di ambasciata, addetti militari, addetti economici,

 culturali.

Moderna diplomazia nasce nel rinascimento in Italia. Il XV secolo

esistevano i principati in Italia. Laddove mancava la forza militare e una

visione politica unitaria bisognava adeguarsi sviluppando la diplomazia,

aperta solo ad eletti per estrazione sociale, per censi o per spessore

culturale. SI veniva cooptati, il sovrano o governante sceglieva

personalmente una personalità fidata e di alto prestigio e se ne serviva

come proprio rappresentante. Nei secoli ha subito processo di

democratizzazione, la diplomazia. Adesso si accede vincendo un concorso

pubblico. Uno dei tratti da sempre caratteristici della diplomazia è la

RISERVATEZZA. La diplomazia risente molto dei tratti degli ambasciatori,

tuttavia un certo grado di riservatezza è importante, in quanto spesso

hanno a che fare con questioni di massima delicatezza per il paese che

rappresenta. Spesso diventa vera e propria SEGRETEZZA eg. se si tratta la

sicurezza internazionale. Quando nel 1943 l’Italia esce dalla ww2

l’armistizio con gli anglo americani fu negoziato segretamente, anche

quando non per vantarsi eg. tedeschi sovietici si spartirono la Polonia.

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Storia internazionale Evoluzione della diplomazia

In epoca contemporanea la diplomazia, attività naturalmente avvolta da

riservatezza (tratto tipico dei diplomatici) e talvolta anche da segretezza

(per le questioni più sensibili), ha dovuto confrontarsi con la crescente

importanza dell’opinione pubblica.

Si sono quindi affermate la Open Diplomacy, subito dopo la fine della

prima guerra mondiale e in contrapposizione alla diplomazia segreta, la

diplomazia multilaterale a partire dal 1945 e legata al ruolo dell’Onu,

e la Public Diplomacy, che è direttamente legata alle opinioni pubbliche,

indirizzandone ma anche subendone gli orientamenti. Un twitter

presidenziale, ma anche la campagna di una Ong, sono atti di Public

Diplomacy.

Diplomazia conobbe grande evoluzione storica. Dopo la ww1 presidente

americano Thomas Woodrow Wilson disse che la diplomazia segreta

condotta dagli europei era immorale e fonte delle guerre. Bisognava

passare ad una open Diplomacy, trasparente, in contrapposizione alla

diplomazia segreta, e se non si poteva trattare qualcosa alla luce del sole

vuol dire che non si dovrebbe. VISIONE MORALISTA. Alla fine della WW2

con nascita delle UN abbiamo la diplomazia MULTILATERALE, rapporto fra

molti cioè non più bilaterale, perché passa attraverso le iniziative delle UN.

Le UN hanno un effetto moltiplicatore: gli stati meno influenti sul piano

internazionale. Questa amplifica la voce di tutti i paesi membri.

Infine Abbiamo la Public Diplomacy, che tende a bypassare i canali

diplomatici tradizionale, da ambasciata ad ambasciata, e che è

direttamente legata alle opinioni pubbliche, indirizzandone ma anche

subendone gli orientamenti. Un twitter presidenziale, ma anche la

campagna di una Ong, sono atti di Public Diplomacy. Ma funziona anche

dal basso verso alto, perché le opinioni pubbliche possono influenzare le

decisioni, come le ONG. Le fonti diplomatiche

I diplomatici lavorano per stipula dei nuovi trattati come cooperazione

commerciale o scientifico culturale. Possono far cessare le guerre e

instaurare alleanze. Ovviamente producono documenti, che possono

essere preparatori o finali. Sono tutti documenti internazionali. Al più alto

livello abbiamo trattati internazionali, rapporti, relazioni, resoconti,

telegrammi etc. poi vengono raccolti negli archivi come archivio

diplomatico della Farnesina e dopo anni possono essere studiati.

Ma ci sono anche i consoli e i consolati. Mentre il diplomatico cura i

rapporti con altri stati a livello alto, il console si afferma in un paese

straniero come punto di riferimento per chi vuole avere rapporti con quel

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Storia internazionale

paese. I consoli curano interessi economico-commerciali e di accesso nei

paesi esteri. Rapporto di un singolo cittadino con uno stato estero di cui si

occupano loro.

Noi studiamo le fonti diplomatiche ma anche altre fonti, come quelle

economiche, militari, importanza della opinione pubblica, specialmente

quella internazionale. Il concerto d’Europa

Il congresso di Vienna

Il 9 giugno 1815 si chiude il Congresso di Vienna che ridefinisce l’ordine

internazionale dopo i grandi cambiamenti politici imposti dalla Rivoluzione

francese e dalle guerre napoleoniche.

Per Ordine internazionale si intende la condizione di rapporti fra le

maggiori potenze internazionali che si realizza in un dato momento storico.

Per antica tradizione (Tucidide ne La guerra del Peloponneso, ma anche le

signorie italiane del XV secolo e dal 1648 con la pace di Westphalia)

l’ordine internazionale si realizza con la Balance of Power, ovvero

l’equilibrio di forze fra le potenze maggiori: nessuna potenza deve

prevalere sulle altre e deve esserci condivisione di valori (Principio

legittimante). A Vienna emerge un ordine internazionale denominato

Concerto europeo, multipolare e eurocentrico.

Svolta storica, influenza politica culturale della riv. francese è in tutta

europa, e su questo si è fatto valere Napoleone, fino all’estremo est

europeo, fino alla campagna di Russia che ha segnato l’inizio della sua

fine. In Giungo 1815 si chiude grande conferenza internazionale, alla quale

partecipano grandi potenze. Il mondo è praticamente l’Europa, non ci sono

grandi potenze al di fuori. Il congresso di Vienna vuole ristabilire l’ordine

internazionale in parte da riv francese in parte da guerre napoleoniche.

Non sempre ma talvolta le guerre hanno un effetto costituente. Nel

passato in XIX secolo sì, cioè decretando la distinzione fra vincitori e vinti

dettavano il nuovo ordine internazionale.

PER ORDINE INTERNAZIONALE (può chiederlo) si intende quella

particolare forma e contenuto che il sistema internazionale assume in un

determinato momento storico, cioè come le maggiori potenze di

quell’epoca stabiliscono i loro rapporti. Si intende cioè la condizione di

rapporti fra le maggiori potenze internazionali che si realizza in un dato

momento storico. Tucidide ci parla nella Guerra del Peloponneso ci parla

del primo bipolarismo della storia, antagonismo fra A e S ci parla di

particolare forma di ordine internazionale. La convivenza pacifica viene

meno quando una delle due potenze fa scoppiare guerra quando ha paura

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Storia internazionale

di perdere il confronto competitivo con l’altra. Analogamente il concetto di

Ordine internazionale è gestito dai diplomatici delle signorie italiane

durante il rinascimento. Nel 1648 con Pace di Westphalia si ha chiaro

esempio di ordine internazionale. Elementi costitutivi sono: si ha quando

c’è BALANCE OF POWER, equilibrio di potenza. Nessuna delle potenze

deve essere in grado di imporre egemonia sulle altre, ci deve essere

equilibrio delle forze

tutte le potenze involved devono condividere i principi e i valori

legittimanti dell’ordine internazionale, può essere mantenere pace,

prosperità economica, timore di possibili rivoluzioni, etc. cioè il PRINCIPIO

LEGITTIMANTE

A Vienna nasce un nuovo ordine internazionale, chiamato Concerto

europeo perché coinvolge tutte le principali potenze europee, e dunque è

un

ORDINE MULTIPOLARE, come tutti gli ordini che si basano su più di 2

potenze (bipolare eg. guerra fredda USA- URSS)

ORDINE EUROCENTRICO, geograficamente collocato su continente

europeo Congresso di Vienna: partecipanti

Metternich, ministro degli Esteri austriaco: promuove il Congresso per

tutelare il multietnico e conservatore Impero asburgico. Lui era il curatore

degli interessi un Impero multietnico, conservatore e molto fragile

internamente, che può facilmente andare in crisi se dovesse arrivare il

vento delle riforme liberali, cioè riforme politiche libertarie, o delle

rivendicazioni nazionali. Cioè se molte etnie reclamassero autonomia,

andrebbe in frantumi: ha quindi tutto interesse a promuovere iniziativa

diplomatica che consolidi un ordine internazionale prettamente

conservatore

Lord Castlereagh, ministro degli Esteri britannico, particolarmente

interessato al ripristino di una Balance of Power continentale che

garantisca libertà d’azione e supremazia globale al suo Impero

(Splendido isolamento). I sudditi di sua maestà come sono fatti? Non

sono europei, la GB è presente in tutto il mondo ha visione GLOBALE E

NON EUROCENTRICA, storicamente hanno sempre avuto grande interesse

strategico, cioè che in Europa regnasse la Balance of Power, perché solo

questa avrebbe reso agibile a loro di avere accesso a vie di navigazione,

passaggio per stretti x via delle indie etc. Volevano un nuovo equilibrio non

per forza con oro dentro: teoria dello splendido isolamento.

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Storia internazionale

Alessandro I di Russia e il suo cancelliere Nesselrode, che ha sconfitto

Napoleone e rappresenta il conservatorismo ortodosso tradizionalista,

ispirato religiosamente ed espansionista. Alessandro è uomo più

prestigioso, perché ha contribuito più degli altri a sconfiggere Napoleone.

Hardenberg e Humbolt, plenipotenziari di Prussia, in rappresentanza di

Federico Guglielmo III. La Prussia era una potenza militarista ed

espansionista, è conservatrice ed assolutista. Plenipotenziario è un

soggetto che è stato incaricato di rappresentare paese in un singolo atto

diplomatico, può essere anche un politico di prestigio.

Talleyrand, già ministro degli Esteri di Napoleone, che pur

rappresentando la parte sconfitta, la Francia nuovamente borbonica, è non

meno necessario per ripristinare un equilibrio continentale fra le maggiori

potenze. Congresso di Vienna è occasione in cui i vincitori non

escludono lo sconfitto: è importante che la Francia sia coinvolta in

nuovo ordine internazionale, gli sconfitti devono essere recuperati e non

sarà sempre cosi

Congresso di Vienna: obiettivi e conseguenze

Ripristinare un equilibrio europeo che contenga la Francia attraverso un

sistema di Stati-cuscinetto (Paesi Bassi, Confederazione svizzera,

Confederazione tedesca di 36 Stati presieduta dall’Imperatore d’Austria,

Regno di Sardegna) e riporti sui troni le legittime dinastie prenapoleoniche

frenando le tendenze libertarie e riformiste.

In una parola, la Restaurazione, ovvero la riaffermazione degli

assolutismi sul nascente liberalismo e principio di nazionalità.

Obiettivo prioritario era quello di ripristinare un equilibrio europeo che

potesse prevenire il revanchismo eventuale della Francia attraverso un

sistema di Stati-cuscinetto (piccoli stati che devono isolare la Francia dagli

altri paesi. Essi Paesi Bassi, Confederazione svizzera, Confederazione

tedesca di 36 Stati presieduti dall’Imperatore d’Austria, e il piccolo Regno

di Sardegna).

Altro obiettivo politico: riporti sui troni le legittime dinastie

prenapoleoniche frenando le tendenze libertarie e riformiste. CDV ha

obiettivo di ripristinare le dinastie legittime europee prima di Napoleone,

ritorno al passato, CONSERVATORE, che tende a frenare le riforme liberali e

nazionaliste. Parliamo quindi di RESTAURAZIONE, di ritorno al passato,

ovvero la riaffermazione degli assolutismi sul nascente liberalismo e

principio di nazionalità.

NASCONO 2 ALLEANZE: 7

Storia internazionale

1. Santa Alleanza (settembre 1815): non una vera alleanza in quanto

priva di casus foederis (vincolo di alleanza), ma una condivisione di

principi assolutistico-religiosi: Russia, Austria e Prussia riconoscono

la natura divina delle loro monarchia («Nel nome della Santissima

Trinità»).

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Scienze politiche e sociali SPS/04 Scienza politica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher rebeccagrd di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto internazionale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bologna o del prof Soave Paolo.
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