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Storia III_Architettura Moderna Appunti scolastici Premium

Appunti di Storia dell'Architettura III, corso tenuto dal professor Masiello presso la facoltà di Architettura di Firenze. Il programma copre un arco temporale che va dal tardo ottocento sino ai giorni nostri. Sono trattati, tra gli altri, Adolf Loos, Le Corbusier, Frank Lloyd Wright, Mies Van Der Rohe, Alvar Aalto, Eero Saarinen, Louis Kahn, Tadao Ando più i principali movimenti che... Vedi di più

Esame di Storia dell'architettura moderna docente Prof. E. Masiello

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storia III

diverse correnti che riescono a coesistere. Area monumentale con sequenza di piazze e assi trasversali,

rispetto ai quali venivano collocati alcuni degli edifici più rappresentativi.

Pier Luigi Nervi (1891-1979), ingegnere italiano, esponente del razionalismo che collaborò anche con

Kahn e Le Corbusier. Nel 1930 realizza lo stadio “Berta” a Firenze (Artemio Franchi) che in forma si

connota con la forma di una “D”, che vuole richiamare il Duce Benito Mussolini. Al progetto collabora anche

l’architetto Giuntoli che si occupò di progettare l’ingresso principale e la facciata principale. La struttura

studiata da Nervi venne realizzata in cemento armato, di grande importanza le scale elicoidali. La linearità

è interrotta dalla Torre della curva maratona alta 60 metri e anch’essa di richiamo fascista. Si può vedere lo

stesso richiamo anche allo stadio Dall’Ara (ex “Littorale”) di Bologna.

L’italia nel Dopoguerra

Nel 1944 Zevi fonda l’APAO, “Associazione per l’architettura organica”. Dopo lo scioglimento dell’APAO,

l’Italia del dopoguerra venne caratterizzata dalla diffusione del movimento Neorealista.

Neorealismo - corrente architettonica del razionalismo sviluppatasi nel secondo dopoguerra, si tende a

contrapporsi al fascismo, in cui si esaltavano solo gli aspetti positivi, si tende ad esaltare quindi una realtà

più povera. Sono di questi anni i piani INACASA, piani per l’architettura popolare economica, ne sono un

esempio i quartieri dell’Isolotto a Firenze, il Biscione di Daneri a Genova.

Nei primi anni 50 si vive il boom economico.

Michelucci, Chiesa a Collina, località Pontelungo, Pistoia, 1951; edificio in sintonia con sensazione di

povertà, di fatto sembra una casa colonica caratterizzata dalla presenza di tetti a falde. Fonte di ispirazione

è l’edilizia rurale che si trova a Firenze

Gardella, Case per gli impiegati della Borsalino, Alessandria, 1949-51; Gardella progetta case per

impiegati della Borsalino. Caratterizzato dalla presenza di un tetto sporgente che è rielaborazione della

soletta di cemento sulle travi. Richiamo alla tradizione locale e rielaborazione del moderno che viene

declinato in chiave regionale -> REGIONALISMO CRITICO.

Luigi Moretti, Casa Girasole, Roma, 1947-52; secondo Venturi l’architettura deve essere in grado di

comunicare anche a chi non ha cultura architettonica. Quella di Moretti è una reinterpretazione

apparentemente banale del tema della palazzina, riuscendo però a nobilitarla. Sul davanti è come se si

accennasse ad una sorta di timpano, ma c’è una parte più alta e una più bassa -> contraddizione. La

facciata è una sorta di schermo,andando quindi contro i razionalisti per cui la facciata deve rispecchiare la

funzione dell’edificio.

L’architettura del Nazional Socialismo (Germania)

Inizia a delinearsi una corrente stilistica che rinnega le

avanguardie avute fino ad allora, si preferisce un’architettura più

conservatrice. Il passaggio è drastico e l’esponente principale è

Albert Speer, noto anche come “architetto del diavolo”.

Realizza nel 1933-38 il Campo Zeppelin e l’Area Raduni di

Norimberga, luogo dove effettuavano i mega raduni Nazional

Socialisti. Si mira sempre all’effetto scenografico, fasci di luce

proiettati, stile dorico, si ispira all’altare di Pergamo in Turchia. Si

occupò di fatto della ricostruzione di Berlino a partire dagli anni

30, si occupò della costruzione dello Stadio Olimpico per le

Olimpiadi del 1936, di una nuova cancelleria. Molti degli altri suoi

progetti furono interrotti dallo scoppio della guerra.

Nel 1937 realizza per l’Expo Universale di Parigi il Padiglione

Tedesco, per il quale riceverà una medaglia per l’architettura.

Questa affermazione d’architettura non può andar bene a Gropius

e Breuer che scappano dalla Germania.

Gropius realizzerà nel 1937 il Collegio a Impington, contribuendo

alla nascita in Gran Bretagna del Razionalismo, e la Lincoln

House dal 37 con Breuer, contribuendo alla diffusione

dell’International Style negli Usa. 20

storia III

Germania post - Guerra

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Interbau 1957; Mostra di architettura internazionale che si tenne a Berlino Ovest riguardante il tema

dell’abitazione. Parteciparono grandi architetti come Aalto, Le Corbusier, Eiermann, Gropius, Bakema,

Jacobsen. Si ricerca una nuova tipologia di edilizia residenziale con edifici dislocati in spazi verdi; il quartiere

scelto per l’intervento fu quello Berlinese di Hansa Viertel. Il piano generale fu coordinato da Otto Banning.

Hans Scharoun, Filarmonica di Berlino, 1960-61:

Edificio caratterizzato dalla forma pentagonale, si

mantiene anche all’interno. Grande scala che porta a

nucleo centrale che enfatizza l’acustica, diventerà un

modello di riferimento.

Egon Eiermann, Chiesa Metropolitana di Berlino

1958-62; Chiesa Neo-Romanica sottoposta a restauro

dopo la guerra, è esempio di coesistenza tra storia e

modernità. Si mantiene il rudere e poi gli si costruisce

una nuova chiesa, una nuova cappella e una nuova

torre in stile completamente differente. Esempio

importante di come si possa preservare il valore

dell’architettura anche dopo i danneggiamenti della

guerra.

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1930-1945: Il movimento moderno

Esponenti principali sono: Mies Van Der Rohe; Gropius, LC, FLW, Alvaar Alto

Movimento che ha lasciato dietro di se una serie di concetti prestabiliti e principi basilari come il metodo e la

ragione; valorizzazione dell’aspetto sociale dell’urbanistica e dell’architettura e gran interesse nelle nuove

tecnologie a supporto dell’architettura. Cerca di avere anche un aspetto etico, così le facciate vetrate, pulite,

sono riconducibili all’onesta e così via.

Si può indicare il 1929 il periodo di assestamento dell’architettura moderna e di diffusione del Metodo

Internazionale. Nello stesso momento l’europa, e le sue avanguardie, vivono un periodo di crisi e si ha un

progressivo cambiamento delle condizioni storiche nel momento stesso in cui l’architettura moderna sta per

affermarsi.

Tra il 1930-45 si ha anche il manifestarsi di recuperi classicistici da parte di quegli architetti contrari al

movimento moderno. (Reazione Anti moderna) Questo avviene in maniera forte nei regimi totalitari europei,

volti alla negazione dell’architettura moderna e al recupero di forme classiche portatrici di valori cardine.

1932 - Esposizione “Lo stile internazionale”

Viene organizzata al MOMA di New York, cioè al primo museo realizzato esclusivamente con l’intento di

affermare l’architettura moderna. Intento dell’esposizione è quello di stabilire un canone: un’architettura

cubica, liscia, di facciate bianche o muri di metallo e vetro, di impostazioni progettuali semplici e

funzionali.

Tre sono i principi formali di base:

- l’architettura come volume, come gioco dinamico di piani più che come massa

- Il predominio della regolarità nella composizione;

- l’assenza di decorazioni aggiuntive.

Al fine di favorire l’unitarietà dello stile Internazionale vengono taciuti gli esperimenti dei futuristi, degli

espressionisti tedeschi, della scuola di Amsterdam. Quindi si va a contraddire il significato stesso di

architettura moderna, andando a relegare ai margini tutti coloro che professavano una continua innovazione.

Si potrebbe definire questa una versione più addomesticata del movimento moderno. 21

storia III

1933 - Expo di Chicago, caratterizzato dalla presenza del Padiglione Italia di Adalberto Libera la cui forma

riprende il fascio littorio. Si pone grande attenzione alle scritte che non sono solo optional ma parte

integrante dell’architettura.

1935 - Expo di Bruxelles; città che era diventata un polo architettonico strategico e industriale importante in

Europa. Appare per la prima volta l’architettura di Albert Speer di matrice nazista in cui rieccheggiava

l’architettura classica come simbolo di grandezza.

1937 - Expo di Parigi; l’area dell’expo rimane quella del Campo Marte secondo l’asse impostato sulla Torre

Eiffel e lungo la Senna. Il Padiglione Tedesco (realizzato da Speer) e quello Russo furono posti uno di fronte

all’altro come in contrasto, ma in realtà presentavano molte affinità che suscitarono scalpore poiché

rappresentavano ideologie diverse. Quello tedesco presentava un linguaggio classico e massivo, il tema era

quello di primeggiare: simbolismo del Reich nella presenza dell’aquila. Il simbolismo nel padiglione russo

era rappresentato dalla falce ed il martello.

1939- Expo di NY, “The World of Tomorrow”; Padiglione Finlandese realizzato da Aalto, costituito da una

parete in legno che si piega. Padiglione Brasiliano di Costa e Niemeyer, architettura logica e di matrice

razionale con elementi tipici e locali del Brasile (forme sinuose)

1945-1965: Continuità o crisi

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Già prima del 1945 vi sono alcuni tentativi di sviluppare i concetti dell’architettura moderna.

Fu Alfred Roth nel suo “Die Neue Architektur” (1939) ad affermare l’importanza del valore della storia e del

contesto.

Nel 1943 Sert, Leger e Giedion affermano l’importanza del concetto di “monumentalità”, consono alla vita

sociale e di relazione, che l’architettura deve ritrovare per edifici pubblici, come la “Sala della Superstizione”

nell’esposizione Surrealistica Internazionale del 1947, che si oppone con le sue forme curve e dinamiche,

alla regolarità del Bauhaus.

Evento fondamentale nell’architettura e cultura del XX secolo fu l’affermarsi degli Stati Uniti, in particolare

modo nel periodo immediatamente successivo alla fine della seconda guerra mondiale.

Dall’uomo ideale all’uomo comune

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Obiettivo primario dell’architettura è quello di soddisfare i bisogni dell’utente. Il movimento moderno

considerava un uomo ideale, perfetto, integro e di sani principi, capace di vivere in spazi razionalizzati,

perfetti e semplici. Lo stesso Modulor di Le Corbusier (1948) è un affermazione dell’uomo ideale, di come

tutti abbiano gli stessi bisogni.

A partire dagli anni 50 si tenterà di avvicinarsi ai gusti della gente, non si progetterà più per un uomo ideale

ma per uno concreto ed imperfetto. L’architettura deve, secondo James Richards (curatore della rivista

Architectural View), recuperare delle qualità umane, varietà ed individualità.

La diffusione del metodo Internazionale (International Style)

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Come si è già detto, a partire dagli anni 30 sorsero due correnti di opposte relazioni col movimento moderno:

una ne rappresentava la continuità, l’altra riprendeva quanto proposto dalle correnti più marginali di quegli

anni come l’espressionismo ed il classicismo.

Ci occuperemo qui di trattare il primo, cioè lo Stile Internazionale.

Dopo la WWII si impone negli Stati Europei così come in Giappone e negli Stati Uniti un’architettura di

impostazione razionalistica.

- Negli Stati Uniti in particolare i maggiori interpreti sono Walter Gropius e gli Architects Collaborative, che

realizzano opere come la Torre della Pan-Am a New York (1961). Dopo e durante la guerra gli Stati Uniti

vedono l’arrivo di un gran numero di intellettuali in esilio.

Anche Philip Johnson, collaboratore di Mies, nelle sue prime opere richiama lo stile Internazionale, come è

visibile nella Glass House in Connecticut (1951).

- In Gran Bretagna prevale la continuità espressa da architetti come Sir Martin, con opere come la Royal

Festival Hall di Londra. (1951) E’ riconosciuto da molti che la prima opera modernista fu il “Padiglione de

la Warr” costruito nel 1935 in Sussex da Mendelsohn; i temi sono quelli ricorrenti del Movimento

Moderno, come le superfici curve e le grandi superfici vetrate. 22

storia III

- In Germania la spinta è più lenta a causa della necessità di ricostruire il paese e prevale la continuità con

lo Stile Internazionale. Le opere realizzate da architetti come Adolf Bayer, Bohm, Maurer si differenziano

da quelle degli anni venti per una maggiore agilità data dall’assenza di forme rigide; si nota anche un

ritorno al legno e alla pietra. Sono opere rigorosamente trasparenti, basate sempre sulla funzione e sulla

semplicità.

- In Danimarca l’esponente principale dell’International Style è Jacobsen (seconda generazione), che si

specializza nella realizzazione di edifici pubblici. Nel 1937-41 realizza il Municipio di Aarhus. Collocato,

come deve essere per gli edifici pubblici, in punti cruciali della città e riconoscibili dalla fisionomia.

Razionalismo che tende a diventare contestuale (poi Alvaro Siza). Piante più elaborate, che ricerca una

maggiore libertà. Presenza del campanile che diventa un richiamo urbano.

Philip Johnson

1906-2005; teorizzatore dell’International Style e del

Decostruttivismo. Nel 1932 organizza insieme a

Hitchcock una mostra dal titolo “Modern Architecture-

International Exhibition” in cui si presentano i lavori di

Gropius, Mies, Le Corbusier e tutti i modernisti. Proprio

di Gropius sarà allievo nel 1940 alla facoltà di

Architettura di Harvard. Dagli anni 50 in poi Johnson,

così come Kahn, si dimostra interessato alla ripresa di

sistemi formali del passato: “storicismo”.

Glass House; 1949-51, New Canaan, Connecticut; Il

tema fondante è quello della scatola vitrea, piccola ma

monumentale. Si ispira agli schizzi di Mies per Casa

Farnsworth, soprattutto per il tema dell’angolo ed il

rapporto del pilastro con l’intelaiatura delle finestre. Così come Kahn, anche Johnson cerca di nascondere

la struttura ponendo un accento su quegli elementi “secondari” come pavimenti, pareti e soffitti. Mentre

Kahn utilizza il mattone, Johnson utilizza la riflessione del vetro

L’esempio di Mies Van Der Rohe

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E’ quello più evidente di continuità con il Metodo Internazionale che, durante l’esperienza negli Usa, insisterà

molto con i modelli architettonici del Padiglione e del grattacielo trasparente.

Il primo trova realizzazione nel padiglione tedesco per l’esposizione di Barcellona (1929) e in Casa

Tugendhat a Brno (1930), poi anche in Casa Farnsworth a Plano, Illinois (1950) e nella “Neue

Nationalgalerie di Berlino” (1968). Lo stile dei grattacieli si concretizza, ad esempio, nei Lake Shore Drive

Apartments a Chicago. (1951)

I padiglioni durante gli anni cambiano radicalmente: essi perdono trasparenza, flessibilità e si trasformano in

rigide casse di vetro mentre i grattacieli abbandonano forme libere per diventare prismi di vetro.

Seagram Buiding, New York, 1954-58

Collaborazione tra Ludwing Mies Van Der Rohe e Philip Johnson. Agile

parallelepipedo di 39 piani, situato qualche metro indietro rispetto alla strada

per ottenere un effetto di monumentalità maggiore e per dare anche maggior

respiro. Alle sue spalle si trovano due corpi più bassi. La facciata è composta

da perfetta trama di montanti in acciaio e vetro. Vige una rigorosa simmetria,

le superfici degli ascensori sono ricoperti in travertino, le colonne sono

rivestite in bronzo ed i pavimenti in granito: sembra di ritrovarsi dinanzi ad

un’interpretazione del Pantheon e del suo spazio classico.

Ascensori che sono disposti in maniera funzionale, nei primi dieci piani sono

collocati centralmente, poi andando oltre si collocano in posizione laterale al

fine di favorire la circolazione perimetrale. 23

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I grattacieli nel Nord America

Sorgono inizialmente nelle città di Boston, Chicago e New York a partire dagli anni 30 seguendo i modelli di

Mies e LC. Scompare però rispetto a questi la struttura reticolare per ridurre l’assoggettamento al vento. I

perfezionamento di climatizzazione artificiale interna introduce un universo di macchine sovrapposto a quello

delle persone. Saranno importanti in questi anni la John Hancock Tower (1969) e la Sears Tower (1970-74).

Accomunati dalla semplificazione formale, pianta libera, uso di diagonali per rendere rigidi i piani esterni,

abbandono del muro a cortina.

Importanti sono Fazlur Kahn, inventore della tube construction, basata su appoggi esterni autoportanti, e

Philip Johnson (si ricorda il Seagrams Building), che a partire dagli anni 50 comincia a impegnarsi verso

eclettismo e storicismo.

Il contributo latino americano

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E’ in america latina che l’architettura moderna post 1945 verrà messa in atto in maniera rigorosa. Emergono

in questo contesto architetti importanti come Oscar Niemeyer, Luis Barragan, Clorindo Testa e Raul

Villanueva. Questi non furono particolarmente influenzati dalle principali correnti europee e piuttosto

cercarono di ricercarne di proprie. Le opere giovanili di Niemeyer (1907) vanno proprio in questo senso.

Anche negli scritti di Lucio Costa si rintraccia la volontà di conferire ad ogni edificio un proprio carattere

attraverso un uso spregiudicato di tutte le novità moderne. Proprio questi elementi tipici dell’architettura

moderna si articolano in composizioni aperte, oscillanti ed espansive, con tratti simili al Barocco. Ne è uno

degli esempi più chiari la Cappella di San Francesco D’Assisi (1943) dove vengono utilizzate forme curve,

come le volte autoportanti che fungono da copertura. Oscar è uno dei primi architetti a mettere in

discussione i principi del funzionalismo rigoroso in architettura.

Oscar Niemeyer (Brasil) e Eduardo Reidy

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1907-2012. Considerato uno dei massimi esponenti del modernismo ed uno dei pionieri nello studio delle

possibilità che poteva offrire il cemento armato. Collaborò per molti anni con Le Corbusier. Si laureò come

Ingegnere-architetto nel 1934, lavorò con Lucio Costa, con il quale collaborò per la realizzazione dei nuovi

quartieri a Rio De Janeiro. Nel 1939 disegnò sempre insieme a Costa il Padiglione Brasiliano alla Fiera

Mondiale di New York del 1939, che è una composizione di luminosità e fluidità, di curve e muri liberi.

Nel 1940 conosce Juscelino Kubitschek, sindaco di Belo Horizonte, che voleva realizzare un nuovo quartiere

a Nord della città, chiamato Pampulha. Qui iniziò realizzando la Chiesa di San Francesco d’Assisi (1943)

e poi continuò con un Casinò, una discoteca, un ristorante, uno yacht club, un golf club tutti distribuiti intorno

ad un lago artificiale. Il Casinò è una lingua di terra

nell’acqua, ha una forma organica, tondeggiante preceduto

da un volume squadrato; tema della Pensilina (ripreso da

Le Corbusier) e dei Pilotis. Uso del CLS e di grandissime

vetrate che permettono di plasmare l’architettura in modo

tale da non renderla in forme scatolari. Lo Yacht Club è

caratterizzato dal tema della copertura inclinata, non

trattato in maniera tradizionale.

- La Chiesa di San Francesco d’Assisi riprende i

concetto della volta che per i modernisti doveva essere

abolita in quanto era costrutto formale che non

rispondeva alla logica dei tempi e dei materiali

disponibili, ovvero il CLS, che si presta maggiormente a

forme squadrate. Utilizzo delle piastrelle (azulejos),

collegate alla tradizione Portoghese. Le volte cementizie

dovrebbero tendere ad essere sottili, campanile

staccato. Anche questo edificio si affaccia sul lago

artificiale.

- Casa das Canoas (1951), Rio De Janeiro; ovvio tributo

alla Farnsworth House, mette le geometrie regolari in

crisi ma non ne altera la purezza formale. Qui Oscar ci

vive fino a quando non è costretto ad andare in Europa

per un colpo di stato in Brasile. Dimostra il minimalismo

nei segni grafici, altro non è che un grande riparo con

una vasca e una piscina. Vetrato nella sua quasi totalità,

esterno così può penetrare la casa; sono pochi i volumi 24

storia III

chiusi e sono quelli dei servizi. La copertura

aggettante permette di evitare l’uso

- di tende ed essere sempre in ombra ed essere allo

stesso tempo trasparente.

Altre caratteristiche tipiche di Oscar furono:

- l’uso di materiali e tecniche locali

- rivoluzione dei brise-soleil, resi regolabili

- colori vivaci

- difensore dell’utilitarismo, è bene ciò che aumenta la

felicità dei fruitori.

- forme dinamiche e curvilinee

P a l a z z o A l v o r a d a , 1 9 5 8 , B r a s i l i a , e d i fi c i

caratterizzati da un esoscheletro cementizio: si ritrova

ad inventare delle forme primarie che si possano vedere anche da lontano e all’interno inserisce volumi/

costole di vetro che consentono l’utilizzo. Segue l’onda di nuovi edifici per le sedi di potere che

acquisiscono forme moderne.

Costa e Niemeyer collaborarono nel 1956 per la creazione di una nuova capitale, Brasilia, fondata

ufficialmente nel 1960. (Fino ad allora la Capitale era Rio) Venne scelto questo luogo perché maggiormente

accentrato rispetto a Rio, e anche per decongestionare la vecchia capitale. Sorge vicino ai grandi laghi,

costituiti da fiumi della Foresta Amazzonica. Assume la forma di un uccello o di un aeroplano; va in contrasto

con i principi della Carta di Atene che prevedevano una griglia pianificatrice leggera, in modo da adattarsi

allo sviluppo incontrollato e demaniale. E’ una città immensa con spazi enormi; è una delle prime città ad

utilizzare le autostrade urbane.

Alfondo Eduardo Reidy nasce a Parigi nel 1909 e muore a Rio de Janeiro nel 1964. Realizza nel 1947 il

complesso di Social Housing di Pedregulho, nel quartiere di Benfica di Rio de Janeiro. Riprende alcune

tematiche residenziali che si erano istituite in quegli anni, soprattutto grazie all’apporto di Le Corbusier. E’

un edificio in linea sinuoso (riprende Algeri, di Aalto). L’accesso avviene dall’alto grazie ad una strada

interna che permette di accedere ai vari appartamenti.

- MAM, Museo delle Arti Moderne, Rio de Janeiro (1955); Risente dell’architettura di Le Corbusier.

Traduce concretamente il dualismo tra parti strutturali e parti secondarie come quelle dedicati agli spazi

espositivi che possono essere allestiti più liberamente. Dal punto di vista strutturale è molto ingegnoso,

soprattutto per quanto riguarda la piattaforma a sbalzo. E’ un opera brutalissima, chiaramente debitrice di

LC. La scala è un pezzo unico che rassomiglia una statua. C’è una lieve centinatura per evitare effetto

schiacciamento.

Lina Bo Bardi (1914-1992) è un’altra architetta, di

origine italiane, brasiliana che professa il modernismo

nell’architettura. Rinomata anche per i suoi design di

Gioielli e arredi. Nel 1947 inizia a progettare il MASP,

il Museo delle Arti di San Paolo. La struttura si va

ad inserire in un tessuto urbano densamente

popolato e caratterizzato dalla presenza di numerosi

grattacieli. Rapporto complementare tra mega

strutture primarie (colorate di rosso, Barragan) cui

sono saldati i volumi trasparenti che fungono da

corpo del museo. E’ un’opera superatista, è un gesto

assoluto e essenziale. Struttura brutalista. 25

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Barragan e Josè Antonio Coderch

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Casa Ugalde (Barcellona, 1952) _ Josè Antonio Coderch

mostra l’evoluzione dell’architettura moderna che passa attraverso linguaggi popolari ed uso di forme

espressionistiche. Le forme curve sono giustificate dalla necessità di adattarsi alla topografia, alla

vegetazione e al panorama del luogo.

_Louis Barragan

-Abitazione personale di Louis Barragan (Città Del

Messico, 1950)

-Torri satellite (1957, Naucalpan, Messico); una delle

prime sculture di grandi dimensioni che segnano il

territorio messicano, ridotte di molto in dimensioni a causa

di tagli nel budget, sono torri di colori differenti che si

stagliano nel paesaggio.

-Complesso Los Clubes (1969, Città del Messico)

-Casa Gilardi (1969, C. Messico) Mostrano una certa

influenza araba nella disposizione dei muri e dell’acqua,

forme nuove non legate alla qualità tecnologica. E’ questa

l’ultima delle tre fasi (popolare - razionalistica e poi

personale) di Barragan, in cui crea un linguaggio

personale in cui ha assimilato le avanguardie artistiche

messicane.

Quella di Barragan è un’architettura caratterizzata da spazi aperti contrapposti a spazi chiusi, come le

stanze, che gradualmente portano agli ambienti più intimi; vi è un costante richiamo alle forme e ai colori

propri della tradizione araba.

Villanueva ed il modernismo in Venezuela

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Carlos Raul Villanueva (1900-1975) è considerato il massimo esponente dell’architettura Venezuelana e

modernista del XX secolo. In Venezuela si recò per la prima volta a 28 anni e contribuì in maniera importante

alla realizzazione e ammodernamento di Caracas, Maracay e altre città nel paese. Arriva in Venezuela

influenzato fortemente dalle idee dell’amico Perret, entrambi convinti che l’architettura fosse l’arte di

organizzare lo spazio. Interpreta il Movimento Moderno in maniera originale adattandolo alle esigenze del

clima e dell’ambiente Venezuelano. Nel 1944 (fino al 1970) inizia a progettare la Città Universitaria di

Caracas che è una realizzazione maestosa che conta più di 40 edifici inseriti in circa 2km quadrati di verde,

anch’esso progettato attentamente. Tutto il complesso è caratterizzato dalla presenza di numerose sculture,

dato dalla convinzione di Villanueva che Architettura e scultura dovessero essere sempre associate e si

completassero a vicenda. (sintesi delle arti). Nel caso della Città Universitaria riprese elementi come il

portico, il patio, e gli elementi schermanti dal sole e li rielaborò adattandoli al clima di Caracas.

L’architettura nei paesi dell’est

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Si ha un cambiamento radicale successivamente alla morte di Stalin (1955), con il superamento della realtà

socialista. Non si terrà più conto delle loro avanguardie ma cercheranno sempre di più di aderire al

Movimento moderno. In particolare modo uno dei primi punti di contatto tra movimento moderno e pensiero

socialista fu quello di stampo urbanistico basato sul controllo dei processi di crescita delle strutture urbane, a

cui si accodò poco dopo la crescente importanza dell’edilizia popolare. Architettura in serie, spesso tramite

utilizzo di prefabbricati, creazione di standard che garantiscono l’uguaglianza di tutta la popolazione.

Lo sviluppo dell’urbanistica razionalista

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Modello che si afferma post WWII con la necessaria ricostruzione delle grandi città europee. Si segue l’idea

del Movimento Moderno di divisione della città in zone con susseguente controllo più semplificato

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dell’aspetto urbano. Per quanto riguarda nuove città invece è importante citare il caso delle New Towns

inglesi, nate sulla falsa riga delle città giardino inglesi erano una delle tante mosse Anti Sprawl di quegli anni.

In questi anni Le Corbusier si applica molto in urbanistica andando a realizzare alcuni progetti a Bogotà e

Saint Diè.

Tra le opere più significative in campo urbanistico di quegli anni c’è il piano di Brasilia, inaugurata nel 1960.

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Questo piano cittadino segue alla lettera i principi razionalistici, quelli della carta di Atene e della Ville

Radieuse (modello di LC del 1935). Allo stesso tempo però si iniziavano a mettere in discussione questi

stessi principi poiché si iniziò a vedere che concetti come lo Zoning urbano e la preminenza del trasporto

gommato aveva portato con se numerosi problemi, tra cui l’aver reso la città appetibile solo ai ceti più

abbienti.

L’evoluzione del CIAM (Congresso Internazionale di Architettura Moderna)

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Tre tappe chiave:

1. Primo periodo del Ciam_ Il primo congresso di fondazione del CIAM segna l’inizio

dell’architettura moderna, si tenne a Sarratz in Svizzera (1928). Il secondo tenutosi a Frankfurt fu

dedicato allo studio dell’alloggio Minimo. Il terzo di Bruxelles del 1930 si dedica a metodi costruttivi

razionali. Quelli del Ciam erano dell’idea che l’architettura non fosse avulsa dal contesto storico in cui

viveva e doveva recuperare i rapporti col mondo industrializzato e avrebbe dovuto adottare metodi di

produzione razionalizzati.

2. Secondo Periodo Ciam_ Dominata da LC. Nel 1933 a bordo del treno Marsiglia - Atene viene redatta la

Carta di Atene, vengono studiate le 4 aree ideali della città industriale: Lavoro, abitazione, riposo e

circolazione. Inoltre si da importanza al patrimonio storico cittadino.

3. Terzo periodo Ciam_ inizia a Bergamo nel 1949, al settimo congresso. Sorgono i conflitti con architetti

di ideologia liberale. Si afferma l’importanza dell’indagine storica e della formazione professionale.

L’ottavo congresso di Hoddesdon (GB) pone come punto di discussione il cuore della città, inteso come

centro civico e non solo come centro storico: ogni area ha bisogno del suo cuore dove la città vive di

scambi culturali e commerciali. Come per Camillo Sitte, lo spazio pubblico era necessariamente

condizionato dall’impronta monumentale delle istituzioni pubbliche che lo racchiudono. Il Ciam si

professa come obiettivo la soddisfazione dei bisogni del cittadino.

Gli ultimi due CIAM del 1953 e del 1956 sancirono la fine del movimento e la nascita del Team 10 che

pur mantenendo una certa continuità presentano idee differenti

Il Team 10

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Intento è quello, sul finire degli anni 50, di continuare, apportando cambiamenti, l’esperienza del

movimento moderno. Diversamente dal CIAM, il Team 10 persegue i fini dell’architettura avvicinandosi al

mondo della scienza e della tecnologia applicando il metodo sperimentale delle scienze esatte, senza cioè

produrre grandi prototipi e grandi teorie. La realtà è mutevole e passeggera, è necessario un atteggiamento

pragmatico basato su concetti concreti: per comprendere a pieno il pattern delle associazioni umane è bene

considerare sempre il contesto e l’ambiente di ogni comunità.

Il Manifesto del Team 10 risale al 1954 e venne redatto a Doorn, proprio ai loro albori, in seguito

abbandonarono ogni pretesa dottrinaria. Membri chiave del Team 10 furono: Bakema, Candilis, Aldo Van

Eyck, Alison e Peter Smith.

La prima riunione del Team 10 risale al 1959 e viene organizzata ad Otterlo; tra i partecipanti anche

numerosi italiani come Ernesto Nathan Rogers, Gardelle e G. De Carlo.

Presenti inoltre Fernando Tavora, Roth, Kenzo Tange e Louis Kahn.

Risultò dai dibattiti come non vi fossero più dei concetti fondamentali da seguire, che era uno degli aspetti

chiave del Team 10, ovvero quello che vi fossero molte idee, spesso distanti tra di loro alle quali veniva

lasciata libertà di espressione. Gli inglesi furono quelli a carattere più dottrinario ed insistettero per un

architettura che dovesse avvicinarsi alla collettività ed ai suoi bisogni. La fine del Team X coincise con la

morte di Bakema nel 1961, unico architetto a partecipare a tutti gli incontri.

Documento redatto nel 1933 a seguito del IV Congresso Internazionale di Arch. Moderna ad Atene. Enuncia i principi

2

fondamentali dell’urbanistica secondo il Movimento moderno, focalizzandosi sullo zoning. 27

storia III

Architettura della Terza Generazione

______________________________________________________________________________

Gli architetti della prima parte del movimento moderno vengono definiti appartenenti alla “prima

Generazione” e sono tutti più o meno nati intorno al 1885, tra questi: Walter Gropius (1883-1969); Mies Van

Der Rohe (1886-1964); Le Corbusier (1887-1965), Meyer, Asplund, Scharoun e altri.

Frank Lloyd Wright (1867-1959), Bruno Taut e Perret fanno parte di una generazione ancora anteriore.

La seconda generazione è formata da architetti nati intorno al 1900 come Alvar Aalto, Lucio Costa,

Breuer, Roth, Giuseppe Terragni, Philip Johnson, Oscar Niemeyer.

La terza Generazione è quella che ha operato prevalentemente negli anni 50 come Kahn, Ernesto N.

Rogers, Carlo Scarpa, Kenzo Tange, Eero Saarinen, Van Eyck, Giancarlo de Carlo e altri come Aldo

Rossi, Roberto Venturi e Alvaro Siza.

L’architettura di questa terza generazione è differente rispetto alle precedenti, la cappella di Rochamp di LC

e l’opera di Sidney di Utzon sono gli esempi più lampanti di questo cambiamento. Vi è un cambiamento

dall’uso di modelli meccanicistici all’impiego di modelli legati alla natura, al sociale, all’espressività delle

forme. Si recupera il rapporto uomo - natura, anche gli edifici non vengono visti come entità isolate ma

immaginate nel contesto ambientale ed urbano. Vi è il recupero d’attenzione nei confronti del quotidiano. I

progetti più rappresentativi vengono realizzati su piattaforme, a conferire una maggiore monumentalità

(usato a Brasilia ed in molte opere di Kahn) ed a collegare tra loro i volumi.

- Questa idea di collegamenti su piattaforme è la chiave del progetto di Harrison e Abramowitz per il Palazzo

delle Nazioni Unite di NY realizzato nel 1952.

Lo spazio urbano è qualificato in modo diverso, cioè in base alla relazione volumetrica tra edifici: lo spazio

urbano tra gli edifici diventa così quasi più importante degli edifici stessi.

Architettura Britannica del Dopo Guerra_ New Brutalism e Urban Structuring (1949-1959)

______________________________________________________________________________

- NEW TOWNS

Esperienza delle New Towns per decongestionare le città_Anti Sprawl, creazione di città satelliti.

Stevenage ed Harlow furono le prime ad essere realizzate (1946).

Dovevano presentare alcune caratteristiche comuni: muri portanti in mattoni, tetti inclinati, balconcini, etc. Si

ispirano all’architettura Svedese.

Separazione di funzioni_Architettura razionalistica, importanza degli spazi verdi.

Dopo un primo periodo di insuccesso delle New Towns, mal collegate e disorganizzate, si ristudiò il progetto

negli anni sessanta, esemplificato dalla non realizzata New Town di Hook denominata “Cumberland”. Si

aumenta la densità, diminuiscono le distanze e strutturando le New Towns attorno ad un potente Civic

Center.

- L’architettura del New Brutalism

n.b. Il termine brutalism venne coniato da Le Corbusier per l’Unite D’Habitation in cui utilizzò

materiale “Betòn brut”, materiale non lavorato.

La Gran Bretagna post guerra si trova alla fine del suo periodo di potenza imperiale coloniale, lontana dal

potersi affermare con forza e monumentalità. (India indipendente dal 1945). Fu del 1946 il New Towns Act

che portò alla costruzione di oltre 2500 scuole in tutto il Regno Unito; per via di questi numeri spesso le

scuole venivano interamente prefabbricate: muri di mattoni, tetti poco inclinati, grandi finestre in legno. Si

creò uno stile molto popolare, apprezzato fortemente dal Governo Laburista. Con l'arrivo degli anni 50 si

tentò di cambiare approccio alla progettazione di queste scuole, si andò a definire uno stile brutalista

(definito da molti New Brutalism), di tendenza palladiana. Furono gli Smithson ad iniziare questa tendenza

con la progettazione della scuola di Norfolk (1954). Molte architetture di quegli anni adottarono questo stile,

come quelle di Stirling e Gowan, caratterizzate da un linguaggio di vetro e mattoni e da una plasticità

cristallina. Degli Smithson ricordiamo anche il progetto non realizzato per il concorso di Golden Lane (1952),

dove per la prima volta compare l’idea dell’urbanistica basata sul cluster (grappolo). Si accompagna ad una

trama di percorsi, approccio basato su griglia di tipo sistemico, tutte l parti sono connesse entro un

organismo. Vogliono creare un senso di comunità.

Il New Brutalism è solo il principio di un movimento di rifiuto al movimento moderno, corrisposto anche alla

crisi del CIAM, che porterà alla nascita delle Neo Avanguardie. 28

storia III

Gli anni 60/70 del Novecento

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- Le Avanguardie architettoniche degli anni 70

Gli Archigram

Gruppo di Architetti che si formò e iniziò a produrre immagini per l’uscita della omonima rivista del 1961. Il

loro era un approccio leggero, high tech, basato sulle infrastrutture; di fatto però furono per la maggior parte

progetti irrealizzabili. Molto vicini all’era spaziale, ne è un esempio “Walking City” di Herron (1964) in cui si

immagina un mondo distrutto all’indomani di una guerra nucleare. Un altro membro, Fuller, disegnò una

cupola gigantesca sopra l’intera parte centrale di Manhattan (1968) come difesa contro lo smog. Membri

dell’Archigram furono: Peter Cook (fondatore), Chalk, Herron, Webb e Green.

- Il superstudio

Guidato da Alfonso Natalini, iniziò nel 1966 a produrre opere utopistiche, antifuturiste e colme di ottimismo

tecnologico. Furono la guida dell’architettura Radicale Italiana insieme agli Archizoom. Qualcuno deve

gettare il panico per far capire veramente le cose —> gli ARCHIZOOM fecero sicuramente tutto cio'. "bravi

ragazzi abbastanza cattivi da non farsi inibire dai vecchi discorsi"

Il Populismo

Vi è il riconoscimento di perdita di identità culturale che l’urbanizzazione ha portato con se, impoverendo

l’ambiente urbano. Nel 1972 vi è la pubblicazione di Robert Venturi “Learning from Las Vegas” in cui effettuò

una lettura ironica e positiva della cittadina americana, in realtà un luogo brutto oggetto di una progettazione

architettonica superflua. Effetto di questo libro fu quello di scatenare una forte reazione nell’architettura, in

molti identificarono il “post moderno” come un’arte populista-pluralista di immediata comunicabilità.

Neorazionalismo

Quanto di più lontano dal Populismo, si tenta di salvare le città dalle forze del consumismo proprie delle

megalopoli. Gli scritti di Aldo Rossi, L’architettura della città (1966) e Grassi, La costruzione logica

dell’architettura (1967) ne divennero i capisaldi. Cercavano di determinare l’importanza nel tempo di alcuni

tipi di edifici che danno la forma alla città e di dare le regole compositive dell’architettura. Si rifiuta il concetto

secondo cui la Forma segue la funzione, sostenendo l’autonomia dell’architettura. Dagli anni 60 il

Neorazionalismo si diffuse ampiamente in Francia e nel continente Europeo.

New Empiricism

Movimento molto diffusosi nei paesi scandinavi in opposizione al sistema rigido delle neo avanguardie.

Risponde alle esigenze psicologiche dell’utente con un’architettura razionale in pianta ma articolata in alzato.

L’uso del colore assume particolare importanza, così come dei materiali propri del luogo, per aumentare il

comfort. L’architetto simbolo del movimento è Alvar Aalto

Lo Strutturalismo

La funzione segue la forma, l’importanza culturale del luogo, introversi tipologia degli edifici. E’ di scuola

Olandese, dei fratelli Kier, di Aldo Van Eyck e di Bakema. Lo strutturalismo olandese deve superare il

Funzionalismo: “dobbiamo creare possibilità di un’interpretazione personale, possibile creando case uguali”.

Da qui è partito Hertzberger per le sue “Case Sperimentali” a Delfi (1971).

Il Produttivismo

L’accento si pone sull’eleganza del prodotto stesso; ne è un esponente Norman Foster, del cosiddetto

“Produktform”. Senza decorazioni, si avvicina a chi afferma che l’architettura moderna deve essere

un’elegante opera di ingegneria. Di Foster si ricordano architetture come “Il cetriolo” di Londra, la

Ristrutturazione del Reichstag di Berlino ed il Municipio di Londra.

Post Avanguardia

Difficile da individuare il carattere fondante: si riconosce una comprensibile reazione alle pressioni della

modernizzazione societaria e quindi una fuga dalla tendenza della vita contemporanea ad essere

completamente dominata dai valori del settore scientifico industriale. 29

storia III

Neo Avanguardie

Casabella e Domus nel 1972 ufficializzano la nascita delle avanguardie radicali; a livello

internazionale si percepisce un clima di rottura con la tradizione. L’architettura deve diventare aperta

e liberarsi dalla pura ricerca formale per diventare fruibile da tutti.

Furono i New York Five, cinque architetti di New York (Peter Eisenman, Michael Graves, Charles

Gwathmey, John Hejduk e Richard Meier) a basare per primi i loro lavori sulle premesse estetiche e

ideologiche dell’avanguardie del XX secolo. Basavano il loro lavoro sul periodo purista di Le Corbusier degli

anni venti e trenta come punto di partenza. Il corrispettivo inglese fu dato dall’OMA (Office for Metropolitan

Architecture) tra cui figura Rem Koolhaas. Anno decisivo per le neo avanguardie è il 1983, anno in cui Rem

Koolhaas e Bernard Tschumi, architetto svizzero, si sono contesi l’incarico per “Parc de la Villette” a Parigi,

quale prototipo di parco urbano del XXI secolo. Il successo di Tschumi fu solo l’inizio del Decostruttivismo;

mirando ad un’architettura anticlassica.

Il De-Costruttivismo fu il movimento in cui la forma si de-forma, in cui la forma però rimane intatta, non

distrugge la struttura ma la spiazza. Il movimento nacque ufficialmente con una mostra del 1988 organizzata

da Philip Johnson in cui vennero esposti lavori di Frank Gehry, Zaha Hadid, Rem Koolhaas, Liebeskind e

Tschumi. Il caos è l’elemento ordinatore, non ci sono geometrie tradizionali; si studiano con attenzione i

Costruttivisti Russi che per primi ruppero l’armonia.

Il de Costruttivismo è l’ultimo degli stili internazionali in architettura.

L’espressionismo strutturale

______________________________________________________________________________

Gli anni 50 e 60 furono caratterizzati dalla ricerca di nuove

tecniche e soluzioni tecnologiche.

Si affermarono in quest’ambito Pier Luigi Nervi e Eduardo

Torroja. Quest’ultimo realizzò opere gigantesche come il

mercato di Algeciras (1934), mentre Nervi realizzò il Palazzo

Torino Esposizioni (1950) o il Palazzetto dello Sport a Roma

(1957). In queste opere regna la simmetria ed è evidente il

richiamo all’arch. classica italiana e specialmente al Pantheon.

Altri due architetti sono da citare: Felix Candela (Messico) e

Eladio Dieste (Urragay), questi sperimentarono l’uso di cemento

armato in strati finissimi e mattoni in leggere volte.

L’opera di Felix Candela si distingue per le superfici curve

realizzate in cemento armato finissimo, fino a soli 4 cm di

spessore; ciò fu possibile solo grazie ad una manodopera

esperta e all’utilizzo di intelaiature in legno. Di fatto Candela non

fa altro che riproporre la volta a crociera tipica del Gotico. Similmente Dieste presenta opere basate su

strutture di mattoni che gli permettono di coprire i grandi spazi di chiese e magazzini.

Nell’ambito dell’architettura strutturale particolare rilievo ebbero gli architetti della scuola olandese come

Oudf, Rietveld e Aldo Van Eyck. Quest’ultimo celebre per l’uso di trame geometriche e la contemporanea

ricerca di flessibilità, la definizione di spazi neutri volti a facilitare l’accesso agli utenti.

- Chiesa Cattolica dell’Aia, Van Eyck_1961

La chiesa è costituita da un parallelepipedo ove si alternano muri diritti e muri circolari che definiscono

l’edificio. La parte interna è riservata esclusivamente ai fedeli, mentre in un corridoio perimetrale si

distribuiscono i servizi. Le entrate sono definite sull’esterno da forme cilindriche mentre i grandi lucernari,

sempre di forma cilindrica, esprimono l’importanza dell’illuminazione e della comunicazione umano - divino.

Forme e strutture semplici vanno a favorire la contemplazione, evidenziando quella “chiarezza labirintica”

propugnata da Van Eyck.

______________________________________________________________________________________

30

storia III

L’architettura Giapponese

Si ha una fase iniziale dopo la guerra di urbanistica sfrenata volta a ricostruire tutto quello che è stato

distrutto; successivamente a partire dalla metà degli anni 50’ si avrà una fase meno selvaggia. A ciò ha

contribuito sicuramente l’amministrazione statale e l’ottima collaborazione tra sistemi artigianali e

industrializzati che hanno collaborato nella ricerca di materiali e sistemi costruttivi sempre performanti.

Kenzo Tange

(1913-2005) Nasce ad Osaka, la sua carriera da architetto è fortemente influenzata dai lavori di Le

Corbusier, cui si ispira continuamente. E’ il capofila di un’intera generazione di architetti che faranno del

Giappone una potenza architettonica di primo livello. Durante la guerra si appassiona di urbanistica ed in

particolare modo delle piazze greche e romane.

Centro della Pace, Hiroshima 1955; Riprende l’architettura storica giapponese e la fa coesistere con le

nuove architetture come il cos grezzo (brutalista) e nuove esigenze (International Style).

Metabolist Giapponesi_

Gruppo che, reagendo alla sovrappopolazione del loro paese alla fine degli anni 50, cominciarono a

progettare megastrutture adatte ad accogliere elementi ad incastro: si annoverano architetti come Noriaki

Kurokawa o Kikutake. Di quest’ultimo si ricordano le città galleggianti (1958), sicuramente la visione più

poetica del movimento metabolist, sicuramente irrealizzabile, così come i lavori dell’Archigram, cui si

avvicinano molto. Di fatto pochissimi lavori dei Metabolist furono realizzati, eccezion fatta per la Torre

Nagakin di Kurokawa, formata da capsule (1971, Tokio). Il movimento Metabolist declinò negli anni ’70

lasciando spazio alla cosiddetta “New Wave” portata avanti da Arata Isozaki e Kazuo Shinoara. Il movimento

si basa sull’idea di poter creare un rapporto significativo tra edificio e tessuto urbano nel suo insieme (si

vede nei lavori di Ando, Hiroshi Hara e Toyo Ito).

Minoru Yamasaki

Pruitt- Igoe; grande progetto urbanistico di stampo puramente razionalista realizzato tra il 1954-55 nella

città di Saint Louis che prevedeva 33 complessi residenziali di grandi dimensioni. Già poco dopo la loro

costruzione gli edifici versarono in un crescente stato di decadenza e criminalità che portarono in pochi anni

alla demolizione di tutti e 33 gli edifici. Da molti critici questo momento viene visto come la morte

dell’architettura moderna.

Altri esempi di urbanizzazione forte di quegli anni si ebbero in Italia, a Genova, col “Biscione”,

realizzato da Daneri a partire dal 1956 fino al 1968. Il progetto inizialmente prevedeva solo

una villa per se stesso, poi continuo a costruire su questo terreno da lui comprato altre ville

omogenee, creando così un complesso residenziale. Esempio di edilizia residenziale pubblica

(Piano INA CASA)

Toyo Ito

Architetto della generazione High-tech; costruisce la “Capanna d’argento” (1984), in cui combina High Tech

con elementi di architettura primitiva dei nomadi. Assume atteggiamento fatalistico nei confronti della

metropoli, priva di senso. La sua opera più nota è il PMT building a Nagoya (1978), intervento strutturale

“sottile come un foglio di carta”. Inizierà a lavorare con particolare interesse verso l'ELETTRONICA--> alla

base di tutto c'e' l'idea di non sposare nessuno stile facendo molta ricerca

"la cosa fondamentale non e' l'esistenza di un muro ma la fondamentale percezione dello spazio”

Ito si pone l’obiettivo di superare il movimento moderno con l’elettronica: la nuova tecnologia non è

antagonista dell’arte.

Fumihiko Maki

Stile caratterizzato fortemente dall’audacia strutturale, visibile nel “Fujisawa Gymnsaium” e del “Makuhari

Exibithion Centre” (1987). Partendo dal modello degli stadi di Kenzo Tange, Maki si è messo a usare

un’armatura metallica e lamiere d’acciaio inossidabile per ottenere la forma a conchiglia di strutture a grandi

luci. 31

storia III

Kazuo Shinoara

Ha sempre assunto un atteggiamento sprezzante verso gli stili di costruzione standardizzati sponsorizzati

dallo stato, prendendo sempre le distanze dalla scuola Le Corbusierana di Tange. Nei suoi lavori c’è sempre

una sottile allusione al caos e alla violenza che stanno sotto la fin troppo omogenea società tecnologica.

Il suo lavoro più noto è il “Centennial Hall” del 1988 a Tokio. Rimase molto sullo stile domestico

I GRANDI MAESTRI

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FRANK LLOYD WRIGHT (1867-1959)

Architetto Americano esponente del movimento moderno. Denota grande sensibilità nei confronti del

contesto. Il paesaggio è costituito da una porzione di territorio che possiede valenze percettive che io posso

apprezzare anche sotto il profilo estetico. Allievo di Sullivan ed esponente della scuola di Chicago ma

paradossalmente diverso dal maestro: è un iper-romantico, cerca di studiare il tema della casa, abbastanza

abbandonato per creare qualcosa che sia assimilabile all’identità americana.

- L’ambiente è: lo spazio nel cui ambito possono essere collocate esperienze paesaggistiche.

- Maggiore grado di relazione tra spazio interno ed esterno, con più spazio unitario possibile, sviluppo

prevalentemente orizzontale

- La sua è un’architettura organica.

- sollevare l’abitazione da terra

- elimina combinazioni di materiali differenti

- Influenze orientali, perlopiù giapponesi, per la sacralità della casa

Frank Lloyd Wright è il miglior esempio di continua influenza tra Stati Uniti ed Europa, ne sono un esempio i

suoi due volumi Wasmuth, che ebbero una forte influenza sulle avanguardie Europee, in particolare sul De

Stij olandese.

Grande audacia statica, terrazze come piani che si proiettano nel vuoto; muro in pietra che accentua

orizzontalità.

Imperial Hotel (1906-22, Tokio)

Costruito nel 1906, verrà demolito nel 1968. Un progetto in cui si cala totalmente nel contesto, diventando

completamente giapponese, fa molta attenzione a soluzioni tipologiche e formali.

Taliesin East, 1911-14, Wisconsin

Casa concepita come luogo dove fare ricerche architettoniche, dove studiare architettura, oltre che abitarvi.,

qui risiedeva proprio FLW. E’ concepita quasi come una piccola cittadella, è un complesso che riflette il

concetto delle Prairie Houses (case della prateria): case comuni asimmetriche, volumi schiacciati al suolo,

stretto rapporto con la natura, utilizzo della pietra in maniera creativa. Queste case sono caratterizzate

spesso dalla presenza di tetti a falde.

Midway Gardens, 1914, Chicago, demolito nel 1929

Doveva essere un giardino per concerti all’Europea, con spazio per mangiare, bere e fare performances.

Comincia ad assimilare nella sua architettura elementi che provengono dalla cultura pre-colombiana.

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_Si sposta in California, elabora il concetto secondo il

quale l’architettura moderna potesse essere raggiunta

da diverse strade, anche attingendo dalle altre culture,

come quelle Pre - Colombiane.

Hollyhock House, Los Angeles, California, 1919-21

Chiaro richiamo allo stile pre colombiano. Doveva

essere parte di un complesso più ampio con anche

teatro.

Millard House, California, 1923

E’ il primo edificio in cui FLW utilizzo il Textile Block,

blocchi di calcestruzzo composti da mattoni

prefabbricati allagati in armature che permettono di dare

forma e aspetto che voglio. Utilizzati sia all’interno che

all’esterno. Questa tecnica raddoppiò il costo della

casa, si dice che FLW mise soldi di tasca sua per

completare la casa. E’ la prima delle cosiddette case “Usoniane”, ovvero tipiche di un’architettura

32

storia III

propriamente degli Stati Uniti che sono la diretta evoluzione delle Prairie Houses, entrambe si basano sul

principio “ogni uomo, uno stile”.

Ennis House, Los Angeles, 1924

Si ispira in questo caso agli antichi Maya. Questo suo ripescare nelle antiche culture diventa quasi esercizio

di combinazioni possibili. Utilizzo del Textile Block con particolare attenzione alle decorazioni. Struttura

compatta e volumetria tettonica.

Casa Kaufmann “Fallingwater” (1934, Pensylvania)

Casa che nasce e si estende nella natura, in cui non vi è più distinzione tra forma e funzione -> si cerca di

far sparire del tutto le pareti. L’architettura organica è vista come una risposta allo stile classico,

allontanandosi però dallo Stile Internazionale professato dagli architetti moderni, tenta di servire l’uomo e

non di domarlo. Fortemente influenzata dal “De Stij” che si riscontra nelle spesse pareti verticali

contrapposte alle spesse lastre orizzontali (le terrazze). Nota come casa sulla cascata perché proprio su una

cascata si affaccia, realizza grandi terrazze a sbalzo (5 metri) che permettono l’allungarsi verso la natura e

richiamano lo stratificarsi delle rocce. Non è appoggiata sulla roccia, sembra che ne sia un prolungamento.

Contatto sempre costante con la natura garantito dalle verande e dalle grandi vetrate che danno sulla

cascata. La solidità strutturale delle terrazze, interamente in calcestruzzo, venne ben presto intaccata

iniziando a fessurarsi. Solo nel 1996 si è finalmente attuato un restauro inserendo dei rinforzi in acciaio nel

calcestruzzo. La pianta è libera con il camino che funge da fulcro, poggiando sulla roccia e trovandosi al

centro rivolto verso sud.

Guggenheim Museum (1943-1959, NY)

Perfetta sintesi delle idee sviluppate in maniera

autonoma da FLW nel corso degli anni.

Da una parte vi è il riferimento al solido, alle rocce e alle

caverne (interno dell’edificio), dall’altra la ricerca della

dinamicità, delle forme snelle nel loro movimento

(espresso nelle rampe e nelle fasce elicoidali). L’edificio

rifiuta qualsiasi tipo di rapporto col contesto urbano.

A forma di spirale, la base dell’edificio è più stretta della

copertura. La grande cupola ricorda il Pantheon e

ricorda, per gli ornamenti, un edificio di tipo religioso.

Non è pensato come un museo tradizionale ma come

un luogo dedito alla creazione artistica: la sua forma

particolare è in grado di valorizzare in maniera unica le

opere d’arte.

Per certi punti ricorda l’idea di spazio puro del

Pantheon. Si percorre dall’alto verso il basso,

concezione del museo completamente nuova.

Jason Wax Administration Centre (1936-39, Racine

in Winsconsin)

Progettato come un grande rettangolo con illuminazione

dall’alto. Tema della plasticità, sostegni affusolati,

fungiformi. Studia un nuovo modo per rendere

piacevole l’ufficio. La torre è un aggiunta successiva.

Architettura organica ancora presente, la progettò in

modo che ispirasse il lavoro così come le cattedrali

rafforzano la fede, semplice ripetizione di elementi

quadrifogli, cavi, appoggiati su supporto di metallo. 33

storia III

Rudolph Schindler e Richard Neutra

Razionalismo Californiano; Dal 1925 in poi, contestualmente con l’avvio dell’International Style, prende il

via il Razionalismo Californiano, tutto grazie a due architetti austriaci ammiratori di Wright.

Schindler è un architetto austriaco vissuto tra il 1887 ed il 1953. Segue con attenzione i lavori di Wright. Nel

1912 conosce e inizia un rapporto di amicizia e collaborazione con Richard Neutra. Questi è fortemente

influenzato dall’ideologia del Dottor Lovell (e quindi indirizzato al benessere psicofisiologico degli

abitanti) col quale realizzò la Health House del 1927, considerata l’apoteosi dell’International Style, poiché

si basa su una intelaiatura d’acciaio rivestita da un leggero involucro sintetico, appoggiata sul panorama di

un parco romantico; composizione asimmetrica dei piani con pianta libera che rifletteva lo stile igienistico di

vita del dottor Lovell. Sia Schindler che Neutra si interessarono della modulazione di luce e sole per

migliorare le condizioni dell’uomo.

Neutra, Casa nel Deserto, Palm Springs 1946;

o Casa Kaufmann

Commissionata da Edgar Kaufmann, magnate

dell’acciaio. Lo stile pulito adottato dalle case è

un chiaro richiamo a Mies, ma c’è più movimento

(International Style). Pianta a quattro braccia con

soggiorno al centro, grande orizzontalità dettata

dalle pareti vetrate, l’unico elemento verticale

che spicca è il camino. Capacità di creare

capolavori di residenza unifamiliari. La natura

entra in casa, non c’è separazione netta tra

interno ed esterno.

Case Study Houses; fa parte delle Case Studio

diffuse e sponsorizzate dalla rivista “Arts &

Architecture” che vide molti architetti cimentarsi

nella sperimentazione della residenza (vd.

Saarinen). Neutra propone la sua versione, la

#13, nel 1945, non verrà mai realizzata, mentre

la successiva del ’48 troverà compimento.

Molto influenzato dal lavoro di Frank Lloyd Wright sarà l’architetto danese Jorn Utzon che realizzerà l’Opera

di Sidney (1957)

Le prime esperienze di Jorn avevano messo in risalto la sua ricerca nel campo dell’adeguamento allo spazio

topografico ed alla divisione tra pubblico e privato. Fu Eero Saarinen a recuperare il progetto tra quelli

rifiutati, e lo portò come esempio di nuova monumentali. Il progetto consiste in una piattaforma protesa

sull’acqua dalla quale si ergono gusci con duplice funzione facciata-copertura e scalinate che, coprendo

l’intera larghezza della piattaforma, univano gli spazi di vita quotidiana e vita pubblica. La realizzazione e lo

studio di una struttura così complessa richiese molto tempo. La parte interna risulta diversa dall’originale ed

in generale differisce dal resto dell’opera poiché Utzon, a seguito di frizioni con gli ingegneri, abbandonò il

progetto lasciando il comando alla Hall Todd Littlemore Architects. 34

storia III

LE CORBUSIER

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Svizzero naturalizzato francese, il cui vero nome è Charles Eduard Janneret Gris. Il cognome Corbusier è

ripreso da quello della nonna e poi vi aggiunge l’articolo davanti; personaggio solitario che ama molto

viaggiare, soprattutto in Italia ed in Grecia. Nasce nel 1897 vicino a Ginevra; comincia come orologiaio,

come suo padre prima di lui in cui impara la precisione della tecnica, dell’arte. Compie poi un viaggio in

Europa, in cui si afferma il suo disegno “icastico”, essenziale e con pochi tratti. Lavora per un anno nello

studio di Perret (1909) per poi trasferirsi nello studio di Bauhaus per seguire gli sviluppi di Gropius, Mies.

“L’architettura non ha niente a che vedere con gli stili, gli stili sono per l’architettura come un cappellino da

donna, grazioso a volte, ma non sempre”.

All’inizio della sua carriera realizza edifici neo-vernacolari, come

Villa Faller, uno stile vagamente Art Nouveau con decorazioni

epidermiche. Poi si avvicinerà al tema del CA, abbandona le

frivolezze vernacolari per iniziare una ricerca tecnica.

1910: Maison Domino; realizza quella che sarà la sua base

strutturale delle sue case fino al 1935; idea di cellule abitative

che sfruttassero le proprietà del telaio in CA. Studio della

prefabbricazione, elementi assemblati velocemente da

manovalanza non specializzata. Struttura portante riprodotta in

serie: metodo del domino.

1916-17; Villa Schwab; Chaux Des Fonds, Opera che si distacca gradualmente dal vernacolarismo di

maniera: si comincia a vedere quello stile che LC riproporrà il resto della sua vita. Un’architettura che è un

gioco magnifico e sapiente di volumi sotto la luce.

1919-20; Maison Citrohan; La casa è vista come una

macchina, comoda, che come la macchina ha una sua

estetica. Realizzata interamente con elementi standard: la

ripetività e l’assenza di stile portano alla perfezione della

produzione in serie. Cerca forme pure per creare qualcosa

di universale, che non abbia bisogno di mediatori per essere

compreso.

1919-20; Case Monol; Progetti astratti e concettuali.

Accostamenti tra copertura curvilinea e aggettante e le volte

a botte

5 Principi dell’architettura, annotati nel libro del 1923

“Verso un’architettura”.

- Presenza di Pilotis

- Finestra a nastro, grandi vetrate

- facciata libera

- pianta libera

- tetto giardino: la copertura è una superficie che va sfruttata.

Annota tre avvertenze per gli architetti:

- IL VOLUME: insieme alla superficie sono gli unici mezzi che ha l’architettura per esprimersi. Questo

collabora con la luce, che esalta maggiormente gli spazi e le forme. Volumi squadrati-> Regolarità.

- LA SUPERFICIE: l’architetto ha il compito di far si che le superfici facciano vivere i volumi senza che ne

diventino un parassita. Si devono evidenziare le forme.

- LA PIANTA: è generatrice

Villa Stein, 1927, Parigi_ Tutte finestre a nastro. Tracciati regolari composti da rettangoli armonici e

quadrati. Riferimento a rettangolo aureo.

Ville Savoy, Poissy (sobborghi Parigini), 1929_Primo edificio in cui cerca di applicare i 5 punti

dell’architettura. Rientra nel periodo così detto “Puristico”. Poggia sui pilotis come farebbe una palafitta,

con una maglia strutturale a base quadrata. Vi sono due modi di salire, con la rampa o con la scala. Al

35

storia III

primo piano troviamo il giardino pensile che entra nella

casa, parte viva della casa. E’ un prisma monocolore

spezzato dalle finestre, è una scatola sospesa. Tutti gli

elementi principali sono in C.A. Tetto verde che permette

di godere a 360° sulla natura circostante.

Padiglione Svizzero alla Città Universitaria di Parigi,

1930-33; Ci sono padiglioni dei vari paesi del mondo dove

alloggiano studenti; la pianta è complessa, inserisce la

curva ed il movimento (Preludio alla cappella di

Rochamp); uso di grandi pilotis a faccia vista che hanno

proprie qualità estetiche e tattili.

Urbanistica

Progetto ideale per la città da 3 milioni di abitanti: Tema urbanistica è centrale in questo periodo perché

le città si espandono in maniera spaventosa e sregolata. 3 possibili soluzioni:

- Centro: grattacieli cartesiani, diventa la città degli affari

- Intorno: edifici redant,

- Esterno, immense villas

Il modello della Vile Radieuse_Anni trenta_Progetto non realizzato ma ideato tra il 1929 ed il 1930. E’

un progetto utopico di LC che condensa i principi urbanistici. Si ha una zona direzionale, una residenziale

ed una industriale -> indirizzamento verso una chiarezza cartesiana, primi principi di ZONIZZAZIONE. Si

gioca tutto nell’intersezione di grandi assi a scala variabile. Fa vedere trame di città storiche basate sulla

presenza di edifici che definiscono l’isolato. Si deve mirare al ripristino del rapporto tra uomo e natura.

Propone anche l’edificazione a Redant, con sistemi residenziali con enormi spazi dove ho il verde e i prati.

Case a molti piani: cellule abitative accostate a formare un macro edificio.

Assetto urbano di Algeri_Non realizzato, dopo Parigi, Algeri è un’altra città molto studiata da LC. Pensa

ad un’enorme strada litoranea ed un edificazione curva. Già si preannuncia l’idea delle Unitè d’Habitation.

Con pochi segni, macroscopici a livello territoriale, ridisegna il volto della città. Strutture al cui interno

inserisco moduli e cellule abitative.

Plan Voisin, 1922-25; tentativo di applicare a Parigi le Teorie usate per la Città da 3 Milioni di abitanti,

quindi di radere tutto al suolo e collocare i cittadini in grattacieli puntiformi (città verticale). Tutto a favore

della solubrità e luminosità. Grandi grattacieli circondati da grandi spazi verdi, viene rifiutata la sua idea

perché prevedeva di sventrare Parigi.

Saint Die; progetto non attuato per la città Francese. Sulla tabula rasa non ricostruisce strade, case e

palazzi secondo sequenze prospettiche ma colloca edifici lamellari.

Chandigarh, 1951, Capitale di due stati dell’India del nord, Punjab e Manyana. Le corbusier è chiamato a

progetta il piano urbanistico. Quello che crea è un sistema di piazze e percorsi molto complicato, creando

una gerarchia tra mezzi lenti, veloci e pedonali. Va a collocare gli edifici amministrativi in testa alla città, le

industrie nelle viscere e le abitazioni nelle periferie: la città viene vista come un essere umano. Al centro di

questi percorsi e del sistema di griglie quadrangolari, viene collocata una statua di una mano (quella del

Modulor) rivolta verso l’alto. A Chandigarh realizza molti edifici pubblici tra cui la Corta di Giustizia,

realizzato in cls grezzo ed il parlamento, edificio monumentale con tetto a forma concava che raccoglie

l’acqua che poi viene portata ad una vasca.

Nel 1945 pubblica “Le Modulor” in cui studia le proporzioni umane per creare un nuovo sistema spaziale, e'

solo un mezzo.

Una parte dell’opera di LC dagli anni 50 in poi è definita “neobrutalista”, opera che ha fatto propria l’impiego

del cemento, del mattone scoperto e di ampie volte.

Opera esempio di questo periodo è la Cappella di Rochamp. (1950-55)_ Opera destinata al culto; si

sviluppa in forme curve, concave e convesse, che si articolano in muri di granulato bianco contrastati col

cemento grezzo dell’enorme copertura. Internamente invece si rintraccia una certa influenza delle opere di

Aalto. L’architettura è nell’idea di luogo, cioè di spazio definito da luce, forme e valori simbolici e dalle

caratteristiche dei materiali. L’elemento più debole è sicuramente la colonna di cemento necessaria a

sorreggere l’enorme aggetto della copertura. 36

storia III

Convento della Tourette (1957-60)_ Tutti gli elementi tipici del monastero sono reinterpretati nell’ottica di

dar vita ad un edificio teso all’introversione. Volumi puri si alternano ad altri ambienti che sembrano corpi

aggiunti successivamente. La struttura generale dell’edificio è simmetrica, vi sono però alcune eccezioni

con forme curve adottate per inserirsi con maggior efficacia nel territorio.

Unitè d’Habitation di Marsiglia (1947-53)_Dà una nuova soluzione al problema dell’abitazione.

Rispecchia i principi cardine di LC sull’abitazione pubblica: grandi edifici collettivi, di forme vicine ai modelli

dell’universo della macchina, circondati da verde e che se costruiti in serie avrebbero realizzato una città.

L’UH si basa su cellule abitative su due livelli con strade interne, con un piano comune per i servizi,

piscina, parco giochi, palestra, teatro etc.

L’idea del corridoio centrale con cellule su due livelli venne ripresa dall’architettura sovietica. L’UH era

pensato come edificio autonomo e quindi come un edificio città. La prima delle Unitè venne realizzata a

Marsiglia (1952-58) e ne seguirono altre a Berlino (1958) a Meaux (1960) e a Firminy-Vert (1967). Questo

modello sarà poi ripreso ampiamente anche in Giappone e Gran Bretagna.

E’ l’architettura che definisce lo stile BRUTALISTA, che prende il nome appunto dal “Beton Brut” cioè

cemento grezzo. Uno stile che tramite le forme plastiche ed i materiali grezzi evidenziano la forza

espressiva della struttura.

Da notare come il LC post guerra si alterni tra forme innovative come quelle di Rochamp, alla ricerca di

moduli come nell’Unite H.

MIES VAN DER ROHE 1886-1969

______________________________________________________________________________________

Considerato insieme a FLW, Le Corbusier e Gropius il padre dell’architettura moderna. Nasce ad Aachen in

Germania nel 1886. Si forma nella bottega di scalpellino del padre e poi si trasferisce a Berlino a lavorare

con un architetto specializzato nell’uso del legno. Proseguì una collaborazione con Bruno Paul, disegnatore

di mobili prima di entrare a far parte dello studio di Behrens. Si interessa molto del lavoro dell’architetto

Berlare e del neoclassicismo. Nel 1911 lascia lo studio di Behrens per aprirne uno in proprio, prima della

guerra realizzò alcune case e disegnò un monumento a Bismarck sullo stile di quello per Newton di Boullèe.

Dopo la guerra cercò insieme ad altri architetti tedeschi di ridare vita alle arti in Germania ed entrò in

contatto con la Catena di Vetro. Fu questo il periodo in cui si avvicinò maggiormente all’espressionismo,

evidente nei progetti dei suoi grattacieli sfaccettati in cristallo che sono costantemente soggetti alla

trasformazione sotto l’impatto della luce.

Intorno al 1923 Mies compie una svolta radicale indirizzata verso il razionalismo, ancora acerbo, che si

concretizza nel progetto per “Una casa di campagna in mattoni”, progetto utopico pubblicato sulla rivista

“G”. Per la prima volta si ha il tema del muro che si estende oltre il perimetro dell’edificio per entrare

nell’ambiente circostante. Il progetto venne fortemente criticato soprattutto per l’uso dei mattoni, materiale

obsoleto. Riprende l’andamento della pianta di Mondrian. Dissoluzione della scatola volumetrica, spazio

fluido diviso da setti murari: i muri sono visti come quinte sceniche.

3

Successivamente fu forte l’influenza del Suprematismo che incoraggiò Mies a sviluppare il tema della

Pianta Libera. Villa Esters

Villa Esters, 1928_Progetto per una casa, si

denota semplicità ed essenzialità delle forme.

Ricercatezza e perfezionamento del

dettaglio. Ancora una volta struttura in

mattoni. Nota anche come Casa Hermann

Lange, dal nome del committente, diviene un

museo a partire dagli anni 50. Il rivestimento

in mattoni è alleggerito dalla presenza di

ampie vetrate e finestre a nastro. La struttura

portante è in acciaio, che permette ampie

Movimento artistico nato in Russia col pittore Kazimir Malevic intorno al 1915

3 37

storia III

vetrate mai allineate tra loro sulle facciate.

Padiglione per l’esposizione a Barcellona, 1929_ Dopo il successo ottenuto con l’esposizione del DWB

del 27, il Governo Tedesco incarico Mies della costruzione del Padiglione. Costruito in occasione

dell’esposizione Universale di Barcellona.

Primo edificio in cui propone i suoi studi sulla

pianta libera. Ancora una volta evidente

l’essenzialità del linguaggio architettonico.

Setti murari rivestiti in pietra. Lo spazio

interno è articolato da colonne e montanti e

culmina in una corte racchiusa con piscina

riflettente rivestita d vetro nero. Attorno agli 8

pilastri cruciformi liberi si sviluppa la pianta e

si appoggia il tetto piano. Basamento in

travertino, alla fine del quale su un lato si

trova un muro dello stesso materiale che

obbliga ad una svolta di 180° portando ad un

altro edificio. Venne presentata qui la famosa

“seggiola Barcellona”.

Casa Tugendat, 1930, Brno_Realizzata su un

terreno in forte pendenza in Cecoslovacchia, cerca

di adattare il programma funzionale del padiglione

all’ambito residenziale. Inverte gli spazi giorno e

notte, collocando questi ultimi al piano terra ed i

primi sopra, ma si entra dall’alto con un accesso

diretto dalla strada. Ancora una volta pilastri

cruciformi in acciaio cromato. Al piano terra si trova

un grande soggiorno visto come spazio libero, si

affaccia sul giardino con grandi vetrate scorrevoli

che vogliono creare tutt’uno tra interno ed esterno.

La monumentalizzazione della tecnica 1933-1967

Un cambiamento di stile in Mies venne nel 1933 col progetto per la Reichsbank in cui si spostò da una

asimmetria informale ad una monumentalità simmetrica. Ciò culmino in un metodo costruttivo molto

razionale che si allontana dagli effetti spaziali dinamici della precedente fase. Il progetto per la Reichsbank

fu un ritorno alle idee di Schinkel ma non solo, era un ritorno agli strutturalismi e agli edifici in calcestruzzo,

pubblicati per la prima volta nel 1923 sulla rivista “G”. Mies vede la tecnologia come la manifestazione

culturale dell’uomo moderno. Mies visse gli anni dopo il 1933 dividendosi tra “spazio” e “struttura”, tra il

classicismo romantico che puntava sulla dematerializzazione dell’architettura, e l’eredità del mondo antico

che puntava su tetto, colonna e muro. Cercando di esprimere entrambi i sentimenti, Mies fece ampio uso del

vetro che simboleggiava trasparenza e corposità.

Nel 1939 Mies si trasferisce negli Stati Uniti e subito progetta il campus dell’Illinois Institute of Tecnology a

Chicago. Gli edifici sono prismi puri rivestiti di curtain walls e le cui superfici sono animate dai riflessi del

cielo. C’è una connessione tra il sistema dei pilastri ed il piano vetrato, tema che diventerà sempre più

monumentale in ogni edificio. I pilastri non saranno più cruciformi ma a doppia T (standard americano) che

culmineranno poi nel pilastro quadrato in acciaio ricoperto di cls.

Casa Farnsworth, 1946, Illinois_casa costituita da un volume unico e unitario di 23x9 metri

sopraelevato rispetto al terreno di 1,5 metri rendendola così quasi un monumento. E’ una scatola rivestita

di lastre di cristallo con i gradini, la terrazza ed il pavimento in travertino. Gli elementi in acciaio erano

colorati di bianco. L’unico elemento divisorio all’interno della pianta è quello che limita i servizi. Viene data

grande importanza alla natura, di cui si può godere a 360° dall’interno della casa, i cui toni neutri

permettono di godere del verde esterno ancor maggiormente.

Promontory Apartments, 1949; grattacielo di 22 piani collocato a Chicago nell’area di Hyde Park.

Interessanti perché delineano la messa a fuoco di un tipo che diventerà riferimento per grattacieli. Ottiene

molteplicità e ricchezza enorme di spazi con pochissimi gesti. 38

storia III

Lake Shore Drive Apartments, 1949; è una riproposizione della Casa Farnsworth; collegamenti verticali

posti al centro, la bellezza dell’edificio sta nell’accurata disposizione delle funzioni. E’ simbolo di

un’architettura sempre più impersonale, non

teme la ripetizione in sequenza.

Crown Hall, Chicago, 1952_Il volume a campata

unica trova qui realizzazione in ambito pubblico.

Rappresenta un ritorno alla tradizione di Schinkel

e al suo Altes Museum di Berlino (1823). Volume

di 67x37 metri rivestito in vetro in cui è evidente

come il piano funzionale di Schinkel qui

riproposto non si adatti alla perfezione; simbolico

il posizionamento della parte dell’Industrial

Design al piano seminterrato sotto la scuola di

Architettura.

S e a g r a m B u i d i n g , 1 9 5 9 _ Ve d i s t i l e

Internazionale

Eero Saarinen: Formalismo ed eclettismo

______________________________________________________________________________

Eero Saarinen è figlio del celebre architetto finlandese Eliel Saarinen (1873-1950) e di Loja Saarinen,

scultrice. Eero nasce a Kirkonummi in Finlandia nel 1910. Fin dall’infanzia Eero è chiamato a fronteggiare le

altissime aspettative imposte dal padre, uno degli architetti più noti sul suolo Finlandese, impegnato com’era

a tracciare una nuova architettura che si contrapponesse a quelle della Belle Epoque caratterizzata dai

revival storici. Eero si riteneva di far parte alla seconda generazione di modernisti: la prima affermò che la

funzione genera forma; lui si definì più umanista poiché la forma

rispondeva anche degli aspetti spirituali, come le paure, le

speranze ed i desideri degli esseri umani.

Saarinen affermò l’espressionismo strutturale, che poteva

esistere solo grazie all’Intuizione di cogliere i sentimenti umani e

riproporli nella struttura. Utilizzo dei nuovi materiali e forti

sperimentazioni sulle coperture: l’estetica ed il simbolismo di

queste sono più importanti di motivazioni materiche e tecniche

(a differenza di Nervi o Candela).

1947-68, Jefferson National Expansion Memorial, St.Louis,

Missouri

__Nel 1947 Eero e padre parteciparono separatamente al

concorso per la realizzazione di un monumento a St.Louis. Per

un errore, venne dato per vincitore Eilen Saarinen, quando in

realtà fu Eero con il suo team a vincere. Fu questa l’occasione in

cui Elien vide finalmente quanto fosse divenuto bravo suo figlio e

il momento in cui la carriera da architetto solista di Eero ebbe

inizio. La proposta era quella di un arco di proporzioni giganti

che doveva sorgere su un parco lussureggiante. Si dovevano

realizzare anche altre strutture ausiliarie all’interno del parco,

mai iniziate a causa dello scarso budget, con l’eccezione del

museo sotterraneo. La realizzazione dell’arco è frutto degli studi

e dei viaggi di Eero in Italia, dove poté vedere gli archi di

Settimio Severo e Costantino. Eero voleva realizzare un

monumento imperituro, che resistesse alla durata del tempo;

venne apprezzato per aver progettato un monumento di forme antiche rivisitato da una concezione

moderna dell’architettura. La realizzazione poté iniziare solo nel 1957 dopo aver risolto la questione

inerente alla ricollocazione dei binari ferroviari situati sull’area del progetto. Una volta risolto ciò i problemi

riguardarono fondamentalmente la sua costruzione, la forma e come far arrivare i turisti in cima. Si studiò

quindi un arco di 192 metri che insiste su una base di 192 metri di lunghezza costituito da una struttura di

acciaio e calcestruzzo modellata a forma di triangolo equilatero. Per giungere fino alla sommità è possibile

usare le scale (di emergenza) presenti su ciascun braccio dell’arco, gli ascensori da 12 posti e i tram,

composti da una serie di capsule ciascuna che può andare a contenere 5 passeggeri. Saarinen non vide

mai l’arco completato, il museo sotterraneo ugualmente venne completato nel 1980. 39

storia III

1948-56, General Motors Technical Center, Michigan

__Periodo quello post guerra che vede l’incredibile

espansione del settore automobilistico, tutti basati sul

sistema del “fordismo” che divenne un termine

comune in tutto il mondo. L’industria dell’automobile

ridefinì il concetto di lavoro e dei suoi spazi, per cui

furono necessari nuovi stabilimenti. Allo studio di Eero

venne affidato il centro tecnico della GM che divenne

certamente il suo progetto più ambizioso con costi

stimati sui 70 milioni di dollari. Seguendo l’esempio di

Mies nell’Illinois Institute of Technology, cercò di

realizzare gli interni il più flessibili possibile,

questo poiché Eero era consapevole del fatto che la

tecnologia, negli anni a venire, avrebbe portato con

se nuove scoperte, nuovi macchinari ed esigenze; in

questo modo gli spazi interni potendo adattarsi non

sarebbero mai divenuti obsoleti. Interni che vengono

studiati con grande attenzione, basti vedere la scala a

spirale con scalini in legno e appesa grazie a dei cavi

d’acciaio disegnata da Eero stesso. Dovendo

l’architettura esprimere gli intenti del

committente, il centro della GM doveva rispecchiare

l’intento di massima qualità e precisione, elementi che

si riscontravano nella facciata.

Sono 5 blocchi di edifici ciascuno con la propria

funzione e ciascuno dipinto in modo diverso per

conferire la propria identità, alle pareti in mattoni smaltati si alternavano ampie vetrate che permettevano di

rapportarsi con la natura. Importante fu lo studio dietro all’Auditorium, in cui venivano presentati i nuovi

modelli di automobili che, grazie alle nuove linee curve, riflettevano in modo particolare la luce; per questo

Eero progettò un’illuminazione più diffusa grazie alla costruzione di una cupola rivestita in pannelli di

acciaio, la luce entrava da una rientranza alla base della cupola.

1953-59, Palazzo del Ghiaccio, Università di Yale, Connecticut

__L’edificio inaugura un nuovo periodo dedito alla ricerca di forme organiche sfruttando il cemento

armato. Edificio con un’unica grande campata che copre una vasta area di 60x20 metri. L’edificio doveva

sì ospitare le partire di Hockey ma doveva per il committente, essere pronta ad adeguarsi ad altri usi. La

copertura è certamente l’elemento più di spicco, funge con una trave curva in cemento armato che

attraversa il lato lungo e funge da spina dorsale. Da questa dipartono cavi spessi 3 centimetri ancorati alle

estremità opposte della struttura che servivano a controbilanciare le spinte asimmetriche del vento.

Curvando una trave creò qualcosa di dinamico.

1956-60, Ambasciata Americana di Londra; è un modello inquieto e pieno di incertezze. Viene tenuto un

concorso in cui il progetto di Saarinen è l’unico che sembra integrarsi con gli altri tre edifici affaccianti sulla

piazza in stile Neo-Giorgiano. Ricorre alla forma funzionale di un prisma e riesce ad esprimere il massimo

di ricchezza ed esuberanza con l’impiego di una serie di risorse: l’ornamento nella parte alta dell’edificio;

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DESCRIZIONE APPUNTO

Appunti di Storia dell'Architettura III, corso tenuto dal professor Masiello presso la facoltà di Architettura di Firenze. Il programma copre un arco temporale che va dal tardo ottocento sino ai giorni nostri. Sono trattati, tra gli altri, Adolf Loos, Le Corbusier, Frank Lloyd Wright, Mies Van Der Rohe, Alvar Aalto, Eero Saarinen, Louis Kahn, Tadao Ando più i principali movimenti che hanno caratterizzato l'architettura nel novecento.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in architettura
SSD:
Università: Firenze - Unifi
A.A.: 2016-2017

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Piccettino di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia dell'architettura moderna e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Firenze - Unifi o del prof Masiello Emanuele.

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